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Dalle “scie chimiche” al riscaldamento globale: come distinguere fra bufale e informazione, il 22 giugno a Porcia (Pordenone)

Dalle “scie chimiche” al riscaldamento globale: come distinguere fra bufale e informazione, il 22 giugno a Porcia (Pordenone)

Come si fa a distinguere un falso allarme pseudoscientifico da un problema scientifico reale? Quali dei tanti allarmi quotidiani che ci arrivano dai media meritano interesse e tempo, e quali invece sono fuffa che distrae? Ci sono criteri e tecniche che permettono di fare questa distinzione anche senza essere superesperti (anche se ovviamente essere esperti nel settore aiuta parecchio): se vi va di conoscerle in modo sereno e discorsivo, venite il 22 giugno alle 20.15 all’auditorium R. Diemoz, in via delle Risorgive 3, a Porcia (PN).

Lì troverete il sottoscritto e soprattutto il fisico, astronomo e consulente scientifico Gianni Comoretto, per una conferenza divulgativa intitolata “Ci stanno avvelenando? Facciamo chiarezza”.

Partiremo da esempi ed argomenti abbastanza noti e discussi in Rete, come le “scie chimiche”, gli OGM, il riscaldamento globale, i vaccini, i campi elettromagnetici, per proporre analisi, spunti e riflessioni sul fenomeno dilagante della disinformazione, sia su Internet sia sui giornali e in TV.

L’ingresso è libero e gratuito e la serata è organizzata e presentata dal coordinamento pordenonese del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) e patrocinata dal Comune di Porcia. Per informazioni potete scrivere a cicap.pn{chiocciola)gmail.com oppure telefonare al numero 328-6589.175.

2015/06/22 13:45

Mi sono state segnalate le minacce pubbliche del Presidio Stop Modificazione Climatica: “CI VEDIAMO QUESTA SERA IN PRESIDIO ALLE 20 PER ANDARE A ROVINARGLI LA CONFERENZA A QUEI FASULLI PAGATI DAI POLITICI PARASSITI… SARÀ UN PIACERE!!!.. ALTRO SBIANCAMENTO!! Siamo già in 6, vi aspettiamo numerosi per darci una mano nel combattere il sistema!!!”

Un magnifico esempio di democrazia e dialogo civile. Invece di portare prove delle loro idee, portano intimidazioni e non capiscono che con quest’arroganza non fanno altro che mostrare al pubblico che hanno paura delle idee altrui e che chi usa la violenza per imporre le proprie idee ha già perso in partenza qualunque dibattito. Metto subito in chiaro che il dibattito civile con chiunque è ben accetto, ma che qualunque prepotente verrà accompagnato serenamente alla porta.

2024/05/02 21:40

Su segnalazione del buon Gianni Comoretto, che ha la memoria ben più ferrata della mia, aggiungo finalmente il video della serata:

Si parla di virus, firewall e sicurezza alla TSI stasera; occhio agli impostori nei forum

Stasera sono in diretta alla TSI1 (televisione svizzera di lingua italiana) per parlare di virus, firewall, truffe online e sicurezza informatica in generale nel programma Buonasera in onda dalle 19.30 alle 20 e in replica in streaming sul sito dell’emittente.

A proposito di truffe, vorrei avvisare che il “paoloattivissimo” che si è registrato in un forum RAI (Gaia) per parlare di scie chimiche non sono io. Questo è il genere di bassezza a cui arrivano i paladini delle panzane. Dettagli a breve.

Incontri a Mestre ed Aviano; “scie chimiche” in TV a “Voyager”; radio

Incontri a Mestre ed Aviano; “scie chimiche” in TV a “Voyager”; radio

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Mercoledì sera Voyager parlerà di “scie chimiche” con la sua consueta obiettività e completezza. Non potrò vedere subito la puntata, perché oggi pomeriggio sarò a Mestre, al centro culturale Candiani, alle 17, per un incontro pubblico intitolato “Lati oscuri di Internet” (per informazioni: nicola chiocciola radiobase.net) e l’indomani (martedì) sarò ad Aviano, alla sala conferenze della Casa dello Studente, alle 20.30, per parlare di utilità della banda larga nel quotidiano (incontro aperto al pubblico; per informazioni, avianogiovani chiocciola gmail.com). Comunque la registrerò per recensirla al mio rientro.

Per le prossime settimane si aggiunge un nuovo podcast al consueto Disinformatico radiofonico: una serie di miniguide audio per principianti dell’informatica, chiamate Consulenze extra, che sto registrando per la RSI. Pochissimo gergo tecnico, parole semplici e rassicuranti per chi si avventura in Rete per le prime volte. La prima puntata, dedicata ricorsivamente al podcasting, è già scaricabile; oggi alle 13 sulla Rete Uno della RSI verrà trasmessa la seconda, che parla di musica legale online. Tutte le puntate, insieme alle edizioni più recenti del Disinformatico standard, sono e saranno scaricabili dalla consueta area podcast dell’emittente.

Visto che non potrò recensire subito Voyager, vi segnalo la compilation degli articoli già dedicati alle “scie chimiche” e comincio a pubblicare qualche foto, tratta da Airliners.net e Jetphoto.net, che chiarisce che nel normale volo di linea avvengono fenomeni poco conosciuti e facilmente scambiabili per operazioni “sospette” dagli sciachimisti.

Per chi sostiene che gli aerei di linea non volano mai in formazione e non possono mai incrociarsi:

Per chi pensa che soltanto i motori possano emettere scie nel normale funzionamento di un aereo di linea, ecco il fuel dumping (lo scarico del carburante per emergenza):

Ed ecco scie di condensazione aerodinamiche, cioè dovute alla variazione di pressione prodotta dal passaggio dell’aereo: qualcuna di queste foto sarà molto familiare a certi sciachimisti che le presentano spesso come prove delle loro teorie. Tutte riguardano normali aerei di linea, e per ognuna sono disponibili autore, data e luogo di scatto.

Cari sciachimisti, studiate meglio la lezioncina prima di andare a seminare il panico come polli ai quali è caduta in testa una ghianda e strillano che sta per cadere il cielo.

Buona discussione.

Se siete arrivati qui da Matrix: le fonti

Se siete arrivati qui da Matrix: le fonti

Ultimo aggiornamento: 2017/01/18 11:15.

Nella puntata di stasera di Matrix (Canale 5) a 58 minuti dall’inizio ho parlato di due foto false pubblicate rispettivamente da Repubblica e dal Corriere: due piccoli esempi di come si lavora superficialmente e si fabbricano bufale anche nelle testate giornalistiche e non solo su Internet.

Questa è la foto falsa pubblicata dal Corriere (dettagli):

E questa è quella pubblicata da Repubblica (dettagli):

Entrambe le foto sono state rimosse senza scuse.

La questione del riconfezionamento delle notizie da parte di Facebook è descritta in dettaglio qui.

La bufala sulla dichiarazione di Briatore è analizzata in dettaglio da David Puente.

Sulla questione del Movimento 5 Stelle e le “scie chimiche”, questo è l’elenco dei promotori di interrogazioni parlamentari sull’argomento. Come noterete, le hanno presentate molti partiti, ma non il movimento di Grillo (fonte: Scie-chimiche.info):

  1. 2 aprile 2003. Italo Sandi, deputato dei Democratici di Sinistra; interrogazione a risposta scritta 4-05922.
  2. 27 ottobre 2003. Piero Ruzzante, deputato dei Democratici di Sinistra, insieme a Italo Sandi; interrogazione a risposta orale 3-02792 (link). Ruzzante, deputato DS, descrive (copia archiviata presso Archive.org) un’interrogazione “al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro della salute, al Ministro della difesa” e afferma che “è innegabile che queste scie non siano fenomeni naturali e non siano normali scie di condensazione…”. Ruzzante pubblica la risposta (copia archiviata presso Archive.org) del Ministro della Difesa.
  3. 3 febbraio 2005. Severino Galante, deputato dei Comunisti Italiani; interrogazione a risposta scritta 4-12711
  4. 31 maggio 2006. Davoli, Uras e Pisu (consiglieri di Rifondazione Comunista); interrogazione a risposta scritta n. 514/A al Consiglio Regionale della Sardegna. La risposta dell’Assessorato è consultabile qui.
  5. 13 giugno 2006. Gianni Nieddu, senatore dell’Ulivo; interrogazione al Senato 4-00053.
  6. 8 agosto 2007. Amedeo Ciccanti, senatore dell’UdC; interrogazione al Senato 4-02585.
  7. 20 dicembre 2007. Katia Bellillo, deputata dei Comunisti Italiani e già ministro agli Affari Regionali e alle Pari Opportunità); interrogazione 4-05994) al Ministero della Salute.
  8. 5 giugno 2008. Sandro Brandolini, deputato del Partito Democratico; interrogazione a risposta scritta 4-00280. All’interrogazione è stata data risposta il 5/9/2008.
  9. 17 settembre 2008. Antonio Di Pietro, deputato dell’Italia dei Valori; interrogazione a risposta scritta 4-01044. La risposta è datata 7/11/2008.
  10. 1 ottobre 2008. Sandro Brandolini, deputato del Partito Democratico; interrogazione a risposta scritta 4-01193. All’interrogazione è stata data risposta il 15/1/2009.
  11. 28 gennaio 2009. Sandro Brandolini, deputato del Partito Democratico, insieme ad Antonio La Forgia (Partito Democratico), Alessandro Bratti  (Partito Democratico) e Manuela Ghizzoni (Partito Democratico); interrogazione a risposta scritta 4-02154.
  12. 5 novembre 2009. Oskar Peterlini, senatore del Südtiroler Volkspartei; interrogazione 4-02216.
  13. 18 novembre 2009. Amedeo Ciccanti, deputato dell’UdC; interrogazione a risposta in commissione 5-02128.
  14. 22 febbraio 2011. Domenico Scilipoti, deputato di Iniziativa Responsabile; interrogazione a risposta scritta 4-10970.
  15. 6 novembre 2013. Interrogazione di Roberto Zaffini (Lega Nord) al consiglio regionale delle Marche. La risposta dell’assessore all’ambiente della Regione Marche, Maura Malaspina, è stata data il 21 gennaio 2014.

Un esempio di bufala non targata M5S: Roberto Maroni che pubblica una notizia-bufala proveniente dal sito di notizie false Corriere del Corsaro.

Se volete qualche elenco specifico di siti fabbricanti di bufale, provate quello di Butac.it e quello della Bufalopedia.

Infine, la questione del “clic destro” per verificare le immagini. Se usate Google Chrome, fate clic destro su un’immagine: comparirà un menu dal quale potrete scegliere una voce che permette di cercare l’immagine in Google Immagini, come in questo esempio (riferito al Chrome in inglese, ma il principio è lo stesso):

In alternativa c’è Tineye.com, che offre il “clic destro” di ricerca immagini nel suo archivio tramite un plugin per Firefox, Chrome, Internet Explorer, Safari e Opera.

Prima che arrivi il solito signor Sotuttoio Chitipaga: non ho ricevuto compensi per la mia presenza a Matrix. La benzina e l’autostrada da Lugano a Cologno e ritorno le ho pagate di tasca mia. Però Pinuccia, della produzione a Cologno, mi ha offerto un buon caffè. Di tasca sua.

Il Delirio del Giorno: “Complottista è chi vede complotti, senza sapere neanche di cosa sta parlando”. Parole sante

Il Delirio del Giorno: “Complottista è chi vede complotti, senza sapere neanche di cosa sta parlando”. Parole sante

Sono tornate di moda le “scie chimiche”. Ho ricevuto questa mail l’11 maggio
scorso.

