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Niente Panico RSI – Puntata del 2026/10/26

Questa è la registrazione della puntata del 26 ottobre 2026 del programma Niente panico che conduco in diretta insieme a Rosy Nervi ogni lunedì mattina dalle 9 alle 10 sulla Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera. La puntata è riascoltabile qui sul sito della RSI oppure nell’embed qui sotto.

Lo streaming in diretta della Rete Tre è presso www.rsi.ch/audio/rete-tre/live; la mia raccolta completa delle puntate è presso Attivissimo.me/np.

Qui sotto trovate approfondimenti e fonti di alcuni dei temi che abbiamo affrontato nella puntata.


Halloween: l’evoluzione dell’iconografia dei fantasmi. Da dove viene l’immagine tipica dei fantasmi che appaiono sotto forma di lenzuoli con due buchi per gli occhi? Ne parla un libro, The Ghost: A Cultural History di Susan Owens (Tate Publishing). Perlomeno nella cultura occidentale e in particolare in quella anglosassone, per secoli i fantasmi erano stati rappresentati in forma umana solida, con chiari segni di decomposizione. Poi, con la Riforma religiosa inglese, che aboliva il concetto di purgatorio asserendo che le anime dei defunti andassero dritte all’inferno o in paradiso, sparì l’idea che i fantasmi fossero anime vaganti che provenivano appunto dal purgatorio.

L’immagine del fantasma coperto da un lenzuolo arrivò intorno al sedicesimo secolo, ispirata dal lino non tinto dei sudari usati per coprire i defunti.

I fantasmi divennero figure umane trasparenti verso la fine del diciottesimo secolo grazie a spettacoli, chiamati fantasmagorie, nei quali le lanterne magiche (antenate dei proiettori di oggi) proiettavano immagini di mostri, scheletri o persone con l’intento di creare paura. Queste immagini erano per forza di cose trasparenti.

Quest’iconografia fu poi rinforzata dall’invenzione della fotografia intorno al 1830: visti i lunghissimi tempi di posa necessari per le prime fotografie, i fotografi si accorsero che si poteva creare un “fantasma” mettendo brevemente in posa una persona e poi continuando la ripresa dopo aver spostato questa persona, in modo da registrare sulla lastra fotografica lo sfondo dietro il soggetto. Nacque così la “fotografia spiritica”, una truffa che spacciava questo trucco fotografico intenzionale per un’evocazione di fantasmi. E ancora oggi, in film come Ghostbusters, domina quest’immagine del fantasma trasparente [Hyperallergic.com].

Ultime novità del programma lunare Artemis. Ne abbiamo parlato in diretta in modo un po’ scanzonato e ho raccontato la mia partecipazione del giorno precedente a FocusLive a Milano su quest’argomento; i dettagli sono in questo mio articolo.

Brian May e Andrea Bocelli insieme a Starmus. Qui sotto trovate una sintesi non ufficiale della cerimonia e del concerto di apertura di Starmus 2026, con nomi speciali come l’astronauta canadese Chris Hadfield (00:03:25), Rick Wakeman (00:07:35), Brian May (00:19:35) e tre membri dell’equipaggio di Artemis II (00:28:00). Il concerto vero e proprio inizia a 37 minuti. Bocelli arriva a 00:47:00. May e Bocelli cantano Who Wants to Live Forever dei Queen in maniera straordinaria a 1:01:00. La violinista Rusanda Panfili inizia a 1:11:00; Carmen Acosta e Dino Jelusick a 1:18:00. A 1:25:00 Chris Hadfield canta Space Oddity. Rick Wakeman è a 1:34:00, seguito da Brian May. A 1:42:00 una versione tutta speciale di Bohemian Rhapsody, cantata (in parte in italiano) da Andrea Bocelli e Sarah Brightman e (credo) Carmen Acosta, accompagnati dalla chitarra di May.

La scienza dei fantasmi. Si chiama idionecrofania: la sensazione di entrare in contatto con i defunti. Ne avevo parlato in un articolo su Le Scienze, anche perché avevo avuto la nettissima sensazione di scorgere, con la coda dell’occhio, che tra i tavoli di un evento di fantascienza si aggirasse una persona che aveva sempre partecipato a quell’evento ma era morta alcuni mesi prima.

L’origine del termine spam. Ho portato in studio una lattina dello SPAM originale, che è un prodotto a base di carne che nella cultura britannica è associato alle ristrettezze del razionamento successivo alla Seconda Guerra Mondiale ed è per molti un sinonimo di sbobba alimentare. Il gruppo comico dei Monty Python ne fece uno sketch diventato storico, negli anni Settanta, che ripeteva infinite volte il termine SPAM. Quando arrivarono i primi messaggi indesiderati su Internet, alcuni utenti li paragonarono allo SPAM (nel senso di sbobba indesiderata) e da lì prese piede il termine “spam” (minuscolo). Ho raccontato la genesi di questa parola in questo articolo.

Niente panico – Puntata del 2026/10/19

Questa è la registrazione della puntata del 19 ottobre 2026 del programma Niente panico che conduco in diretta insieme a Rosy Nervi ogni lunedì mattina dalle 9 alle 10 sulla Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera. La puntata è riascoltabile qui sul sito della RSI oppure nell’embed qui sotto.

Lo streaming in diretta della Rete Tre è presso www.rsi.ch/audio/rete-tre/live; la mia raccolta completa delle puntate è presso Attivissimo.me/np.

