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Star Trek

CryptoChallenge: riuscite a decodificare questo (possibile) messaggio in codice di Star Trek? / Can you decode this (possible) Star Trek message?

CryptoChallenge: riuscite a decodificare questo (possibile) messaggio in codice di Star Trek? / Can you decode this (possible) Star Trek message?

English summary: Episode 2.05 of Star Trek: Picard
conspicuously shows a calling card with an elaborate cutout pattern, which
is also present in the credit sequence of the show. This pattern resembles a
so-called
“annular barcode”
or
“Shotcode”
and may contain a message (the l
inks lead to technical info describing the structure of these codes). We’re pooling our skills to see if we can reconstruct the exact pattern
and then find out what it says (if anything). Help is welcome!

Ho il sospetto che questa immagine tratta dalla seconda stagione
Star Trek: Picard contenga un messaggio in codice. Come ho scritto
altrove, il numero di telefono è reale (risponde una segreteria molto particolare),
e quindi è possibile che quello schema circolare di vuoti e pieni non sia
casuale.

Oltretutto lo stesso tipo di schema compare anche nella sigla di testa, ed è
identico perlomeno nella parte inquadrata:

Se qualcuno sa usare Photoshop o simili per “srotolare” lo schema o riesce
pazientemente a ricostruire lo schema leggendo le immagini, possiamo provare a
interpretarlo. Non si vince nulla, che io sappia, ma se per caso il codice
rivela come vincere qualche ricompensa o avere qualche chicca nascosta, la
condividerò volentieri con chi mi ha dato una mano!

Ho provato a elaborarla un pochino per vedere meglio i dettagli: io conto 10
righe e 57 o 58 colonne. Partendo dalla destra della riga diametrale e andando
in senso antiorario, leggo per esempio (con 1 = pieno, 0 = vuoto)
10-10-10-10-10, 01-00-10-10-00-11… e poi mi perdo. Idee?

Ho trovato un
file STL per stampa 3D
del biglietto da visita. Se è attendibile, questa dovrebbe essere un’immagine
più facilmente decodificabile, perché è vista frontalmente:

Primi risultati:
@massimomusante
segnala che somiglia moltissimo a un annular barcode, le cui specifiche
tecniche sono descritte
qui. Interessante: questi annular barcode ospitano 56 caratteri (e io ne
ho contati 57 o 58, forse sbagliando) e il loro bordo esterno alterna vuoti e
pieni per fornire una linea di riferimento per gli scanner. Il presunto codice
sul biglietto da visita in effetti ha un anello esterno che è quasi tutto
composto da un’alternanza di questo tipo.

La ricerca continua…

18:45. Ecco uno “srotolamento” fatto da Lorenzo Poderi:

2022/04/03 00:15.
@leoschumy
nota che codici di questo genere sono stati chiamati anche shotcode e
risalgono al 1999 (Wikipedia). Il sito originale, Shotcode.com, non esiste più ma è
archiviato su Archive.org. Forse qualcuno riesce a recuperare un software di decodifica?

Nei commenti, Nico Chiavegato suggerisce che si tratti di una codifica UTF-8 e
ci sono vari tentativi di “srotolamento” (questo
di Word Smuggler è particolarmente promettente). C’è anche un
thread su Twitter
con alcuni spunti.

01:42. Alberto Franchi, nei commenti, segnala la sua decodifica:

1010101010 end char
0110101101
1010101101 0010111110 1111000001
0111011111
1101011111
0001011111
1010001111
0000001111
1000101111
0000001111
1000010000
0110100001 1111110100
0100110100
1000100101
0000010000
1000010000
1001000011
0010000011
1111110011
0101111011
0101111011
1110000111
0110000001
1101001111
0000001001
1000000111
0001101000
1101111011
0101101011
1000001011
0001000001 1011101110

Buon divertimento!

9:45. Questa è la decodifica di Lorenzo Poderi:

10:10. Questo è lo srotolamento grafico di Alberto Franchi:

Colgo l’occasione per segnalare un altro celebre messaggio circolare nascosto:
quello sul
paracadute marziano
del rover Perseverance. Magari le tecniche usate per quella codifica
possono ispirarvi per questa.

