Dodici mesi di carcere e divieto di accesso a Internet e social: Rosario Marcianò, sostenitore per anni della tesi delirante delle “scie chimiche” e vecchia conoscenza di chi segue questo blog, è stato condannato anche in Cassazione per le sue teorie ancora più deliranti e atroci su Valeria Solesin, una delle vittime dell’attentato al Bataclan avvenuto a Parigi a novembre del 2015. Marcianò sosteneva, senza la benché minima prova, che Valeria Solesin fosse sopravvissuta o addirittura inesistente.
La famiglia della vittima, giustamente, lo ha portato in tribunale.
Questa condanna è doverosa e spero che sia di monito a tutti gli altri disseminatori di odio che appestano Internet: credono di agire impunemente, ma i loro comportamenti hanno delle conseguenze. E prima o poi quelle conseguenze arrivano e chiedono il conto. Tardi, forse, ma lo chiedono.
Per Rosario Marcianò ho solo pena. Sconta già da tempo una condanna ben peggiore del carcere: quella di essere costretto a vivere in un mondo di paranoia in cui tutti, persino io, complottano costantemente per rovinarlo. Quelli che invece non mi fanno pena, ma tanta rabbia, sono quei giornalisti irresponsabili che per anni hanno dato spazio, vetrina e visibilità a Marcianò e alle sue imbecillità. E lo hanno fatto ripetutamente, nonostante fossero stati informati più volte della falsità delle tesi di Marcianò.
L’articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale.
Ultimo aggiornamento: 2022/07/03 (per recupero link obsoleti). Photo credit:
AT = Studio Fotografico Andrea Tedeschi, per gentile concessione.
AGGIORNAMENTO POST EVENTUM: La registrazione audio della
presentazione di Pattera e Marcianò è disponibile qui.
Domenica 19 aprile, 10.30 circa
Sono a Milano, e grazie al fido netbook (un Acer Aspire One con 3G integrato)
vi sto bloggando dalla sala dell’hotel Milton in via Butti, dove si sta
tenendo un convegno dedicato, fra le altre cose, alla teoria delle cosiddette
“scie chimiche”. Dettagli man mano che si evolve la situazione. Se avete
voglia di partecipare, l’ingresso è libero e non c’è da accreditarsi.
10:50
Sta parlando Rosario Marcianò. Ospite a sorpresa, Giorgio Pattèra.
Riassumo qui per sommi capi oltre tre ore di convegno. Marcianò presenta il
fenomeno: sarebbe iniziato verso la metà degli anni 90, perché prima le scie
non esistevano proprio, né quelle chimiche né quelle di condensa. L’umidità
relativa necessaria per le scie sarebbe tassativamente maggiore del 70% (in
barba agli studi di Appleman, che documentano le scie di condensa sin dagli
anni Cinquanta, e di tutti i meteorologi passati e moderni).
Gli aerei consumano di più man mano che salgono di quota (sì, ha detto proprio
così).
Lo scopo delle scie chimiche è distruggere le perturbazioni dissolvendo i
cumuli. Ma servono anche a causare l’Alzheimer e il Parkinson tramite
l’alluminio in atmosfera.
10:55
È appena crashato il PC della presentazione. Giuro che non siamo stati noi del
Nuovo Ordine Mondiale. Saranno stati i Rettiliani? Saranno i “gigabyte di watt” emessi da HAARP, come ha appena detto testualmente
Marcianò?
Riparte il PC. A fatica, ma riparte. Parla Pattera (foto qui sotto): sostiene
anche lui che l’umidità relativa dell’aria dev’essere superiore al 70%,
altrimenti le scie di condensa non si formano, e siccome è raro che l’umidità
raggiunga questi valori, le scie di condensa sono rare. Ergo, si sottintende,
quelle scie che vediamo sono quasi sempre chimiche.
Non avevo intenzione di interrompere, ma a questo punto Pattera invita
esplicitamente il pubblico a contraddire subito eventuali dati errati fra
quelli che presenta. Così alzo la mano e gli segnalo educatamente il documento
di Appleman The Formation of Exhaust Condensation Trails by Jet Aircraft, che è uno
dei testi di base della meteorologia sulle scie di condensazione: qui sotto ne
vedete la prima pagina.
Risale agli anni Cinquanta, e già questo contraddice l’asserzione che le scie
prima degli anni ’90 non esistevano. Cosa ancora più importante, documenta che
l’umidità relativa atmosferica può anche essere zero (perché basta l’acqua
prodotta nei motori dalla combustione del carburante) e quindi la formazione
di scie di condensa non è affatto rara e improbabile come asseriscono i due
relatori. Ne ho copia integrale cartacea con me e la mostro, offrendola.
Il documento viene ignorato e rifiutato. Ne prendo atto e li lascio parlare.
Questo è l’approccio scientifico di Marcianò e Pattera: rifiutare i dati che
non si conformano alla loro tesi.
Pattera presenta un’analisi di acqua piovana: un notevole autogol, perché nelle sue analisi non c’è traccia del bario e dell’alluminio che secondo
Marcianò è presente nelle scie chimiche.
Arrivano poi i filamenti misteriosi che piovono dal cielo (che naturalmente
non possono, secondo gli sciachimisti, essere prodotti dai ragni migratori,
come documentano da anni gli aracnologi come John Jackman, della Texas A&M
University, citato qui). Con
un “saggio alla fiamma”, dice Pattera, da questi filamenti si ottiene
un “odore caratteristico di corno bruciato” come quello della cheratina
dei capelli (o la tela dei ragni, detto fra noi). Cosa debba significare non è
chiaro. Secondo Pattera, i filamenti sono correlati ai passaggi degli aerei e
di “oggetti volanti non identificati”.
Pattera sostiene che cambiare il tempo meteorologico, come avviene in Cina o
in Russia nelle grandi occasioni (Olimpiadi e simili), è uguale a cambiare il
clima. Anche a questo servirebbero le scie chimiche. Ma servirebbero anche a
riflettere le onde radio per le comunicazioni militari. Decisamente tuttofare,
queste scie.
Un concetto nuovo: dice che le scie sospette si distinguono da quelle normali
non perché sono persistenti, ma perché si allargano. Il concetto di espansione
degli aeriformi gli dev’essere poco familiare.
11:45
Inizia la sessione di domande. Propongo a Marcianò il dibattito faccia a
faccia. Rifiuta, perché lui con i “disinformatori” non parla.
Mostro (nelle foto qui sotto, credit AT) immagini d’epoca di scie di
condensazione nella seconda guerra mondiale.
Mostro anche un’immagine tratta dagli archivi della rivista Life,
datata 20 dicembre 1944 e consultabile qui: è una foto di George
Silk, scattata durante la Battaglia delle Ardenne, ed è piena di scie di
condensazione. Sbufala totalmente l’asserzione che prima degli anni Novanta le
scie non esistevano.
Marcianò risponde che la foto tratta dagli archivi della rivista “è falsa”. Dunque anche Life fa parte del Grande Complotto?
Ecco qui sotto la foto di Life, che in originale è a colori (il NWO,
purtroppo, non mi ha concesso la stampante a colori per il raduno):
Ecco come la foto viene presentata sul sito della storica rivista:
E non è l’unica immagine di questo genere (ringrazio Simone Angioni, presente
ahimè solo via Internet, per aver trovato queste foto e per le consulenze in
tempo reale):
Spero che qualcuno nel pubblico si sia posto un paio di semplici domande: perché i relatori non hanno mostrato queste immagini? Ed è davvero
credibile che vengano falsificate retroattivamente riviste di più di
sessant’anni fa per fingere che le scie esistevano già allora?
Altre domande del pubblico. Alla domanda di una persona su cosa fare per
contrastare questo grande avvelenamento, la risposta degli organizzatori è “la democrazia diretta”. Già, perché una superorganizzazione che
avvelena interi continenti con nonchalance si farebbe intimidire dalla
democrazia diretta, invece di tirar fuori il Flit e sbarazzarsi di chi
protesta.
Contesto appunto il fatto che parlano tanto di democrazia diretta, ma non
lasciano parlare né i tecnici che ci sono in sala né coloro che hanno
un’opinione diversa (che in realtà non è opinione, ma serie di fatti):
bell’esempio di democrazia. Voci del pubblico rispondono che è inutile, perché
i tecnici sono stati pagati. Tutti. Altre voci dei presenti chiedono
però che si dia spazio anche alle obiezioni documentate di chi è scettico.
Parla un chimico fra il pubblico, ma Marcianò fa polemica sul fatto che il
chimico non vuole dare il proprio nome e cognome. La domanda del chimico è
tecnica (a che pro usare filamenti eccetera, quando le sostanze restano in
sospensione per anni anche senza aiuto filamentoso, come documentato da
episodi come le eruzioni vulcaniche?) e risulta semplicemente incomprensibile
ai relatori.
A parte i dettagli tecnici, quello che conta è che emerge chiaro il rifiuto di
dialogo coerente. Prevedibile, ma le riprese video fatte dai presenti
documentano chiaramente l’atteggiamento degli sciachimisti.
Altre domande tecniche mettono in luce l’assurdità chimica della teoria: le sostanze emesse secondo gli sciachimisti dagli aerei non possono essere
sparse in forma gassosa. Non è che lo dicono i debunker: è chimica di base, gente. È un
esperimento ripetibile. Provate.
Pattera: “I ragni migratori non esistono”. Allora gli entomologi sono
tutti scemi?
Ricevo via blog da Simone Angioni la segnalazione che Pattera, in un suo
recente rapporto, ha concluso che “i filamenti raccolti nelle diverse località del nord Italia a Novembre sono di origine animale e più precisamente presentano un
comportamento molto simile a quello dimostrato dalle ragnatele che
quotidianamente incontriamo, anche se rispetto a queste ultime possiedono
una maggiore tenacità e una maggiore resistenza alla solubilizzazione nei
reattivi specifici”. Ossia l’esatto contrario di quello che lui stesso ha appena sostenuto. La
tenacità differente è appunto quella del filamento più resistente rispetto
alla normale ragnatela, chiamato dragline, che i ragni migratori
producono per farsi trasportare dal vento. Cito questo brano a Pattera. Gelo
in sala.
