Sono rientrato da poco da Riccione, dove si è tenuta la Reunion Fantascienza, organizzata dallo Star Trek Italian Club, da Moonbase99 e dal Farscape Italian Club. Abbiamo avuto come ospiti Nick Tate, indimenticabile Alan Carter in Spazio 1999 e di altri personaggi sia in Farscape, sia in Star Trek e anche al di fuori della fantascienza (Hook, Lost), e Anthony Montgomery, noto come il timoniere Travis Mayweather di Star Trek: Enterprise. Due ospiti squisiti, affabilissimi, divertenti e pieni di storie da raccontare.
Ecco qualche foto scelta di corsa, cliccabile per ingrandirla; nei prossimi giorni vi racconterò un po’ di dettagli e aggiungerò qualche altra immagine di un magnifico incontro nel quale ho avuto l’onore e il piacere di fare da interprete. Se c’eravate anche voi e avete pubblicato delle vostre foto, immettete i link nei commenti!
Il vulcanico (non vulcaniano) Anthony Montgomery di Star Trek: Enterprise. Foto gentilmente concesse da Fausto, il fotografo ufficiale della Reunion (fatobranchi chiocciola tiscali.it).
Nick Tate intrattiene il pubblico sul palco della Reunion.
Quello che pochissimi sanno è che Nick ha lavorato tantissimo dopo Spazio 1999 e ha una delle voci più richieste di Hollywood per i trailer dei film. Ne ha speakerato uno decisamente parodistico dal vivo per il pubblico della Reunion, e ha fatto sbellicare con la sua imitazione dell’accento spaccasassi degli italoaustraliani.
E’ difficile tradurre per Nick sul palco senza perdere la concentrazione e mettersi a ridere (grazie a Fausto e Gabriella per la foto).
Quando ho detto che mi piaceva la Delorean e mi hanno chiesto “gliela incarto?”, non era questo che intendevo…
La dune buggy originale di Spazio 1999.
La dune buggy originale di Spazio 1999.
Nick Tate ha firmato la dune buggy lunare che non rivedeva da trent’anni.
Una ricostruzione amatoriale del set di Spazio 1999, infestata da un’inquietante presenza.
I costumi non sono certo d’obbligo alla Reunion, ma chi sceglie di usarli non fa le cose a metà, e i risultati si vedono.
Una fase della sfilata di costumi tratti da Farscape, Star Trek: Enterprise e Star Trek: Deep Space Nine.
Due piloti di astronavi alle prese con la primitiva tecnologia terrestre. Sì, entrambi usano un Mac. Chiedetevi perché.
Nick Tate a Malpensa oggi pomeriggio insieme a mia moglie Elena e i nostri minifan Liam e Lisa. Gli anni passano, ma il sorriso tipico di Alan Carter è sempre lì. Grazie, Nick, per un fantastico tuffo nei ricordi della nostra adolescenza. E grazie, Anthony, per averci rivelato che dietro il taciturno pilota dell’Enterprise NX-01 c’è una persona solare e cordialissima.
Oggi (11/5) e domani a Bellaria potete incontrare attori di Trono di Spade, Ritorno al Futuro, Indiana Jones e L’Ultima Crociata, L’Impero Colpisce Ancora, Star Trek e altre serie TV alla Starcon. Io sono lì come fan, come relatore (sulla storia e attualità delle missioni lunari di cinquant’anni fa) e come traduttore per gli ospiti: ieri sono stato sul palco a tradurre per una scatenatissima Marina Sirtis ed è stato uno spasso totale.
Gli orari di oggi sono:
10:00 Miltos Yerolemou (@miltosyerolemou, Trono di Spade)
11:00 Don Fullilove (il sindaco di colore in Ritorno al Futuro)
15:00 Marina Sirtis (@Marina_Sirtis, Star Trek: The Next Generation, The Orville, NCIS)
15:45 Julian Glover (Spazio: 1999, Indiana Jones e L’Ultima Crociata, L’Impero Colpisce Ancora)
16:30 Doug Jones (@actordougjones, La Forma dell’Acqua, Il Labirinto del Fauno, Saru in Star Trek: Discovery)
18:00 Vince Tempera
Domani (12/5) gli ospiti saranno sul palco a questi orari:
10:00 Moreno Burattini
11:00 Don Fullilove
15:00 Miltos Yerolemou
15:45 Julian Glover
16:30 Doug Jones
Se volete vederli e ascoltarli oppure fare una foto con loro, potete presentarvi alla biglietteria al Centro Congressi di Bellaria oppure prendere informazioni presso il sito apposito.
