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Quiz: mi aiutate a identificare un film?

Insieme alla Dama del Maniero sto cercando, senza successo, di identificare da che film provengono queste due scene (o questi due vividissimi falsi ricordi?):

  1. Film in bianco e nero. Siamo in tribunale, da qualche parte negli Stati Uniti, fra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso. Qualcuno, forse uno degli avvocati, sta interrogando un testimone. Si avvicina al banco dei giurati e con il dito disegna, sul corrimano di legno che lo separa dai giurati, un immaginario pulsante che, se premuto, farebbe scomparire in modo indolore e senza conseguenze legali una persona. Con le sue brillanti argomentazioni e provocazioni, alla fine induce l’interrogato a premere entusiasticamente quel pulsante come se fosse una liberazione.
  2. Commedia a colori, ambientata a New York. Un uomo è esasperato dal rumore di un infernale macchinario di cantiere che, nel doppiaggio italiano, fa il verso “glopita-glopita”. Il verso viene citato più volte nel corso del film, diventando un tormentone, e a un certo punto viene mostrato il macchinario, che effettivamente fa un suono quasi umano, comicissimo, che pare proprio “glopita-glopita”.

Inutile dire che ho già cercato in Google e consultato le varie intelligenze artificiali, dalle quali ho ottenuto soltanto risposte totalmente idiote, per cui mi appello all’intelligenza umana.

Grazie!


2025/05/04 21:30

Il secondo quesito è stato risolto brillantemente da vari utenti su Mastodon, dove ho lanciato l’appello: il primo a rispondere correttamente è stato AleBinni, che ha anche linkato uno spezzone della scena esatta. Il film è How to Murder Your Wife, Come uccidere vostra moglie in italiano, uscito nel 1965 e diretto da Richard Quine con Jack Lemmon, Virna Lisi e Terry-Thomas.

Da questa risoluzione salta fuori che non si tratta di due film, ma di uno solo: la scena del pulsante immaginario è infatti tratta dallo stesso film. Eccola:

Rivedendolo oggi, il film è terribilmente, imbarazzantemente sessista e offensivo, anche se lo si interpreta come satira dell’ipocrisia maschile. Avevo due anni quando è uscito, e devo averlo visto in TV anni dopo. Il clima sociale di quegli anni era così. Mi chiedo come siamo sopravvissuti (maluccio, direi).

In ogni caso, grazie! Avete letteralmente sbloccato un ricordo che temevo di essermi inventato.

Quizzello: riuscite a identificare la frase generata dal mio clone digitale nel mio podcast?

Vi racconto un piccolo esempio di come l’intelligenza artificiale è
concretamente utile nel mio lavoro. Ho finito il montaggio del mio
podcast più recente
mentre ero in viaggio, a Bratislava, per il festival di musica e scienza
Starmus, come ho raccontato nei post precedenti. Avevo registrato il parlato
prima di partire, ma dopo la partenza mi sono accorto di aver fatto una
papera, leggendo una parola al posto di un’altra e quindi cambiando
completamente il senso di una frase.

La frase non era sacrificabile e non c‘era modo di rimediare usando il
montaggio digitale classico, e non avevo con me il microfono professionale che
uso per registrare il parlato dei miei podcast. Anche se lo avessi avuto,
sarebbe stato difficile trovare una stanza priva di rimbombo in cui
registrare.

Soluzione: invocare il mio clone vocale. Tempo addietro ho fatto clonare la
mia voce a ElevenLabs, e così sono andato online e ho chiesto al mio clone di
leggere al posto mio quella frase sbagliata. Ho fatto fare qualche tentativo
con varie intonazioni, poi ho scelto quella più calzante, l’ho scaricata e
l’ho inserita nel podcast esattamente come se fossi tornato miracolosamente in
studio a riregistrarla. Alle dieci di sera. Problema risolto!

Riuscite a riconoscere il punto in cui la mia voce è quella sintetica?

Per praticità, ripropongo qui il podcast in questione:

Secondo me, la versione sintetica è indistinguibile da quella reale a un ascolto normalmente attento e non verrebbe affatto notata se non segnalassi la sua presenza. Forse un ascolto molto attento, fatto in cuffia, potrebbe far notare il rattoppo del parlato.