Ecco lo scambio (e il relativo contorno di accuse, insulti e attacchi) come lo
presentano gli sciachimisti:
Cito Pattera: “Lei sarebbe evidentemente… l’unico scienziato al mondo… avrebbe una
cattedra sicura, perché i ragni migratori non esistono”. Quando gli chiedo se è disposto a certificare quest’affermazione, Pattera
precisa: “Non certamente a 5000 metri di altezza… 7000… quello che è”. È una
posizione che ha ribadito anche in uno dei suoi documenti
di analisi dei filamenti:
“NON SONO sicuramente la produzione (che risulterebbe a livello industriale,
fra l’altro, per coprire l’estensione territoriale
Vercelli-Milano/Bologna-Ferrara!) delle ghiandole serigene dei cosiddetti
“ragni d’alta quota”, la cui esistenza (dal punto di vista entomologico) lasciamo appannaggio
delle leggende metropolitane, con buona pace del CICAP”
Una persona che si qualifica come biologo nega insomma l’esistenza di un
fenomeno naturale che invece è documentatissimo e noto “sin dai tempi di Aristotele” (come segnala l’articolo Aerial Dispersal in a Known Spider Population, Eric Duffey, Journal of Animal Ecology, Vol. 25, No. 1, May, 1956, pp. 85-111; disponibile su JSTOR), citatomi da
Angioni.
Basta infatti dare un’occhiata alla letteratura scientifica, e per farlo è
sufficiente googlare “ballooning spider” (oltre 1.400.000 risultati)
oppure consultare Wikipedia,
che offre citazioni di varie pubblicazioni oltre al Journal of Arachnology: una, due, tre. O consultare Microscopy UK, che nota che Darwin li raccolse in mezzo all’Atlantico. O magari sentire un
esperto, come l’aracnologo Carlo Pesarini, come ha fatto Angioni. Le specie che hanno questo comportamento sono decine: Tapinocyba praecox, Erigone dentipalpis, E. atra, Bathyphantes gracilis,
Meioneta mollis, Stegodyphus dumicola, Stegodyphus mimosarum… giusto per citarne alcune. Hanno nome, cognome e pedigree,
insomma: altro che “leggende metropolitane”. Questo è il livello di
preparazione degli “esperti” sostenitori delle scie chimiche.
E sul fatto che i ragni migratori possano raggiungere i 5000 metri, ossia
15.000 piedi circa:
To reach new locations the spider travels by a means of transportation
known as “ballooning”. A spiderling or spider throws out streams of silk.
These threads form a sort of “flying carpet.” It rises on warm currents of
ascending air, and spiders and spiderlings are borne aloft and scattered
far and wide. Sometimes they go as high as 14,000 to 15,000 feet and travel
hundreds or even thousands of miles
[Will Barker, Winter-Sleeping Wildlife (New York: Harper and
Row, Pubs., 1958), pp. 94-96, citato qui].
Ballooning spiderlings can ascend over 15,000′ and have been
sighted landing on ships sailing the mid-Pacific
[Intelligent Controls for Spiders].
Glick (1939), who collected airborne spiders up to 15,000 feet above the ground…
[Factors Influencing The Aerial Dispersal of Spiders (Arachnida:
Araneida), K.V. Yeargan, Department of Entomology, University of Kentucky, in
Journal of the Kansas Entomological Society, Vol. 48, no. 3, July 1975
(immagine qui sotto, tratta da qui)].
Ma Pattera nega tutto questo.
Dopo altre domande del pubblico, Pattera mostra una schermata e mi chiede se
si tratta del documento che gli ho citato. Gli rispondo che a quella distanza
non vedo: “I miei impianti bioplasmatici mi impediscono di vedere fin là, chiedo
scusa”. Pattera sostiene che ho citato un’indagine del 2002: no, il suo testo che
gli ho citato è fresco di produzione e parla del 2008.
Proseguono le domande del pubblico, poi si stacca per pranzare.
Il Pranzo degli Scettici Allegri
Uno dei relatori, Paolo Franceschetti, viene a fare due chiacchiere con noi durante un’allegra pizzata in
compagnia (perché siamo scettici, ma siamo scettici allegri) e si
sganascia a sentire la storia dei miei presunti “impianti bioplasmatici”
e le altre tesi proposte dagli sciachimisti (foto qui sotto).
Mi colpisce molto il tono astioso di una signora che credo faccia parte
dell’organizzazione del convegno e che è presente nella stessa pizzeria. Ci
vede ridere e si rivolge a me, seccata, dicendo più o meno “Ma voi siete proprio così sicuri di avere ragione?” e si porta via
Franceschetti, come se fraternizzare con il nemico fosse proibito.
No, signora, non siamo sicuri di avere ragione: siamo sicuri che le cose che
sostengono gli sciachimisti non hanno senso. È diverso. Noi abbiamo dalla
nostra duecento anni di chimica, gli esperti dei settori toccati dalle
asserzioni sciachimiste, e montagne di documentazione. Voi avete soltanto aria
fritta. Per cui ci ridiamo sopra.
Venirvi a sentire, vedervi così seri, compresi e infervorati per la catastrofe
imminente (che però non arriva mai), è un passatempo, non è una lotta. Di
tutte le teorie strampalate che ci sono in giro, quella delle scie chimiche è
la più demenziale, con i suoi milioni di ipotetici partecipanti al complotto,
e quindi è anche la più divertente. E noi ci divertiamo. Se nel divertirci
riusciamo anche ad evitare che qualcuno si faccia rovinare la vita dalle
vostre paranoie, tanto meglio.
Seconda parte: i nanocosi e gli “insetti chimera”
Alle 14:35 rientriamo a sentire il proseguimento del discorso di Marcianò. Ci
perdiamo il primo pezzo per qualche foto di gruppo, anche per ricordare una
giornata in cui molti di noi finalmente si sono visti di persona per la prima
volta.
Entriamo in sala tutti con in testa il cappellino della CIA (a fine articolo
trovate un paio di video). Visto che rifiutano il dialogo, l’ironia di
un’obiezione silenziosa è l’unico approccio possibile: una risata vi
seppellirà, direbbe qualcuno. Potete intuire le espressioni dei presenti.
Finora nulla di nuovo: Marcianò sta soltanto presentando immagini satellitari
che secondo lui mostrano scie chimiche. La sala mi sembra più piena di
stamattina. Marcianò non spiega la cosa fondamentale, come mi fa notare uno
degli amici presenti: ma a che diavolo serve, ai militari, prendersela con i
cumuli e distruggerli? Cos’avranno fatto i cumuli, poveretti, per meritarsi
l’ira del Nuovo Ordine Mondiale?
Marcianò sostiene che i tecnici delle radiosonde (che vengono lanciate
periodicamente in aria con piccoli palloni per rilevare le condizioni
meteorologiche in quota) hanno iniziato ad alterare i dati pubblici da quando
lui ha iniziato a studiare il fenomeno. Il mondo gli ruota intorno, insomma.
La gente, dice, viene obbligata a “chiudere i finestrini” degli aerei
di linea per non vedere fuori l’irrorazione in corso (dove ci starà, tutta la
roba chimica, se l’aereo è pieno di passeggeri?).
Cita “150 scienziati” (o 650, devo riascoltare la registrazione) che
non sposano l’idea dell’effetto serra. Curioso come gli scienziati siano
perfettamente affidabili quando fa comodo alla tesi preconcetta, ma siano
tutti venduti quando dicono qualunque cosa contraria alla tesi stessa.
Clamoroso: ripete il “gigabyte di watt” emessi da HAARP. Ma allora non
è un lapsus.
Adesso anche le scie evanescenti, non solo quelle persistenti, sono
chimiche.
Cita il meteorologo Gunther Tiersch come testimone autenticatore delle scie
chimiche: peccato che Marcianò traduca “scie chimiche” quando in realtà
Tiersch parla di “linee a forma di serpente probabilmente diffuse nel pomeriggio a circa 5-6
km di quota sul Mare del Nord da un paio di aerei, aerei militari, e non
hanno niente a che vedere col tempo”. Si tratta infatti di chaff (un prodotto antiradar in uso da decenni,
che ha la particolarità appunto di creare falsi echi radar che sembrano enormi
nuvole sugli schermi dei radaristi). Non solo si ignorano concetti aeronautici
militari di base, ma siamo di fronte alla falsificazione della traduzione.
Marcianò sostiene che Tiersch è stato silurato per aver ammesso l’esistenza
delle scie chimiche. Ma basta una ricerca in tempo reale su Google per vedere
che in realtà è ancora in servizio come meteorologo, sempre alla TV tedesca
ZDF, come si può leggere qui
e vedere qui sotto.
Viene proiettato un filmato che presenta l’accordo Italia-USA per “manipolazione di ecosistemi terrestri”. Ma non viene detto che
l’accordo parla di esperimenti su piccoli appezzamenti di terreno, non di
cambiamento del clima planetario.
Interviene dal pubblico Franco Scarpa, militare. Dice che non tutto quello che
viene fatto dai militari viene divulgato. Ma che novità. Tiene quasi una
conferenza personale, e gli organizzatori lo lasciano parlare (ben
diversamente da quello che fanno con le varie persone che osano fare obiezioni
alle tesi presentate). Il raduno diventa sempre più curioso: un militare viene
in sala e viene osannato. Ma i militari non erano tutti cattivi e costretti al
silenzio? E se questo militare è al corrente di terribili segreti, perché
continua a fare il militare?
Marcianò sostiene che a bordo degli aerei ci sono motori elettrici che
emettono gas di scarico e fanno quindi scie. Giuro. Si riferisce alle
APU (Auxiliary Power Unit), che sono sì motori ausiliari, ma mica
elettrici: sono a turbina.
Racconta che sopra casa sua passa continuamente sempre lo stesso aereo che
rilascia scie misteriose a bassa quota. E ci sono addirittura due tipi diversi
di aerei chimici: prima passano quelli di un tipo, che “ripulisce” il cielo,
poi arriva il secondo che spruzza. Curiosamente, nonostante Marcianò disponga
di una telecamera con uno zoom da 40x, le sue immagini degli aerei “a bassa
quota” sono sgranatissime e gli aerei sono piccini piccini.
I controllori di volo “hanno una cognizione esatta” di quello che sta
succedendo, dice, ma negli aeroporti ci sono aerei che, a suo dire
illegalmente, sono senza insegne e senza identificazione. Dunque i controllori
sono omertosi complici, presumo. E con loro l’ENAV, i militari italiani, la
NATO, i chimici di tutto il mondo, i geologi, i giornalisti delle reti
televisive… si fa prima a elencare chi non fa parte del complotto.
“Le scie di condensazione sono un fenomeno raro, rarissimo” che non
supera il 3%, dice sempre Marcianò.
