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Artemis II, attenzione alle foto false sui social

Stanno circolando molte immagini falsificate che affermano di mostrare danni ingenti al veicolo spaziale dopo l’ammaraggio e altri momenti della missione Artemis II intorno alla Luna. Da cacciatore di bufale, ho alcuni consigli.

Primo: non diffondete per nessun motivo foto che non avete verificato e che non provengono direttamente dagli archivi originali NASA. Non importa chi ve le manda. Lo dico soprattutto ai colleghi giornalisti, che hanno un dovere professionale di controllo delle fonti e invece pescano a caso dai social (come è successo a un noto telegiornale italiano), per cui non posso consigliare di fidarsi ciecamente delle fonti giornalistiche, a meno che includano un link agli archivi originali.

Secondo: se dovete citare una foto falsificata per segnalarla, applicatele un VISTOSO indicatore visivo che mostra che si tratta di un falso.

Terzo: se avete un dubbio su una foto, non mandatela in giro. Semplice.

Quarto: non date la colpa all’IA. I falsi esistono da ben prima dell’IA. La colpa non è della tecnologia, ma delle persone che usano la tecnologia per ingannare gli altri. La colpa è anche di chi diffonde immagini sui social senza verificarle, solo perché sono impressionanti o spettacolari.

Lo scopo di chi diffonde queste immagini è la monetizzazione: chi le pubblica spera di avere milioni di visualizzazioni (come in questo caso) che facciano impennare la popolarità dei suoi account. In questo modo quegli account saranno vendibili a inserzionisti e spammer. Consiglio di bloccare gli account che diffondono immagini falsificate e non dicono che sono false.

Questi sono alcuni esempi di foto false riguardanti la missione Artemis II.

Le foto FALSE dei danni alla capsula al rientro

Quest’immagine è falsa perché:

  • le foto reali della capsula non mostrano danni di questo genere
  • l’esterno della capsula non è fatto così
  • l’immagine è in piena luce diurna, mentre l’ammaraggio è avvenuto poco prima del tramonto
  • l’acqua non forma truciolini e colature come quelle mostrate in questa immagine

Questa immagine, invece, è falsa perché:

  • la capsula reale è molto differente come forma e colore e non ha una bandiera sovrapposta a un finestrino
  • la capsula vera non è appesa orizzontalmente ai paracadute ma è inclinata (come si vede in questa foto reale)
  • la capsula vera non ha quattro bitorzoli scuri sul fondo
  • i paracadute reali della capsula non sono fatti così: hanno delle vistose aperture laterali rettangolari (come si vede in questa foto reale) e quelli in questa immagine sono di gran lunga troppo piccoli rispetto alla capsula
  • di nuovo, l’immagine è in piena luce diurna, mentre l’ammaraggio è avvenuto poco prima del tramonto

La foto FALSA della scia di rientro della capsula vista dalla Stazione Spaziale Internazionale

Questa immagine è falsa perché:

  • Alla quota alla quale si troverebbe la navicella secondo questa foto (grosso modo la stessa dell’osservatore) non ci sarebbe atmosfera sufficiente a generare una scia fiammeggiante come quella mostrata. Se ci fosse, la generebbe anche la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dalla quale sarebbe stata scattata questa foto (che sembra invece provenire da Reddit), e la Stazione precipiterebbe.
  • La capsula di rientro di Artemis II è stata effettivamente vista dalla ISS, ma da grandissima distanza (nel video reale di una delle telecamere di bordo della Stazione la capsula è un puntino in alto a destra, appena sopra l’orizzonte, per i primi 12 secondi); gli astronauti a bordo della Stazione hanno inoltre fotografato la tenuissima scia di rientro della capsula (foto pubblicate dall’astronauta Chris Williams, che si trova sulla Stazione).
  • Inviando la foto all’analisi di Google Gemini per rilevare la presenza di marcatori non visibili, emerge che la foto contiene un marcatore SynthID che la indica come generata con gli strumenti di intelligenza artificiale di Google. Come regola generale, se si ha un dubbio su una foto, basta inviarla a Gemini e chiedere “Does this photo contain a SynthID marker?” e si ottiene la risposta “The digital watermark SynthID was detected in this image, indicating that part of it was edited or generated using Google AI tools”. Una risposta affermativa che specifichi che è stato rilevato un marcatore SynthID garantisce che la foto sia stata manipolata con gli strumenti di IA di Google, ma attenzione: una risposta negativa non garantisce che una foto sia autentica.

Artemis II, ammaraggio previsto per le 2:07 dell’11 aprile: come seguire la diretta

CEST = ora estiva dell’Europa centrale. MET = tempo trascorso dal decolloLe distanze espresse in miglia usano le statute miles (non le miglia nautiche) salvo diversa indicazione.

Scusate se non ho postato aggiornamenti su Artemis II negli ultimi giorni, ma sono stato trattenuto da un vortice di interviste radio e TV dedicate a questa missione. In ogni caso, non ci sono stati eventi di particolare rilievo tecnico: Orion sta tornando spontaneamente verso la Terra e ammarerà alle 2:07 CEST dell’11 aprile.

Qui su YouTube potrete seguire le ultime fasi della missione dalle 00:30 CEST dell’11 aprile.

Questi sono gli eventi salienti delle prossime ore fino all’ammaraggio in orario CEST (equivalente all’ora italiana).

9 aprile

22.22 (7g 21h 47m MET): mentre scrivo la stesura iniziale di questo post, la capsula Orion battezzata Integrity si trova a 216.398 km dalla Terra e 225.165 dalla Luna e procede alla velocità di 4867 km/h. Le condizioni meteo nella zona di ammaraggio sono buone: vento a 10 nodi e onde di circa 1,2 metri.