Buona caccia!

ALLERTA SPOILER: La soluzione

La frase sostituita è “Eppure le risorse informative per tenersi aggiornati…” (a 8:10). Io avevo detto informatiche e non me ne ero accorto.

Farò un volo in mongolfiera: che esperimenti posso fare?

Come avrete intuito dal mio silenzio, il mio
tentativo di aggiudicarmi un volo intorno alla Luna
è terminato dopo aver passato la prima selezione ma non le successive (i
selezionati, che io sappia, non sono ancora stati
annunciati).

In compenso mi accingo a una forma di volo suborbitale che non ho mai avuto il
piacere di assaporare: un’ascensione in mongolfiera, che dovrebbe svolgersi
(meteo permettendo) il 13 novembre prossimo.

Il volo è un regalo della Dama del Maniero insieme ad amici, familiari e
parenti, per il mio compleanno. Durerà un’ora e mezza, superando la frontiera
fra l’Italia e la Svizzera, e avrò occasione di partecipare alle operazioni di
gonfiaggio pre-volo e piegatura post-volo. Non so quale quota
raggiungeremo.

Ho intenzione di godermi appieno la vista e il silenzio di questo mezzo di
trasporto così antico e magico, ma se vi viene in mente qualche esperimento
semplice che posso fare durante l’escursione, segnalatemelo nei commenti! Per
ora mi sono venuti in mente questi, che sto integrando con i vostri
suggerimenti:

  • Geolocalizzazione in tempo reale tramite Glympse o simili (a proposito,
    conoscete qualche app che salva le localizzazioni anche in altitudine, in
    3D?)
  • Lancio di aeroplanino di carta o coriandoli (se permesso)
  • Foto del Maniero Digitale e di altri luoghi interessanti
  • Foto stereoscopiche a base molto larga
  • Suono: verificare l’assenza di echi e i rumori che provengono dalle attività
    umane
  • Qualcosa con segnali radio o cellulari? Fino a che quota “prende” il
    telefonino?
  • Qualche esperimento di fisiologia, visto il cambio di quota abbastanza
    repentino e significativo? 
  • Variazione di pressione documentata tramite un palloncino inizialmente
    semisgonfio
  • Rilevamento della qualità dell’aria

Tenete presente che sono esclusi droni e dispositivi pesanti, ingombranti o
che richiedano gestione continua. Avrò con me una GoPro e forse un piccolo
selfie-stick e posso coordinarmi con qualcuno a terra.

2021/11/11. Il volo è stato rinviato per complicazioni meteo. Resto in
standby per una prossima data.

2022/06/11. Il volo è stato annunciato per domani 12 giugno alle 6.15 circa.

Un oggetto da fantascienza, un'idea reale: che cos'è? Una storia esplosiva incredibile ma vera

Un oggetto da fantascienza, un’idea reale: che cos’è? Una storia esplosiva incredibile ma vera


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “salrand****” e “gllndr”.

Sono incappato in una storia di tecnologia assolutamente incredibile ma altrettanto assolutamente reale e documentata. La conoscevo già per sentito dire, ma di recente sono emerse nuove informazioni che ne rivelano la spettacolare (e incosciente) grandiosità.

Ma sono le due del mattino e non ho tempo di raccontarvela subito: così ho pensato di stuzzicare il vostro talento di cercatori della Rete. Vediamo quanto tempo ci mettete a scoprire cos’è raffigurato nell’immagine qui accanto.

Poi vi racconto la storia che c’è dietro quell’oggetto.

Aggiornamento (2006/10/20):

Velocissimi come sempre, siete riusciti ad individuare l’oggetto misterioso. Ebbene sì, è un’immagine del progetto Orion: un veicolo spaziale alimentato a bombe atomiche, figlio delle ricerche degli anni Cinquanta. Si poneva il problema di portare nello spazio grandi carichi (e quando dico grandi, intendo qualche milione di tonnellate), e l’unico “propellente” in grado di produrre un impulso sufficiente era appunto una serie di detonazioni nucleari appena dietro un immenso respingente (quello che vedete alla base del veicolo), che avrebbe smorzato l’urto.

