Vai al contenuto
Come ti creo il mistero dove non c’è: lo scatolone del Pentagono a “Matrix” e altre false prove di complotto

Come ti creo il mistero dove non c’è: lo scatolone del Pentagono a “Matrix” e altre false prove di complotto

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Butto giù due righe a caldo subito dopo la messa in onda di Matrix di oggi (a proposito, lo potete rivedere integralmente qui).

I tempi televisivi sono sempre dannatamente stretti, e ho avuto tempo di dire solo una cosina di per sé banale ma simbolica: per chi si stesse domandando qual è la scatola misteriosa alla quale ho accennato nel mio intervento telefonico a fine trasmissione, è quella mostrata qui sotto, nella medesima immagine presentata come se fosse un documento inquietante da Massimo Mazzucco, accompagnata dalla frase sibillina “…forse è stato qualche cosa che noi non dovevamo vedere?”.

matrix.png

Lungi dall’essere una scatola contenente chissà quale oggetto che il mondo non deve vedere, è semplicemente una normale tenda. Notate come i militari non fanno alcuna fatica a sollevarla?

Per essere precisi, è una tenda come questa, eretta davanti al Pentagono:

Pentagon03_tarp.jpg

Visto com’è facile creare un mistero dove non c’è? Come mostrato anche dagli ospiti in studio a proposito delle parole dell’inviato della CNN estrapolate dal loro contesto dal filmato di Mazzucco, è semplicissimo prendere una situazione innocente e farla passare per una prova di complotto, ed è una cosa che i documentari prodotti dai sostenitori delle tesi alternative fanno frequentemente. Troppo frequentemente. Io non faccio altro che indicare questi errori, piccoli e grandi, in modo che possano essere eliminati, lasciando pulita la verità rimanente, qualunque essa sia.

Sì, certo: non sposo in tutto e per tutto la versione ufficiale. Ci sono eccome dei punti oscuri o mal documentati negli attentati dell’11 settembre (il Volo 93, per esempio), ma non sono quelli prediletti dai complottisti. Anzi, inventarsi demolizioni controllate, aerei fantasma e scatole misteriose finisce per distrarre dai veri punti oscuri. I complottisti, involontariamente, fanno il gioco degli insabbiatori. Ammesso che ci sia qualcosa da insabbiare.

Ci sarebbero molte altre cose dette stasera che andrebbero chiarite, ma l’ora è tarda: le troverete qui domani. Per ora vorrei ringraziare chi ha seguito la trasmissione e la redazione di Matrix per avermi offerto l’opportunità di collaborare al programma, e dare il benvenuto a chi visita questo blog per la prima volta e si chiede in che razza di posto è finito.

Permettetemi di consigliarvi una sfogliata alle mie indagini sull’11 settembre e su molte altre storie che circolano in Rete. Così mi presento e potete decidere subito se scappare o no finché siete in tempo.

Poi non dite che non vi avevo avvisato.

Aggiornamento (2006/06/01)

Per chi si è perso il programma, è visibile in streaming sul sito di Matrix. Secondo quanto indicato da Mediaset, la puntata ha avuto una media di 1.270.000 spettatori con una media di 5.543.000 contatti. Non male. Gli ospiti sono stati Franco Fracassi (giornalista e documentarista, collaboratore di Giulietto Chiesa) e Alessio Vinci (capo ufficio corrispondenza CNN in Italia).

Ecco alcune delle cose da chiarire alle quali accennavo prima:

