Vai al contenuto

Artemis II, ammaraggio previsto per le 2:07 dell’11 aprile: come seguire la diretta

CEST = ora estiva dell’Europa centrale. MET = tempo trascorso dal decolloLe distanze espresse in miglia usano le statute miles (non le miglia nautiche) salvo diversa indicazione.

Scusate se non ho postato aggiornamenti su Artemis II negli ultimi giorni, ma sono stato trattenuto da un vortice di interviste radio e TV dedicate a questa missione. In ogni caso, non ci sono stati eventi di particolare rilievo tecnico: Orion sta tornando spontaneamente verso la Terra e ammarerà alle 2:07 CEST dell’11 aprile.

Qui su YouTube potrete seguire le ultime fasi della missione dalle 00:30 CEST dell’11 aprile.

Questi sono gli eventi salienti delle prossime ore fino all’ammaraggio in orario CEST (equivalente all’ora italiana).

9 aprile

22.22 (7g 21h 47m MET): mentre scrivo la stesura iniziale di questo post, la capsula Orion battezzata Integrity si trova a 216.398 km dalla Terra e 225.165 dalla Luna e procede alla velocità di 4867 km/h. Le condizioni meteo nella zona di ammaraggio sono buone: vento a 10 nodi e onde di circa 1,2 metri.

10 aprile

4:53: seconda accensione dei motori (Return Trajectory Correction, RTC) per correggere leggermente la traiettoria di rientro.

9:05: inizio del periodo di sonno dell’equipaggio.

16:00: 111.466 km dalla Terra, 296.683 km dalla Luna, velocità 8060 km/h. Gli astronauti a bordo stanno dormendo.

17:00: 103.561 km dalla Terra, 302.177 km dalla Luna, velocità 8442 km/h.

18:00: 95.097 km dalla Terra, 309.140 km dalla Luna, velocità 8893 km/h. L’equipaggio si è svegliato circa mezz’ora fa.

19:50: inizio delle operazioni per configurare la cabina di Integrity per il rientro.

20:00: 77.219 km dalla Terra, 322.084 km dalla Luna, velocità 10.043 km/h.

La vista da una delle telecamere esterne e da una di quelle interne, trasmessa in tempo reale.

20:53:12: seconda accensione dei motori (Return Trajectory Correction, RTC) per otto secondi per correggere la traiettoria di rientro, con un cambio di velocità di 4,6 km/h (4,2 piedi al secondo).

21:00: 67.270 km dalla Terra, 329.548 km dalla Luna, velocità 10.843 km/h.

21:20:12: fine delle operazioni di configurazione della cabina.

22:00: 56.552 km dalla Terra, 337.858 km dalla Luna, velocità 11.895 km/h.

22:44: Christina Koch avvisa che la toilette di bordo è stata disattivata.

23:00: 44.795 km dalla Terra, velocità 13.388 km/h.

23:05:12: l’equipaggio inizia a verificare la checklist di rientro e indossa le tute protettive (OCSS).

11 aprile

00:00: 31.442 km dalla Terra, velocità 15.831 km/h.

00.30: inizio della diretta streaming NASA su YouTube. La nave di recupero si trova a circa 6,5 miglia (nautiche, presumo) dal punto previsto di ammaraggio.

01:02: 15.298 km dalla Terra, velocità 21.301 km/h.

01:15:12: trasferimento delle comunicazioni radio dal DSN (Deep Space Network) alla rete TDRS.

1:25: Vengono attivati brevemente i motori di manovra della capsula per verificarne il funzionamento.

01:33: (9g 00h 58m MET): il modulo di servizio di Integrity si separa dal modulo per l’equipaggio.

01:37:12: terza accensione dei motori di manovra del modulo per l’equipaggio (raise burn) per variare leggermente l’angolo di attacco di Integrity. In sostanza, questa accensione alza la parte anteriore della capsula di un paio di gradi. Questo permette di affinare ulteriormente la traiettoria di rientro e quindi determinare quanto si scalda lo scudo termico. Durata: 18 secondi. Integrity sorvola l’Australia orientale e attraversa diagonalmente l’Oceano Pacifico.