Ma veramente pensa che le scie chimiche sono una teoria delirante?

Come mai allora quando si fanno le denunce, il magistrato non può fare nulla
poiché è tutto coperto da segreto militare?

Comunque guardi che, chi divulga certe cose non è un pazzo paranoico, forse
lo siete voi, quando cercate una bufala che non c’è. Mi vanto insieme a veri
esperti aeronautici, di conoscere l’aviazione civile e militare, la
climatologia mi appassiona e mi creda, qualcosa la conosco, le invierò solo
questo messaggio e da questo capiremo chi sono i veri paranoici. Esistono le
scie di condensa lunghe, persistenti che, possono fare gridare al complotto,
ma queste intanto richiedono determinate condizioni atmosferiche che non è
facile avere, 8000 metri di altitudine, 70% di umidità, e temperature di 40
gradi sotto lo zero.

In realtà queste condizioni atmosferiche sono assolutamente normali. Oltretutto non sono affatto necessarie per la formazione di scie di condensa. Lo
sappiamo almeno dal
1953. Meno male che il mittente si vanta di conoscere l’aviazione civile e
militare e di essere appassionato di climatologia. 

Un LC-130 turboelica della New York Air Guard sorvola la stazione Amundsen-Scott al Polo Sud, formando scie di condensazione con le pale delle sue eliche, a poche centinaia di metri dal suolo (che si trova a 3200 metri sul livello del mare). Foto di Charlie Kaminski, 2 dicembre 2000.

Inoltre queste le formano aerei di vecchia concezione. I motori degli aerei
moderni che, sono la stragrande maggioranza, raramente possono fare scie di
condensa,

Questa non so dove l’ha trovata o se l’è inventata, ma è una fesseria epica.

la gran quantità di queste scie che, si vedono quasi ogni giorno, ovviano
alla rarità e non possono essere di condensa. Quando poi alcuni aerei
presentano dei fori che, non dovrebbero avere, dai quali cade in maniera
visibile del liquido, il tutto viene inviato a dei laboratori, si ha la
serietà, di mandare i risultati alla procura della repubblica, si finisce di
essere complottisti e si inizia ad essere denuncianti. Complottista è chi
vede complotti, senza sapere neanche di cosa sta parlando.

Paradossalmente quest’ultima sua frase è corretta, solo che non si rende conto
che si applica a lui. Dunning-Kruger a tutto spiano.

Quando lei ci definisce paranoici a prescindere, si trasforma come d’incanto
in quello che più odia, un complottista. Si ricordi una cosa e non la
dimentichi, lei e tutti quelli di open che, con tanto orgoglio cita. La
scienza è bella ma anche terribile, la comunità scientifica può avere
ragione, ma nella storia i più grandi scienziati, anche premi nobel avevano
il coraggio, di andare contro le teorie della suddetta comunità, meno male
aggiungo, altrimenti saremmo rimasti al medioevo.

Ci sono cose della scienza che come le dicevo, sono coperte da segreto
militare, HAARP, le onde ELF, le non deliranti ma reali scie
chimiche, purtroppo esistono, informatevi meglio,

Mi impressiona sempre il numero di persone che dicono di conoscere
dettagliatamente queste
“cose della scienza… coperte da segreto militare”. Di preciso come fanno a
saperle, se sono segrete?

perché voi ritenete di farlo, ma avete o volete avere gli occhi chiusi,
spero non faccia parte di quella categoria di personaggi che, screditano chi
dice la verità e presenta fatti non parole, tecnica da sempre utilizzata da
chi non vuole che, la verità venga divulgata.

Punteggiatura, questa sconosciuta.

PS…. per me la terra è
sferica, l’uomo è andato sulla luna e l’universo segue più o meno le
complicate teorie fisico quantistiche ipotizzate da grandi scienziati.

Porgo distinti saluti..

Notate il magnanimo “più o meno”.

Non ho risposto.

Rosario Marcianò, sostenitore delle “scie chimiche”, condannato in Cassazione per le sue falsità su Valeria Solesin

Dodici mesi di carcere e divieto di accesso a Internet e social: Rosario Marcianò, sostenitore per anni della tesi delirante delle “scie chimiche” e vecchia conoscenza di chi segue questo blog, è stato condannato anche in Cassazione per le sue teorie ancora più deliranti e atroci su Valeria Solesin, una delle vittime dell’attentato al Bataclan avvenuto a Parigi a novembre del 2015. Marcianò sosteneva, senza la benché minima prova, che Valeria Solesin fosse sopravvissuta o addirittura inesistente.

La famiglia della vittima, giustamente, lo ha portato in tribunale.

Trovate tutti i dettagli nell’articolo di Open

Questa condanna è doverosa e spero che sia di monito a tutti gli altri disseminatori di odio che appestano Internet: credono di agire impunemente, ma i loro comportamenti hanno delle conseguenze. E prima o poi quelle conseguenze arrivano e chiedono il conto. Tardi, forse, ma lo chiedono.

Per Rosario Marcianò ho solo pena. Sconta già da tempo una condanna ben peggiore del carcere: quella di essere costretto a vivere in un mondo di paranoia in cui tutti, persino io, complottano costantemente per rovinarlo. Quelli che invece non mi fanno pena, ma tanta rabbia, sono quei giornalisti irresponsabili che per anni hanno dato spazio, vetrina e visibilità a Marcianò e alle sue imbecillità. E lo hanno fatto ripetutamente, nonostante fossero stati informati più volte della falsità delle tesi di Marcianò.

Sì, Maurizio Decollanz, Fabio Volo, Roberto Giacobbo: mi riferisco a voi.

Liveblogging: gli Scettici Allegri al convegno ufologico di Lugano: difendersi dai rapimenti alieni con un sorriso (e qualche ospite a sorpresa)

Liveblogging: gli Scettici Allegri al convegno ufologico di Lugano: difendersi dai rapimenti alieni con un sorriso (e qualche ospite a sorpresa)

L’articolo è stato ampiamente aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Ultimo aggiornamento: 2010/07/09 (reimpaginazione 2022/07/04). Photo credit:
AT =
Studio Fotografico Andrea Tedeschi, per gentile concessione.

Come
preannunciato, oggi a Lugano Paradiso si tiene un convegno nel quale, fra le altre
chicche, ci saranno Tom Bosco (Nexus Italia), che parlerà di scie chimiche,
Antonio Urzi, che parlerà di UFO e flotillas e Giorgio Pattera, che
parlerà dei rapimenti alieni a ripetizione subiti dal signor Zanfretta.

Io e alcuni membri della Società degli Scettici Allegri saremo lì per
ascoltare pacificamente cosa si dice in questi convegni, vedere quale tipo di
persona li frequenta e raccontarvi il tutto dal vivo in questo blog.

Se vi interessa partecipare al convegno,
il programma è qui; se volete unirvi a noi, ci troveremo alle 15 davanti all’Hotel Eden di Riva
Paradiso 1, a Paradiso. Dopo le relazioni degli oratori ci sarà tempo per
mangiare un boccone insieme e poi partecipare alla sessione di domande del
convegno dalle 20.30 in poi.

I sostenitori più accesi delle scie chimiche
minacciano incursioni
decisamente meno allegre della nostra; staremo a vedere se vogliono rendersi
ridicoli da soli e screditare anche l’ufologia seria. Sì, perché
esiste un’ufologia seria: quella che non corre in giro gridando al
mistero come un gallina decapitata per ogni manciata di pixel sgranati e per
ogni tafano che passa davanti all’obiettivo, ma esamina, documenta, cataloga,
chiede i documenti originali e pubblica e condivide il materiale. E sbufala i
cialtroni che si presentano
spacciando per UFO le sorprese della Kinder
invece di abbracciarli senza esitazioni (qui
l’analisi di un fototecnico professionista).

Nel frattempo gli sciachimisti offrono una bella dimostrazione di apertura al
dialogo e di tolleranza delle opinioni altrui:

  • Il “Comitato Tanker Enemy”, ossia Rosario Marcianò, richiede a
    Youtube di rimuovere i video che ne rivelano comportamenti e affermazioni
    imbarazzanti adducendo inesistenti violazioni del copyright, con l’intento
    di far rivelare a Youtube i nomi di chi li ha pubblicati e inserirli nelle
    tragicomiche
    liste di proscrizione
    dei sostenitori delle “scie chimiche”, come potete leggere nei commenti qui
    sotto (i dettagli saranno in un articolo separato);
  • ci accusano di furto (come se a noi interessasse rubare la loro
    paccottiglia);
  • e fanno sospendere, adducendo motivazioni inesistenti, anche l’asta di
    beneficenza su eBay in cui ho offerto il mio cappellino CIA indossato dal
    loro guru, Rosario Marcianò, il cui ricavato sarebbe andato all’AMREF e al
    RAWA. La richiesta di sospensione viene specificamente da Marcianò, che
    se ne vanta pure:

Un’altra bella serie di autogol, insomma. Nessun problema: i video e l’asta
torneranno (aggiornamento qui sotto), insieme a qualche sorpresa; sempre
all’insegna della scienza divertente, perché il miglior antidoto contro questi
menagramo che vogliono incutere terrore è una sana risata in compagnia,
condita dal piacere della conoscenza e da una buona mangiata. A dopo!

15:45

Non ci prendiamo troppo sul serio e vogliamo rassicurare tutti sulle nostre
intenzioni non ostili.

Eccoci arrivati in sala e collegati a Internet. La sala è quasi piena, molto
più di quella di Milano di pochi giorni fa. È chiaro che abbiamo sbagliato
mestiere: a dieci franchi svizzeri a testa (circa sei euro), gli ufologi hanno
capito tutto.

Siamo chiaramente attesi. Alcune delle persone presenti al convegno di Milano,
in particolare Max (l’organizzatore del convegno milanese) e Vibravito, ci
hanno già dato il benvenuto riprendendoci ossessivamente con dozzine di
telecamere, manco fossimo degli alieni. Ops, paragone sbagliato.

Lo spettacolo comincia subito: sta parlando un ufologo che dice che Eisenhower
incontrò gli alieni. E chi glielo va a dire che l’immagine è tratta dal
Weekly World News, una delle più belle pubblicazioni-burla della
storia, paragonabile come credibilità a Novella 2000 o Stop? Io
no di certo, e infatti nessuno del pubblico lo fa notare. Il font e la grafica
sono riconoscibilissimi.

Ecco una pagina classica del mitico Weekly World News: Hillary Clinton
sceglie Bigfoot come candidato alla vicepresidenza USA, telecamere montate su
mosche, alberi che fumano sigarette, e altre perle.

16:00

Pausa. La sala si vuota. Fa un caldo impossibile.

16:15

Ha iniziato a parlare Tom Bosco. La sala non è più piena come prima, ma il
pubblico è comunque ragionevolmente numeroso e tanto ormai l’incasso è fatto.

Candida Mammoliti e Tom Bosco. Credit:
AT.

Il repertorio della relazione è il solito. Anche Bosco sostiene che l’umidità
relativa atmosferica debba essere del 70% per formare scie di condensa, il che
è falso: per formarle, a patto che la temperatura atmosferica sia abbastanza
bassa, è sufficiente il vapor acqueo che si crea nei motori col processo di
combustione. Afferma di aver misurato la quota degli aerei e di averla trovata
a 2500-3000 metri. Cita le “misurazioni” telemetriche di Marcianò, ma senza
farne il nome. Dice di essere pilota con
“brevetto di pilota commerciale americano.” E di essere un ex militare.
E allora come ci possiamo fidare?