  • Il “B-52” e l’Empire State Building. Era un B-25 Mitchell, lento bimotore a elica del peso medio di 15 tonnellate, non un B-52, enorme bombardiere nucleare con otto motori a getto come ha detto Fracassi (parte 2, 3:20). La differenza è importantissima: è come dire “l’edificio è stato colpito da un TIR e non gli è successo nulla” quando invece l’ha colpito un Ape Car. Ci vuole una decina di B-25 per fare il peso di un Boeing 767 come quelli che hanno colpito il WTC.
  • I rottami al Pentagono. Nel filmato che illustrava i rottami d’aereo presenti al Pentagono è stata inclusa per errore (mea culpa, l’ho etichettata male io) un’immagine di una ruota d’aereo che in realtà proviene dal WTC. Inoltre è stata mostrata anche un’immagine che non faceva assolutamente parte del materiale che ho fornito alla redazione: la vedete qui sotto. Non so da dove sia stata tratta quest’immagine e mi sembra che rechi tracce di fotomontaggio (o forse sono artefatti di compressione) intorno al contorno del motore. Ho scoperto in seguito che proviene da Inganno Globale di Mazzucco (a circa 27:25).
Matrix motore.png
  • Missili antiaerei al Pentagono. Non esiste alcuna batteria antiaerea, men che meno automatica, intorno al Pentagono. Chi, come Fracassi ieri sera, dice che esiste, faccia la cortesia di indicarne ubicazione, caratteristiche e tipo, e la fonte di questi dati. Altrimenti è una leggenda metropolitana la cui mancata verifica scredita i complottisti. Dai commenti qui sotto segnalo che su Luogocomune.net “un analista militare, a pagina 42 della discussione sullo Speciale TG1 conferma che il Pentagono, a differenza della Casa Bianca, NON è difeso da sistemi missilistici.”
  • Il buco lasciato dal Volo 93. Mazzucco “dimostra” che la buca d’impatto in Pennsylvania è troppo piccola basandosi esclusivamente sulle misure spannometriche di un singolo testimone. Eppure le foto successive, mostrate da Mazzucco stesso, indicano che la buca è ben più grande di quanto detto dal testimone. Strano.
  • I danni al WTC 7: Fracassi afferma “io ho visto le fotografie di quell’edificio da tutte quante le angolazioni e i grandi squarci non li ho visti”. Sarebbe interessante se ce le mostrasse: io le ho cercate parecchio senza successo. Nega l’esistenza di grandi incendi (ma ho un filmato che mostra fumo che esce da tutta la facciata).
  • La “manovra impossibile” al Pentagono è stata illustrata, nel documentario di Mazzucco, con un filmato di un caccia militare che fa una manovra acrobatica completamente diversa da quella che viene descritta.

Aggiungo un paio di considerazioni sul mio apporto dietro le quinte:

  • ho collaborato semplicemente preparando un testo e fornendo filmati e fotografie che rispondevano ad alcune domande specifiche poste dalla redazione, senza visionare in anticipo la versione filmata di Mazzucco, altrimenti avrei preparato qualcosa di più specifico.
  • Il testo che ho fornito è stato comunque ampiamente adattato e ridotto rispetto al mio originale (era previsto, ho fornito molto materiale per permettere di selezionarlo). Appena ho tempo, ne preparo e pubblico una versione integrale. Fatto.
  • Ero in contatto telefonico con la redazione per buona parte della diretta e ho fatto alcune segnalazioni sugli errori fatti da entrambi gli ospiti (i cinque aerei dirottati, il B-52 al posto del B-25), ma non sempre è stato possibile farle avere in tempo reale a Mentana.

Ho preparato un breve sunto del contenuto del programma nella versione scaricabile.