Qui sotto trovate approfondimenti e fonti di alcuni dei temi che abbiamo affrontato nella puntata.


Primo matrimonio aerostatico: 1874. Il 19 ottobre 1874 a Cincinnati, in Ohio, Mary Elizabeth Walsh e Charles M. Colton si sposano a bordo di un pallone aerostatico (a gas, non ad aria calda). Con loro ci sono il loro datore di lavoro, che è il celeberrimo impresario P.T. Barnum, insieme al pilota Washington Harrison Donaldson, al copilota e sacerdote Howard B. Jeffries (copilot and priest), e ai testimoni Anna Yates e W.C. Coup. Il pallone si chiama P T Barnum e ha un volume di circa 1400 metri cubi. La cerimonia viene vista da circa 50.000 spettatori stimati.


Francia, attacco informatico ai freezer dei supermercati, merce rovinata. Un disastro perfettamente evitabile, causato da misure di sicurezza ridicolmente inette. Ne parlo in questo mio articolo.


La donna che sopravvisse a tre disastri in mare, Titanic compreso. Violet Jessop nacque in Argentina nel 1887. Da bimba sopravvisse alla tubercolosi dopo essere stata data per spacciata. A 21 anni iniziò a lavorare per le Poste britanniche in mare. Il 20 settembre 1911 era a bordo della Olympic quando la nave entrò in collisione con una nave militare britannica, la HMS Hawke. Il 14 aprile 1912 era a bordo del Titanic quando il vascello colpì un iceberg e affondò, con una enorme perdita di vite umane; lei fu messa in salvo su una scialuppa. Il 21 novembre 1916 si trovava a bordo del Britannic, nave gemella del Titanic, quando centrò una mina tedesca nel Mar Egeo. Anche qui si mise in salvo su una scialuppa, ma dovette abbandonarla quando fu fatta a pezzi dalle eliche della nave, e sopravvisse con una ferita alla testa. Continuò a lavorare in mare fino alla pensione, nel 1950, e morì nel 1971 a 83 anni [BoingBoing].


Ho raccontato la chicca che nel film Titanic di James Cameron (1997) la scena della partenza della nave da Southampton fu realizzata con una tecnica molto particolare: per risparmiare sul budget già elevatissimo della produzione, era stata costruita a grandezza naturale (o quasi) solo una metà della nave, quella destra, in modo che il fumo dei fumaioli della nave venisse portato nella direzione giusta dai venti prevalenti del sito di costruzione.

Ma i documenti storici indicavano che a Southamption la nave era rivolta verso la banchina con la fiancata sinistra.

Cameron, pignolo com’è, scelse di evitare licenze artistiche e decise di filmare la scena prevedendo di rovesciare specularmente l’immagine durante la produzione. Per farlo, dovette far costruire a rovescio tutte le strutture della banchina e far fare una seconda serie di costumi con tutte le scritte rovesciate e con le allacciature invertite.

L’illusione risultante è perfetta in tutto tranne in un dettaglio: le comparse non furono istruite a salutare con la sinistra, in modo che una volta rovesciata l’immagine avrebbero dato l’impressione di salutare con la destra (come è normale). Salutarono con la destra, e di conseguenza la scena della partenza da Southampton sembra un raduno di mancini.

Niente panico – Puntata del 2026/10/12

Questa è la registrazione della puntata di oggi del programma Niente panico che conduco in diretta insieme a Rosy Nervi ogni lunedì mattina dalle 9 alle 10 sulla Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera. La puntata è riascoltabile qui sul sito della RSI oppure nell’embed qui sotto.

Lo streaming in diretta della Rete Tre è presso www.rsi.ch/audio/rete-tre/live; la mia raccolta completa delle puntate è presso Attivissimo.me/np.

Qui sotto trovate approfondimenti e fonti di alcuni dei temi che abbiamo affrontato nella puntata.


Da dove arriva la regola che bisogna bere otto bicchieri d’acqua al giorno? Non ha nessuna base medica o scientifica concreta. Ne parlo in questo mio articolo.


A dieta per entrare in tre in una capsula spaziale monoposto. il 12 ottobre 1964 l’Unione Sovietica mette in orbita per la prima volta nella storia dei voli spaziali un equipaggio multiplo: ben tre persone (Vladimir Komarov, comandante; Boris Yegorov, medico; Konstatin Feoktisov, scienziato, primo astronauta non militare). Questo primato viene raggiunto mentre gli Stati Uniti sono a malapena riusciti a far orbitare un singolo astronauta.

I tre cosmonauti volano a bordo della Voskhod 1 senza le abituali tute spaziali pressurizzate, perché la capsula è troppo stretta per ospitarli se le indossano: è infatti una Vostok monoposto modificata per farci stare tre persone a puro scopo propagandistico. Lo spazio disponibile è talmente angusto che Komarov, Yegorov e Feoktisov sono stati messi a dieta nelle settimane precedenti. Il volo dura un solo giorno e raggiunge la quota record di 336 km.

Fonti: NASA; Wikipedia; Lidenz.ru.


Ben Affleck, esperto di intelligenza artificiale. Non viene spontaneo associare il nome dell’attore Ben Affleck alla competenza tecnica in intelligenza artificiale, ma è così. Come ha dimostrato in alcune interviste recenti (una, due), Affleck conosce l’argomento a fondo, abbastanza da poter discutere con competenza di reti neurali convoluzionali e tensori. Ha anche creato una società che usa l’IA a supporto della realizzazione di film e ora è stata venduta per circa 587 milioni di dollari [TechCrunch].


