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Liveblogging: gli Scettici Allegri al convegno ufologico di Lugano: difendersi dai rapimenti alieni con un sorriso (e qualche ospite a sorpresa)

Liveblogging: gli Scettici Allegri al convegno ufologico di Lugano: difendersi dai rapimenti alieni con un sorriso (e qualche ospite a sorpresa)

L’articolo è stato ampiamente aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Ultimo aggiornamento: 2010/07/09 (reimpaginazione 2022/07/04). Photo credit:
AT =
Studio Fotografico Andrea Tedeschi, per gentile concessione.

Come
preannunciato, oggi a Lugano Paradiso si tiene un convegno nel quale, fra le altre
chicche, ci saranno Tom Bosco (Nexus Italia), che parlerà di scie chimiche,
Antonio Urzi, che parlerà di UFO e flotillas e Giorgio Pattera, che
parlerà dei rapimenti alieni a ripetizione subiti dal signor Zanfretta.

Io e alcuni membri della Società degli Scettici Allegri saremo lì per
ascoltare pacificamente cosa si dice in questi convegni, vedere quale tipo di
persona li frequenta e raccontarvi il tutto dal vivo in questo blog.

Se vi interessa partecipare al convegno,
il programma è qui; se volete unirvi a noi, ci troveremo alle 15 davanti all’Hotel Eden di Riva
Paradiso 1, a Paradiso. Dopo le relazioni degli oratori ci sarà tempo per
mangiare un boccone insieme e poi partecipare alla sessione di domande del
convegno dalle 20.30 in poi.

I sostenitori più accesi delle scie chimiche
minacciano incursioni
decisamente meno allegre della nostra; staremo a vedere se vogliono rendersi
ridicoli da soli e screditare anche l’ufologia seria. Sì, perché
esiste un’ufologia seria: quella che non corre in giro gridando al
mistero come un gallina decapitata per ogni manciata di pixel sgranati e per
ogni tafano che passa davanti all’obiettivo, ma esamina, documenta, cataloga,
chiede i documenti originali e pubblica e condivide il materiale. E sbufala i
cialtroni che si presentano
spacciando per UFO le sorprese della Kinder
invece di abbracciarli senza esitazioni (qui
l’analisi di un fototecnico professionista).

Nel frattempo gli sciachimisti offrono una bella dimostrazione di apertura al
dialogo e di tolleranza delle opinioni altrui:

  • Il “Comitato Tanker Enemy”, ossia Rosario Marcianò, richiede a
    Youtube di rimuovere i video che ne rivelano comportamenti e affermazioni
    imbarazzanti adducendo inesistenti violazioni del copyright, con l’intento
    di far rivelare a Youtube i nomi di chi li ha pubblicati e inserirli nelle
    tragicomiche
    liste di proscrizione
    dei sostenitori delle “scie chimiche”, come potete leggere nei commenti qui
    sotto (i dettagli saranno in un articolo separato);
  • ci accusano di furto (come se a noi interessasse rubare la loro
    paccottiglia);
  • e fanno sospendere, adducendo motivazioni inesistenti, anche l’asta di
    beneficenza su eBay in cui ho offerto il mio cappellino CIA indossato dal
    loro guru, Rosario Marcianò, il cui ricavato sarebbe andato all’AMREF e al
    RAWA. La richiesta di sospensione viene specificamente da Marcianò, che
    se ne vanta pure:

Un’altra bella serie di autogol, insomma. Nessun problema: i video e l’asta
torneranno (aggiornamento qui sotto), insieme a qualche sorpresa; sempre
all’insegna della scienza divertente, perché il miglior antidoto contro questi
menagramo che vogliono incutere terrore è una sana risata in compagnia,
condita dal piacere della conoscenza e da una buona mangiata. A dopo!

15:45

Non ci prendiamo troppo sul serio e vogliamo rassicurare tutti sulle nostre
intenzioni non ostili.

Eccoci arrivati in sala e collegati a Internet. La sala è quasi piena, molto
più di quella di Milano di pochi giorni fa. È chiaro che abbiamo sbagliato
mestiere: a dieci franchi svizzeri a testa (circa sei euro), gli ufologi hanno
capito tutto.

Siamo chiaramente attesi. Alcune delle persone presenti al convegno di Milano,
in particolare Max (l’organizzatore del convegno milanese) e Vibravito, ci
hanno già dato il benvenuto riprendendoci ossessivamente con dozzine di
telecamere, manco fossimo degli alieni. Ops, paragone sbagliato.

Lo spettacolo comincia subito: sta parlando un ufologo che dice che Eisenhower
incontrò gli alieni. E chi glielo va a dire che l’immagine è tratta dal
Weekly World News, una delle più belle pubblicazioni-burla della
storia, paragonabile come credibilità a Novella 2000 o Stop? Io
no di certo, e infatti nessuno del pubblico lo fa notare. Il font e la grafica
sono riconoscibilissimi.

Ecco una pagina classica del mitico Weekly World News: Hillary Clinton
sceglie Bigfoot come candidato alla vicepresidenza USA, telecamere montate su
mosche, alberi che fumano sigarette, e altre perle.

16:00

Pausa. La sala si vuota. Fa un caldo impossibile.

16:15

Ha iniziato a parlare Tom Bosco. La sala non è più piena come prima, ma il
pubblico è comunque ragionevolmente numeroso e tanto ormai l’incasso è fatto.

Candida Mammoliti e Tom Bosco. Credit:
AT.

Il repertorio della relazione è il solito. Anche Bosco sostiene che l’umidità
relativa atmosferica debba essere del 70% per formare scie di condensa, il che
è falso: per formarle, a patto che la temperatura atmosferica sia abbastanza
bassa, è sufficiente il vapor acqueo che si crea nei motori col processo di
combustione. Afferma di aver misurato la quota degli aerei e di averla trovata
a 2500-3000 metri. Cita le “misurazioni” telemetriche di Marcianò, ma senza
farne il nome. Dice di essere pilota con
“brevetto di pilota commerciale americano.” E di essere un ex militare.
E allora come ci possiamo fidare?

Come fa a misurare le quote degli aerei? A occhio, perché lui è un ex militare
allenato a stimare la quota degli elicotteri. Che per lui è la stessa cosa.
Sarà.

Dice che in Europa le scie chimiche sono iniziate nel 1999 e che in Croazia
sono iniziate proprio quando il paese ha chiesto di entrare nella Nato.

Mostra la famosa
foto dell’interno del tanker, ma ha il buon gusto di dire che è una cantonata (video qui
grazie a il Peyote). Non dice che gli sciachimisti l’hanno ammesso soltanto
dopo che sono stati sbugiardati dagli scettici che loro tanto disprezzano,
ossia da coloro che s’informano prima di dire scemenze e fanno la cosa più
banale del mondo: cercare di non farsi prendere per il naso.

Mostra una foto sgranata di un aereo e ne indica un “pod”, un oggetto
misterioso appeso sotto le ali, circa a metà della loro lunghezza, come quello
che ci sarebbe stato sotto uno degli aerei dell’11 settembre. Santo cielo,
Bosco è ancora fermo alla teoria del “pod” che persino i complottisti
come Mazzucco hanno abbandonato da tempo (lo sbufalamento di Undicisettembre è
qui).

Peccato che l’aereo mostrato da Bosco sia semplicemente un aereo di linea
russo, per esempio un
Tupolev Tu-154
come quello qui sotto, noto guarda caso per il fatto che
il vano del carrello è un oggetto allungato grosso modo a metà delle ali. Strano che un pilota non sappia nulla di una delle più famose categorie di
aerei di linea, in servizio da decenni.

Anche i “cani solari” e i
“fenomeni di diffrazione decisamente singolari” dovrebbero essere
rarissimi ma non lo sono alle nostre latitudini, e questo è “sinistro”.
Quantificare questo fenomeno? Dare dei dati precisi, del tipo “prima era così,
adesso è cosà”? Neanche per sogno.

La Nasa pubblica libretti progettati per l’“indottrinamento” dei
bambini, che dicono che le scie persistenti sono normali. Vengono introdotte
immagini di scie anche nelle pubblicità e e persino nei cartoni animati, come
Cars e La Gang del Bosco, così la gente
“a livello subliminale registra queste immagini” e s’indottrina.

Lamenta che la sua auto è coperta spesso da pulviscolo e che questo è strano.
Trattenere le risate è difficile.

Credit: AT.

Sali di bario e solfato d’alluminio sarebbero i principali componenti di
questa polvere. Non viene mostrata nessuna analisi.

Anche lui presenta i filamenti strani, dicendo che Pattera li spiegherà.
Sarebbe “materiale insolito” e sicuramente “tecnologico”.

Arriva HAARP. Sarebbe un “cannone ionosferico”, che servirebbe
“tra le altre cosucce” a “influenzare il clima” fino a produrre
siccità e innescare terremoti. Produrebbe “gigawatt”.

Immagini di hole punch cloud. Sfida “qualunque meteorologo” a
spiegarle. Già fatto.

Immagini di nubi mammatus:

Bosco passa al cambiamento climatico. Che c’entra con le scie chimiche? Non lo
sapremo, perché gli finisce la batteria del laptop. Sarà colpa degli Ufo che
prosciugavano l’energia della batteria, come raccontava il relatore precedente
a proposito della sua videocamera?

Dice che sono in corso cambiamenti climatici sul Sole, su Saturno e su Marte.
Cosa vuol dire, che anche lì passano gli aerei chimici dei militari americani?
Accidenti quanto sono avanti!

Corre per evitare che gli muoia la batteria del PC. Quella del suo puntatore
laser è già andata. L’organizzazione del convegno è decisamente dilettantesca.
Mostra foto di Ufo in concomitanza con scie. Sono solo puntini, nessun
dettaglio, ingrandimenti esasperati. Potrebbero essere mosche, uccelli,
qualunque cosa, ma Bosco mostra soltanto un F-117 Stealth come possibile forma
corrispondente. Corrispondente a una macchiolina informe? Il pubblico frena a
stento l’entusiasmo:

Credit: AT.

Parla di aerei mascherati e di scie senza aerei. Cita l’auto invisibile dei
film di James Bond come prova. Fa collegamenti con l’11 settembre: anche lì
visti Ufo e velivoli fermi in cielo.