  • Parte 1: Introduzione. Mentana presenta il filmato “complottista” di Mazzucco e quello “ufficialista” realizzato dalla redazione con il mio apporto. Presenta gli ospiti. Si parla di buchi nella difesa aerea USA. Vinci esordisce malissimo, affermando che le teorie complottiste sono recenti (falso, il libro di Meyssan risale al 2002) e che gli aerei dirottati erano cinque (erano quattro).
    Anche Fracassi parte con frasi sconclusionatissime, tanto che Mentana lo deve soccorrere verbalmente. Poi Fracassi accenna alle esercitazioni in corso l’11 settembre per indicare che un attentato con aerei non era totalmente inatteso. Accenna anche agli interventi rapidi dell’aviazione USA nei casi precedenti di aerei dirottati o dispersi o con transponder fuori uso.
  • Parte 2: si parla dell’impossibilità di “perdere” quattro aerei di linea nello spazio aereo USA. Mentana obietta ricordando il caso di Mathias Rust, che con un Cessna riuscì addirittura a beffare la sorveglianza dell’intera Unione Sovietica e atterrare sulla Piazza Rossa a Mosca.
    Vinci ricorda che Bush fu avvisato formalmente della sospetta intenzione di bin Laden di commettere attentati in USA, ma l’avviso non fu preso in considerazione come rischio imminente.
    Mentana presenta i filmati dell’attacco.
    Si parla dei crolli del WTC. Fracassi afferma (2:40) che “non esiste nessuna assicurazione al mondo che assicura questi grattacieli per incendio… perché la cosa non è possibile”. Affermazione tutta da verificare.
    A 3:21 Fracassi cita l’impatto contro l’Empire State Building come prova che una collisione di un aereo non può far crollare un grattacielo: “l’Empire State Building è stato colpito molti anni prima da un Bo… da un B-52, che è molto più grande di quest’aereo qui e non ha sostanzialmente…” . Mentana chiede a Fracassi di confermare che un B-52 è più grande. “Sì, il B-52 è molto più g… è l’aereo più grande che ci sia”. Santo cielo, questa andava corretta subito, perché è una bugia estremamente ingannevole. Non era un B-52 (56 metri di apertura alare; peso massimo 220 tonnellate, il doppio degli aerei al WTC), ma un ben più modesto B-25 (20 m di apertura; 15 t di peso, un settimo degli aerei al WTC). Fra l’altro, il B-52 non è comunque l’aereo più grande del mondo (è ampiamente surclassato da Antonov 225, A380 e altri).
    Fracassi obietta che altri grattacieli hanno subito incendi vasti senza crollare. Vero, ma non avevano l’altezza e la struttura del WTC, e non erano stati colpiti da aerei da 100 tonnellate. Non è in grado di spiegare come possa il WTC aver iniziato a crollare proprio dal punto d’impatto degli aerei, se è stato fatto crollare con cariche esplosive.
    Fracassi dice che “nelle due settimane precedenti l’11 settembre le torri sono state evacuate per tutti e due i fine settimana, e ci sono tante testimonianze riguardo questa cosa qui, sia di gente che lavorava nelle torri, sia di gente che lavorava o viveva di fronte alle torri. Sono state evacuate e sono state spente per entrambi i fine settimana l’intero circuito interno di telecamere, per delle esercitazioni ufficialmente. Dopodiché nella settimana prima dell’11 settembre, insomma diciamo gli ultimi giorni, non sono più stati fatti circolare i cani antibomba dentro le torri.”. A me risulta, ma attendo smentite, che i cani antibomba siano stati fatti circolare soltanto in quel periodo a seguito di un allarme bomba e non facevano affatto parte delle misure di sicurezza standard. Sembra sottintendere che le torri siano state minate in due weekend.
    Vinci obietta che “le torri non sono cascate per via di un incendio, questo non era un incendio, erano due aerei che si sono schiantati carichi di carburante… l’acciaio non si è sciolto, si è indebolito e col peso ha ceduto”. E aggiunge: “fino a quando uno non ha una risposta certa che la versione ufficiale non è tale, allora dobbiamo avere delle prove altrettanto forti, e francamente parlando in questo momento io ancora quelle poche che ho avuto il tempo di guardare su Internet non ne ho trovate”.
  • Parte 3: Fracassi accenna all’attentato al WTC nel 1993. Teorizza che la potenza esplosiva di quell’attentato fosse superiore a quella degli aerei (su che basi?). Afferma che da allora erano state prese misure “anche strutturali” (quali? ce le documenta? come si rinforza una torre di 400 metri? Per quel che ne so, dopo l’attentato del 1993 furono semplicemente aggiunte luci lungo le trombe delle scale) per rinforzare le torri.
    Si discute di come fare una demolizione: radiocomandata? Non c’è alcuna prova, ovviamente: è soltanto una teoria.
    Fracassi lamenta la carenza di prove fornite dal governo USA.
    Accenna al famoso passaporto del terrorista ritrovato (il ritrovamento è stato poi smentito ma furono trovati altri effetti personali di terroristi e anche di passeggeri, ma questo non viene detto) e ad altri dettagli a suo dire anomali.
    Vinci ricorda che fu segnalato dall’FBI che arabi stavano frequentando scuole di volo.
  • Parte 4: Si discute del WTC7. Fracassi ipotizza che il WTC7 sia stato demolito per nascondere le tracce delle transazioni borsistiche sospette. Forse non considera che il sistema informatico borsistico ha backup e sistemi di disaster management che conservano copie altrove, per cui demolire per questa ragione il WTC7 non ha senso.
    Fracassi obietta che le tracce dei danni al WTC7 non le ha viste, pur avendo visto foto del lato che il capo dei pompieri descrive come danneggiatissimo.
    Fracassi obietta che altri palazzi sono rimasti integri: vero, ma anche altri sono crollati. Capita.
    Fracassi cita la frase di Silverstein, ipotizzando che il WTC7 debba essere stato minato in anticipo.
    Parla di cause per mobbing contro ex agenti FBI che indagavano troppo.
    Vinci ipotizza la distruzione volontaria del WTC7 per nascondere documenti CIA: ma mi pare stupido demolire un palazzo quando basta una batteria di distruggidocumenti. E se qualche foglio top secret svolazza fuori durante la demolizione?
    Mentana ripresenta il filmato (tratto credo da Loose Change) dell’aereo che ha colpito l’Empire State Building per mostrare che l’aereo non era poi così enorme come detto prima: era un modesto B-25, non un B-52.
  • Parte 5: Si parla del Volo 93. Viene presentata la tesi Mazzucco tramite il suo filmato (non presente nella versione scaricabile di Matrix). Fracassi dice che la ricostruzione degli eventi si basa solo sulle telefonate fatte dai passeggeri (non è esatto: ci sono i registratori di volo, che hanno memorizzato il comportamento dell’aereo e l’audio in cabina, che è stato fatto sentire).
    Obietta che le telefonate sono poco plausibili perché in aereo non c’è campo. Ma alcune delle telefonate sono state fatte con i telefoni di bordo, che non usano la rete cellulare, e altre con i telefonini. Vinci risponde che una sceneggiata implicherebbe la collaborazione di tutti i familiari; chiarisce l’uso dei telefoni di bordo (Airfone).
  • Parte 6: Fracassi discute delle telefonate ricevute dal volo 93. Espone la teoria di “sceneggiare” gli attentati per creare degli eroi. Vinci obietta ma cita il caso Jessica Lynch (autentico falso mediatico). Vinci obietta che un ipotetico abbattimento sarebbe stato politicamente presentabilissimo e quindi sarebbe stato inutile nasconderlo.
  • Parte 8 (in realtà 7): interviene telefonicamente Mazzucco. Polemica con Vinci sull’esatto significato delle parole dell’inviato CNN al Pentagono citate nel documentario di Mazzucco. Intervengo telefonicamente io con l’esempio della tenda trasformata in mistero. Saluti. Sigla.

