Vai al contenuto
Il Messaggero e il TG3 fanno fake news: il falso video degli ucraini che cantano per l’attacco al ponte in Crimea

Il Messaggero e il TG3 fanno fake news: il falso video degli ucraini che cantano per l’attacco al ponte in Crimea

Ultimo aggiornamento: 2022/10/09 20:20.

Il Messaggero e il TG3 della Rai (che, ricordo per i distratti, sono
servizi informativi gestiti da giornalisti, ossia da gente il cui lavoro
sarebbe pubblicare notizie e che ha sottoscritto un codice deontologico) hanno
postato su Facebook
e rispettivamente mandato in onda (nel
TG3 delle 19 dell’8 ottobre 2022, dal minuto 2:30) il video di cui vedete qui sopra uno screenshot. Il
Messaggero ha scritto che mostra “La festa degli ucraini per l’esplosione del ponte tra Russia e Crimea”
e il TG3 lo ha descritto in modo analogo.

Screenshot dal servizio del TG3. La voce fuori campo della Rai dice “qualcuno esulta”.

A quanto pare nessuno nelle due redazioni ha notato che questi “ucraini” hanno
un
fantastico accento British.

Infatti la “notizia” è falsa e Il Messaggero e il TG3 l’hanno
pubblicata senza alcuna verifica. Prendendola di peso,
dice
il Messaggero, nientemeno che dall’account Twitter
SaintJavelin. Non da un’agenzia di stampa o un’altra fonte giornalistica autorevole.

Scrive infatti la redazione del Messaggero (evidenziazione mia): “Era un tormentone dance degli anni Novanta: Free from desire, la cantava
Gala Rizzatto, meglio conosciuta come Gala. Ora è diventato un ritornello ad
uso e consumo delle tifoserie calcistiche che improvvisano strofe per
supportare le proprie squadre. E
l’hanno utilizzata anche in Ucraina per festeggiare l’esplosione del ponte
che collega Russia e Crimea.

Nel video si vedono gruppi di persone festeggiare. Il ritornello è: “Kerch
Bridge on fire! Your defence is terrified, na na na na na na” (“Ponte di
Kerch in fiamme! La vostra difesa è terrorizzata, na na na na na na na”).
(Fonte: account Twitter SaintJavelin)”.

Ma meno male che i giornali e i telegiornali ci dovrebbero
salvare dalle fake news che son colpa di Internet, vero?

Nessuno in queste redazioni si chiede come mai tutti questi ucraini abbiano
già pronta in tre secondi una canzone per celebrare l’attacco al ponte
in Crimea e l’abbiano pronta in inglese. Eh no, la “notizia” è troppo
ghiotta. Perché pensare?

Eppure bastano tre secondi di neuroni accesi per andare su Google e digitare
“your defense is terrified”. Si ottiene questo:

Sono dei tifosi di calcio che cantano “Will Grigg’s on fire” (testo integrale). “On fire” in questo contesto significa
“sta giocando da dio” o simile. Questo è il video originale:

Ora io vorrei sapere dalla redazione del Messaggero e da quella del
TG3:

  1. È questo il modo in cui preparate le notizie che pubblicate? Prendete il
    primo video che trovate su YouTube o su Twitter, postato da chissà chi, e lo
    spacciate per “notizia” senza alcun controllo? 
  2. Rettificherete e chiederete scusa ai lettori per la fake news che
    avete pubblicato? 
  3. La persona che ha pubblicato questa porcheria verrà allontanata, licenziata
    o almeno resa incapace di nuocere ulteriormente, oppure
    “chissene tienefamiglia e tanto i clic pubblicitari li abbiamo
    incassati”
    ?
  4. Come è possibile che il vostro metodo redazionale lasci uscire una
    scempiaggine simile? Non è il caso di ripensarlo e farsi un esame di
    coscienza?
  5. Vi rendete conto che pubblicare questa spazzatura devasta la credibilità del
    vostro giornale/telegiornale e della nostra professione?