13/5. Per tre giorni (e tre notti di bomboloni) mi sono staccato dalla realtà per ritrovare vecchi amici e conoscerne di nuovi, esplorando mondi alternativi e possibilità infinite insieme a conferenze scientifiche. Se volete sapere cosa vi siete persi e prenotarvi per il prossimo evento, date un’occhiata al sito dello Star Trek Italian Club, al profilo Facebook della Sticcon o al Resto del Carlino. Da qualche parte c’è anche un servizio della RAI sulla manifestazione: se ne trovate il link, segnalatemelo nei commenti.
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) May 10, 2019
Una DeLorean e il suo equipaggiatissimo proprietario.
Tra poco sarò su questo palco alla Starcon insieme a Don Fullilove e Miltos Yerolemou (Ritorno al Futuro e Trono di Spade) @SocialSticconpic.twitter.com/HCr56xDm5A
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) May 11, 2019
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) May 12, 2019
And finally:
– playing a couple #cosplay is more than double the fun. 💖
– #IndianaJones is never out of fashion.
– When you hope you’ll have the chance to thank @disinformatico for his amazing interpreting work and he shows up asking for a picture together, it’s priceless!! 😁 pic.twitter.com/OhUFb5YA3t
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) May 12, 2019
Chicca finale: oggi (13/5) ho accompagnato in auto Marina Sirtis all’aeroporto di Bologna intanto che tornavo con la famiglia al Maniero Digitale. Passare un’oretta e mezza a chiacchierare con lei di qualunque cosa, lontano da qualunque microfono e decisamente senza filtri, è stato impagabile e ha confermato che la personalità schietta, decisa, battagliera ma di gran cuore che proietta sul palco è proprio la sua, caso mai ci fosse stato qualche dubbio.
Eccovi una rapida rassegna di cose toste trovate in Rete in questi giorni di semivacanza, a partire da Pallina, la gatta qui accanto, che voci non confermate indicano essere dotata di poteri di bilocazione o teletrasporto. Il CICAP indaga con cauto scetticismo, ma le gambe gli fanno giacomo giacomo. No, non chiedete dettagli: chi ha bisogno di sapere, già sa.
Alcune foto eccezionali del Burj Dubai, il grattacielo più alto del mondo, ormai quasi completato, a quota 750 metri circa.
Lo Star Trek che non fu: Genevieve Bujold nei panni (assolutamente inadatti) del capitano Janeway di Voyager; fu lei la prima scelta, ma i primi giorni di ripresa furono assolutamente disastrosi, e così fu chiamata al suo posto zia Kate. Questo spezzone delle riprese spiega perché.
A proposito di Uncanny Valley e grafica digitale iperrealistica per i personaggi virtuali, date un’occhiata a questa demo di “Emily”: quasi ci siamo, ma se lo guardate fino in fondo noterete che hanno barato un po’. I dettagli sono qui.
Prugne nello spazio: uno spot d’epoca ha come interprete nientemeno che Ray Bradbury. Che non si prende affatto sul serio. Adorate anche voi il futuro come lo immaginavano in passato?
Questa era in coda da un po’, ma ve la voglio far vedere comunque: una serie di video di fulmini al superrallentatore, tratte in parte da un documentario della BBC. Impressionante. Giacobbo, cosa te ne fai delle fandonie della pseudoscienza, quando la realtà offre cose mille volte più affascinanti?
E a proposito di pseudoscienze, una notizia ghiotta per gli appassionati del settore e per gli appassionati di sbufalamento: James Randi passa il testimone della conduzione della JREF (James Randi Educational Foundation), quella del premio da un milione di dollari per il primo fenomeno paranormale dimostrato scientificamente; la JREF avrà come nuovo presidente Phil Plait di Bad Astronomy, l’uomo che trita i lunacomplottisti per colazione. Fantastico.
Ieri sera c’è stata una bella sessione Zoom in diretta in inglese fra l’attrice Katee Sackhoff (l’interprete di Starbuck nella serie Battlestar Galactica) e l’astronauta Samantha Cristoforetti, grazie all’Agenzia Spaziale Europea e specificamente ad Alexander Milas e Mark McCaughrean, senior advisor for science and exploration dell’ESA.