17:00

Fine relazione. Pausa. Parla un relatore francese, che si esprime in inglese e
viene tradotto (si fa per dire) da Tom Bosco. Già la relazione è soltanto una
serie di aneddoti; sentirla al ralenti e due volte a causa della
traduzione è di una noia mortale.

18:00 – Il rapimento alieno

Inizia Pattera, che parla del caso di Pier Fortunato Zanfretta (metronotte che
dichiara di essere vittima di rapimento alieno ripetuto) presentando un
filmato d’epoca della Rai, che ci viene chiesto di non riprendere con la
videocamera. Obbediamo riprendendo il pubblico, anche se come giornalista il
diritto di cronaca e di citazione mi consentirebbe comunque la ripresa.

Il filmato è una soporifera ricostruzione del “rapimento alieno” di Zanfretta
che sembra un incrocio fra Star Trek turco mischiato a una telenovela,
con una recitazione trash impagabilmente quanto involontariamente
tragicomica. Ma davvero la Rai partoriva spazzatura di questo genere? A parte
i momenti trash, con tanto di mostro alieno di cartapesta (foto qui
sotto), resistere al sonno è difficile. Almeno Marcianò fa ridere.

Immagini pubblicate in forma degradata e in conformità all’Art. 10 della
Convenzione di Berna (diritto di citazione).

Alcuni brani sono da antologia. Vengo richiamato fulmineamente perché ne
riprendo uno spezzoncino particolarmente demenziale. Ma almeno qualche foto
fatta allo schermo ve la devo presentare, altrimenti nessuno crederà quanto
sia ridicola la proiezione. Sarà mica questo il vero motivo per il quale non
consentono riprese? La storiella del diritto d’autore che hanno addotto è
infatti una sciocchezza bella e buona. Se finisce su Youtube, la
responsabilità è di chi la mette su Youtube, mica di Pattera o Mammoliti.

Vengono mostrate, sempre nel filmato Rai, le sessioni di ipnosi regressiva
alle quali Zanfretta fu sottoposto dopo il “rapimento” per farglielo
rievocare, con tanto di spilloni che gli trapassano la pelle della mano.
Persino il medico che conduce le sessioni d’ipnosi specifica chiaramente che
il paziente è sincero nel descrivere quello che crede di aver visto, ma
si guarda bene dal dire che Zanfretta ha davvero visto i mostri alieni.


Aggiornamento 2010/07/09. La registrazione integrale della
trasmissione Rai mostrata al convegno è disponibile
qui su Rinodistefano.com. Se è disponibile lì a chiunque, perché fare tante storie sul diritto
d’autore per vietare le riprese? Mah.

18:40

Finalmente termina il filmato. Pattera fornisce ulteriori dettagli, ma è tutta
una serie di
“si dice”, “un amico di cui non posso rivelare il nome”, “un procuratore di
cui non ricordo il nome”

(citazioni non letterali): di dati concreti nulla.

La perla finale? Pattera afferma che è importante che il lavoro di ricerca sul
caso Zanfretta non sia
“un tentativo di fare un libro che porti a casa dei soldi a qualcuno”.
E se lo dice lui, c’è da fidarsi:

Pattera al banchetto di vendita del suo libro a 18 euro, durante il convegno
di Lugano. Photo credit: Rodri Van Click.

Pattera aggiunge che Zanfretta
“non ci ha guadagnato niente, ci ha solo rimesso”. Altri sembrano
essere stati più fortunati.

18:55

Fine relazione. La Società degli Scettici Allegri va a cena a commentare e
stare in compagnia.

21:10

Rientriamo in sala per la sessione finale. La sala è semideserta. Manca
persino Candida Mammoliti, padrona di casa e organizzatrice del convegno, o
almeno così dice Pattera. Dell’astronauta Paolo Nespoli, la cui presenza era
prevista dal programma con un furbesco “possibile” di precisazione,
manco l’ombra. La prossima volta che faccio una conferenza, devo ricordarmi di
annunciare la “possibile presenza” di Cicciolina e di Brad Pitt.

Tom Bosco è presente e ascolta Pattera che presenta altri dettagli degli esami
psicologici svolti sul povero Zanfretta, ipnosi compresa. La descrizione è
talmente soporifera che alcune persone (non dei nostri) chiacchierano fra
loro. Il programma prevedeva che dopo cena ci fosse lo spazio per un
dibattito, non un monologo dei relatori.

Pattera mette in relazione i colori con i livelli spirituali, con un discorso
farcito di termini psicologici e neurologici a vanvera che fa inorridire la
psicologa degli Scettici Allegri.

Sala quasi deserta. Credit: AT.

21:30.

Pattera continua a parlare senza concludere nulla di significativo. Si
sofferma anche a disquisire sul numero di ventose che avrebbero gli alieni di
Zanfretta sulle mani rispetto agli alieni di Roswell. Non sembra proprio che
qui si voglia dare spazio alle domande, neanche a quelle del pubblico amico,
figuriamoci a quelli dei dubbiosi. Un ottimo metodo per non dover fare i conti
con un contraddittorio. Il tedio ha il sopravvento su alcuni presenti.

Credit: AT.

Pattera dice che Zanfretta ha un oggetto che gli è stato consegnato dagli
alieni. Lo tiene in una caverna che secondo Pattera è un passaggio verso
“un’altra dimensione”. Mostra un disegno che ricostruisce la forma
l’oggetto, che sempre secondo Pattera doveva essere consegnato a
“Heineken”. Giuro.

Si blocca. Ha un dubbio. Non ricorda il nome. A lungo. Poi finalmente gli
sovviene il nome giusto: “Hynek!”. Che è soltanto
il nome del più illustre ufologo della storia. È come se un insegnante
di storia si dimenticasse il nome del piccoletto che ha perso a Waterloo. La
fetta ancora cosciente del pubblico ride.

Pattera cita come fonte probatoria il National Enquirer (altro giornale
scandalistico famosissimo; tanto vale citare Le Ore come manuale di
ginecologia) e altri articoli di giornale. Ma se c’è l’oggetto alieno, perché
perderci con tutti questi dettagli vaghi? Non possiamo esaminare l’oggetto e
tagliare la testa al toro? Avremmo in mano la prova provata, oggettiva,
tangibile, delle visite aliene; gli ufologi dimostrerebbero all’universo mondo
che hanno ragione e che gli scettici avevano torto. Infatti è quello che
all’alba delle dieci meno dieci gli chiede il pubblico quando finalmente viene
dato spazio alle domande, dopo l’applauso più tiepido della storia.

Pattera tergiversa e adduce una serie di spiegazioni assurde: gli alieni hanno
vietato ad altri di vedere l’oggetto, alcune persone hanno provato a pedinare
Zanfretta verso la caverna ma sono state seminate. Pattera dipinge il povero
Zanfretta come un imbecille, dicendo che è incapace persino di usare una
macchina fotografica per documentare l’oggetto. Si scaglia tanto contro gli
scettici che non credono alla sua storia, ma forse non si rende conto che il
primo a dare dell’idiota a Zanfretta è proprio lui.

Qualcuno del pubblico formula la stessa domanda che era venuta spontanea a uno
dei miei figli nel raccontargli la storia di Zanfretta: ma perché gli alieni
continuano a rapirlo e poi rilasciarlo subito dopo, invece di tenerselo una
volta per tutte? Risata generale. Pattera risponde seccato con una battuta:
preferirebbe che rapissero qualcuno del CICAP, per levarselo di torno.
Autogol: una buona metà dell’esiguo pubblico ribatte “Almeno!”, visto
che un rapimento alieno di un membro CICAP permetterebbe anche agli scettici
di confermare le tesi ufologiche e di non essere più bersagliati da insulti
per aver osato chiedere prove concrete.

Io a questo punto me ne devo andare per sopraggiunti limiti di
tedio*, ma altri amici più resistenti di me rimangono. Quello che
succede in mia assenza dovrà aspettare l’arrivo dei resoconti video.
Garantisco, stando alle prime voci, che ne vale la pena. Intanto godetevi le
altre immagini scattate dal fotoreporter Andrea Tedeschi,
qui.

* Non avrei voluto scriverlo perché la mia vita privata è affar mio,
grazie, ma visto che ci sono anime piccole che mi accusano di essere fuggito
pavidamente per evitare il periglioso confronto, aggiungo che dovevo andare
a prendere mio figlio Liam a una festa a quell’ora e avevo ingenuamente
osato sperare che la sessione di domande non sarebbe iniziata con quasi
un’ora e mezza di ritardo sul programma.

L’ospite che non fu: il colonnello Giuliacci

La prolissità interminabile degli oratori e la scelta molto discutibile di
differire tutte le domande al dopocena e di riempire lo spazio delle domande
con altri cinquanta minuti di conferenza di Pattera hanno impedito una
partecipazione che avrebbe sicuramente dato spunti interessanti per tutto il
pubblico, scettico o credenti: quella del colonnello Mario Giuliacci, noto
meteorologo del Centro Epson Meteo (sue le previsioni meteo al TG5; foto qui
accanto, tratta da
Wikipedia).

Giuliacci, insieme a un altro collega del Centro, mi aveva infatti dato la
sua disponibilità a partecipare telefonicamente al dibattito per rispondere
alle asserzioni presentate dai relatori e alle domande del pubblico: durante
il convegno, Tom Bosco ha appunto sfidato “qualunque meteorologo” a
rispondere alle sue tesi, e questa sarebbe stata l’occasione per raccogliere
la sfida e dare al pubblico anche l’altra campana oltre a quella dei
relatori.

Io e gli Scettici Allegri avevamo a disposizione tutto il necessario per far
ascoltare la telefonata ai presenti. Ma non mi è sembrato corretto abusare
della disponibilità di Giuliacci e del collega oltre una cert’ora, per cui
pubblico qui il commento del colonnello sul tema generale delle scie
chimiche, mandatomi per l’occasione:

Le scie di condensazione sono un fenomeno noto da almeno 60 anni, ovvero da
quando gli aerei a reazione si sono spinti fino a quote di 8000-10000 metri
ove le temperature abbondantemente sotto zero (fino a meno 50/60 gradi)
provocano la immediata condensazione del vapore acqueo emesso come prodotto
di combustione sotto forma di nube visibile appunto come scia. Quindi il
fenomeno non ha nulla di misterioso né vi sono rischi per la nostra
salute.