Come fa a misurare le quote degli aerei? A occhio, perché lui è un ex militare
allenato a stimare la quota degli elicotteri. Che per lui è la stessa cosa.
Sarà.

Dice che in Europa le scie chimiche sono iniziate nel 1999 e che in Croazia
sono iniziate proprio quando il paese ha chiesto di entrare nella Nato.

Mostra la famosa
foto dell’interno del tanker, ma ha il buon gusto di dire che è una cantonata (video qui
grazie a il Peyote). Non dice che gli sciachimisti l’hanno ammesso soltanto
dopo che sono stati sbugiardati dagli scettici che loro tanto disprezzano,
ossia da coloro che s’informano prima di dire scemenze e fanno la cosa più
banale del mondo: cercare di non farsi prendere per il naso.

Mostra una foto sgranata di un aereo e ne indica un “pod”, un oggetto
misterioso appeso sotto le ali, circa a metà della loro lunghezza, come quello
che ci sarebbe stato sotto uno degli aerei dell’11 settembre. Santo cielo,
Bosco è ancora fermo alla teoria del “pod” che persino i complottisti
come Mazzucco hanno abbandonato da tempo (lo sbufalamento di Undicisettembre è
qui).

Peccato che l’aereo mostrato da Bosco sia semplicemente un aereo di linea
russo, per esempio un
Tupolev Tu-154
come quello qui sotto, noto guarda caso per il fatto che
il vano del carrello è un oggetto allungato grosso modo a metà delle ali. Strano che un pilota non sappia nulla di una delle più famose categorie di
aerei di linea, in servizio da decenni.

Anche i “cani solari” e i
“fenomeni di diffrazione decisamente singolari” dovrebbero essere
rarissimi ma non lo sono alle nostre latitudini, e questo è “sinistro”.
Quantificare questo fenomeno? Dare dei dati precisi, del tipo “prima era così,
adesso è cosà”? Neanche per sogno.

La Nasa pubblica libretti progettati per l’“indottrinamento” dei
bambini, che dicono che le scie persistenti sono normali. Vengono introdotte
immagini di scie anche nelle pubblicità e e persino nei cartoni animati, come
Cars e La Gang del Bosco, così la gente
“a livello subliminale registra queste immagini” e s’indottrina.

Lamenta che la sua auto è coperta spesso da pulviscolo e che questo è strano.
Trattenere le risate è difficile.

Credit: AT.

Sali di bario e solfato d’alluminio sarebbero i principali componenti di
questa polvere. Non viene mostrata nessuna analisi.

Anche lui presenta i filamenti strani, dicendo che Pattera li spiegherà.
Sarebbe “materiale insolito” e sicuramente “tecnologico”.

Arriva HAARP. Sarebbe un “cannone ionosferico”, che servirebbe
“tra le altre cosucce” a “influenzare il clima” fino a produrre
siccità e innescare terremoti. Produrebbe “gigawatt”.

Immagini di hole punch cloud. Sfida “qualunque meteorologo” a
spiegarle. Già fatto.

Immagini di nubi mammatus:

Bosco passa al cambiamento climatico. Che c’entra con le scie chimiche? Non lo
sapremo, perché gli finisce la batteria del laptop. Sarà colpa degli Ufo che
prosciugavano l’energia della batteria, come raccontava il relatore precedente
a proposito della sua videocamera?

Dice che sono in corso cambiamenti climatici sul Sole, su Saturno e su Marte.
Cosa vuol dire, che anche lì passano gli aerei chimici dei militari americani?
Accidenti quanto sono avanti!

Corre per evitare che gli muoia la batteria del PC. Quella del suo puntatore
laser è già andata. L’organizzazione del convegno è decisamente dilettantesca.
Mostra foto di Ufo in concomitanza con scie. Sono solo puntini, nessun
dettaglio, ingrandimenti esasperati. Potrebbero essere mosche, uccelli,
qualunque cosa, ma Bosco mostra soltanto un F-117 Stealth come possibile forma
corrispondente. Corrispondente a una macchiolina informe? Il pubblico frena a
stento l’entusiasmo:

Credit: AT.

Parla di aerei mascherati e di scie senza aerei. Cita l’auto invisibile dei
film di James Bond come prova. Fa collegamenti con l’11 settembre: anche lì
visti Ufo e velivoli fermi in cielo.

17:00

Fine relazione. Pausa. Parla un relatore francese, che si esprime in inglese e
viene tradotto (si fa per dire) da Tom Bosco. Già la relazione è soltanto una
serie di aneddoti; sentirla al ralenti e due volte a causa della
traduzione è di una noia mortale.

18:00 – Il rapimento alieno

Inizia Pattera, che parla del caso di Pier Fortunato Zanfretta (metronotte che
dichiara di essere vittima di rapimento alieno ripetuto) presentando un
filmato d’epoca della Rai, che ci viene chiesto di non riprendere con la
videocamera. Obbediamo riprendendo il pubblico, anche se come giornalista il
diritto di cronaca e di citazione mi consentirebbe comunque la ripresa.

Il filmato è una soporifera ricostruzione del “rapimento alieno” di Zanfretta
che sembra un incrocio fra Star Trek turco mischiato a una telenovela,
con una recitazione trash impagabilmente quanto involontariamente
tragicomica. Ma davvero la Rai partoriva spazzatura di questo genere? A parte
i momenti trash, con tanto di mostro alieno di cartapesta (foto qui
sotto), resistere al sonno è difficile. Almeno Marcianò fa ridere.

Immagini pubblicate in forma degradata e in conformità all’Art. 10 della
Convenzione di Berna (diritto di citazione).

Alcuni brani sono da antologia. Vengo richiamato fulmineamente perché ne
riprendo uno spezzoncino particolarmente demenziale. Ma almeno qualche foto
fatta allo schermo ve la devo presentare, altrimenti nessuno crederà quanto
sia ridicola la proiezione. Sarà mica questo il vero motivo per il quale non
consentono riprese? La storiella del diritto d’autore che hanno addotto è
infatti una sciocchezza bella e buona. Se finisce su Youtube, la
responsabilità è di chi la mette su Youtube, mica di Pattera o Mammoliti.

Vengono mostrate, sempre nel filmato Rai, le sessioni di ipnosi regressiva
alle quali Zanfretta fu sottoposto dopo il “rapimento” per farglielo
rievocare, con tanto di spilloni che gli trapassano la pelle della mano.
Persino il medico che conduce le sessioni d’ipnosi specifica chiaramente che
il paziente è sincero nel descrivere quello che crede di aver visto, ma
si guarda bene dal dire che Zanfretta ha davvero visto i mostri alieni.


Aggiornamento 2010/07/09. La registrazione integrale della
trasmissione Rai mostrata al convegno è disponibile
qui su Rinodistefano.com. Se è disponibile lì a chiunque, perché fare tante storie sul diritto
d’autore per vietare le riprese? Mah.

18:40

Finalmente termina il filmato. Pattera fornisce ulteriori dettagli, ma è tutta
una serie di
“si dice”, “un amico di cui non posso rivelare il nome”, “un procuratore di
cui non ricordo il nome”

(citazioni non letterali): di dati concreti nulla.

La perla finale? Pattera afferma che è importante che il lavoro di ricerca sul
caso Zanfretta non sia
“un tentativo di fare un libro che porti a casa dei soldi a qualcuno”.
E se lo dice lui, c’è da fidarsi:

Pattera al banchetto di vendita del suo libro a 18 euro, durante il convegno
di Lugano. Photo credit: Rodri Van Click.

Pattera aggiunge che Zanfretta
“non ci ha guadagnato niente, ci ha solo rimesso”. Altri sembrano
essere stati più fortunati.

18:55

Fine relazione. La Società degli Scettici Allegri va a cena a commentare e
stare in compagnia.

21:10

Rientriamo in sala per la sessione finale. La sala è semideserta. Manca
persino Candida Mammoliti, padrona di casa e organizzatrice del convegno, o
almeno così dice Pattera. Dell’astronauta Paolo Nespoli, la cui presenza era
prevista dal programma con un furbesco “possibile” di precisazione,
manco l’ombra. La prossima volta che faccio una conferenza, devo ricordarmi di
annunciare la “possibile presenza” di Cicciolina e di Brad Pitt.

Tom Bosco è presente e ascolta Pattera che presenta altri dettagli degli esami
psicologici svolti sul povero Zanfretta, ipnosi compresa. La descrizione è
talmente soporifera che alcune persone (non dei nostri) chiacchierano fra
loro. Il programma prevedeva che dopo cena ci fosse lo spazio per un
dibattito, non un monologo dei relatori.

Pattera mette in relazione i colori con i livelli spirituali, con un discorso
farcito di termini psicologici e neurologici a vanvera che fa inorridire la
psicologa degli Scettici Allegri.

Sala quasi deserta. Credit: AT.

21:30.

Pattera continua a parlare senza concludere nulla di significativo. Si
sofferma anche a disquisire sul numero di ventose che avrebbero gli alieni di
Zanfretta sulle mani rispetto agli alieni di Roswell. Non sembra proprio che
qui si voglia dare spazio alle domande, neanche a quelle del pubblico amico,
figuriamoci a quelli dei dubbiosi. Un ottimo metodo per non dover fare i conti
con un contraddittorio. Il tedio ha il sopravvento su alcuni presenti.

Credit: AT.

Pattera dice che Zanfretta ha un oggetto che gli è stato consegnato dagli
alieni. Lo tiene in una caverna che secondo Pattera è un passaggio verso
“un’altra dimensione”. Mostra un disegno che ricostruisce la forma
l’oggetto, che sempre secondo Pattera doveva essere consegnato a
“Heineken”. Giuro.

Si blocca. Ha un dubbio. Non ricorda il nome. A lungo. Poi finalmente gli
sovviene il nome giusto: “Hynek!”. Che è soltanto
il nome del più illustre ufologo della storia. È come se un insegnante
di storia si dimenticasse il nome del piccoletto che ha perso a Waterloo. La
fetta ancora cosciente del pubblico ride.

Pattera cita come fonte probatoria il National Enquirer (altro giornale
scandalistico famosissimo; tanto vale citare Le Ore come manuale di
ginecologia) e altri articoli di giornale. Ma se c’è l’oggetto alieno, perché
perderci con tutti questi dettagli vaghi? Non possiamo esaminare l’oggetto e
tagliare la testa al toro? Avremmo in mano la prova provata, oggettiva,
tangibile, delle visite aliene; gli ufologi dimostrerebbero all’universo mondo
che hanno ragione e che gli scettici avevano torto. Infatti è quello che
all’alba delle dieci meno dieci gli chiede il pubblico quando finalmente viene
dato spazio alle domande, dopo l’applauso più tiepido della storia.

Pattera tergiversa e adduce una serie di spiegazioni assurde: gli alieni hanno
vietato ad altri di vedere l’oggetto, alcune persone hanno provato a pedinare
Zanfretta verso la caverna ma sono state seminate. Pattera dipinge il povero
Zanfretta come un imbecille, dicendo che è incapace persino di usare una
macchina fotografica per documentare l’oggetto. Si scaglia tanto contro gli
scettici che non credono alla sua storia, ma forse non si rende conto che il
primo a dare dell’idiota a Zanfretta è proprio lui.