Fra le tante chicche personali e tecniche che sono emerse nella chiacchierata molto informale (interessantissima la parte riguardante la psicologia e i requisiti mentali per una missione umana su Marte), ne segnalo un paio che riguardano la fantascienza: la prima è che Samantha Cristoforetti ha guardato Battlestar Galactica mentre era nello spazio, durante le ore giornaliere obbligatorie di corsa sullo speciale tapis roulant della Stazione Spaziale Internazionale.
La seconda è che Katee e Samantha si sono incontrate alla Fedcon, in Germania, nel 2018, e l’astronauta spiega che questa loro foto insieme è stata la prima che ha mai desiderato di fare con una celebrità in tutta la sua vita (un sentimento che non aveva mai provato o capito prima e che è tuttora alla base della sua riluttanza a fare selfie con chi la incontra):
— Samantha Cristoforetti (@AstroSamantha) May 20, 2018
In entrambi i casi la reazione di Katee Sackhoff è impagabile. Nel finale, poi, il suo saluto vulcaniano ha… qualche complicazione.
A circa 21:30, inoltre, Samantha racconta la genesi della sua famosa foto in divisa di Star Trek: Voyager scattata a bordo della Stazione nel 2015 e accompagnata da questo tweet.
— Samantha Cristoforetti (@AstroSamantha) April 17, 2015
La battuta sul caffè è una citazione di una celebre frase del capitano Janeway di Star Trek: Voyager:
Traduco quello che racconta Samantha in inglese, che è musica per le orecchie di qualunque fan di fantascienza e di Star Trek della mia generazione, quella che non poteva semplicemente scaricare le puntate in HD in tempo reale cliccando su Netflix, come si fa oggi, e che viveva invece di ritagli di giornale, di fanzine fotocopiate e di notizie compilate nei VideoTrek di Alberto Lisiero e Gabriella Cordone e si radunava alle prime convention italiane per vedere insieme le puntate appena ricevute di straforo dagli Stati Uniti, grazie ai pochi che avevano un videoregistratore in grado di riprodurre le videocassette NTSC. Erano, a modo loro, tempi eroici: per essere fan dovevi impegnarti tanto.
“Sono cresciuta come grandissima fan di Star Trek; è stata una parte molto importante della mia vita, una grande passione, da bambina e da ragazza in particolare. Ma sono anche cresciuta in questo paesino nelle Alpi italiane.
All’epoca, negli anni Ottanta e nei primi anni Novanta, mentre crescevo, Star Trek non era molto conosciuto in Italia. Non era questo grande fenomeno come lo era invece in altri paesi come gli Stati Uniti o la Germania. In più abitavo in questo posto sperduto, dove non c’era accesso a grandi librerie o negozi per appassionati, per cui ero uno di quei giovani che andava a caccia di qualunque cosa potesse trovare o stava su di notte fino alle due perché trasmettevano una replica della serie degli anni sessanta.
Quando The Next Generation finalmente arrivò in Italia, credo qualche anno dopo la messa in onda negli Stati Uniti, fu trasmesso tardissimo di notte. Io stavo sveglia per guardarlo. E poi nel 1994, quando avevo 17 anni, andai negli Stati Uniti come studentessa di scambio, e credetti di essere morta e di essere andata in Paradiso perché lì Star Trek] era dappertutto, c’erano le repliche di The Next Generation in TV per due ore ogni giorno e io sequestravo la TV per quelle due ore, e andava in onda Deep Space Nine e potevi procurarti qualunque oggetto da fan e il merchandising ed era semplicemente meraviglioso.
E poi a gennaio del 2015 — scusate, del 1995 –. quando ero ancora studentessa di scambio, debuttò Voyager e io quindi ho questo ricordo: «Wow, sto davvero guardando una nuova serie di Star Trek il giorno stesso del suo debutto invece che anni dopo!» In più aveva, come sapete, un capitano donna, che per me come teenager e ragazza ovviamente molto interessata alla tecnologia e allo spazio era una cosa molto importante.
Saltiamo in avanti di vent’anni: sono un’astronauta, vado nello spazio e mi capita di essere nello spazio per il ventesimo anniversario di quel giorno importante in cui aveva debuttato Voyager, e così ho pensato di celebrarlo in qualche modo. Ho anche cercato di contattare Kate Mulgrew, l’attrice che interpretava [il capitano] Janeway [in Voyager], ma non è andata in porto. Ma avevo con me questa divisa e volevo farci qualcosa di speciale e un mio amico, si chiama [omissis] e sono abbastanza sicura che ci stia ascoltando adesso, è stato lui è darmi gli spunti, tipo «beh, stai per ricevere la macchina per il caffè e sai che Janeway era grande bevitrice di caffè».