L’umidità dell’aria a quelle quote è importante ai fini della persistenza
delle scie: se l’umidità è molto scarsa, le scie evaporano quasi
all’istante; con umidità superiore al 70% le scie invece persistono per vari
minuti o ore, a seconda della intensità e della turbolenza del vento nella
alta atmosfera. Tuttavia nel costante “chiacchiericcio“ in atto sulle scie
di condensazione da almeno 2 anni, destano meraviglia, stupore e anche
preoccupazione due aspetti:

  1. La protervia con cui alcuni gruppi insistono nel sostenere una tesi,
    quelle delle scie chimiche, priva di qualsiasi supporto scientifico,
    sostenendo addirittura complotti di militari contro il clima e
    l’ambiente, con i propri governi che sarebbero gli unici a non essere a
    conoscenza di tali complotti.
  2. Il silenzio sulla vicenda da parte dei supremi organi scientifici
    nazionali e delle strutture militari chiamate in causa. Un silenzio
    probabilmente dovuto al fatto che si intende, giustamente, ignorare
    teorie prive di qualsiasi scientificità, ma che in questa particolare
    vicenda ovviamente contribuisce ad alimentare la tesi delle scie
    chimiche.

Bene, sciachimisti: questa è una posizione formale di un meteorologo. Di uno
che il cielo lo conosce per lavoro, non per sentito dire. Le “scie chimiche”
non hanno nessun supporto scientifico. Tutto quello che avete presentato fin
qui come presunta prova è fuffa. Ve la sentite di dargli del bugiardo?

Sciachimismo soft

Tom Bosco è stato estremamente felpato nelle sue affermazioni. Nessuna
accusa a piloti e controllori di volo o militari, italiani o stranieri
(anche se la loro omertosa complicità è implicita nelle sue tesi); nessun
accenno significativo a malattie come il Morbo di Morgellons e altri dogmi
dello sciachimismo estremo.

L’unica novità interessante è che Bosco sostiene che alcuni dei fenomeni
insoliti che gli sciachimisti osservano in cielo sono sì spiegati dalla
meteorologia, e questo parrebbe già un passo avanti, ma sono comunque strani
perché sono diventati troppo frequenti. Troppo rispetto a cosa, a quando o a
quanto, Bosco non lo dice. Di cifre e dati concreti, manco l’ombra.

È un classico espediente del cospirazionismo: lo
Spostamento dei Paletti. Prima sostenevano che i fenomeni che
osservavano in cielo erano impossibili da spiegare come fenomeni naturali;
poi, a furia di essere sbufalati da chi segnalava che erano invece fenomeni
ben noti alla meteorologia e all’aeronautica, hanno cambiato versione.
Adesso i fenomeni sono ben noti, ma sono diventati troppo ricorrenti.

Un’esperienza da fare una volta nella vita. Due no

Il simposio di Lugano è stato decisamente tedioso, ma è stato utile per
rendersi conto concretamente di cosa viene detto in raduni come questi: un
sacco di aria fritta. Una volta esaminate con occhio distaccato le ore di
discorsi, ci si accorge che sono soltanto parole in libertà partorite da un
abuso esagerato di paroloni pseudoscientifici, disseminati a casaccio in una
narrazione senza capo né coda; che i video sono dilettanteschi e proposti
senza alcuno spirito critico; che gli oratori sono prolissi, impreparati e
inconcludenti fino all’esasperazione; e che i contenuti concreti sono zero.

Finché non ci si va, non ci si rende conto davvero del vuoto pneumatico che
permea questi convegni. Per cui andateci. È l’unico modo per capire perché
l’ufologia e lo sciachimismo non vengono presi sul serio: perché di serio
non hanno niente, ma proprio niente. Vedere per (non) credere.

Torna all’asta il cappellino indossato da Marcianò

Eccolo qui, nonostante i tentativi di boicottaggio.

L’oggetto alieno è made in Japan?

Dyk74 mi segnala una chicca: secondo lui, i simboli extraterrestri
dell’oggetto alieno sono stranamente simili ai caratteri giapponesi in stile
Hiragana. Sarà un caso? Noi di Noiager crediamo di no.

UFO, scie chimiche e rapimenti alieni a Lugano il 25/4: piloti di linea, sabato a Lugano vi accuseranno di avvelenamento di massa, venite a ridere un po’?

UFO, scie chimiche e rapimenti alieni a Lugano il 25/4: piloti di linea, sabato a Lugano vi accuseranno di avvelenamento di massa, venite a ridere un po’?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo
aggiornamento: 2022/07/04 22:00.

Vi ha divertito il racconto del convegno sulle “scie chimiche” di Milano e vi
rammaricate di non esserci stati? Tranquilli: sabato 25 aprile si replica, e
siete tutti invitati. Specialmente se siete piloti civili o militari, perché
c’è gente che vi accusa di partecipare omertosamente a un avvelenamento di
massa della popolazione tramite irrorazioni fatte dagli aerei che pilotate.
Cattivi, cattivi!

Il 25 si terrà infatti a Lugano Paradiso un convegno, organizzato dal
Centro Ufologico della Svizzera Italiana, dedicato all’ufologia e allo spazio. Il programma è
scaricabile qui, e fra gli ospiti figurano Tom Bosco, direttore di
Nexus Italia, che alle 15.30 verrà a parlare sul tema
“Le scie chimiche e l’ufologia moderna”.

Per chi non lo sapesse, le “scie chimiche” sarebbero le scie lasciate dagli
aerei, che non sarebbero contrail (scie di condensa) come vogliono la
meteorologia e l’aeronautica, ma irrorazioni di veleni su vastissima scala,
perpetrate con l’omertosa complicità dei piloti di tutto il mondo, che sanno,
vedono e tacciono.

Se vi va di rispondere con garbo e competenza a queste accuse pubbliche di
sterminio fatte dai sostenitori di queste tesi o semplicemente volete farci
sopra due risate, venite con noi, oppure partecipate telefonicamente
(mandatemi a
topone@pobox.com un
numero dove chiamarvi in diretta). Io bloggherò l’evento in diretta qui, e al
simposio ci sarà buona parte della Società degli Scettici Allegri. I meno
allegri Tifosi della Morte Imminente hanno annunciato che interverranno con il
loro
consueto garbo, per cui è probabile che l’evento sia interessante anche per chi osserva il
comportamento umano e le sue aberrazioni.

Il convegno, ahimè, non è gratuito: l’ingresso costa 10 franchi (circa 6,60
euro); 5 per gli studenti. Business is business. In compenso, a questo prezzo è inclusa
anche l’occasione di vedere all’opera (alle 17.30) Giorgio Pattera, il biologo
che ha partecipato insieme a Rosario Marcianò al convegno sciachimista di
Milano e ha sostenuto la tesi delle scie chimiche come irrorazioni di polimeri
tossici. Pattera parlerà di un caso di rapimento alieno italiano, giusto per
restare nel campo della scienza più rigorosa e cauta. 

Questo è il programma completo:

09:30-10.00 Saluto iniziale del Sindaco di Paradiso, Avv. Ettore Vismara e la Presidente del CUSI Prof.essa Candida Mammoliti

10.00-11.00 Prof. Yuri Malagutti, biologo molecolare e docente liceale di astrobiologia, Lugano: “Astrobiologia: La ricerca scientifica di organismi extraterrestri”

11.00-11.45 Ing. Massimo Angelucci, Rimini: “UFO e gli enigmi della moderna astrofisica”

11.45-12.30 Dott. Oliviero Mannucci, astronomo, Firenze: “Missione Marte”

12.30-14.00 Pausa pranzo

14.00-15.30 Piergiorgio Caria ed Antonio Urzi, ricercatori UFO e giornalisti, Italia: “I migliori documentari sugli UFO e le “flotillas”, in parte inediti” 

15.30-16.30 Dott. Tom Bosco, giornalista e dir. di NEXUS Italia, Padova: “Le scie chimiche e l’ufologia moderna”

16.30-16.45 Coffee break

16.45-17.30 Dott. Gildas Bourdais, scrittore e ricercatore UFO, Parigi: “UFO in Francia, l’apertura degli UFO-files del CNES”

17.30-18.15 Dott. Giorgio Pattera, biologo Università di Parma, Italia: “Zanfretta, un caso di abduction italiano”

18.15-20.00 Pausa cena

dalle 20.30 Dibattito aperto al pubblico con la possibile presenza dell’astronauta NASA, Ing. Paolo Nespoli, USA

Il tutto si tiene al Centro Congressuale dell’Hotel Eden, Riva Paradiso 1, a
Paradiso, vicinissimo a Lugano. Le istruzioni su come raggiungere il luogo
sono sul sito del
CUSI. Buon divertimento.

Il cappellino CIA di Marcianò all’asta per beneficenza

Visto che sarebbe bello che in qualche modo da quest’accozzaglia di
antiscienza venisse fuori qualcosa di buono, ho pensato di
mettere all’asta su eBay il cappellino indossato da Rosario Marcianò
nella fotografia qui sotto. La reliquia sarà certificata dal sottoscritto e
dall’autore della foto, Andrea Tedeschi. Il ricavato verrà devoluto
interamente e in parti uguali all’AMREF
e al RAWA, che
si occupa dei diritti delle donne afghane.

2009/04/23 – Altre chicche dal convegno di Milano

L’asta per il cappellino è arrivata a 38,50 euro: non male. Intanto arrivano
altri video del convegno di Milano.

Non perdetevi, per esempio, il relatore Paolo Franceschetti che scherzosamente
teorizza una verità inconfessabile: gli sciachimisti sono in combutta con la
CIA e con me per fare depistaggio e farsi pubblicità. C’è anche il video che
mostra la consegna del
Perlone 2008
a Marcianò e l’immortale esclamazione di Franceschetti al destinatario
dell’ambito riconoscimento: “Basta dire ca**ate!”. Trovate il tutto in
fondo al
resoconto del convegno.

