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Ci vediamo a Perugia il 31 per parlare di UFO: trucchi, inganni e speranze?

Ci vediamo a Perugia il 31 per parlare di UFO: trucchi, inganni e speranze?

Fonte: Neatoshop.

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Siamo davvero soli nell’Universo o semplicemente siamo male accompagnati? La sera del 31 ottobre (lunedì) alle 21:30 sarò a Perugia, alla sala del POST (Perugia Officina per la Scienza e la Tecnologia), in via del Melo 34, per provare a rispondere con dati scientifici ed esempi pratici a questa domanda e ai vari misteri veri e presunti della vita extraterrestre.

Nello stesso luogo il 12 novembre ci sarà Corrado Lamberti, astrofisico e divulgatore scientifico, già direttore della rivista L’Astronomia e le Stelle insieme con Margherita Hack; il 26 novembre ci sarà l’astronomo e divulgatore scientifico Bruno Moretti Turri, per parlare del progetto SETI di ricerca di vita intelligente extraterrestre, e il 3 dicembre parlerà di pianeti extrasolari Daniele Gasparri, laureando in astronomia all’università di Bologna, divulgatore scientifico, autore di quattro libri a tema astronomico e Presidente dell’Associazione Astrofili Paolo Maffei Perugia.

L’ingresso alla conferenza è gratuito (l’apericena è a parte); è gradita richiesta la prenotazione. Per tutti i dettagli, contattate gli organizzatori: www.astrofilimaffei.it oppure info@astrofilimaffei.it. Il numero diretto da chiamare per la prenotazione è 075 5736501.

La serata verrà trasmessa in streaming in diretta su Ustream qui.

Video: dagli UFO ai complotti spaziali

Video: dagli UFO ai complotti spaziali

Il 6 maggio scorso ho partecipato al Convegno nazionale del CICAP intitolato
“Siamo soli nell’universo? Alla ricerca della vita, fra mito e realtà”
presso l’Aula Magna dell’Università dell’Insubria, a Como, e ho parlato di una
categoria di avvistamenti molto particolari: quelli attribuiti agli
astronauti. Gente che conosce bene lo spazio e le cose che volano in atmosfera
e fuori dall’atmosfera e che per questo viene spesso ritenuta particolarmente
attendibile. E in effetti gli astronauti sono attendibili in questo
campo; il problema è che chi riferisce le loro parole lo è parecchio meno.

Se vi interessa saperne di più e vedere i risultati delle mie ricerche su cosa
si dice che abbiano detto e fatto gli astronauti in materia ufologica e su
cosa hanno realmente detto e fatto, è stato pubblicato oggi il video.

Se vi chiedete il perché della mia strana posa china in avanti, non è una mia brutta imitazione di Quasimodo nel Gobbo di Notre Dame o un problema di mal di schiena, ma solo una soluzione veloce per stare vicino al microfono e consentire la registrazione del mio intervento. Buona visione.

Borghezio vuole desecretare le info sugli UFO

Borghezio vuole desecretare le info sugli UFO

Leggo sul
Corriere
che l’europarlamentare Mario Borghezio e Massimo Teodorani oggi tengono una
conferenza stampa all’Europarlamento per chiedere
“la declassificazione dei documenti relativi agli Oggetti Volanti Non
Identificati”
.

L’articolo, a firma di Flavio Vanetti (per gli amici
“UFO Kinder”), spiega che Borghezio chiede all’Europarlamento di costituire
“un osservatorio congiunto in tema di UFO” e
“l’apertura degli archivi pubblici sugli UFO e la desecretazione da parte
degli Stati membri, per consentire ai cittadini e ai mass media la pubblica
fruizione di tutti i documenti”
.

Vanetti cita anche l’ex ministro canadese Paul Hellyer come se fosse un
testimone autorevole, tralasciando di dire che Hellyer
sostiene che
“I militari degli Stati Uniti stanno preparando armi che potrebbero essere
usate contro gli alieni e potrebbero coinvolgerci in una guerra intergalattica
senza darci neanche un preavviso”
. Non guerra interplanetaria o interstellare, ma guerra intergalattica,
addirittura. I militari USA fanno fatica a combattere contro i guerriglieri
afghani, ma per l’ex ministro ottantatreenne sarebbero in grado di sostenere una
guerra addirittura con entità capaci di attraversare gli abissi fra le galassie.
Hellyer, insomma, pare proprio uno con i piedi per terra.

Comunque ben vengano una maggiore trasparenza e una più ampia desecretazione dei
documenti riguardanti gli UFO: mi chiedo, però, se gli ufologi hanno riflettuto
bene sulle implicazioni della loro tesi riguardo l’esistenza di dossier segreti
che dimostrerebbero rapporti fra i militari e gli extraterrestri.

Ragioniamo un attimo. Se i governi davvero tengono la popolazione all’oscuro
riguardo le visite degli alieni, è abbastanza evidente che lo fanno con il
consenso dei suddetti alieni. Una civiltà capace di attraversare gli spazi
interstellari (o intergalattici, peggio ancora) per venirci a trovare deve
giocoforza avere a disposizione tecnologie rispetto alle quali la nostra fa la
figura delle lance e le frecce dei Na’vi di Avatar. I governi terrestri
non sarebbero certo nella condizione di poter dire agli alieni di non farsi
vedere e di limitarsi a
rapire qualche metronotte
e
inseminare qualche donna
ogni tanto, se gli extraterrestri non fossero d’accordo. Giusto?

Quindi l’occultamento, il grande cover-up internazionale di cui parlano i
sostenitori delle visite extraterrestri, se esiste,
è voluto dagli extraterrestri stessi. Cari ufologi, siete sicuri che sia
una buona cosa andare contro il volere di esseri superintelligenti e
superpotenti e chiedere di rivelare quello che loro non vogliono che sia
rivelato? Confido che Borghezio, Hellyer, Teodorani non abbiano la pretesa di
fare scelte più sagge di quelle di una civiltà interstellare.

Buona riflessione.

Liveblogging: gli Scettici Allegri al convegno ufologico di Lugano: difendersi dai rapimenti alieni con un sorriso (e qualche ospite a sorpresa)

Liveblogging: gli Scettici Allegri al convegno ufologico di Lugano: difendersi dai rapimenti alieni con un sorriso (e qualche ospite a sorpresa)

L’articolo è stato ampiamente aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Ultimo aggiornamento: 2010/07/09 (reimpaginazione 2022/07/04). Photo credit:
AT =
Studio Fotografico Andrea Tedeschi, per gentile concessione.

Come
preannunciato, oggi a Lugano Paradiso si tiene un convegno nel quale, fra le altre
chicche, ci saranno Tom Bosco (Nexus Italia), che parlerà di scie chimiche,
Antonio Urzi, che parlerà di UFO e flotillas e Giorgio Pattera, che
parlerà dei rapimenti alieni a ripetizione subiti dal signor Zanfretta.

