Artemis 3, i dettagli annunciati dalla NASA
Il 15 luglio scorso la NASA ha pubblicato molti dettagli sullo svolgimento previsto di Artemis 3, la prossima missione con equipaggio del programma Artemis di ritorno umano alla Luna. Si tratta di una missione estremamente complessa, nella quale l’astronauta italiano Luca Parmitano avrà compiti cruciali di pilotaggio.
Questo articolo raduna e riassume quello che è stato reso noto finora.
In sintesi
Artemis 3 è prevista per “non prima dell’estate del 2027”, si svolgerà interamente in orbita intorno alla Terra e durerà circa due settimane. La missione includerà due rendez-vous e attracchi con versioni preliminari di due veicoli di allunaggio commerciali: quello di SpaceX e quello di Blue Origin. Verrà inoltre svolto un test in cabina della nuova tuta spaziale lunare.
Questa sarà l’ultima missione Artemis prima del primo tentativo di allunaggio con equipaggio di questo programma, attualmente previsto per il 2028, 56 anni dopo l’ultimo allunaggio umano del programma Apollo nel 1972.
L‘equipaggio di Artemis 3 sarà composto da tre astronauti statunitensi (Andre Douglas, Randy Bresnik, Frank Rubio) e da un astronauta europeo (Luca Parmitano).
In dettaglio: coreografia di tre grandi lanci
Artemis 3 è classificata dalla NASA come una missione dimostrativa, che consentirà al personale sulla Terra e agli astronauti in orbita di acquisire dimestichezza con le operazioni di rendez-vous (incontro e avvicinamento fra due veicoli) e docking (attracco fra due veicoli) fra la navicella spaziale Orion e due veicoli commerciali di allunaggio (lander). I dati di questa missione, insieme a quelli delle future missioni dimostrative senza equipaggio verso e sulla Luna, serviranno per massimizzare la sicurezza e le probabilità di successo degli allunaggi con equipaggio.
Per Artemis 3, i veicoli commerciali di allunaggio in questione saranno prodotti da SpaceX e da Blue Origin. Saranno versioni di prova, o test article nel gergo spaziale, e saranno portati nello spazio, in orbita bassa intorno alla Terra, da lanciatori commerciali. La navicella Orion, che trasporterà l’equipaggio di Artemis 3, sarà invece lanciata verso la stessa orbita con un vettore SLS (Space Launch System) della NASA.
L’orbita prevista per questa missione è inclinata di -33° ed è circolare. La quota orbitale non è ancora stata precisata, ma è previsto che non sia superiore a 250 miglia nautiche (463 km). La scelta dipende in gran parte dalla presenza di detriti spaziali alle varie quote. Sia Blue Origin, sia Starship sono in grado di raggiungere questi genere di quota con un singolo lancio, senza richiedere rifornimenti in volo.
La sequenza di lancio prevede che parta per primo il veicolo dimostrativo di Blue Origin, seguito dalla navicella Orion e dal veicolo dimostrativo di SpaceX.
Questo significa che NASA, SpaceX e Blue Origin dovranno imparare a coordinarsi tra loro e a gestire ben tre lanci di grandi vettori in rapida successione, seguiti da due rendez-vous con relativi attracchi nel giro di una decina di giorni. Questo coordinamento servirà per le successive missioni verso la Luna, dato che ogni missione lunare che preveda una discesa sulla superficie richiederà che venga dapprima lanciato e messo in orbita intorno alla Terra il veicolo di allunaggio e che poi, entro breve tempo, venga lanciata la navicella Orion che trasporterà l’equipaggio.
Primo lancio: Blue Origin
Blue Origin intende usare un proprio vettore New Glenn per portare nello spazio una versione dimostrativa del veicolo di allunaggio Blue Moon Mark 2 realizzato dalla stessa azienda. Non è chiaro se il vettore sarà quello attuale, denominato 7×2, o la sua versione evoluta (chiamata 9×4). In ogni caso entrambe le versioni sono adatte allo scopo.