10 aprile

4:53: seconda accensione dei motori (Return Trajectory Correction, RTC) per correggere leggermente la traiettoria di rientro.

9:05: inizio del periodo di sonno dell’equipaggio.

16:00: 111.466 km dalla Terra, 296.683 km dalla Luna, velocità 8060 km/h. Gli astronauti a bordo stanno dormendo.

17:00: 103.561 km dalla Terra, 302.177 km dalla Luna, velocità 8442 km/h.

18:00: 95.097 km dalla Terra, 309.140 km dalla Luna, velocità 8893 km/h. L’equipaggio si è svegliato circa mezz’ora fa.

19:50: inizio delle operazioni per configurare la cabina di Integrity per il rientro.

20:00: 77.219 km dalla Terra, 322.084 km dalla Luna, velocità 10.043 km/h.

La vista da una delle telecamere esterne e da una di quelle interne, trasmessa in tempo reale.

20:53:12: seconda accensione dei motori (Return Trajectory Correction, RTC) per otto secondi per correggere la traiettoria di rientro, con un cambio di velocità di 4,6 km/h (4,2 piedi al secondo).

21:00: 67.270 km dalla Terra, 329.548 km dalla Luna, velocità 10.843 km/h.

21:20:12: fine delle operazioni di configurazione della cabina.

22:00: 56.552 km dalla Terra, 337.858 km dalla Luna, velocità 11.895 km/h.

22:44: Christina Koch avvisa che la toilette di bordo è stata disattivata.

23:00: 44.795 km dalla Terra, velocità 13.388 km/h.

23:05:12: l’equipaggio inizia a verificare la checklist di rientro e indossa le tute protettive (OCSS).

11 aprile

00:00: 31.442 km dalla Terra, velocità 15.831 km/h.

00.30: inizio della diretta streaming NASA su YouTube. La nave di recupero si trova a circa 6,5 miglia (nautiche, presumo) dal punto previsto di ammaraggio.

01:02: 15.298 km dalla Terra, velocità 21.301 km/h.

01:15:12: trasferimento delle comunicazioni radio dal DSN (Deep Space Network) alla rete TDRS.

1:25: Vengono attivati brevemente i motori di manovra della capsula per verificarne il funzionamento.

01:33: (9g 00h 58m MET): il modulo di servizio di Integrity si separa dal modulo per l’equipaggio.

01:37:12: terza accensione dei motori di manovra del modulo per l’equipaggio (raise burn) per variare leggermente l’angolo di attacco di Integrity. In sostanza, questa accensione alza la parte anteriore della capsula di un paio di gradi. Questo permette di affinare ulteriormente la traiettoria di rientro e quindi determinare quanto si scalda lo scudo termico. Durata: 18 secondi. Integrity sorvola l’Australia orientale e attraversa diagonalmente l’Oceano Pacifico.

01:53:30: contatto con l’atmosfera (entry interface) a 122 km (400.000 piedi) di quota e alla velocità di circa 38.275 km/h (34,882 piedi al secondo). Circa venti secondi dopo, perdita prevista dei contatti radio (LOS, Loss of Signal). Durata prevista: 6 minuti circa. Questo blackout totale delle comunicazioni (niente immagini, niente voce, niente telemetria) è dovuto alla ionizzazione dell’aria rovente intorno allo scudo termico della capsula. Gli aerei ed elicotteri che supportano le operazioni di rientro e recupero mantengono comunque un contatto visivo con la capsula.
Durante questo silenzio radio obbligato, il picco termico viene raggiunto circa un minuto dopo il contatto con l’atmosfera: è a questo punto che i computer di bordo inducono due inversioni di rollio (roll reversal), creando un rollio prima verso sinistra e poi verso destra. Lo scopo di queste oscillazioni è dissipare energia termica e rallentare la capsula. Il picco di decelerazione è di circa 3,9 g. Il picco di velocità viene raggiunto poco dopo il contatto con l’atmosfera ed è previsto che sia di 39.688 km/h (24.661 miglia orarie), di poco inferiore al record assoluto di velocità di rientro, che spetta alla missione Apollo 10 (che andò 103 miglia orarie più veloce).
Dal punto di contatto con l’atmosfera al punto di ammaraggio, Integrity plana per 3150 km (1701 miglia nautiche) in circa tredici minuti e mezzo.

01:59:32: ripresa prevista dei contatti radio (AOS, Acquisition of Signal), sette minuti prima dell’ammaraggio. Riprende la ricezione della telemetria. Le imbarcazioni di recupero si dirigono verso il punto previsto per l’ammaraggio.

2:01. Riprendono i contatti radio in voce. Quota di 30 km (100.000 piedi), 35 km (19 miglia nautiche) all’ammaraggio.

2:03:22: si aprono tre piccoli paracadute di guida e viene sganciata la carenatura del vano sommitale della capsula (FBC, Forward Bay Cover), che alloggia gli altri paracadute. Integrity si trova a circa 11.000 m (36.000 piedi) di quota. Tre secondi dopo inizia l’apertura dei due paracadute iniziali (drogue parachutes) a circa 7600 m (25.000 piedi) di quota.

02:04:44: sgancio dei paracadute iniziali e apertura dei tre paracadute pilota, che estraggono i tre paracadute primari, a 1500 m (5000 piedi) di quota. La nave appoggio si avvicina progressivamente al punto previsto di ammaraggio, fino a circa cinque miglia. Rimane a distanza di sicurezza per evitare eventuali frammenti del veicolo e dei suoi paracadute.