20:45. Alberto Franchi ha preparato anche questo grafico preliminare:

2022/04/04 9:40. Diego Cuoghi ha realizzato uno
srotolamento
molto chiaro:


23:50. Via Twitter, un altro ricercatore,
@jaysenw, mi ha mandato queste informazioni, con il permesso di pubblicarle:

I have tried both circularly (outer rings) to inner rings, both with 1 for
dark and 0 for light as well as in reverse (1 for light 0 for dark)

I have tried using the columns as well (outer to inner, inner to outer) with
both with 1 for dark and 0 for light as well as in reverse.

I have attached my excel spreadsheet.  The raw data is on worksheet
one.  I used an arbitrary starting point for the ring locations.

The inner ring is likely not a code as it is all dark, but I encoded it on
my spreadsheet anyway.  I think there are 10 “data” rings and maybe 1
or two control rings (outer/inner).

I like the idea of a barcode.  I was trying:

  1. 7 or 8 digit ASCII codes
  2. 4 or 5 bit binary to decimal (like the perseverance code)
  3. Looking for repeats between sets of digits (like the perseverance code)
  4. Searching for vowels, www or periods (.) in the ASCII codes  (7/8)
    bit to see if any repeats.

None of these methods have yielded any fruitful results.

Il file Excel di cui parla è
qui a vostra disposizione.

2022/04/05 00:20. Da @Elis4b arriva un’idea molto originale: e
se fossero istruzioni per un carillon?

Star Trek Strange New Worlds, i teaser

Star Trek Strange New Worlds, i teaser

Star Trek Strange New Worlds è una nuova serie ambientata nell’universo
di Star Trek nell’epoca prima che l’astronave Enterprise fosse
al comando del capitano Kirk della Serie Classica. Raccolgo qui i
teaser che ho trovato, per comodità mia e di chiunque sia intrigato da
questa serie, che debutterà il 5 maggio prossimo con la prima di dieci
puntate.

Il trailer della serie

Un altro trailer

La presentazione del cast

Il capitano Pike (Anson Mount)

Spock (Ethan Peck)

Il primo ufficiale Una Chin-Ripley (Rebecca Romijn)

L’ufficiale di navigazione Ortegas (Melissa Navia)

Il capo della sicurezza, La’an Noonien Singh (Cristina Chong)

L’infermiera Christine Chapel (Jess Bush)

Il medico di bordo, M’Benga (Babs Olusanmokun)

L’ingegnere Hemmer (Bruce Horak)

Uhura (Celia Rose Gooding)

Un paio di chicche di Star Trek: Picard, seconda stagione (SPOILER)

Un paio di chicche di Star Trek: Picard, seconda stagione (SPOILER)

Questo articolo contiene anticipazioni sugli avvenimenti della seconda
stagione di
Star Trek: Picard. Se non volete conoscerle, non leggete oltre. Non ci saranno ulteriori
avvertimenti 🙂
.

Nella quinta puntata Q mostra a… qualcuno un biglietto da visita sul
quale c’è un numero di telefono:

Diversamente dai numeri usati abitualmente nei telefilm, che sono quasi sempre
finti (iniziano col prefisso 555), questo corrisponde a un numero reale. Cosa succede se lo si chiama? Questo (ho provato personalmente, essendo oggi il primo d’aprile temevo si trattasse di una burla):

La voce inimitabile di John DeLancie (che interpreta Q) dice: “Hello! You have reached the Q Continuum. We are unable to get to the phone right now, because we are busy living in a plane of existence your feeble, mortal mind cannot possibly comprehend. Furthermore, it’s pointless to leave a message, because we of course already knew that you would call, and we simply do not care. Have a nice day.”

Sempre nella stessa puntata, a 1m46s, c’è un bel riferimento nascosto alle missioni Apollo (che verranno poi citate esplicitamente nel corso dell’episodio):


L’allarme 1202 è quello che storicamente, durante il primo allunaggio nel 1969, causò non poche preoccupazioni agli astronauti: indicava un sovraccarico del computer di bordo, causato da un eccesso di compiti da svolgere (executive overload), a sua volta provocato da un errore di impostazione degli strumenti di bordo. Il computer era progettato così bene che riuscì a risolvere il problema con una serie di riavvii istantanei senza perdere il controllo del veicolo di allunaggio. A Terra il Controllo Missione sapeva di questa cosa e disse agli astronauti di proseguire lo stesso la manovra di discesa. Trovate una spiegazione più dettagliata in italiano qui su Tranquillity Base.

