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Pescati in Rete

Pescati in Rete

Eccovi una rapida rassegna di cose toste trovate in Rete in questi giorni di semivacanza, a partire da Pallina, la gatta qui accanto, che voci non confermate indicano essere dotata di poteri di bilocazione o teletrasporto. Il CICAP indaga con cauto scetticismo, ma le gambe gli fanno giacomo giacomo. No, non chiedete dettagli: chi ha bisogno di sapere, già sa.

Alcune foto eccezionali del Burj Dubai, il grattacielo più alto del mondo, ormai quasi completato, a quota 750 metri circa.

Lo Star Trek che non fu: Genevieve Bujold nei panni (assolutamente inadatti) del capitano Janeway di Voyager; fu lei la prima scelta, ma i primi giorni di ripresa furono assolutamente disastrosi, e così fu chiamata al suo posto zia Kate. Questo spezzone delle riprese spiega perché.

A proposito di Uncanny Valley e grafica digitale iperrealistica per i personaggi virtuali, date un’occhiata a questa demo di “Emily”: quasi ci siamo, ma se lo guardate fino in fondo noterete che hanno barato un po’. I dettagli sono qui.

Prugne nello spazio: uno spot d’epoca ha come interprete nientemeno che Ray Bradbury. Che non si prende affatto sul serio. Adorate anche voi il futuro come lo immaginavano in passato?

Questa era in coda da un po’, ma ve la voglio far vedere comunque: una serie di video di fulmini al superrallentatore, tratte in parte da un documentario della BBC. Impressionante. Giacobbo, cosa te ne fai delle fandonie della pseudoscienza, quando la realtà offre cose mille volte più affascinanti?

E a proposito di pseudoscienze, una notizia ghiotta per gli appassionati del settore e per gli appassionati di sbufalamento: James Randi passa il testimone della conduzione della JREF (James Randi Educational Foundation), quella del premio da un milione di dollari per il primo fenomeno paranormale dimostrato scientificamente; la JREF avrà come nuovo presidente Phil Plait di Bad Astronomy, l’uomo che trita i lunacomplottisti per colazione. Fantastico.

Samantha Cristoforetti racconta la sua passione per Star Trek e Battlestar Galactica

Samantha Cristoforetti racconta la sua passione per Star Trek e Battlestar Galactica

Ieri sera c’è stata una bella sessione Zoom in diretta in inglese fra l’attrice Katee Sackhoff (l’interprete di Starbuck nella serie Battlestar Galactica) e l’astronauta Samantha Cristoforetti, grazie all’Agenzia Spaziale Europea e specificamente ad Alexander Milas e Mark McCaughrean, senior advisor for science and exploration dell’ESA.

Fra le tante chicche personali e tecniche che sono emerse nella chiacchierata molto informale (interessantissima la parte riguardante la psicologia e i requisiti mentali per una missione umana su Marte), ne segnalo un paio che riguardano la fantascienza: la prima è che Samantha Cristoforetti ha guardato Battlestar Galactica mentre era nello spazio, durante le ore giornaliere obbligatorie di corsa sullo speciale tapis roulant della Stazione Spaziale Internazionale.

La seconda è che Katee e Samantha si sono incontrate alla Fedcon, in Germania, nel 2018, e l’astronauta spiega che questa loro foto insieme è stata la prima che ha mai desiderato di fare con una celebrità in tutta la sua vita (un sentimento che non aveva mai provato o capito prima e che è tuttora alla base della sua riluttanza a fare selfie con chi la incontra):

In entrambi i casi la reazione di Katee Sackhoff è impagabile. Nel finale, poi, il suo saluto vulcaniano ha… qualche complicazione.

A circa 21:30, inoltre, Samantha racconta la genesi della sua famosa foto in divisa di Star Trek: Voyager scattata a bordo della Stazione nel 2015 e accompagnata da questo tweet.