02:07:27 (9g 1h 32m 15s MET): ammaraggio nell’Oceano Pacifico, a circa 200 km a sud-ovest di San Diego, nelle vicinanze della nave appoggio militare adibita al recupero, la USS John P. Murtha, due ore e mezza prima del tramonto locale. Si gonfiano di elio i cinque speciali galleggianti (CMUS, Crew Module Uprighting System) che raddrizzano la capsula se necessario. L’equipaggio può comunicare via radio con gli elicotteri e le imbarcazioni leggere di recupero oltre che con la nave appoggio principale, che si avvicina a circa un miglio da Integrity.

02:13:12: vengono messi in sicurezza i motori di manovra del modulo per l’equipaggio, che possono emettere sostanze tossiche.

Il direttore della NASA, Jared Isaacman, è a bordo della nave di recupero e non tenta nemmeno di trattenere il proprio giustificato entusiasmo per questa missione riuscitissima.

02:23: le imbarcazioni leggere di recupero si avvicinano lentamente e cautamente alla capsula. Viene aperto il portello laterale di Integrity: gli astronauti possono finalmente respirare aria fresca dopo dieci giorni trascorsi sigillati in un ambiente totalmente artificiale. Quattro sub con preprazione medica salgono a bordo per valutare le condizioni di salute degli astronauti.

3:10: le squadre di recupero iniziano a fissare alla capsula il collare di galleggiamento che la stabilizza. Successivamente fissano davanti al portello laterale di Integrity una speciale zattera gonfiabile, il front porch. I membri dell’equipaggio possono uscire dalla capsula e mettersi su questa zattera.

3:32: i primi due astronauti, Christina Koch e Jeremy Hansen, emergono dalla capsula, seguito pochi minuti dopo dal collega Victor Glover. L’ultimo a lasciare Integrity è il comandante, Reid Wiseman.

3:45: il front porch, con a bordo gli astronauti e alcuni membri delle squadre di recupero, viene sganciato da Integrity e si allontana per prepararsi al recupero da parte degli elicotteri.

3:49: uno ad uno, gli astronauti vengono imbragati e sollevati dal verricello degli elicotteri militari, che li portano, due per ciascuno elicottero (Glover e Koch in uno, Hansen e Wiseman nell’altro), fino al ponte della nave appoggio, con un volo che dura circa tre minuti. Anche in questo caso, l’ultimo membro dell’equipaggio a essere trasportato è il comandante Wiseman.

3:59: Tutti e quattro gli astronauti sono sulla nave. Dopo un incontro di congratulazione con il direttore della NASA, gli astronauti camminano verso il centro medico di bordo, assistiti da due persone ma senza dover ricorrere alle portantine che sono comunque a loro disposizione. Vengono sottoposti a una visita medica. Nel frattempo la capsula viene agganciata, imbragata e rimorchiata per farla entrare nel bacino allagabile di cui è dotata la nave.


Ora che la missione Artemis II è felicemente conclusa, posso aggiungere un breve commento. Rivedere un equipaggio che torna dalla Luna è stato emozionantissimo, oggi come 54 anni fa, quando ero bambino. E stavolta le immagini (di una bellezza straordinaria) arrivano in diretta e in alta definizione, senza dover aspettare giornali e settimanali. Dispiace che tutto questo avvenga mentre gli Stati Uniti sono in preda a un delirio politico senza precedenti, tengono al comando del Paese un pazzo in preda a demenza senile e lo venerano come se fosse un emissario divino.

Prossime tappe: fra circa un anno, intorno a metà 2027, ci sarà Artemis III, un volo con equipaggio in orbita terrestre, per collaudare l’attracco con il veicolo di allunaggio e per provare le tute spaziali lunari; a metà 2028 ci potrebbe essere Artemis IV, il primo tentativo di allunaggio umano del ventunesimo secolo.

Artemis II, sesto giorno di volo

CEST = ora estiva dell’Europa centrale. MET = tempo trascorso dal decolloLe distanze espresse in miglia usano le statute miles (non le miglia nautiche) salvo diversa indicazione.

Da sinistra: Jeremy Hansen, Christina Koch, Reid Wiseman e Victor Glover.

L’equipaggio di Artemis II è stato svegliato con la canzone Good Morning di Mandisa e TobyMac mentre si trovava a circa 30.300 km (18.830 miglia) dalla Luna. A 4 giorni, 16 ore e 19 minuti dal decollo, ha ricevuto un messaggio speciale registrato dall’astronauta Jim Lovell, protagonista delle missioni lunari Apollo 8 e Apollo 13, prima della sua morte nel 2025.

“Hello, Artemis II! This is Apollo astronaut Jim Lovell. Welcome to my old neighborhood! When Frank Borman, Bill Anders, and I orbited the Moon on Apollo 8, we got humanity’s first up-close look at the Moon and got a view of the home planet that inspired and united people around the world. I’m proud to pass that torch on to you — as you swing around the Moon and lay the groundwork for missions to Mars … for the benefit of all. It’s a historic day, and I know how busy you’ll be. But don’t forget to enjoy the view. So, Reid, Victor, Christina, and Jeremy, and all the great teams supporting you – good luck and Godspeed from all of us here on the good Earth.”

Alle 19.56 del 6 aprile (CEST) Artemis II ha raggiunto e iniziato a superare il record di distanza di esseri umani dalla Terra che era stato stabilito da Lovell, Haise e Swigert nel 1970 con Apollo 13. Jeremy Hansen: “As we surpass the furthest distance humans have ever traveled from planet Earth, we do so in honoring the extraordinary efforts and feats of our predecessors in human space exploration. We will continue our journey even further into space before Mother Earth succeeds in pulling us back to everything that we hold dear. But we most importantly choose this moment to challenge this generation and the next to make sure this record is not long-lived”.