Io e alcuni membri della Società degli Scettici Allegri saremo lì per
ascoltare pacificamente cosa si dice in questi convegni, vedere quale tipo di
persona li frequenta e raccontarvi il tutto dal vivo in questo blog.

Se vi interessa partecipare al convegno,
il programma è qui; se volete unirvi a noi, ci troveremo alle 15 davanti all’Hotel Eden di Riva
Paradiso 1, a Paradiso. Dopo le relazioni degli oratori ci sarà tempo per
mangiare un boccone insieme e poi partecipare alla sessione di domande del
convegno dalle 20.30 in poi.

I sostenitori più accesi delle scie chimiche
minacciano incursioni
decisamente meno allegre della nostra; staremo a vedere se vogliono rendersi
ridicoli da soli e screditare anche l’ufologia seria. Sì, perché
esiste un’ufologia seria: quella che non corre in giro gridando al
mistero come un gallina decapitata per ogni manciata di pixel sgranati e per
ogni tafano che passa davanti all’obiettivo, ma esamina, documenta, cataloga,
chiede i documenti originali e pubblica e condivide il materiale. E sbufala i
cialtroni che si presentano
spacciando per UFO le sorprese della Kinder
invece di abbracciarli senza esitazioni (qui
l’analisi di un fototecnico professionista).

Nel frattempo gli sciachimisti offrono una bella dimostrazione di apertura al
dialogo e di tolleranza delle opinioni altrui:

  • Il “Comitato Tanker Enemy”, ossia Rosario Marcianò, richiede a
    Youtube di rimuovere i video che ne rivelano comportamenti e affermazioni
    imbarazzanti adducendo inesistenti violazioni del copyright, con l’intento
    di far rivelare a Youtube i nomi di chi li ha pubblicati e inserirli nelle
    tragicomiche
    liste di proscrizione
    dei sostenitori delle “scie chimiche”, come potete leggere nei commenti qui
    sotto (i dettagli saranno in un articolo separato);
  • ci accusano di furto (come se a noi interessasse rubare la loro
    paccottiglia);
  • e fanno sospendere, adducendo motivazioni inesistenti, anche l’asta di
    beneficenza su eBay in cui ho offerto il mio cappellino CIA indossato dal
    loro guru, Rosario Marcianò, il cui ricavato sarebbe andato all’AMREF e al
    RAWA. La richiesta di sospensione viene specificamente da Marcianò, che
    se ne vanta pure:

Un’altra bella serie di autogol, insomma. Nessun problema: i video e l’asta
torneranno (aggiornamento qui sotto), insieme a qualche sorpresa; sempre
all’insegna della scienza divertente, perché il miglior antidoto contro questi
menagramo che vogliono incutere terrore è una sana risata in compagnia,
condita dal piacere della conoscenza e da una buona mangiata. A dopo!

15:45

Non ci prendiamo troppo sul serio e vogliamo rassicurare tutti sulle nostre
intenzioni non ostili.

Eccoci arrivati in sala e collegati a Internet. La sala è quasi piena, molto
più di quella di Milano di pochi giorni fa. È chiaro che abbiamo sbagliato
mestiere: a dieci franchi svizzeri a testa (circa sei euro), gli ufologi hanno
capito tutto.

Siamo chiaramente attesi. Alcune delle persone presenti al convegno di Milano,
in particolare Max (l’organizzatore del convegno milanese) e Vibravito, ci
hanno già dato il benvenuto riprendendoci ossessivamente con dozzine di
telecamere, manco fossimo degli alieni. Ops, paragone sbagliato.

Lo spettacolo comincia subito: sta parlando un ufologo che dice che Eisenhower
incontrò gli alieni. E chi glielo va a dire che l’immagine è tratta dal
Weekly World News, una delle più belle pubblicazioni-burla della
storia, paragonabile come credibilità a Novella 2000 o Stop? Io
no di certo, e infatti nessuno del pubblico lo fa notare. Il font e la grafica
sono riconoscibilissimi.

Ecco una pagina classica del mitico Weekly World News: Hillary Clinton
sceglie Bigfoot come candidato alla vicepresidenza USA, telecamere montate su
mosche, alberi che fumano sigarette, e altre perle.

16:00

Pausa. La sala si vuota. Fa un caldo impossibile.

16:15

Ha iniziato a parlare Tom Bosco. La sala non è più piena come prima, ma il
pubblico è comunque ragionevolmente numeroso e tanto ormai l’incasso è fatto.

Candida Mammoliti e Tom Bosco. Credit:
AT.

Il repertorio della relazione è il solito. Anche Bosco sostiene che l’umidità
relativa atmosferica debba essere del 70% per formare scie di condensa, il che
è falso: per formarle, a patto che la temperatura atmosferica sia abbastanza
bassa, è sufficiente il vapor acqueo che si crea nei motori col processo di
combustione. Afferma di aver misurato la quota degli aerei e di averla trovata
a 2500-3000 metri. Cita le “misurazioni” telemetriche di Marcianò, ma senza
farne il nome. Dice di essere pilota con
“brevetto di pilota commerciale americano.” E di essere un ex militare.
E allora come ci possiamo fidare?

Come fa a misurare le quote degli aerei? A occhio, perché lui è un ex militare
allenato a stimare la quota degli elicotteri. Che per lui è la stessa cosa.
Sarà.

Dice che in Europa le scie chimiche sono iniziate nel 1999 e che in Croazia
sono iniziate proprio quando il paese ha chiesto di entrare nella Nato.

Mostra la famosa
foto dell’interno del tanker, ma ha il buon gusto di dire che è una cantonata (video qui
grazie a il Peyote). Non dice che gli sciachimisti l’hanno ammesso soltanto
dopo che sono stati sbugiardati dagli scettici che loro tanto disprezzano,
ossia da coloro che s’informano prima di dire scemenze e fanno la cosa più
banale del mondo: cercare di non farsi prendere per il naso.

Mostra una foto sgranata di un aereo e ne indica un “pod”, un oggetto
misterioso appeso sotto le ali, circa a metà della loro lunghezza, come quello
che ci sarebbe stato sotto uno degli aerei dell’11 settembre. Santo cielo,
Bosco è ancora fermo alla teoria del “pod” che persino i complottisti
come Mazzucco hanno abbandonato da tempo (lo sbufalamento di Undicisettembre è
qui).

Peccato che l’aereo mostrato da Bosco sia semplicemente un aereo di linea
russo, per esempio un
Tupolev Tu-154
come quello qui sotto, noto guarda caso per il fatto che
il vano del carrello è un oggetto allungato grosso modo a metà delle ali. Strano che un pilota non sappia nulla di una delle più famose categorie di
aerei di linea, in servizio da decenni.

Anche i “cani solari” e i
“fenomeni di diffrazione decisamente singolari” dovrebbero essere
rarissimi ma non lo sono alle nostre latitudini, e questo è “sinistro”.
Quantificare questo fenomeno? Dare dei dati precisi, del tipo “prima era così,
adesso è cosà”? Neanche per sogno.