01:53:30: contatto con l’atmosfera (entry interface) a 122 km (400.000 piedi) di quota e alla velocità di circa 38.275 km/h (34,882 piedi al secondo). Circa venti secondi dopo, perdita prevista dei contatti radio (LOS, Loss of Signal). Durata prevista: 6 minuti circa. Questo blackout totale delle comunicazioni (niente immagini, niente voce, niente telemetria) è dovuto alla ionizzazione dell’aria rovente intorno allo scudo termico della capsula. Gli aerei ed elicotteri che supportano le operazioni di rientro e recupero mantengono comunque un contatto visivo con la capsula.
Durante questo silenzio radio obbligato, il picco termico viene raggiunto circa un minuto dopo il contatto con l’atmosfera: è a questo punto che i computer di bordo inducono due inversioni di rollio (roll reversal), creando un rollio prima verso sinistra e poi verso destra. Lo scopo di queste oscillazioni è dissipare energia termica e rallentare la capsula. Il picco di decelerazione è di circa 3,9 g. Il picco di velocità viene raggiunto poco dopo il contatto con l’atmosfera ed è previsto che sia di 39.688 km/h (24.661 miglia orarie), di poco inferiore al record assoluto di velocità di rientro, che spetta alla missione Apollo 10 (che andò 103 miglia orarie più veloce).
Dal punto di contatto con l’atmosfera al punto di ammaraggio, Integrity plana per 3150 km (1701 miglia nautiche) in circa tredici minuti e mezzo.

01:59:32: ripresa prevista dei contatti radio (AOS, Acquisition of Signal), sette minuti prima dell’ammaraggio. Riprende la ricezione della telemetria. Le imbarcazioni di recupero si dirigono verso il punto previsto per l’ammaraggio.

2:01. Riprendono i contatti radio in voce. Quota di 30 km (100.000 piedi), 35 km (19 miglia nautiche) all’ammaraggio.

2:03:22: si aprono tre piccoli paracadute di guida e viene sganciata la carenatura del vano sommitale della capsula (FBC, Forward Bay Cover), che alloggia gli altri paracadute. Integrity si trova a circa 11.000 m (36.000 piedi) di quota. Tre secondi dopo inizia l’apertura dei due paracadute iniziali (drogue parachutes) a circa 7600 m (25.000 piedi) di quota.

02:04:44: sgancio dei paracadute iniziali e apertura dei tre paracadute pilota, che estraggono i tre paracadute primari, a 1500 m (5000 piedi) di quota. La nave appoggio si avvicina progressivamente al punto previsto di ammaraggio, fino a circa cinque miglia. Rimane a distanza di sicurezza per evitare eventuali frammenti del veicolo e dei suoi paracadute.

02:07:27 (9g 1h 32m 15s MET): ammaraggio nell’Oceano Pacifico, a circa 200 km a sud-ovest di San Diego, nelle vicinanze della nave appoggio militare adibita al recupero, la USS John P. Murtha, due ore e mezza prima del tramonto locale. Si gonfiano di elio i cinque speciali galleggianti (CMUS, Crew Module Uprighting System) che raddrizzano la capsula se necessario. L’equipaggio può comunicare via radio con gli elicotteri e le imbarcazioni leggere di recupero oltre che con la nave appoggio principale, che si avvicina a circa un miglio da Integrity.

02:13:12: vengono messi in sicurezza i motori di manovra del modulo per l’equipaggio, che possono emettere sostanze tossiche.

Il direttore della NASA, Jared Isaacman, è a bordo della nave di recupero e non tenta nemmeno di trattenere il proprio giustificato entusiasmo per questa missione riuscitissima.

02:23: le imbarcazioni leggere di recupero si avvicinano lentamente e cautamente alla capsula. Viene aperto il portello laterale di Integrity: gli astronauti possono finalmente respirare aria fresca dopo dieci giorni trascorsi sigillati in un ambiente totalmente artificiale. Quattro sub con preprazione medica salgono a bordo per valutare le condizioni di salute degli astronauti.

3:10: le squadre di recupero iniziano a fissare alla capsula il collare di galleggiamento che la stabilizza. Successivamente fissano davanti al portello laterale di Integrity una speciale zattera gonfiabile, il front porch. I membri dell’equipaggio possono uscire dalla capsula e mettersi su questa zattera.

3:32: i primi due astronauti, Christina Koch e Jeremy Hansen, emergono dalla capsula, seguito pochi minuti dopo dal collega Victor Glover. L’ultimo a lasciare Integrity è il comandante, Reid Wiseman.

3:45: il front porch, con a bordo gli astronauti e alcuni membri delle squadre di recupero, viene sganciato da Integrity e si allontana per prepararsi al recupero da parte degli elicotteri.

3:49: uno ad uno, gli astronauti vengono imbragati e sollevati dal verricello degli elicotteri militari, che li portano, due per ciascuno elicottero (Glover e Koch in uno, Hansen e Wiseman nell’altro), fino al ponte della nave appoggio, con un volo che dura circa tre minuti. Anche in questo caso, l’ultimo membro dell’equipaggio a essere trasportato è il comandante Wiseman.