Ufologia, rispondo su Tio.ch a Candida Mammoliti (Centro Ufologico Svizzera Italiana)

Il 30 giugno scorso Tio.ch ha pubblicato un’intervista
(copia permanente) a Candida Mammoliti
(Centro Ufologico Svizzera Italiana) nella quale la signora Mammoliti ha
attribuito a me e al Cicap Ticino un’operazione di discredito e ridicolo ai
suoi danni e un rifiuto di confronto. Questo è quanto ha dichiarato
l’intervistata:

«Dal 2007 siamo screditati dalla maggior parte dei mass media. Cioè da quando
il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze
(CICAP) – di cui Paolo Attivissimo era presidente della sezione ticinese – è
arrivato in Ticino, ci denigrano e ridicolizzano per quanto riguarda gli
avvistamenti e le nostre teorie sui cerchi nel grano, solo perché non siamo
scienziati e non hanno mai accettato il confronto con noi».

Non è la prima volta che la signora Mammoliti fa dichiarazioni pubbliche di
questo genere verso di me e verso il Cicap Ticino, del quale sono stato
presidente per qualche tempo. Ricordo una sua
intervista a Ticinolive.ch
(oggi non più reperibile online, perlomeno a questo link) di gennaio 2012, nella quale esprimeva
grosso modo la stessa posizione:

“da 6-7 anni una disinformazione caotica ci mette in difficoltà, come anche il
Cicap, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul
paranormale – fondato da Piero Angela per motivi privati, che ha preso piede
anche in Ticino con Paolo Attivissimo quale presidente. Cosa controlli il
Cicap in verità rimane poco chiaro, ma siamo stati ripetutamente ed
ingiustamente attaccati e diffamati dai suoi membri, senza che ci
conoscessero.”

In quell’occasione, vista l’accusa di diffamazione, il Cicap Ticino ed io avevamo inviato una netta replica, che è ancora disponibile (copia permanente).

Anche questa volta ho chiesto di replicare. Stamattina Tio.ch ha
pubblicato
(copia permanente) integralmente la mia
replica, inviata via mail. Ne riporto qui il testo:

«Apprezzo la generosa valutazione della signora Mammoliti dei miei presunti
poteri di influenzare addirittura “la maggior parte dei mass media” nei suoi
confronti, ma fortunatamente non corrisponde alla realtà. Sia io sia il
Cicap Ticino abbiamo semplicemente documentato e raccontato quanto avveniva
nei convegni pubblici organizzati dal CUSI, consigliando anzi esplicitamente
di parteciparvi per constatare di persona i metodi e i criteri usati per
affrontare un argomento nobile e delicato come la ricerca di altre civiltà
nell’universo.»

«Mi permetto di correggere quanto dichiarato dalla signora Mammoliti sul
presunto rifiuto di confronto: io e il Cicap Ticino siamo sempre stati
aperti al dialogo sereno, come dimostrato fra l’altro dal piacevole
dibattito con la signora stessa alla trasmissione Contesto della RSI alcuni
anni fa. È passato molto tempo, per cui l’esperienza forse andrebbe
ripetuta. La mia porta è sempre aperta.»

«In fondo stiamo dalla stessa parte: siamo entrambi affascinati dall’idea
della vita intelligente al di fuori della Terra. Semplicemente la
affrontiamo con metodi e punti di vista differenti. Personalmente la ritengo
un’ipotesi assolutamente ragionevole, ma in attesa di prove. E credo che
queste prove debbano essere straordinariamente robuste, proprio perché il
tema è straordinario. Purtroppo la ricerca ufologica è spesso fuorviata da
tre cose: fenomeni insoliti che hanno spiegazioni normali (spesso
affascinanti), entusiasmi in buona fede (se sento rumore di zoccoli, non
devo pensare subito a un unicorno), e anche, purtroppo, molti imbroglioni
che fanno soldi fabbricando falsi avvistamenti. Io e il Cicap Ticino,
insieme ad alcune associazioni ufologiche, offriamo liberamente a tutti
alcune tecniche e informazioni che possono aiutare a smascherare e scartare
questi fenomeni ingannevoli, per vedere meglio quello che resta. Credo che
questa scrematura sia nell’interesse di tutti, “scettici” e “credenti”.
Parliamone insieme.»

Il dibattito televisivo al quale mi riferisco è quello del 29 settembre 2010, nel programma RSI Con_testo, purtroppo non più disponibile al link originale. Se qualcuno riuscisse a recuperarne un eventuale link aggiornato, me lo segnali nei commenti.

Si parla ancora una volta di “UFO” al Congresso statunitense

Si parla ancora una volta di “UFO” al Congresso statunitense

Ultimo aggiornamento: 2022/05/18 21:15.

Il 17 maggio scorso si è tenuta un’audizione pubblica presso il Congresso
degli Stati Uniti sul tema degli oggetti volanti non identificati (o meglio
“fenomeni aerei non identificati”, per usare il termine formale che è
in voga oggi). È la prima in ben cinquant’anni, e la
notizia
ha scatenato le fantasie giornalistiche e l’entusiasmo di chi spera che
arrivino rivelazioni su visite di extraterrestri, ma i fatti sono un po’ più
terra terra, per così dire.

Prima di tutto, si tratta di un’audizione presso un sottocomitato per l’intelligence
della Camera dei Rappresentanti, ossia la camera bassa del Congresso, non di
una presentazione di fronte al Congresso intero. Però l’hanno fatta due alti
funzionari dell’intelligence militare degli Stati Uniti, Ronald
Moultrie e Scott Bray, per cui non è da trascurare. Bray, in particolare, è
vicedirettore per l’intelligence navale, mentre Moultrie è
sottosegretario alla difesa per l’intelligence e la sicurezza
nell’amministrazione Biden.

L’audizione pubblica, che può essere vista integralmente su YouTube (inizia a circa 8 minuti e dura circa un’ora e un quarto), è stata seguita da una sessione a porte chiuse per proteggere i segreti militari statunitensi. Arriva a quasi un anno di distanza dalla pubblicazione di un
rapporto preliminare governativo statunitense che riunisce oltre 140 casi di fenomeni
aerei non identificati, osservati da piloti militari degli Stati Uniti dal
2004 in poi.

Le premesse, insomma, sono abbastanza interessanti, ma Scott Bray ha messo
bene in chiaro che non sono stati raccolti materiali e non sono state rilevate
emanazioni che possano suggerire qualcosa di non terrestre:
“we have no material, we have detected no emanations, within the UAP task
force that would suggest it is anything non-terrestrial in origin”
(a 1h:00m:04s). 

Gli ha fatto eco Eric Crawford, del sottocomitato antiterrorismo della Camera dei Rappresentanti: “non si tratta di trovare veicoli spaziali alieni, ma di fornire intelligence dominante su tutto lo spettro tattico, operativo e strategico” (“It’s not about finding alien spacecraft. It’s about delivering dominant intelligence across the tactical, operational, and strategic spectrum”, a 36:45).

 I funzionari, inoltre, hanno sottolineato che l’obiettivo primario è
valutare eventuali minacce alla sicurezza nazionale, perché questi fenomeni
“costituiscono un rischio potenziale per la sicurezza dei voli e un rischio
generale per la sicurezza”
.

Scott Bray, inoltre, ha fatto un vero e proprio debunking: a 27:25 ha
presentato due video, ottenuti con un sensore per visione notturna, che mostrano una serie
di oggetti triangolari lampeggianti, ripresi da personale della Marina Militare degli Stati Uniti. Molti appassionati di ufologia
considerano questi video come una prova dell’esistenza di veicoli extraterrestri triangolari, ma Bray
ha spiegato che si tratta, molto banalmente, di piccoli velivoli terrestri senza
pilota, che sembrano avere una forma triangolare soltanto perché la loro
immagine sfocata viene distorta dall’uso del dispositivo per visione notturna,
che ha un diaframma dotato di un’apertura triangolare. Questa distorsione è ben nota a chi fa fotografia con il nome di bokeh.

È la stessa spiegazione alla quale erano arrivati molti esperti di analisi video oltre un anno fa (ne avevo scritto qui a maggio 2021), ma è comunque interessante sentirla esplicitata da un addetto ai lavori dell’intelligence militare.

Tuttavia durante l’audizione è stato anche presentato un altro avvistamento ripreso in video (qui, a 1:10 circa, e a 25:50 nel video integrale) che riaccenderà gli entusiasmi di chi spera che queste riprese siano indicazioni di visitatori extraterrestri. È uno spezzone cortissimo, registrato attraverso il tettuccio trasparente di un caccia F/A-18, che mostra (a 48:50 circa) un piccolo oggetto sferico sgranato sullo sfondo azzurro del cielo. 

Va detto, però, che Scott Bray lo ha mostrato per dare un esempio del fatto che spesso gli avvistamenti si riducono a video brevissimi e sgranati, sui quali è praticamente impossibile indagare. E in molti casi, ha aggiunto, il materiale disponibile è ancora minore.

Ed è questo, per ora, il problema fondamentale: nonostante i progressi nei sensori e nelle fotocamere, nonostante il fatto che ormai giriamo tutti con una fotocamera in tasca, le riprese di presunti “UFO” continuano a mostrare soltanto forme sfuocate e confuse. Forse il fenomeno ha un’altra spiegazione molto più terrestre e vicina a noi, e si chiama “scarsa conoscenza dei fenomeni ottici e della fotografia”. Ma non forma un acronimo così accattivante come UFO.

Fonti aggiuntive: Gizmodo, Reuters, Metabunk, The Register.

Perché non ci si può fidare delle testimonianze ufologiche prive di reperti a supporto? Un caso personale

Perché non ci si può fidare delle testimonianze ufologiche prive di reperti a supporto? Un caso personale

Ultimo aggiornamento: 2021/07/14 14:40.

Mi chiedono spesso perché sono così scettico sul fenomeno UFO e soprattutto
sulle testimonianze di avvistamenti. Provo a spiegare perché: in una parola,
esperienza. Chi non ha esperienza di avvistamenti e segnalazioni tende
a credere che le persone siano testimoni affidabili e precisi; chi ce l’ha sa
che le testimonianze sono spesso incredibilmente distorte, anche nei casi
apparentemente più banali. Faccio un esempio tratto, appunto, dalla mia
esperienza.