Colombo e la “scoperta” dell‘America. Il 12 ottobre 1492 è tradizionalmente considerato il giorno della scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo. È una visione molto eurocentrica dei fatti. Il continente americano era già abitato da almeno 15.000 anni da popolazioni che avevano costituito società complesse e sofisticate, e i vichinghi avevano raggiunto il Nord America secoli prima di Colombo, fondando una colonia in Groenlandia intorno al 982 e una a Terranova intorno al 1000.

Più precisamente, Colombo divenne il primo europeo a conquistare con successo una piccola parte delle Americhe e a stabilire poi una rotta commerciale per il trasporto di schiavi e merci. In altre parole, non scoprì l’America; la monetizzò. Ecco come si vantò con il ministro delle finanze della corona spagnola, al termine del suo primo viaggio:

Le Loro Altezze possono constatare che fornirò loro tutto l’oro di cui avranno bisogno, se Le Loro Altezze mi presteranno un aiuto anche minimo; inoltre, fornirò loro spezie e cotone, nella quantità che Le Loro Altezze ordineranno; e mastice, in quantità pari a quella che ordineranno di spedire e che, fino ad ora, è stato trovato solo in Grecia, nell’isola di Chio, e la Signoria lo vende al prezzo che meglio le conviene; e aloe, in quantità pari a quella che ordineranno di spedire; e schiavi, in numero pari a quello che ordineranno di spedire e che proverranno dagli idolatri. Ritengo inoltre di aver trovato rabarbaro e cannella, e troverò mille altre cose di valore…

[ThoughtCo]

Niente Panico RSI – Puntata del 2026/10/05

Questa è la registrazione della puntata di oggi del programma Niente panico che conduco in diretta insieme a Rosy Nervi ogni lunedì mattina dalle 9 alle 10 sulla Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera. La puntata è riascoltabile qui sul sito della RSI oppure nell’embed qui sotto.

Lo streaming in diretta della Rete Tre è presso www.rsi.ch/audio/rete-tre/live; la mia raccolta completa delle puntate è presso Attivissimo.me/np.

In questa puntata abbiamo parlato di due cose straordinarie che ho visto a Torino al festival di scienza e musica Supersonix, al quale ho partecipato anche come relatore insieme all’astrofisica e divulgatrice Edwige Pezzulli e ai musicisti Claudio Pasceri (violoncello) e Antonio Valentino (pianoforte) con la moderazione di Alberto Agliotti (Frame).

La prima sono gli esoscheletri per esseri umani: in questo caso un modello per violinisti, che consente per esempio a un docente di muovere il braccio di un allievo muovendo il proprio, insegnando così in maniera molto precisa e diretta i movimenti da compiere per suonare correttamente. Questo dispositivo è stato presentato dai suoi sviluppatori, Emilio Trigili (BioRobotics Institute – Scuola Superiore Sant’Anna SSSA) e Andrea Campanelli (dottorando) e dai giovani violinisti Gabriele Furfaro e Irene Dosio, che hanno suonato dal vivo indossando questi esoscheletri in una conferenza moderata da Beatrice Mautino (Frame).

La seconda è un pianoforte suonabile a distanza (Spirio della Steinway), portato da Gessica Monticone (Piatino Pianoforti) e spiegato da Antonio Valentino (Unione Musicale). La musicista Emma Guercio ha suonato il pianoforte che stava davanti a noi sul palco stando seduta a un esemplare analogo a Milano.


Ho parlato anche del prossimo viaggio mio e della Dama del Maniero a Tenerife per Starmus, un altro grande festival di scienza e musica, dove dovremmo incontrare buona parte dell’equipaggio di Artemis 2.


Perché si formano le code ferme in autostrada anche quando non ci sono incidenti o motivi apparenti che le causino? Questo fenomeno è noto come “coda fantasma” o phantom jam e ha delle basi scientifiche molto interessanti che spiegano come eliminarlo. Ne parlo in dettaglio in questo articolo.


Soffrite di mal d’auto o in generale di nausea da movimento? Ci sono due rimedi tecnologici: uno è un paio di occhiali speciali che evitano la nausea dando agli occhi un indicatore visivo di accelerazione e decelerazione (la cui mancanza di solito causa questo specifico malessere), mentre l’altro è una funzione degli iPhone che fa comparire sullo schermo dei puntini che si muovono in base al movimento reale del veicolo (grazie agli accelerometri integrati nel telefono) e danno, ancora una volta, questo prezioso indicatore visivo.

Sull’iPhone si va in Impostazioni – Accessibilità – Movimento – Indicatori di movimento nei veicoli e poi si sceglie Sì oppure Automaticamente sui veicoli [Boingboing; The Verge].


In occasione del cinquantesimo compleanno dell’attrice Kate Winslet ho segnalato una micro-bufala che la riguarda: Wikipedia in inglese dice che il suo debutto sarebbe avvenuto a 12 anni in una pubblicità britannica (degli Sugar Puffs) [“She appeared in a Sugar Puffs commercial”], ma non è vero e lo ha smentito lei stessa (era presente durante le riprese, ma furono inquadrati solo un suo braccio e una mano). La ragazzina che viene spesso presentata [Daily Mail] come Kate Winslet dodicenne e viene inquadrata nello spot è in realtà un’altra persona [Nickiswift.com].


Abbiamo ricordato il quindicesimo anniversario della morte di Steve Jobs, cofondatore di Apple, deceduto appunto nel 2011.