Alle 00:44 del 7 aprile (CEST) come previsto, la navicella Orion ha perso le comunicazioni con la Terra perché ha iniziato a passare “dietro” la Luna. I segnali radio sono stati infatti bloccati dall’interposizione della Luna fra Orion e la Terra. Victor Glover, pilota di Orion, ha salutato con queste parole: “As we prepare to go out of radio communication, we’re still going to feel your love from Earth. And to all of you down there on Earth and around Earth, we love you, from the Moon. We will see you on the other side”.

Alle 1:00 del 7 aprile (CEST) Orion ha raggiunto la distanza minima dalla Luna: circa 6545 chilometri (4067 miglia) dalla superficie. In quel momento viaggiava a circa 5051 km/h (3139 miglia orarie) rispetto alla Luna. La velocità rispetto alla Terra al momento è riportata dalla NASA come 60.863 miglia orarie, ma si tratta di un refuso.

Alle 1:02 del 7 aprile (CEST) gli astronauti hanno stabilito il nuovo record di distanza dalla Terra: 406.771 km (252.756 miglia), sei chilometri in più rispetto alla distanza calcolata in precedenza. In questo momento è iniziato il loro viaggio di ritorno verso la Terra.

Alle 1:25 del 7 aprile (CET) l’equipaggio ha visto “sorgere” la Terra da dietro la Luna. In realtà questo movimento è stato prodotto dal fatto che la navicella si sposta nello spazio. Sono ripresi i contatti radio con la Terra.

Alle 2:35 del 7 aprile (CEST) la Luna si è interposta per circa un’ora tra Orion e il Sole, creando una sorta di eclissi artificiale che ha consentito agli astronauti di effettuare osservazioni e riprese della corona solare e di numerosi fenomeni lunari, come per esempio gli impatti di meteoroidi (hanno riferito di aver scorto alcuni bagliori improvvisi compatibili con gli effetti di questi impatti) e il sollevamento della polvere superficiale lunare a causa delle forze elettrostatiche. La loro distanza notevole dalla Luna (alcune migliaia di chilometri) ha consentito loro di osservare l’intero emisfero sorvolato, a differenza di quanto fecero gli astronauti Apollo, che passarono a un centinaio di chilometri dalla superficie lunare e quindi ne videro solo una parte.

Registrazione del passaggio nelle vicinanze della Luna.

Intorno alle 8 CEST (2 pm EDT), durante la circumnavigazione della Luna, l’equipaggio di Artemis II ha chiamato il Controllo Missione proponendo dei nomi provvisori per due crateri lunari ai quali non era ancora stato assegnato. Per un piccolo cratere situato a nord-ovest del Bacino Orientale hanno proposto il nome Integrity, in onore della navicella che li sta trasportando; per un altro cratere situato a nord del precedente hanno proposto il nome Carroll, quello della moglie del comandante Reid Wiseman, scomparsa il 17 maggio 2020 a 46 anni dopo una battaglia contro il cancro. Questo cratere è a volte visibile dalla Terra. A fine missione la NASA invierà richiesta formale all’Unione Astronomica Internazionale, che ha il compito di assegnare nomi agli oggetti astronomici e ai loro elementi geologici.

Il comandante di Artemis II, Reid Wiseman, in una foto insieme alla moglie, Carroll Taylor Wiseman.

Dopo la fine delle osservazioni lunari alle 3:20 CEST del 7 aprile (9:20 pm del 6 aprile EST), gli astronauti hanno ricevuto le congratulazioni del presidente Trump, hanno parlato con il direttore della NASA Jared Isaacman e hanno risposto ad alcune domande provenienti dai social network.

Con questa circumnavigazione della Luna, il numero di persone viventi che hanno sorvolato la Luna passa da cinque (Charlie Duke, Apollo 16; Harrison Schmitt, Apollo 17; Dave Scott, Apollo 15; Buzz Aldrin, Apollo 11, Fred Haise, Apollo 13) a nove.


Questa sera, alle 19:25 CEST, Orion uscirà dalla sfera d’influenza gravitazionale della Luna, quando si troverà a 66.098 km (41.072 miglia) dalla Luna.

Fonti

Artemis II Flight Day 6: Crew Ready for Lunar Flyby, NASA

Artemis II Flight Day 6: Lunar Flyby Updates, NASA

Artemis II Flight Day 6: Crew Wraps Historic Lunar Flyby, NASA

Artemis II, quinto giorno di volo: circumnavigazione della Luna

CET = ora dell’Europa centrale (CEST). MET = tempo trascorso dal decollo. Le distanze espresse in miglia usano le statute miles(non le miglia nautiche) salvo diversa indicazione.

Gli astronauti di Artemis II sono stati svegliati con la canzone Working Class Heroes (Work) di CeeLo Green mentre si trovavano a circa 105.000 km (65.235 miglia) dalla Luna.

Il primo esperimento della loro giornata di lavoro è stato un test della tuta di sopravvivenza individuale (OCSS, Orion Crew Survival System), capace di tenerli in vita fino a sei giorni consecutivi in caso di depressurizzazione della cabina: ciascuno di loro l’ha indossata, pressurizzata, verificato la sua tenuta, simulato il posizionamento nei sedili, valutato la mobilità e la loro capacità di mangiare e bere.