Alcuni anni fa (nel 2015) mi scrisse una persona, dicendomi che un suo
conoscente, una persona di sua assoluta fiducia, aveva ripreso e fotografato
direttamente un oggetto misterioso.

Il testimone stava tornando a casa dopo una serata passata in compagnia quando

“si è trovato di fronte a questo oggetto, che si “dondolava” ed emetteva
una strana luce ed era collocato in un campo adiacente a casa sua. […]
stando al racconto del mio amico, non c’era un filo di vento a casa sua
questa sera. Dopo averlo filmato e fotografato dalla lontananza, ha provato
ad avvicinarsi all’oggetto, ma questo schizzava verso l’alto per poi tornare
a terra una volta che lui si allontanava, fino a quando, dopo l’ennesimo
tentativo di avvicinarlo, è sparito nel cielo.”

Il caso sembra interessantissimo: un oggetto sconosciuto che si muove
spontaneamente, addirittura decollando, in un campo a poca distanza
dall’osservatore, ed emette una luce. Cosa potrà mai essere? 

Provate a fare qualche ipotesi prima di continuare la lettura. Immaginatevi la
scena sulla base delle parole della descrizione, che ho riportato
testualmente, omettendo soltanto i riferimenti personali per tutelare
l’identità delle persone coinvolte.

Avete fatto le vostre ipotesi? Avete fissato bene nella vostra mente cosa
avete immaginato? Bene, allora siete pronti per il resto della vicenda.

Se ci fosse soltanto questa testimonianza dell’evento, l’episodio rimarrebbe
inspiegabile, misterioso e affascinante. Ma c’è un dettaglio che cambia tutto:
il testimone ha appunto “filmato e fotografato” questo oggetto, e mi ha
mandato foto e video.

Nel video, la voce del testimone dice, mentre sta riprendendo l’oggetto che si
dondola ed emette luce:

“Oh beh, ragazzi, guardate questo. Io non so cosa sia. Io non so che
animale sia questo. È nel mio campo, e questo è un UFO. Non vi dico una
balla, questo è un UFO, ragazzi. Non so se ci credete o no, ditemi voi che
cos’è.”

Sia il testimone, sia la persona che mi ha mandato il video e le foto
dell’avvistamento, sono convinte di aver visto qualcosa di straordinario che
non riescono a spiegare.

Ma il video, che per ora non vi posso mostrare,* riprende molto chiaramente un
oggetto molto normale.

* 2021/07/14. Mi è arrivato oggi il permesso di pubblicarlo.

Un palloncino.

Un palloncino metallizzato semisgonfio, appoggiato sul campo e mosso dal
minimo refolo di vento. È a pochi metri dalla persona che lo sta riprendendo.
Emette una “strana luce” semplicemente perché è illuminato dai fari dell’auto
del testimone. E non “schizza verso l’alto”: si limita a oscillare
leggermente.

Tutto qui. È un palloncino, lo si vede chiaro come il sole.

Questo è il video:

Senza questo video e senza le foto, la narrazione sarebbe appunto
perfettamente ufologica. Conosco ufologi e conduttori di programmi TV che ci
ricamerebbero su a non finire. Ma il video ridimensiona completamente la
vicenda.

I testimoni, insomma, sono incredibilmente inattendibili. Ma la cosa ancora
più interessante è che quando spiego che si vede lontano un miglio che si
tratta di un palloncino, la persona che mi ha contattato non accetta la
spiegazione. Non vuole arrendersi all’evidenza. Fatica a pensare che la
spiegazione possa essere così ovvia, e forse gli ho rovinato quella che per
lui era un’esperienza straordinaria.

Io ricevo un gran numero di segnalazioni di avvistamenti di oggetti ritenuti
misteriosi, e posso dire che queste reazioni emotive alle spiegazioni sono
comunissime e umanissime. Questi sì che sono gli aspetti umani e psicologici
che dovremmo considerare e investigare quando si parla di ufologia. 

2017/07/14. Per chi sospetta che si tratti di una burla, aggiungo che insieme al permesso di pubblicazione del video è arrivato questo commento dalla persona che mi ha mandato il video: chiarisce bene lo stato d’animo di chi vive un’esperienza che in quel momento gli appare incomprensibile.

“a distanza di
anni, riguardando il video a freddo, effettivamente sembra davvero un
palloncino metallizzato che si muove sospinto dal vento, però la sera
del fatto ed i giorni seguenti ero abbastanza condizionato dal racconto
di chi aveva filmato l’accaduto, e probabilmente anche quello ha giocato
un ruolo chiave nella percezione del fatto in sé.” 

La prima narrazione che si riceve ha un impatto emotivo enorme e persistente, nonostante le eventuali correzioni successive. Che spesso non arrivano mai.

C’è anche un altro fattore comunissimo, un errore di metodo che l’astrofisico
e divulgatore scientifico Neil DeGrasse Tyson riassume egregiamente in
questo video da
00:56 in avanti:

“Qualcuno vede delle luci lampeggianti in cielo. Non le ha mai viste prima.
Non capisce cosa siano. Dice ‘Un UFO!’ La U sta per Unidentified [non
identificato]. E così dice ‘Non so cosa sia. Devono essere alieni dallo spazio
che ci visitano da un altro pianeta!’. Ma se non sai cosa sia, è
a questo punto che la tua conversazione dovrebbe fermarsi!”

Il famoso rapporto militare sugli UFO che tutti aspettavano è stato pubblicato. Gli ufologi piangeranno, come previsto

Il famoso rapporto militare sugli UFO che tutti aspettavano è stato pubblicato. Gli ufologi piangeranno, come previsto

L’attesissimo rapporto militare statunitense sugli UFO o UAP, quello che gli
ufologi e i giornalisti a caccia di clic facili hanno strombazzato per mesi come
il “salto di qualità” e il momento della “grande rivelazione”, è stato
pubblicato.

Mi spiace per gli ufologi, che piangeranno e pesteranno i piedi come bambini
viziati. Ma erano stati avvisati.

La versione pubblicata del rapporto è lunga…

…NOVE PAGINE. 

E non dice nulla a proposito di alieni. Anzi, non accenna neppure a veicoli
che effettuano manovre fisicamente impossibili. Tutta roba estremamente
banale, normale, di interesse per la sicurezza nazionale perché interferisce
con le attività militari. Ma niente di extraterrestre.

Gli ingenui che si aspettavano che il Pentagono se ne uscisse con un
“Sì, siamo in contatto con i venusiani tentacolati, ecco le foto, i video e
i loro profili Onlyfans”

ci resteranno con un palmo di naso. Non dite che non ve l’avevo detto.

Ecco il
link
per scaricare il rapporto. Sottolineo che questa è la versione pubblica del rapporto, che è una sintesi della versione classified riservata agli addetti ai lavori e ai membri autorizzati del governo statunitense.

Lasciando da parte gli ufologi scornati, il rapporto è interessante per vari
aspetti tecnici.

Per esempio, avverte che
“alcuni UAP possono essere attribuibili ad anomalie dei sensori” e che
“in un numero limitato di eventi, gli UAP asseritamente sembravano
manifestare caratteristiche di volo insolite. Queste osservazioni possono
essere il risultato di errori dei sensori, di
spoofing [generazione intenzionale di segnali per fingere di essere
qualcos’altro — Paolo], o di errori di percezione dell’osservatore”.
Inoltre
“I sensori montati sulle piattaforme militari degli Stati Uniti sono
tipicamente progettati per soddisfare missioni specifiche. Pertanto tali
sensori non sono generalmente adatti a identificare gli UAP”
. In altre parole, i militari non sono infallibili, e non lo sono neanche i
loro strumenti, con buona pace di chi in questi mesi ha insistito che i piloti
non potevano sbagliarsi e che i video parlavano chiaro.

Un altro aspetto, come facilmente previsto, è che non esiste una spiegazione
unica che copre tutti i casi:
“Ci sono probabilmente più tipi di UAP che richiedono spiegazioni
differenti.”

Inoltre
“La nostra analisi dei dati supporta il concetto che se e quando i singoli
eventi UAP verranno risolti, ricadranno in una di cinque categorie
esplicative potenziali: clutter
[materiale che genera riflessi radar — Paolo]
aereo, fenomeni atmosferici naturali, programmi di sviluppo del governo
statunitense o dell’industria statunitense, sistemi di avversari stranieri,
e un contenitore “altro” per tutto il resto.“

È particolarmente interessante la precisazione delle capacità di manovra degli
UAP, drasticamente ridimensionate rispetto alle descrizioni giornalistiche:
“Alcuni UAP hanno dato l’impressione di rimanere stazionari e librati nel
vento, di muoversi controvento, di manovrare bruscamente, o di muoversi a
velocità considerevole, senza mezzi propulsivi riconoscibili. In un piccolo
numero di casi, i sistemi degli aerei militari hanno elaborato energia in
radiofrequenza (RF) associata agli avvistamenti di UAP
[cioè gli aerei statunitensi hanno rilevato emissioni radio –Paolo].”
Inoltre altri UAP hanno esibito signature management, “gestione della
firma emissiva”, ossia hanno tentato di mascherare o alterare le proprie
emissioni o il proprio riflesso radar. Un comportamento molto, molto
terrestre.

Il concetto di fondo del rapporto è altrettanto concreto, al limite
dell’ovvio:
“Gli UAP costituiscono un pericolo per la sicurezza del volo e potrebbero
comportare un pericolo più ampio se alcuni casi rappresentano raccolta
sofisticata nei confronti delle attività militari da parte di un governo
straniero o dimostrano una tecnologia aerospaziale rivoluzionaria da parte
di un avversario potenziale.” 

Niente omini verdi, insomma. La cosa più concreta, e forse più importante, di
queste paginette di rapporto è l’osservazione che la raccolta di dati su
questi UAP è stata ostacolata anche dalla
“stigmatizzazione socioculturale”: i piloti e tutto il personale
militare sono riluttanti a segnalare UAP perché temono di essere denigrati e
ridicolizzati, e questo li induce a tacere per salvaguardare la loro
reputazione. 