La Nasa pubblica libretti progettati per l’“indottrinamento” dei
bambini, che dicono che le scie persistenti sono normali. Vengono introdotte
immagini di scie anche nelle pubblicità e e persino nei cartoni animati, come
Cars e La Gang del Bosco, così la gente
“a livello subliminale registra queste immagini” e s’indottrina.

Lamenta che la sua auto è coperta spesso da pulviscolo e che questo è strano.
Trattenere le risate è difficile.

Credit: AT.

Sali di bario e solfato d’alluminio sarebbero i principali componenti di
questa polvere. Non viene mostrata nessuna analisi.

Anche lui presenta i filamenti strani, dicendo che Pattera li spiegherà.
Sarebbe “materiale insolito” e sicuramente “tecnologico”.

Arriva HAARP. Sarebbe un “cannone ionosferico”, che servirebbe
“tra le altre cosucce” a “influenzare il clima” fino a produrre
siccità e innescare terremoti. Produrebbe “gigawatt”.

Immagini di hole punch cloud. Sfida “qualunque meteorologo” a
spiegarle. Già fatto.

Immagini di nubi mammatus:

Bosco passa al cambiamento climatico. Che c’entra con le scie chimiche? Non lo
sapremo, perché gli finisce la batteria del laptop. Sarà colpa degli Ufo che
prosciugavano l’energia della batteria, come raccontava il relatore precedente
a proposito della sua videocamera?

Dice che sono in corso cambiamenti climatici sul Sole, su Saturno e su Marte.
Cosa vuol dire, che anche lì passano gli aerei chimici dei militari americani?
Accidenti quanto sono avanti!

Corre per evitare che gli muoia la batteria del PC. Quella del suo puntatore
laser è già andata. L’organizzazione del convegno è decisamente dilettantesca.
Mostra foto di Ufo in concomitanza con scie. Sono solo puntini, nessun
dettaglio, ingrandimenti esasperati. Potrebbero essere mosche, uccelli,
qualunque cosa, ma Bosco mostra soltanto un F-117 Stealth come possibile forma
corrispondente. Corrispondente a una macchiolina informe? Il pubblico frena a
stento l’entusiasmo:

Credit: AT.

Parla di aerei mascherati e di scie senza aerei. Cita l’auto invisibile dei
film di James Bond come prova. Fa collegamenti con l’11 settembre: anche lì
visti Ufo e velivoli fermi in cielo.

17:00

Fine relazione. Pausa. Parla un relatore francese, che si esprime in inglese e
viene tradotto (si fa per dire) da Tom Bosco. Già la relazione è soltanto una
serie di aneddoti; sentirla al ralenti e due volte a causa della
traduzione è di una noia mortale.

18:00 – Il rapimento alieno

Inizia Pattera, che parla del caso di Pier Fortunato Zanfretta (metronotte che
dichiara di essere vittima di rapimento alieno ripetuto) presentando un
filmato d’epoca della Rai, che ci viene chiesto di non riprendere con la
videocamera. Obbediamo riprendendo il pubblico, anche se come giornalista il
diritto di cronaca e di citazione mi consentirebbe comunque la ripresa.

Il filmato è una soporifera ricostruzione del “rapimento alieno” di Zanfretta
che sembra un incrocio fra Star Trek turco mischiato a una telenovela,
con una recitazione trash impagabilmente quanto involontariamente
tragicomica. Ma davvero la Rai partoriva spazzatura di questo genere? A parte
i momenti trash, con tanto di mostro alieno di cartapesta (foto qui
sotto), resistere al sonno è difficile. Almeno Marcianò fa ridere.

Immagini pubblicate in forma degradata e in conformità all’Art. 10 della
Convenzione di Berna (diritto di citazione).

Alcuni brani sono da antologia. Vengo richiamato fulmineamente perché ne
riprendo uno spezzoncino particolarmente demenziale. Ma almeno qualche foto
fatta allo schermo ve la devo presentare, altrimenti nessuno crederà quanto
sia ridicola la proiezione. Sarà mica questo il vero motivo per il quale non
consentono riprese? La storiella del diritto d’autore che hanno addotto è
infatti una sciocchezza bella e buona. Se finisce su Youtube, la
responsabilità è di chi la mette su Youtube, mica di Pattera o Mammoliti.

Vengono mostrate, sempre nel filmato Rai, le sessioni di ipnosi regressiva
alle quali Zanfretta fu sottoposto dopo il “rapimento” per farglielo
rievocare, con tanto di spilloni che gli trapassano la pelle della mano.
Persino il medico che conduce le sessioni d’ipnosi specifica chiaramente che
il paziente è sincero nel descrivere quello che crede di aver visto, ma
si guarda bene dal dire che Zanfretta ha davvero visto i mostri alieni.


Aggiornamento 2010/07/09. La registrazione integrale della
trasmissione Rai mostrata al convegno è disponibile
qui su Rinodistefano.com. Se è disponibile lì a chiunque, perché fare tante storie sul diritto
d’autore per vietare le riprese? Mah.

18:40

Finalmente termina il filmato. Pattera fornisce ulteriori dettagli, ma è tutta
una serie di
“si dice”, “un amico di cui non posso rivelare il nome”, “un procuratore di
cui non ricordo il nome”

(citazioni non letterali): di dati concreti nulla.

La perla finale? Pattera afferma che è importante che il lavoro di ricerca sul
caso Zanfretta non sia
“un tentativo di fare un libro che porti a casa dei soldi a qualcuno”.
E se lo dice lui, c’è da fidarsi:

Pattera al banchetto di vendita del suo libro a 18 euro, durante il convegno
di Lugano. Photo credit: Rodri Van Click.

Pattera aggiunge che Zanfretta
“non ci ha guadagnato niente, ci ha solo rimesso”. Altri sembrano
essere stati più fortunati.

18:55

Fine relazione. La Società degli Scettici Allegri va a cena a commentare e
stare in compagnia.

21:10

Rientriamo in sala per la sessione finale. La sala è semideserta. Manca
persino Candida Mammoliti, padrona di casa e organizzatrice del convegno, o
almeno così dice Pattera. Dell’astronauta Paolo Nespoli, la cui presenza era
prevista dal programma con un furbesco “possibile” di precisazione,
manco l’ombra. La prossima volta che faccio una conferenza, devo ricordarmi di
annunciare la “possibile presenza” di Cicciolina e di Brad Pitt.

Tom Bosco è presente e ascolta Pattera che presenta altri dettagli degli esami
psicologici svolti sul povero Zanfretta, ipnosi compresa. La descrizione è
talmente soporifera che alcune persone (non dei nostri) chiacchierano fra
loro. Il programma prevedeva che dopo cena ci fosse lo spazio per un
dibattito, non un monologo dei relatori.

Pattera mette in relazione i colori con i livelli spirituali, con un discorso
farcito di termini psicologici e neurologici a vanvera che fa inorridire la
psicologa degli Scettici Allegri.