A me dispiace per tutti i giornalisti bravi, onesti, scrupolosi che vengono
umiliati da dimostrazioni di inettitudine come questa. Ma se poi la gente non
si fida dei giornali e non li compra, la colpa è solo vostra, care redazioni
del Messaggero e del TG3. Perché parliamoci chiaro: se
“giornalismo” per voi è
“prendi un video da un anonimo su Internet e sbattilo sul sito come
notizia”
, allora è meglio che questo ‘giornalismo’ muoia, e in fretta. Perché sta
facendo danni irreparabili.

E prima che arrivi il solito tizio a dire
“Eh ma dai Paolo è solo un video di tifosi che è stato frainteso, che sarà
mai, te la prendi troppo”
, vorrei ricordare che lo stesso ‘metodo’ è stato usato anche per notizie ben
più serie e da tante redazioni. Questo blog ne raccoglie una vasta collezione
di esempi.

L’unico aspetto positivo di questa vicenda è che costituisce un caso da
manuale di
pareidolia acustica: nel video dicono “Will Grigg”, ma i
sottotitoli dicono “Kerch Bridge” e quindi chi guarda il video ‘sente’
quello che dicono i sottotitoli.

Complimenti, quindi, a chi ha avuto l’idea di creare il video. Agli inetti che
l’hanno pubblicato, invece, solo commiserazione. Ringrazio
@Stfn_Mrtz
per la
segnalazione

23:55. Il video e la “notizia” sono stati
rimossi
dalla pagina Facebook del Messaggero. Non ho visto rettifiche o
scuse. 

2022/10/09 11:20.
@perugini
mi segnala che la stessa fake news è stata trasmessa dal
TG3 Rai delle 19 di ieri
(8 ottobre) dal minuto 2:30.

2022/10/09 15:35. Ho aggiornato questo articolo per tenere conto della
pubblicazione della fake news da parte del TG3.

Il volto di Satana sul guscio di una tartaruga sopravvissuta a un incendio!

local6.com – News – Pet Shop Owner: Turtle Has Satan Image After Surviving Fire: “Bryan Dora’s pet store in Frankfort burned down last October. The red-ear slider turtle named Lucky is the only survivor of about 150 animals.

…Dora said after the fire, an image appeared on Lucky’s shell that appears to be the face of a devil. He said the turtle is not possessed but is very tame. He believes that in every fire the devil leaves his mark somewhere, and that Lucky was touched.”

Antibufala: il “Codice Da Vinci” del Cenacolo

Antibufala: il “Codice Da Vinci” del Cenacolo

Ha suscitato un certo clamore la
notizia
della scoperta di immagini nascoste nel Cenacolo di Leonardo, fatta da un
informatico, Slavisa (o Slavia) Pesci, in provincia di Mantova.

Le
tesi di Pesci sono presentate in una serie di siti (forse lo stesso server con
nomi di dominio differenti):
Leonardo2007.com,
www.leonardodavinci.tv,
www.codicedavinci.tv,
www.cenacolo.biz e
www.leonardo2007.com. Al momento
risultano irraggiungibili: hanno ricevuto secondo Yahoo 15 milioni di
visitatori nella sola giornata del 26 luglio scorso.

In sintesi,
Pesci ha notato delle strane simmetrie e ha piegato una foto del Cenacolo
secondo un asse di simmetria verticale, notando dei particolari che
combaciavano. Ripetendo l’esperimento su una riproduzione più grande e
sovrapponendo quindi due immagini, una diritta e una speculare, secondo Pesci
compaiono nuovi personaggi: un templare e una persona che regge un bambino,
come descritto da
Yahoo.com). Il
“coltello in mano a Pietro finisce sul piatto di carne dal lato opposto del
tavolo. Le montagne, semplice sfondo del dipinto, vanno a incoronare due
protagonisti della scena”
, nota
questo articolo. L’immagine che vedete qui sotto include anche una barca a vela.


Le
immagini dell’esperimento
(disponibili anche
qui) create da chi ha tentato una verifica della teoria sembrano suggerire un
classico esempio di pareidolia: la
tendenza innata delle persone a scorgere forme coerenti, tipicamente di
persone e divinità, nelle nuvole, nelle sagome delle montagne o nelle macchie
sui muri, di cui ho raccontato qualche esempio
qui. Le forme viste da Pesci sono infatti tutt’altro che chiare.