È un silenzio perfettamente comprensibile, come dimostrato dal can can
mediatico e dallo schiamazzante circo giornalistico-ufologico che si sono
scatenati intorno ai piloti che hanno provato a parlare seriamente di quello
che hanno visto. Ma è anche un silenzio che ostacola l’indagine seria su
questi fenomeni. Se questo rapporto permetterà ai testimoni di segnalare più
serenamente gli UAP, allora sarà utile. Non per gli ufologi, ma per i piloti e
per la loro sicurezza.

Colgo l’occasione per riassumere le vicende che hanno portato alla
pubblicazione di questo rapporto: nel 2017 il
New York Times e
Politico pubblicarono articoli sull’esistenza di una unità investigativa segreta del
Pentagono dedicata allo studio di eventi riguardanti oggetti volanti non
identificati, l’AATIP (Advanced Aerospace Threat Identification
Program).

Nel 2020 Il Senate Intelligence Committee (SIC)
confermò
l’esistenza di una task force militare di indagine su questi oggetti o
fenomeni, denominata UAPTF (Unidentified Aerial Phenomenon Task Force), che è
una divisione dell’Office of Naval Intelligence che ha il compito di
standardizzare la raccolta e l’analisi di questi fenomeni e valutare se sono
collegati a potenze straniere e se rappresentano un pericolo per le risorse
militari statunitensi. 

Nell’estate del 2020, il SIC diede al Pentagono sei mesi di tempo per
preparare versioni segrete e non segrete di un rapporto che riassumesse le
conoscenze degli esperti di intelligence su questi fenomeni. Il
rapporto reso pubblico oggi è la versione non segreta. Per cui gli ufologi
possono continuare a fantasticare che nella versione segreta ci sia scritto
chissà cosa.

Intanto il suddetto circo giornalistico ufologico continua a esibirsi in
acrobazie ridicole come questa di ANSA. 

I militari USA: ecco il rapporto sugli UAP. Non parla di extraterrestri.

ANSA: Ma allora se non ne parla vuol dire che gli alieni
non sono esclusi!

Poi la gente si chiede perché non si riesce a discutere scientificamente e serenamente di questi fenomeni.

Il video degli “UFO triangolari” è una bufala acchiappaclic

Il video degli “UFO triangolari” è una bufala acchiappaclic

Ultimo aggiornamento: 2021/05/28 14:30.

 

2021/05.23 13:43

Cari colleghi giornalisti che avete strombazzato il video degli “UFO”
triangolari, mi spiace dirlo, ma vi siete fatti prendere per il naso ancora una volta. E ancora
una volta avete rifilato una bufala ai vostri lettori invece di fare il vostro
dovere e indagare.

Il giornalismo non consiste nel riportare semplicemente quello che qualcuno
dice: consiste nel verificarlo. Non ci si limita a scrivere “qualcuno
dice che fuori piove, altri no”: si apre la finestra e si va a vedere.

La spiegazione di questa ennesima cialtronata ufologica è banalissima. Datevi da fare, trovatela e pubblicatela, se avete un briciolo di dignità
professionale.

A tutti quelli che dicono “Ecco, questa è la prova della grande svolta imminente, stanno per arrivare
rivelazioni definitive, stavolta è diverso”
: state per fare di nuovo la figura degli allocchi ingenui e creduloni. Fate
in tempo a pentirvi e crescere.

Più tardi troverete qui la spiegazione di quel video, che è
imbarazzantemente semplice. Ve l’avevo detto.

I giornalisti seri e gli ufologi seri hanno tempo di rettificare
spontaneamente i loro articoli che hanno costruito un mistero sul nulla totale
gabbando se stessi e i loro lettori. Chi non lo fa è un cialtrone e infanga
l’ufologia seria. E per chi dubita che esistano gli ufologi seri: sì,
esistono.

Qualche giorno fa avevo
scritto
un paio di cose che vorrei ricordare, perché sono utili stavolta e per
l’inevitabile prossima volta che qualcuno tirerà fuori l’ennesimo video
misterioso “autenticato”: 

  • Quando un’autorità dichiara che un video è autentico, vuol dire soltanto che
    non è stato alterato e che la sua provenienza è confermata. Non vuol dire
    che sta confermando una data interpretazione di cosa mostra.
  • Prima di teorizzare visite di extraterrestri, bisogna sempre esplorare
    sistematicamente tutte le spiegazioni alternative più banali. Questi video
    di provenienza militare di cui si parla da qualche tempo possono mostrare,
    per esempio, droni di un paese rivale (nel qual caso l’interesse dei
    militari è assolutamente ovvio), errori di interpretazione di fenomeni
    normali in circostanze insolite (un classico) o mille altre cose
    assolutamente terrestri. Ma questa ricerca richiede competenza e fatica, e
    così facendo, addio sensazionalismo, addio clic, addio attenzione mediatica.
    Per cui i cialtroni e i ciarlatani abbondano. Se abboccate senza verificare,
    siete allocchi.

Più tardi: premessa

Cominciamo dalle basi: i fatti. Da dove proviene il video degli “UFO
triangolari”? Lo ha pubblicato l’8 aprile 2021 Jeremy Corbell, un ufologo che
ha
dichiarato
che si tratta di “informazioni esplosive” e che questo è
“probabilmente il miglior video di UFO ripreso da militari, certamente fra
quelli che ho visto, ma penso anche che abbia mai visto il mondo”
. Tenete ben presenti queste parole.

Questo è il video che ha pubblicato:

La fonte originale del video è una ripresa effettuata a bordo della nave
militare statunitense USS Russell a luglio del 2019, al largo della
California, usando un dispositivo per visione notturna. Il Dipartimento della
Difesa statunitense ha
confermato
che il video è autentico (nel senso che non è alterato e proviene
effettivamente dalla USS Russell) e compare in un rapporto militare sui
fenomeni aerei non identificati, dei quali si occupa la
task force apposita, la UAPTF (Unidentified Aerial Phenomena Task Force). 

La UAPTF ha il
compito
di
“rilevare, analizzare e catalogare i fenomeni aerei non identificati che
potrebbero potenzialmente costituire una minaccia alla sicurezza nazionale
degli Stati Uniti.[…] Il Dipartimento della Difesa e i dipartimenti
militari prendono molto sul serio qualunque incursione nelle nostre aree di
addestramento o nello spazio aereo designato da parte di velivoli non
autorizzati, ed esaminano ogni segnalazione. Questo include l’esame di
incursioni inizialmente segnalate come fenomeni aerei non identificati
quando l’osservatore non è in grado di identificare immediatamente cosa sta
osservando”

In originale:
“The mission of the task force is to detect, analyze and catalog UAPs that
could potentially pose a threat to U.S. national security. […] The
Department of Defense and the military departments take any incursions by
unauthorized aircraft into our training ranges or designated airspace very
seriously and examine each report. This includes examinations of incursions
that are initially reported as UAP when the observer cannot immediately
identify what he or she is observing.”

Tenete ben presenti anche queste parole.

Questi sono i fatti indiscussi. Ora che avete tutti i fatti, invece della
versione smozzicata e sensazionalista proposta da giornalisti, ciarlatani e
cialtroni, provate a chiedervi quale possa essere la spiegazione di questo
video.

Se non volete arrovellarvi, pazientate ancora un po’. Vi lascio il tempo di
fare ricerche, informarvi e arrivare alla soluzione da soli. Così avrete anche
il tempo di incazzarvi per bene con chi vi ha raccontato fuffa.

Lo spiegone

ALLERTA SPOILER: Da qui in poi c’è la probabile spiegazione ultra-banale
del video. Se non volete scoprirla e volete continuare a illudervi che gli
alieni giochino a nascondino, non leggete oltre.

Prima di tutto bisogna conoscere la tecnologia usata per la ripresa del video.
Si tratta di un visore notturno, ossia di un dispositivo simile a una
telecamera che amplifica elettronicamente la fioca luce naturale presente di
notte.

Questi visori hanno un diaframma, ossia una barriera con
un’apertura regolabile che consente di far passare più luce o meno luce per
adattarsi all’illuminazione del momento. L’apertura del diaframma si restringe
quando c’è tanta luce e si apre quando ce n’è poca.

Lo so, sono concetti elementari per chiunque abbia mai studiato fotografia, ma
mi tocca spiegarli perché ormai non li conosce praticamente nessuno, visto che
tutti hanno in mano uno smartphone con fotocamera che fa tutte queste
regolazioni in automatico e quindi non hanno la minima idea di come funzioni
la tecnologia che usano.

Questo diaframma ha varie forme, e si trova fra il sensore (quello che
raccoglie la luce) e l’obiettivo (la lente composita che mette a fuoco
l’immagine sul sensore). Quando il diaframma è abbastanza chiuso e l’oggetto
ripreso non è a fuoco ed è puntiforme e luminoso, intorno all’oggetto si
possono formare degli aloni di luce che hanno la forma del diaframma. Questa
sfocatura si chiama, in gergo tecnico,
bokeh.

Questo effetto è spiegato bene in questo video da 4:58 in avanti:

Alcuni visori notturni hanno un diaframma semplificato, composto da tre soli
elementi. Questo fa sì che l’apertura del diaframma assuma una forma triangolare con i lati
leggermente curvi, come in questo esempio, che riguarda appunto un visore
notturno:

 

Se riguardate il video del presunto “UFO triangolare”, noterete che i lati
della sua forma sono leggermente curvi. Coincidenza interessante, vero?

 

Quindi la presunta forma triangolare potrebbe essere dovuta alla sfocatura
dell’oggetto, che sarebbe in realtà una fonte di luce puntiforme.

Notate, inoltre, che la luce del presunto “UFO” lampeggia in maniera regolare. Quale fonte di luce puntiforme lampeggiante si potrebbe mai incontrare in cielo di notte, al
largo della California? Magari quando si sta, guarda caso,
nelle vicinanze di una rotta percorsa dagli aerei di linea? Provate a
indovinare. La USS Russell stava nella zona indicata nel cerchio qui
sotto:

Gli altri punti luminosi triangolari che si vedono nel video non lampeggiano,
ma le loro posizioni corrispondono molto bene a quelle del pianeta Giove e di
alcune specifiche stelle la notte dell’avvistamento:

Tutta la questione è spiegata benissimo in questo video di Mick West, dal quale ho tratto le immagini qui sopra:

Mick West aggiunge che si può calcolare la velocità di spostamento angolare del presunto “UFO” rispetto alle stelle sullo sfondo. Se si suppone che si tratti di un aereo a 10.000 metri di quota, lo spostamento angolare (circa 1 grado al secondo) equivale a circa 400-450 nodi, ossia la velocità di un aereo di linea.