La battuta sul caffè è una citazione di una celebre frase del capitano Janeway di Star Trek: Voyager:

Traduco quello che racconta Samantha in inglese, che è musica per le orecchie di qualunque fan di fantascienza e di Star Trek della mia generazione, quella che non poteva semplicemente scaricare le puntate in HD in tempo reale cliccando su Netflix, come si fa oggi, e che viveva invece di ritagli di giornale, di fanzine fotocopiate e di notizie compilate nei VideoTrek di Alberto Lisiero e Gabriella Cordone e si radunava alle prime convention italiane per vedere insieme le puntate appena ricevute di straforo dagli Stati Uniti, grazie ai pochi che avevano un videoregistratore in grado di riprodurre le videocassette NTSC. Erano, a modo loro, tempi eroici: per essere fan dovevi impegnarti tanto.

“Sono cresciuta come grandissima fan di Star Trek; è stata una parte molto importante della mia vita, una grande passione, da bambina e da ragazza in particolare. Ma sono anche cresciuta in questo paesino nelle Alpi italiane. 

All’epoca, negli anni Ottanta e nei primi anni Novanta, mentre crescevo, Star Trek non era molto conosciuto in Italia. Non era questo grande fenomeno come lo era invece in altri paesi come gli Stati Uniti o la Germania. In più abitavo in questo posto sperduto, dove non c’era accesso a grandi librerie o negozi per appassionati, per cui ero uno di quei giovani che andava a caccia di qualunque cosa potesse trovare o stava su di notte fino alle due perché trasmettevano una replica della serie degli anni sessanta. 

Quando The Next Generation finalmente arrivò in Italia, credo qualche anno dopo la messa in onda negli Stati Uniti, fu trasmesso tardissimo di notte. Io stavo sveglia per guardarlo. E poi nel 1994, quando avevo 17 anni, andai negli Stati Uniti come studentessa di scambio, e credetti di essere morta e di essere andata in Paradiso perché lì Star Trek] era dappertutto, c’erano le repliche di The Next Generation in TV per due ore ogni giorno e io sequestravo la TV per quelle due ore, e andava in onda Deep Space Nine e potevi procurarti qualunque oggetto da fan e il merchandising ed era semplicemente meraviglioso.

E poi a gennaio del 2015 — scusate, del 1995 –. quando ero ancora studentessa di scambio, debuttò Voyager e io quindi ho questo ricordo: «Wow, sto davvero guardando una nuova serie di Star Trek il giorno stesso del suo debutto invece che anni dopo!» In più aveva, come sapete, un capitano donna, che per me come teenager e ragazza ovviamente molto interessata alla tecnologia e allo spazio era una cosa molto importante.

Saltiamo in avanti di vent’anni: sono un’astronauta, vado nello spazio e mi capita di essere nello spazio per il ventesimo anniversario di quel giorno importante in cui aveva debuttato Voyager, e così ho pensato di celebrarlo in qualche modo. Ho anche cercato di contattare Kate Mulgrew, l’attrice che interpretava [il capitano] Janeway [in Voyager], ma non è andata in porto. Ma avevo con me questa divisa e volevo farci qualcosa di speciale e un mio amico, si chiama [omissis] e sono abbastanza sicura che ci stia ascoltando adesso, è stato lui è darmi gli spunti, tipo «beh, stai per ricevere la macchina per il caffè e sai che Janeway era grande bevitrice di caffè». 

E così ho scattato quella foto nella Cupola insieme al veicolo spaziale cargo Dragon che era appena arrivato, con la macchina del caffè nel ventre [della sua stiva], e poi [ne ho scattata un’altra] in cui bevevo caffè dalla tazzina speciale per zero g con la divisa di Janeway [e con un’altra citazione del capitano di Voyager, N.d.T.].”

Una perfetta Trekker nello spazio, insomma. Fra l’altro, a bordo della Stazione con lei c’era almeno un altro fan dichiarato di Star Trek, Terry Virts. Siamo ovunque.

Chicca finale: per quel che ne so, il nome del signor Omissis non era mai emerso pubblicamente, neppure nel libro di Samantha Diario di un’apprendista astronauta. Vi posso garantire che sta sorridendo orgogliosamente da orecchio a orecchio.