Niente Panico RSI – Puntata del 2026/09/28

Questa è la registrazione della puntata di oggi del programma Niente panico che conduco in diretta insieme a Rosy Nervi ogni lunedì mattina dalle 9 alle 10 sulla Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera. La puntata è riascoltabile qui sul sito della RSI oppure nell’embed qui sotto.

Lo streaming in diretta della Rete Tre è presso www.rsi.ch/audio/rete-tre/live; la mia raccolta completa delle puntate è presso Attivissimo.me/np.

In questa puntata di rientro dopo la pausa estiva abbiamo parlato del mio compleanno (che cade proprio oggi) e del digital detox che sto facendo: niente di clamoroso, semplicemente una riduzione delle dipendenze da tecnologie informatiche che richiedono troppa manutenzione in cambio di pochi benefici (o nessuno). Per esempio, ho rinunciato allo smartwatch perché ero stufo di fare aggiornamenti, pairing con dispositivi, configurazioni di applicazioni e sveglie, e sono passato a un orologio semplice, un Casio A168 che non ha bisogno di aggiornamenti, non ha app, non ha vulnerabilità informatiche, e fa due sole cose: dice che ore sono e fa da sveglia.

Nessun accelerometro, niente Bluetooth, niente NFC, nessun sistema di pagamento, nessun monitoraggio dei passi o delle pulsazioni o del sonno. Non riceve segnali orari dall’esterno, non cambia fuso orario da solo quando viaggio, e non tiene conto dell’ora legale. Ha una batteria che dura una decina d’anni, a giudicare da quanto mi è durata quella dell’esemplare precedente dello stesso orologio, che avevo già e che ho sostituito solo perché si è affievolita la microlampadina interna che illuminava il display LCD. La nuova versione ha un sistema a elettroluminescenza. Funziona e basta.


Ho raccontato la storia delle origini di Jon Bonjovi legate a Star Wars: la sua primissima incisione vocale fu su un album natalizio di Star Wars intitolato Christmas in the Stars (che da ragazzino avevo comprato). Potete sentire questa storia raccontata da lui a Jimmy Kimmel qui (Facebook); il brano (R2-D2 We Wish You a Merry Christmas) è qui.


Abbiamo ricordato un altro 28 settembre, quello del 1987, che è la data di prima messa in onda di Star Trek: The Next Generation [Wikipedia]. Per l’occasione ho portato in studio il mio autografo di Patrick Stewart, regalatomi dall’amico Andrea. Abbiamo anche commemorato la nascita di Brigitte Bardot (1934), Marcello Mastroianni (1924) e Lory Del Santo (1958).

Il 28 settembre 2008 SpaceX metteva per la prima volta in orbita terrestre un proprio razzo, un Falcon 1, dopo numerosi tentativi falliti.

Il 28 settembre 1542 il navigatore portoghese Juan Rodriguez Cabrillo “scopre” la California approdando in quella che oggi chiamiamo Baia di San Diego.


Ho raccontato i dettagli di un recente tentativo di truffa alberghiera che mi ha colpito (ma me ne sono accorto i tempo, per cui nessun danno). Quattro gli indizi sospetti: la richiesta di fare una transazione fuori dalla piattaforma che avevo usato per fare la prenotazione; il prefisso insolito (prima indiano, poi argentino) del numero WhatsApp Business dal quale arrivava la richiesta; il link di richiesta che non c’entra nulla con il nome dell’albergo o con il nome della piattaforma di prenotazione; e la fretta insistente del richiedente.


Ci siamo divertiti con la storia (vera) del gatto che firmava articoli scientifici sulle riviste.

Domani alle 9 torno sulla RSI con “Niente Panico” (Rete Tre)

Da domani, 28 settembre, ricomincia la mia partecipazione al programma radiofonico Niente Panico insieme a Rosy Nervi sulla Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana. Come consueto, racconterò un po’ di chicche scientifiche e informatiche raccolte durante la pausa estiva.

Il programma può essere ascoltato in diretta streaming su questa pagina del sito della RSI.

Puntata del Disinformatico RSI del 2020/03/20; l’ultima per un po’

Puntata del Disinformatico RSI del 2020/03/20; l’ultima per un po’

Ultimo aggiornamento: 2025/08/06. Praticamente tutti i link presenti in questo articolo sono obsoleti e non funzionano più. Li lascio solamente per motivi storici.

È disponibile la puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione
Svizzera, condotta da me insieme a
Tiki.

Podcast solo audio:
link diretto alla puntata.

Argomenti trattati:
link diretto.

Podcast audio precedenti:
archivio sul sito RSI,
archivio su iTunes
e
archivio su TuneIn,
archivio su Spotify.

App RSI (iOS/Android):
qui.

Video: lo trovate qui sotto.

Archivio dei video precedenti:
La radio da guardare
sul sito della RSI.

Buona visione e buon ascolto! Questa sarà l’ultima puntata per qualche tempo,
perché le nuove disposizioni anti-coronavirus della RSI sospendono fino a nuovo
ordine le trasmissioni radiofoniche nelle quali c’è in studio più di una persona
per volta.

FAQ: “Paolo, mi hanno rubato l’account Instagram/Facebook, mi aiuti?”

FAQ: “Paolo, mi hanno rubato l’account Instagram/Facebook, mi aiuti?”

Ultimo aggiornamento: 2024/07/12 18:00. Questo articolo è stato riscritto
completamente rispetto alla versione iniziale per farlo diventare una guida
generale per i casi di furto di account social.