E così ho scattato quella foto nella Cupola insieme al veicolo spaziale cargo Dragon che era appena arrivato, con la macchina del caffè nel ventre [della sua stiva], e poi [ne ho scattata un’altra] in cui bevevo caffè dalla tazzina speciale per zero g con la divisa di Janeway [e con un’altra citazione del capitano di Voyager, N.d.T.].”
“Coffee: the finest organic suspension ever devised.” Fresh espresso in the new Zero-G cup! To boldly brew… pic.twitter.com/Zw2CllJgzF
— Samantha Cristoforetti (@AstroSamantha) May 3, 2015
Una perfetta Trekker nello spazio, insomma. Fra l’altro, a bordo della Stazione con lei c’era almeno un altro fan dichiarato di Star Trek, Terry Virts. Siamo ovunque.
Chicca finale: per quel che ne so, il nome del signor Omissis non era mai emerso pubblicamente, neppure nel libro di Samantha Diario di un’apprendista astronauta. Vi posso garantire che sta sorridendo orgogliosamente da orecchio a orecchio.
C’è sempre chi propone di affidare il pattugliamento di Internet a sistemi automatici. Che ci vuole, dicono: basta impostare un filtro e i contenuti indesiderati spariscono.
Ma fra il dire e il fare, soprattutto in informatica, c’è un abisso: quello che sembra facile a parole diventa incredibilmente complicato quando bisogna mettersi a farlo concretamente.
Un esempio perfetto arriva dalla Comic-Con di San Diego, uno dei più grandi raduni di appassionati di fumetti, fantasy e fantascienza e grandissima vetrina per il marketing delle produzioni commerciali del settore dell’intrattenimento. Ma quest’anno il raduno si è svolto esclusivamente online per ovvie ragioni, e quindi gli abituali panel stracolmi di attori sono stati realizzati in videoconferenza e trasmessi in streaming su Youtube. O perlomeno questa era l’intenzione.
Infatti ci si sono messi di mezzo i filtri automatici di YouTube per il rispetto del copyright, voluti dai produttori di contenuti per impedire la diffusione abusiva di film e telefilm. Durante l’apparizione degli attori di Star Trek Discovery, la serie prodotta dalla CBS, è stato fatto un table read: gli attori hanno recitato dal vivo le proprie battute dell’episodio finale della seconda stagione, accompagnati da immagini, musiche ed effetti sonori. Tutto regolarmente autorizzato dalla CBS. Ma dopo una quindicina di minuti è scattato il filtro antipirateria di YouTube e lo streaming della CBS è stato oscurato e interrotto dalla dicitura “Video unavailable – This video contains content from CBS CID, who has blocked it on copyright grounds.” In altre parole, la CBS ha bloccato la CBS accusando se stessa di pirateria.
Lo stesso è successo anche a un altro streaming del Cartoon Network, di proprietà della Turner Broadcasting, che è stato rimosso in seguito a una segnalazione di violazione di copyright da parte della stessa Turner Broadcasting.
Ricordiamocelo la prossima volta che qualcuno propone di attivare filtri automatici.
Il table read integrale di Star Trek è ora disponibile, ma questo non cancella la figuraccia fatta in diretta.
Tra poco inizierà la StarCon, la convention di fantascienza alla quale partecipo ogni anno da tempo immemorabile per ritrovare gli amici, tradurre gli ospiti stranieri e ogni tanto fare qualche miniconferenza scientifica. Quest’anno, per ovvie ragioni, la StarCon si fa virtualmente, in videoconferenza: questo ha il vantaggio che chiunque può seguirla. Se volete, il link alla diretta Youtube di oggi è qui sotto. Si comincia alle 14 circa.
Il programma della giornata prevede gli ospiti Ross Mullan (Trono di Spade), Chase Masterson (Star Trek: Deep Space Nine) e Giulia Santilli (doppiatrice e attrice). Le conferenze includono “Passato, presente e futuro dei romanzi di Star Trek” con Carlo Recagno, “Il doppiaggio di Star Trek Picard” con Marcello Rossi e “Manuale per Viaggiatori nel tempo” con il sottoscritto, più varie visite a sorpresa.