C’è però un problema importante: l’esplosione violentissima di un vettore New Glenn durante un test di accensione, il 28 maggio scorso, ha danneggiato gravemente l’unica rampa di lancio adatta per questo veicolo, e si prevede che i lavori di ricostruzione dureranno vari mesi, e altrettanto dureranno ancora quelli per completare la seconda rampa di lancio già in costruzione da tempo. La mancanza di una rampa di lancio usabile per un New Glenn potrebbe imporre uno slittamento dei lanci di questo vettore; in tal caso è esplicitamente previsto che il veicolo di allunaggio di Blue Origin possa essere lanciato da un altro grande lanciatore, come per esempio un Vulcan o un Falcon Heavy.
Questo veicolo dimostrativo includerà tutta l’avionica principale, i sistemi di controllo, il software di volo e una cabina abitabile, e potrà restare operativo nello spazio per un massimo di 30 giorni, consentendo una serie di verifiche tecniche in orbita di parcheggio prima che vengano lanciati gli astronauti a bordo di SLS/Orion.
Questo esemplare non includerà i motori principali BE-7 a propellente criogenico ma solo dei motori di manovra, i cui propellenti non hanno particolari esigenze di conservazione.
Dopo che la navicella Orion si sarà agganciata con successo a questo lander, due astronauti indosseranno le tute di sopravvivenza (quelle arancioni viste in Artemis 2) e apriranno il portello per entrare nella cabina del lander, che sarà appunto dotata di un proprio sistema di controllo ambientale e di supporto vitale. Uno degli scopi di Artemis 3 è proprio collaudare questa cabina; un altro è verificare le modalità di manovra congiunta dei due veicoli.



Un altro obiettivo di questa fase della missione è collaudare la nuova tuta spaziale lunare, realizzata da Axiom Space. Questa tuta è la prima in assoluto ad avere un circuito di raffreddamento di riserva qualora si guastasse il primario. Il collaudo non avverrà nel vuoto dello spazio, ma all’interno pressurizzato della cabina del veicolo di allunaggio Blue Moon.
A bordo del lander di Blue Origin ci sarà anche un simulatore di massa della tuta spaziale lunare. Questo simulatore sarà molto approssimativo, simile al manichino Moonikin che volò a bordo di Artemis 1, e fornirà informazioni in tempo reale sulle condizioni ambientali all’interno della cabina di Blue Moon.
Secondo lancio: SLS/Orion con equipaggio
Un vettore SLS decollerà dalla rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center, in Florida, portando nello spazio la navicella Orion e i quattro membri dell’equipaggio. L’orbita di Orion sarà circolare.
Questo vettore sarà differente dai precedenti usati per Artemis 1 e Artemis 2 perché sarà privo del secondo stadio ICPS, che non è necessario per questo profilo di missione. Al suo posto ci sarà un elemento distanziale di raccordo o spacer, che è attualmente in costruzione e dovrebbe essere pronto entro dicembre. Non sembrano esserci problemi o preoccupazioni per eventuali slittamenti della data di consegna e approntamento del vettore.
Terzo lancio: Starship di SpaceX
SpaceX intende usare la versione più recente di Starship, ossia la 3; non si tratterà di una versione apposita per gli allunaggi, ma semplicemente di un esemplare standard al quale verrà aggiunto un sistema di attracco, situato sulla punta del grande veicolo, che è lungo 52 metri.
Starship verrà portata in orbita dal vettore Super Heavy di SpaceX, che decollerà dalla Terra dopo il completamento delle operazioni di rendez-vous e attracco tra la navicella Orion e il veicolo dimostrativo Blue Moon Mark 2. Non saranno necessari altri lanci per il rifornimento di propellente.
Gli astronauti effettueranno un rendez-vous e un attracco, ma non entreranno a bordo di Starship.


Prove di attracco
Durante le operazioni di attracco e di sgancio, l’equipaggio di Artemis 3 userà i due veicoli dimostrativi di Blue Origin e di SpaceX come obiettivi passivi (target) da raggiungere; il veicolo attivo (chaser) sarà Orion. Questa è la stessa configurazione prevista per le successive missioni di allunaggio con equipaggi.
La NASA verificherà che i due veicoli di allunaggio dimostrativi siano pronti per la missione e sicuri per l‘equipaggio. Sia SpaceX, sia Blue Origin hanno già effettuato test di attracco dei rispettivi veicoli al suolo (nel caso di SpaceX, qualificandosi sin dal 2023).