Qualcuno del pubblico formula la stessa domanda che era venuta spontanea a uno
dei miei figli nel raccontargli la storia di Zanfretta: ma perché gli alieni
continuano a rapirlo e poi rilasciarlo subito dopo, invece di tenerselo una
volta per tutte? Risata generale. Pattera risponde seccato con una battuta:
preferirebbe che rapissero qualcuno del CICAP, per levarselo di torno.
Autogol: una buona metà dell’esiguo pubblico ribatte “Almeno!”, visto
che un rapimento alieno di un membro CICAP permetterebbe anche agli scettici
di confermare le tesi ufologiche e di non essere più bersagliati da insulti
per aver osato chiedere prove concrete.

Io a questo punto me ne devo andare per sopraggiunti limiti di
tedio*, ma altri amici più resistenti di me rimangono. Quello che
succede in mia assenza dovrà aspettare l’arrivo dei resoconti video.
Garantisco, stando alle prime voci, che ne vale la pena. Intanto godetevi le
altre immagini scattate dal fotoreporter Andrea Tedeschi,
qui.

* Non avrei voluto scriverlo perché la mia vita privata è affar mio,
grazie, ma visto che ci sono anime piccole che mi accusano di essere fuggito
pavidamente per evitare il periglioso confronto, aggiungo che dovevo andare
a prendere mio figlio Liam a una festa a quell’ora e avevo ingenuamente
osato sperare che la sessione di domande non sarebbe iniziata con quasi
un’ora e mezza di ritardo sul programma.

L’ospite che non fu: il colonnello Giuliacci

La prolissità interminabile degli oratori e la scelta molto discutibile di
differire tutte le domande al dopocena e di riempire lo spazio delle domande
con altri cinquanta minuti di conferenza di Pattera hanno impedito una
partecipazione che avrebbe sicuramente dato spunti interessanti per tutto il
pubblico, scettico o credenti: quella del colonnello Mario Giuliacci, noto
meteorologo del Centro Epson Meteo (sue le previsioni meteo al TG5; foto qui
accanto, tratta da
Wikipedia).

Giuliacci, insieme a un altro collega del Centro, mi aveva infatti dato la
sua disponibilità a partecipare telefonicamente al dibattito per rispondere
alle asserzioni presentate dai relatori e alle domande del pubblico: durante
il convegno, Tom Bosco ha appunto sfidato “qualunque meteorologo” a
rispondere alle sue tesi, e questa sarebbe stata l’occasione per raccogliere
la sfida e dare al pubblico anche l’altra campana oltre a quella dei
relatori.

Io e gli Scettici Allegri avevamo a disposizione tutto il necessario per far
ascoltare la telefonata ai presenti. Ma non mi è sembrato corretto abusare
della disponibilità di Giuliacci e del collega oltre una cert’ora, per cui
pubblico qui il commento del colonnello sul tema generale delle scie
chimiche, mandatomi per l’occasione:

Le scie di condensazione sono un fenomeno noto da almeno 60 anni, ovvero da
quando gli aerei a reazione si sono spinti fino a quote di 8000-10000 metri
ove le temperature abbondantemente sotto zero (fino a meno 50/60 gradi)
provocano la immediata condensazione del vapore acqueo emesso come prodotto
di combustione sotto forma di nube visibile appunto come scia. Quindi il
fenomeno non ha nulla di misterioso né vi sono rischi per la nostra
salute.

L’umidità dell’aria a quelle quote è importante ai fini della persistenza
delle scie: se l’umidità è molto scarsa, le scie evaporano quasi
all’istante; con umidità superiore al 70% le scie invece persistono per vari
minuti o ore, a seconda della intensità e della turbolenza del vento nella
alta atmosfera. Tuttavia nel costante “chiacchiericcio“ in atto sulle scie
di condensazione da almeno 2 anni, destano meraviglia, stupore e anche
preoccupazione due aspetti:

  1. La protervia con cui alcuni gruppi insistono nel sostenere una tesi,
    quelle delle scie chimiche, priva di qualsiasi supporto scientifico,
    sostenendo addirittura complotti di militari contro il clima e
    l’ambiente, con i propri governi che sarebbero gli unici a non essere a
    conoscenza di tali complotti.
  2. Il silenzio sulla vicenda da parte dei supremi organi scientifici
    nazionali e delle strutture militari chiamate in causa. Un silenzio
    probabilmente dovuto al fatto che si intende, giustamente, ignorare
    teorie prive di qualsiasi scientificità, ma che in questa particolare
    vicenda ovviamente contribuisce ad alimentare la tesi delle scie
    chimiche.

Bene, sciachimisti: questa è una posizione formale di un meteorologo. Di uno
che il cielo lo conosce per lavoro, non per sentito dire. Le “scie chimiche”
non hanno nessun supporto scientifico. Tutto quello che avete presentato fin
qui come presunta prova è fuffa. Ve la sentite di dargli del bugiardo?

Sciachimismo soft

Tom Bosco è stato estremamente felpato nelle sue affermazioni. Nessuna
accusa a piloti e controllori di volo o militari, italiani o stranieri
(anche se la loro omertosa complicità è implicita nelle sue tesi); nessun
accenno significativo a malattie come il Morbo di Morgellons e altri dogmi
dello sciachimismo estremo.

L’unica novità interessante è che Bosco sostiene che alcuni dei fenomeni
insoliti che gli sciachimisti osservano in cielo sono sì spiegati dalla
meteorologia, e questo parrebbe già un passo avanti, ma sono comunque strani
perché sono diventati troppo frequenti. Troppo rispetto a cosa, a quando o a
quanto, Bosco non lo dice. Di cifre e dati concreti, manco l’ombra.

È un classico espediente del cospirazionismo: lo
Spostamento dei Paletti. Prima sostenevano che i fenomeni che
osservavano in cielo erano impossibili da spiegare come fenomeni naturali;
poi, a furia di essere sbufalati da chi segnalava che erano invece fenomeni
ben noti alla meteorologia e all’aeronautica, hanno cambiato versione.
Adesso i fenomeni sono ben noti, ma sono diventati troppo ricorrenti.

Un’esperienza da fare una volta nella vita. Due no

Il simposio di Lugano è stato decisamente tedioso, ma è stato utile per
rendersi conto concretamente di cosa viene detto in raduni come questi: un
sacco di aria fritta. Una volta esaminate con occhio distaccato le ore di
discorsi, ci si accorge che sono soltanto parole in libertà partorite da un
abuso esagerato di paroloni pseudoscientifici, disseminati a casaccio in una
narrazione senza capo né coda; che i video sono dilettanteschi e proposti
senza alcuno spirito critico; che gli oratori sono prolissi, impreparati e
inconcludenti fino all’esasperazione; e che i contenuti concreti sono zero.

Finché non ci si va, non ci si rende conto davvero del vuoto pneumatico che
permea questi convegni. Per cui andateci. È l’unico modo per capire perché
l’ufologia e lo sciachimismo non vengono presi sul serio: perché di serio
non hanno niente, ma proprio niente. Vedere per (non) credere.

Torna all’asta il cappellino indossato da Marcianò

Eccolo qui, nonostante i tentativi di boicottaggio.

L’oggetto alieno è made in Japan?

Dyk74 mi segnala una chicca: secondo lui, i simboli extraterrestri
dell’oggetto alieno sono stranamente simili ai caratteri giapponesi in stile
Hiragana. Sarà un caso? Noi di Noiager crediamo di no.

Liveblogging: in diretta dal raduno delle “scie chimiche”

Liveblogging: in diretta dal raduno delle “scie chimiche”

L’articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale.
Ultimo aggiornamento: 2022/07/03 (per recupero link obsoleti). Photo credit:
AT =
Studio Fotografico Andrea Tedeschi, per gentile concessione.

AGGIORNAMENTO POST EVENTUM: La registrazione audio della
presentazione di Pattera e Marcianò è
disponibile qui.

Domenica 19 aprile, 10.30 circa

Sono a Milano, e grazie al fido netbook (un Acer Aspire One con 3G integrato)
vi sto bloggando dalla sala dell’hotel Milton in via Butti, dove si sta
tenendo un convegno dedicato, fra le altre cose, alla teoria delle cosiddette
“scie chimiche”. Dettagli man mano che si evolve la situazione. Se avete
voglia di partecipare, l’ingresso è libero e non c’è da accreditarsi.

10:50

Sta parlando Rosario Marcianò. Ospite a sorpresa, Giorgio Pattèra.

Credit: AT.

Pubblico non molto numeroso, considerato anche che almeno una ventina sono
miei amici e colleghi. È presente anche l’ormai mitico Vibravito.

Credit: AT.

Riassumo qui per sommi capi oltre tre ore di convegno. Marcianò presenta il
fenomeno: sarebbe iniziato verso la metà degli anni 90, perché prima le scie
non esistevano proprio, né quelle chimiche né quelle di condensa. L’umidità
relativa necessaria per le scie sarebbe tassativamente maggiore del 70% (in
barba agli studi di Appleman, che documentano le scie di condensa sin dagli
anni Cinquanta, e di tutti i meteorologi passati e moderni).

Gli aerei consumano di più man mano che salgono di quota (sì, ha detto proprio
così).

Lo scopo delle scie chimiche è distruggere le perturbazioni dissolvendo i
cumuli. Ma servono anche a causare l’Alzheimer e il Parkinson tramite
l’alluminio in atmosfera.

10:55

È appena crashato il PC della presentazione. Giuro che non siamo stati noi del
Nuovo Ordine Mondiale. Saranno stati i Rettiliani? Saranno i
“gigabyte di watt” emessi da HAARP, come ha appena detto testualmente
Marcianò?

Credit: AT.

Riparte il PC. A fatica, ma riparte. Parla Pattera (foto qui sotto): sostiene
anche lui che l’umidità relativa dell’aria dev’essere superiore al 70%,
altrimenti le scie di condensa non si formano, e siccome è raro che l’umidità
raggiunga questi valori, le scie di condensa sono rare. Ergo, si sottintende,
quelle scie che vediamo sono quasi sempre chimiche.

Non avevo intenzione di interrompere, ma a questo punto Pattera invita
esplicitamente il pubblico a contraddire subito eventuali dati errati fra
quelli che presenta. Così alzo la mano e gli segnalo educatamente il documento
di Appleman
The Formation of Exhaust Condensation Trails by Jet Aircraft, che è uno
dei testi di base della meteorologia sulle scie di condensazione: qui sotto ne
vedete la prima pagina.

Risale agli anni Cinquanta, e già questo contraddice l’asserzione che le scie
prima degli anni ’90 non esistevano. Cosa ancora più importante, documenta che
l’umidità relativa atmosferica può anche essere zero (perché basta l’acqua
prodotta nei motori dalla combustione del carburante) e quindi la formazione
di scie di condensa non è affatto rara e improbabile come asseriscono i due
relatori. Ne ho copia integrale cartacea con me e la mostro, offrendola.

Il documento viene ignorato e rifiutato. Ne prendo atto e li lascio parlare.
Questo è l’approccio scientifico di Marcianò e Pattera: rifiutare i dati che
non si conformano alla loro tesi.

Pattera presenta un’analisi di acqua piovana: un notevole autogol, perché
nelle sue analisi non c’è traccia del bario e dell’alluminio che secondo
Marcianò è presente nelle scie chimiche
.