Sono a Sky TG24 sabato per bufale, Internet e complotti assortiti

Inconsapevole del pericolo, Marco Montemagno mi ha invitato al debutto di stagione del suo Reporter diffuso, in onda su Sky TG24, in diretta, sabato alle 11.35. Per una ventina di minuti parleremo di un nuovo filmato dell’11 settembre, di come i video amatoriali stanno spopolando in Rete e diventando il nuovo veicolo per truffe e bufale (ma anche di nuove celebrità ruttanti), e di altri argomenti internettiani.

Aggiornamento (2006/09/16 14:30)

Una rapida correzione preventiva: non ho ancora riascoltato la registrazione, ma mi sembra che mi sia scappato un “non ci sono fisici” fra i sostenitori delle ipotesi di complotto. In tal caso mi correggo: ce n’è uno, Steven Jones, che è professore di fisica alla Brigham Young University. E’ stato sospeso dall’incarico di recente perché ha coinvolto il nome dell’università nella pubblicazione dei suoi scritti complottisti, che incolpano il governo USA degli attentati. I dettagli sono nel blog Undicisettembre.

Linkerò qui la trasmissione appena si rende disponibile online. Eccola.

Domenica sono a Milano, complottisti unitevi; John Titor alla TV svizzera

Domenica sono a Milano, complottisti unitevi; John Titor alla TV svizzera

Domenica 15 aprile, dalle 11 alle 13, sarò a Milano alla fiera Falacosagiusta per presentare il libro 11 settembre: i miti da smontare, traduzione e adattamento italiano dell’inchiesta giornalistica della rivista statunitense Popular Mechanics sulle ipotesi di complotto riguardanti gli attentati dell’11 settembre 2001.

La traduzione è stata curata da me insieme ai tecnici del gruppo di ricerca Undicisettembre, e sono molto soddisfatto del risultato: spero invece che non lo saranno i complottisti, perché il libro polverizza le loro teorie più diffuse e chiarisce la psicologia del cospirazionismo nei suoi ricorsi storici.

Prevedo l’afflusso di molti complottisti, per cui lo spettacolo è assicurato, ma non c’è problema: la CIA mi ha fornito di un discreto ma efficiente servizio d’ordine che si mescolerà tra la folla.

