Vai al contenuto
Antibufala: il video di Benedetto XVI snobbato dai vescovi

Antibufala: il video di Benedetto XVI snobbato dai vescovi

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2013/04/06.

Circola su Facebook e Youtube un video che sarebbe stato “ripreso dalla TV polacca” durante una “visita di Benedetto XVI in Germania il 22/9/2011” e mostra un gruppo di “Vescovi (probabilmente gli stessi che l’hanno indotto a dimettersi)” che “indietreggiano rifiutandosi di stringergli la mano”.

È un bell’esempio di errata (o forzata) interpretazione delle immagini, tolte dal proprio contesto, che era già stato discusso e sbufalato due anni fa, quando il video era apparso inizialmente su Internet, poco dopo gli avvenimenti mostrati: Benedetto XVI era ancora in carica ed era in visita in Germania presso lo Schloss Bellevue, la residenza ufficiale del presidente tedesco, Christian Wulff, il 22 settembre 2011.

Il Papa non sta porgendo la mano ai prelati, ma li sta presentando al presidente tedesco.

La versione integrale del video, ripreso dalla TV vaticana (non dalla “TV polacca”), mostra (da 5:00 in avanti) che il presidente tedesco fa lo stesso gesto di tendere la mano in segno di presentazione a Benedetto dei membri del proprio governo, come si vede qui accanto. L’equivoco qui è meno facile perché Wulff tende la mano sinistra, mentre Benedetto, quando presenta i propri prelati, tende quella destra.

In altre parole, i “vescovi” non stanno snobbando Benedetto, ma stanno fraintendendo il gesto del Papa, scambiandolo per una mano tesa da stringere (o cogliendo l’occasione per stringerla), quando in realtà a questo punto della cerimonia dovrebbero stringere la mano al presidente tedesco; quindi sono semmai i prelati che stringono la mano al Papa a compiere una gaffe, non quelli che “rifiutano” di farlo. L’audio italiano del video originale cita anche i nomi di alcuni di questi prelati (il cardinale Tarcisio Bertone, per esempio; altri sono identificati negli aggiornamenti qui sotto).

Attenzione, insomma, a non pensare che i video non possano mentire e a non interpretare le immagini secondo la propria visione del mondo invece che secondo il loro contesto.

Aggiornamenti

2013/04/04: questo articolo è stato citato da AGI e da L’Unità condendolo con una ragguardevole serie di strafalcioni.

2013/04/06: la citazione fatta da Tempi.it è molto più corretta. Inoltre Il Vaticanista ha identificato quasi tutti i prelati inquadrati e spiegato l’assurdità dell’idea che queste persone rifiutino di stringere la mano al Papa: molti di loro sono collaboratori strettissimi del Papa (per esempio Guido Marini, Maestro per le Celebrazioni Liturgiche, e il già citato Bertone, Segretario di Stato e responsabile degli Affari Esteri del Vaticano).

Antibufala: il video antigravità degli OK Go

Antibufala: il video antigravità degli OK Go

Ultimo aggiornamento: 2016/02/18 22:40.

Il nuovo video degli OK Go, intitolato Upside Down, Inside Out, parte subito dichiarando che “Quello che state per vedere è reale. Lo abbiamo girato in gravità zero, in un vero aereo, in cielo. Non ci sono fili o green screen”. Seguono tre minuti abbondanti di evoluzioni spettacolari e impossibili che fanno davvero sembrare che gli OK Go abbiano annullato la gravità. Molti si stanno chiedendo come possa essere vera l’affermazione del gruppo musicale, noto per i suoi video stracolmi di illusioni ottiche e di effetti ottenuti dal vivo, senza trucchi digitali.  È una bufala?

Non proprio. La tecnica descritta dagli OK Go, ossia usare un aereo per creare un effetto identico all’assenza di peso, è reale e documentata da decenni: la adoperano gli astronauti per allenarsi all’assenza di peso che troveranno nello spazio. Basta lanciare l’aereo su una traiettoria che lo faccia arrampicare in cielo e poi ridurre la spinta dei motori: il velivolo traccia un arco parabolico e poi inizia a cadere, e durante questo periodo di caduta libera a bordo si ha l’effetto dell’assenza di peso (non assenza di gravità: la gravità c’è ancora ed è infatti quella che attira l’aereo verso terra, ma siccome i passeggeri cadono alla stessa velocità con la quale cade l’aereo, gli oggetti e le persone a bordo fluttuano come se non ci fosse gravità).