Arrivano poi i filamenti misteriosi che piovono dal cielo (che naturalmente
non possono, secondo gli sciachimisti, essere prodotti dai ragni migratori,
come documentano da anni gli aracnologi come John Jackman, della Texas A&M
University,
citato qui). Con
un “saggio alla fiamma”, dice Pattera, da questi filamenti si ottiene
un “odore caratteristico di corno bruciato” come quello della cheratina
dei capelli (o la tela dei ragni, detto fra noi). Cosa debba significare non è
chiaro. Secondo Pattera, i filamenti sono correlati ai passaggi degli aerei e
di “oggetti volanti non identificati”.

Pattera sostiene che cambiare il tempo meteorologico, come avviene in Cina o
in Russia nelle grandi occasioni (Olimpiadi e simili), è uguale a cambiare il
clima. Anche a questo servirebbero le scie chimiche. Ma servirebbero anche a
riflettere le onde radio per le comunicazioni militari. Decisamente tuttofare,
queste scie.

Un concetto nuovo: dice che le scie sospette si distinguono da quelle normali
non perché sono persistenti, ma perché si allargano. Il concetto di espansione
degli aeriformi gli dev’essere poco familiare.

11:45

Inizia la sessione di domande. Propongo a Marcianò il dibattito faccia a
faccia. Rifiuta, perché lui con i “disinformatori” non parla.

Mostro (nelle foto qui sotto, credit
AT) immagini d’epoca di scie di
condensazione nella seconda guerra mondiale.

Mostro anche un’immagine tratta dagli archivi della rivista Life,
datata 20 dicembre 1944 e consultabile
qui: è una foto di George
Silk, scattata durante la Battaglia delle Ardenne, ed è piena di scie di
condensazione. Sbufala totalmente l’asserzione che prima degli anni Novanta le
scie non esistevano.

Marcianò risponde che la foto tratta dagli archivi della rivista
“è falsa”. Dunque anche Life fa parte del Grande Complotto?

Ecco qui sotto la foto di Life, che in originale è a colori (il NWO,
purtroppo, non mi ha concesso la stampante a colori per il raduno):

Ecco come la foto viene presentata sul sito della storica rivista:

E non è l’unica immagine di questo genere (ringrazio Simone Angioni, presente
ahimè solo via Internet, per aver trovato queste foto e per le consulenze in
tempo reale):

Spero che qualcuno nel pubblico si sia posto un paio di semplici domande:
perché i relatori non hanno mostrato queste immagini? Ed è davvero
credibile che vengano falsificate retroattivamente riviste di più di
sessant’anni fa per fingere che le scie esistevano già allora?

Altre domande del pubblico. Alla domanda di una persona su cosa fare per
contrastare questo grande avvelenamento, la risposta degli organizzatori è
“la democrazia diretta”. Già, perché una superorganizzazione che
avvelena interi continenti con nonchalance si farebbe intimidire dalla
democrazia diretta, invece di tirar fuori il Flit e sbarazzarsi di chi
protesta.

Contesto appunto il fatto che parlano tanto di democrazia diretta, ma non
lasciano parlare né i tecnici che ci sono in sala né coloro che hanno
un’opinione diversa (che in realtà non è opinione, ma serie di fatti):
bell’esempio di democrazia. Voci del pubblico rispondono che è inutile, perché
i tecnici sono stati pagati. Tutti. Altre voci dei presenti chiedono
però che si dia spazio anche alle obiezioni documentate di chi è scettico.

Parla un chimico fra il pubblico, ma Marcianò fa polemica sul fatto che il
chimico non vuole dare il proprio nome e cognome. La domanda del chimico è
tecnica (a che pro usare filamenti eccetera, quando le sostanze restano in
sospensione per anni anche senza aiuto filamentoso, come documentato da
episodi come le eruzioni vulcaniche?) e risulta semplicemente incomprensibile
ai relatori.

A parte i dettagli tecnici, quello che conta è che emerge chiaro il rifiuto di
dialogo coerente. Prevedibile, ma le riprese video fatte dai presenti
documentano chiaramente l’atteggiamento degli sciachimisti.

Altre domande tecniche mettono in luce l’assurdità chimica della teoria:
le sostanze emesse secondo gli sciachimisti dagli aerei non possono essere
sparse in forma gassosa
. Non è che lo dicono i debunker: è chimica di base, gente. È un
esperimento ripetibile. Provate.

Pattera: “I ragni migratori non esistono”. Allora gli entomologi sono
tutti scemi?

Ricevo via blog da Simone Angioni la segnalazione che Pattera, in un suo
recente
rapporto, ha concluso che
“i filamenti raccolti nelle diverse località del nord Italia a Novembre
sono di origine animale e più precisamente presentano un
comportamento molto simile a quello dimostrato dalle ragnatele che
quotidianamente incontriamo, anche se rispetto a queste ultime possiedono
una maggiore tenacità e una maggiore resistenza alla solubilizzazione nei
reattivi specifici”
. Ossia l’esatto contrario di quello che lui stesso ha appena sostenuto. La
tenacità differente è appunto quella del filamento più resistente rispetto
alla normale ragnatela, chiamato dragline, che i ragni migratori
producono per farsi trasportare dal vento. Cito questo brano a Pattera. Gelo
in sala.

Ecco lo scambio (e il relativo contorno di accuse, insulti e attacchi) come lo
presentano gli sciachimisti:

NOTA: Purtroppo il
video non è più
disponibile.

Cito Pattera:
“Lei sarebbe evidentemente… l’unico scienziato al mondo… avrebbe una
cattedra sicura, perché i ragni migratori non esistono”
. Quando gli chiedo se è disposto a certificare quest’affermazione, Pattera
precisa:
“Non certamente a 5000 metri di altezza… 7000… quello che è”. È una
posizione che ha ribadito anche in uno dei suoi
documenti
di analisi dei filamenti:

“NON SONO sicuramente la produzione (che risulterebbe a livello industriale,
fra l’altro, per coprire l’estensione territoriale
Vercelli-Milano/Bologna-Ferrara!) delle ghiandole serigene dei cosiddetti
“ragni d’alta quota”,
la cui esistenza (dal punto di vista entomologico) lasciamo appannaggio
delle leggende metropolitane, con buona pace del CICAP”

Una persona che si qualifica come biologo nega insomma l’esistenza di un
fenomeno naturale che invece è documentatissimo e noto
“sin dai tempi di Aristotele” (come segnala l’articolo
Aerial Dispersal in a Known Spider Population, Eric Duffey,
Journal of Animal Ecology, Vol. 25, No. 1, May, 1956, pp. 85-111;
disponibile su JSTOR), citatomi da
Angioni.

Basta infatti dare un’occhiata alla letteratura scientifica, e per farlo è
sufficiente googlare “ballooning spider” (oltre 1.400.000 risultati)
oppure consultare
Wikipedia,
che offre citazioni di varie pubblicazioni oltre al
Journal of Arachnology:
una,
due,
tre. O consultare
Microscopy UK, che nota che Darwin li raccolse in mezzo all’Atlantico. O magari sentire un
esperto, come l’aracnologo Carlo Pesarini, come
ha fatto Angioni. Le specie che hanno questo comportamento sono decine:
Tapinocyba praecox, Erigone dentipalpis, E. atra, Bathyphantes gracilis,
Meioneta mollis, Stegodyphus dumicola, Stegodyphus mimosarum
… giusto per citarne alcune. Hanno nome, cognome e pedigree,
insomma: altro che “leggende metropolitane”. Questo è il livello di
preparazione degli “esperti” sostenitori delle scie chimiche.

E sul fatto che i ragni migratori possano raggiungere i 5000 metri, ossia
15.000 piedi circa:

To reach new locations the spider travels by a means of transportation
known as “ballooning”. A spiderling or spider throws out streams of silk.
These threads form a sort of “flying carpet.” It rises on warm currents of
ascending air, and spiders and spiderlings are borne aloft and scattered
far and wide.
Sometimes they go as high as 14,000 to 15,000 feet and travel
hundreds or even thousands of miles

[Will Barker, Winter-Sleeping Wildlife (New York: Harper and
Row, Pubs., 1958), pp. 94-96,
citato qui].

Ballooning spiderlings can ascend over 15,000′ and have been
sighted landing on ships sailing the mid-Pacific

[Intelligent Controls for Spiders].

Glick (1939), who collected airborne spiders
up to 15,000 feet above the ground

[Factors Influencing The Aerial Dispersal of Spiders (Arachnida:
Araneida)
, K.V. Yeargan, Department of Entomology, University of Kentucky, in
Journal of the Kansas Entomological Society, Vol. 48, no. 3, July 1975
(immagine qui sotto, tratta da
qui)].

Ma Pattera nega tutto questo.

Dopo altre domande del pubblico, Pattera mostra una schermata e mi chiede se
si tratta del documento che gli ho citato. Gli rispondo che a quella distanza
non vedo:
“I miei impianti bioplasmatici mi impediscono di vedere fin là, chiedo
scusa”
. Pattera sostiene che ho citato un’indagine del 2002: no, il suo testo che
gli ho citato è fresco di produzione e parla del 2008.

Proseguono le domande del pubblico, poi si stacca per pranzare.

Il Pranzo degli Scettici Allegri

Uno dei relatori,
Paolo Franceschetti, viene a fare due chiacchiere con noi durante un’allegra pizzata in
compagnia (perché siamo scettici, ma siamo scettici allegri) e si
sganascia a sentire la storia dei miei presunti
“impianti bioplasmatici”
e le altre tesi proposte dagli sciachimisti (foto qui sotto).

Mi colpisce molto il tono astioso di una signora che credo faccia parte
dell’organizzazione del convegno e che è presente nella stessa pizzeria. Ci
vede ridere e si rivolge a me, seccata, dicendo più o meno
“Ma voi siete proprio così sicuri di avere ragione?” e si porta via
Franceschetti, come se fraternizzare con il nemico fosse proibito.

No, signora, non siamo sicuri di avere ragione: siamo sicuri che le cose che
sostengono gli sciachimisti non hanno senso. È diverso. Noi abbiamo dalla
nostra duecento anni di chimica, gli esperti dei settori toccati dalle
asserzioni sciachimiste, e montagne di documentazione. Voi avete soltanto aria
fritta. Per cui ci ridiamo sopra.

Venirvi a sentire, vedervi così seri, compresi e infervorati per la catastrofe
imminente (che però non arriva mai), è un passatempo, non è una lotta. Di
tutte le teorie strampalate che ci sono in giro, quella delle scie chimiche è
la più demenziale, con i suoi milioni di ipotetici partecipanti al complotto,
e quindi è anche la più divertente. E noi ci divertiamo. Se nel divertirci
riusciamo anche ad evitare che qualcuno si faccia rovinare la vita dalle
vostre paranoie, tanto meglio.

Seconda parte: i nanocosi e gli “insetti chimera”

Alle 14:35 rientriamo a sentire il proseguimento del discorso di Marcianò. Ci
perdiamo il primo pezzo per qualche foto di gruppo, anche per ricordare una
giornata in cui molti di noi finalmente si sono visti di persona per la prima
volta.

The Happy Skeptic Society. Credit:
AT.

Entriamo in sala tutti con in testa il cappellino della CIA (a fine articolo
trovate un paio di video). Visto che rifiutano il dialogo, l’ironia di
un’obiezione silenziosa è l’unico approccio possibile: una risata vi
seppellirà, direbbe qualcuno. Potete intuire le espressioni dei presenti.

Credit: AT.

Simply irresistible. Credit:
AT.

Prima che qualcuno obietti che una silenziosa goliardata come questa è poco
seria, provocatoria e fuori luogo, suggerisco di vedere il
trattamento riservato a noi dagli organizzatori ancor prima del convegno
(immagine qui sotto). E saremmo noi quelli poco seri?