Gli astronauti hanno anche ricevuto un saluto speciale dall’astronauta Charlie Duke, che volò intorno alla Luna e camminò sulla sua superficie durante la missione Apollo 16 nell’aprile del 1972. In una felice coincidenza, il modulo lunare (il veicolo di discesa) di Apollo 16 si chiamava Orion.

“Reid, Victor, Christina, and Jeremy, this is Apollo 16 astronaut Charlie Duke. John Young and I landed on the Moon in 1972 in a Lunar Module we named Orion. I’m glad to see a different kind of Orion helping return humans to the Moon, as America charts the course to the lunar surface. Below you, on the Moon, is a photo of my family. I pray it reminds you that we and America and all of the world are cheering you on. Thanks to you and the whole team on the ground for building on our Apollo legacy with Artemis. God speed, and safe travels home”.

Dettaglio della foto NASA art002e009006, 4 aprile 2026, scattata durante il quarto giorno di volo della missione Artemis II. Il polo sud lunare è in alto e si scorgono porzioni della faccia nascosta. Il Mare Orientale è sul bordo destro; gli astronauti di questa missione sono i primi a vederlo per intero con i propri occhi.
La Terra ormai lontanissima, vista attraverso uno dei finestrini della capsula Orion durante il quinto giorno della missione Artemis II.

È stata effettuata una manovra di correzione di rotta alle 5:03 CET (11:03 pm EDT). L’accensione è durata 17,5 secondi. Due manovre pianificate sono state annullate grazie alla precisione della traiettoria attuale.

L’equipaggio è entrato nella sfera d’influenza gravitazionale della Luna alle 6:41 CET di oggi 6 aprile (00:41 EDT del 6 aprile), quando si trovava a 66.098 km (41.072 miglia) dalla Luna.

Il Controllo Missione ha inviato all’equipaggio l’elenco finale delle strutture geologiche lunari da osservare e fotografare durante il flyby: si tratta di circa 30 obiettivi, fra i quali spicca il bacino del Mare Orientale, un cratere con un diametro di quasi mille chilometri che si trova a cavallo tra la faccia della Luna visibile dalla Terra e quella nascosta, ha circa 3,8 miliardi di anni e si è formato in seguito all’impatto di un oggetto molto grande.

Un altro bacino di grande interesse è quello di Hertzsprung, un cratere di quasi 650 km di diametro sulla faccia nascosta della Luna. È anch’esso il risultato di un grande impatto, ma è stato eroso progressivamente da impatti successivi. L’equipaggio confronterà i due bacini per capire meglio come si evolvono le strutture geologiche lunari nel corso di periodi lunghissimi (miliardi di anni).

Questi sono gli orari CET e EDT dei principali eventi delle prossime ore:

  • 19:56 del 6 aprile (1:56 pm del 6 aprile): l’equipaggio di Artemis II batte il record di distanza dalla Terra stabilito nel 1970 dall’equipaggio di Apollo 13 durante il suo ritorno in emergenza: 400.171 km (248.655 miglia). 
  • 20:45 (2:45 pm): inizio delle osservazioni lunari.
  • 00:44 del 7 aprile (6:44 pm del 6 aprile): interruzione prevista delle comunicazioni tra Centro di Controllo Missione e Orion mentre la navicella passa dietro la Luna. L’interruzione dura circa 41 minuti ed è simile a quelle avvenute durante le missioni Apollo. I segnali radio vengono infatti bloccati dall’interposizione della Luna. 
  • 00:45 del 7 aprile (6:45 pm del 6 aprile): la Terra “tramonta” dietro l’orizzonte lunare a causa dello spostamento di Orion intorno alla Luna.
  • 1:02 del 7 aprile (7:02 pm del 6 aprile): Orion raggiunge la distanza minima dalla Luna, a 6550 km (4070 miglia) dalla sua superficie.
  • 1:07 del 7 aprile (7:07 pm del 6 aprile): l’equipaggio raggiunge la massima distanza dalla Terra, stabilendo il nuovo record assoluto con 406.777 km (252.760 miglia). In questo momento inizia il viaggio di ritorno verso la Terra.
  • 1:25 del 7 aprile (7:25 pm del 6 aprile): la Terra “sorge” da dietro la Luna dal punto di vista di Orion. Il Centro di Controllo Missione riprende il contatto radio con gli astronauti, che vedono la parte di Terra che include Asia, Africa e Oceania.
  • 2:35-3:32 del 7 aprile (8:35-9:32 pm del 6 aprile): il Sole viene eclissato dalla Luna dal punto di vista dell’equipaggio.
  • 3:20 del 7 aprile (9:20 pm del 6 aprile): fine delle osservazioni lunari.
  • 19:25 del 7 aprile (1:25 pm del 7 aprile): Orion esce dalla sfera d’influenza gravitazionale lunare a 66.098 km (41.072 miglia) dalla Luna.
La diretta del passaggio nelle vicinanze della Luna.
Fonti

Artemis II Flight Day 5: Crew Starts Day with Suit Demo, NASA

Artemis II Flight Day 5: Crew Demos Suits, Readies for Lunar Flyby, NASA

Artemis II Flight Day 5: Correction Burn Complete, NASA

Artemis II, quarto giorno di volo

CET = ora dell’Europa centrale. MET = tempo trascorso dal decollo. Le distanze espresse in miglia usano le statute miles (non le miglia nautiche) salvo diversa indicazione.