OK Go – Upside Down & Inside Out
Hello, Dear Ones. Please enjoy our new video for “Upside Down & Inside Out”. A million thanks to S7 Airlines. #GravitysJustAHabit
Pubblicato da OK Go su Giovedì 11 febbraio 2016

Fin qui, insomma, il video degli OK Go è realistico, ma c’è un piccolo problema: i periodi di caduta libera ottenibili con gli aerei durano al massimo una ventina di secondi (per non schiantarsi al suolo) e sono seguiti da un periodo di alcuni minuti nel quale i piloti fanno rialzare l’aereo dalla sua traiettoria diretta verso il suolo, con un’accelerazione che aumenta il peso degli occupanti. Nel video, invece, ci sono circa tre minuti di assenza di peso ininterrotti. Allora c’è un trucco?

Ebbene sì: il video è stato realizzato in spezzoni brevi che poi sono stati uniti in fase di montaggio, come sottolinea su Facebook persino la NASA. Secondo la spiegazione pubblicata sul sito ufficiale degli OK Go, si tratta di una ripresa singola di 45 minuti, che include otto periodi consecutivi di assenza di peso di circa 27 secondi intervallati da alcuni minuti di condizioni normali: questi minuti sono stati tolti dal video e gli stacchi non si vedono grazie a un piccolo ritocco digitale di morphing. Se li volete scovare senza troppa fatica, sono a 0:46, 1:06, 1:27, 1:48, 2:09, 2:30 e 2:50.

Avrete forse notato che fra uno stacco e l’altro non passano 27 secondi, ma 21: è esatto, perché le riprese sono state accelerate in post-produzione in modo da far corrispondere i 27 secondi di assenza di peso ai 21 delle varie sezioni della canzone. Gli OK Go, durante il volo, riproducevano la canzone rallentandola di quasi il 30%.

Le riprese si sono svolte su un grande aereo apposito del Centro di Addestramento per Cosmonauti vicino a Mosca, all’interno del quale è stata costruita una finta fusoliera d’aereo di linea, ben più lavabile dei normali interni di un velivolo. Geniale e divertente.

2016/02/18: È stato pubblicato un video che mostra in dettaglio quello che è successo dietro le quinte, comprese le complicazioni di nausea e vomito e il rallentamento della musica per adattarla alla durata dei periodi di assenza di peso, e spiega la teoria del volo parabolico.

Fonti aggiuntive: Nofilmschool, S7 Airlines, Buzzfeed, Redbull.com.

Preparazione e decollo del cargo spaziale Cygnus in 4K

Preparazione e decollo del cargo spaziale Cygnus in 4K

Se non sapete cosa guardare sul vostro televisore 4K, ho una proposta: questa, ossia l’allestimento e il lancio del razzo Atlas V che pochi giorni fa ha trasportato un veicolo cargo Cygnus di rifornimenti diretto alla Stazione Spaziale Internazionale (e arrivato a destinazione ieri). Qui sotto trovate il video a bassa risoluzione, ma Youtube lo offre anche in versione 4K. È, come dire, notevole.

Salvare i video di Youtube

Salvare i video di Youtube

Ecco tre trucchi veloci per salvare i video di Youtube in modo da poterli rivedere con comodo e conservare.

Il primo è prendere l’indirizzo del video desiderato (per esempio questo) e sostituire la Y di Youtube con un 3: il sito 3outube.com vi offrirà una schermata dalla quale potrete scaricare il video in formato MP4 o FLV.

Il secondo è aggiungere la parola inglese kick davanti a Youtube nell’indirizzo del video: Kickyoutube.com vi mostrerà una pagina in stile Youtube ma con una barra di opzioni in più che consente di scaricare il file nei formati FLV, MPG, MP3 e MP4 in alta definizione.

Il terzo è andare a Keepvid.com e immettervi l’indirizzo del video su Youtube o altri siti e poi cliccare su Download per ottenere due link dai quali scaricare il video in formato FLV o MP4, oppure installare il plug-in o bookmarklet (nei browser compatibili basta trascinarlo alla barra dei link): comparirà nella barra dei link l’opzione “Keep It!”. Fatto questo, andate al video che vi interessa, cliccate sull’opzione “Keep It!” che avete appena aggiunto e vi verrà offerta la possibilità di scaricare in vari formati.

