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Artemis II, quarto giorno di volo

CET = ora dell’Europa centrale. MET = tempo trascorso dal decollo. Le distanze espresse in miglia usano le statute miles (non le miglia nautiche) salvo diversa indicazione.

La navicella Orion continua il proprio avvicinamento alla Luna, perdendo progressivamente velocità. Contrariamente a quanto hanno scritto alcuni giornalisti, infatti, non è affatto sfuggita alla gravità terrestre, che continua inesorabilmente ad attirarla e a frenarla. L’idea che i veicoli spaziali siano esentati magicamente dalla gravità terrestre non appena arrivano nello spazio è molto diffusa nell’opinione pubblica. In realtà l’attrazione gravitazionale della Terra si estende fino alla Luna e ben oltre: è per questo, per esempio, che la Luna gira intorno alla Terra invece di andare dritta per i fatti suoi. Anche la Stazione Spaziale Internazionale è soggetta alla gravità terrestre, ma a bordo gli astronauti fluttuano perché sono in caduta libera alla stessa velocità della Stazione. Lo stesso vale per gli astronauti di Artemis II.

Questo quarto giorno della missione Artemis II è dedicato ai preparativi per il flyby, ossia il volo nelle vicinanze della Luna, previsto per lunedì 6 aprile, che durerà circa sei ore, dalle 20.45 CET (2.45 pm EDT) del 6 aprile e terminerà alle 4.40 CET del 7 aprile (21:40 del 6 aprile EDT).

La canzone di risveglio di oggi è stata Pink Pony Club di Chappel Roan. Al loro risveglio, gli astronauti si trovavano a circa 272.000 km dalla Terra e a circa 178.000 km dalla Luna.

L’astronauta canadese Jeremy Hansen e la sua collega statunitense Christina Koch hanno usato i comandi manuali di Orion per collaudarne il funzionamento nello spazio profondo, ed è stato svolto un test acustico della durata di 24 ore per aiutare i tecnici sulla Terra a caratterizzare l’ambiente acustico della capsula.

L’equipaggio ha ripassato un elenco delle zone di maggiore interesse della superficie lunare, fornito dagli scienziati specializzati della NASA. Queste zone verranno osservate dagli occhi degli astronauti, addestrati per questo scopo, e fotografate in dettaglio.

I quattro astronauti vedranno la Luna da un punto di vista molto particolare e differente rispetto alle missioni Apollo di oltre cinquant’anni fa, che sorvolarono la superficie selenica a circa 100 km di quota. Orion, nel punto di minima distanza dalla Luna, sarà invece a 4066 miglia (6543 km) e quindi un unico sguardo abbraccerà l’intero emisfero, comprese le regioni circumpolari lunari. La NASA ha pubblicato un’animazione accelerata che mostra cosa vedranno gli astronauti.

Durante il sorvolo, l’equipaggio vedrà un’eclissi di sole quando la Luna passerà davanti alla nostra stella e potrà osservare la corona solare. Gli astronauti cercheranno anche i bagliori prodotti da eventuali meteoroidi che dovessero colpire la superficie della Luna mentre la circumnavigano.

Si prevede che Orion batterà il primato di distanza dalla Terra detenuto finora dalla missione Apollo 13 e raggiungerà la distanza massima di 406.772 km (252.757 miglia), rispetto ai 400.171 km di Apollo 13.

Quando Orion passerà dietro la Luna dal punto di vista della Terra, ci sarà un’interruzione programmata delle comunicazioni di 40 minuti a partire dalle 23:47 CET (5:47 pm EDT). La Luna bloccherà infatti i segnali provenienti dal veicolo e quelli inviati dalla Terra. Lo stesso fenomeno era accaduto durante le missioni Apollo.

A bordo della navicella ci sono vari esperimenti scientifici, come AVATAR, che contiene delle cellule di midollo osseo prelevate dal sangue degli astronauti allo scopo di studiare il comportamento del sistema immunitario umano nello spazio profondo. Verranno inoltre raccolti campioni di saliva. L’agenzia spaziale tedesca DLR ha fornito sensori per rilevare le radiazioni all’interno della capsula in parallelo con i sensori della NASA. L’equipaggio indossa inoltre dei sensori da polso che rilevano vari parametri fisiologici.

Una manovra di correzione di traiettoria (outbound trajectory correction, OTC) prevista dal piano di volo è stata annullata dai controllori del volo al Centro Controllo Missione presso il Johnson Space Center della NASA a Houston perché il veicolo non ne ha bisogno e sta già seguendo la traiettoria desiderata.

Il veicolo spaziale è stato orientato in modo da rivolgere lo scarico delle acque reflue (principalmente urina) verso il Sole, nel tentativo di sturare il condotto di scarico che risulta parzialmente bloccato nonostante l’uso degli appositi riscaldatori concepiti per sciogliere eventuali blocchi di ghiaccio. Il serbatoio del sistema delle acque reflue non è ancora pieno e la toilette funziona, ma all’equipaggio è stato consigliato di usare i dispositivi di riserva per la raccolta delle urine. La causa del blocco non è ancora stata accertata, ma ha prodotto siparietti di insolita comicità e umanità, come un “You are GO for fecal use” inviato da una delle CAPCOM a terra (una delle persone che tiene i contatti diretti a voce con gli astronauti) e questo spezzone nel quale Christina Koch gioisce scherzosamente per aver ricevuto dai tecnici l’OK per un singolo uso della toilette.

Devo dire che è bello che il problema più grande incontrato finora da una complicatissima missione umana verso la Luna sia un malfunzionamento della toilette (Ars Technica).