Il progetto fu preso estremamente sul serio, e vi parteciparono le migliori menti dell’epoca, compreso il grande Freeman Dyson. Suo figlio sta ora pubblicando su Flickr documenti e immagini non più segreti e finora inediti, che mostrano a che punto era arrivato il progetto e i calcoli da vera fantascienza che ne erano scaturiti.

Poi arrivarono i trattati contro le detonazioni nucleari nell’atmosfera, e l’idea di una portaerei che decollava per Marte al suono di una ventina di bombe H al minuto non sembrò più tanto simpatica. Piacque però ad Arthur C. Clarke e Stanley Kubrick, che la vollero inizialmente per la propulsione dell’astronave interplanetaria Discovery in 2001: odissea nello spazio. Ma Kubrick ritenne che dopo il suo Dottor Stranamore, presentare un veicolo basato sulle bombe nucleari sarebbe stato poco coerente. Così nel film rimane soltanto una citazione: il veicolo che attracca alla stazione spaziale ed è così sorprendentemente simile allo Space Shuttle si chiama infatti Orion.

A proposito di citazioni, nei commenti vi siete sbizzarriti in altri riferimenti all’uso della propulsione a impulso nucleare nella fantascienza, ma mi sembra che non sia ancora arrivato nessuno a ricordare la citazione del nome Orion nella mitica serie televisiva franco-tedesca Raumpatrouille (in italiano, appunto, Le avventure dell’astronave Orion).

Più concretamente, la NASA ha deciso di battezzare Orion il veicolo che sostituirà lo Shuttle.

Il progetto Orion originale, comunque, non è morto: alcuni suoi documenti, specialmente quelli riguardanti le tecniche di fabbricazione di minibombe atomiche (di dimensioni palmari), sono ancora segreti per ovvie ragioni, e qualora si presentasse la necessità di portare rapidamente nello spazio una grande quantità di attrezzature e materiale (per esempio per deviare un asteroide in rotta di collisione con la Terra), la tecnologia Orion è tuttora l’unica in grado di raccogliere la sfida.

Se penso che negli anni Sessanta c’erano bombardieri e ricognitori trisonici (XB-70, SR-71), aerei di linea supersonici (Concorde) e si andava sulla Luna, sembra quasi che la tecnologia aerospaziale sia regredita, o abbia perlomeno delle grosse crisi di ambizione. Persino la Orion che sostituirà lo Shuttle è ampiamente ispirata al geniale lavoro dell’Apollo.

Quiz: l’aumento di CO2 nell’aria causa i cambiamenti climatici. Ma allora perché è permesso venderla per rendere frizzante l’acqua?

Quiz: l’aumento di CO2 nell’aria causa i cambiamenti climatici. Ma allora perché è permesso venderla per rendere frizzante l’acqua?

Ultimo aggiornamento: 2021/08/02 19:00.

Sfogliando un catalogo online mi è venuta spontanea una riflessione. Le automobili vengono tassate in base alle loro emissioni di CO2. I processi produttivi sono gravati da una tassa sull’anidride carbonica generata; idem i combustibili per riscaldamento. È la cosiddetta carbon tax. In Svizzera, per esempio, questa tassa incide per circa 30 centesimi di franco su ogni litro di olio da riscaldamento e aumenterà nel 2022.

La preoccupazione per i cambiamenti climatici è incentrata in gran parte sull’aumento della CO2 nell’atmosfera, che produce un effetto serra che aumenta la temperatura media planetaria. Dovremmo, insomma, fare di tutto per evitare di produrre e rilasciare CO2.

In queste condizioni, non è assurdo che invece la CO2 venga addirittura messa in vendita in bombolette, oltretutto per un’applicazione decisamente superflua come gasare l’acqua da bere? Ci sveniamo per ridurre le emissioni di anidride carbonica e poi andiamo a comprarla e la rilasciamo in atmosfera? Pare un controsenso.

Non ho ancora una risposta. Voi cosa riuscite a scoprire?