Sala quasi deserta. Credit: AT.

21:30.

Pattera continua a parlare senza concludere nulla di significativo. Si
sofferma anche a disquisire sul numero di ventose che avrebbero gli alieni di
Zanfretta sulle mani rispetto agli alieni di Roswell. Non sembra proprio che
qui si voglia dare spazio alle domande, neanche a quelle del pubblico amico,
figuriamoci a quelli dei dubbiosi. Un ottimo metodo per non dover fare i conti
con un contraddittorio. Il tedio ha il sopravvento su alcuni presenti.

Credit: AT.

Pattera dice che Zanfretta ha un oggetto che gli è stato consegnato dagli
alieni. Lo tiene in una caverna che secondo Pattera è un passaggio verso
“un’altra dimensione”. Mostra un disegno che ricostruisce la forma
l’oggetto, che sempre secondo Pattera doveva essere consegnato a
“Heineken”. Giuro.

Si blocca. Ha un dubbio. Non ricorda il nome. A lungo. Poi finalmente gli
sovviene il nome giusto: “Hynek!”. Che è soltanto
il nome del più illustre ufologo della storia. È come se un insegnante
di storia si dimenticasse il nome del piccoletto che ha perso a Waterloo. La
fetta ancora cosciente del pubblico ride.

Pattera cita come fonte probatoria il National Enquirer (altro giornale
scandalistico famosissimo; tanto vale citare Le Ore come manuale di
ginecologia) e altri articoli di giornale. Ma se c’è l’oggetto alieno, perché
perderci con tutti questi dettagli vaghi? Non possiamo esaminare l’oggetto e
tagliare la testa al toro? Avremmo in mano la prova provata, oggettiva,
tangibile, delle visite aliene; gli ufologi dimostrerebbero all’universo mondo
che hanno ragione e che gli scettici avevano torto. Infatti è quello che
all’alba delle dieci meno dieci gli chiede il pubblico quando finalmente viene
dato spazio alle domande, dopo l’applauso più tiepido della storia.

Pattera tergiversa e adduce una serie di spiegazioni assurde: gli alieni hanno
vietato ad altri di vedere l’oggetto, alcune persone hanno provato a pedinare
Zanfretta verso la caverna ma sono state seminate. Pattera dipinge il povero
Zanfretta come un imbecille, dicendo che è incapace persino di usare una
macchina fotografica per documentare l’oggetto. Si scaglia tanto contro gli
scettici che non credono alla sua storia, ma forse non si rende conto che il
primo a dare dell’idiota a Zanfretta è proprio lui.

Qualcuno del pubblico formula la stessa domanda che era venuta spontanea a uno
dei miei figli nel raccontargli la storia di Zanfretta: ma perché gli alieni
continuano a rapirlo e poi rilasciarlo subito dopo, invece di tenerselo una
volta per tutte? Risata generale. Pattera risponde seccato con una battuta:
preferirebbe che rapissero qualcuno del CICAP, per levarselo di torno.
Autogol: una buona metà dell’esiguo pubblico ribatte “Almeno!”, visto
che un rapimento alieno di un membro CICAP permetterebbe anche agli scettici
di confermare le tesi ufologiche e di non essere più bersagliati da insulti
per aver osato chiedere prove concrete.

Io a questo punto me ne devo andare per sopraggiunti limiti di
tedio*, ma altri amici più resistenti di me rimangono. Quello che
succede in mia assenza dovrà aspettare l’arrivo dei resoconti video.
Garantisco, stando alle prime voci, che ne vale la pena. Intanto godetevi le
altre immagini scattate dal fotoreporter Andrea Tedeschi,
qui.

* Non avrei voluto scriverlo perché la mia vita privata è affar mio,
grazie, ma visto che ci sono anime piccole che mi accusano di essere fuggito
pavidamente per evitare il periglioso confronto, aggiungo che dovevo andare
a prendere mio figlio Liam a una festa a quell’ora e avevo ingenuamente
osato sperare che la sessione di domande non sarebbe iniziata con quasi
un’ora e mezza di ritardo sul programma.

L’ospite che non fu: il colonnello Giuliacci

La prolissità interminabile degli oratori e la scelta molto discutibile di
differire tutte le domande al dopocena e di riempire lo spazio delle domande
con altri cinquanta minuti di conferenza di Pattera hanno impedito una
partecipazione che avrebbe sicuramente dato spunti interessanti per tutto il
pubblico, scettico o credenti: quella del colonnello Mario Giuliacci, noto
meteorologo del Centro Epson Meteo (sue le previsioni meteo al TG5; foto qui
accanto, tratta da
Wikipedia).

Giuliacci, insieme a un altro collega del Centro, mi aveva infatti dato la
sua disponibilità a partecipare telefonicamente al dibattito per rispondere
alle asserzioni presentate dai relatori e alle domande del pubblico: durante
il convegno, Tom Bosco ha appunto sfidato “qualunque meteorologo” a
rispondere alle sue tesi, e questa sarebbe stata l’occasione per raccogliere
la sfida e dare al pubblico anche l’altra campana oltre a quella dei
relatori.

Io e gli Scettici Allegri avevamo a disposizione tutto il necessario per far
ascoltare la telefonata ai presenti. Ma non mi è sembrato corretto abusare
della disponibilità di Giuliacci e del collega oltre una cert’ora, per cui
pubblico qui il commento del colonnello sul tema generale delle scie
chimiche, mandatomi per l’occasione:

Le scie di condensazione sono un fenomeno noto da almeno 60 anni, ovvero da
quando gli aerei a reazione si sono spinti fino a quote di 8000-10000 metri
ove le temperature abbondantemente sotto zero (fino a meno 50/60 gradi)
provocano la immediata condensazione del vapore acqueo emesso come prodotto
di combustione sotto forma di nube visibile appunto come scia. Quindi il
fenomeno non ha nulla di misterioso né vi sono rischi per la nostra
salute.

L’umidità dell’aria a quelle quote è importante ai fini della persistenza
delle scie: se l’umidità è molto scarsa, le scie evaporano quasi
all’istante; con umidità superiore al 70% le scie invece persistono per vari
minuti o ore, a seconda della intensità e della turbolenza del vento nella
alta atmosfera. Tuttavia nel costante “chiacchiericcio“ in atto sulle scie
di condensazione da almeno 2 anni, destano meraviglia, stupore e anche
preoccupazione due aspetti:

  1. La protervia con cui alcuni gruppi insistono nel sostenere una tesi,
    quelle delle scie chimiche, priva di qualsiasi supporto scientifico,
    sostenendo addirittura complotti di militari contro il clima e
    l’ambiente, con i propri governi che sarebbero gli unici a non essere a
    conoscenza di tali complotti.
  2. Il silenzio sulla vicenda da parte dei supremi organi scientifici
    nazionali e delle strutture militari chiamate in causa. Un silenzio
    probabilmente dovuto al fatto che si intende, giustamente, ignorare
    teorie prive di qualsiasi scientificità, ma che in questa particolare
    vicenda ovviamente contribuisce ad alimentare la tesi delle scie
    chimiche.