“Misteri da vendere” ora scaricabile

“Misteri da vendere” ora scaricabile

Video antibufala: un primo esperimento

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ci sono cose che risultano molto più facili da spiegare e da capire se viste in video. Produrre video antibufala, però, è un’operazione ben più impegnativa che scrivere un articolo di blog. Un conto è aprire una pagina di Blogger, scrivere un paragrafo di aggiornamento e salvare con un clic; un altro è girare nuovi filmati, metter mano a un programma di editing, e poi rigenerare il filmato e postarlo su Youtube. Vale la pena?

Avrei detto di no, ma sto cominciando a ricredermi. L’efficacia comunicativa di un filmato ripaga l’investimento di tempo necessario per produrlo: l’importante, però, è che le informazioni da comunicare siano preponderantemente visive (anche immagini statiche, ma comunque immagini). Fare un video per presentare informazioni testuali o astratte è mostruosamente inefficiente.

I frutti del mio primo esperimento in materia sono a vostra disposizione per lo scaricamento e la libera distribuzione: sono gli spezzoni già trasmessi da Matrix del mio video-documentario di sbufalamento undicisettembrino 11/9: Misteri da vendere. Si tratta di versioni leggermente ripulite e aggiornate rispetto a quelle trasmesse (è un esperimento, sto ancora imparando).

I video sono disponibili in due versioni, entrambe in formato MPEG4: una a risoluzione normale (640 x 480) e una a risoluzione ridotta (320×240). La versione a risoluzione ridotta è molto più leggera da scaricare ed è compatibile con i player video di molti telefonini, per cui è pratica da portare in giro per mostrare a chiunque sia interessato.

Tutti i video sono liberamente distribuibili e duplicabili gratuitamente secondo licenza Creative Commons.

Il link dal quale scaricare questi video e i loro successivi aggiornamenti ed ampliamenti è questo, che porta ad Archive.org, dove sono ospitati fisicamente i file.

Se l’esperimento vi piace, approfondirò questa forma di comunicazione, per esempio per le demo di installazione di Linux e/o per il mio non-libro Da Windows a Mac. Ho già investito nell’acquisto di Final Cut Express (questi video li ho fatti con iMovie e qualche programma accessorio) e ho scoperto che il montaggio video è per me una droga, quindi non dite che non vi ho avvisato. Se i miei video sono peggio dei filmini delle vacanze degli amici, avvisatemi, così non perderò altro tempo a rifinire il mio discorso di ringraziamento per la serata degli Oscar.

Aggiornamento

Non mi aspettavo così tanto interesse: il server è intasato e ho dovuto rimuovere temporaneamente i link e i file. Ora ho ripristinato il tutto appoggiandomi su Archive.org, dove i file sono raggiungibili tramite questo link.

Aggiornamento (2007/10/12)

La versione corrente dei video è scaricabile anche presso Esperia.com (che ringrazio, insieme a Stefano Quintarelli, per la disponibilità) in formato WMV (320×240):

Volo virtuale spettacolare con la Patrouille Suisse: l’inquadratura la scegliete voi

Volo virtuale spettacolare con la Patrouille Suisse: l’inquadratura la scegliete voi

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/07/24 1:05.

I video ripresi a bordo degli aerei delle pattuglie acrobatiche sono sempre spettacolari, ma ormai ce ne sono tanti, anche in altissima definizione. Se però volete un brivido nuovo e disponete di un browser recente in grado di riprodurre i video di Youtube ripresi a 360° (Google Chrome e Firefox vanno benissimo, per esempio), godetevi questo video della Patrouille Suisse e divertitevi a guardarvi intorno in tutte le direzioni trascinando il cursore o cliccando sulle frecce in alto a sinistra. Buona visione, preferibilmente a tutto schermo.

Per i tanti che se lo chiedono quando guardano in basso e si accorgono che i comandi si muovono da soli: no, l’aereo non è radiocomandato. Si tratta di un velivolo biposto e uno dei posti è occupato dal cameraman, che non deve toccare i comandi, mentre l’altro è occupato dal pilota, che invece i comandi li manovra eccome. Guardatevi intorno (anche dietro) e tutto sarà più chiaro.