Finora nulla di nuovo: Marcianò sta soltanto presentando immagini satellitari
che secondo lui mostrano scie chimiche. La sala mi sembra più piena di
stamattina. Marcianò non spiega la cosa fondamentale, come mi fa notare uno
degli amici presenti: ma a che diavolo serve, ai militari, prendersela con i
cumuli e distruggerli? Cos’avranno fatto i cumuli, poveretti, per meritarsi
l’ira del Nuovo Ordine Mondiale?

Marcianò sostiene che i tecnici delle radiosonde (che vengono lanciate
periodicamente in aria con piccoli palloni per rilevare le condizioni
meteorologiche in quota) hanno iniziato ad alterare i dati pubblici da quando
lui ha iniziato a studiare il fenomeno. Il mondo gli ruota intorno, insomma.

La gente, dice, viene obbligata a “chiudere i finestrini” degli aerei
di linea per non vedere fuori l’irrorazione in corso (dove ci starà, tutta la
roba chimica, se l’aereo è pieno di passeggeri?).

Cita “150 scienziati” (o 650, devo riascoltare la registrazione) che
non sposano l’idea dell’effetto serra. Curioso come gli scienziati siano
perfettamente affidabili quando fa comodo alla tesi preconcetta, ma siano
tutti venduti quando dicono qualunque cosa contraria alla tesi stessa.

Clamoroso: ripete il “gigabyte di watt” emessi da HAARP. Ma allora non
è un lapsus.

Adesso anche le scie evanescenti, non solo quelle persistenti, sono
chimiche.

Cita il meteorologo Gunther Tiersch come testimone autenticatore delle scie
chimiche: peccato che Marcianò traduca “scie chimiche” quando in realtà
Tiersch parla di
“linee a forma di serpente probabilmente diffuse nel pomeriggio a circa 5-6
km di quota sul Mare del Nord da un paio di aerei, aerei militari, e non
hanno niente a che vedere col tempo”
. Si tratta infatti di chaff (un prodotto antiradar in uso da decenni,
che ha la particolarità appunto di creare falsi echi radar che sembrano enormi
nuvole sugli schermi dei radaristi). Non solo si ignorano concetti aeronautici
militari di base, ma siamo di fronte alla falsificazione della traduzione.

Marcianò sostiene che Tiersch è stato silurato per aver ammesso l’esistenza
delle scie chimiche. Ma basta una ricerca in tempo reale su Google per vedere
che in realtà è ancora in servizio come meteorologo, sempre alla TV tedesca
ZDF, come si può
leggere qui
e vedere qui sotto.

Viene proiettato un filmato che presenta l’accordo Italia-USA per
“manipolazione di ecosistemi terrestri”. Ma non viene detto che
l’accordo parla di esperimenti su piccoli appezzamenti di terreno, non di
cambiamento del clima planetario.

Interviene dal pubblico Franco Scarpa, militare. Dice che non tutto quello che
viene fatto dai militari viene divulgato. Ma che novità. Tiene quasi una
conferenza personale, e gli organizzatori lo lasciano parlare (ben
diversamente da quello che fanno con le varie persone che osano fare obiezioni
alle tesi presentate). Il raduno diventa sempre più curioso: un militare viene
in sala e viene osannato. Ma i militari non erano tutti cattivi e costretti al
silenzio? E se questo militare è al corrente di terribili segreti, perché
continua a fare il militare?

Marcianò sostiene che a bordo degli aerei ci sono motori elettrici che
emettono gas di scarico e fanno quindi scie. Giuro. Si riferisce alle
APU (Auxiliary Power Unit), che sono sì motori ausiliari, ma mica
elettrici: sono a turbina.

Racconta che sopra casa sua passa continuamente sempre lo stesso aereo che
rilascia scie misteriose a bassa quota. E ci sono addirittura due tipi diversi
di aerei chimici: prima passano quelli di un tipo, che “ripulisce” il cielo,
poi arriva il secondo che spruzza. Curiosamente, nonostante Marcianò disponga
di una telecamera con uno zoom da 40x, le sue immagini degli aerei “a bassa
quota” sono sgranatissime e gli aerei sono piccini piccini.

I controllori di volo “hanno una cognizione esatta” di quello che sta
succedendo, dice, ma negli aeroporti ci sono aerei che, a suo dire
illegalmente, sono senza insegne e senza identificazione. Dunque i controllori
sono omertosi complici, presumo. E con loro l’ENAV, i militari italiani, la
NATO, i chimici di tutto il mondo, i geologi, i giornalisti delle reti
televisive… si fa prima a elencare chi non fa parte del complotto.

“Le scie di condensazione sono un fenomeno raro, rarissimo” che non
supera il 3%, dice sempre Marcianò.

Poi fa sentire una registrazione interminabile di una telefonata all’aeroporto
Fellini in cui una voce alterata digitalmente lamenta sorvoli di aerei e
riceve risposta da una persona imprecisata che parla di aerei scuola o simile.
Chi sia questa persona, con che qualifica e con che competenza risponda, non è
detto. Ma questa, per lui, è una prova schiacciante.

Marcianò sostiene che ci sono alcuni controllori di volo che hanno confermato
le sue tesi, ma non fa nomi.
“Questi controllori di volo confermano tutto, ma non possono parlare”.
Se la prende con Voyager perché per l’80% la trasmissione è stata
gestita dall’ENAV e dai militari.

La Russa, dice Marcianò, “mente sapendo di mentire” (testuale) negando
l’esistenza di un accordo Italia-USA sulle
“sperimentazioni climatiche”. Accuse pesantissime.
“Quando qualcuno ha la coda di paglia, fa sparire i documenti”,
aggiunge.

15:40

Si passa alle conseguenze (asserite) delle scie chimiche. Marcianò parla di
metalli elettroconduttivi trasportati dai polimeri emessi sotto forma di scia
chimica. All’alba le scie sono a est, poi si spostano, perché i polimeri si
orientano elettricamente se sottoposti a luce ultravioletta, e vengono
integrati con nanopolimeri. Tutto questo funge da vettore per
“nanostrutture intelligenti” e la “polvere intelligente”.
“Questa non è fantasia, è realtà”, precisa Marcianò.

Dice che già nel 2003 i militari USA riuscivano a introdurre nanosensori nei
corpi dei nemici per poterne monitorare gli spostamenti in Afghanistan e in
Iraq. Lo stesso sistema, dice, viene usato per controllare la popolazione
civile anche in Occidente “attraverso la dispersione di nanosensori”.
Ma allora lui come fa a essere immune? Se c’è questa fortissima congiura del
silenzio, come mai lui è ancora libero di parlare? Sarà mica in realtà in
combutta con i militari USA per screditare il movimento?

15:50

Arriva, finalmente, il Morbo di Morgellons. Siamo in chiusura, gli
organizzatori gli hanno già detto che il tempo è scaduto, ma Marcianò non
molla. I
“nanosensori sono ovunque, nel cibo, nell’acqua, ognuno di noi ne ha
respirato a iosa”
. Ci sarebbero 2500-3500 casi al giorno di Morgellons solo negli Stati Uniti
(vale a dire circa un milione di casi l’anno: un’epidemia biblica, una
strage, chissà come mai non ce ne siamo ancora accorti). Le nanosonde (o
nanosensori che dir si voglia, tanto ormai siamo alla fiera delle parole in
libertà) replicano RNA e DNA e creano “insetti chimera” che emergono
dalle ferite dei malati.

Come contrastare tutto questo? Eliminare i metalli delle scie chimiche si può
tramite i metodi di un medico giapponese (il cui nome non viene detto), che
usa l’alga spirulina per purgare i metalli dall’organismo, dice Marcianò.
Anche l’Agrobacterium presente negli OGM serve da vettore del Morgellons.
Avete capito? Tutto questo supercomplotto planetario che coinvolge i militari
di ogni paese (tranne la Bolivia, ha precisato Marcianò a inizio conferenza) e
va avanti da più di un decennio con centinaia di voli giornalieri e milioni di
tonnellate di robaccia spruzzata si può fregare con la spirulina che si compra
in farmacia. Geniale.

15:55

Fine conferenza. Applauso del pubblico.

Applausi. Credit: AT.

Il convegno va avanti, dopo una pausa, con massoneria e signoraggio, argomenti
che riempiono maggiormente la sala ma che non c’è tempo di affrontare ora.
L’indigestione di antiscienza è stata già pesante così. Io e gli amici ci
fermiamo per la durata della pausa a discutere con i presenti. Alcuni sono
aperti e hanno dubbi legittimi che derivano dalla non conoscenza
dell’aeronautica e della meteorologia. Altri sono convinti di sapere tutto e
non gradiscono affrontare la realtà tecnica dei fatti.

Discussione post-relazione. Credit:
AT.

C’è un mio faccia a faccia animato con Marcianò, di cui potete vedere qualche
eloquente spezzone più sotto. Gli viene consegnato il
Perlone
di Perle Complottiste e
chiesta una foto con il cappellino della CIA.

Il certificato del Perlone. Credit:
AT.
Rosario Marcianò. Credit: AT.

18:50

Sono rientrato adesso al Maniero Digitale dopo un’altra allegra chiacchierata
con gli amici che erano al raduno. Aggiungerò dettagli man mano che rivedo le
riprese, ma volevo chiudere per ora con una riflessione generale sul convegno:
che vita interiore grama devono avere quelli che credono a queste immaginarie
catastrofi annunciate. Sapere (o credere di sapere) che c’è un piano segreto
con migliaia di cospiratori che avvelenano la popolazione al ritmo di 2500
persone al giorno, e che non c’è nulla da fare perché i cospiratori sono
decine di migliaia, sono ovunque e sono potentissimi, dev’essere deprimente
fino alla disperazione.

Forse è per questo che sono volati insulti nei confronti miei e di altri che
osavano proporre dati che smentivano le tesi sciachimiste. Non ci odiano per
quello che diciamo. Ci invidiano perché siamo allegri e abbiamo una vita,
mentre loro hanno soltanto menagrame profezie di morte. Che tristezza.

Post Eventum

Un utente del forum di sciechimiche.org ha pubblicato un
resoconto
che (per chi ne dubitasse) conferma le mie descrizioni dell’affluenza di
pubblico, degli strafalcioni di Marcianò, e di altri episodi del convegno.

Ecco due video della pacifica incursione silenziosa con i cappellini CIA,
seguita dalle parole di Marcianò nei miei confronti, che tolgono ogni speranza
a coloro che, in buona fede, pensavano di poter organizzare un dibattito.
Grazie a ilpeyote per lo splendido
video realizzato a tempo di record. Il
video è stato rimosso a causa di lamentele infondate dei soliti noti, che
molto democraticamente cercano di tappare la bocca a chiunque sveli le loro
bugie, inventandosi inesistenti violazioni di copyright e/o della privacy
(come documentato più dettagliatamente
qui). Fatica censoria inutile, data la facilità con cui si possono ricaricare i
video. Eccolo qua:

Ed ecco un paio di foto del faccia a faccia fra me e Marcianò a fine
conferenza, quando gli ho mostrato la schermata del sito della ZDF che
documenta che Tiersch non è affatto stato silurato come ha detto lui:

Credit: m.agno*****.
Credit: AT.

Guardate questo video della discussione, in cui manda via in malo modo una
persona che ha osato chiedergli conto dei video in cui dice di mostrare aerei
che fanno scie sotto le nuvole quando in realtà si vede bene che stanno sopra.
Ecco all’opera la cordialità e la tolleranza degli sciachimisti:

Poi Marcianò si rivolge a me, dicendo che gli unici interlocutori che accetta
sono il “colonnello Costante De Simone” e il
“maggiore Guido Guidi”. Non è dato sapere perché.