Poi fa sentire una registrazione interminabile di una telefonata all’aeroporto
Fellini in cui una voce alterata digitalmente lamenta sorvoli di aerei e
riceve risposta da una persona imprecisata che parla di aerei scuola o simile.
Chi sia questa persona, con che qualifica e con che competenza risponda, non è
detto. Ma questa, per lui, è una prova schiacciante.
Marcianò sostiene che ci sono alcuni controllori di volo che hanno confermato
le sue tesi, ma non fa nomi. “Questi controllori di volo confermano tutto, ma non possono parlare”.
Se la prende con Voyager perché per l’80% la trasmissione è stata
gestita dall’ENAV e dai militari.
La Russa, dice Marcianò, “mente sapendo di mentire” (testuale) negando
l’esistenza di un accordo Italia-USA sulle “sperimentazioni climatiche”. Accuse pesantissime. “Quando qualcuno ha la coda di paglia, fa sparire i documenti”,
aggiunge.
15:40
Si passa alle conseguenze (asserite) delle scie chimiche. Marcianò parla di
metalli elettroconduttivi trasportati dai polimeri emessi sotto forma di scia
chimica. All’alba le scie sono a est, poi si spostano, perché i polimeri si
orientano elettricamente se sottoposti a luce ultravioletta, e vengono
integrati con nanopolimeri. Tutto questo funge da vettore per “nanostrutture intelligenti” e la “polvere intelligente”. “Questa non è fantasia, è realtà”, precisa Marcianò.
Dice che già nel 2003 i militari USA riuscivano a introdurre nanosensori nei
corpi dei nemici per poterne monitorare gli spostamenti in Afghanistan e in
Iraq. Lo stesso sistema, dice, viene usato per controllare la popolazione
civile anche in Occidente “attraverso la dispersione di nanosensori”.
Ma allora lui come fa a essere immune? Se c’è questa fortissima congiura del
silenzio, come mai lui è ancora libero di parlare? Sarà mica in realtà in
combutta con i militari USA per screditare il movimento?
15:50
Arriva, finalmente, il Morbo di Morgellons. Siamo in chiusura, gli
organizzatori gli hanno già detto che il tempo è scaduto, ma Marcianò non
molla. I “nanosensori sono ovunque, nel cibo, nell’acqua, ognuno di noi ne ha
respirato a iosa”. Ci sarebbero 2500-3500 casi al giorno di Morgellons solo negli Stati Uniti
(vale a dire circa un milione di casi l’anno: un’epidemia biblica, una
strage, chissà come mai non ce ne siamo ancora accorti). Le nanosonde (o
nanosensori che dir si voglia, tanto ormai siamo alla fiera delle parole in
libertà) replicano RNA e DNA e creano “insetti chimera” che emergono
dalle ferite dei malati.
Come contrastare tutto questo? Eliminare i metalli delle scie chimiche si può
tramite i metodi di un medico giapponese (il cui nome non viene detto), che
usa l’alga spirulina per purgare i metalli dall’organismo, dice Marcianò.
Anche l’Agrobacterium presente negli OGM serve da vettore del Morgellons.
Avete capito? Tutto questo supercomplotto planetario che coinvolge i militari
di ogni paese (tranne la Bolivia, ha precisato Marcianò a inizio conferenza) e
va avanti da più di un decennio con centinaia di voli giornalieri e milioni di
tonnellate di robaccia spruzzata si può fregare con la spirulina che si compra
in farmacia. Geniale.
Il convegno va avanti, dopo una pausa, con massoneria e signoraggio, argomenti
che riempiono maggiormente la sala ma che non c’è tempo di affrontare ora.
L’indigestione di antiscienza è stata già pesante così. Io e gli amici ci
fermiamo per la durata della pausa a discutere con i presenti. Alcuni sono
aperti e hanno dubbi legittimi che derivano dalla non conoscenza
dell’aeronautica e della meteorologia. Altri sono convinti di sapere tutto e
non gradiscono affrontare la realtà tecnica dei fatti.
C’è un mio faccia a faccia animato con Marcianò, di cui potete vedere qualche
eloquente spezzone più sotto. Gli viene consegnato il Perlone
di Perle Complottiste e
chiesta una foto con il cappellino della CIA.
Sono rientrato adesso al Maniero Digitale dopo un’altra allegra chiacchierata
con gli amici che erano al raduno. Aggiungerò dettagli man mano che rivedo le
riprese, ma volevo chiudere per ora con una riflessione generale sul convegno:
che vita interiore grama devono avere quelli che credono a queste immaginarie
catastrofi annunciate. Sapere (o credere di sapere) che c’è un piano segreto
con migliaia di cospiratori che avvelenano la popolazione al ritmo di 2500
persone al giorno, e che non c’è nulla da fare perché i cospiratori sono
decine di migliaia, sono ovunque e sono potentissimi, dev’essere deprimente
fino alla disperazione.
Forse è per questo che sono volati insulti nei confronti miei e di altri che
osavano proporre dati che smentivano le tesi sciachimiste. Non ci odiano per
quello che diciamo. Ci invidiano perché siamo allegri e abbiamo una vita,
mentre loro hanno soltanto menagrame profezie di morte. Che tristezza.
Post Eventum
Un utente del forum di sciechimiche.org ha pubblicato un resoconto
che (per chi ne dubitasse) conferma le mie descrizioni dell’affluenza di
pubblico, degli strafalcioni di Marcianò, e di altri episodi del convegno.
Ecco due video della pacifica incursione silenziosa con i cappellini CIA,
seguita dalle parole di Marcianò nei miei confronti, che tolgono ogni speranza
a coloro che, in buona fede, pensavano di poter organizzare un dibattito.
Grazie a ilpeyote per lo splendido video realizzato a tempo di record. Il
video è stato rimosso a causa di lamentele infondate dei soliti noti, che
molto democraticamente cercano di tappare la bocca a chiunque sveli le loro
bugie, inventandosi inesistenti violazioni di copyright e/o della privacy
(come documentato più dettagliatamente qui). Fatica censoria inutile, data la facilità con cui si possono ricaricare i
video. Eccolo qua:
Ed ecco un paio di foto del faccia a faccia fra me e Marcianò a fine
conferenza, quando gli ho mostrato la schermata del sito della ZDF che
documenta che Tiersch non è affatto stato silurato come ha detto lui:
Guardate questo video della discussione, in cui manda via in malo modo una
persona che ha osato chiedergli conto dei video in cui dice di mostrare aerei
che fanno scie sotto le nuvole quando in realtà si vede bene che stanno sopra.
Ecco all’opera la cordialità e la tolleranza degli sciachimisti:
Poi Marcianò si rivolge a me, dicendo che gli unici interlocutori che accetta
sono il “colonnello Costante De Simone” e il “maggiore Guido Guidi”. Non è dato sapere perché.
2009/04/23 – Altre chicche dal convegno di Milano
Ho messo all’asta su eBay
il cappellino indossato da Marcianò: il ricavato andrà interamente in
beneficenza per AMREF e RAWA. Il relatore Paolo Franceschetti scherzosamente teorizza una verità inconfessabile: gli sciachimisti sono in combutta con la CIA e con me per fare depistaggio
e farsi pubblicità.
Ecco la consegna del Perlone
a Marcianò e l’immortale esclamazione di Franceschetti al destinatario
dell’ambito riconoscimento: “Basta dire ca**ate!”:
L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo
aggiornamento: 2022/07/04 22:00.
Vi ha divertito il racconto del convegno sulle “scie chimiche” di Milano e vi
rammaricate di non esserci stati? Tranquilli: sabato 25 aprile si replica, e
siete tutti invitati. Specialmente se siete piloti civili o militari, perché
c’è gente che vi accusa di partecipare omertosamente a un avvelenamento di
massa della popolazione tramite irrorazioni fatte dagli aerei che pilotate.
Cattivi, cattivi!
Il 25 si terrà infatti a Lugano Paradiso un convegno, organizzato dal Centro Ufologico della Svizzera Italiana, dedicato all’ufologia e allo spazio. Il programma è scaricabile qui, e fra gli ospiti figurano Tom Bosco, direttore di Nexus Italia, che alle 15.30 verrà a parlare sul tema “Le scie chimiche e l’ufologia moderna”.
Per chi non lo sapesse, le “scie chimiche” sarebbero le scie lasciate dagli
aerei, che non sarebbero contrail (scie di condensa) come vogliono la
meteorologia e l’aeronautica, ma irrorazioni di veleni su vastissima scala,
perpetrate con l’omertosa complicità dei piloti di tutto il mondo, che sanno,
vedono e tacciono.
Se vi va di rispondere con garbo e competenza a queste accuse pubbliche di
sterminio fatte dai sostenitori di queste tesi o semplicemente volete farci
sopra due risate, venite con noi, oppure partecipate telefonicamente
(mandatemi a topone@pobox.com un
numero dove chiamarvi in diretta). Io bloggherò l’evento in diretta qui, e al
simposio ci sarà buona parte della Società degli Scettici Allegri. I meno
allegri Tifosi della Morte Imminente hanno annunciato che interverranno con il
loro consueto garbo, per cui è probabile che l’evento sia interessante anche per chi osserva il
comportamento umano e le sue aberrazioni.
Il convegno, ahimè, non è gratuito: l’ingresso costa 10 franchi (circa 6,60
euro); 5 per gli studenti. Business is business. In compenso, a questo prezzo è inclusa
anche l’occasione di vedere all’opera (alle 17.30) Giorgio Pattera, il biologo
che ha partecipato insieme a Rosario Marcianò al convegno sciachimista di
Milano e ha sostenuto la tesi delle scie chimiche come irrorazioni di polimeri
tossici. Pattera parlerà di un caso di rapimento alieno italiano, giusto per
restare nel campo della scienza più rigorosa e cauta.