Una delle differenze più importanti fra i due attracchi previsti è l’ubicazione del punto di attracco. Nel caso del veicolo Blue Moon, si trova su un lato, accanto alla cabina per l‘equipaggio; per Starship si trova sulla punta. Questo comporterà tecniche e approcci di attracco e di sgancio differenti.
Un’altra differenza è che quando Orion attraccherà a Blue Moon, sarà il software di Orion a comandare entrambi i veicoli. Invece quando Orion attraccherà a Starship, sarà quest’ultima a comandare i due veicoli attraccati.
Rientro
Al termine della missione, la capsula conica della navicella Orion rientrerà sulla Terra, ammarando nell’Oceano Pacifico. È presumibile che tutti gli altri componenti verranno fatti rientrare in modo distruttivo.
L’equipaggio
La composizione dell’equipaggio di Artemis 3 è stata resa nota il 9 giugno 2026 con una cerimonia formale. Il comandante sarà Randy Bresnik (NASA), il pilota sarà Luca Parmitano (ESA), e i due specialisti di missione saranno Frank Rubio e Andre Douglas (NASA). Bob Hines (NASA) sarà la riserva di tutti e quattro.

Randy Bresnik (Randolph James Bresnik, callsign “Komrade”) è nato nel 1967 (avrà 60 anni nel 2027). È californiano, ex pilota dei Marine, pilota collaudatore ed ex Top Gun. È stato nello spazio quattro volte, con missioni Soyuz e Shuttle. Ha oltre 32 ore di esperienza in attività extraveicolari e ha comandato la Stazione Spaziale Internazionale nel 2017.
Luca Parmitano è catanese, classe 1976 (avrà 51 anni nel 2027), ed è astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea dal 2009. Entrato nell’Aeronautica militare italiana nel 1995, è pilota collaudatore con esperienza su oltre 40 tipi di aeromobili ed è uno specialista nella guerra elettronica. È stato il primo italiano a effettuare una “passeggiata spaziale” (EVA), durante il suo primo volo nello spazio, nel 2013. È tornato in orbita nel 2019, ricoprendo il ruolo di comandante della ISS. Ha totalizzato sei EVA e 366 giorni nello spazio.
Andre Douglas (Andre Maurice Baulding Douglas) è nato in Florida nel 1985 (avrà 42 anni nel 2027) ed è stato selezionato dalla NASA nel 2021. È un ex ufficiale della Guardia Costiera degli Stati Uniti ed è specializzato in architettura navale, robotica, difesa planetaria e sistemi autonomi. Ha svolto il ruolo di astronauta di riserva per la missione Artemis 2. Artemis 3 sarà il suo primo volo nello spazio.
Frank Rubio (Francisco Carlos Rubio) è nato nel 1975 da genitori del Salvador ed è pilota dell’esercito degli Stati Uniti, medico e paracadutista esperto. Nel 2023 ha completato il volo spaziale più lungo di un astronauta statunitense, trascorrendo in orbita 371 giorni consecutivi. Nel 2027 avrà 52 anni.
Bob Hines (Robert Thomas Hines Jr.; callsign “Farmer”) è nato nel 1975 in North Carolina. Nel 2027 avrà 52 anni. Pilota dell’Aeronautica militare statunitense, ha svolto 76 missioni di combattimento e ha totalizzato 3500 ore di volo in 41 tipi di aereo. È stato selezionato dalla NASA come pilota collaudatore e di ricerca e poi, nel 2017, come astronauta. Ha volato nello spazio ad aprile del 2022 come pilota della missione Crew-4 (la stessa alla quale ha partecipato Samantha Cristoforetti).
Molti media, compresa la BBC, hanno scritto che il cognome di questo astronauta è Heintz, ma non è esatto.

Fonti
How NASA’s Artemis III Lander Test Will Pave Way for Moon Landings, NASA (2026)
We managed to glean some interesting details about the Artemis III mission, Ars Technica (2026)
NASA’s Artemis III Announcement, YouTube (2026)
NASA assigns crew for Artemis III, sets aggressive timeline for flying it, Ars Technica (2026)
Nasa names next astronauts for Artemis Moon programme, BBC (2026)
Air Force Test Pilot tapped as ‘ultimate wingman’ for Artemis III, Af.mil (2026)













