Le istruzioni in breve

Prima di tutto, niente panico. So che è difficile stare calmi quando
qualcuno ti ruba una cosa importante come il tuo account social e magari
minaccia anche di pubblicare le tue foto intime se non lo paghi o gli mandi altre
tue foto, ma provaci. Se ti agiti, farai solo un favore al criminale.

Detto questo, queste sono le cose più importanti da fare e sapere:

  • Rassegnati: quasi sicuramente il tuo account è perso per sempre. Puoi
    tentare la procedura di recupero indicata qui sotto, ma è rarissimo che
    abbia successo.
  • Rispondi subito che non hai nessuna intenzione di pagare; fai finta che
    non te ne freghi niente
    . Di solito questi criminali agiscono per fare soldi, per cui se vedono che
    non c’è speranza di incassare denaro lasciano perdere e passano alla vittima
    successiva, senza neanche perdere tempo a pubblicare le tue foto intime.
  • Non pagare. Se lo fai, il ladro capirà che ci tieni al tuo account e
    dopo che avrai pagato ti chiederà altri soldi, senza ridarti il tuo account.
  • Se il ladro minaccia di pubblicare tue le foto intime se non lo paghi, rispondi che hai
    già fatto segnalazione alla Polizia e sai benissimo che verranno bloccate
    immediatamente dai filtri dei social network. Se te la senti, rispondi anche
    che non te ne importa nulla se qualcuno vede le tue foto intime perché tanto
    non te ne vergogni e vivi in un paese e in una situazione in cui condividere
    immagini intime non è un dramma e lo fanno tutti.
  • Se il ladro minaccia di pubblicare le tue foto intime se non gli mandi altre foto dello stesso tipo, resisti e rifiutati. Se gliele mandi, il ladro non farà altro che chiederti altre immagini sempre più estreme e non ti ridarà mai il controllo del tuo account. Se gliele mandi e sei minorenne, rischi di finire tu nei guai perché manderesti foto intime di un minore (tu) a qualcuno, e questo rischierebbe di essere considerato reato di pedopornografia.
  • Dopo che hai dato queste risposte, non comunicare più con il ladro. Cercherà in tutti i modi di ricattarti e convincerti a fare quello
    che vuole. Ignoralo e ti lascerà perdere. Se tutto va bene, non perderà neanche tempo a pubblicare o disseminare le tue immagini.
  • Non ti fidare di persone che ti contattano dicendo che possono aiutarti a
    recuperare l’account.
    Sono quasi sicuramente complici dei criminali.
  • Cambia SUBITO tutte le tue password. Se hai usato per altri servizi
    la password che hai usato per il profilo che ti hanno rubato, il criminale
    potrebbe rubarti anche quei servizi.
  • Avvisa i tuoi amici e contatti social. Il criminale userà il tuo
    profilo per contattarli fingendo di essere te e cercherà di truffare anche
    loro in qualche modo.
  • Fai una segnalazione (non una denuncia) in Polizia. Questo ti
    protegge contro il rischio che il criminale commetta reati usando il tuo
    account e facendo sembrare che li hai commessi tu. Serve anche alle autorità
    per sapere quanto sono diffusi questi furti e quindi assegnare fondi e
    risorse al loro contrasto.
  • Consulta la pagina di aiuto apposita di Instagram
    https://help.instagram.com/368191326593075
    e leggi anche la pagina di segnalazione di furto di account
    https://help.instagram.com/149494825257596?helpref=hc_fnav

  • Per Facebook, leggi le istruzioni per tentare il recupero dell’account

    https://www.facebook.com/help/203305893040179 
    e prova anche questa procedura alternativa
    https://www.facebook.com/hacked

  • Se ti stanno ricattando con immagini intime che ti hanno rubato
    , consulta anche queste pagine apposite di Meta, intitolate “Lotta alla sextortion e all’uso improprio di immagini intime”:
    https://about.meta.com/it_IT/actions/safety/topics/bullying-harassment/ncii/ 

In teoria potresti provare a contattare
chi sta usando adesso il tuo account (mandandogli, da un altro account, un messaggio all’account
che ti ha rubato) e chiedergli se è disposto a ridartelo se gli paghi qualcosa. Metti subito in chiaro che non intendi pagare di più di quello
che hai offerto. Scegli di offrire una cifra che puoi permetterti di
perdere: il ladro potrebbe benissimo incassare i tuoi soldi e poi non ridarti il tuo account. Ovviamente non usare carte di credito ma offri di pagare con
Bitcoin o carte prepagate Apple o simili.

Queste invece sono le cose da fare per evitare che ti succeda di nuovo in
futuro:

  • Proteggi i tuoi account con password complicate e differenti. Non
    usare mai la stessa password dappertutto. Lo so che è comodo. Ma è comodo
    anche per i ladri.
  • Attiva l’autenticazione a due fattori. Questo rende
    molto più difficile rubarti l’account.
  • Non dare mai a nessuno eventuali codici di sicurezza che ti
    arrivano sul telefono.

    Quei codici, di solito numeri di sei cifre, permettono al ladro di prendere
    il controllo del tuo account. Non ti fidare, neanche se te li chiede
    qualcuno che dice di essere la Polizia, il servizio clienti di
    Instagram o un tuo amico.

—

Questo è grosso modo l’articolo originale che avevo scritto a gennaio del
2017 per rispondere pubblicamente a una richiesta di soccorso.