Questo è il programma completo:
09:30-10.00 Saluto iniziale del Sindaco di Paradiso, Avv. Ettore Vismara e la Presidente del CUSI Prof.essa Candida Mammoliti
10.00-11.00 Prof. Yuri Malagutti, biologo molecolare e docente liceale di astrobiologia, Lugano: “Astrobiologia: La ricerca scientifica di organismi extraterrestri”
11.00-11.45 Ing. Massimo Angelucci, Rimini: “UFO e gli enigmi della moderna astrofisica”
14.00-15.30 Piergiorgio Caria ed Antonio Urzi, ricercatori UFO e giornalisti, Italia: “I migliori documentari sugli UFO e le “flotillas”, in parte inediti”
15.30-16.30 Dott. Tom Bosco, giornalista e dir. di NEXUS Italia, Padova: “Le scie chimiche e l’ufologia moderna”
16.30-16.45 Coffee break
16.45-17.30 Dott. Gildas Bourdais, scrittore e ricercatore UFO, Parigi: “UFO in Francia, l’apertura degli UFO-files del CNES”
17.30-18.15 Dott. Giorgio Pattera, biologo Università di Parma, Italia: “Zanfretta, un caso di abduction italiano”
18.15-20.00 Pausa cena
dalle 20.30 Dibattito aperto al pubblico con la possibile presenza dell’astronauta NASA, Ing. Paolo Nespoli, USA
Il tutto si tiene al Centro Congressuale dell’Hotel Eden, Riva Paradiso 1, a
Paradiso, vicinissimo a Lugano. Le istruzioni su come raggiungere il luogo
sono sul sito del CUSI. Buon divertimento.
Il cappellino CIA di Marcianò all’asta per beneficenza
Visto che sarebbe bello che in qualche modo da quest’accozzaglia di
antiscienza venisse fuori qualcosa di buono, ho pensato di mettere all’asta su eBay il cappellino indossato da Rosario Marcianò
nella fotografia qui sotto. La reliquia sarà certificata dal sottoscritto e
dall’autore della foto, Andrea Tedeschi. Il ricavato verrà devoluto
interamente e in parti uguali all’AMREF
e al RAWA, che
si occupa dei diritti delle donne afghane.
2009/04/23 – Altre chicche dal convegno di Milano
L’asta per il cappellino è arrivata a 38,50 euro: non male. Intanto arrivano
altri video del convegno di Milano.
Non perdetevi, per esempio, il relatore Paolo Franceschetti che scherzosamente
teorizza una verità inconfessabile: gli sciachimisti sono in combutta con la
CIA e con me per fare depistaggio e farsi pubblicità. C’è anche il video che
mostra la consegna del Perlone 2008
a Marcianò e l’immortale esclamazione di Franceschetti al destinatario
dell’ambito riconoscimento: “Basta dire ca**ate!”. Trovate il tutto in
fondo al resoconto del convegno.
L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2009/05/19.
È appena finita una puntata di Rebus dedicata alle “scie chimiche”. A differenza del passato, il conduttore Maurizio Decollanz ha preso ripetutamente le distanze dalle affermazioni degli ospiti, Rosario Marcianò e Giorgio Pattera, usando più volte aggettivi come “ipotetica” e “presunta” riferiti alle “scie chimiche” e descrivendo le tesi di Marcianò con frasi come “vediamo il prosieguo, chiamiamolo così, dell’incubo di chi teme la sperimentazione indebita fino a dove si spinge”. Perbacco. Si sente molto che ha letto le FAQ del CICAP, che cita in varie occasioni senza nominarle.
Ne aveva ben donde. Da un lato, Marcianò ha ribadito i suoi ormai mitici “gigabyte di watt”: e con questo fanno tre (anzi quattro, come segnalato nei commenti), per cui la scusa del lapsus non regge più e la sua incompetenza tecnica è ormai palese anche ai dilettanti. Ma soprattutto ha parlato apertamente e a ruota libera di armi che leggono i pensieri, di sedativi nelle scie degli aerei, di aerei che gli volano sopra la casa tutti i santi giorni, così bassi che li vede “grandi come il palmo della mano”, di mille casi al giorno di “morbo di Morgellons” che farebbe eruttare fibre sintetiche dalla pelle (sarebbero 365.000 malati l’anno, altro che l’influenza suina), di sensori nanometrici che penetrano nell’organismo, di piani per trasformare le persone in automi, e persino di attacchi aerei quotidiani per distruggere le nuvole. Un fiume in piena.
Dall’altro, Pattera, tutto sommato più contenuto, ha affermato che le scie degli aerei sono condensazione di anidride carbonica (sic) e che i ragni migratori volanti (o meglio, trasportati dal vento) proprio non esistono (“io da biologo posso assicurare che i ragni volanti non esistono”), nonostante siano documentati persino da Darwin oltre che dall’Enciclopedia Britannica e da badilate di letteratura specialistica.
Pattera ha anche regalato dei lapsus freudiani magnifici come questo: “Ci sono i cospirazionisti, e coloro invece che guardano con un animo più aperto questi fenomeni”. Da antologia.
Insomma, c’era poco da fare. Prendere le difese di questi geniali comici involontari sarebbe stato umanamente impossibile. Non senza ridere, perlomeno. Qui sotto vedete alcuni dei momenti migliori della puntata.
Va bene. A questo punto lo confesso, tanto la missione è compiuta. Rosario Marcianò e Giorgio Pattera sono due agenti del Nuovo Ordine Mondiale, piazzati per screditare le teorie sulle “scie chimiche” con le loro affermazioni senza capo né coda, degne della trama di Matrix (è questo il paragone che fa anche Decollanz), talmente esagerate da non poter essere prese sul serio e facilmente sbugiardabili senza neppure doversi addentrare nei dettagli tecnici di come si formano le scie di condensazione, e per regalarci qualche ora di sane risate in compagnia. Dopotutto è grazie a loro che è nata la Società degli Scettici Allegri. Io a Vibravito l’avevo detto, ma non mi ha creduto.
Hanno svolto egregiamente il loro compito, e a questo punto possiamo anche congedarli con gratitudine per il servizio reso e un ultimo applauso per le risate regalate. Anche perché adesso arrivano interlocutori un po’ più prudenti e civili: Tom Bosco, di Nexus Italia, ha accettato la proposta di dibattito via Web sul tema, e ne scriverò nei prossimi giorni.
In quanto alle risposte definitive e autorevoli che Decollanz chiede, penso possano bastare quelle del meteorologo colonnello Giuliacci, quelle di Mario Tozzi, quelle del pilota Pietro Pallini, quelle del meteorologo Paolo Sottocorona, e quelle di sessant’anni di letteratura meteorologica e aeronautica di tutto il mondo. È giusto e legittimo fare domande: ma bisogna anche ascoltare le risposte.
Cancellati i “gigabyte di watt”
Mi viene segnalato da axlman che la versione della trasmissione pubblicata da Marcianò è stata tagliata, per nascondere l’imbarazzantissima gaffe. Il confronto fra il video originale, pubblicato da Rebus, e la versione tagliata da Tanker Enemy è disponibile qui su Vimeo.
E poi saremmo noi i “disonesti disinformatori” che effettuerebbero “riscritture orwelliane” degli avvenimenti.
2009/05/18 – I dati d’ascolto
Per chi si fosse chiesto il motivo dell’ora tarda del servizio di La Gaia Scienza sulle “scie chimiche”, la redazione del programma mi segnala che si tratta di una scelta precisa, perché quando finisce Report su Raitre raddoppiano gli ascolti (forse intendono lo share) di La Gaia Scienza. La redazione aggiunge che per il format della trasmissione, il servizio è da considerare “corposo” perché è stato il più lungo (8 minuti) mai fatto nel programma.
La Gaia Scienza di domenica 10 maggio su La 7 ha raggiunto circa 407.000 telespettatori (share 1,7%) nella fascia 20:30-23:00 e circa 178.000 (share 2,1%) nella fascia 23:00-2:00 (dati disponibili temporaneamente qui).
Gli ascolti della puntata di Rebus trasmessa su Odeon Tv lunedì 11 maggio sono stati di circa 28.000 telespettatori (fascia 20:30-23:00, dati disponibili temporaneamente qui), pari allo 0,1% di share.
Sono stati sequestrati dalla Polizia Postale gli account Facebook e il canale YouTube di Rosario Marcianò, complottista sostenitore delle “scie chimiche” ultimamente riciclatosi come negazionista del coronavirus. In un video aveva istigato le persone a delinquere con parole come queste:
La situazione diventerà sempre più grave, sempre più ingestibile e per
cui il mio invito non è quello di stare in casa ma è quello di fare di
tutto per mettere in seria difficoltà questo esecutivo. Quindi, l’idea
migliore sarebbe quella di uscire tutti per strada come facevamo prima
in modo tale che poi Carabinieri e Polizia non sappiano più come fare
per fermare tutti quanti e gli uffici giudiziari saranno intasati di
denunce e non potranno più fare niente. Allora si che loro saranno
paralizzati.
Ricordo che Marcianò aveva già istigato alla violenza nei confronti della giornalista Silvia Bencivelli, aveva diffamato Valeria Solesin e la sua famiglia e aveva commesso molti altri atti del genere, per i quali è già finito più volte nelle maglie della giustizia ed è già stato condannato. Delle sue tesi di complotto e dei suoi comportamenti mi sono dovuto occupare in varie occasioni in questi anni.
Per chi giustamente fa notare che il profilo Facebook è ancora accessibile e i commenti sono ancora pubblicabili e quindi dubitano che si tratti di un vero sequestro, sottolineo che a quanto mi risulta l’istigazione a delinquere riguarda solo uno specifico video e che ho una conferma da due fonti direttamente coinvolte. Aggiungo che l’intervento delle autorità non si è limitato al semplice sequestro di account. In ogni caso, è un win-win: se Marcianò fingesse, non potrebbe più pubblicare nulla senza smascherarsi; se (come mi risulta) il sequestro è reale, non può comunque pubblicare. Per cui in un modo o nell’altro è silenziato.
A tutti i giornalisti e personaggi mediatici che gli hanno dato spazio nei loro programmi: spero che vi rendiate conto di quale megafono avete offerto a queste idee deliranti. Vero, Maurizio Decollanz, Fabio Volo, Roberto Giacobbo?
Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.
Il colonnello Mario Giuliacci, meteorologo notissimo per le sue previsioni del tempo su Canale 5, ex direttore del Centro meteorologico di Milano-Linate e autore di vari libri sulla meteorologia, è sceso in campo sulla questione delle “scie chimiche” in un articolo pubblicato pochi giorni fa da Meteo.it, il sito del Centro Epson Meteo.
Abbiamo insomma un pronunciamento da parte di un addetto ai lavori, e per di più un addetto ai lavori italiano. Nel suo articolo, Giuliacci è categorico sin dal titolo: “Scie chimiche in cielo: una bufala”.