Bene, sciachimisti: questa è una posizione formale di un meteorologo. Di uno
che il cielo lo conosce per lavoro, non per sentito dire. Le “scie chimiche”
non hanno nessun supporto scientifico. Tutto quello che avete presentato fin
qui come presunta prova è fuffa. Ve la sentite di dargli del bugiardo?

Sciachimismo soft

Tom Bosco è stato estremamente felpato nelle sue affermazioni. Nessuna
accusa a piloti e controllori di volo o militari, italiani o stranieri
(anche se la loro omertosa complicità è implicita nelle sue tesi); nessun
accenno significativo a malattie come il Morbo di Morgellons e altri dogmi
dello sciachimismo estremo.

L’unica novità interessante è che Bosco sostiene che alcuni dei fenomeni
insoliti che gli sciachimisti osservano in cielo sono sì spiegati dalla
meteorologia, e questo parrebbe già un passo avanti, ma sono comunque strani
perché sono diventati troppo frequenti. Troppo rispetto a cosa, a quando o a
quanto, Bosco non lo dice. Di cifre e dati concreti, manco l’ombra.

È un classico espediente del cospirazionismo: lo
Spostamento dei Paletti. Prima sostenevano che i fenomeni che
osservavano in cielo erano impossibili da spiegare come fenomeni naturali;
poi, a furia di essere sbufalati da chi segnalava che erano invece fenomeni
ben noti alla meteorologia e all’aeronautica, hanno cambiato versione.
Adesso i fenomeni sono ben noti, ma sono diventati troppo ricorrenti.

Un’esperienza da fare una volta nella vita. Due no

Il simposio di Lugano è stato decisamente tedioso, ma è stato utile per
rendersi conto concretamente di cosa viene detto in raduni come questi: un
sacco di aria fritta. Una volta esaminate con occhio distaccato le ore di
discorsi, ci si accorge che sono soltanto parole in libertà partorite da un
abuso esagerato di paroloni pseudoscientifici, disseminati a casaccio in una
narrazione senza capo né coda; che i video sono dilettanteschi e proposti
senza alcuno spirito critico; che gli oratori sono prolissi, impreparati e
inconcludenti fino all’esasperazione; e che i contenuti concreti sono zero.

Finché non ci si va, non ci si rende conto davvero del vuoto pneumatico che
permea questi convegni. Per cui andateci. È l’unico modo per capire perché
l’ufologia e lo sciachimismo non vengono presi sul serio: perché di serio
non hanno niente, ma proprio niente. Vedere per (non) credere.

Torna all’asta il cappellino indossato da Marcianò

Eccolo qui, nonostante i tentativi di boicottaggio.

L’oggetto alieno è made in Japan?

Dyk74 mi segnala una chicca: secondo lui, i simboli extraterrestri
dell’oggetto alieno sono stranamente simili ai caratteri giapponesi in stile
Hiragana. Sarà un caso? Noi di Noiager crediamo di no.

UFO, scie chimiche e rapimenti alieni a Lugano il 25/4: piloti di linea, sabato a Lugano vi accuseranno di avvelenamento di massa, venite a ridere un po’?

UFO, scie chimiche e rapimenti alieni a Lugano il 25/4: piloti di linea, sabato a Lugano vi accuseranno di avvelenamento di massa, venite a ridere un po’?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo
aggiornamento: 2022/07/04 22:00.

Vi ha divertito il racconto del convegno sulle “scie chimiche” di Milano e vi
rammaricate di non esserci stati? Tranquilli: sabato 25 aprile si replica, e
siete tutti invitati. Specialmente se siete piloti civili o militari, perché
c’è gente che vi accusa di partecipare omertosamente a un avvelenamento di
massa della popolazione tramite irrorazioni fatte dagli aerei che pilotate.
Cattivi, cattivi!

Il 25 si terrà infatti a Lugano Paradiso un convegno, organizzato dal
Centro Ufologico della Svizzera Italiana, dedicato all’ufologia e allo spazio. Il programma è
scaricabile qui, e fra gli ospiti figurano Tom Bosco, direttore di
Nexus Italia, che alle 15.30 verrà a parlare sul tema
“Le scie chimiche e l’ufologia moderna”.

Per chi non lo sapesse, le “scie chimiche” sarebbero le scie lasciate dagli
aerei, che non sarebbero contrail (scie di condensa) come vogliono la
meteorologia e l’aeronautica, ma irrorazioni di veleni su vastissima scala,
perpetrate con l’omertosa complicità dei piloti di tutto il mondo, che sanno,
vedono e tacciono.

Se vi va di rispondere con garbo e competenza a queste accuse pubbliche di
sterminio fatte dai sostenitori di queste tesi o semplicemente volete farci
sopra due risate, venite con noi, oppure partecipate telefonicamente
(mandatemi a
topone@pobox.com un
numero dove chiamarvi in diretta). Io bloggherò l’evento in diretta qui, e al
simposio ci sarà buona parte della Società degli Scettici Allegri. I meno
allegri Tifosi della Morte Imminente hanno annunciato che interverranno con il
loro
consueto garbo, per cui è probabile che l’evento sia interessante anche per chi osserva il
comportamento umano e le sue aberrazioni.

Il convegno, ahimè, non è gratuito: l’ingresso costa 10 franchi (circa 6,60
euro); 5 per gli studenti. Business is business. In compenso, a questo prezzo è inclusa
anche l’occasione di vedere all’opera (alle 17.30) Giorgio Pattera, il biologo
che ha partecipato insieme a Rosario Marcianò al convegno sciachimista di
Milano e ha sostenuto la tesi delle scie chimiche come irrorazioni di polimeri
tossici. Pattera parlerà di un caso di rapimento alieno italiano, giusto per
restare nel campo della scienza più rigorosa e cauta. 

Questo è il programma completo:

09:30-10.00 Saluto iniziale del Sindaco di Paradiso, Avv. Ettore Vismara e la Presidente del CUSI Prof.essa Candida Mammoliti

10.00-11.00 Prof. Yuri Malagutti, biologo molecolare e docente liceale di astrobiologia, Lugano: “Astrobiologia: La ricerca scientifica di organismi extraterrestri”

11.00-11.45 Ing. Massimo Angelucci, Rimini: “UFO e gli enigmi della moderna astrofisica”

11.45-12.30 Dott. Oliviero Mannucci, astronomo, Firenze: “Missione Marte”

12.30-14.00 Pausa pranzo

14.00-15.30 Piergiorgio Caria ed Antonio Urzi, ricercatori UFO e giornalisti, Italia: “I migliori documentari sugli UFO e le “flotillas”, in parte inediti” 

15.30-16.30 Dott. Tom Bosco, giornalista e dir. di NEXUS Italia, Padova: “Le scie chimiche e l’ufologia moderna”

16.30-16.45 Coffee break

16.45-17.30 Dott. Gildas Bourdais, scrittore e ricercatore UFO, Parigi: “UFO in Francia, l’apertura degli UFO-files del CNES”

17.30-18.15 Dott. Giorgio Pattera, biologo Università di Parma, Italia: “Zanfretta, un caso di abduction italiano”

18.15-20.00 Pausa cena

dalle 20.30 Dibattito aperto al pubblico con la possibile presenza dell’astronauta NASA, Ing. Paolo Nespoli, USA

Il tutto si tiene al Centro Congressuale dell’Hotel Eden, Riva Paradiso 1, a
Paradiso, vicinissimo a Lugano. Le istruzioni su come raggiungere il luogo
sono sul sito del
CUSI. Buon divertimento.