 

Aggiornamento (2021/08/02): Grazie a tutti i commentatori per gli spunti e le informazioni. In estrema sintesi, la quantità di CO2 usata per i gasatori è minuscola rispetto alle altri fonti di CO2; la CO2 utilizzata, inoltre, è spesso un sottoprodotto di processi industriali e verrebbe comunque rilasciata da questi processi, per cui viene catturata e usata dai gasatori prima di essere immessa nell’ambiente; e la gasatura dell’acqua di rubinetto riduce la produzione di bottiglie per l’acqua minerale, riducendo quindi l’inquinamento da plastica e le emissioni di CO2 causate dalla fabbricazione delle bottiglie di plastica e dal loro trasporto fino al luogo di consumo (il trasporto delle bombolette è molto più efficiente del trasporto di bottiglie piene d’acqua gassata). Ovviamente bere acqua del rubinetto non gassata è l’optimum, ma non è il caso di perdere il sonno sulle emissioni dei gasatori: conviene concentrarsi sulle emissioni causate dalle auto a carburante o dai voli in aereo.

Fonti aggiuntive: Grist.org; Time.

I problemi dell'ufologia, spiegati con un quiz

I problemi dell’ufologia, spiegati con un quiz

Ieri ho lanciato un quizzello su Twitter:

 

Molti di coloro che hanno risposto hanno teorizzato macchie sull’obiettivo
oppure oggetti sul vetro della finestra attraverso la quale sarebbe stata
scattata la foto; altri hanno ipotizzato droni o semplicemente fotoritocchi.
Alcuni si sono lasciati distrarre dal bianco e nero e hanno pensato a una foto
d’epoca. Altri ancora hanno pensato che si trattasse di una nave sul mare.
Insomma, le ipotesi non sono mancate.

Ma come avevo preannunciato, in realtà la foto contiene tutti gli elementi
necessari per la sua spiegazione. 

Primo, la località. In basso a sinistra si nota il profilo molto particolare
del Duomo di Pavia. Per cui la città è Pavia.

Conoscendo la storia della città, è abbastanza facile dedurre che non può
trattarsi di una foto d’epoca perché manca la Torre Civica accanto al Duomo.
La Torre, infatti, crollò nel 1989; la notizia fece grande scalpore.

Bisogna infatti fare attenzione agli automatismi mentali che usiamo quando
guardiamo una foto. Se è in bianco e nero, facilmente ci viene da pensare che
sia una foto antica; viceversa, se è a colori diamo per scontato che sia
recente. 

Per esempio, direste mai che la foto qui sotto risale a
oltre cento anni fa? È del 1915 (grazie a pol per la segnalazione).

Alcuni hanno teorizzato un oggetto in realtà altamente improbabile: un
dirigibile. L’idea che un dirigibile sorvoli Pavia in tempi recenti sembra
assurda, ma in realtà è successo proprio ieri: un dirigibile marchiato
Goodyear sta infatti sorvolando buona parte del nord Italia.

Però questa è una notizia che molti ieri non hanno visto; immaginate quanto
sarà difficile sapere questo dettaglio fra dieci o vent’anni, quando questa
foto sarà ancora in giro. Questo è uno dei problemi fondamentali
dell’ufologia: la mancanza di dati, spesso irrimediabile, che permetterebbe
spiegazioni e demistificazioni.

C’è poi da considerare che in ufologia gioca un ruolo importante anche la
manipolazione intenzionale. Molti “ufologi” sono ciarlatani che fabbricano
foto false. Anche la foto del quiz è un “falso”: infatti l’originale in realtà
è a colori ed è una porzione volutamente sfocata di un video.


Per questo è importantissimo esigere che chi ha fatto la foto o il video
renda disponibile l’originale e ci si deve rifiutare di fare qualunque analisi
su copie di copie di copie. Il fatto stesso di non mettere a disposizione
l’originale va considerato sintomo di probabile ciarlataneria. Nel caso che
presento qui, se io avessi pubblicato direttamente il video originale il
mistero non sarebbe neanche nato.

Questo piccolo esperimento mostra quanto è facile creare una foto ufologica
senza neppure ricorrere a fotomontaggi, e quanto lavoro di informazione e
deduzione occorre per scoprire la spiegazione di una singola foto.

È per questo motivo che non è giusto dire
“ah, ma questa non l’hai spiegata, quindi il fenomeno è reale”. No.
Semplicemente in tantissimi casi mancano tempo e informazioni sufficienti a
spiegare, per cui non si può affermare nulla. Non si può dare una
spiegazione certa, ma allo stesso tempo e per lo stesso motivo non si può dire
“è un veicolo alieno”

Ed è per lo stesso motivo che non si può perdere tempo a investigare
approfonditamente ogni singola foto sgranata e priva di contesto che viene
segnalata: si finirebbe per essere sommersi dalla fuffa.