I grandi dilemmi: Star Wars vs Star Trek

I grandi dilemmi: Star Wars vs Star Trek

Al CicapFest 2021, tenutosi lo scorso settembre, è stato organizzato un
dibattito semiserio sul confronto fra
Star Trek e Star Wars al quale ho partecipato con una rarissima
apparizione pubblica in divisa di Star Trek insieme agli amici dello
Star Trek Italian Club. Il video è ora
disponibile sul canale YouTube del Cicap.

Il confronto fra le due saghe, condotto in questo caso da Francesco Lancia e
da Giovanni Zaccaria, è in realtà impossibile, perché le due saghe hanno idee,
filosofie e ambientazioni totalmente differenti, ma è un pretesto per giocare
fra appassionati e vedere tanta bella gente in costumi delle due serie. E,
almeno per noi Trekker, presentare anche l’impatto sociale, i valori e gli
ideali di Star Trek che lo rendono così differente da tante altre serie
di fantascienza.

Per Star Trek: Nicola Vianello, Claudio Sonego, Patrizia Guglielmini, e
il sottoscritto, con il supporto in divisa di Chiara, Annalisa, Giuseppe,
Annamaria e Massimo.

Per Star Wars: Alessio Vissani, Michele Bellone, Sofia Lincos e Luca
Perri, con i rappresentanti della
501a Italica Garrison Simone,
Marco, Lina, Vanessa (se ho capito bene) e Francesco.

Purtroppo qua e là ci sono problemi audio e a 34:30 circa ci dovrebbe essere
l’intervento in video preregistrato di Luca Perri, ma le cose vanno…
maluccio in regia e Luca non si vede, poi si vede ma non si sente per nulla e
quindi si soprassiede. Questo video è stato rimontato per includere
correttamente l’intervento che Luca aveva preparato.

Oggi (3/9) al CICAPFest parlo di incertezze nell’esplorazione spaziale e dibattiamo di Star Wars contro Star Trek

Oggi (3/9) al CICAPFest parlo di incertezze nell’esplorazione spaziale e dibattiamo di Star Wars contro Star Trek

Anche oggi sarò ospite del
CICAPFest 2021 a Padova: sarò a
Palazzo Bo alle 17 per una chiacchierata sull’incertezza nell’esplorazione
spaziale, e sarò al Centro Culturale Altinate alle 19.15 per difendere
Star Trek nel dibattito Star Trek vs Star Wars con il supporto
degli amici dello
Star Trek Italian Club “Alberto Lisiero”.

Per sapere quali delle tante conferenze del CICAPFest sono disponibili anche
in streaming video su YouTube, tenete d’occhio il canale
YouTube del CICAP.

 

2021/09/06. Sono rientrato ieri al Maniero Digitale dopo un mini-tour
di conferenze, fatto tutto viaggiando in auto elettrica per oltre 1300 km; se
vi interessano i dettagli, sono su
Fuori di Tesla News.

2022/01/01. Il video del dibattito è stato pubblicato:

Il Capitano Kirk (William Shatner) va nello spazio. Stavolta per davvero

Ultimo aggiornamento: 2021/10/14 8:20. L’articolo è stato ampiamente
riscritto dopo la conclusione del volo.

L’attore William Shatner, noto ai Trekker come il Capitano Kirk di
Star Trek e a molti altri fan come T.J. Hooker dell’omonimo telefilm e
come Danny Crane di Boston Legal, ha effettuato un volo spaziale
suborbitale a bordo di un razzo New Shepard di Blue Origin il 13
ottobre, diventando la persona più anziana ad andare nello spazio: ha
novant’anni (è nato il 22 marzo 1931), ma decisamente non li dimostra.