Il cappellino CIA di Marcianò all’asta per beneficenza

Visto che sarebbe bello che in qualche modo da quest’accozzaglia di
antiscienza venisse fuori qualcosa di buono, ho pensato di
mettere all’asta su eBay il cappellino indossato da Rosario Marcianò
nella fotografia qui sotto. La reliquia sarà certificata dal sottoscritto e
dall’autore della foto, Andrea Tedeschi. Il ricavato verrà devoluto
interamente e in parti uguali all’AMREF
e al RAWA, che
si occupa dei diritti delle donne afghane.

2009/04/23 – Altre chicche dal convegno di Milano

L’asta per il cappellino è arrivata a 38,50 euro: non male. Intanto arrivano
altri video del convegno di Milano.

Non perdetevi, per esempio, il relatore Paolo Franceschetti che scherzosamente
teorizza una verità inconfessabile: gli sciachimisti sono in combutta con la
CIA e con me per fare depistaggio e farsi pubblicità. C’è anche il video che
mostra la consegna del
Perlone 2008
a Marcianò e l’immortale esclamazione di Franceschetti al destinatario
dell’ambito riconoscimento: “Basta dire ca**ate!”. Trovate il tutto in
fondo al
resoconto del convegno.

Piccolo corso di nufologia

Piccolo corso di nufologia

No, non è un errore di battitura. Visto che i media continuano a pubblicare
foto presentandole come prove di avvistamenti ufologici che si rivelano in
realtà trucchi o inganni ottici di scarsa qualità, ho pensato che possa essere
utile creare una nuova scienza: la
nufologia, ossia l’arte di accorgersi
quando quello che viene presentato come un UFO in realtà non lo è. Così si
perde meno tempo con i falsi avvistamenti e si va a colpo più sicuro se ne
arriva uno vero.

Infatti l’ufologia è purtroppo un campo controverso, in cui operano non solo
persone in buona fede, ma anche tanti burloni, ciarlatani, falsari e persone
comuni in cerca di notorietà spiccia. Per districarsi occorre conoscere i
trucchi e le insidie del mestiere.

Per esempio, il Telegraph britannico
ha
pubblicato
la fotografia che vedete qui sotto, scrivendo che è stata scattata col
telefonino dal quarantenne Derek Burdon a Londra, a suo dire dal tetto del
grattacielo
Orion House a
Covent Garden.

Secondo il signor Burdon, gli UFO erano invisibili a occhio nudo. Stava
facendo alcune foto del panorama di Londra e non s’è accorto di nulla; è stato
soltanto sfogliandole che ha notato gli UFO.

Il
Corriere
l’ha riportata acriticamente nell’edizione online di oggi (immagine qui
sotto), con tanto di errore freudiano sul nome del luogo:
Convent Garden al posto di
Covent Garden. Si sarà chiesto
l’articolista che ci faceva un operaio nel giardino di un convento?

Dalla Cina arriva invece la fotografia mostrata qui sotto, che secondo l’articolo
(traduzione automatica in inglese
qui) è stata scattata il 24 febbraio da un giornalista in volo verso Nanjing per
lavoro. Il giornalista riferisce di aver visto un corpo luminoso sfrecciare in
direzione nord-ovest. Le due foto, dice l’articolo, sono state scattate a un
minuto di differenza l’una dall’altra.

Se volete giocare con il
Disinformatico, provate a dare una
spiegazione a queste fotografie. Alla fine della trasmissione di stamattina
darò le due soluzioni. Per ora dico soltanto che non si tratta assolutamente
di fotomontaggi o di ritocchi digitali.

La soluzione

Nella prima foto, checché ne dica l’autore (che come parte in causa non può
essere considerato automaticamente affidabile), il modo più semplice per
ottenere l’effetto è fotografare attraverso una finestra il riflesso delle
luci a soffitto del locale in cui ci si trova. E’ un trucco che può anche
avvenire involontariamente, perché il nostro cervello esclude automaticamente
i riflessi sui vetri: questo spiegherebbe il dettaglio degli UFO invisibili a
occhio nudo ma registrati dal telefonino.

So che questo genere di autoinganno o illusione ottica avviene facilmente per
esperienza personale, perché ho vissuto un caso analogo al Maniero Digitale
qualche tempo fa: una foto fatta attraverso una finestra ha “rivelato” sulla
sinistra il riflesso delle luci misteriose che io dal vivo non avevo notato
assolutamente.

Notate, inoltre, quanto è facile fare una foto attraverso una finestra senza
inquadrarne i montanti, togliendo a chi guarda l’informazione visiva che gli
serve per rendersi conto della presenza del vetro. Ed ecco qui sotto la fonte
dei miei “UFO”, o meglio (a questo punto) “NUFO”: le lampade del mio ufficio.

Sembra quindi molto plausibile l’ipotesi che si tratti di un autoinganno
involontario da parte del signor Burdon. Però l’autore della foto londinese ha
detto di essere stato sul tetto dell’edificio quando ha fatto la foto, e di
norma sui tetti non ci sono finestre o vetrate.

Tuttavia andando a cercare immagini della Orion House si scopre che l’edificio
ha delle grandi vetrate all’ultimo piano (indicate dalla freccia nella foto
qui accanto, tratta da
Robertcrais.com).

Forse il fotografo improvvisato non sta mentendo sulle condizioni di ripresa
della foto: può aver detto di essere andato all’ultimo piano e qualcuno ha
frainteso che intendesse dire che era andato sul tetto. In tal caso, quella
che sembra essere una ringhiera nella foto ufologica sarebbe semplicemente il
bordo del telaio di una delle lastre di vetro che compongono le vetrate.

La foto cinese, invece, è semplicemente una contrail (o scia di condensazione)
prodotta da un altro aereo e vista quasi lungo il suo asse.

E’ un’angolazione atipica che, se combinata con la luce del sole basso
sull’orizzonte, crea un aspetto poco familiare ai non addetti ai lavori ma ben
conosciuto dai piloti e dai fotografi appassionati d’aviazione, come vedete in
questa foto
tratta da Airliners.net:

Questi sono soltanto due dei tanti modi in cui si può creare, intenzionalmente
o per errore, un’immagine che sembra mostrare un oggetto volante non
identificato. Grazie a tutti per aver giocato con il
Disinformatico, e complimenti a chi
ha indovinato!