Grazie a tutti per aver partecipato: spero che vi siate divertiti. Ringrazio
anche mio figlio Simone che ha registrato il video.

 

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Chiedo aiuto: ho una chiavetta USB protetta da password ma non ho la password. Il proprietario è deceduto senza lasciarla

Chiedo aiuto: ho una chiavetta USB protetta da password ma non ho la password. Il proprietario è deceduto senza lasciarla

Ultimo aggiornamento: 2021/03/24 9:40.

Questa chiavetta USB che ho ricevuto in eredità fra i tanti supporti digitali lasciatimi da mio padre a settembre scorso ha un piccolo mistero. Mi
aiutate a risolverlo?

È una normale chiavetta USB marchiata Maxell, di quelle con il connettore
retrattile (il pulsante in centro serve a questo). Non ha alcuna etichettatura: è semplicemente una delle varie chiavette presenti nei cassetti della sua scrivania.

Ma esaminandola con i miei
computer risulta avere soltanto due megabyte di spazio complessivo (non libero: proprio complessivo). La cosa mi
ha sorpreso parecchio.

La chiavetta contiene apparentemente due soli file che praticamente la
riempiono:
LOCKv100 (mode 7).pdf e LOCKv223.exe.

Il primo file è un manuale di istruzioni di un software di crittografia per la
chiavetta, che si intitola
Security application program – LOCK user manual v1.00 ed è in formato
PDF. Non riporta alcun indirizzo o riferimento del produttore del
software. 

Il secondo file è un eseguibile che, se lanciato su un PC Windows, mi dice
quello che vedete qui sotto: una password è presente e il dispositivo è
bloccato dalla password. Ho pubblicato il manuale e il software
qui, se li
volete esaminare.

Purtroppo mio padre non ha lasciato
informazioni riguardanti la password di questa chiavetta, mentre ha lasciato
istruzioni per tutte le altre sue password. Sulla chiavetta non c’è neppure un suggerimento
per la password:

Il manuale dice che dopo sei tentativi sbagliati di immissione della password
i dati protetti verranno cancellati (“You have six chances to enter the password correctly, before your device
gets formatted.”
).

Non so neanche quale sia il software usato: l’unico indizio che ho trovato è
questo sito russo
che mostra lo stesso tipo di interfaccia grafica e lo chiama
Phison LOCK v2.45.00 [Oct 25 2012] – USB DISK Pro Security App. Il sito
include il manuale della
versione 1.00, datati 2008.

Un fdisk-l sotto Linux mi dice questo della chiavetta:

Disk /dev/sde: 2 MiB, 2097152 bytes, 4096 sectors
Disk
model:               
 
Units: sectors of 1 * 512 = 512 bytes
Sector size
(logical/physical): 512 bytes / 512 bytes
I/O size (minimum/optimal):
512 bytes / 512 bytes
Disklabel type: dos
Disk identifier:
0x00000000

Device     Boot Start  
End Sectors Size Id Type
/dev/sde1         
32  4095    4064   2M  1 FAT12

Anche l’utility Linux testdisk non rivela nulla:

Disk /dev/sde – 2097 KB / 2048 KiB – CHS 64 2 32 (RO)
Current
partition structure:
    
Partition                 
Start        End    Size
in sectors

check_FAT: Unusual number of reserved sectors 8 (FAT),
should be 1.
check_FAT: Unusual media descriptor (0xf8!=0xf0)
 1
P
FAT12                   
0   1  1    63   1
32       4064 [SECURE]
No partition is
bootable
 

Invece un
hdparm – I /dev/sde dice:

SG_IO: bad/missing sense data, sb[]:  70 00 05 00 00 00 00 0a 00 00 00
00 20 00 00 00 00 00 00 00 00 00 00 00 00 00 00 00 00 00 00 00

ATA
device, with non-removable media
Standards:
  
 Likely used: 1
Configuration:
  