La navicella Orion continua il proprio avvicinamento alla Luna, perdendo progressivamente velocità. Contrariamente a quanto hanno scritto alcuni giornalisti, infatti, non è affatto sfuggita alla gravità terrestre, che continua inesorabilmente ad attirarla e a frenarla. L’idea che i veicoli spaziali siano esentati magicamente dalla gravità terrestre non appena arrivano nello spazio è molto diffusa nell’opinione pubblica. In realtà l’attrazione gravitazionale della Terra si estende fino alla Luna e ben oltre: è per questo, per esempio, che la Luna gira intorno alla Terra invece di andare dritta per i fatti suoi. Anche la Stazione Spaziale Internazionale è soggetta alla gravità terrestre, ma a bordo gli astronauti fluttuano perché sono in caduta libera alla stessa velocità della Stazione. Lo stesso vale per gli astronauti di Artemis II.

Questo quarto giorno della missione Artemis II è dedicato ai preparativi per il flyby, ossia il volo nelle vicinanze della Luna, previsto per lunedì 6 aprile, che durerà circa sei ore, dalle 20.45 CET (2.45 pm EDT) del 6 aprile e terminerà alle 4.40 CET del 7 aprile (21:40 del 6 aprile EDT).

La canzone di risveglio di oggi è stata Pink Pony Club di Chappel Roan. Al loro risveglio, gli astronauti si trovavano a circa 272.000 km dalla Terra e a circa 178.000 km dalla Luna.

L’astronauta canadese Jeremy Hansen e la sua collega statunitense Christina Koch hanno usato i comandi manuali di Orion per collaudarne il funzionamento nello spazio profondo, ed è stato svolto un test acustico della durata di 24 ore per aiutare i tecnici sulla Terra a caratterizzare l’ambiente acustico della capsula.

L’equipaggio ha ripassato un elenco delle zone di maggiore interesse della superficie lunare, fornito dagli scienziati specializzati della NASA. Queste zone verranno osservate dagli occhi degli astronauti, addestrati per questo scopo, e fotografate in dettaglio.

I quattro astronauti vedranno la Luna da un punto di vista molto particolare e differente rispetto alle missioni Apollo di oltre cinquant’anni fa, che sorvolarono la superficie selenica a circa 100 km di quota. Orion, nel punto di minima distanza dalla Luna, sarà invece a 4066 miglia (6543 km) e quindi un unico sguardo abbraccerà l’intero emisfero, comprese le regioni circumpolari lunari. La NASA ha pubblicato un’animazione accelerata che mostra cosa vedranno gli astronauti.

Durante il sorvolo, l’equipaggio vedrà un’eclissi di sole quando la Luna passerà davanti alla nostra stella e potrà osservare la corona solare. Gli astronauti cercheranno anche i bagliori prodotti da eventuali meteoroidi che dovessero colpire la superficie della Luna mentre la circumnavigano.

Si prevede che Orion batterà il primato di distanza dalla Terra detenuto finora dalla missione Apollo 13 e raggiungerà la distanza massima di 406.772 km (252.757 miglia), rispetto ai 400.171 km di Apollo 13.

Quando Orion passerà dietro la Luna dal punto di vista della Terra, ci sarà un’interruzione programmata delle comunicazioni di 40 minuti a partire dalle 23:47 CET (5:47 pm EDT). La Luna bloccherà infatti i segnali provenienti dal veicolo e quelli inviati dalla Terra. Lo stesso fenomeno era accaduto durante le missioni Apollo.

A bordo della navicella ci sono vari esperimenti scientifici, come AVATAR, che contiene delle cellule di midollo osseo prelevate dal sangue degli astronauti allo scopo di studiare il comportamento del sistema immunitario umano nello spazio profondo. Verranno inoltre raccolti campioni di saliva. L’agenzia spaziale tedesca DLR ha fornito sensori per rilevare le radiazioni all’interno della capsula in parallelo con i sensori della NASA. L’equipaggio indossa inoltre dei sensori da polso che rilevano vari parametri fisiologici.

Una manovra di correzione di traiettoria (outbound trajectory correction, OTC) prevista dal piano di volo è stata annullata dai controllori del volo al Centro Controllo Missione presso il Johnson Space Center della NASA a Houston perché il veicolo non ne ha bisogno e sta già seguendo la traiettoria desiderata.

Il veicolo spaziale è stato orientato in modo da rivolgere lo scarico delle acque reflue (principalmente urina) verso il Sole, nel tentativo di sturare il condotto di scarico che risulta parzialmente bloccato nonostante l’uso degli appositi riscaldatori concepiti per sciogliere eventuali blocchi di ghiaccio. Il serbatoio del sistema delle acque reflue non è ancora pieno e la toilette funziona, ma all’equipaggio è stato consigliato di usare i dispositivi di riserva per la raccolta delle urine. La causa del blocco non è ancora stata accertata, ma ha prodotto siparietti di insolita comicità e umanità, come un “You are GO for fecal use” inviato da una delle CAPCOM a terra (una delle persone che tiene i contatti diretti a voce con gli astronauti) e questo spezzone nel quale Christina Koch gioisce scherzosamente per aver ricevuto dai tecnici l’OK per un singolo uso della toilette.

Devo dire che è bello che il problema più grande incontrato finora da una complicatissima missione umana verso la Luna sia un malfunzionamento della toilette (Ars Technica).

Nel corso della giornata, il sistema di comunicazione laser di Orion ha superato i 100 gigabyte di dati trasmessi. Questo sistema, denominato Optical Communications System o OCS, affianca i normali apparati di radiocomunicazione e usa un terminale montato all’esterno della capsula Orion per inviare un segnale laser a luce infrarossa verso la Terra. Questo sistema consente di inviare molti più dati rispetto ai sistemi radio tradizionali. L’immagine qui sotto è stata inviata usando questo OCS.