Ross Mullan arriva a 3:49; Carlo Recagno inizia a 53:40; Marcello Rossi ci spiega i problemi di doppiaggio di Star Trek Picard da 1:37:00; io arrivo a 2:01:00 circa (in costume). Buona visione.
Ecco la seconda parte: dopo la sfilata dei costumi (virtuale) e le premiazioni per il modellismo di fantascienza, a 17:50 c‘è Chase Masterson, seguita da Giulia Santilli a 46:00. L’attività di beneficenza citata da Chase Masterson è la Pop Culture Hero Coalition, presso Popculturehero.org.
Terza parte: Tony Amendola (Stargate SG-1), prop-making con Annalisa Diacinti, astronomia dal balcone con Gian Franco Lollino, e Jeffrey Weissmann (Ritorno al Futuro Parte II e III).
Quello che molti fan di Star Trek, me compreso, speravano e chiedevano dopo il successo dei personaggi del Capitano Pike (Anson Mount), della Numero Uno (Rebecca Romijn) e di Spock (Ethan Peck) nella serie Discovery si è avverato: si farà una nuova serie incentrata su di loro, e sarà intitolata Strange New Worlds.
Questo è l’annuncio, dato direttamente dagli attori oggi:
Il 15 settembre Marina Sirtis, l’interprete della consigliera Troi nella serie Star Trek: The next generation, sarà a Bologna alle 14.30 per un incontro con i fan (me compreso, nel ruolo di traduttore).
Il limite dei posti a sedere è 120; al momento in cui scrivo c’è ancora posto. Fino a 14 anni, l’ingresso è gratuito; evitate di presentarvi senza prenotazione, per non trovarvi senza posto e pagare sovrapprezzi.
L’appuntamento è alle 14.15 presso Ultimo Avamposto, in via Boldrini 22/C. L’incontro si terrà in una sala attrezzata a pochi passi dal negozio.
Per chi volesse una chicca su Marina Sirtis, c’è questo spot del Cinzano Bianco, nel quale una giovanissima Marina (era il 1979) s’è trovata a lavorare accanto a Joan Collins, altra cara conoscenza dei Trekker della Serie Classica, e Leonard Rossiter, che i veri fan della SF ricorderanno come il dottor Smyslov in 2001: odissea nello spazio.
Ecco un po’ di foto. Marina si è confermata un ospite allegro e simpatico, senza peli sulla lingua e perfetta padrona della scena (non capita spesso che un attore per il quale devo tradurre segua così bene i consigli tecnici che devo dare per far funzionare la traduzione fatta consecutivamente).
L’informalità, come forse si vede dalle foto, è regnata sovrana, ed è questo il bello di questi miniraduni: ti trovi davvero gomito a gomito, o anche piadina contro piadina come in questo caso, con gli attori che ti tengono compagnia e divertono sul piccolo e grande schermo.
Ci sono moltissime altre foto di cose che ho visto e per le quali posso veramente dire “che voi umani neanche potete immaginare”, ma che per promessa di riservatezza non posso mostrare. Voglio solo dire grazie a chi mi ha dato la rara opportunità non solo di vedere, ma di toccare dei veri pezzi di storia della fantascienza cinematografica e televisiva. E grazie anche a tutti gli amici Trekker ritrovati!
Ho appena visto la prima puntata di Star Trek: Picard. Non anticipo nulla, ma è un gran bell’inizio col botto per la nuova serie. Tanta carne al fuoco, concentrata in una puntata che delinea bene il contesto in cui si svolgerà la storia.
Questo è il vero Star Trek, quello che coniuga azione, personaggi ben costruiti e accattivanti e una riflessione etica e morale di fondo che affronta temi delicati della nostra attualità. Quello che ha il coraggio di ammettere che il tempo è passato e che anche gli eroi invecchiano e sono umani e fragili, invece di fingere di essere ancora dei ragazzini sempre bellissimi e perfetti grazie agli effetti speciali. Ma i loro ideali non vacillano.
Patrick Stewart si conferma un interprete misurato e delicato nel riprendere in mano i panni impegnativi del Capitano Picard. E il suo Numero Uno merita una menzione speciale.
È bello avere di nuovo una puntata di Star Trek da aspettare ogni settimana, e l’esordio di una nuova serie è sempre un momento magico: è come quando sei sull’ottovolante, in cima alla salita, e sai che stai per avere una botta indimenticabile di adrenalina insieme agli amici di sempre. Ed è solo l’inizio. Splendido.
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