 Logical        max   
current
    cylinders   
0    0
    heads   
    0    0
  
 sectors/track    0    0
  
 —
    Logical/Physical Sector
size:           512
bytes
    device size with M =
1024*1024:           0
MBytes
    device size with M =
1000*1000:           0
MBytes
    cache/buffer size  = unknown
Capabilities:
  
 IORDY not likely
    Cannot perform double-word
IO
    R/W multiple sector transfer: not supported
  
 DMA: not supported
    PIO: pio0
 

Un dd fornisce questo risultato:

sudo dd if=/dev/sde of=image_file_sde.img #

4096+0 records in
4096+0 records out
2097152 bytes (2.1 MB, 2.0
MiB) copied, 0.14167 s, 14.8 MB/s

 

Invece parted risponde così:

Model:   (scsi)
Disk /dev/sde: 4096s
Sector size (logical/physical): 512B/512B
Partition Table: msdos
Disk Flags:

Number  Start  End    Size   Type     File system  Flags
 1      32s    4095s  4064s  primary
 

Un lsusb -v fornisce questo:

Bus 010 Device 006: ID 19b6:4096 Infotech Logistic, LLC                 
Couldn’t open device, some information will be missing
Device Descriptor:
  bLength                18
  bDescriptorType         1
  bcdUSB               2.00
  bDeviceClass            0
  bDeviceSubClass         0
  bDeviceProtocol         0
  bMaxPacketSize0        64
  idVendor           0x19b6 Infotech Logistic, LLC
  idProduct          0x4096
  bcdDevice            1.10
  iManufacturer           1
  iProduct                2
  iSerial                 3
  bNumConfigurations      1
  Configuration Descriptor:
    bLength                 9
    bDescriptorType         2
    wTotalLength       0x0020
    bNumInterfaces          1
    bConfigurationValue     1
    iConfiguration          0
    bmAttributes         0x80
      (Bus Powered)
    MaxPower              200mA
    Interface Descriptor:
      bLength                 9
      bDescriptorType         4
      bInterfaceNumber        0
      bAlternateSetting       0
      bNumEndpoints           2
      bInterfaceClass         8 Mass Storage
      bInterfaceSubClass      6 SCSI
      bInterfaceProtocol     80 Bulk-Only
      iInterface              0
      Endpoint Descriptor:
        bLength                 7
        bDescriptorType         5
        bEndpointAddress     0x81  EP 1 IN
        bmAttributes            2
          Transfer Type            Bulk
          Synch Type               None
          Usage Type               Data
        wMaxPacketSize     0x0200  1x 512 bytes
        bInterval               0
      Endpoint Descriptor:
        bLength                 7
        bDescriptorType         5
        bEndpointAddress     0x02  EP 2 OUT
        bmAttributes            2
          Transfer Type            Bulk
          Synch Type               None
          Usage Type               Data
        wMaxPacketSize     0x0200  1x 512 bytes
        bInterval               0

Non ci sono partizioni visibili a parte quella da 2 megabyte. Però le
dimensioni incredibilmente esigue dichiarate dalla chiavetta mi fanno pensare che ci siano dei
dati nascosti che occupano posto. 

Inoltre il manuale (a pagina 4) dice che se non c’è password, si possono usare entrambe le partizioni (You can use both partitions freely if no password exists). Ma in Esplora Risorse e anche sotto Linux ne vedo una sola. Il manuale dice anche che quando si inserisce la chiavetta si dovrebbero vedere due unità (When you plug in your device to a USB port, your operating system should recognised the device and showed two “Removable Disk” icons), ma io ne vedo una sola, e questo mi fa venire il dubbio che la seconda partizione non ci sia proprio.

Per acquisire informazioni sull’hardware ho smontato con cautela la chiavetta. Queste sono due foto dei suoi componenti interni: l’adesivo bianco reca la scritta 168-890003 e il chip al centro della foto ha la dicitura PHISON PS2231 0749 AJGJ6-000FE.

Su suggerimento dei commentatori (grazie!) ho tolto anche l’adesivo bianco sul
chip di memoria: rivela la scritta 56-2A-080800030B SMC MADE IN TAIWAN.