Star Trek, i filtri antipirateria della CBS bloccano lo streaming su Youtube. Quello ufficiale della CBS

Star Trek, i filtri antipirateria della CBS bloccano lo streaming su Youtube. Quello ufficiale della CBS

C’è sempre chi propone di affidare il pattugliamento di Internet a sistemi automatici. Che ci vuole, dicono: basta impostare un filtro e i contenuti indesiderati spariscono.

Ma fra il dire e il fare, soprattutto in informatica, c’è un abisso: quello che sembra facile a parole diventa incredibilmente complicato quando bisogna mettersi a farlo concretamente.

Un esempio perfetto arriva dalla Comic-Con di San Diego, uno dei più grandi raduni di appassionati di fumetti, fantasy e fantascienza e grandissima vetrina per il marketing delle produzioni commerciali del settore dell’intrattenimento. Ma quest’anno il raduno si è svolto esclusivamente online per ovvie ragioni, e quindi gli abituali panel stracolmi di attori sono stati realizzati in videoconferenza e trasmessi in streaming su Youtube. O perlomeno questa era l’intenzione.

Infatti ci si sono messi di mezzo i filtri automatici di YouTube per il rispetto del copyright, voluti dai produttori di contenuti per impedire la diffusione abusiva di film e telefilm. Durante l’apparizione degli attori di Star Trek Discovery, la serie prodotta dalla CBS, è stato fatto un table read: gli attori hanno recitato dal vivo le proprie battute dell’episodio finale della seconda stagione, accompagnati da immagini, musiche ed effetti sonori. Tutto regolarmente autorizzato dalla CBS. Ma dopo una quindicina di minuti è scattato il filtro antipirateria di YouTube e lo streaming della CBS è stato oscurato e interrotto dalla dicitura “Video unavailable – This video contains content from CBS CID, who has blocked it on copyright grounds.” In altre parole, la CBS ha bloccato la CBS accusando se stessa di pirateria.

Lo stesso è successo anche a un altro streaming del Cartoon Network, di proprietà della Turner Broadcasting, che è stato rimosso in seguito a una segnalazione di violazione di copyright da parte della stessa Turner Broadcasting.

Ricordiamocelo la prossima volta che qualcuno propone di attivare filtri automatici.

Il table read integrale di Star Trek è ora disponibile, ma questo non cancella la figuraccia fatta in diretta.

Fonti: Deadline: BoingBoing, Gizmodo, Ars Technica.

Oggi dalle 14 Starcon: convention virtuale di fantascienza e dintorni

Oggi dalle 14 Starcon: convention virtuale di fantascienza e dintorni

Tra poco inizierà la StarCon, la convention di fantascienza alla quale partecipo ogni anno da tempo immemorabile per ritrovare gli amici, tradurre gli ospiti stranieri e ogni tanto fare qualche miniconferenza scientifica. Quest’anno, per ovvie ragioni, la StarCon si fa virtualmente, in videoconferenza: questo ha il vantaggio che chiunque può seguirla. Se volete, il link alla diretta Youtube di oggi è qui sotto. Si comincia alle 14 circa.

Il programma della giornata prevede gli ospiti Ross Mullan (Trono di Spade), Chase Masterson (Star Trek: Deep Space Nine) e Giulia Santilli (doppiatrice e attrice). Le conferenze includono “Passato, presente e futuro dei romanzi di Star Trek” con Carlo Recagno, “Il doppiaggio di Star Trek Picard” con Marcello Rossi e “Manuale per Viaggiatori nel tempo” con il sottoscritto, più varie visite a sorpresa.

Ross Mullan arriva a 3:49; Carlo Recagno inizia a 53:40; Marcello Rossi ci spiega i problemi di doppiaggio di Star Trek Picard da 1:37:00; io arrivo a 2:01:00 circa (in costume). Buona visione.