Insomma, lampeggia come un aereo di linea, si muove come un aereo di linea, è dove si trovano gli aerei di linea: suvvia, è un aereo di linea. Fine del mistero.

Ma come mai il Pentagono lo ha classificato come fenomeno aereo non identificato, assegnato all’UAPTF? Nella Marina USA c’è gente talmente scema da non saper riconoscere un aereo di linea visto di notte? 

La risposta è nelle parole esatte del compito dell’UAPTF: “include l’esame di
incursioni inizialmente segnalate come fenomeni aerei non identificati
quando l’osservatore non è in grado di identificare immediatamente cosa sta
osservando
. Qualcuno a bordo della nave ha ripreso una luce lampeggiante in cielo di notte, la Marina è in allerta a causa di sospetti droni di altri paesi che sorvegliano le attività navali militari, l’osservatore non è in grado di discriminare immediatamente e con certezza che si tratti di un aereo di linea (potrebbe essere un drone vicino), e quindi il video viene mandato all’UAPTF per il controllo. Non si sa mai.

In altre parole: il presunto “miglior video di UFO ripreso da militari […] che abbia mai visto il mondo” è semplicemente una ripresa fuori fuoco di un aereo di linea che passa e di qualche stella sullo sfondo.

Vi sentite sufficientemente presi per i fondelli dai giornalisti che ve l’hanno spacciata come una grandiosa rivelazione?

Non dite che non ve l’avevo detto. Ora capite perché sono stufo delle presunte “scoperte” degli ufologi.

E se adesso arriva qualcuno a dire “Sì, sì, ma quest’altro video non è stato spiegato!”, beh, se uno non capisce l’antifona nonostante gli esempi e gli avvisi, affari suoi: si farà prendere in giro un’altra volta. Io non intendo perderci altro tempo.

Video UFO definito “autentico”, dichiarazioni “ufologiche” di Obama: cerchiamo di capire le parole invece di fantasticare

Video UFO definito “autentico”, dichiarazioni “ufologiche” di Obama: cerchiamo di capire le parole invece di fantasticare

Ultimo aggiornamento: 2021/05/19 23:30.

Mi stanno arrivando parecchie richieste di commento su articoli come quello
del
Corriere della Sera, che parlano di un video di UFO che è stato definito “autentico” dal
Pentagono.

La faccio molto breve:
quando qualcuno dice che un video è autentico, vuol dire soltanto che non è
stato alterato e che la sua provenienza è verificata. Non vuol dire che
conferma una data interpretazione di cosa mostra.

Tipo, che so, se chiedi a George Lucas se una foto scattata sul set di
Star Wars è autentica, e lui ti risponde di sì, non è che puoi andare
in giro a dire che i Jedi esistono, Darth Vader è reale e puoi manipolare le
menti deboli usando la Forza.

Per tutto il resto, consiglio a chi volesse ancora pensare che questi video
mostrino veicoli alieni e che questo sarebbe stato confermato dal Pentagono di
leggersi attentamente le dichiarazioni originali e non i
virgolettati e gli abbinamenti farlocchi che circolano sulla stampa.

Per esempio, vediamo quali sono realmente le dichiarazioni dell’ex presidente
statunitense Obama, citate dai media con titoli come
“gli Ufo esistono e vanno presi sul serio” (che La Stampa ha
abbinato a un’illustrazione di un disco volante in stile George Adamski, giusto per levare ogni dubbio che “UFO” venga considerato giornalisticamente sinonimo di “veicolo extraterrestre”):

Vittorio Sabadin de La Stampa, dietro paywall,
scrive
che
“Obama ha dichiarato in una trasmissione televisiva che gli Ufo esistono,
si muovono in modalità che contrastano con le leggi della fisica a noi
conosciute e rappresentano un fenomeno che ‘va preso sul serio’”.
L’illustrazione è stata poi sostituita con un’altra non molto migliore.

Sapete qual è la “trasmissione televisiva”? Per scoprirlo
bisogna leggere la versione a pagamento dell’articolo. L’ho fatto io per voi.
È il Late Late Show con James Corden, spiega Sabadin. Un programma d’intrattenimento leggero. Ovviamente se un
ex presidente deve rivelare al mondo qualcosa di così importante, andrà a un
programma del genere. Mica farà un comunicato stampa o un
annuncio formale.

Già questo dovrebbe far capire che la notizia è una bufala, ma vediamo che
cosa ha detto di preciso Obama. Questo è quello che secondo Sabadin sarebbe “la cosa
importante”
delle sue dichiarazioni (fatte, ripeto, in un programma d’intrattenimento):

“Ma ciò che è vero – e in realtà dico sul serio – è che ci sono filmati e
registrazioni di oggetti nei cieli che non sappiamo esattamente cosa siano.
Non possiamo spiegare come si muovono, le loro traiettorie … Non si muovono
con uno schema facilmente spiegabile. Quindi penso che la gente prenda sul
serio il tentativo di indagare e di capire di che cosa si tratta. Ma oggi non
ho niente da riferirti.”

Avete letto le parole “veicoli extraterrestri”? Qualche riferimento
agli alieni? No. Semplicemente Obama ha detto che ci sono riprese di cose che
non si sa esattamente cosa siano. Possono essere droni di un paese
rivale (nel qual caso l’interesse dei militari è assolutamente ovvio), errori
di interpretazione di fenomeni normali in circostanze insolite (un classico) o mille altre cose assolutamente
terrestri. 

Prima di mettere in testa all’articolo un’immagine di un disco volante, bisognerebbe
essere onesti e considerare tutte queste spiegazioni molto più credibili. Ma
così facendo, addio sensazionalismo, addio clic.

Se vi interessa, questo è il video originale della trasmissione: giudicate voi
i toni della conversazione sulla quale Sabadin basa il suo articolo. La domanda non è nemmeno fatta dal conduttore, ma da uno dei musicisti, e pure ridendo.

L’articolo di Sabadin finisce con un delirio di fantarcheologia e
fantareligione:

“Da alcuni anni, una più attenta rilettura della Bibbia, dei libri di Omero e
di altri antichi testi, oltre a un’analisi priva di pregiudizi di numerosi
manufatti antichi e di resti archeologici rimasti ancora privi di spiegazione,
hanno riportato in auge l’ipotesi che esseri dotati di una tecnologia
superiore possano avere influenzato il destino dell’umanità migliaia di anni
fa, identificati come dei che andavano e venivano in continuazione dal cielo,
come ci ha tramandato ogni cultura del mondo.”

Questi sono contenuti a pagamento di un giornale, non del blogghettino del
complottista frustrato di turno. Purtroppo c’è chi campa sulla creduloneria invece di fare giornalismo.

Per tutti quelli che adesso mi diranno “sì, ma c’è questo video… sì,
ma c’è quest’altra dichiarazione…”
, scusatemi ma non vi risponderò. Vi chiedo solo una cosa: non siete stanchi di farvi prendere per il naso
dall’ennesima cialtronata basata su video sfuocati e traballanti?

Sinceramente tutti questi “annunci” e “avvistamenti” e discorsi di rivelazioni imminenti mi hanno stufato. Sono
anni che si va avanti con video sgranati e confusi, utili soltanto a
fabbricare cretinate acchiappaclic.

Abbiamo tutti in tasca telecamere HD
pronte a entrare in azione in un istante, abbiamo telecamere di sorveglianza
ovunque, abbiamo astronomi che sorvegliano il cielo 24 ore su 24, e
questi video sono il meglio che si riesce a presentare? Sul serio? Una
macchiolina? Un triangolino
che oltretutto lampeggia esattamente come un aereo? Ma secondo voi gli
alieni vanno in giro con le luci di posizione a norma terrestre?

Persino un evento totalmente inatteso come il meteoroide di Celyabinsk è stato
documentato magnificamente. Ma qui no, siamo ancora fermi alle macchioline
indistinte. E allora viene da chiedersi se per caso il problema è che c’è
qualcuno che a tutti costi vuole credere che tutte le macchioline indistinte
siano veicoli misteriosi. Quando è invece infinitamente più probabile
che siano errori di interpretazione di oggetti assolutamente banali. 

E se per caso siete fra quelli che dicono “eh, ma i militari e le autorità ci nascondono cose”, come mai ora
improvvisamente credete ciecamente a quello che dicono militari e
autorità? Non è che magari ci credete perché dicono quello che vorreste che fosse vero? 

La storia dei depistaggi passati usati dai militari e dalle autorità
per nascondere le loro attività non l’avete mai letta? Vi consiglio di
farlo. Scoprirete cose interessantissime. Scoprirete anche che i casi più clamorosi dell’ufologia sono stati
costruiti dai militari come storie di copertura o dai venditori di fuffa
per vendere, appunto, fuffa. Roswell? Copertura per nascondere i sistemi di monitoraggio dei test nucleari sovietici.
Triangolo delle Bermude? Inventato di sana pianta da Charles Berlitz. Eccetera, eccetera, eccetera. 

Evidentemente ci sono tante persone che vogliono credere alle fatine e
ci sono giornalisti che sono disposti a raccontare favole. Quando
s’incontrano nasce l’affare.

Ma non chiamatelo giornalismo, per favore.

Personalmente mi sono stancato di perdere ore a investigare ogni singolo
“avvistamento”. Si finisce per essere vittime della Teoria della Montagna di
M* (cit.): ore per indagare ogni “avvistamento”, scoprire che ha una
spiegazione banalissima, per poi trovare subito dopo che ne è uscito un altro
altrettanto vago, e si ricomincia da capo, con il solito commento strafottente “eh, però QUESTO non l’hai sbufalato!”

Per cui chi vuole continuare a pensare che ogni singolo tafano che passa davanti all’obiettivo e ogni luce all’orizzonte sia la scialuppa vagabonda di un
alieno troppo stupido per non farsi vedere
spegnendo le luci lampeggianti, faccia pure. Io non voglio perderci
altro tempo. Chiamatemi quando avrete riprese decenti. E magari chiedetevi chi
sono gli unici che guadagnano sempre quando c’è di mezzo l’ufologia.