2009/04/23 – Altre chicche dal convegno di Milano

Ho messo all’asta su eBay
il cappellino indossato da Marcianò: il ricavato andrà interamente in
beneficenza per AMREF e RAWA. Il relatore Paolo Franceschetti scherzosamente
teorizza una verità inconfessabile: gli sciachimisti sono in combutta con la CIA e con me per fare depistaggio
e farsi pubblicità.

Ecco la
consegna del Perlone
a Marcianò e l’immortale esclamazione di Franceschetti al destinatario
dell’ambito riconoscimento: “Basta dire ca**ate!”:

Peli sintetici che spuntano dalla pelle: cos’è il Morbo di Morgellons?

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la consultazione.

Ieri sera un programma di una rete nazionale italiana, il cui nome lascerò nel… mistero, ha suscitato la preoccupata curiosità di molti ascoltatori del Disinformatico parlando del cosiddetto morbo di Morgellons: una malattia che farebbe affiorare da sotto la pelle dei filamenti polimerici e sarebbe causata da irrorazioni effettuate dagli aerei tramite le scie che rilasciano in volo.

La tesi è di sicuro impatto visivo e abbastanza impressionante, ma non sta in piedi per alcune ragioni piuttosto semplici. Se davvero le scie degli aerei causassero queste eruzioni d’irsutismo plastificato, ne sarebbero affette tante persone. Invece i casi sono una manciata.

Inoltre un’operazione criminale del genere richiederebbe le massime complicità governative, che sarebbero perfettamente in grado di bloccare una trasmissione che la smascherasse. Per capirci: Wikileaks pubblica un po’ di gossip sui leader del mondo e Julian Assange finisce braccato dall’Interpol e agli arresti, minacciato di estradizione, mentre chi presenta in TV addirittura le prove di un avvelenamento di portata internazionale rimane libero di parlarne in prime time. Non ha molto senso.

Comunque sia, c’è un test molto semplice per capire se la povera ragazza affetta dal presunto “morbo di Morgellons” mostrata nel servizio televisivo lo è davvero o se si tratta di una simulazione o di banalissimi pelucchi provenienti dai vestiti: ingessarle una zona del corpo dove si presentano i pelucchi, in modo che la pelle della zona non sia raggiungibile dall’esterno, e aspettare un mesetto. Se i pelucchi ci sono quando si apre il gesso, provengono davvero dal corpo; se non ci sono, il “morbo“ non c’è più.

L’idea non è nuova: la sua sperimentazione da parte di un medico fu segnalata da Popular Mechanics cinque anni fa (prima parte; seconda parte). In quel caso il paziente risultò miracolosamente “guarito”.

Ma da dove viene questa storia? Il cosiddetto “Morbo di Morgellons” è una malattia teorizzata da una biologa, Mary Leitao, nel 2002; ad oggi non esiste alcuna prova tangibile che ne dimostri l’esistenza. I medici che hanno studiato il fenomeno affermano che non c’è alcuna differenza tra il Morbo di Morgellons e la parassitosi illusoria, una grave forma di psicosi. Diversi studi affermano che le persone che sostengono di essere affette dal Morbo di Morgellons riescono ad essere curate con le terapie utilizzate nella cura della parassitosi illusoria.

A quanto risulta fin qui, quindi, sembra il Morbo di Morgellons non sia altro che un nuovo nome assegnato a una patologia già ben nota alla medicina. Di questo aspetto si sta occupando il CDC (Center for Disease Control) statunitense, con uno studio epidemiologico volto a stabilire se il Morbo di Morgellons esiste realmente.

Inoltre Mary Leitao e la sua fondazione (Morgellons Research Foundation) non fanno alcun riferimento alle “scie chimiche” rilasciate dagli aerei; anzi, dichiarano che praticamente nulla si sa né sulle cause del presunto morbo, né sulla sua infettività, né tanto meno sulle sue cure.

Per chi volesse approfondire con un po’ di letteratura degli esperti di settore, ci sono alcune pubblicazioni fondamentali:

Scie chimiche: aria fritta con contorno di bufala e grana

Scie chimiche: aria fritta con contorno di bufala e grana

Image Credit: “jpupe”.

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Il podcast
della puntata n. 17 del Disinformatico che tratta quest’argomento è
disponibile temporaneamente presso il
sito della RSI.

Per chi ha fretta

Tutte le presunte prove dei sostenitori delle “scie chimiche” sono smentite
dai piloti di linea, dai meteorologi e dai controllori di volo italiani e
stranieri. Non c’è nessuna persona esperta in materia che sostenga
l’esistenza delle “scie chimiche”. Trovate tutti i dettagli e le spiegazioni
presso
La bufala delle “scie chimiche”, presso
MD80.it
e presso
Meteoromagna. Se neanche questo vi basta e pensate che tutta questa gente sia corrotta
e perfettamente omertosa, soffrite di ottusità terminale ed è inutile che
leggiate oltre.

A proposito di ottusità: alcuni commenti dei sostenitori delle scie
chimiche, in fondo all’articolo, sono scurrili e volgari. Altri ricorrono
addirittura all’impostura, spacciandosi per professori universitari. Li
lascio lo stesso in parte, come testimonianza della frequente inciviltà e
pochezza di chi è ossessionato dai complotti di ogni genere.

Una premessa: mi occupo di questo tema con riluttanza e a titolo preventivo. È
chiaro a chiunque abbia un minimo di sale in zucca e di competenza scientifica
che si tratta di una bufala paranoica. Tuttavia se ne parla sempre di più
(anche Repubblica
tocca
l’argomento), si fanno interrogazioni presso i governi, il tam-tam della Rete
comincia ad animarsi, ed è quindi il caso di arginare sul nascere
quest’ennesima follia complottista per evitare che si diffonda ulteriormente e
crei un altro business di libri e DVD da rifilare ai creduloni.

Lo so, parlando di un’ipotesi di complotto si finisce inevitabilmente per
pubblicizzarla e in un certo senso conferirle dignità, ma l’esperienza insegna
che è inutile ignorare queste fantasie sperando che spariscano da sole nel
dimenticatoio. Non è successo per la teoria dei falsi sbarchi sulla Luna; non
è successo per l’11 settembre. Per cui eccomi qui.

Da diverso tempo circola su Internet la teoria delle cosiddette
scie chimiche (in inglese chemtrails). Secondo questa teoria,
alcune delle scie lasciate in cielo dagli aerei sarebbero differenti da quelle
normali. Quelle normali sono sostanzialmente composte da goccioline d’acqua o
cristali di ghiaccio d’acqua e sono quindi assimilabili alle nuvole (in
particolare ai cirri), mentre le scie chimiche sarebbero (cito da
questa pagina di Sciechimiche.org):

scie di sostanze chimiche nebulizzare [sic] nell’aria tramite sistemi
di irrorazione montati su aereoplani [sic] che non appartengono al
normale traffico aereo. Queste sostanze vengono irrorate a diverse altezze a
seconda degli scopi per cui vengono utilizzati.

E quali sono questi scopi? Secondo le
pagine Web
dei sostenitori della teoria, che chiamerò per brevità sciachimisti (absit iniuria verbis), si va dalle operazioni militari per creare una sorta di gigantesca,
tossica antenna temporanea in cielo a un
“progetto volto a rallentare il preoccupante aumento della temperatura
terrestre”
.

Ma ci sono anche ipotesi ancora più preoccupanti: la cosiddetta
“ipotesi Monsanto”, per esempio.

Vaste aree agricole dopo la comparsa delle scie, sono state letteralmente
bruciate e il terreno reso pressoché sterile…ai normali semi ovviamente, non
a quelli standardizzati per quel tipo di condizioni.

Semi che, ovviamente, verrebbero venduti in esclusiva dalla Monsanto con lauti
profitti.

Se non vi soddisfa questo scenario, potete sempre attribuire alle scie
chimiche effetti ancora più nefasti:

Alcuni sospettano che il governo statunitense, d’accordo con altri governi
coinvolti nel programma, stia autorizzando il rilascio graduale di bio
agenti, allo scopo di vaccinare le popolazioni dall’alto. Questo, potrebbe
talvolta essere la causa di malattie (SARS, AVIARIA) arrecate a qualche
persona ammalata dal vaccino stesso

Un’accusa mica da ridere. E c’è di più. Dice Sciechimiche.org:

si pensi alla strana epidemia di patologie respiratorie che ha colpito da
qualche mese, circa il 40% della popolazione italiana!

Capito? Il freddo, il fumo di sigaretta e l’inquinamento cittadino non
c’entrano nulla. Se vi viene il mal di gola, non è perché avete lasciato a
casa la sciarpetta. È tutta colpa delle scie chimiche.

Ma ancora non basta. Gli sciachimisti sostengono che le scie chimiche
“possano davvero fare parte di un programma atto a ridurre il numero della
popolazione”
. E linkano un
articolo
di una vecchia conoscenza undicisettembrina,
Maurizio Blondet, che descrive un’inquietante proposta di eliminare quattro miliardi di
persone. Perché? Perché i carburanti fossili si stanno per esaurire, e non
bastano per tutti. Per non parlare dei parcheggi in centro.

Ovviamente si tratta di progetti ultrasegreti, dei quali soltanto gli
sciachimisti sono a conoscenza, in ossequio a un’inossidabile tradizione del
complottismo: il complottista è un avanguardista, un orgoglioso e inquieto
depositario di un sapere che gli altri ancora non hanno l’intelligenza di
cogliere, e quindi si sente superiore a noi imbecilli che non sappiamo e che
pensiamo che le scie chimiche siano quelle di chi ha mangiato troppi broccoli
e fagioli.

I sostenitori delle scie chimiche hanno anche identificato il
modus operandi di queste irrorazioni venefiche:

non si tratta né di aerei di linea né commerciali, poiché spesso transitano
in zone in cui il traffico aereo è inesistente e soprattutto ignorano i
limiti di quota e distanza che regolano la sicurezza di volo. Inoltre sono
stati fotografati sia in volo sia in aeroporti, sono spesso
aerei bianchi senza insegne, cisterne dei cieli normalmente usate per
rifornire di carburante i caccia da guerra in quota, ma che a quanto pare
possono essere adibite ad altro scopo.
[fonte]

Non solo: sanno anche esattamente chi c’è dietro:

In altri paesi, come il Canada, molte persone si sono già mobilitate e hanno
scoperto l’implicazione dei militari americani dietro questo progetto.
[fonte]

Notate la certezza con la quale esprimono l’accusa: non dicono che
potrebbero esserci dietro i militari, magari gli americani, ma
dicono chiaro e tondo
“hanno scoperto l’implicazione dei militari americani”. L’accusa è
precisa ed è fornita senza spazio per dubbi o equivoci sull’identità dei
colpevoli.

È a questo punto che scatta il Principio della Talpa Suicida, valido
per tante ipotesi di complotto oltre a questa: se hai davvero scoperto i
terribili segreti di una banda di assassini pronti a tutto e vuoi rivelarli,
forse pubblicarli su Internet con sotto il tuo nome e cognome è un tantinello
incauto.