 

A questo punto dell’indagine ho due domande fondamentali:

1. Come faccio a sapere se ci sono o no dei dati cifrati (o almeno a sapere se
la chiavetta ha davvero solo 2 megabyte di capienza)?
Se si dimostra che è da 2 MB effettivi, mi metto il cuore in pace, perhé non c’è nulla da recuperare. Questa è la prima cosa da scoprire: è inutile investire tempo in cracking o bruteforcing o altre analisi se non c’è nessuna conferma che ci sia davvero qualcosa da decrittare.

2. Se ci sono dati cifrati, avete idea di come recuperarli? O almeno elencare i metadati dei file presenti?

I commenti sono a vostra disposizione. Grazie a tutti per l’aiuto, e anche per
le condoglianze; scusatemi se non riesco a rispondervi uno per uno.

Su suggerimento di un lettore (grazie Andrea) ho installato questo programma di analisi apposito per unità Phison, che ha dato questi risultati: riconosco un Flash ID 45 c7 95 ba f8 13 43 00 della SanDisk, una data di firmware del 2008 e una di fabbricazione del 2010, un numero di serie 0789170000AA, e soprattutto una capienza totale di 3700 MB:

Ruggio81 ha trovato che l’ID 19b6:4096 di Infotech Logistic, LLC rivelato dal comando lsusb corrisponde a una chiavetta da circa 4 GB, secondo questa pagina. Sempre Ruggio81 ha trovato questa pagina con del software sperimentale che forse potrebbe rivelare la partizione nascosta e fare altre cose utili.

La risposta alla mia prima domanda sembra insomma abbastanza certa: sì, la chiavetta ha una capienza reale ben superiore a quella apparente. Ma la partizione locked ha una capienza di 0 MB.

Questo software di analisi dice che la chiavetta è in MODE 12. I vari MODE sono descritti in questa pagina in russo, ma manca il 12 (che però è mostrato in alcuni screenshot). Quest’altra pagina dello stesso sito mostra come fare ponte fra due piedini per fare…qualcosa ma non ho ben capito cosa (forse una modalità di test).

Ho anche provato a immettere una delle password di mio padre e sacrificare uno dei sei tentativi possibili per vedere se compariva qualche informazione diagnostica o di altro genere: niente da fare. La chiavetta ha lampeggiato per vari secondi e poi ha restituito semplicemente Password error, please try again. Error times: 1/6.

 

Adesso resta il dubbio se investire altro tempo e risorse per capire se in quella partizione nascosta c’è scritto qualcosa. Mio padre non era un esperto informatico e non era il tipo da usare chiavette securizzate: il suo approccio alla security informatica non era paranoico come il mio. Per cui è perfettamente possibile che qualcuno gli abbia regalato la chiavetta preconfigurata e lui non l’abbia mai usata.

Sempre Ruggio81 e altri hanno trovato un manuale Phison che sembra indicare che la password di default di queste chiavette sia 1234. Se la chiavetta non fosse mai stata usata, questa potrebbe essere la sua password corrente. Ho provato: non lo è.

Però durante il tentativo ho notato una cosa potenzialmente interessante: anche se la password è sbagliata, nel file manager di Windows compare temporaneamente una unità aggiuntiva etichettata USB Drive (D:). Scusate la pessima qualità, ho fatto un video di corsa con il telefonino.

Hmmm…..

Andrea ha invece trovato un documento cinese che parla del MODE 12 e cita questo software di manutenzione/gestione della Phison (specificamente questa versione). Domani ci provo.

—-

Ho dovuto rinviare gli esperimenti per mancanza di tempo (urgenze di lavoro incombono) e perché sto cercando di verificare se mio padre ha lasciato istruzioni da qualche altra parte. Vi aggiorno se ci sono novità. Intanto grazie a tutti, siete stati preziosissimi.

 

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[IxT] Giochino: cinque caselle Gmail in palio

Vi interessa avere una casella su Gmail? Il servizio e’ molto bello, anche se mantengo i miei dubbi sulla sua privacy, di cui ho parlato in un articolo per APOGEOnline.

Come forse sapete, Gmail distribuisce le proprie caselle su invito, e io ne ho qui cinque. Io ho gia’ una casella Gmail, per cui ho pensato di offrirveli.

Mi sono inventato cosi’ un quizzello, valido anche per i non informatici. I primi cinque di voi che mandano la risposta esatta al mio indirizzo Gmail paolo.attivissimo@gmail.com riceveranno privatamente un invito a testa per una casella Gmail.