Parlando di un documento anonimo circolante in Rete, che sostiene la teoria delle scie chimiche (probabilmente questo), Giuliacci è sorpreso “che nessun ente istituzionale sia intervenuto per mettere fine alla diffusione di tali notizie che, oltre a essere false (come tra poco dimostreremo) creano allarme, panico e disinformazione tra la gente.”
L’articolo prosegue lasciando ben poco spazio all’ambiguità interpretativa. “La notizia è comunque una bufala” prosegue Giuliacci, ipotizzandone le ragioni della popolarità e sottolineandone l’assurdità: a suo avviso è diffusa “da certi ambienti, al solo scopo di seminare discredito, lasciando intendere che i “soliti” americani (dagli agli untori… yankee!!!) o i soliti “militari” fanno esperimenti pericolosi, all’insaputa di tutti, tenendo all’oscuro anche i propri governi (come se le scie non si vedessero!) e infischiandosene della salute degli inermi cittadini.”
Il colonnello spiega inoltre che quelle che gli sciachimisti chiamano “scie chimiche” sono in realtà “un fenomeno normale, sempre esistito da quando esistono gli aerei a jet”. La persistenza occasionale delle scie di condensazione si ha semplicemente quando “l’atmosfera circostante è già di per sé molto umida, cosicché la scia stenta a evaporare e quindi resiste nel cielo anche per 1-2 ore.”
La disposizione a linee parallele e incrociate, e l’allargamento delle singole scie a formare un velo, sono fenomeni assolutamente normali e ben noti. “Se poi a quelle quote c’è anche un forte vento” prosegue infatti Giuliacci “la scia nuvolosa tende ad essere sparpagliata lateralmente e quindi assume anche notevoli dimensioni nel verso laterale. Sotto tali condizioni meteorologiche, lungo alcune aerovie o incrocio di aerovie commerciali oggi particolarmente affollate è ovvio che il frequente passaggio di aerei (uno ogni 3-4 minuti) lascerà, nell’arco di 1-2 ore, una ragnatela di moltissime scie.”
Tutto qui. Il meteorologo del Centro Epson Meteo chiarisce, per completezza, che esiste “anche un’altra modalità per la genesi delle scie di condensazione”, che spiega la forma di alcune scie, che invece di provenire dai motori formano un velo largo talvolta quanto l’intero aereo. “Se l’atmosfera è oltremodo umida, allora l’aria che viene a contatto con il bordo d’attacco dell’ala si spezza lateralmente in due parti le quali, scorrendo poi lungo la superficie curva della fusoliera, sono costrette ad accelerare. Ma tale accelerazione provoca una rapida espansione dell’aria in movimento attorno all’aereo, con conseguente raffreddamento della medesima. Il rapido raffreddamento a sua volta fa condensare immediatamente la forte umidità sotto forma di una densa scia nuvolosa.”
Con queste parole semplici e chiare, Giuliacci assesta un colpo irrimediabile a tutti i sostenitori dell’esistenza di cospirazioni intorno al fenomeno delle scie degli aerei. Perché parliamoci chiaro: sostenere le “scie chimiche” significa accusare Giuliacci non solo di incompetenza professionale, cosa già di per sé non banale, ma soprattutto di complicità nella cospirazione. Che, ricordiamolo, secondo gli sciachimisti è responsabile di morte e malattie.
Alzi la mano chi, dei vari Bosco, Chiesa, Decollanz, Giacobbo, Marcianò e Mazzucco, se la sente di accusare Giuliacci di essere complice di sterminio.
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “simone.savold****” e “cinziac***”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Proprio pochi giorni fa, nei commenti riguardanti l’imminente conferenza a Lugano sul complottismo undicisettembrino alla quale prenderò parte, era sorta qualche perplessità sul divieto di riprese per evitare manipolazioni: suvvia, davvero i complottisti sono così invasati da rimontare le parole dette dagli esperti?
Ebbene sì. La risposta più eloquente è arrivata puntualmente dagli sciachimisti: a farne le spese è stato il chimico Simone Angioni, coordinatore del gruppo CICAP della Lombardia, con una serie di tagli a una sua intervista che non solo lo fanno sembrare in preda al delirio, ma gli fanno persino dichiarare che “sicuramente le scie chimiche esistono”.
Succede nel video pubblicato qui su Youtube, a circa 5:15 dall’inizio. Stando ai dati di Youtube, il video sembra essere opera di Rosario Marcianò, in arte Straker. Già che c’è, Straker accusa Angioni di non essere un chimico, ma “un semplice studente”, come potete vedere qui sotto.
Per fortuna esiste la registrazione originale delle dichiarazioni di Angioni, pubblicata da Radio Base, l’emittente dalla quale Straker ha tratto l’intervista. Angioni aveva detto una cosa assolutamente diversa:
Sì, sul discorso generale [le tecnologie apparentemente innocue possono essere trasformate in metodi letali] sono d’accordo, il problema è che scientificamente bisogna analizzare ogni singola affermazione. Non è che si può dire siccome Fermi ha inventato l’energia nucleare, cioè ha scoperto l’energia nucleare, e poi qualcuno ci ha fatto la bomba atomica, allora sicuramente anche le scie chimiche esistono. C’è un passaggio logico che non è immediato.
Visto? Siccome i sostenitori del presunto fenomeno delle “scie chimiche”, nonostante anni di “ricerche” e infinite ore passate a partorire filmati tremolanti, non riescono a presentare uno straccio di prova che regga una minima valutazione da parte degli esperti, si sfogano come bambini isterici tagliuzzando le dichiarazioni dei loro “nemici”.
Sull’accusa patetica di Straker che Angioni sia “un semplice studente” basta andare al sito dell’editore Wiley e consultare le pubblicazioni, dalle quali si può capire come stanno in realtà le cose (è laureato e dottorando).
O se preferite, date un’occhiata al sito dell’Università di Pavia. Angioni non è un “sedicente docente di chimica” come afferma Straker: non ha mai dichiarato di esserlo. Ha sempre dichiarato di essere un chimico. E prima che qualcuno cominci a strillare che non può chiamarsi chimico chi non è un professionista, si legga la Garzanti:
¶ s. m. [f. -a] studioso di chimica | professionista, laureato o tecnico, che applica le scienze chimiche in settori produttivi o di ricerca
Con quest’esempio credo sia ancora più chiaro il motivo per cui, a malincuore, dobbiamo vietare le riprese da parte del pubblico: perché non abbiamo a che fare con degli interlocutori che pongono interrogativi in buona fede e sono aperti al dibattito, ma con gente che si abbassa a giochetti squallidi che sono l’equivalente Youtube di scarabocchiare i baffetti sulla foto del compagno di classe che sta antipatico.
Chi in buona fede, non conoscendo la meteorologia e l’aeronautica, si è fatto sedurre dalla teoria delle scie chimiche deve a questo punto chiedersi se ha ancora senso fidarsi delle affermazioni di gentucola che si comporta in questo modo.
Stasera torna la trasmissione Rai Voyager, che si occuperà, presumibilmente con il consueto rigore scientifico e consultando gli esperti di settore, di un tema assolutamente classico della misteriologia: l’Area 51.
L’annuncio del programma dice che la troupe di Giacobbo “tenta di entrare nella mitica base del Nevada: l’Area 51”. Buona fortuna. E ovviamente non manca l’interrogativo inquietante: “Cosa nascondono le Forze Armate americane, all’interno dell’impenetrabile zona militare?”.
Se non volete spendere tempo a sorbirvi il format da stillicidio della trasmissione, ve lo dico io: di certo niente che andrebbero a raccontare a Giacobbo. E allora perché andarci?
Non mancherà anche un argomento che sicuramente turba i sonni dei contribuenti al canone Rai: la profezia di Einstein sulle api. Secondo Voyager, la profezia sta in una frase del grande scienziato, che “recita che quando scomparirà l’ultima ape sulla faccia della Terra, il destino dell’uomo sarà segnato per sempre”.
Vi posso risparmiare una buona mezz’ora di discorsi inconcludenti di Voyager: Einstein non ha mai detto o scritto nulla del genere, come spiega Snopes.com con dovizia di dettagli. Tempo richiesto per risolvere la questione: due secondi, il tempo di scrivere in Google “Einstein bees” e premere Invio.
I casi sono due. Alla redazione di Voyager non sanno cos’è Google, oppure prendono volutamente per i fondelli i creduloni che seguono la trasmissione. Questa è disinformazione pagata dai contribuenti. E poi ci chiediamo perché girano le storie più sceme sui pianeti in collisione e i calendari Maya e i giovani non conoscono la scienza e s’angosciano per i video dei cellulari che fanno il popcorn. Semplice: perché trasmissioni come Voyager imbottiscono loro la testa di cretinate.
Perché Voyager non alza le chiappe e va ad indagare i misteri veri della scienza? Luci di Hessdalen, l'”evento wow” di cui ho parlato qualche giorno fa, i risultati delle sonde Viking su Marte che sembravano indicare tracce chimiche di vita, le sonde Pioneer deviate fuori rotta da una forza sconosciuta, la macchina di Anticitera… queste sono solo le prime che mi vengono in mente.
No, eh? Troppa fatica. Molto più comodo riciclare la pappa pronta rigurgitata da qualche sito o libercolo di pseudoscienza, senza neppure fare una Googlata preliminare prima di aprir bocca, e al diavolo le conseguenze.
Post (non)eventum
Il servizio sull’Area 51 s’è concluso esattamente come previsto (avrò poteri di precognizione?): con un bel nulla di fatto. Quattro tontoloni che ronzano intorno a una base militare e si scandalizzano perché vengono tenuti d’occhio. Di concreto, nulla.
Il servizio sulle scie chimiche è stato brutalmente riciclato da una puntata precedente: come al solito, Rosario Marcianò è stato presentato come se fosse un superesperto, con tanto di qualifica di “ricercatore”, quando è invece un semplice dilettante senza alcuna competenza aeronautica o meteorologica ed è oltretutto autore di numerose manipolazioni e falsificazioni di immagini e dati, già documentate in questo blog e altrove.