Dieci anni di video su Youtube

Dieci anni di video su Youtube

S’intitola semplicemente Me at the Zoo (Io allo zoo) ed è il primissimo video mai pubblicato su Youtube: diciannove secondi in cui il ventiseienne Jawed Karim, uno dei fondatori di Youtube, parla degli elefanti che ha alle proprie spalle presso lo zoo di San Diego. Era il 23 aprile 2005: Youtube.com esisteva da febbraio, ma era un guscio vuoto. Ecco quel video, ancora online oggi:

È difficile pensare che soltanto dieci anni fa questo video era un’innovazione tecnologica straordinaria: nel 2005 il videostreaming, ossia la visualizzazione istantanea di video, senza attese significative, in una pagina Web, e senza doverli scaricare preventivamente per intero, era sostanzialmente fantascienza. Certo, c’era Real Player, che dalla metà degli anni Novanta consentiva lo streaming audio e in seguito quello video, ma era afflitto da rallentamenti esasperanti (a chi frequentava Internet in quegli anni la dicitura Buffering… Buffering è impressa a fuoco nella retina) e da una qualità scadente. Vedere i video musicali o i trailer dei film a piacimento, invece di doverne attendere il passaggio in TV nei programmi specializzati, era per quei tempi una novità travolgente.

Oggi chiunque può pubblicare e condividere video in alta definizione, e anche in 3D, grazie a Youtube. Video come questo, di Luc Bergeron, che compilano alcune delle tante emozioni positive e negative che Youtube ha diffuso e ha conservato.

Che fine ha fatto Jawed Karim? Adesso ha 36 anni e un patrimonio stimato di circa 140 milioni di dollari, derivati dal suo ruolo nella creazione dei componenti software principali di PayPal quando aveva poco più di vent’anni e dalla vendita di Youtube a Google per 1,65 miliardi di dollari nel 2006, e fa il mentore e mecenate per le idee innovative tramite la Y Ventures. Non si sa mai quando potrebbe nascere il prossimo fenomeno planetario come Youtube.

Intanto la tecnologia corre e Youtube si lascia alle spalle i dispositivi vecchi: Google ha infatti eliminato il supporto per i dispositivi iOS fermi alle versioni precedenti la 7.0, per le smart TV non recenti che non hanno supporto per HTML5 e per le Apple TV di prima e seconda generazione. Meno di cinque anni dopo l’acquisto, questi prodotti sono stati resi incompatibili e inutili.

Paolo Nespoli tornerà nello spazio; Stazione Spaziale a 4K spettacolare

Paolo Nespoli tornerà nello spazio; Stazione Spaziale a 4K spettacolare

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alla gentile donazione di “giuseppe.degr*” e “luca88*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora.

L’astronauta italiano Paolo Nespoli tornerà a visitare la Stazione Spaziale Internazionale nella seconda metà del 2017, partendo probabilmente verso maggio, con la Expedition 52/53: la voce circolava da qualche tempo, ma ora la notizia è ufficiale e pubblicata in dettaglio da Astronautinews.it. Per Paolo sarà la terza visita, dopo quelle del 2007 e del 2010-11 (quella che ci ha regalato, fra l’altro, le fantastiche foto dello Shuttle attraccato alla Stazione).

Troverà sicuramente molti cambiamenti nella Stazione, compresa la possibilità di effettuare riprese video in altissima definizione grazie alle videocamere 4K (UHD) presenti a bordo. La NASA ha già pubblicato alcuni spezzoni di questi video su Youtube e sono di una bellezza mozzafiato, sia per la qualità d’immagine, sia per il contenuto (magnifico il timelapse dello spostamento robotizzato del modulo PMM Leonardo da un punto all’altro della Stazione, senza dover ricorrere a una passeggiata spaziale). Se potete, guardateli a tutto schermo, al buio, su un monitor che regga la loro risoluzione originale. Non ve ne pentirete.

Se la vostra connessione a Internet non regge uno streaming 4K, potete scaricare i video rispettivamente qui e qui dall’Internet Archive. Buona visione.

Anche se non sono in formato 4K, segnalo dall’Internet Archive anche questi incantevoli video HD di passeggiate spaziali, realizzati con le videocamere GoPro montate sulle tute o agganciate temporaneamente alla Stazione (attenzione, alcuni sono piuttosto grandi):

– EVA russa del 27 dicembre 2013 (prima parte, 1,4 GB; seconda parte, 862 MB)
– EVA statunitense del 27 ottobre 2014, ripresa dai russi (prima parte, 3,7 GB; seconda parte, 1,5 GB; terza parte,  526 MB)
– EVA del 27 febbraio 2015 (20 GB)
– EVA del 2 marzo 2015 (15 GB)

I rumori che si sentono in questi video sono quelli trasmessi attraverso le tute o attraverso la struttura della Stazione.

Come scaricare i video di Ustream?

Come scaricare i video di Ustream?

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alla gentile donazione di “cricim*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora.