Nel corso della giornata, il sistema di comunicazione laser di Orion ha superato i 100 gigabyte di dati trasmessi. Questo sistema, denominato Optical Communications System o OCS, affianca i normali apparati di radiocomunicazione e usa un terminale montato all’esterno della capsula Orion per inviare un segnale laser a luce infrarossa verso la Terra. Questo sistema consente di inviare molti più dati rispetto ai sistemi radio tradizionali. L’immagine qui sotto è stata inviata usando questo OCS.

Durante la giornata sono stati scattati dei selfie spaziali: l’equipaggio si è affacciato ai finestrini mentre una delle telecamere esterne fotografava il veicolo. Queste immagini verranno trasmesse a Terra in maggiore qualità nei prossimi giorni.

Sui social network è diventata virale una sequenza, ripresa e trasmessa in diretta dalle telecamere interne di Orion, nella quale l’astronauta Victor Glover era a torso nudo e indossava solo dei pantaloncini durante le attività di igiene personale, che avvengono nell’unico spazio disponibile a bordo, senza tendine o altro. La NASA ha interrotto la trasmissione quasi subito, ma Glover ha fatto in tempo a mostrare involontariamente al mondo un fisico di tutto rispetto.

Fonti: NASA; NASA.

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24 Commenti
Giovanni

Buona Pasqua

Claudio Fe

Refuso:
si trovavano a circa 272.000 km dalla Terra e a circa 178.000 km dalla Terra

Mauro

si trovavano a circa 272.000 km dalla Terra e a circa 178.000 km dalla Terra.
Credo si tratti di un errore

Greatgg

Credo ci sia un problema con le foto, non sembrano essere visibili (provato con due browser da mobile e uno da desktop)

Porske

C’è un refuso nella frase “Al loro risveglio, gli astronauti si trovavano a circa 272.000 km dalla Terra e a circa 178.000 km dalla Terra.” e non si caricano le immagini. Per ovvie ragioni non ho un computer sotto mano per indagare ulteriormente 😃
Per il resto buona pasqua

Armando

Grazie Paolo.
Seguo questo nuovo viaggio verso la Luna solo dai tuoi resoconti (gli unici affidabili).

Alberto

Grazie di tutto Paolo, sempre molto interessanti i tuoi contributi.
Le foto che già sono arrivate dalla capsula sono bellissime, alcune toccano il cuore…
chissà quelle che arriveranno nei prossimi giorni !

Claudio (l’altro)

Notare: il problema più notevole della missione si sta presentando sulla toilet, che è uno dei pochi sistemi che non poteva essere testato con Artemis I, in assenza di equipaggio (e a quanto sono riuscito a recuperare è diverso dal sistema in uso sulla ISS, in particolare per quanto riguarda il componente che crea problemi).

Bauci72

“Devo dire che è bello che il problema più grande incontrato finora da una complicatissima missione umana verso la Luna sia un malfunzionamento della toilette”
Beh insomma, dire che è bello un problema del genere mi sembra un po’ troppo…

AlexKidd

Mi sfugge perchè nello stream della NASA gli astronauti sembrano fluttuare, seppur piccola, sono comunque soggetti ad una forza di accelerazione/decelerazione

AlexKidd

Ovviamente mi stavo riferendo agli astronauti in viaggio verso la Luna, non a quelli in orbita sulle stazioni spaziali. La mia domanda scaturisce dal fatto che la capsula perde lentamente spinta a causa della gravità terrestre

Lea

Una volta lanciati alla velocità necessara insieme alla navetta, gli astronauti sono soggetti alla stessa forza di gravità cui è soggetta la navetta, per cui si muovono insieme. E sì, navetta e astronauti sono soggetti a “spinte o trazioni” costanti, dovute al moto orbitale, che solo nel caso dell’orbita circolare è pressoché costante, altrimenti, in un orbita ellittica, ci sono fasi di accelerazione e decelerazione, che non vengono avvertite perché coinvolgono lo stesso sistema di riferimento, tutti accelerano e decelerano insieme affetti dalla stessa forza.

Francesca Succi

dovrebbe essere lo stesso motivo per cui posso stare in piedi su un treno o una metro mentre viaggia anche a grande velocità, ma potrei cadere qualora il treno decelerrase bruscamente?

PGC New Edition

puoi verificarlo lasciando cadere da un paio di metri un libro con sopra poggiato un oggetto leggero, come una penna. Vedrai che entrambi arrivano a terra insieme. Anche in quel caso sono, *letteralmente*, su un’orbita intorno alla terra, esattamente come gli astronauti a bordo di una navicella.

Il libro sotto impedisce che i due oggetti siano soggetti in maniera differente all’attrito aerodinamico, cui la navicella non è soggetta perché viaggia nello spazio vuoto, ma alla velocità ridotta del libro questa forza è ancora minima.

zoomx

Paolo, per caso sai come vengono ricevute a Terra le trasmissioni laser? Di solito si usa un telescopio ma qui ci vuole una rete di telescopi per non perdere il segnale.

PGC New Edition

Il sistema si chiama O2O per “Orion Artemis II Optical Communications System”. E’ stato testato per diversi anni.

Ci sono 2 stazioni di ricezione:  Cruces, New Mexico, e Table Mountain, California. Sono state scelte perché la copertura nuvolosa è minima, visto che questo sistema ha questa limitazione.

La copertura non è 24/24 ma per adesso è sperimentale. In compenso offre una larghezza di banda immensa (oltre 1 GBps).

https://www.nasa.gov/directorates/somd/space-communications-navigation-program/nasa-laser-communications-terminal-delivered-for-artemis-ii-moon-mission/