 

L’equipaggio di questo volo. Da sinistra: Chris Boshuizen (ex ingegnere NASA e
cofondatore di Planet Labs), William Shatner, Audrey Powers (vicepresidente
delle operazioni di missione e di volo di Blue Origin, che viaggia come
rappresentante
dell’azienda) e Glen de Vries (vicepresidente della sezione Life Sciences
& Healthcare della Dassault Systèmes e cofondatore di Medidata).

Per l’occasione Shatner ha registrato questo bel video:

È stato un volo piuttosto breve, una decina di minuti in tutto: la capsula RSS First Step è
salita fino a 341.859 piedi (104,19 km), raggiungendo quindi lo spazio perché
ha superato la linea di Karman che definisce arbitrariamente il confine
fra atmosfera terrestre e spazio, ma è ridiscesa subito dopo, perché non ha la
velocità orizzontale (28.000 km/h) necessaria per entrare in orbita. Questa
traiettoria offre comunque qualche minuto di assenza di peso.

La diretta streaming è stata disponibile su Blueorigin.com ed è
embeddata qui sotto:

Chicca: formalmente Shatner non è il primo attore di
Star Trek ad andare nello spazio, perché altre persone che hanno
recitato nella saga ci sono già andate. Mi vengono in mente almeno tre nomi:
Mae Jemison, Terry Virts e Michael Fincke. Sono infatti astronauti che hanno
fatto piccole parti da attore in varie puntate della saga. Per cui
Shatner è il primo attore di Star Trek che diventa astronauta, mentre
gli altri sono astronauti che poi sono diventati attori di Star Trek.

Altra chicca: Shatner non ha pagato per questo volo, che gli è stato offerto
da Blue Origin. Lo stesso vale per Audrey Powers. Solo Boshuizen e de Vries
sono
clienti paganti
a tutti gli effetti.

—

Questi sono i momenti salienti del video qui sopra:

1h31m Salita lungo la scala fino alla capsula

1h36m Entrata nella capsula

2h23m Decollo

2h26m Separazione della capsula dal vettore

2h30m Atterraggio del vettore

2h31m Apertura dei paracadute della capsula

2h33m Atterraggio della capsula

2h43m30s Apertura del portello (eseguita da Jeff Bezos) e uscita degli
astronauti, con commenti profondamente commossi di Shatner.

2h55m Bezos consegna la spilla da astronauta all’equipaggio.

È stata pubblicata una breve ripresa delle reazioni a bordo durante il periodo
di assenza di peso. Notate lo sbigottimento totale di Shatner, rapito dalla
bellezza di quello che sta vedendo:

Su YouTube ce n’è una versione più nitida:

Blue Origin ha pubblicato anche un’altra versione nella quale l’audio delle parole di Shatner e la sua commozione sono più chiare:

Come al solito, i giornali italiani si dimostrano ancora una volta incapaci di capire la differenza enorme fra volo suborbitale e volo orbitale, disinformando i propri lettori. Stavolta è il turno di Repubblica, che titola “Dalla fiction alla realtà Bezos manda in orbita l’anziano capitano Kirk”.

Fonti aggiuntive:
Blue Origin,
Blue Origin. Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle
donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere
ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico) o
altri metodi.

Il programma completo del CicapFest. Si torna in presenza!

Il programma completo del CicapFest. Si torna in presenza!

Il CicapFest 2021 si terrà, di nuovo in presenza dopo l’edizione virtuale
dell’anno scorso, a Padova da 3 al 5 settembre.

Gli ospiti e relatori sono tantissimi: troppi per citarli uno per uno, e
comunque l’ha già fatto egregiamente
PadovaOggi, al quale vi rimando per i dettagli, che trovate anche sul
sito del CICAP. Molte altre informazioni sono nel sito Cicapfest.it.

Io avrò l’onore di presentare la serata di benvenuto, giovedì 2 settembre alle
ore 21, presso l’Agorà del Centro Culturale San Gaetano, con una
conferenza-chiacchierata intitolata
È difficile fare previsioni, specialmente per il futuro.

Ci ritroveremo anche per parlare di vita extraterrestre e di fantascienza, con
un dibattito semiserio ma senza esclusione di colpi sul tema
Star Wars o Star Trek? Io rappresenterò il Team Star Trek, mentre
l’astrofisico e divulgatore Luca Perri rappresenterà il Team Star Wars insieme ad Alesso Vissani e Giovanni Zaccaria, con la moderazione di Michele Bellone. Se
potete venire in costume, per un team o per l’altro, avvisatemi!