Conoscete qualche tecnica efficace per catturare e identificare i video dagli archivi di Ustream? Ho provato vari software, compreso iTube Studio di iSkySoft, ma non sono riuscito finora a trovare una soluzione efficiente per gli streaming HD di Ustream, per cui mi appello alla vostra competenza collettiva.

Come ben sapete, visto che ne parlo spessissimo qui, su Ustream vengono trasmessi in diretta e poi archiviati vari flussi di streaming video dalla Stazione Spaziale Internazionale che mostrano vedute meravigliose della Terra in alta definizione (per esempio ISS HD Earth Viewing Experiment qui) e permettono di seguire gli astronauti al lavoro all’interno e all’esterno della Stazione (Live ISS Stream qui). C’è anche il canale TV della NASA (NASA Public) qui.

Dopo la diffusione in diretta, lo streaming viene reso disponibile a blocchi (solitamente di due o tre ore), che sono elencati a destra della finestra di streaming se si clicca sulla scheda Videos, come mostrato qui sopra. Ciascuno di questi blocchi ha un proprio link, per esempio:

http://www.ustream.tv/recorded/58363439

Un metodo che funziona per scaricare un blocco è immettere il suo link in http://savevideo.me/it/, cliccare su Scaricare e attendere un attimo; quando compare l’immagine del video, si fa clic destro su Scaricare video file e si salva il file corrispondente. I file sono piuttosto pesanti (anche 6 gigabyte), ma per me non è un problema, perché il Maniero Digitale ha una connessione piuttosto veloce (90 megabit reali in download).

Il formato di archiviazione è piuttosto caotico: risalire alla data e all’ora di uno specifico video è complicato e a volte i link nell’elenco non corrispondono alla cronologia effettiva. Se conoscete qualche trucco per ricavare questi dati, segnalatemelo nei commenti. Tutto quello che ho trovato fin qui è che la struttura dei nomi dei file è la seguente: un numero univoco, invariabile per tutti i video di uno stream, seguito dall’ultima parte dell’URL del video. Per esempio:

http://www.ustream.tv/recorded/58361660

linka un file di nome 1_9408562_58361660.mp4 e tutti i file dello stream Live_ISS_Stream iniziano con 1_9408562_.

In particolare, se avete qualche tecnica che consenta lo scaricamento batch di questi file, segnalatemela: quello che sto cercando è in sostanza un modo affidabile per mettere in coda i vari file, in modo che quando finisce lo scaricamento di uno inizi automaticamente lo scaricamento del successivo. L’ideale sarebbe un sistema che mi consenta di indicare semplicemente uno stream (per esempio questo) e mi scarichi automaticamente tutti i blocchi di quello stream, uno dopo l’altro.

Mi piacerebbe infatti avere un modo per archiviare e rivedere i momenti salienti delle giornate degli astronauti per poterveli mostrare e per presentarli alle mie conferenze. Quando sono al lavoro al Maniero, tengo quasi sempre un monitor con lo streaming della ISS, e questo mi ha permesso di cogliere dal vivo parecchie chicche, ma so che comunque mi sto perdendo molto nei giorni e nelle ore in cui non sono davanti al monitor che mostra le immagini dallo spazio. Per esempio, ho visto soltanto per caso questa vite che scappa, oppure questa giocosa sequenza di capriole di Samantha a notte fonda il 13 marzo scorso:

I commenti sono a vostra disposizione per ogni suggerimento: le soluzioni che girino su Mac o che siano indipendenti dal sistema operativo sono particolarmente benvenute.

Aggiornamenti

Molti di voi, via mail/tweet/commenti, hanno suggerito l’uso di VLC da riga di comando, come descritto per esempio in questa pagina del manuale di VLC, ma questo non risolve il problema di identificare l’URL dello stream da catturare, che non è esplicito e va catturato con qualche altro sistema (Savevideo, appunto, oppure brutalmente Wireshark), e di mettere in coda i blocchi uno dopo l’altro per lo scaricamento.

Da un amico dell’associazione italiana ISAA (Italian Space and Astronautics Association, quelli degli ottimi siti in italiano Astronauticast e Astronautinews, per intenderci) e dai commenti qui sotto arriva il suggerimento di Livestreamer, uno script Python multipiattaforma che fra le varie opzioni permette anche di salvare su disco uno stream.

Pgc segnala che esiste anche un’altra pagina che riassume i link ai video di Ustream: per esempio, per il Live ISS Stream la pagina è http://www.ustream.tv/channel/live-iss-stream/videos/.