La posta del Disinformatico: aiuto, mi hanno rubato l’account Instagram

Rispondo pubblicamente a Igor, che mi segnala il furto del suo account Instagram
e chiede aiuto:

“Dopo quasi 1 giorno in cui non controllavo il telefono, sono entrato come di
mio solito nel mio account Instagram, con enorme sopresa mi chiede di
effettuare l’accesso, cosa che non mi è mai stata chiesta. Io ci provo, ma
dice che la password è errata. Ho poi provato a ripristinare, ma niente. Mi
diceva che il mio nome utente e la mia email non erano collegati a nessun
account Instagram, cosa alquanto sospetta. Tra l’altro il mio account
Instagram era collegato a quello Facebook. Ho poi scoperto che il mio account
è scomparso da Instagram. Qualcuno, un hacker probabilmente, me l’ha rubato,
oppure ha cercato di rubarlo e Instagram me l’ha cancellato, chiaramente non
lo so perché non ho notizie dal supporto Instagram. Così per caso sono entrato
nella mia casella di posta elettronica e ho trovato delle mail alquanto
sospette, che appena ho visto, con ritardo di quasi 1 giorno ho subito
cestinato. Ho contattato più e più volte l’assistenza ma nessuna risposta. Mi
potresti aiutare? Ti allego gli screenshots delle mail, che ho subito
cestinato, anche gli orari sono particolari, la prima era delle 20 47 e le
successive più di 2 ore dopo. Grazie e scusa per il disturbo. Saluti”

Ciao Igor,

Il tuo caso è particolarmente significativo, perché stando agli screenshot che
mi hai inviato avevi attivato la verifica in due passaggi
[autenticazione a due fattori], per cui quando l’intruso ha tentato di entrare nel tuo account Instagram ti
ha mandato un codice di sicurezza, che in teoria l’intruso avrebbe dovuto
digitare per prendere il controllo del tuo account.

Ti consiglio di consultare la
pagina di aiuto apposita di Instagram, che porta a una serie di consigli e a una
pagina di segnalazione di furto di account; Chimeraevo
ti ricorda inoltre quali dati serviranno a Instagram per tentare di ridarti il controllo
del tuo account: una foto, l’indirizzo di mail usato per iscriverti, le date
dei cambi di password legittimi (se ce ne sono stati) ed informazioni su
contenuti che hai eliminato in passato.

Comunque vada il tentativo di recuperare l’account Instagram, ti consiglio di
cambiare anche le password degli altri servizi online che usi, specialmente se
hai usato per quei servizi la stessa password che hai usato per Instagram,
altrimenti c’è il rischio che l’intruso ti rubi anche il controllo di questi
altri servizi. Ti consiglio inoltre di dissociare l’account Instagram da
quello Facebook, cioè di non accedere a Instagram usando il tuo profilo
Facebook: tienili separati.

Infine, cerca un modo per informare i tuoi contatti Instagram del fatto che ti
è stato rubato il profilo: telefono, mail, post su un altro social. Questo ti
aiuta a riprendere i rapporti con loro e permette di avvisarli di stare in
guardia, perché il ladro del tuo profilo probabilmente cercherà di ingannare i
tuoi contatti, e rubare anche i loro profili, facendo finta di essere te e
usando il fatto che i tuoi contatti si fidano di te.

Secondo me vale la pena, inoltre, che ripassi i
consigli di
prevenzione di Instagram:

  • usa una password robusta (almeno sei caratteri) e differente dalle altre che
    usi altrove;
  • modifica periodicamente la password;
  • non condividerla mai con nessuno, ma specialmente con sconosciuti;
  • verifica la sicurezza della tua casella di mail;
  • esci da Instagram se usi un computer o telefono altrui;
  • fai attenzione ad autorizzare applicazioni di terzi.
Disinformatico alla radio: falle virali nei documenti Word, la bufala di MSN/Hotmail che chiude e i 10 video più virali

Disinformatico alla radio: falle virali nei documenti Word, la bufala di MSN/Hotmail che chiude e i 10 video più virali

2022/10/30: Questi articoli erano stati pubblicati inizialmente sul
sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non
sono più disponibili. Vengono ripubblicati qui per mantenerli a disposizione
per la consultazione. Ho aggiunto qui accanto uno screenshot di com’era il sito di Rete Tre all’epoca.

La puntata odierna del
Disinformatico alla RSI (Rete Tre,
11.00, ascoltabile anche in streaming) si è
occupata dei temi citati nel titolo: trovate i dettagli qui sotto.

Due gravi falle in Microsoft Word e affini

Basta aprire un documento in formato Word per infettare il proprio computer, e
in uno dei due casi emersi in questi giorni sono a rischio non soltanto gli
utenti Windows, ma anche quelli Mac, a seconda della versione di software che
usano.

Sotto Windows, sono vulnerabili sia Microsoft Word (versioni 2000, 2002, 2003,
XP), sia il Viewer gratuito (versione 2003), sia Works (2004, 2005 e 2006);
sotto Mac, sono a rischio Microsoft Word 2004 per Mac e Microsoft Word 2004 v.
X per Mac, secondo Secunia.
L’avviso ufficiale di zio Bill è
qui.

La seconda falla,
confermata
da Microsoft, riguarda soltanto gli utenti Windows che utilizzano Word 2000,
2002, 2003 e Word Viewer 2003; Word 2007 ne è immune.

In entrambi i casi,
Microsoft consiglia di non aprire o salvare documenti Word ricevuti da
fonti non fidate o ricevuti da fonti fidate ma senza preavviso
. Non è un granché come rimedio, vista l’onnipresenza dei documenti Word e la
diffusissima abitudine di mandarli come allegati di posta.