Già è scandaloso che la televisione pubblica spacci per esperti delle persone che non lo sono (per par condicio, a quando una puntata di Medicina 33 o Elisir condotta da un cartomante che fa le diagnosi con i tarocchi?). Ma stavolta è la redazione stessa di Voyager, specificamente Roberto Giacobbo, ad aver fatto delle affermazioni che a mio avviso rasentano il reato di procurato allarme:
Perché questo fenomeno [delle scie bianche lasciate dagli aerei] avvenga in modo naturale si devono rispettare contemporaneamente tre condizioni: la temperatura deve essere tra i 40 e i 45 gradi sotto zero, l’altitudine dell’aereo deve essere almeno di 8000 metri, e l’umidità deve essere superiore al 70%. Se solo una di queste condizioni non si verifica, la scia bianca dell’aereo non avviene in modo naturale. Ma molte volte abbiamo visto degli aerei che lasciavano delle scie ad altitudini inferiori, a temperature diverse. E allora? Cosa stavano lasciando nell’atmosfera? C’è chi sostiene che qualcuno stia mischiando i gas della nostra atmosfera con qualcosa di particolare, forse per modificare il clima. A che fine? Scopriamolo insieme.
Attenzione: qui Giacobbo fa delle affermazioni concrete e precise. Dice: “molte volte abbiamo visto degli aerei che lasciavano delle scie ad altitudini inferiori, a temperature diverse”. Nessun condizionale, nessuna ipotesi: Giacobbo afferma di avere le prove del rilascio di scie al di fuori dei parametri “normali” da lui indicati (sui quali ci sarebbe da fare un discorso a parte, ma non ora). Dice di averli visti “molte volte”, addirittura.
Bene. Cara redazione di Voyager, chiedo pubblicamente le prove di quest’affermazione. Perché un conto è intrattenere la gente con quattro storielle sugli alieni e le conoscenze degli antichi egizi, un altro è far paura alla gente dicendo scemenze pur di riempire il vuoto pneumatico fra una raffica di spot e l’altra. Posso fornire nominativi di chimici, meteorologi e piloti di linea che confermano che le vostre affermazioni sono totalmente infondate.
Se volete darmi una mano a far sapere a Voyager che non siamo tutti citrulli a cui la si dà a bere facilmente, l’indirizzo è voyager@rai.it. La mia mail è già partita. Se preferite la carta, l’indirizzo è Redazione Voyager – Via Goiran 3 – 00195 Roma.
L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Gli eventi dell’incontro descritti sono reali e sono avvenuti il 28 febbraio 2009 a Barbengo, vicino a Lugano. Questo non è un racconto di fantasia.
Ieri pomeriggio ho intervistato un sostenitore della teoria della cospirazione delle “scie chimiche”, noto in Rete come Vibravito, per conoscere di prima mano psicologia, idee e comportamenti di un credente in un complotto. Avevo già avuto esperienze dirette con i complottisti dell’11 settembre e con quelli lunari: mi mancava uno sciachimista. La mia curiosità, infatti, era vedere se risultava confermato o meno un modello generale del pensiero cospirazionista che progressivamente si sta delineando.
Vorrei dare un resoconto dettagliato, ma la cosa potrebbe richiedere un po’ di tempo. Aggiornerò quindi progressivamente questo articolo.
Preliminari
Riassumo l’antefatto per chi non avesse seguito l’intera vicenda che ha portato all’incontro e che si svolge nell’arco degli oltre 700 commenti a questo mio articolo precedente sulle presunte “scie chimiche”.
Lo sciachimista, Vibravito, mi accusa di essere uno dei “cospiratori infami (o insulsi disinformatori prezzolati)”, di avere un “conto numerato in una banca di Lugano” sul quale gli organizzatori delle irrorazioni fatte con le scie chimiche depositerebbero “laute somme di denaro”, e altre espressioni colorite.
Visto che mi interessa conoscere di persona uno sciachimista in un contesto privato, ossia al di fuori delle situazioni pubbliche come le conferenze, nelle quali non c’è tempo di sedersi a tu per tu e discutere, lo invito a venire da me a ripetermi in faccia queste ed altre accuse che configurano i reati di diffamazione o ingiuria (articoli 594 e 595 del Codice Penale italiano).
Vibravito accetta l’invito e propone luogo, data e ora. Dato che teme che io raduni “compagnia e supporto”, la trattativa avviene via mail privata. Io accetto subito luogo, ora e data proposti da Vibravito; non accetto, invece, quando lui chiede di cambiarli due giorni prima dell’incontro. Ho già pianificato il weekend con la mia famiglia, sono venuto incontro alla proposta di Vibravito senza esitazioni, ma c’è un limite a quanto sono disposto a farmi scombussolare il fine settimana mio e dei miei cari.
Concordiamo che per reciproca garanzia l’incontro verrà registrato da entrambi: Vibravito chiede solo audio, niente video.
Il luogo dell’incontro è l’Osteria degli Amici a Barbengo, a poca distanza da casa mia, sabato 28 febbraio alle 17. Gli avventori del locale che dovessero leggere queste pagine possono ora capire chi erano i due individui che discutevano in modo così strano al tavolino all’aperto.
Vibravito arriva puntuale alle 17 e inizia la discussione. Posso dare subito atto a Vibravito di aver ripetuto le sue accuse di fronte a me e di averne anche aggiunte altre. Ma questo non è importante, perché non era questo lo scopo fondamentale dell’incontro. Non so quale fosse per Vibravito, ma per me era intervistare uno sciachimista. E in questo senso è stata un’intervista estremamente illuminante.
Il meteorologo morituro
Vibravito fa partire il proprio registratore (usa la sua fotocamera digitale come registratore, puntandola verso la strada, non verso di noi) e io il mio. Ha portato anche un orologio radiocontrollato per certificare l’ora (si vede che per lui è importante). Legge da appunti scritti a mano le parole di accusa nei miei confronti “disinformatore prezzolato” e gli chiedo di chiarire cosa significa. “Prezzolato è che… qualcosa ti danno”. Si affretta a dire che questa è una sua “opinione”. Gli chiedo se ne ha delle prove. Risponde di no.
Chiaramente Vibravito non ha ben chiaro il concetto che una “opinione” ingiuriosa espressa in pubblico è comunque ingiuria o diffamazione. Io non posso andare in giro a dire “Il signor Rossi è cornuto” o “Il signor Bianchi prende soldi sottobanco” e difendermi dicendo che è una mia “opinione”.
Vibravito obietta che lui è stato insultato per primo definendolo (a suo dire) “contaballe”, “falsificatore”, “maleducato”. Gli rispondo che c’è una differenza fondamentale fra l’insulto, che è un’accusa infondata che si rivolge a una persona in assenza di prove, come lui ha appena fatto e confermato, e quello che viene detto di lui: non sono insulti, sono constatazioni, basate sui suoi comportamenti. La sua maleducazione di interrompere continuamente, sia durante la conferenza di Novi Ligure sia durante l’intervista sia durante le conferenze sulla meteorologia alle quali partecipa (come questa in cui molesta Luca Mercalli), è documentata. Il suo riferire le storielle di Straker è raccontar balle.
Quali sono le prove dell’esistenza delle scie chimiche? “Basta osservare quello che c’è in cielo”, dice Vibravito. Quando gli chiedo come mai, allora, i meteorologi di tutto il mondo danno torto a chi crede a questa teoria, lui afferma che non è vero, che c’è qualche meteorologo che fa “voce fuori dal coro”. Chi? “Quello tedesco”, dice, ma non se ne ricorda il nome. A suo dire, questo meteorologo avrebbe parlato pubblicamente di nubi create da aerei militari.
Secondo i commenti qui sotto, si tratta probabilmente di Karsten Brandt e l’episodio è quello mostrato in questo video, oppure si tratta di Gunther Tiersch; in entrambi i casi, la traduzione italiana è stata manipolata per farlo parlare di scie chimiche; basta chiedere a un madrelingua tedesco.
Gli rispondo che la traduzione corretta di quello che ha detto il meteorologo ha semmai a che fare con il chaff rilasciato durante un’esercitazione: attività comunissima, come si vede nell’immagine qui accanto, presente su Wikipedia alla voce Radar jamming e prodotta dall’Istituto Meteorologico Olandese, nella quale la mezzaluna che si estende sopra l’Olanda è proprio frutto di una di queste esercitazioni. In entrambi i video, quello di Brandt e quello di Tiersch, infatti, si parla di Düppel, che è il termine usato in tedesco per indicare il chaff; basta guardare in Wikipedia.
Vibravito non ha mai sentito parlare di chaff e non sa cosa sia. Glielo spiego pazientemente. È totalmente incredulo: le sue espressioni sono eloquentissime. È un chiaro esempio di come i sostenitori della teoria sciachimista arrivano a conclusioni grossolanamente errate perché non conoscono la materia di cui parlano con tanta apparente certezza.
È chiaro che i ragionamenti anche solo vagamente tecnici non possono dare grandi risultati, perché per quel che ne sa Vibravito potrei essermi inventato il termine chaff sui due piedi. Esploro un altro approccio, quello logico. Se questo meteorologo è andato in televisione a dire che le scie chimiche supersegretissime esistono, come mai è ancora vivo? Vibravito sostiene che “chi sta provando a parlare viene – anche dal tuo staff, diciamo – bombardato psicologicamente”. Io avrei, dunque, uno “staff”. Alla mia obiezione all’uso di questo termine, corregge il tiro: “collaboratori”. Cambia poco: nella sua visione del mondo, io avrei ai miei comandi un esercito di agenti pronti a fare bombardamento psicologico agli sciachimisti. Su questa questione si agita e interrompe ripetutamente.
Vibravito: “C’è gente che osserva e che nota cose strane.”
Io: “Sì, ma sono strane perché non conosce la materia.”
Vibravito: “No, no, questo discorso del non conoscere la materia è relativo.”
Emerge insomma ancora una volta la pretesa di cogliere la verità per intuizione, senza dover essere preparati sulla materia. Anzi, essere preparati è pericoloso: è sintomo di lavaggio del cervello e di collusione con il nemico. Un modo di pensare comune a tante credenze parapsicologiche, nelle quali chi ha studiato fa parte della “scienza ufficiale”, è legato mani e piedi dal “sistema” e quindi è inaffidabile. Solo i dilettanti hanno la purezza necessaria per cogliere la Verità.
Vibravito sostiene poi che il meteorologo canterino non viene fatto fuori perché la cosa desterebbe troppe attenzioni. Io gli obietto che però un incidente d’auto passerebbe inosservato, e lui risponde “Ah, staremo a vedere, è passato solo un mese…” Il povero meteorologo tedesco starà facendo gesti scaramantici a iosa. “Magari se farà altre dichiarazioni… al momento gli avranno detto ‘stai calmo’… se poi continua a esporsi può darsi che ne paga le conseguenze”.