Sempre domenica, alle 20.40 su TSI, parteciperò alla puntata di Storie dedicata al mito di John Titor, già discusso in parte in un articolo precedente. Sono curioso anch’io di vedere il documentario basato sulle indagini che ho svolto insieme alla redazione. Buona visione!

Apparizione all’UniMilano domani: l’avvocato e la bufala

Domani mattina, alle 10.30, sarò all’Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono, aula 400) per un incontro pubblico intitolato Il vero e il falso in Internet: appunti per giuristi consapevoli. Mostrerò alcuni esempi classici di tecniche d’inganno e di distorsione della realtà effettuate con le nuove tecnologie, quelle così poco familiari a molti di coloro che gestiscono la giustizia (e non solo in Italia).

Sarà anche un’occasione per mostrare alcune tecniche d’indagine antibufala particolarmente orientate all’analisi di foto e video per rivelare tracce di manipolazione o consentire di estrarre informazioni nascoste o poco evidenti che possono risultare risolutive. Se siete interessati al complottismo undicisettembrino, presenterò un’analisi tecnica della famosa video-rivendicazione di bin Laden che molti (anche al di fuori del complottismo più hard) ritengono falsa.

Ci vediamo a Pavia il 24 ottobre per esplorare la psicologia del complottismo?

Ci vediamo a Pavia il 24 ottobre per esplorare la psicologia del complottismo?

Mercoledì 24 ottobre alle 21 sarò a Pavia, all’Aula del ‘400, Palazzo Centrale, via Strada Nuova 65, insieme a Lorenzo Montali (ricercatore di psicologia sociale presso la Bicocca) per parlare di cospirazioni dell’11 settembre (ma non solo) da un’angolazione diversa dal solito: superata ormai la fase di sbufalamento, ci si può addentrare negli aspetti poco conosciuti di questa tragedia e negli aspetti psicologici, che riguardano tutte le moderne tendenze a intravedere cospirazioni dappertutto.

L’incontro s’intitola 11 settembre: il complotto che non c’è ed è organizzato da Studentindipendenti con il patrocinio dell’Università di Pavia. L’ingresso è libero.

Io sarò lì a presentare alcuni di questi aspetti (e, se tutto va bene, una novità che spero troverete interessante) e per discutere, insieme a Montali, delle ragioni di questo diffuso desiderio di spiegazioni cospiratorie per le grandi tragedie della storia. Il cospirazionismo, che riguardi l’assassinio di Kennedy, la scomparsa di Elvis Presley, le “scie chimiche” o lo sbarco sulla Luna, non è una semplice questione di teorie contrapposte o di indagini più o meno scientifiche: è uno specchio sui nostri processi mentali che penso trovete illuminante anche se ne avete piene le tasche dei complottisti undicisettembrini, lunari o sciachimisti.

Il vero mistero, infatti, è come mai persone altrimenti ragionevoli e sane di mente si lasciano trascinare in questi vortici di ipotesi paranoiche, fantascientifiche e surreali. Speriamo di poter dare qualche risposta in proposito, e per questo lasceremo ampio spazio alle domande del pubblico.

Comingsoon TV parla di complotti 11/9

Sono stato invitato telefonicamente a partecipare alla puntata odierna di Siamo Stati Uniti, oggi alle 15 su ComingSoon Television (canale 807 sul decoder di Sky, ricevibile sul digitale terrestre e in streaming via Internet).

L’occasione è l’uscita della quarta versione del video cospirazionista Loose Change, che ho visto in anteprima e che è veramente ben fatto: talmente documentato da essere costretto ad abbandonare le principali teorie alternative ed avvicinarsi alla ricostruzione comunemente accettata degli eventi dell’11 settembre.

È costato, dicono gli autori, duecentomila dollari: niente in confronto ai cinquecentomila euro del concorrente Zero di Giulietto Chiesa, che però al posto della ricerca iconografica e dei filmati d’archivio presenta cartoni animati. Ma questa è un’altra storia.

Una recensione dettagliata di Loose Change Final Cut è pubblicata qui insieme alla trascrizione integrale del video.

Aggiornamento

Mi scuso con gli ascoltatori e con i conduttori di Siamo Stati Uniti per le mie risposte troppo lunghe; non sentivo i loro disperati tentativi di fermarmi e li vedevo solo in ritardo in video (qui in Svizzera ricevo Comingsoon via cavo in digitale, e i ritardi dovuti alle varie ritrasmissioni sono micidiali).