Gli sciachimisti sono venuti a conoscenza (dicono) di un piano segretissimo
degli americani per inquinare il pianeta e forse far fuori quattro miliardi di
persone. Se gli americani sono disposti a far schiattare oltre metà
dell’umanità, non si faranno certo scrupoli a far fuori senza troppi
complimenti chiunque spifferi i loro piani in un rintracciabilissimo sito Web
o si avvicini anche solo vagamente alla verità, giusto?

E allora come mai gli sciachimisti sono ancora vivi e liberi di parlare?

Origini

Una volta tanto sappiamo abbastanza precisamente da dove nasce questa teoria.
Risale alla metà degli anni Novanta, e fu il giornalista canadese William
Thomas il primo a
descriverla
diffusamente al grande pubblico nel 1997.

Aggiornamento (2007/12): Thomas lo fece dopo aver letto i messaggi
pubblicati su Internet da un certo
Richard Finke, dell’Ohio, a
settembre del 1997. Nel suo primo messaggio a Biowar, una mailing list
dedicata al bioterrorismo, Finke (che dichiara di essere un contabile, non
esperto di biologia o chimica) sosteneva di avere prove che gli aerei
rilasciavano un pesticida, l’etilene dibromuro, immesso appositamente nel
carburante, e che questo faceva parte di un piano per un
“genocidio all’ingrosso”, come
racconta qui
Jay Reynolds nel riassumere le origini del mito. Ringrazio la redazione di
Focus.it per aver fornito suggerimenti
preziosi per reperire quest’origine, descritta nel numero di dicembre 2007
della rivista.

Le idee sciachimiste furono diffuse da alcuni popolarissimi programmi
radiofonici statunitensi, come quello di Art Bell, che è un appassionato di
ufologia, paranormale, piramidologia, misteri e complotti di ogni genere: per
esempio, fu il suo talk show a diffondere la storia di
John Titor, il “viaggiatore nel tempo”. Alcune
fonti indicano
specificamente le puntate del 25 gennaio, 18 febbraio e 17 marzo 1999 (sto
cercando di procurarmele).

Thomas è autore di numerosi libri su ogni sorta di complotti, come si può
vedere nel suo sito,
e afferma di avere varie
prove e testimonianze
della realtà del fenomeno. Anche Finke e il suo socio Larry Wayne Harris,
ispettore di fosse settiche, tentarono di offrire servizi di
“consulenza per la bioguerra difensiva e la sopravvivenza ai disastri”
attraverso una società chiamata LWH Consulting. Lo scopo di lucro era presente
fin dall’inizio, insomma.

Le “prove”

Potreste pensare che se gli sciachimisti fanno in Rete queste affermazioni
agghiaccianti, debbano avere il supporto di prove ineccepibili (e
un’assicurazione sulla vita molto costosa). Ecco il loro vademecum su come
distinguere una scia normale da una scia chimica:

Le scie chimiche assomigliano inizialmente alle normali scie di
condensazione, ma sono molto più spesse, si estendono per tutto il cielo e
spesso vengono tracciate a croce, a reticolo e lungo linee parallele. Invece
di dissiparsi rapidamente, le scie chimiche si espandono e formano “piume” e
“code di cavallo”. Nel giro di mezz’ora o meno, si aprono formando tenui
formazioni che si uniscono a formare un velo bianco sottile o una ‘falsa
nuvola tipo cirro’ che persiste per ore.
[Rense.com]

E, come già detto, vengono rilasciate da misteriosi aerei bianchi senza
insegne. Secondo lo “scopritore” delle scie chimiche, questi aerei sarebbero
anche privi di finestrini, come documentato da fotografie che li ritraggono
all’opera.

Una delle “prove” presentate dai sostenitori delle scie chimiche è data dalle
interrogazioni parlamentari. Se si fa un’interrogazione, vuol dire che il
fenomeno è reale, no? Certo. Chiedetelo al Questore della Camera italiano
Edouard Ballaman, che si fece bidonare fino all’interrogazione
alla Camera dalla
bufala del numero succhiaricarica.

Un’interrogazione parlamentare significa semplicemente che il parlamentare (in
questo caso Piero Ruzzante, come documenta lui stesso
qui e
qui)
crede che esista una determinata situazione. E a volte anche ai
parlamentari capita di prendere una cantonata, specialmente se si appoggiano a
riviste dedicate al complottismo e alla pseudoscienza come
Nexus (citata appunto da Ruzzante). È lo stesso meccanismo alla base di
quest’interrogazione
al Consiglio Regionale della Sardegna (a nome Davoli-Uras-Pisu).

Gli sciachimisti portano anche “prove” di popolazioni che hanno subìto un
improvviso aumento di malattie (almeno così affermano, senza mai fornire
documentazione, come al solito) e di persone che hanno fatto analisi chimiche,
trovando bario e altre sostanze, e dicono che è tutta colpa delle scie
chimiche: ma prima di arrivare a conclusioni così ardite (e se fosse colpa di
qualcos’altro?) bisogna vedere se le scie chimiche effettivamente esistono.

Perché le scie chimiche sono una bufala

Ho già accennato al Principio della Talpa Suicida come prima obiezione
fondamentale alla teoria di complotto. La seconda obiezione, di buon senso
ancor prima che di scienza, è che i cospiratori, chiunque essi dovessero
essere, respirerebbero la stessa nostra aria, per cui non si capisce come
farebbero a proteggere sé stessi e i propri cari contro il nefasto effetto
delle scie chimiche.

La terza obiezione, sempre di buon senso, è che disperdere nell’atmosfera
delle sostanze chimiche generando delle scie “strane” e vistosissime,
che attirano l’attenzione sull’aereo militare in missione mortale, sarebbe il
piano segreto più stupido dell’universo. È come se James Bond andasse in giro
nel covo del supercattivo di turno con addosso la scritta
“Guardatemi! Sono una spia!” e un bersaglio a cerchi concentrici. Come
osserva acutamente un lettore nei commenti qui sotto, se davvero l’unico modo
per fare queste venefiche irrorazioni segrete è usare aerei che producono
delle scie molto visibili, perché non farle di notte?

Passiamo alla scienza. Tutti i comportamenti descritti dagli sciachimisti
rientrano fra quelli che possono avere anche le normali scie di condensazione:
si disperdono più o meno rapidamente a seconda delle condizioni atmosferiche.
Assumono forme differenti a seconda del vento in quota. Si interrompono e
ricominciano quando l’aereo passa da una zona dell’atmosfera a un’altra che ha
condizioni differenti, e questo capita anche a distanze molto modeste perché
l’atmosfera è piena di correnti e quindi è in continuo rimescolio (per questo
gli aerei, durante il volo, ogni tanto sobbalzano). Tutto qui.

La disposizione a X o a griglia deriva semplicemente dal fatto che gli aerei
tendono a seguire direttrici di volo ben precise, dettate dalle norme di
navigazione aerea: è come se ci fossero delle strade nel cielo, con i relativi
svincoli e incroci. Le scie degli aerei non fanno altro che segnare
visivamente quelle direttrici e le loro intersezioni. Basta guardare una carta
nautica.

Chi osserva le scie degli aerei da terra, inoltre, non ha alcuna percezione
delle quote differenti alle quali si formano: scie che apparentemente
s’incrociano o sembrano adiacenti possono essere separate da centinaia o
migliaia di metri. Una scia a quota più alta, essendo più lontana, ha un
aspetto più sottile di una che si forma a quota relativamente più bassa.

Le “prove” fotografiche degli sciachimisti sono piene di effetti di questo
genere. Ne vedete una qui sotto, che su Sciechimiche.org è etichettata come
esempio di scie chimiche conclamate (qui):

Immagine tratta da Sciechimiche.org (link diretto; copia su Archive.org).

Anche una scia intermittente non è da considerare anomala, come invece
sostengono alcuni sciachimisti. Come dicevo, l’atmosfera ha zone calde e
fredde, umide e secche, ed è in continuo rimescolamento. Se un aereo
attraversa una zona in cui si avvicendano condizioni atmosferiche diverse, la
scia di condensazione si forma soltanto dove lo consentono le condizioni
dell’atmosfera.

Ma che dire dei misteriosi “aerei bianchi senza insegne” e senza
finestrini? C’è chi dice di averli visti e persino fotografati. Come ben
spiegato dal ponderoso (e riccamente illustrato)
documento sulle scie chimiche
preparato dagli esperti di MD80.it, sito di riferimento per i professionisti
del volo italiani, qualsiasi aereo ad alta quota, visto da terra, tende ad
assumere una colorazione bianco-azzurrognola per via della diffusione della
luce nell’atmosfera. Esattamente come fanno le montagne innevate viste da
lontano. E le livree degli aerei di linea sono praticamente tutte bianche (“senza insegne”, appunto) nella zona inferiore del velivolo.

L’apparente mancanza di finestrini è spiegata dal fatto che le foto mostrate
dagli sciachimisti sono scattate da grande distanza (l’aereo è a vari
chilometri di quota e raramente sta direttamente sopra il fotografo) con un
teleobiettivo, e l’atmosfera tende ad offuscare i dettagli. Le immagini sono
sfuocate e la loro bassa risoluzione non permette di distinguere un oggetto
piccolo come un finestrino.

Provate ad andare a qualche chilometro da un aeroporto e guardate gli aerei
che atterrano. Ne vedete i finestrini? Appunto. Oltretutto esistono anche gli
aerei commerciali da trasporto, che effettivamente non hanno finestrini.
L’assenza reale o apparente di finestrini, quindi, non prova assolutamente
nulla.

Lo stesso documento di Md80.it spiega anche le segnalazioni di “scie chimiche”
a bassa quota: sono semplicemente i vortici di condensazione (vapore acqueo,
insomma) che si formano sull’aereo in determinate condizioni atmosferiche e
che si possono osservare in molte immagini disponibili in Rete, come
questa e
questa. Non si
tratta di fumogeni di quelli usati per abbellire i voli acrobatici, ma di pura
e semplice condensazione momentanea di vapore acqueo.

Anche le “appendici strane” notate da alcuni sciachimisti sulle ali degli
aerei non hanno nulla di strano: sono semplicemente le carenature degli
attuatori idraulici che muovono i flap. Quelle situate alle estremità delle
ali sono le winglet, alettine sempre più diffuse sugli aerei moderni.

Lo “sfiatatoio” che si vede sulla coda di alcuni aerei, invece, non è lo
scarico dell’irroratore chimico, ma semplicemente l’ugello di scarico del
generatore ausiliario o APU (Auxiliary Power Unit): una piccola turbina
a gas.

Ma allora cosa c’è dietro la mania delle scie chimiche?

È chiaro che la teoria sciachimista è letteralmente campata per aria. Dunque
perché tanto clamore? La gente è davvero così ingenua?

In parte sì. Complice il rimbambimento mediatico di giornali che dedicano la
prima pagina alle lettere di consorti indignate e relativi maritini e di
programmi televisivi stracolmi di niente, l’alfabetizzazione scientifica del
cittadino medio è a livelli patetici, creando un terreno fertilissimo per
qualsiasi teoria che faccia leva sulle paure istintive. Ma non è solo questo.

Bisogna aggiungere il fatto che il mistero si confeziona con poca fatica e
vende molti più giornali della più intrigante delle ricerche scientifiche. Il
complottismo paga, perché permette di vendere
libri, gadget, talismani e DVD, e appaga, perché crea seguaci; si diventa guru. Allora diventa chiaro
perché le cariatidi del complottismo, come
Luogocomune.net, spaziano dall’11 settembre agli sbarchi lunari alle scie chimiche: si
chiama diversificazione del prodotto. E diventa chiaro perché le scie
chimiche persistono. Sono un business.