Durante la giornata sono stati scattati dei selfie spaziali: l’equipaggio si è affacciato ai finestrini mentre una delle telecamere esterne fotografava il veicolo. Queste immagini verranno trasmesse a Terra in maggiore qualità nei prossimi giorni.

Sui social network è diventata virale una sequenza, ripresa e trasmessa in diretta dalle telecamere interne di Orion, nella quale l’astronauta Victor Glover era a torso nudo e indossava solo dei pantaloncini durante le attività di igiene personale, che avvengono nell’unico spazio disponibile a bordo, senza tendine o altro. La NASA ha interrotto la trasmissione quasi subito, ma Glover ha fatto in tempo a mostrare involontariamente al mondo un fisico di tutto rispetto.

Fonti: NASA; NASA.

Artemis II, terzo giorno di volo

CET = ora dell’Europa centrale. MET = tempo trascorso dal decollo. Le distanze espresse in miglia usano le statute miles (non le miglia nautiche) salvo diversa indicazione.

4 aprile, 2:50 CET (2g 2h 15m MET). L’equipaggio di Artemis II, a bordo della navicella Orion denominata Integrity, si trova all’incirca a metà strada fra la Terra e la Luna, a 204.000 km dalla Terra, e procede a 5160 km/h.

Gli astronauti hanno dormito e fatto colazione, provvedendo all’igiene personale e agli esercizi di mantenimento della forma fisica. Hanno effettuato vari esperimenti, fra cui una simulazione di intervento di rianimazione cardiopolmonare (CPR), particolarmente impegnativa in assenza di peso, visto che chi la pratica non può sfruttare il proprio peso per applicare forza.

Il volo “dietro” la Luna è previsto per il 6 aprile.

Schema della situazione attuale, vista da sopra il polo nord terrestre.

I quattro membri dell’equipaggio hanno effettuato riprese con le GoPro di bordo e con i telefonini di cui sono dotati, ma soprattutto hanno usato una Nikon D5 per scattare fotografie assolutamente straordinarie della Terra, come questa, che va osservata con attenzione e capita in dettaglio.

Foto NASA art002e000192.

La foto mostra la Terra vista attraverso i finestrini della capsula Orion: in alto si vede la grande distesa bruna dell’Africa settentrionale, con uno scorcio dell’Europa (in particolare Spagna e Portogallo), e in basso (a ore 4) c’è l’Antartide. Ma la caratteristica più straordinaria di questa foto non è immediatamente evidente. È scattata mentre nell’emisfero inquadrato è notte.

La luce che illumina la Terra è quella della Luna piena. La fotocamera, una Nikon D5, è regolata con una sensibilità altissima (51200 ISO) e un tempo di posa piuttosto lungo (1/4 di secondo). Una foto del genere, ai tempi delle missioni Apollo, sarebbe stata impossibile da scattare.

È per questo motivo che si vedono le stelle e lungo i bordi della Terra si vedono il chiarore dell’atmosfera, il verde delle aurore polari e il bianco abbagliante della luce solare diffusa dall’atmosfera (in questa foto il Sole sta dietro la Terra e quella falce luminosa è la zona in cui c’è il tramonto). Per la stessa ragione sui continenti brillano delle luci: sono quelle delle città. La chiazza bianca al centro è un riflesso di una luce di bordo sul finestrino.

L’immagine è stata scattata il 3 aprile 2026 alle 00:27:39, dopo aver completato l’accensione TLI che ha lanciato Orion verso la Luna, secondo i dati EXIF pubblicati. Non so quale sia il fuso orario sul quale è impostata la fotocamera. Un’altra foto mostra la Terra nella stessa situazione ma con un tempo di posa più normale (1/15 di secondo) che produce un’immagine simile a quella vista dagli astronauti.

Queste due immagini, invece, sono foto del veicolo Orion scattate dall’esterno grazie alle GoPro montate alle estremità dei pannelli solari. Il pallino al centro dell’inquadratura nella prima foto è la Luna.

Foto NASA art002e004411, 3 aprile 2026.
Foto NASA art002e004357, 3 aprile 2026.

C’è anche questa foto magnifica della Terra, ormai lontana, vista dal finestrino dell’abitacolo di Orion.

Foto NASA art002e000191, 3 aprile 2026.

Altre immagini stupende della missione sono pubblicate presso images.nasa.gov.

11:01 CET (2g 10h 22m MET). I quattro astronauti di Orion si trovano ora a 241.600 km dalla Terra e 202.250 km dalla Luna e viaggiano a 4385 km/h.

20:20 CET (2g 19h 45m MET). Orion si trova ora a 278.410 km dalla Terra e a 172.592 km dalla Luna e procede a 3725 km/h.

Adnkronos recensisce il mio ultimo libro… con ChatGPT?

È bello vedere che in tempi di fake news imperante e di disinformazione che appesta i social network, il giornalismo tradizionale raccoglie fieramente la sfida e si propone, giustamente, come garante della corretta informazione, del rigore professionale, della deontologia sopra ogni altro criterio.

Sto scherzando, ovviamente.

Adnkronos ha pubblicato una recensione del mio libro Ritorno sulla Luna totalmente falsa e inventata, che ha tutti i sintomi classici di un testo generato da un’intelligenza artificiale, usata oltretutto maldestramente.

La recensione è qui (copia su Archive.org). Vi consiglio di leggerla per intero, per apprezzarne lo stile così dannatamente ChatGPT-esco. È costellata di banalità e frasi trite e senza senso, che puzzano di ChatGPT lontano un miglio. “Il grandissimo interesse per il nostro enigmatico satellite ha natali millenari”: ma chi è che scrive così? E che dire della “rilevanza documentale strategica”? Cosa c’è di “strategico” in un libro che parla di missioni lunari? Sono aggettivi e sostantivi inanellati a casaccio, senza un senso logico, proprio come fa un’IA.