Complotti undicisettembrini alla radio stasera

Complotti undicisettembrini alla radio stasera

Stasera alle 22 sarò ospite telefonico delle emittenti Radio Zero Sei e Nuova Spazio Radio (FM 88.100) per parlare di ipotesi di cospirazione intorno agli attentati dell’11 settembre.

Per partecipare alla trasmissione si possono inviare SMS al numero italiano 331.332.16.61 o e-mail a diretta chiocciola radiozerosei.it. La trasmissione è ascoltabile anche in streaming.

La foto qui sopra (cliccabile per ingrandirla) è un collage che mostra le reali dimensioni del foro al Pentagono. Il collage è stato realizzato da un sostenitore di alcune ipotesi cospirazioniste, che però riconosce che “di certo non si può dire che vi sia un buchetto di 4/5 mt.” come sostengono invece per esempio Dario Fo e Giulietto Chiesa nel video Zero.

Anche il popolarissimo video Loose Change, nella sua nuova edizione Final Cut, ha rinunciato alla teoria del foro troppo piccolo al Pentagono e anzi mostra i rottami dell’aereo.

Pian piano, un complottista alla volta, qualcosa si muove.

Aggiornamento (2008/01/14): la sintesi della trasmissione, alla quale ha preso parte anche Giulietto Chiesa, è scaricabile dal mio archivio (30 MB, 33 minuti circa).

Cospirazioni impossibili a Radio Città Fujiko oggi 16:30

Cospirazioni impossibili a Radio Città Fujiko oggi 16:30

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ho registrato un’intervista per Radio Città Fujiko a proposito delle teorie cospirazioniste sull’11 settembre. Se la materia vi interessa, verrà trasmessa intorno alle 16.30 oggi e domani. Il sito della radio è radiocittafujiko.it e l’emittente è ricevibile in streaming.

Aggiornamento

Le registrazioni della prima parte (12 minuti circa) e della seconda parte (altri 12 minuti) sono temporaneamente disponibili presso gli archivi online della radio e sono scaricabili in MP3 dal mio archivio generale (prima parte; seconda parte). La trascrizione, gentilmente realizzata da Andrea Occhi, è disponibile in questo articolo. Qui accanto vedete una foto del foro “troppo piccolo” nel Pentagono.

Le indagini sull’11/9, redatte insieme a vari ricercatori esperti di settore, sono presso Undicisettembre.info. Se poi volete vedere a che livelli è arrivato il cospirazionismo italofono, date un’occhiata a queste dichiarazioni di Giulietto Chiesa.

11/4: complottismo e 11 settembre a Verrès (Aosta), Psicologia dei cospirazionismi e indagini tecniche

11/4: complottismo e 11 settembre a Verrès (Aosta), Psicologia dei cospirazionismi e indagini tecniche

Venerdì sera alle 21 sarò a Verrès (Aosta), al Salone Bonomi in Piazzale Europa, per una conferenza-dibattito sull’11 settembre dal punto di vista delle teorie cospirazioniste e soprattutto per parlare degli aspetti ancora poco chiari e delle comprensibili perplessità che la dinamica straordinaria degli attentati ha suscitato in molte persone, pur senza indurle a evocare spettri di complotto.

Come è possibile che due colossi siano crollati così a New York (per non parlare di quel terzo crollato nel pomeriggio)? Come mai la difesa aerea è stata spiazzata? Quali sono le vere ragioni tecniche di una tragedia che ha letteralmente cambiato la storia? Perché le teorie cospirazioniste (non solo sull’11/9) hanno un’attrattiva così viscerale? Cercherò di dare qualche risposta a queste e altre domande attingendo alla mia esperienza personale di ex complottista e studioso dei cospirazionismi, portando del materiale pressoché inedito e proponendo un’analisi specifica dell’attacco al Pentagono, per poi dare spazio alle domande del pubblico.

L’ingresso è libero: Giulietto Chiesa è stato invitato, ma anche stavolta ha detto agli organizzatori che non è disposto al contraddittorio. Peccato, perché si parlerà anche del suo video Zero e delle 105 bubbole che contiene. Dovrebbe esserci comunque qualche cospirazionista a movimentare la serata, a giudicare da quanto leggo nei siti specializzati.