Quell’alieno è un coniglio! Enrico Ruggeri e l’extraterrestre in salmì

Quell’alieno è un coniglio! Enrico Ruggeri e l’extraterrestre in salmì

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo
aggiornamento: 2011/08/28.

Quando pensate che il fondo della TV spazzatura sia già stato toccato, provate
ad accostare l’orecchio a quel fondo: sentirete Enrico Ruggeri che scava. Come
se non bastasse l’infornata settimanale di fandonie confezionate con fare
pseudoscientifico di Voyager alla Rai, adesso arriva anche
Mistero su Italia 1.

Il programma, condotto appunto da Ruggeri (autore molti capelli fa di una
canzone omonima), ha
recentemente presentato l’inquietante storia (video) di una signora, tale Giovanna, che dice di essere stata rapita e inseminata
dagli alieni per partorire bebè extraterrestri. Diciotto volte. Sigmund
Freud sarebbe orgoglioso di un tale talento nell’infilare così tante metafore
sessuali in così poche parole.

Con la solita grondante drammaticità, peraltro utile ad allungare il brodo e
riempire il vuoto fra uno spot pubblicitario e l’altro (che è il fine ultimo di
questa ed altre paccottiglie), Ruggeri ha annunciato che dopo attenta
riflessione era stato deciso di mostrare le immagini scioccanti del presunto feto
abortito di uno di questi presunti alieni. Eccone una:

Già ci si dovrebbe chiedere che tipo di persona, dopo aver abortito un feto,
oltretutto alieno, si prende la briga di conservarlo, fotografarlo e misurarlo,
ma Ruggeri non sembra interessato a questo genere di approfondite riflessioni
psicologiche. Per fortuna, però, esiste ancora chi non ha ancora portato il
cervello in discarica e s’è posto qualche domandina usando il proprio spirito
critico e d’osservazione.

Brrrainblog ha infatti
pubblicato, grazie a WeWee (il medico di
Medbunker), un
confronto
fra il “feto alieno” e una lepre scuoiata che non lascia molto spazio al dubbio.
La somiglianza fra l'”alieno” e il saporitissimo mammifero salterino è davvero
notevole. Per cui i casi sono due: o il presunto alieno è in realtà una lepre
alla quale sono state tolte interiora, orecchie ed estremità delle zampe e
qualcuno ci vuole prendere per scemi, oppure gli alieni somigliano
straordinariamente a delle lepri.


La testa dell'”alieno”.


Una testa di lepre senza
il pelo e senza le orecchie.

Forse è per questo che gli alieni non si fanno mai vedere bene durante le loro
visite spaziali: perché se fra i terrestri si sparge la voce che sono buoni in
salmì, sono rovinati.

Aggiornamento (2011/08/28)

Secondo un articolo del TGCom, la signora è disperata e la sua vita è diventata
un incubo da quando ha raccontato la propria storia a Mistero. I dettagli
sono
qui.

Il “segnale alieno proveniente dallo spazio profondo” di Tiscali

Il “segnale alieno proveniente dallo spazio profondo” di Tiscali

Ho ricevuto diverse segnalazioni di un articolo pubblicato su Tiscali Scienze e intitolato “Segnale alieno proveniente dalla spazio profondo captato dal radiotelescopio di Arecibo”.

Secondo l’articolo, datato 16 febbraio 2012, il radiotelescopio di Arecibo, a Puerto Rico, avrebbe captato appunto “un segnale “alieno”, ritenuto interessante e degno di ulteriori accertamenti”, che “avrebbe avuto origine in un’area ancora non del tutto delimitata, che si trova tra la costellazione dei Pesci e quella dell’Ariete”. Il segnale sarebbe stato “isolato per ben tre volte”.

Purtroppo Tiscali Scienze non fornisce link alla notizia originale, per cui non è chiaro da dove l’abbia presa. Però una breve ricerca negli archivi online trova una notizia sorprendentemente simile: l’osservatorio di Arecibo che capta un segnale dalla zona del cielo fra Pesci e Ariete e lo isola tre volte. Viene anche fatto il nome di Dan Wertheimer, il ricercatore del SETI Project citato anche da Tiscali.

Ma la notizia è datata 2 settembre 2004. Quasi otto anni fa. Ne parlano molti siti, fra cui The Planetary Society, Science Blog e The Guardian, identificando il segnale con la sigla SHGb02+14a e chiarendo che non è affatto certo che si tratti di un segnale intelligente e che è molto probabile che si tratti di uno dei tanti falsi positivi che si verificano in questo campo, come quello segnalato a gennaio 2012 da Bad Astronomy.

Se fosse davvero questa la fonte della notizia pubblicata da Tiscali Scienze, sarebbe veramente deludente scoprire che viene spacciata per nuova una notizia di otto anni fa. Dimostrerebbe una preoccupante inettitudine della redazione nel verificare le notizie. Questo non toglie che la ricerca di segnali intelligenti dallo spazio sia un progetto serio e interessante. Proprio per questo andrebbe trattato dai giornalisti con un po’ più di attenzione.

Ufologi teorizzano: cerchi nel grano causati da ricci in amore. Poi attribuiscono la panzana al CICAP

Ogni tanto salta fuori questa storiella. La citò l’ufologo Giorgio Pattera (quello che “i ragni migratori non esistono”, sbufalato qui con una sfogliata alla Britannica) al convegno su UFO e scie chimiche di Lugano di aprile 2009 che ho raccontato in queste pagine, e l’ha fatto recentemente l’ufologo, sciachimista, complottista undicisettembrino, lunacomplottista e bicarbonatoncologo Massimo Mazzucco in un video.

L’intento è ridicolizzare il lavoro di indagine dei tecnici del CICAP sui fenomeni misteriosi, ma come capita spesso in questi attacchi in cui si spara al messaggero per non dover ascoltare il messaggio, quando si va a verificare i fatti si scopre che il ridicolo si ritorce contro chi lancia l’accusa. Infatti la teoria dei ricci in amore come possibile causa dei cerchi nel grano arriva dagli ufologi.

Furono infatti Pier Luigi Sani, all’epoca presidente onorario del Centro Ufologico Nazionale, ed Edoardo Russo, presidente del Centro Italiano Studi Ufologici, a citare semiseriamente quest’ipotesi sul Giornale dei Misteri numero 226 dell’agosto 1990. Il CICAP si limitò a segnalare queste ipotesi, fatte dagli autori del CUN e del CISU, un anno dopo sulla rivista del CICAP di ottobre 1991. I dettagli della vicenda sono descritti in un documentato articolo di Francesco Grassi.

Quindi chi tira fuori i ricci in amore come esempio di tesi ridicola sui cerchi nel grano sta mettendo alla berlina gli ufologi, non gli scettici. Che splendido autogol. E poi ci chiedono perché siamo scettici così allegri. Con interlocutori così, c’è sempre da ridere.