Ecco la seconda parte: dopo la sfilata dei costumi (virtuale) e le premiazioni per il modellismo di fantascienza, a 17:50 c‘è Chase Masterson, seguita da Giulia Santilli a 46:00. L’attività di beneficenza citata da Chase Masterson è la Pop Culture Hero Coalition, presso Popculturehero.org.

Terza parte: Tony Amendola (Stargate SG-1), prop-making con Annalisa Diacinti, astronomia dal balcone con Gian Franco Lollino, e Jeffrey Weissmann (Ritorno al Futuro Parte II e III).

Star Trek “Strange New Worlds”: la serie con il Capitano Pike si fa!

Star Trek “Strange New Worlds”: la serie con il Capitano Pike si fa!

Quello che molti fan di Star Trek, me compreso, speravano e chiedevano dopo il successo dei personaggi del Capitano Pike (Anson Mount), della Numero Uno (Rebecca Romijn) e di Spock (Ethan Peck) nella serie Discovery si è avverato: si farà una nuova serie incentrata su di loro, e sarà intitolata Strange New Worlds.

Questo è l’annuncio, dato direttamente dagli attori oggi: 

Star Trek: Marina Sirtis (Deanna Troi) a Bologna il 15 settembre

Star Trek: Marina Sirtis (Deanna Troi) a Bologna il 15 settembre

Il 15 settembre Marina Sirtis, l’interprete della consigliera Troi nella serie Star Trek: The next generation, sarà a Bologna alle 14.30 per un incontro con i fan (me compreso, nel ruolo di traduttore).

Tutti i dettagli e il modulo di prenotazione sono sui siti dello Star Trek Italian Club e del negozio Ultimo Avamposto, che organizzano l’incontro.

Il limite dei posti a sedere è 120; al momento in cui scrivo c’è ancora posto. Fino a 14 anni, l’ingresso è gratuito; evitate di presentarvi senza prenotazione, per non trovarvi senza posto e pagare sovrapprezzi.

L’appuntamento è alle 14.15 presso Ultimo Avamposto, in via Boldrini 22/C. L’incontro si terrà in una sala attrezzata a pochi passi dal negozio.

Per chi volesse una chicca su Marina Sirtis, c’è questo spot del Cinzano Bianco, nel quale una giovanissima Marina (era il 1979) s’è trovata a lavorare accanto a Joan Collins, altra cara conoscenza dei Trekker della Serie Classica, e Leonard Rossiter, che i veri fan della SF ricorderanno come il dottor Smyslov in 2001: odissea nello spazio.

La biografia Wikipediana di Marina è qui.

Aggiornamento

Ecco un po’ di foto. Marina si è confermata un ospite allegro e simpatico, senza peli sulla lingua e perfetta padrona della scena (non capita spesso che un attore per il quale devo tradurre segua così bene i consigli tecnici che devo dare per far funzionare la traduzione fatta consecutivamente).

L’informalità, come forse si vede dalle foto, è regnata sovrana, ed è questo il bello di questi miniraduni: ti trovi davvero gomito a gomito, o anche piadina contro piadina come in questo caso, con gli attori che ti tengono compagnia e divertono sul piccolo e grande schermo.

Ci sono moltissime altre foto di cose che ho visto e per le quali posso veramente dire “che voi umani neanche potete immaginare”, ma che per promessa di riservatezza non posso mostrare. Voglio solo dire grazie a chi mi ha dato la rara opportunità non solo di vedere, ma di toccare dei veri pezzi di storia della fantascienza cinematografica e televisiva. E grazie anche a tutti gli amici Trekker ritrovati!

Star Trek: Picard. Stavolta ci siamo, questo è Star Trek (senza spoiler)

Star Trek: Picard. Stavolta ci siamo, questo è Star Trek (senza spoiler)

Ho appena visto la prima puntata di Star Trek: Picard. Non anticipo nulla, ma è un gran bell’inizio col botto per la nuova serie. Tanta carne al fuoco, concentrata in una puntata che delinea bene il contesto in cui si svolgerà la storia.

