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Artemis II, attenzione alle foto false sui social

Stanno circolando molte immagini falsificate che affermano di mostrare danni ingenti al veicolo spaziale dopo l’ammaraggio e altri momenti della missione Artemis II intorno alla Luna. Da cacciatore di bufale, ho alcuni consigli.

Primo: non diffondete per nessun motivo foto che non avete verificato e che non provengono direttamente dagli archivi originali NASA. Non importa chi ve le manda. Lo dico soprattutto ai colleghi giornalisti, che hanno un dovere professionale di controllo delle fonti e invece pescano a caso dai social (come è successo a un noto telegiornale italiano), per cui non posso consigliare di fidarsi ciecamente delle fonti giornalistiche, a meno che includano un link agli archivi originali.

Secondo: se dovete citare una foto falsificata per segnalarla, applicatele un VISTOSO indicatore visivo che mostra che si tratta di un falso.

Terzo: se avete un dubbio su una foto, non mandatela in giro. Semplice.

Quarto: non date la colpa all’IA. I falsi esistono da ben prima dell’IA. La colpa non è della tecnologia, ma delle persone che usano la tecnologia per ingannare gli altri. La colpa è anche di chi diffonde immagini sui social senza verificarle, solo perché sono impressionanti o spettacolari.

Lo scopo di chi diffonde queste immagini è la monetizzazione: chi le pubblica spera di avere milioni di visualizzazioni (come in questo caso) che facciano impennare la popolarità dei suoi account. In questo modo quegli account saranno vendibili a inserzionisti e spammer. Consiglio di bloccare gli account che diffondono immagini falsificate e non dicono che sono false.

Questi sono alcuni esempi di foto false riguardanti la missione Artemis II.

Le foto FALSE dei danni alla capsula al rientro

Quest’immagine è falsa perché:

  • le foto reali della capsula non mostrano danni di questo genere
  • l’esterno della capsula non è fatto così
  • l’immagine è in piena luce diurna, mentre l’ammaraggio è avvenuto poco prima del tramonto
  • l’acqua non forma truciolini e colature come quelle mostrate in questa immagine

Questa immagine, invece, è falsa perché:

  • la capsula reale è molto differente come forma e colore e non ha una bandiera sovrapposta a un finestrino
  • la capsula vera non è appesa orizzontalmente ai paracadute ma è inclinata (come si vede in questa foto reale)
  • la capsula vera non ha quattro bitorzoli scuri sul fondo
  • i paracadute reali della capsula non sono fatti così: hanno delle vistose aperture laterali rettangolari (come si vede in questa foto reale) e quelli in questa immagine sono di gran lunga troppo piccoli rispetto alla capsula
  • di nuovo, l’immagine è in piena luce diurna, mentre l’ammaraggio è avvenuto poco prima del tramonto

La foto FALSA della scia di rientro della capsula vista dalla Stazione Spaziale Internazionale

Questa immagine è falsa perché:

  • Alla quota alla quale si troverebbe la navicella secondo questa foto (grosso modo la stessa dell’osservatore) non ci sarebbe atmosfera sufficiente a generare una scia fiammeggiante come quella mostrata. Se ci fosse, la generebbe anche la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dalla quale sarebbe stata scattata questa foto (che sembra invece provenire da Reddit), e la Stazione precipiterebbe.
  • La capsula di rientro di Artemis II è stata effettivamente vista dalla ISS, ma da grandissima distanza (nel video reale di una delle telecamere di bordo della Stazione la capsula è un puntino in alto a destra, appena sopra l’orizzonte, per i primi 12 secondi); gli astronauti a bordo della Stazione hanno inoltre fotografato la tenuissima scia di rientro della capsula (foto pubblicate dall’astronauta Chris Williams, che si trova sulla Stazione).
  • Inviando la foto all’analisi di Google Gemini per rilevare la presenza di marcatori non visibili, emerge che la foto contiene un marcatore SynthID che la indica come generata con gli strumenti di intelligenza artificiale di Google. Come regola generale, se si ha un dubbio su una foto, basta inviarla a Gemini e chiedere “Does this photo contain a SynthID marker?” e si ottiene la risposta “The digital watermark SynthID was detected in this image, indicating that part of it was edited or generated using Google AI tools”. Una risposta affermativa che specifichi che è stato rilevato un marcatore SynthID garantisce che la foto sia stata manipolata con gli strumenti di IA di Google, ma attenzione: una risposta negativa non garantisce che una foto sia autentica.
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Ste

Nella foto del paracadute i cavi tra capsula e paracadute sono lunghi meno della metà di quelli veri

Pupazzone

Queste foto continueranno a circolare e i fresconi che si bevono la notizia ci saranno sempre.

Purtroppo ho avuto occasione di smentire diversi fake inviati da pseudo amici su WA, che si sono pure incazzati perché mi sono permesso di fare qualche ricerca, peraltro molto semplice.

Sembra che questa gente sia affamata di informazioni che mirano a screditare eventi storici come questo. D’altronde c’è ancora una massa informe di persone che non crede che siamo stati sulla Luna per ben sei volte, il che fa riflettere, anche perché si tratta di persone che “sembravano” intelligenti.

Poz

L’ultima foto è sicuramente vera.
Dall’angolazione si vede perfettamente che è stata ripresa da un terrazzino nel Sanremese.

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