A proposito di CICAP, giovedì scorso Superquark ha dedicato un servizio ai corsi per investigatori del mistero organizzati dal CICAP e al quale ho il piacere di partecipare ogni tanto come docente. Se vi interessa, il video è qui sotto.

Corriere, Raul Bova cade in minestrone di capelli, UFO e scie chimiche

Corriere, Raul Bova cade in minestrone di capelli, UFO e scie chimiche

Mi avete segnalato in tanti questo incredibile articolo-minestrone pubblicato da una testata che in teoria conosciamo per una certa sua sobrietà e rispettabilità, ossia il Corriere della Sera, che ha titolato addirittura “La caccia agli Ufo, quattro casi italiani – Un globo bianco comparso anche nel film «Milano-Palermo» alle spalle di Raul Bova”.

Abbiamo dunque le prove che almeno qualcuno li guarda, i film di Raul Bova, ma con conseguenze nefaste per la propria capigliatura spaziale e flatulenze chimiche ancora più moleste. Infatti secondo l’autore dell’articolo, Flavio Vanetti, “in Milano-Palermo: il ritorno, film del 2007, compare un globo bianco alle spalle di Raul Bova”. Wow.

Ci sarebbero anche altri episodi di avvistamenti misteriosi che avverrebbero in “assenza di spiegazioni scientifiche” e, guarda caso, in concomitanza con il fenomeno delle presunte “scie chimiche”, che l’articolista descrive come se fossero un fatto assodato: “Non è la prima volta che gli avvistamenti sono concomitanti con il fenomeno del «chemtrails» e non è la prima volta che si registrano nel Nord-est”.

Se non bastassero UFO e scie chimiche per partorire l’equivalente letterario liofilizzato di Voyager, arrivano in soccorso anche i “capelli d’angelo”:

Sempre il Nord è stato infine caratterizzato da una pioggia di filamenti. Siamo dal 6 all’8 novembre. I capelli d’angelo, lunghi da 50 centimetri a 2 metri, cadono a Parma, Treviso, tra Milano e Pavia e in altri posti. Erano elettrizzati: acciuffati con le mani, si appiccicavano. Non solo: collocati in contenitori di vetro, si appallottolavano a gran velocità. Un caso? No. Qualcosa di simile accadde il 27 ottobre 1954: su Firenze apparvero oggetti bianchi e dall’alto scese una bambagia vetrosa i cui fiocchi si scioglievano al suolo.

Il tutto è condito da una foto di un oggetto, descritta come “avvistamento in Sicilia del comandante Garofalo”, che è il solito oggettino circolare sgranato e sfocato, mostrato senza alcun contesto. Solo che Paolo Toselli su Focus.it nota che l’UFO mostrato dal Corriere con tanta sicurezza ha una straordinaria somiglianza con il veicolo alieno del film Chicken Little, specialmente la versione offerta insieme alle merendine Kinder. La seconda foto è tratta da Pianetahobby.it.


Sarà un caso? Davvero gli alieni fanno reverse engineering dei regali delle merendine?

Quello che colpisce di tutto l’articolo è che si fanno affermazioni apparentemente precise, ma che poi risultano essere solo vaghe approssimazioni. Si parla di “un velivolo di linea italiano in crociera da Catania a Napoli” del 15 ottobre o di “un aereo civile” a Verona il 27 settembre 2008: ci voleva tanto a dare il numero del volo e l’orario? Un link a un rapporto tecnico sull’evento? Chi sono coloro che l’avrebbero “osservato simultaneamente da terra”? Niente. Questo non è giornalismo, è pettegolezzo da portinaia; e dispiace notare che gran parte della “ricerca” ufologica usa questi metodi.

Nell’articolo del Corriere manca persino un link al filmato dell’UFO durante le riprese del film con Raul Bova: è forse un bene, perché guardandolo si rivela una gran delusione: una macchiolina sgranata che potrebbe essere qualunque cosa, per esempio lo sfocato riflesso momentaneo di un aereo che passa e che in quell’istante è angolato in modo da riflettere il sole (una cosa analoga mi capitò durante un volo di linea, e solo il teleobiettivo mi permise di capire che era un altro aereo visto quasi di punta).

I link ai video su Youtube sono pubblicati nel blog ufologico di Ivan Ceci. Buona visione.

Lo stesso Ceci, stando alle ricerche di Gianni Comoretto effettuate mediante invocazione a San Google, ha pubblicato qui nello stesso blog la ripresa video di Montebelluna citata dall’articolo: il solito zoom al massimo che mostra un oggetto indistinguibile e completamente sfocato. Considerato che le telecamere di solito mettono a fuoco all’infinito quando non riescono a mettere a fuoco automaticamente, questo indica che l'”UFO” è in realtà vicino all’obiettivo, come indicato dal fatto che l’autofocus riesce, per un istante, a focalizzare sull’oggetto e poi torna all’infinito.

E i “capelli d’angelo” citati nell’articolo? Ho fatto un po’ di ricerche e ho chiesto il parere di chi segue i fenomeni di questo genere da tempo, come per esempio Massimo Polidoro (che ne parla qui con specifico riferimento all’episodio di Firenze del 1954), e Simone Angioni, già noto ai lettori del Disinformatico per il suo articolato lavoro sulle presunte “scie chimiche”. I “capelli d’angelo” sono un fenomeno che appassiona gli ufologi, ma che è con tutta probabilità maggiormente pertinente per gli entomologi, perché i filamenti sono, guarda caso, molto simili a quelli delle specie di ragno che tessono una sorta di mini-paracadute di ragnatela per propagarsi, come descritto per esempio dall’entomologo John Jackman, della Texas A&M University, citato nel numero 40 (novembre-dicembre 2001) di Scienza & Paranormale, la rivista del CICAP.

Jackman ha infatti illustrato che dopo la nascita, un certo tipo di giovani ragni migratori secerne lunghi fili di seta che, sollevati dal vento, trasportano l’animale lontano, anche per molti chilometri. “È più facile vedere i filamenti in un giorno di sole che fa seguito a un temporale”, spiega Jackman, “è un fenomeno molto comune. Quando la luce è giusta se ne possono vedere centinaia di migliaia volare in cielo”.

Angioni ha ripreso recentemente in video questo fenomeno stagionale:

Il chimico ha inoltre svolto delle analisi tecniche sui “capelli d’angelo” che ne confermano la natura proteica e non sintetica, men che meno aliena, come spiegato in questo articolo e questo di Angioni e telefonicamente da Angioni stesso durante la diretta radiofonica del Disinformatico.

Invece di rivelarci presunte verità aliene, l’episodio getta insomma luce sul fascino reale della natura, che troppo spesso qualcuno ignora perché è troppo preso a guardare il cielo e a scambiare giocattoli delle merendine per astronavi intergalattiche.