E poi: “il testo analizza sistematicamente migliaia di testimonianze originali”. Addirittura migliaia? E come avrei fatto? Soprattutto, dove sono nel libro?

La cosa più grave di questa “recensione” è che non è vero che “il cuore del volume è dedicato alla decostruzione delle teorie del complotto”. Non è vero che rispondo “punto per punto ai dubbi più comuni, come l’assenza di stelle nelle immagini o lo sventolio della bandiera in assenza di atmosfera”. Queste cose le ho fatte in un altro libro.

In altre parole: tutto mi fa pensare che qualcuno a Adnkronos abbia pensato bene di usare ChatGPT o simile per fabbricare in tre secondi una recensione, invece di fare il proprio lavoro e leggere il libro. Non avendolo letto, non si è accorto che la sua “intelligenza artificiale” aveva avuto un’allucinazione e aveva riassunto invece un altro mio libro, il cui contenuto, guarda caso, è interamente disponibile online e quindi accessibile a un’IA, mentre il testo di Ritorno sulla Luna non lo è.

Se qualcuno compra Ritorno sulla Luna e s’incazza perché non ci trova niente di quello che Adnkronos dice che contiene, non se la prenda con me, ma con chi pensa di fregare il proprio datore di lavoro usando un ChatGPT invece di scrivere, frega i lettori di Adnkronos rifilando loro notizie inventate, e magari crede pure di essere stato furbo. Complimenti.

Artemis II, secondo giorno di volo

CET = ora dell’Europa centrale. MET = tempo trascorso dal decollo. Le distanze espresse in miglia usano le statute miles (non le miglia nautiche) salvo diversa indicazione.

20:35 CET. A venti ore dalla partenza, il Controllo Missione a Houston sveglia gli astronauti con la canzone Green Light di John Legend. Orion si trova a 52.800 km dalla Terra, nella porzione discendente della sua orbita ellittica: sta ricadendo verso la Terra e attraversando di nuovo le fasce di Van Allen (di nuovo con buona pace dei lunacomplottisti). La giornata è relativamente tranquilla. Se tutto va bene, intorno alle 2 CET di domattina verrà effettuata l’accensione finale (TLI burn o Trans-Lunar Injection burn) che farà accelerare ulteriormente Orion e la inserirà in un’orbita fortemente ellittica che la porterà fino alla distanza della Luna.

Gli astronauti hanno tenuto una conferenza stampa in diretta dallo spazio profondo. La qualità dell’audio e del video è impressionante per chi è abituato alle immagini sgranate e all’audio quasi indecifrabile delle comunicazioni dei tempi delle missioni Apollo.

21:35 CET. Houston comunica agli astronauti il “GO” per accelerare verso la Luna. L’accensione del motore principale del modulo di servizio avverrà alle 1:49 CET (6:49 CT), quando Orion sarà a 185 km di altitudine (115 sm) e durerà 5 minuti e 55 secondi, consumando circa 500 chilogrammi di propellente. Questa accensione imposta anche la traiettoria di rientro: da questo punto in poi non sono più previste accensioni, salvo eventuali piccole correzioni di rotta. Viene confermata la data prevista per l’ammaraggio: 10 aprile.

3 aprile 00:10 CET. L’equipaggio usa per la prima volta l’apparato per esercizi ginnici di bordo (flywheel device): un oggetto grande come una valigetta che ha una massa di circa 14 chili, una sorta di vogatore con un volano che consente vari tipi di esercizi. Jeremy Hansen lo presenta in questo video. Durante la diretta dallo spazio, le immagini mostrano che quando qualcuno usa questo apparato, l’intero veicolo spaziale oscilla leggermente per reazione. Quest’oscillazione è amplificata dal fatto che le telecamere esterne sono montate all’estremità dei lunghi pannelli solari del veicolo, che sono flessibili.

1:49 (1g 1h 14m MET). Si accelera verso la Luna. I pannelli solari di Orion sono stati ripiegati in avanti per ripararli dalle sollecitazioni dell’accensione del motore principale del modulo di servizio europeo per il Trans-Lunar Injection burn. Questa accensione dura circa sei minuti e impartisce al veicolo altri 1400 km/h di velocità (867 mph), portando Orion alla velocità massima di tutto il suo viaggio, ossia circa 36.500 km/h (22.670 mph). L’accensione avviene in parte mentre Orion sorvola a circa 185 km (115 miglia) di distanza l’emisfero notturno della Terra, che in questo momento include la costa est delle Americhe, l’Oceano Atlantico, l’Africa ed Europa. Il sorvolo di Orion è teoricamente visibile anche dall’Europa [Scientific American; Time].

I primi rilevamenti indicano che l’accensione è stata corretta. La missione Artemis II si dirige verso la Luna: è il primo veicolo con equipaggio a farlo da oltre 50 anni.

10:53 CET (1g 10h 17m MET). Orion si trova a 104.446 km dalla Terra e viaggia a 8412 km/h (2,3 km/s), in progressiva diminuzione. Era prevista una leggera correzione di traiettoria alle 00:43 CET di domani 4 aprile, ma è stata annullata in quanto non necessaria.

Schema della situazione attuale, vista da sopra il polo nord terrestre.
11.16 CET. Non è fantascienza: quella è la Luna, vista dalle telecamere esterne di Orion, in diretta streaming da oltre centomila chilometri di distanza.

17.52 CET (1g 17h 17m MET). Orion è ora a 154.000 km dalla Terra e viaggia a 6479 km/h.