Portate le penne USB, così potrete scaricare l’ultima versione di Zerobubbole (il PDF che contiene l’elenco completo degli errori di Zero), i video di debunking di Misteri da vendere e le foto ad alta risoluzione che presenterò nel corso della serata.

Per maggiori informazioni, contattate gli organizzatori presso 12vda.com.

Post eventum

La serata è stata piacevole: è sempre affascinante notare le espressioni di sorpresa (“ah, ecco!”) del pubblico quando mostro immagini poco conosciute (come quelle dei tanti rottami al Pentagono), che chiariscono le giuste perplessità di chi non ha avuto occasione di studiare l’argomento.

Al tempo stesso la relazione è stata abbastanza movimentata: un membro del pubblico, in particolare, mi ha interrotto quasi subito con le classiche obiezioni cospirazioniste e altri gli hanno risposto altrettanto vivacemente, pregandolo di lasciarmi parlare, ma con poco successo; gli animi si sono scaldati non poco. Per un attimo ho temuto la rissa.

Come previsto, l’atteggiamento del contestatore solitario ma rumoroso ha seguito i classici schemi del cospirazionismo (che proprio per questo avevo presentato nella parte iniziale della presentazione, dedicata alla psicologia dei cospirazionismi): interruzione dell’esposizione altrui, raffica di asserzioni non documentate, spostamento di paletti man mano che le asserzioni venivano sbufalate, rifiuto di ascoltare le risposte. Lo abbiamo lasciato andare avanti non poco, e di questo mi scuso con gli altri partecipanti: ma se sono io a zittire qualcuno, i complottisti mi accusano subito di censura.

Comunque, come spesso avviene, il modo migliore per mostrare chiaramente quanto siano ridicole le ipotesi dei complottisti è lasciar parlare chi le presenta. L’esempio fatto dal cospirazionista in sala a proposito della caldaia in ghisa, che misteriosamente non fonde quando la si usa, è stato uno dei momenti clou della serata.

Anche il video dei “cinque metri ripeto cinque metri” con Dario Fo credo sia stato illuminante. Eccone una versione Youtube, leggermente ripulita rispetto alla versione mostrata durante la relazione (ho aggiunto i sottotitoli per chiarire quale parte proviene da Zero e quale proviene dalla documentazione fotografica non presentata in Zero):

Guarda il video su YouTube

Da lì siamo andati grosso modo a ruota libera, usando la relazione come canovaccio e rispondendo di volta in volta, con il supporto delle immagini e dei filmati, alle varie domande e facendo una ricostruzione dell’impatto al Pentagono, partendo dai dati disponibili e arrivando per deduzione a cosa può o non può aver colpito il Pentagono.

Preparerò una versione Youtube completa appena possibile: sono circa tre ore (la relazione dura molto meno, il resto è dibattito).

Vorrei ringraziare ancora Elena e Angelo, di 12vda.com, che hanno organizzato l’incontro, e tutti coloro che sono intervenuti (cospirazionisti compresi), per la splendida ospitalità, per il permesso di pubblicare le foto che vedete qui, e per la resistenza umana. Tre ore di dibattito sono una mazzata per chiunque.

La prossima tappa sarà a Lugano l’11 settembre; a ottobre, se tutto va bene, ci sarà anche un faccia a faccia con Maurizio Blondet.

Aggiornamento (2008/04/18)

Sto montando e mettendo su Youtube l’intero incontro, diviso in blocchi: trovate qui un mini-indice del contenuto dei singoli blocchi.

11/9, risposte al complottismo in TV il 18/6: finalmente un po’ di spazio TV anche ai debunker

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Espansione TV, un’emittente di Como,
mi ha invitato oggi (17/6) in studio per registrare un’ampia chiacchierata sulle
teorie cospirazioniste intorno all’11 settembre e per analizzare insieme un
breve video complottista (La Verità di Cristallo) nell’ambito del programma
Trenta denari, condotto da Emanuele Caso.

Se la cosa vi interessa, il programma andrà in onda domani sera (18 giugno) in
prima serata; ho partecipato gratuitamente in cambio del permesso di pubblicare
online la trasmissione. Le frequenze e la copertura di Espansione TV sono
elencate da
Wikipedia.

I commenti alla trasmissione possono essere immessi qui sotto oppure inviati
direttamente all’indirizzo di e-mail della trasmissione, che è
30denari chiocciola espansionetv.it.