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Artemis II, quinto giorno di volo: circumnavigazione della Luna

CET = ora dell’Europa centrale (CEST). MET = tempo trascorso dal decollo. Le distanze espresse in miglia usano le statute miles(non le miglia nautiche) salvo diversa indicazione.

Gli astronauti di Artemis II sono stati svegliati con la canzone Working Class Heroes (Work) di CeeLo Green mentre si trovavano a circa 105.000 km (65.235 miglia) dalla Luna.

Il primo esperimento della loro giornata di lavoro è stato un test della tuta di sopravvivenza individuale (OCSS, Orion Crew Survival System), capace di tenerli in vita fino a sei giorni consecutivi in caso di depressurizzazione della cabina: ciascuno di loro l’ha indossata, pressurizzata, verificato la sua tenuta, simulato il posizionamento nei sedili, valutato la mobilità e la loro capacità di mangiare e bere.

Gli astronauti hanno anche ricevuto un saluto speciale dall’astronauta Charlie Duke, che volò intorno alla Luna e camminò sulla sua superficie durante la missione Apollo 16 nell’aprile del 1972. In una felice coincidenza, il modulo lunare (il veicolo di discesa) di Apollo 16 si chiamava Orion.

“Reid, Victor, Christina, and Jeremy, this is Apollo 16 astronaut Charlie Duke. John Young and I landed on the Moon in 1972 in a Lunar Module we named Orion. I’m glad to see a different kind of Orion helping return humans to the Moon, as America charts the course to the lunar surface. Below you, on the Moon, is a photo of my family. I pray it reminds you that we and America and all of the world are cheering you on. Thanks to you and the whole team on the ground for building on our Apollo legacy with Artemis. God speed, and safe travels home”.

Dettaglio della foto NASA art002e009006, 4 aprile 2026, scattata durante il quarto giorno di volo della missione Artemis II. Il polo sud lunare è in alto e si scorgono porzioni della faccia nascosta. Il Mare Orientale è sul bordo destro; gli astronauti di questa missione sono i primi a vederlo per intero con i propri occhi.
La Terra ormai lontanissima, vista attraverso uno dei finestrini della capsula Orion durante il quinto giorno della missione Artemis II.

È stata effettuata una manovra di correzione di rotta alle 5:03 CET (11:03 pm EDT). L’accensione è durata 17,5 secondi. Due manovre pianificate sono state annullate grazie alla precisione della traiettoria attuale.

L’equipaggio è entrato nella sfera d’influenza gravitazionale della Luna alle 6:41 CET di oggi 6 aprile (00:41 EDT del 6 aprile), quando si trovava a 66.098 km (41.072 miglia) dalla Luna.

Il Controllo Missione ha inviato all’equipaggio l’elenco finale delle strutture geologiche lunari da osservare e fotografare durante il flyby: si tratta di circa 30 obiettivi, fra i quali spicca il bacino del Mare Orientale, un cratere con un diametro di quasi mille chilometri che si trova a cavallo tra la faccia della Luna visibile dalla Terra e quella nascosta, ha circa 3,8 miliardi di anni e si è formato in seguito all’impatto di un oggetto molto grande.

Un altro bacino di grande interesse è quello di Hertzsprung, un cratere di quasi 650 km di diametro sulla faccia nascosta della Luna. È anch’esso il risultato di un grande impatto, ma è stato eroso progressivamente da impatti successivi. L’equipaggio confronterà i due bacini per capire meglio come si evolvono le strutture geologiche lunari nel corso di periodi lunghissimi (miliardi di anni).

Questi sono gli orari CET e EDT dei principali eventi delle prossime ore:

  • 19:56 del 6 aprile (1:56 pm del 6 aprile): l’equipaggio di Artemis II batte il record di distanza dalla Terra stabilito nel 1970 dall’equipaggio di Apollo 13 durante il suo ritorno in emergenza: 400.171 km (248.655 miglia). 
  • 20:45 (2:45 pm): inizio delle osservazioni lunari.
  • 00:44 del 7 aprile (6:44 pm del 6 aprile): interruzione prevista delle comunicazioni tra Centro di Controllo Missione e Orion mentre la navicella passa dietro la Luna. L’interruzione dura circa 41 minuti ed è simile a quelle avvenute durante le missioni Apollo. I segnali radio vengono infatti bloccati dall’interposizione della Luna. 
  • 00:45 del 7 aprile (6:45 pm del 6 aprile): la Terra “tramonta” dietro l’orizzonte lunare a causa dello spostamento di Orion intorno alla Luna.
  • 1:02 del 7 aprile (7:02 pm del 6 aprile): Orion raggiunge la distanza minima dalla Luna, a 6550 km (4070 miglia) dalla sua superficie.
  • 1:07 del 7 aprile (7:07 pm del 6 aprile): l’equipaggio raggiunge la massima distanza dalla Terra, stabilendo il nuovo record assoluto con 406.777 km (252.760 miglia). In questo momento inizia il viaggio di ritorno verso la Terra.
  • 1:25 del 7 aprile (7:25 pm del 6 aprile): la Terra “sorge” da dietro la Luna dal punto di vista di Orion. Il Centro di Controllo Missione riprende il contatto radio con gli astronauti, che vedono la parte di Terra che include Asia, Africa e Oceania.
  • 2:35-3:32 del 7 aprile (8:35-9:32 pm del 6 aprile): il Sole viene eclissato dalla Luna dal punto di vista dell’equipaggio.
  • 3:20 del 7 aprile (9:20 pm del 6 aprile): fine delle osservazioni lunari.
  • 19:25 del 7 aprile (1:25 pm del 7 aprile): Orion esce dalla sfera d’influenza gravitazionale lunare a 66.098 km (41.072 miglia) dalla Luna.
La diretta del passaggio nelle vicinanze della Luna.
Fonti

Artemis II Flight Day 5: Crew Starts Day with Suit Demo, NASA

Artemis II Flight Day 5: Crew Demos Suits, Readies for Lunar Flyby, NASA

Artemis II Flight Day 5: Correction Burn Complete, NASA

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9 Commenti
Fabio Tamborini

Grazie degli orari !

Peppe

Ciao Paolo, giusto una precisazione: gli orari CET sono in realtà CEST (ora legale / UTC+2)?

Marco

Faccio notare che il contatore delle persone viventi andate sulla Luna, che da 24 erano scese a 5 inevitabilmente nel corso degli anni, oggi diventano 9.

Marco

Infatti le ho sommate alle 24 totali di prima, altrimenti a piedi sono in 12. Se vogliamo contare chi ha fatto almeno delle orbite complete, allora sono 22 uomini in tutto e 4 vivi perché bisogna togliere Swigert e Haise.

Marco

Vero, non ho fatto un’ottima scelta di preposizione. D’accordo che distinguere tra orbitare e fare solo flyby serve a poco.

Piuttosto non è da sottovalutare un altro aspetto che ha evidenziato ieri Adrian: passare così lontani rispetto al solito non è stato un handicap, anzi. Siccome quando dovranno andare in superficie da Artemis 4 in poi, dovranno rifare le orbite del modulo di comando a 100 km di altezza come nelle missioni Apollo, questa traiettoria di ieri potrebbe restare un caso unico per tantissimo tempo! Quindi è stata un’occasione forse unica per fare e vedere cose che potrebbero non ricapitare prima di chissà quando, come l’eclisse solare che è stata una cosa fuori di testa!
Le foto della Terra dietro il bordo ricordano altre già viste, ma l’eclisse per nulla! E con pure tre pianeti nello stesso campo della foto, overkill totale per usare un linguaggio videoludico! E hanno detto anche che se avessero rinviato il lancio di un giorno non avrebbero avuto a disposizione la traiettoria per poterla fare.O anche, chissà, non sarebbe venuta fuori neanche se fossero andati nei due mesi scorsi quando hanno rinviato i tentativi di lancio per i problemi tecnici.

Maurice

“Miglio terrestre o miglio inglese (statute mile): nel sistema imperiale britannico corrisponde a 1 760 iarde e a 5 280 piedi. È lungo esattamente 1 609,344 metri. Viene tuttora comunemente usato nei paesi anglosassoni.
Miglio d’equatore o geografico: è pari alla lunghezza dell’arco di equatore corrispondente a un minuto d’arco di longitudine, cioè circa 1 855,325 m.
Miglio marino internazionale o miglio nautico internazionale: è lungo per convenzione 1 852 metri. Corrisponde infatti ad una media delle miglia nautiche misurate a diverse latitudini.
Il Sistema internazionale di unità di misura ne ammette l’uso per la navigazione aerea e marittima.
Miglio marino inglese o miglio nautico inglese: pari a 1 853,2 m.
Miglio marino USA o miglio nautico USA: pari a 1 853,18 m.”

Che casino! Ma se andassero a dar via i piedi? (Pun intended)

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