Una soluzione alternativa potrebbe essere quella di aprire i documenti Word
usando altri programmi, come OpenOffice.org, che sono in grado di leggere e
scrivere nel formato Microsoft, ma finché non vengono divulgati i dettagli
tecnici della falla, non è certo che questa tecnica sia affidabile.

Andy e John avvisano: restano 578 account liberi in MSN

Si presentano con questi nomi i
“direttori di MSN” che ci avvisano
che restano soltanto
“578 posti liberi” nel servizio
MSN/Hotmail di Microsoft, secondo un allarme che sta impazzando in questi
giorni. Ma niente paura, per non perdere il posto ed evitare di pagare il
servizio basta inoltrare l’appello a 18 amici. Sempre che ci crediate.

Ecco il testo dell’appello:

NOI SIAMO ANDY E JOHN I DIRETTORI DI MSN CI SCUSIAMO PER L’INTERRUZIONE
PERO’ MSN NON ESISTERA’ PIU’ PERCHE’ MOLTE PERSONE HANNO TROPPI ACCOUNT MSN
E NOI ABBIAMO SOLTANTO ALTRI 578 POSTI LIBERI. SE VUOI CHE CHIUDIAMO IL TUO
ACCOUNT NON MANDARE QUESTO MESSAGGIO MA SE VUOI CONSERVARLO ALLORA MANDA
QUESTO MESSAGGIO A TUTTI I TUOI CONTATTI.

NON E’ UNO SCHERZO MANDALO, GRAZIE. PER USARE MSN E HOTMAIL, DALL’ESTATE
2006 BISOGNERA’ PAGARE (ANCHE SE LI USI DA TEMPO) MA SE INVII QUESTO
MESSAGGIO A 18 CONTATTI DIVERSI IL TUO OMINO DI MSN DA VERDE DIVENTERA’ BLU
E CIO’ SIGNIFICA CHE PER TE SARA’ GRATIS. SE NON CI CREDI VAI A WWW.MSN.COM
E GUARDA. NON INVIARE LO STESSO MESSAGGIO COPIALO E INCOLLALO IN UNO NUOVO
IN MODO CHE LE PERSONE POSSANO LEGGERLO.

Si tratta di una bufala che, in varie versioni, risale addirittura al 2001
secondo il sito antibufala
Snopes.com. Anche
Sophos segnala la natura bufalina dell’appello, citandone la
versione inglese.
Fra l’altro, l’appello parla di
“estate 2006”, e quindi contiene
direttamente la prova della propria falsità: ma la gente è distratta e inoltra
a tutti senza pensare.

La versione italiana con la questione dei 18 contatti circolava già a fine
luglio 2005, e in quell’occasione la scadenza era agosto 2005: la scadenza è
ovviamente arrivata senza che MSN diventasse un servizio a pagamento.

La Top Ten dei video virali più visti su Internet

Dietro i filmati più visti della Rete ci sono molte sorprese e delle storie a
volte tragiche e a volte comiche: UKTV, una rete televisiva inglese, ha
compilato
le statistiche dei video online più popolari di sempre. Si chiamano
virali non perché contengono virus,
ma perché sono così divertenti o interessanti da indurre gli utenti a
segnalarli agli amici e colleghi, per cui sono contagiosi. Eccone i dettagli,
raccontati durante la diretta radiofonica, con i link a
quasi tutti i filmati (questo è un
blog per famiglie).

10.
The Shining Redux
(50 milioni).

Il capolavoro horror di Stanley Kubrick rimontato e rimusicato per crearne un
provino che lo fa sembrare un film d’evasione sui piccoli drammi e le grandi
gioie della vita di famiglia.

9. Il provino per il Ninja (80 milioni). Un
ragazzo si presenta per un provino come esperto di arti marziali, ma qualcosa
va storto. Molto storto.

8. Il ragazzino disarticolato di Kolla 2001 (200 milioni). Durante
una gara di danza in “stile robot”, arriva un fuoriclasse, David Elsewhere,
che stupisce tutti con il suo momento di gloria online.

6. (ex aequo) I giochi sportivi
“particolari” di Trojan Games (300 milioni).

Una celebre marca statunitense di preservativi inscena delle finte gare di
atletica, con tanto di pubblico e allenatore polemico, ma le “gare” hanno
qualcosa di atipico. Se vi dico che una si intitola
sollevamento pesi pelvico, non devo
dire altro, vero? Niente nudo, ma allusioni inequivocabili. Una campagna
pubblicitaria intenzionale di grande successo.

6. (ex aequo) Come non rubare un pesce a un orso (300 milioni). Effetti speciali e
riprese in stile documentaristico si combinano per una sorpresa che ha reso
popolarissimo lo spot di una marca di salmone.

5. La balena esplosiva (350 milioni). Questa non è una
leggenda metropolitana, anche se per anni si è pensato che lo fosse: il 12
novembre 1970, a Florence (Oregon), si è davvero arenato sulla spiaggia un
capodoglio morto, del peso di otto tonnellate. Per eliminare la carcassa, le
autorità hanno realmente avuto l’idea geniale di usare 500 chili di dinamite.
Fra pezzi puzzolenti di capodoglio che piovono dal cielo sugli spettatori e
auto distrutte dai frammenti più grandi della povera creatura, un giornalista
e il suo cameraman hanno immortalato e autenticato la scena.