Nella sua visione del mondo, quindi, la cospirazione delle scie chimiche si spinge anche a minacciare prima, e a uccidere poi, chi osa parlare pubblicamente dell’argomento. Ma quando gli chiedo allora come mai, secondo lui, sono ancora vivi altri personaggi che ne parlano pubblicamente in TV oltre che su Internet, come “Straker” (Rosario Marcianò), la sua giustificazione è che “hanno raggiunto una buona visibilità”. Marcianò non viene eliminato, insomma, perché è ormai troppo famoso. Mentre il meteorologo tedesco che è in TV ogni sera non se lo fila nessuno e quindi è liquidabile senza problemi.
Questa è la logica del cospirazionismo: una forma di bispensiero orwelliano, ossia la capacità di sostenere contemporaneamente due idee che si negano a vicenda senza accorgersi, né tanto meno curarsi, della contraddizione insanabile.
I libri riscritti
Il secondo quarto d’ora dell’intervista inizia con Vibravito che si irrita non poco perché io accenno al fatto che se esistesse questa supercospirazione onnipotente, sarebbe un gioco da ragazzi far sparire Straker e il suo blog. Lui obietta che resterebbero comunque i ricordi delle persone, e io faccio notare che i ricordi spesso sono confusi. “Ah! Ecco! I ricordi confusi che piacciono a te, come quelli delle scie chimiche! Bello questo modo… questo modo di parlare! Mi piace questo ‘ricordi confusi’. Ovviamente noi sciachimisti abbiamo tutti i ricordi confusi” (purtroppo la trascrizione non rende efficacemente il tono della voce).
Gli ricordo che lui stesso ha fornito un ottimo esempio di ricordi confusi. Il libro Clouds of the World, datato 1972, che il chimico Simone Angioni gli aveva mostrato alla conferenza di Novi Ligure, documenta chiaramente, e anche fotograficamente, l’esistenza di scie di condensazione persistenti ben prima degli anni Novanta, come si può vedere qui sotto in questo video fornitomi da Angioni.
Il video non ha una traccia audio per ridurne le dimensioni.
L’audio originale non conteneva nulla di significativo.
Ricordo a Vibravito che lui e altri sciachimisti hanno affermato che queste scie persistenti non esistevano prima di quell’epoca. Il libro documenta che hanno torto e che quindi evidentemente i loro ricordi sono confusi.
“Il libro è stato manipolato” si giustifica Vibravito, aggiungendo di averlo “dimostrato” nel suo blog.
Dunque io, secondo Vibravito, farei parte di una megacospirazione così sofisticata da poter addirittura stanare tutte le copie di un libro esistenti in giro per il mondo e falsificarle sistematicamente, ma nel contempo così cialtrona da sbagliare il codice ISBN del libro e lasciare vistosi segni dell’alterazione. Siamo quindi in piena Sindrome del Cospiratore Pasticcione: la credenza autocontraddittoria che i cospiratori siano al tempo stesso abilissimi, potentissimi, sofisticatissimi ed incredibilmente dilettanteschi nelle loro manipolazioni.
Siamo di fronte ai classici meccanismi di difesa della visione paranoica: quando emerge un fatto che mette a repentaglio l’integrità della visione, invece di porsi il dubbio di essersi sbagliati si inventa un’ulteriore cospirazione che isoli e neutralizzi il fatto pericoloso. E in questo modo la cospirazione, e il numero degli organizzatori e persecutori, aumenta sempre più, a dismisura.
Tanto per dare un’idea di quanto Vibravito debba ritenere vasta la macchinazione, grazie al lettore Justfrank segnalo anche un altro libro, Come osservare il Cielo, di Colin A. Ronan, Storm Dunlop e Brian Jones, edito dall’Istituto Geografico De Agostini nel 1987 come traduzione del testo inglese The Skywatcher’s Handbook del 1985. Anche questo libro parla già di scie persistenti. Falsificato anche questo?
Pagine 88-89 di Come osservare il cielo (1987). La didascalia recita inequivocabilmente: “Sopra, le scie di vapore segnano spesso il passaggio di un jet. La persistenza delle scie indica che probabilmente è in arrivo una depressione.”
A questo punto chiedo a Vibravito: “Fammi capire: tu sei venuto qua [Vibravito interrompe] sei venuto qua a parlare con una persona che ritieni essere un ‘disinformatore prezzolato’, che fa parte di un’organizzazione che è in grado di sostituire [Vibravito interrompe di nuovo] – aspetta, fammi finire – che è in grado di sostituire libri in tutte le biblioteche del mondo e in grado di far volare aeroplani invisibili, avere alle sue dipendenze migliaia di cospiratori omertosi [Vibravito interrompe ancora] – no, aspetta, aspetta, questa è la premessa – e tu vieni qua, come dire, in bocca al leone? Non ti sembra di correre un rischio?”
“Correrò questo rischio. Qual è il problema?” risponde Vibravito. Ancora una volta, un atteggiamento duale: Vibravito pensa che io sia parte di una megacospirazione assassina, ma non si pone il dubbio che i miei agenti possano, per esempio, averlo attirato in una trappola per avvelenargli l’acqua minerale o mettergli una microspia nell’auto (sono solo esempi ipotetici, sia chiaro).
A questo punto la conversazione passa all’idea-perno di Vibravito: quella che si vede in cielo, dice, “non è condensa; semplice condensa non è”. Tutto il resto viene dopo. Gli chiedo come fa a sapere che non è condensa: “Basta osservarla”.
P: “Sei un esperto di condensa?”
V: [pausa mentre cerca le parole] “Cosa vuol dire ‘esperto di condensa’? Ci sono gli esperti di condensa?”
P: “Un chimico, per esempio, è una persona esperta nel comportamento dei materiali quando condensano…”
V: “Se questo chimico non è in buona fede, io non è che mi fidi tanto di quel che dice…”
P: “OK. Tutti i chimici del mondo, pensi che siano in malafede?”
V: “Non tutti i chimici del mondo sono stati interpellati… tutti quelli che sono stati interpellati sono stati messi bene in evidenza, no?”
P: “Ne conosci qualcuno che sostiene la tesi che quella non è condensa?”
V: “Ci sono stati. Eh, Fenu, ingegneri aeronautici, ci sono stati, poi stranamente hanno taciuto.”
P: “Un ingegnere aeronautico non è un chimico.” [Fenu, come notato nei commenti qui sotto, è nome ricorrente nelle citazioni degli sciachimisti, ma non si sa bene chi sia: l’unico ingegnere con questo nome di cui si abbia traccia documentata non di parte è un ingegnere civile edile, e non risultano altri Luigi Fenu ingegneri aeronautici o aerospaziali].
V: “Meteorologi?”
P: “Ne conosci qualcuno?”
V: “Allora, questo discorso qui su chi… i dottori che dicono… a me non m’importa chi ha le competenze per dire cosa. A me importa quello che vedo io. Io so benissimo che quelle strisce nel cielo non sono condensa. Adesso ci sono le spiegazioni che mi sono state date da quelli del Cicap non mi hanno convinto, quindi io non credo che quella è semplice condensa. Quando darete delle spiegazioni plausibili e reali allora magari comincerò… però fino ad adesso le spiegazioni che sono state date sono zero assoluto. Ci sono molte contraddizioni in quello che affermano”.
Vibravito, quindi, non si fida degli esperti e ritiene di essere lui sufficientemente esperto da saper distinguere a occhio nudo una scia di condensazione da una scia chimica. È autorità di se stesso.
“Ma… dato che appunto non sei un esperto…” inizio io, ma Vibravito, visibilmente agitato, interrompe ancora una volta: “Allora questo discorso dell’esperto, per piacere, basta! Perché siamo tutti ignoranti, voi del Cicap siete gli unici intelligenti. Però c’è tanta gente che osserva…” Di nuovo, insomma, un concetto centrale dei cospirazionismi: non servono gli esperti, basta la saggezza del popolo, che è suprema.
Intermezzo: Vibravito si autoelimina dal Web
Non ho ancora terminato questo resoconto dell’intervista, e già è arrivata la reazione sorprendente di Vibravito: dice che si autocancellerà dalla Rete. Potete trovare il suo annuncio ancora per qualche giorno qui nel suo blog; resterà archiviato qui.
Vibravito è convinto che io gli abbia teso un “tranello” e che la “mente lucida e cinica del re dei debunkers ha saputo ordire una provocazione coi fiocchi”. Dice: “A distanza di qualche giorno, a mente fredda, devo ammettere che sono stato un vero pollo.” Francamente non capisco perché: è stata un’occasione di confronto. Io ho conosciuto meglio la sua visione del mondo, lui ha conosciuto meglio la mia. Non c’era nessun tranello: ha avuto l’occasione di ripetermi in faccia le sue accuse e in più, visto che ormai la strada fino a Lugano l’aveva fatta, l’occasione di farmi domande anche personali, alle quali ho risposto (dettagli in seguito).
Ma la cosa più significativa è la sua decisione di autosospendersi: “A causa di quanto esposto prima, ho deciso di abbandonare questo tipo di blog-avventura. Il presente sarà il mio ultimo articolo” dice, e aggiunge più avanti: “giovedì 5 marzo cancellerò il presente e tutti i vecchi articoli tranne quello intitolato: Scie Chimiche: ne hanno parlato, […] Anche i video presenti nel mio canale YouTube saranno cancellati alla stessa data.” Specifica anche che non dà il proprio consenso alla pubblicazione della registrazione audio dell’incontro, fatta con il consenso mio e suo. Pertanto non chiedetemela: non verrà pubblicata.
Vibravito sottolinea anche che non si autocensura sotto minaccia di “ripercussioni penali” da parte di “chi ben immaginate”, ma di propria sponte. Non manca la reazione di Straker, come qui:
Il punto cruciale è uno solo: dall’altra parte non ci sono essere umani civili con cui è possibile scambiare opinioni, ma vermi venduti e foraggiati da frange occulte dello Stato. Sulla base di questo presupposto è chiaro che qualsiasi confronto è non solo impossibile, ma da evitare. Qualcuno ha voglia di interloquire con un micchio [sic] di tafani?
È abbastanza chiaro, da queste melliflue parole, che le (peraltro sensate) proposte di mediazione fatte da Vibravito durante il nostro incontro, per arrivare a un mio faccia a faccia con Straker nel quale avrei visto dimostrare l’esistenza del mitico telemetro acchiappa-aerei, sono inutili. Vibravito non era convinto di quello che gli ho detto nell’incontro, ossia che era Straker a non voler vedere nessun debunker o scettico e che quindi qualunque viaggio a Sanremo per vederlo sarebbe stato inutile. Ora ne ha la conferma direttamente da Straker.