3:59: Tutti e quattro gli astronauti sono sulla nave. Dopo un incontro di congratulazione con il direttore della NASA, gli astronauti camminano verso il centro medico di bordo, assistiti da due persone ma senza dover ricorrere alle portantine che sono comunque a loro disposizione. Vengono sottoposti a una visita medica. Nel frattempo la capsula viene agganciata, imbragata e rimorchiata per farla entrare nel bacino allagabile di cui è dotata la nave.


Ora che la missione Artemis II è felicemente conclusa, posso aggiungere un breve commento. Rivedere un equipaggio che torna dalla Luna è stato emozionantissimo, oggi come 54 anni fa, quando ero bambino. E stavolta le immagini (di una bellezza straordinaria) arrivano in diretta e in alta definizione, senza dover aspettare giornali e settimanali. Dispiace che tutto questo avvenga mentre gli Stati Uniti sono in preda a un delirio politico senza precedenti, tengono al comando del Paese un pazzo in preda a demenza senile e lo venerano come se fosse un emissario divino.

Prossime tappe: fra circa un anno, intorno a metà 2027, ci sarà Artemis III, un volo con equipaggio in orbita terrestre, per collaudare l’attracco con il veicolo di allunaggio e per provare le tute spaziali lunari; a metà 2028 ci potrebbe essere Artemis IV, il primo tentativo di allunaggio umano del ventunesimo secolo.

5 2 voti
Valutazione dell'articolo
Iscriviti
Notificami
guest

38 Commenti
Davide Francesco Maria Galli

La cosa impressionante è il passaggio da 11000m a 7600m in 3 secondi…
Ma quanto crispa va veloce quella cosa? XD (si, so a quando va, ma mi piaceva scriverlo)

Davide Francesco Maria Galli

Integrity si trova a circa 11.000 m (36.000 piedi) di quota. Tre secondi dopo inizia l’apertura dei due paracadute iniziali (drogue parachutes) a circa 7600 m (25.000 piedi) di quota.

Allora forse non ho capito io bene questo passaggio…
Mi sembrano 3400m di differenza in 3 secondi ^.^’

Davide Francesco Maria Galli

Allora si, ora ho capito (calcolando anche le altre parti, andava a 131km/s, quindi troppo veloce la parte).
Devo vedermi anche io quel video

PaoloC

Emozione! Sognavo questo dal 1972, a parte le missioni STS.

Beerox

Mi son sempre chiesto una cosa, al momento del rientro calcolano la rotta dei satelliti presenti in zona o esiste un corridoio lasciato libero apposta o ancora vanno a botta di cu.. Posso capire calcolare la posizione dei classici satelliti ma si riesce a tener traccia anche dei cubesat e starlink e simili?

Beerox

in poche parole meglio partire subito per la luna e marte prima che le costellazioni di Starlink e Leo saranno complete…

Albi

Lo scudo termico resiste a temperature assurde, sarebbe anche in grado di fermare un detrito di piccole dimensioni?

PGC New Edition

Dipende da quanto piccolo” sia…. un “piccolo detrito”, ma al contrario di Paolo immagino che sarebbe un GROSSO problema.

Un detrito a quelle velocità ha un’energia cinetica immensa (a meno che non sia uno di quelli prodotti dall’heat shield stesso, naturalmente), e gli scudi termici non sono disegnati per resistere ad impatti.

Immagino che sia un rischio calcolato, a causa della ridotta possibilità di un impatto durante il rientro, visto che a bassa quota tutto decade rapidamente, specie se di piccole dimensioni.

Ultima modifica 1 mese fa di PGC New Edition
PGC New Edition
PGC New Edition

c’è anche da dire che al di sotto di 800 km di quota la densità di satelliti in orbita si riduce drasticamente. E al di sotto di circa 250 non ci sono praticamente più satelliti (il decadimento è rapidissimo).

comment image

NOTA: il grafico è logaritmico

Maurizio

Ciao Paolo,
grazie per tutti i tuoi post che ci hanno aiutato a seguire meglio l’evento e a gustarlo in tutte le sue fasi. È stata una emozione profonda anche per me: la copertura mediatica della NASA ci ha donato immagini, commenti e dialoghi indimenticabili. Ho apprezzato moltissimo l’equipaggio di Integrity, il loro modo di vivere e raccontare in presa diretta l’esperienza di questa missione, le loro sensazioni, le loro emozioni.
Infine, caro Paolo, non posso esimermi dall’esprimerti la mia piena condivisione e vicinanza alle tue parole finali, degna, degnissima chiosa a questo storico evento.
Grazie mille