Un’apparente
conferma di quest’origine del fenomeno è che, a detta di Pesci, appaiono
novità anche facendo semplicemente scorrere un’immagine capovolta sopra
l’originale. Non solo: secondo Pesci, lo stesso fenomeno si nota in altre
opere pittoriche di Leonardo. Ma forse in questo caso, se posso storpiare una
frase celebre, la
scoperta sta negli occhi di chi guarda.

Senza troppi giri di parole: perché il razzo di Jeff Bezos è così fallico?

Senza troppi giri di parole: perché il razzo di Jeff Bezos è così fallico?

È inutile far finta di niente: i razzi sono da sempre considerati dei simboli
fallici, visto anche il loro ruolo nel prestigio internazionale degli stati e
dei privati che li fabbricano. Ma il vettore New Shepard di Jeff Bezos,
che pochi giorni fa ha trasportato i suoi primi passeggeri per un breve volo
suborbitale, è particolarmente fallico. Come mai?

Lo spiega molto bene, e con una punta di ironia, Scott Manley nel video qui
sotto (in inglese) da 9:33 in poi: la forma è derivata da considerazioni
tecniche ben precise.

La prima considerazione è il diametro: i vettori devono essere trasportabili
su strada per ridurre i costi, per cui non devono essere eccessivamente larghi
(il progetto Apollo, con i dieci metri di diametro del vettore
Saturn V, aggirò il problema usando chiatte e aerei speciali, con costi
enormi; lo stesso fece lo Shuttle). Il diametro massimo praticabile su strada
è circa quattro metri, considerate le curve e i margini di sicurezza. 

Anche SpaceX, con il suo Falcon 9, si ferma grosso modo a questo
diametro. Il Falcon Heavy usa tre vettori affiancati, derivati dal Falcon 9, che vengono trasportati individualmente e assemblati al centro di lancio. Per la Starship, invece, SpaceX aggira il problema costruendone gli esemplari
direttamente nel punto di lancio.

La seconda considerazione è l’altezza, che insieme al diametro e alla capsula (sulla quale
torno tra poco) conferisce al razzo le sue proporzioni davvero simili a quelle
di un pene eretto. Di solito i razzi sono più snelli e allungati, ma nel caso
di New Shepard il vettore deve soltanto compiere un salto suborbitale,
per cui non c’è bisogno di tantissimo propellente e quindi non servono
serbatoi enormi. Visto che il diametro e il volume necessario sono parametri fissi, l’altezza relativamente modesta e la forma poco slanciata sono semplici conseguenze di questi valori.

Poi c’è la forma della capsula, con la sua sagoma stondata e il suo diametro
maggiore di quello del vettore: due cose piuttosto insolite che accentuano la
somiglianza genitale. Anche qui, la forma risultante deriva solo da questioni
tecniche.

Infatti anche la capsula va trasportata su strada, per cui non può avere un diametro
superiore ai quattro metri circa, ed è necessario massimizzare il suo volume
interno per dare spazio ai passeggeri. Inoltre deve avere una forma che la
renda aerodinamicamente efficiente nel fendere
l’aria durante la salita ma anche aerodinamicamente stabile durante la ricaduta verso la Terra, prima
dell’apertura dei paracadute. Furono considerate numerose forme, fino a trovare
quella ottimale… che però somiglia moltissimo a una parte anatomica ben
precisa.

Il diametro maggiorato della capsula e della sommità del razzo rispetto al resto del veicolo è dovuto ancora
una volta a esigenze aerodinamiche: in cima al vettore, infatti, c’è un anello
che serve per stabilizzarne la discesa, un po’ come avviene con le bombe e le
loro alette, spesso accompagnate da un anello. 

L’anello di New Shepard ha infatti quattro pinne stabilizzatrici retrattili e otto alette di
frenata aerodinamica, anch’esse retrattili e integrate nell’anello, come si vede bene in questa foto.