Per gli elettrocuriosi: sì, verrò con TESS. Spero di potervela presentare per bene.

Trek It!, stasera (3/5) su RaiQuattro la storia dei fan italiani di Star Trek

Trek It!, stasera (3/5) su RaiQuattro la storia dei fan italiani di Star Trek

Questa sera, poco prima delle 23, andrà in onda in prima visione su RaiQuattro Trek It! – La vera storia degli appassionati di Star Trek
in Italia,
il documentario di Marcello Rossi e Roberto Baldassari dedicato al
fandom italiano di Star Trek, condotto dallo scrittore e storico
della fantascienza Giovanni Mongini.

Io l’ho visto in anteprima: non vi faccio spoiler, ma posso dirvi che contiene tantissimi momenti e tante confessioni personali che in qualunque fan di Star Trek, ma in generale in
qualunque appassionato di qualunque serie di fantascienza, produrranno sorrisi di gioia e comprensione (“Sì! Anch’io sono così!!”). Vi faranno
capire che non siete soli, non siete strani: c’è tanta gente come voi e come
noi, tutta convinta di essere un’isola anomala in un oceano di “normali”.

Queste persone, una o due volte l’anno, ormai da decenni, si radunano in
convention come la StarCon per
ritrovarsi e celebrare la propria passione, non solo per Star Trek ma
per la fantascienza in generale e per la scienza e per quella speranza
positiva che rappresentano. Io sono orgogliosamente uno di loro (mi scorgerete fra gli
intervistati). Se vi siete mai chiesti cosa avvenga
realmente durante una convention di fantascienza e come sia
possibile che un gruppetto di appassionati (molti dei quali ormai sono serissimi professionisti in posti di responsabilità insospettabili) possa riuscire a far arrivare in
Italia gli attori protagonisti delle serie TV, a costruire un intero ponte di comando di un’astronave, a fare beneficenza o a portare
qualcosa nello spazio, è la vostra occasione per scoprirlo.

Trek It! è un bellissimo tributo al fandom, all’orgoglio di
avere una passione e di essere considerati diversi ma apprezzati per la propria diversità e unicità,
alle difficoltà e ai drammi che purtroppo avvengono in ogni grande famiglia.
Guardatelo: vi riconoscerete in molte delle cose che vedrete e sentirete,
sorriderete e vi commuoverete.

Il documentario ha richiesto quattro anni di lavorazione ed è stato realizzato
con interviste in sette diverse città e con la collaborazione dello
Star Trek Italian Club – Alberto Lisiero. Qui sotto trovate il trailer; la pagina Facebook è qui; la recensione di Fantascienza.com è qui; l’intervista di InGenereCinema ai realizzatori è qui su Instagram. Non guardare questo documentario stasera sarebbe…
illogico.

La prossima StarCon è prevista per novembre 2021. Siateci.

 

Aggiornamento (2021/05/04): Se vi siete persi Trek It! in diretta, lo potete recuperare tramite RaiPlay qui.

Star Trek: le ceneri dell’Ingegner Scott sono state portate clandestinamente a bordo della Stazione Spaziale Internazionale

Star Trek: le ceneri dell’Ingegner Scott sono state portate clandestinamente a bordo della Stazione Spaziale Internazionale

Ultimo aggiornamento: 2020/12/31 01:00.

L’astronauta privato Richard Garriott ha rivelato pochi giorni fa di aver portato di nascosto sulla Stazione Spaziale Internazionale parte delle ceneri di James Doohan, l’attore che interpretò l’indimenticabile Ingegner Scott (“Scotty”) della Serie Classica di Star Trek. Le ceneri sarebbero rimaste a bordo della Stazione, nascoste in un anfratto nel quale si troverebbero tuttora.

L’operazione clandestina, secondo il racconto di Garriott rilasciato al Times, è avvenuta dodici anni fa, nel 2008, quando lui ha visitato la Stazione come astronauta pagante, ed è stata tenuta segreta fino a oggi per evitare imbarazzi alle agenzie spaziali responsabili della gestione della Stazione.