PGC New Edition

Nel frattempo l’amministrazione T**** ripropone di nuovo un taglio drammatico ai programmi scientifici della NASA, cancellando un enorme quantità di missioni, sonde e satelliti in corso e da lanciare:

https://aas.org/posts/news/2026/04/fy27-presidents-budget-request-nasa-nsf-and-doe-details

Una catastrofe, letteralmente, per la scienza. Per questo Artemis non riesce a suscitare in me e in molti altri grandi emozioni. Probabilmente il fatto di avere una donna e addirittura un “n*****” [PAROLA RIMOSSA DAL MODERATORE] a bordo è un oltraggio. Voglio vedere se quello inviterà l’equipaggio alla casa bianca o farà come con la promozione di quei generali di brigata donna e afroamericani cui è stata impedita la promozione perché lui non li voleva vedere alla White House.

PGC New Edition

va bene, capisco Paolo.

L’ho usata tra virgolette visto che T**** stesso [parola rimossa da me stesso visto che ormai la considero un insulto] ne faceva uso spesso nel corso della sua trasmissione tv “The Apprentice” ed era parte del suo linguaggio spudoratamente razzista anche in casa:

https://www.nytimes.com/2018/08/10/us/politics/omarosa-donald-trump-racial-slur.html. https://www.theguardian.com/books/article/2024/jul/23/donald-trump-n-word-book

Le virgolette indicavano il fatto che così lui li considera, era insomma come una citazione. Ma, ripeto, capisco perfettamente. Spero tutti abbiano compreso.

Ultima modifica 1 mese fa di PGC New Edition
Lea

Sarebbe stato molto più saggio evitare di spendere soldi e tempo su un progetto partito vetusto come SLS. Visto che le alternative per gli stessi scopi non mancavano.

Che i soldi di SLS sarebbe stato più saggio imvestorli in altro lo sostengo (anche su questo blog) da almeno 4 anni, e lo penso da quando ho scoperto che motori principali e booster erano riciclati (poca innovazione)), e nello spazio ci si va per innovare, non per farsi pubblicità).

PGC New Edition

guarda, su questo punto ci sono due “partiti”: quelli che vedono le missioni spaziali come una sorta di “epica” contemporanea, e quelli che le vedono soprattutto in funzione delle conoscenze che ne derivano.

Personalmente non so decidermi. Nel senso che condivido l’importanza del valore “simbolico” della missioni con equipaggio nello spazio. D’altra parte credo che il rapporto costi/conoscenza delle missioni senza equipaggio costano infinitamente più basso e che cancellarle sia un errore che gli USA pagheranno carissimo in futuro, non appena i cinesi li sostituiranno nella leadership scientifica (cosa che sta avvenendo ma non è ancora del tutto matura).

Fabio Tamborini

missione meravigliosa

Claudio Fe

Prossime tappe: […]
“Peccato” (ironico, ma non troppo) che non ci sia una missione stile Apollo 10, dove c’era abbastanza combustibile per allunare, ma non sufficiente per ripartire e arrivare al CSM, perchè Stafford a Cernan potrebbero aver tentato la bischerata. Un pezzetto di umanità e gestione imprese che forse fa parte del passato.

Sempre su questo aspetto storico, ma tornando serio, guardando su en.wiki, Mueller disse che in realtà quel modulo lunare era troppo pesante invece che con combustibile insufficiente, ma la tabella appena sopra sembra smentirlo.
C’è un motivo per questa discrepanza fra i numeri e la sua dichiarazione?

zoomx

Magari il software di allunaggio non era ancora pronto.
Nei sorgenti dei sorgenti dell’AGC del LEM Luminary099
ad esempio questo
Apollo-11/Luminary099/ORBITAL_INTEGRATION.agc at master · chrislgarry/Apollo-11
si legge

# Assemble revision 001 of AGC program LMY99 by NASA 2021112-061

# 16:27 JULY 14, 1969

anche se questo è solo un indizio e non una prova in quanto immagino che il software avrà avuto modifiche continue.

Claudio Fe

Grazie a entrambi.
Beh, se verrà mai pubblicato un “storia (semi)seria dello sbarco sulla Luna”, con a tema queste perle, non escludo possa avere un discreto succeso.

PGC New Edition

per curiosità: hai dei dubbi che si trattasse di una fesseria?

Io direi che è totalmente, palesemente ovvio.