FAQ: “Paolo, perché non credi agli UFO?”

FAQ: “Paolo, perché non credi agli UFO?”

Mi hanno fatto questa domanda talmente tante volte che mi sa che è meglio farla
diventare una FAQ. Colgo lo spunto della mail che ho ricevuto da una lettrice,
che mi ha chiesto:
“In nome di che cosa, secondo lei, gli UFO non esistono? Io non so se
esistano o no, e non ho una risposta, ma metto in possibilità l’idea che non
siamo soli nell’universo. Non crede che gli ufologi possano avere anche solo
uno 0,001% di ragione?”
.

Versione breve. Attenzione: UFO e vita nell’universo sono due questioni
completamente distinte. C’è vita nell’universo? Credo proprio di sì: non ne ho
le prove, ma la scienza mi permette di osare di sperare che ci sia. Questa vita
viene a trovarci e gli oggetti che vediamo in cielo e chiamiamo
“UFO” sono una sua manifestazione? Credo proprio di no: mancano prove
robuste e abbondano invece gli abbagli e gli imbrogli intenzionali. E se
qualcuno ha uno 0,001% di ragione, vuol dire che ha il 99,999% di torto, per cui
è meglio lasciarlo perdere.

Versione lunga. Non ho mai detto che “gli UFO non esistono” e non
mi permetterei mai di farlo, anche perché dovremmo prima metterci d’accordo su
cosa intendiamo per “UFO”: qualunque oggetto volante non identificato,
oppure specificamente un veicolo extraterrestre?

Se intendiamo un oggetto volante di qualunque genere che non è stato
identificato, la mia risposta è che gli UFO esistono eccome: un tafano che passa
davanti alla macchina fotografica, una lanterna cinese, il pianeta Giove, un
aquilone a LED, la Stazione Spaziale Internazionale sono tutti UFO se non ho
informazioni sufficienti a identificarli per quello che sono realmente.

Ma se per “UFO” intendiamo specificamente un veicolo pilotato da esseri
intelligenti non terrestri, allora la mia risposta è che non dico affatto che
non esistono: sarebbe una presa di posizione arrogante e illogica. Dico solo che
finora nessuno dei casi ufologici resi pubblici ha portato prove
sufficientemente forti, oggettive ed esaminabili. E per una cosa straordinaria
come la scoperta di visitatori extraterrestri che sono tra noi non bastano una
testimonianza di un metronotte, una foto sbiadita o un filmato di un’autopsia
aliena: servono prove con i controfiocchi. Anche perché in
ufologia i ciarlatani, i profittatori, i mitomani, i matti e i Giacobbo
abbondano, e molte persone sono sorprendentemente ignoranti su cosa c’è in cielo
e come funzionano le videocamere e le fotocamere e prendono facilmente abbagli e
vedono quello che vogliono vedere invece di quello che c’è.

Vale insomma la Legge di Sagan: affermazioni straordinarie esigono prove
straordinarie. E l’idea che intelligenze aliene scorrazzino nei nostri cieli è
un’affermazione spettacolarmente straordinaria, che come tale pretende
prove spettacolarmente forti. Che finora non si sono viste. Nessun disco volante
che atterra in uno stadio gremito davanti alle telecamere; nessun rapito da
alieni che torna a casa con un po’ di pelle di ET sotto le unghie; nessun
manufatto manifestamente non terrestre e liberamente ispezionabile da esperti.
Niente. Solo dicerie e immagini sgranate. E tante, tante, tante falsificazioni
intenzionali. Gli ufologi, troppo creduloni e troppo spesso imbroglioni, insieme
al loro codazzo di cercatori di gloria e di giornalisti propinatori di
scoop facili, hanno reso ridicola la domanda più bella e più angosciante
dell’Universo: siamo soli?

A tutti quelli che pensano a un complotto ordito dai potenti della Terra per
nasconderci l’esistenza degli alieni dico solo una cosa: non ha senso. Se una
civiltà extraterrestre avesse tecnologie talmente avanzate da poter attraversare
gli abissi fra le stelle e venirci a trovare, pensate seriamente che una
qualunque potenza terrestre potrebbe tenerla sotto il proprio controllo? Sarebbe
come pensare che una tribù di guerrieri in canoa possa prendere impunemente il
controllo di una portaerei nucleare.

A chi invece dice che la quantità di segnalazioni e di avvistamenti è di per sé
prova che qualcosa c’è, ricordo che alla stessa stregua la quantità di
segnalazioni dovrebbe farci accettare come realtà le fatine, i demoni, i
folletti, i fantasmi e il mostro di Loch Ness. Ma mille abbagli non fanno un
fatto. Io, su un tema così importante, chiedo semplicemente prove: non mi
sembra una pretesa irragionevole.

Inoltre distinguo molto nettamente la questione dell’esistenza della
vita extraterrestre nel cosmo dall’ipotesi di una visita a noi da
parte di questa vita extraterrestre. Sto con il parere prevalente della comunità
scientifica: considerato che ogni galassia ha almeno cento miliardi di stelle,
ciascuna con uno o più pianeti, e che esistono almeno cento miliardi di
galassie, è statisticamente molto improbabile – quasi assurdo – che siamo
l’unica forma di vita intelligente nel cosmo. Non c’è nulla di speciale o di
raro o irripetibile in quello che è successo sulla Terra e che ha portato alla
nostra evoluzione ed esistenza attuale. Nulla vieta che sia successo altrove. Ma
abbiamo le prove che sia successo? No. Non ancora. Ma le stiamo cercando.
Guardiamo l’immensità di quei miliardi di miliardi di mondi e ci sentiamo soli.
L’idea che sia tutto deserto rasenta il blasfemo.

Siamo la prima generazione, in tutti i millenni di storia umana, che ha gli
strumenti tecnici per guardare al cielo e trovare la risposta a quella domanda
meravigliosa e inquietante. Oggi siamo in grado di visitare i mondi vicini e
vedere quelli lontani anni luce ed esplorarne le atmosfere alla ricerca dei
segni chimici della vita. Possiamo captare segnali di civiltà tecnologiche
all’altro capo della nostra galassia e possiamo anche noi mandare i nostri primi
incerti messaggi in bottiglia via radio. Non sprechiamo quest’occasione.

I problemi dell'ufologia, spiegati con un quiz

I problemi dell’ufologia, spiegati con un quiz

Ieri ho lanciato un quizzello su Twitter:

 

Molti di coloro che hanno risposto hanno teorizzato macchie sull’obiettivo
oppure oggetti sul vetro della finestra attraverso la quale sarebbe stata
scattata la foto; altri hanno ipotizzato droni o semplicemente fotoritocchi.
Alcuni si sono lasciati distrarre dal bianco e nero e hanno pensato a una foto
d’epoca. Altri ancora hanno pensato che si trattasse di una nave sul mare.
Insomma, le ipotesi non sono mancate.

Ma come avevo preannunciato, in realtà la foto contiene tutti gli elementi
necessari per la sua spiegazione. 

Primo, la località. In basso a sinistra si nota il profilo molto particolare
del Duomo di Pavia. Per cui la città è Pavia.

Conoscendo la storia della città, è abbastanza facile dedurre che non può
trattarsi di una foto d’epoca perché manca la Torre Civica accanto al Duomo.
La Torre, infatti, crollò nel 1989; la notizia fece grande scalpore.

Bisogna infatti fare attenzione agli automatismi mentali che usiamo quando
guardiamo una foto. Se è in bianco e nero, facilmente ci viene da pensare che
sia una foto antica; viceversa, se è a colori diamo per scontato che sia
recente. 

Per esempio, direste mai che la foto qui sotto risale a
oltre cento anni fa? È del 1915 (grazie a pol per la segnalazione).

Alcuni hanno teorizzato un oggetto in realtà altamente improbabile: un
dirigibile. L’idea che un dirigibile sorvoli Pavia in tempi recenti sembra
assurda, ma in realtà è successo proprio ieri: un dirigibile marchiato
Goodyear sta infatti sorvolando buona parte del nord Italia.

Però questa è una notizia che molti ieri non hanno visto; immaginate quanto
sarà difficile sapere questo dettaglio fra dieci o vent’anni, quando questa
foto sarà ancora in giro. Questo è uno dei problemi fondamentali
dell’ufologia: la mancanza di dati, spesso irrimediabile, che permetterebbe
spiegazioni e demistificazioni.

C’è poi da considerare che in ufologia gioca un ruolo importante anche la
manipolazione intenzionale. Molti “ufologi” sono ciarlatani che fabbricano
foto false. Anche la foto del quiz è un “falso”: infatti l’originale in realtà
è a colori ed è una porzione volutamente sfocata di un video.


Per questo è importantissimo esigere che chi ha fatto la foto o il video
renda disponibile l’originale e ci si deve rifiutare di fare qualunque analisi
su copie di copie di copie. Il fatto stesso di non mettere a disposizione
l’originale va considerato sintomo di probabile ciarlataneria. Nel caso che
presento qui, se io avessi pubblicato direttamente il video originale il
mistero non sarebbe neanche nato.

Questo piccolo esperimento mostra quanto è facile creare una foto ufologica
senza neppure ricorrere a fotomontaggi, e quanto lavoro di informazione e
deduzione occorre per scoprire la spiegazione di una singola foto.

È per questo motivo che non è giusto dire
“ah, ma questa non l’hai spiegata, quindi il fenomeno è reale”. No.
Semplicemente in tantissimi casi mancano tempo e informazioni sufficienti a
spiegare, per cui non si può affermare nulla. Non si può dare una
spiegazione certa, ma allo stesso tempo e per lo stesso motivo non si può dire
“è un veicolo alieno”

Ed è per lo stesso motivo che non si può perdere tempo a investigare
approfonditamente ogni singola foto sgranata e priva di contesto che viene
segnalata: si finirebbe per essere sommersi dalla fuffa.

Grazie a tutti per aver partecipato: spero che vi siate divertiti. Ringrazio
anche mio figlio Simone che ha registrato il video.

 

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