Doohan aveva espresso il desiderio che le sue ceneri in qualche modo raggiungessero lo spazio. Due anni dopo la sua morte, avvenuta nel 2005 a 85 anni, una parte delle sue ceneri era stata portata fugacemente nello spazio da un volo suborbitale ma era poi rientrata subito a terra. Nel 2008 un’altra parte era stata lanciata in un volo orbitale, ma la missione era fallita per un problema al vettore. Nel 2012 SpaceX aveva portato in orbita un’altra parte ancora delle ceneri, che successivamente era rientrata disintegrandosi, come previsto.

Ma nel 2008 Chris Doohan, il figlio di “Scotty”, aveva contattato Garriott (che è figlio dell’astronauta Owen Garriott), pochi giorni prima della partenza di quest’ultimo per la Stazione, e gli aveva proposto di portare nello spazio delle piccolissime porzioni delle ceneri di James Doohan.

Garriott ha rivelato ora che le aveva a bordo di nascosto, incorporandole nella plastificazione di tre piccole foto dell’attore, e le aveva nascoste dentro i propri manuali di volo, senza farle controllare dagli addetti alla sicurezza.

Una delle foto è ora a casa di Chris Doohan; una seconda fu rilasciata nello spazio da Garriott ed ora è presumibilmente rientrata in atmosfera e si è disintegrata, mentre la terza è rimasta sulla Stazione, nascosta sotto il rivestimento del pavimento del modulo Columbus, dove dovrebbe trovarsi tuttora (anche se mi risulta che il modulo in questi anni sia stato oggetto di numerose “ristrutturazioni” interne, per cui qualcuno potrebbe aver trovato e rimosso la foto senza sapere cosa fosse esattamente).

L’articolo del Times include un video della foto plastificata con le ceneri di “Scotty” che fluttua a bordo della ISS, che vedete qui sotto.

 

 

La storia dell’astronautica è ricca di oggetti e cimeli portati di nascosto a bordo, e mi risulta che il modulo Columbus sia uno dei luoghi preferiti dove depositarli. Un giorno, quando saranno oggetti di archeologia spaziale, se ne potrà parlare più apertamente.

 

Fonti aggiuntive: Chris Doohan, Snopes.

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"The Midnight Sky", mini-recensione senza spoiler (ma con quizzello)

“The Midnight Sky”, mini-recensione senza spoiler (ma con quizzello)

Ultimo aggiornamento: 2020/12/28 14:55

Ho visto stasera (26/12) The Midnight Sky, l’ultima fatica cinematografica di e con George Clooney. In estrema sintesi, e senza spoiler (che ci possono essere invece nei commenti):

  1. Soporifero.
  2. Prevedibile.
  3. Effetti speciali molto belli (ILM è una garanzia).
  4. Soporifero l’ho già detto? Devo essermi riaddormentato, scusate.
  5. Non pensate troppo alle implicazioni biologiche del finale,
    sporcaccioni.

Ci sono almeno quattro assurdità scientifiche di base che mi hanno fatto accapponare la pelle e rovinato la sospensione dell’incredulità, e una è assolutamente banale e terra terra, ma non voglio fare spoiler. Le trovate se frugate nei commenti qui sotto.

Il mio abbraccio più sentito va a chiunque lo veda e, a una, uhm… certa scena,
senta la tentazione insopprimibile di dire:

-“Ben?” 

-“Tu andrai al Sistema Dagobah…“

-“Sistema…Dagobah…”

Per i Trekker: sì, quello al’inizio (a 3:14) è Tim Russ, Tuvok di Star Trek Voyager e indimenticato pettinatore di deserti in Balle Spaziali.

 

C’è anche Ethan Peck (Star Trek Discovery). E ovviamente la protagonista di The Midnight Sky, Felicity Jones, è un volto molto familiare per gli appassionati di Star Wars, essendo la protagonista di Rogue One.

 

Questa immagine, oltre a Peck, mostra anche un oggetto che uno dei commentatori di questo blog conosce molto bene :-).

Quiz: perché alcuni degli specchi nella seconda foto sembrano di colore diverso dagli altri?

 

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