Il quizzello è questo:

Nel disco 4, menu Video Game & Still Galleries. Premere “10+” e “1”, oppure “11” a seconda del modello di lettore. Si illumina un rettangolo giallo. Premete “3”, aspettate la pausa, poi premete “8”.

Di cosa sto parlando?

Buona caccia, e occhio al calendario!

Mi raccomando, mandate le risposte a paolo.attivissimo@gmail.com, non al mio indirizzo solito.

[IxT] Quizzello: and the winner is…

… o meglio, “and the winners are…”, ossia i primi cinque che hanno inviato a paolo.attivissimo@gmail.com la risposta esatta sono (tra parentesi l’ora indicata da Gmail):

  • f.laura (5.17)
  • daniele (5:18)
  • a.turano (5:19)
  • buroggu (5:19)
  • fondvulc (5:20)
  • antonioa (5:20)

Sì, avete contato giusto: in realtà sono sei. Meraviglie di Gmail: diceva di avermi dato cinque inviti, ma ne è spuntato uno in più.

I vincitori hanno già ricevuto l’invito a Gmail privatamente. A tutti coloro che hanno dato la risposta giusta ma sono stati più lenti (o che sono stati traditi dai tempi di trasmissione della loro risposta), per ora vanno purtroppo soltanto i miei complimenti. Alla prossima volta!

La risposta giusta, se siete curiosi, era questa: si tratta della sequenza (autentica) di comandi da dare per rivelare un filmato nascosto, presente sui DVD della Trilogia di Guerre Stellari, la cui distribuzione è iniziata stamattina e che io, da fan, non potevo farmi mancare.

Il documentario di due ore e mezza sui dietro le quinte contiene delle chicche imperdibili per i fan.

  • Kurt Russell che provina per il ruolo di Han Solo.
  • Darth Vader che durante le riprese ha la voce di David Prowse (l’attore che era dentro il costume) e declama le battute con un fortissimo quanto esilarante accento (credo di Bristol).
  • Le scene tagliate, rifatte, rimontate, e la genesi improvvisata di alcune delle battute e delle voci più celebri della Trilogia.

Per non parlare dei film: troverete molte novità, quasi tutte in meglio (Han non spara più a Greedo per legittima difesa, come nella contestatissima “correzione” dell’Edizione Speciale), e una alla fine del Ritorno dello Jedi che potrebbe lasciarvi con la mascella pendula.

Il cofanetto è arrivato stamattina con il postino, grazie ad Amazon. Niente ressa nei negozi, niente tribolazioni per prenotarlo, e prezzo scontato. Questi sono i vantaggi degli acquisti online.

Grazie per aver giocato!

Quiz: cosa sapete scoprire di questo quadro?

Quiz: cosa sapete scoprire di questo quadro?

Ultimo aggiornamento: 2018/04/17 9:00.

Ho un quesito da proporvi: questa è una serie di foto, scattate da me, di un quadro che è coinvolto in un’indagine di cui mi sto occupando. Per ora non posso dirvi altro, oltre al fatto che se avete amici o colleghi esperti d’arte potrei avere bisogno del loro aiuto.

Gli unici indizi che vi posso dare sono questi:

— il testo sul retro, che è

(I° basso)
IV
Casella
Alassio ’68

— e il testo della dicitura sopra l’aggancio, che è

Santino
Munerato
Cornici
via Olmetto 3
Tel. 861123
Milano

Casella dovrebbe essere il cognome dell’artista. In tal caso, chissà qual è dei tanti Casella presenti nel Catalogo Generale dei Beni Culturali. Magari nessuno. Magari è Cesare Casella (scovato da Emanuele676) o Maria Casella (trovata da losanga). Non ne ho idea. Il quadro non è firmato dall’artista sulla parte dipinta.

Vi risparmio la ricerca in Tineye: il quadro non c’è.

Invece Santino Munerato, a quanto pare, era un corniciaio ben stimato, secondo questi siti e questo libro. Forse era anche un collezionista d’arte, secondo questo libro. Ma oggi a Milano, in via Olmetto o altrove, non c’è.

Non posso dirvi altro, per ora.

Buona caccia!

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