Dal suo tono, Straker sembra convinto che io abbia soggiogato psichicamente Vibravito con la sola imposizione dei miei impianti bioplasmatici in un’oretta al bar, e che dopo quest’episodio abbia addirittura il terrore d’incontrarmi (“da evitare”) perché sono foraggiato “da frange occulte dello Stato”. La paranoia è proprio una brutta compagna di vita. Manco riesco a farmi ridare le ritenute d’acconto dal Fisco, figuriamoci se da quelle parti arriva addirittura foraggio.
Il resoconto dell’incontro prosegue nella seconda parte.
L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2009/04/04.
Rebus, il programma di Maurizio Decollanz trasmesso da Odeon TV che ha ospitato a più riprese scie chimiche, complottismo undicisettembrino, signoraggio, fine del mondo nel 2012 e altre fantasie di cospirazione, rifiutando sistematicamente ogni dialogo con i tecnici (lo so per esperienza diretta), ha indetto un sondaggio per sapere se la trasmissione è gradita.
Al momento in cui scrivo i giudizi sono quelli mostrati qui sopra. Se aggiungete la vostra opinione, può darsi che il risultato del sondaggio venga recepito come un suggerimento per un approccio più rigoroso e paritetico alle tematiche affrontate, al quale io e i miei colleghi d’indagine saremmo sempre ben lieti di dare una mano. Non chiediamo censura, per l’amor del cielo: chiediamo semplicemente spazio alla pari e un faccia a faccia tecnico con chi sostiene queste teorie.
Decollanz si chiede“come è possibile tanta acredine in assenza di puntate in onda?” e sospetta “un dono paranormale” da parte di un “manipolo di ascoltatori” che anticiperebbero i contenuti delle puntate future, ma forse non ha considerato che i telespettatori non hanno dimenticato le puntate già trasmesse, come questa. Per non parlare del fatto che il blog stesso della trasmissione elenca gli argomenti che verranno trattati: Zeitgeist il 13 aprile, assassinio di JFK e signoraggio bancario il 20 aprile, e la promessa di tornare a parlare di scie chimiche. Non ci vuole mica la chiaroveggenza, basta saper leggere.
Comunque sia, sarà interessante esaminare l’evolversi del sondaggio e le reazioni dei suoi promotori.
Due ore dopo
“Eccellente” al 18%, “apprezzo moltissimo” al 5%, “apprezzo moderatamente” a zero; “non apprezzo affato” [sic] al 2% ed “è vergognosa” al 72%. A prescindere dai giudizi, il numero totale dei voti s’è quasi triplicato (713). Tutto questo in due ore da quando ho segnalato l’esistenza del sondaggio, che era già online da almeno 24 ore.
Come dice l’amico Riccardo: e se saltasse fuori che l’anticomplottismo fa più audience del complottismo?
Mezzanotte
“Eccellente” al 13%, “apprezzo moltissimo” al 3%, “apprezzo moderatamente” a zero, “non apprezzo affato” [sic] al 3% ed “è vergognosa” al 78%. 1259 voti complessivi. Comincia ad essere difficile considerare i vergognisti come un “affezionato manipolo”.
Questa potrebbe diventare l’iniziativa di debutto della Happy Skeptic Society, concepita alla Deepcon con l’aiuto di un buon bicchiere di Teroldego (grazie Stefano!) e l’ispirazione del simpaticissimo Anthony Simcoe di Farscape.
Cheers, mate!
2009/04/01 11:00
Nonostante la chiamata alle armi del leader degli sciachimisti, il divertimento continua e anzi aumenta, perché l’esiguità del seguito di questa teoria delle “scie chimiche” diventa ineludibilmente evidente. Per non parlare della totale latitanza dei sostenitori delle altre teorie presentate da Rebus.
2009/04/02 01:30
Direi che a questo punto l’esperimento è riuscito e può terminare. Non solo si è visto che persino un blogghettino di campagna come questo riesce a mobilitare, senza ricorrere a trucchetti, più di una trasmissione procomplottista come Rebus, segno che anche l’anticomplottismo e la scienza possono fare audience; ma i tifosi dei complotti dietro ogni angolo hanno dato il meglio di sé, esattamente come da copione.
Qualcuno ha tentato di cancellare la mia pagina in Wikipedia; inoltre quando ho postato sul gruppo Rebus di Facebook una educata, pacata proposta di dialogo pubblico fra me e il conduttore di Rebus, è stata bollata come “irrilevante” e nascosta:
Questa è l’apertura al dialogo di questi signori. Coloro che si lamentano delle censure ufficiali sono i primi a censurare. Coloro che si lamentano dei complotti sono i primi a sospettare brogli nel loro stesso sondaggio. Coloro che si dichiarano vittime di una persecuzione sono i primi a perseguitare e aggredire chi osa mettere in dubbio le loro confuse verità.
“La Verità ci muove. Qualunque essa sia”, dice lo slogan di Rebus. Qualunque essa sia, purché sia quella che vogliono loro. Bravi, vi siete resi ridicoli da soli.
2009/04/04
Il mio messaggio sul gruppo Rebus di Facebook è stato ripristinato. Il blog di Rebus insinua sospetti sulla regolarità del sondaggio. Ognuna delle circa 3000 persone che hanno partecipato, con le varie opinioni, potrebbe mandare una mail per confermare che tutto è stato regolare, ma immagino che una campagna di mail verrebbe interpretata come una “violenza”, stando a quanto scrive Decollanz nella discussione su Facebook.
Questo è il dato del sondaggio alle 22.34 del 3 aprile. E’ l’ultimo dato di cui terrò traccia: per quanto mi riguarda la questione è chiusa.
Maurizio Decollanz, il conduttore di Rebus, ha pubblicato questo messaggio, che riporto sia come testo sia come cattura della schermata perché ha davvero dell’incredibile.
[…] Ma qualche parola voglio anche riferirla al sig. Paolo:
Ho letto ciò che ha scritto sul suo Blog su di me. Ho letto i commenti e il modo con cui lei li ha moderati e li modera. Sarò sincero: sono rimasto esterrefatto dalla violenza velata e meno velata. Una violenza inaudita che colpisce alla cieca e si concentra poi sulla sfera personale. Ebbene tutto questo è vergognoso.
No, è peggio. Molto peggio.
Vede, da tempo ricevo minacce per le tematiche scomode che ho affrontato, affronto e continuerò ad affrontare. Non solo in Rebus. La sua iniziativa può essere interpretata come un chiaro incitamento alla violenza. Forse per lei è un gioco, ma gli esiti di questo gioco potrebbero essere… lasciamo perdere.
Alla luce di quanto ho letto, comunque, mi corre l’obbligo informare le Autorità competenti in modo che sia chiara ed evidente la sua eventuale corresponsabilità in atti violenti. Di qualunque natura essi siano.
Ma, soprattutto, sia chiara la sua responsabilità morale come mandante e fomentatore.
E in questa sede ha anche il coraggio di camuffarsi da moderato. E’ incredibile. Sta dibattendo in questa sede da due giorni e sul suo Blog lo stato del suo articolo è fermo alla falsa denuncia di aver visto oscurati i suoi interventi. Incredibile. Ci sarebbero gli estremi per querelare lei e almeno due dei commentatori al suo articolo. Le cui identità, eventualmente, verranno svelate da un magistrato.
Vede Paolo, se era un gioco, ora si lasci guidare dalla coscienza. Se invece è tutto frutto di un cinico calcolo, allora si prepari all’eventualità di doverne rendere conto davanti a un giudice.
Questo è il mondo reale, e a differenza delle vostre “litigate” sul web protetti da nomignoli e pseudonimi, in questo caso ci sono nomi, cognomi e sedi. Se non se ne era reso conto cerchi di riparare. Perché le responsabilità che si sta assumendo sono molto pesanti.
In ultima analisi, voglio ringraziare di cuore tutti i sostenitori di REBUS. E sono veramente tanti. Dopo il mio invito sul Blog a scrivermi per manifestare le ragioni del dissenso, ho ricevuto una manciata di mail di protesta mentre il resto sono di solidarietà e apprezzamento. Ne ho tratto le debite deduzioni.
Maurizio Decollanz
Ed ecco la schermata catturata, per i più increduli:
Ho risposto come segue:
Sig. Decollanz,
Lei parla di “violenza velata e meno velata”. Di “incitamento alla violenza”. La prego di citarmi qualche esempio di questa presunta violenza e di questo presunto incitamento. Queste sono accuse gravissime e vanno circostanziate.
Lei ha ospitato più volte nel suo programma una persona, Rosario Marcianò, che accusa apertamente piloti civili italiani, meteorologi, chimici e giornalisti, facendo nomi e cognomi, di complicità in genocidio. Lei ho la lasciato parlare senza mai offrire ai suoi spettatori un contraddittorio e senza dare un diritto di replica alle persone accusate di crimini inauditi.
Il confronto fra questi due fatti sarebbe quasi ironico, se non fosse per la gravità di quello che lei attribuisce a me. “Mandante e fomentatore”, nientemeno.
Ritiene che ci siano gli estremi per querelare qualcuno? E’ naturalmente suo diritto. Però non so se l’autorità giudicante riuscirà a contenere le risate quando lei spiegherà che ha presentato come serio ricercatore una persona che afferma che le scie degli aeroplani ci faranno diventare tutti “androidi subumani”. E non solo: gli ha lasciato ampio spazio per accusare i nostri piloti, i nostri militari e i nostri meteorologi di strage e avvelenamento di massa.
Speravo in un confronto serio e civile, ma lei sta alzando il tono con parole decisamente fuori luogo.
Con rammarico
Paolo Attivissimo
Prendo atto anche della risposta di Decollanz:
Bene Paolo, ha avuto modo di esprimere una replica a nome suo e di tutti quelli che da lei si sentono rappresentati.
Ho letto con attenzione. Quello che dovrà finire in un’aula di tribunale ci finirà.
Chi ha commesso errori ne pagherà le conseguenze. Chiunque esso sia.
La discussione è chiusa.
mdec
Scommetto una teglia di focaccia che non ci sarà nessun seguito in tribunale. I precedenti parlano abbastanza chiaro: Decollanz ha già scritto in passato di volermi denunciare all’Ordine dei Giornalisti italiano (per averlo messo educatamente in guardia contro il personaggio Marcianò, nientemeno), ma poi non è successo nulla.