4.
Kylie Minogue in lingerie sul toro meccanico (360 milioni).
Concepito come spot per una marca di lingerie, il filmato ha un enorme
successo, dimostrando l’efficacia del cosiddetto
marketing virale: una campagna
pubblicitaria nella quale sono gli utenti a diffondere il video che reclamizza
il prodotto, generando interesse senza la spesa di una campagna di spot
tradizionale.

3.
One Night In Paris (400 milioni).
Un’ereditiera fantastilionaria senza particolari talenti artistici vuole farsi
conoscere e ci riesce, diventando famosa per il fatto di essere famosa (e di
aver pubblicato — o di essersi fatta rubare — un video che mostra le sue
prodezze amorose).
One Night in Paris è decisamente osé,
per cui non lo trovate nei normali circuiti di distribuzione video. Se vi
entusiasma l’idea di un video con Paris Hilton ripresa con l’effetto spettrale
della visione notturna di una telecamera, fatevi consigliare da qualche
smanettone (e magari riflettete sulla vostra triste condizione).

2.
Numa Numa (700 milioni). A dicembre 2004, il
diciannovenne Gary Brolsma si riprende con la webcam mentre mima la canzone
“Dragostea din tei” degli O-zone,
meglio nota come “Numa Numa”.
L’interpretazione folle e scatenata di Gary piace così tanto che il video
viene scaricato e distribuito vertiginosamente, finendo anche sul
New York Times e sulle reti televisive statunitensi. Da lui nasce la
mania degli utenti di pubblicare i propri video di canzoni mimate o (peggio)
ricantate con poco talento ma tanto sentimento (e magari qualche rutto).

1.
Star Wars Kid (900 milioni). A novembre 2002, il
quindicenne canadese Ghyslain Raza si riprende nel laboratorio televisivo
della propria scuola mentre mima le mosse di lotta con le spade laser di
Guerre Stellari usando il manico di un attrezzo da golf. Chiunque
conosca e ami questa saga fantascientifica ha ceduto prima o poi a questa
tentazione, ammettiamolo. La differenza è che il video di Ghyslain finisce in
Rete nell’aprile del 2003 e nel giro di poche settimane viene scaricato
milioni di volte. Il filmato piace così tanto, perché sono buffe le movenze
del ragazzino sovrappeso ma anche perché tocca un tasto molto delicato nella
psiche degli smanettoni della Rete (la malcelata passione per la fantascienza,
spesso oggetto di derisione), che ne vengono preparate e pubblicate numerose
versioni complete di colonna sonora ed effetti speciali. Addirittura viene
promossa una petizione per includere Ghyslain nell’ultimo film della saga di
Guerre Stellari (invano). I fan del video organizzano una colletta e
regalano al ragazzino un iPod e 2600 dollari in buoni spesa. Ma Ghyslain non
la prende bene: fa causa alle famiglie dei compagni di scuola che hanno
diffuso il suo video e chiede 200.000 dollari di risarcimento. La causa si è
poi conclusa con un accordo privato fra le parti.

Fuori classifica, come chicca personale, vorrei segnalare anche
Matrix Ping Pong.

Il podcast della puntata sarà disponibile a breve
qui, dove trovate anche le puntate
precedenti.

Disinformatico radio: Vasco Rossi solo digitale, sistemi anticopia bucati, virus veri e falsi, Joost fa TV via Internet, e altro

Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Va in onda stamattina, come ogni martedì, una nuova puntata del
Disinformatico (Rete Tre della Radio
Svizzera di lingua italiana, dalle 11 alle 12, anche in diretta
streaming e in differita in
podcast. Ecco in anteprima i temi:

  • Musica digitale:
    Vasco Rossi esce con un brano soltanto in formato digitale. Ma occhio alle protezioni anticopia e alle restrizioni d’uso.
  • Musica digitale: le case
    discografiche stanno seriamente valutando l’ipotesi di
    abbandonare i sistemi anticopia
    entro qualche mese. Vincono gli utenti, perdono i discografici che non sono
    al passo coi tempi: troppo bello per essere vero?
  • Virus, attenti alle false notizie via mail:
    circola una serie di virus, sotto forma di allegato all’e-mail, che si
    spaccia per una
    notizia gravissima
    per indurre gli utenti ad aprirlo e infettarsi. Nuovo record di velocità per
    i creatori di virus.
  • Bucati i sistemi anticopia
    di HD-DVD e Blu-Ray
    , i successori ad alta definizione del DVD; già pronti in Rete i film
    rippati, ma occhio al loro peso e
    alle norme di legge.
  • Joost, la televisione via Internet?
    Prime informazioni
    sulla nuova creatura degli inventori di Skype e Kazaa.
  • Antibufala: nuove varianti di
    appelli-bufala contro virus inesistenti
  • ….e se ci sarà tempo, si parlerà della nuova catastrofe-bufala: le “scie
    chimiche”

Aggiornamento: Per l’ascoltatore che chiedeva degli antivirus gratuiti
e/o alternativi a Norton, posso proporre vari nomi: AVG, Antivir, AVP di
Kaspersky, Bitdefender, ClamWin, F-Secure, Nod32, Avast, McAfee. Maggiori
dettagli sono disponibili nel mio libro
L’Acchiappavirus (scaricabile gratis
come PDF).

Purtroppo il tempo è stato tiranno e non c’è stato modo di parlare di scie
chimiche. Ritenterò martedì prossimo, sempre che i Men in Black non mi
stoppino ancora.