Vero che bisognerebbe evitare di esprimere opinioni rigide in settori di cui non si è grandi esperti (e anche in quel caso andrebbe evitato), ma anche solo ipotizzare che una missione del genere potesse essere modificata o che il suo equipaggio, gente come Stafford e Cernan, incredibilmente selezionata e allenata, forse come mai accaduto nella storia umana, potesse prendere una decisione del genere, mi sembra veramente, totalmente FOLLE.

Ultima modifica 1 mese fa di PGC New Edition
PGC New Edition

OK, ma non mi sembra che le situazioni siano paragonabili…

L’aviazione a quei tempi era già avanzata. Qui parliamo di test in un ambiente totalmente sperimentale, e mortale al primo errore date le condizioni ambientali estreme.

Infatti non mi risulta ci siano mai stati casi di deviazione dalle procedure o addirittura bravate dovute all’iniziativa di qualcuno, e non a problemi tecnici che richiedessero improvvisazione, come nel caso di Cooper (Mercury 9) o di Armstrong-Scott (Gemini 8).

L’esempio forse più rilevante di “bravata” mi risulta sia rimasto il… sandwich portato in orbita da Young (gemini 9), che infatti rischiò di pregiudicargli la carriera.

Lea

Non penso avrebbero rischiato la pontenziale cancellazione del programma… mi spiego: cosa sarebbe successo se fossero schiattati disobbedendo agli ordini facendo miseramente fallire la missione e mettendo potenzialmente in pericolo il programma? Perché mai un governo, seppur avido di successo, dovrebbe continuare a sponsorizzare missiloni per piloti machi con il rischio che li facciano esplodere in quanto alfa?
A me sembra una -cit. Fantozzi- (non serve che dia indizi credo ;))

PGC New Edition

E’ vero che NASA ai tempi incitava a compiere azioni al limite ai piloti (ricordo di avere letto su qualche biografia il caso dei trainer jet impegnati in acrobazie al limite sul Pacifico, forse su “Riding Rockets”, di Mullane), ma durante il training, e a me non risulta alcuna violazione da parte degli equipaggi durante le missioni.

Anche pensare di tentare un allunaggio di un veicolo non testato per questo sarebbe stata una follia suicida e gente come Cernan non credo proprio che l’avrebbe tentata, avendo una conoscenza approfondita dei suoi limiti e delle sue performance.

Diverso è il caso dei piloti di aereo (jet fighter e trainer come il T-38): in quel caso come sai, ci fu anche un caso mortale (See e Basset, Gemini 9), cui infatti seguì un’investigazione molto approfondita che portò alla conclusione che si trattò di un “errore” del pilota. Ho conosciuto per lavoro molti piloti di fighter. Uno di questi, un colonnello dell’areonautica a Pratica di Mare, mi disse che durante i combattimenti simulati si perde completamente il controllo razionale di se stessi. Si entra in uno stato di “flow” che fa fare cose impensabili a freddo. Ma in quel caso le decisioni vanno prese al millisecondo e le accelerazioni e la situazione rende il fenomeno comprensibile. Nelle missioni spaziali invece la situazione è completamente diversa: tutto è pianificato e, a parte casi specifici (vedi Gemini 8) difficilmente si tratta di decisioni prese istintivamente, come nel caso in discussione, direi quasi complottismo puro.

Che l’equipaggio di Apollo 10 possa avere pensato anche per un attimo, al di là di una semplice battuta a microfoni spenti, di tentare un allunaggio mi pare un’ipotesi assolutamente ridicola e un’accusa che non sta in piedi.

Ma comunque, lascio ad altri il beneficio del dubbio.

Ultima modifica 1 mese fa di PGC New Edition
PGC New Edition

il caso di Armstrong è completamente diverso: non è stata una bravata o violazione delle procedure.

In quel caso c’erano due diverse esigenze in conflitto: garantire l’atterraggio in una zona piana e sicura, da cui il decollo sarebbe stato certo, ed evitare l’esaurimento del propellente. Armstrong, in una situazione di pressione psicologica senza precedenti, e con la massima calma, decise per la prima, che si rivelò comunque giusta.

Assimilare le due situazioni mi lascia perplesso…

Ultima modifica 1 mese fa di PGC New Edition
PGC New Edition

ok, ma l’obiettivo di Apollo 11 era di atterrare sulla Luna, quella di Apollo 10 no, e né Cernan né Stafford erano dei pazzi a tentare di farlo con una missione che escludeva questa possibilità “by design”.

Comunque… let’s agree to disagree… 🙂

Ultima modifica 1 mese fa di PGC New Edition
38
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x