Questo è il vero Star Trek, quello che coniuga azione, personaggi ben costruiti e accattivanti e una riflessione etica e morale di fondo che affronta temi delicati della nostra attualità. Quello che ha il coraggio di ammettere che il tempo è passato e che anche gli eroi invecchiano e sono umani e fragili, invece di fingere di essere ancora dei ragazzini sempre bellissimi e perfetti grazie agli effetti speciali. Ma i loro ideali non vacillano.

Patrick Stewart si conferma un interprete misurato e delicato nel riprendere in mano i panni impegnativi del Capitano Picard. E il suo Numero Uno merita una menzione speciale.

È bello avere di nuovo una puntata di Star Trek da aspettare ogni settimana, e l’esordio di una nuova serie è sempre un momento magico: è come quando sei sull’ottovolante, in cima alla salita, e sai che stai per avere una botta indimenticabile di adrenalina insieme agli amici di sempre. Ed è solo l’inizio. Splendido.

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Star Trek, ci ha lasciato Celeste Yarnall

Star Trek, ci ha lasciato Celeste Yarnall

StarTrek.com ha annunciato la scomparsa di Celeste Yarnall, l’attrice che interpretò l’attendente Martha Landon nell’episodio La Mela della Serie Classica, trasmessa negli Stati Uniti per la prima volta a ottobre del 1967.

Conosciuta all’epoca per la sua partecipazione a vari film con Elvis Presley e per le sue partecipazioni a molte serie televisive popolari del periodo (elenco su IMDB; pagina su Wikipedia), aveva continuato a recitare ed era diventata una beniamina di tanti raduni di fan di Star Trek.

Ho avuto il piacere di conoscerla, e di tradurre per lei, più volte alla StarCon nel 2003 e 2016: qui trovate il bel ricordo scritto dallo Star Trek Italian Club Alberto Lisiero. La sua cordialità, disponibilità e dolcezza, oltre alla sua radiosa bellezza e serenità, restano indimenticabili.

Celeste Yarnall in La Mela (1967).

Celeste con il marito Nazim.

Se volete, potete lasciare un messaggio al marito, Nazim, e alla figlia, Cami, presso CelesteYarnall.com (celestialpet@sbcglobal.net).

Ci ha lasciato René Auberjonois, Odo di “Star Trek”

Ci ha lasciato René Auberjonois, Odo di “Star Trek”

 René Auberjonois a Bologna nel 2010. Credit: Rodri Van Click.

Poche ore fa è stata diffusa la notizia della morte, a 79 anni, di René Auberjonois. Gli appassionati di Star Trek lo ricorderanno per sempre per la sua interpretazione di Odo, l‘alieno mutaforma di ST: Deep Space Nine profondamente solo, respinto da tutti ma dotato di un senso innato di giustizia; ma tanti lo ricordano come padre Mulcahy nel film M*A*S*H di Robert Altman (una delle sue tante collaborazioni con questo regista), come Endicott in Benson, come personaggio ricorrente in Boston Legal o come lo svitatissimo chef de La Sirenetta in lingua originale.

Nella sua lunghissima carriera cinematografica, televisiva e teatrale aveva ricoperto numerosissimi ruoli di ogni genere e lavorato con i più grandi attori e registi, ricevendo per esempio un premio Tony come miglior attore protagonista nel 1969 accanto a Katharine Hepburn in Coco.

Gli sopravvivono la moglie Judith e i figli Tessa e Remy. Sul suo account Twitter stanno arrivando i messaggi di cordoglio di tanti colleghi attori e fan.

Io ebbi il piacere di conoscerlo fuori scena e di tradurre i suoi vulcanici interventi alle convention italiane di fantascienza: era una persona di raro garbo, umanità e profondità, doti che custodiva con discrezione e con una grande gioia di vivere che gli luccicava negli occhi.

Grazie, Odo, per tutto quanto.

Lo vorrei ricordare con qualche altra foto dell’incontro a Bologna, scattate da Rodri van Click, che ringrazio per averle ripescate dai suoi archivi.