Il diametro della capsula, superiore a quello del vettore, fa sì che durante l’ascesa l’anello sia coperto dalla capsula stessa e quindi non causi interferenze aerodinamiche; una volta sganciata la capsula, invece, l’anello sporge ampiamente dalla sagoma cilindrica del vettore e quindi può agire bene come apparato di stabilizzazione.

Certo, come nota anche Scott Manley, è presumibile che a un certo punto qualcuno, in qualche meeting aziendale di Blue Origin, abbia fatto notare che stavano sviluppando un razzo a forma di enorme pisello, e che questa forma era però il risultato ineluttabile della fisica e dell’ingegneria. La forma segue la funzione.

 

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle
donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere
ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico) o
altri metodi.

Il codice a barre di Satana?

Il codice a barre di Satana?

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili
donazioni di “masdemma” e
“bel****.david”.

Un’accusa infamante, anzi diabolica, circola in Rete a carico dei codici a barre
presenti sulle confezioni dei prodotti. Ne ha parlato recentemente anche
Punto Informatico a
proposito dell’iniziativa di un consigliere comunale svizzero che
“sostiene che alcuni formati standard usati per i Codici a barre
distribuiscano il numero della perdizione satanica.”

In realtà tutto nasce da un equivoco di fondo: il “666” si anniderebbe, secondo
i sostenitori di questa teoria, nelle coppie di righe sottili all’estrema
destra, all’estrema sinistra e al centro di ogni codice esistente. Orbene, la
cifra 6 viene indicata da due righe sottili: quindi “6-6-6”. Giusto?

Sbagliato. Queste righe estreme e centrali, infatti, non rappresentano alcuna
cifra all’interno del codice a barre: sono semplicemente le linee di riferimento
che servono al dispositivo di lettura per capire dove inizia e dove finisce il
codice. Visivamente somigliano in effetti a quelle usate per indicare la cifra
6, ma in realtà la loro spaziatura è differente.

I dettagli sulla struttura dei codici a barre sono disponibili nei link
segnalati da
Wikipedia e
nel sito di George J. Laurer, inventore
del codice, che ha un
commento esasperato
da fare a proposito di questa storia. Ne consiglio la consultazione prima di
scorgere Satana annidato da
qualche altra parte.

Fra l’altro, l’attribuzione del numero 666 come simbolo di Satana è tutt’altro
che conclamata ed è in effetti una leggenda metropolitana dentro la leggenda
metropolitana: una credenza tramandata per sentito dire, ma di cui nessuno va a
controllare le origini.

Infatti, come si può leggere per esempio sulla
Wikipedia in inglese, le primissime fonti bibliche usavano invece il numero 616 o 665, e molti
studiosi ritengono che la Bestia non sia Satana, ma l’imperatore Nerone o
Domiziano (il cui nomignolo derisorio era, guarda caso,
“la bestia” fra i romani, i greci, i
cristiani e gli ebrei).

Le cose che non colsi – 2011/04/28

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sai Baba. James Randi racconta le magagne del santone morto il 24 aprile scorso. Chicca: Sai Baba materializzava orologi che avevano il numero di serie di fabbricazione. Un video segnalato da un lettore di questo blog documenta altri suoi trucchetti da prestigiatore. Da parte mia aggiungo: se aveva poteri di guarigione così miracolosi, come mai s’è fatto ricoverare in ospedale? Oppure, come ha segnalato un altro lettore nei commenti, come mai non usava una brocca trasparente per la sua materializzazione dell’acqua magica? Se volete saperne di più, anche sulle accuse di abusi sessuali che lo hanno toccato, procuratevi il documentario della BBC The Secret Swami (articolo e trascrizione). Per quelli che mi hanno scritto sentendosi offesi, sia ben chiara una cosa: l’essenza della democrazia è la libertà di criticare le idee altrui. Tutte le idee: Philip Pullman l’ha detto bene. Le vostre idee non hanno diritto a una tutela speciale perché fanno parte della vostra religione, esattamente come non ne hanno diritto le idee sul funzionamento del martello di Thor o dei fulmini di Zeus. Fatevene una ragione e datevi una calmata.

Gesù sull’asciugamano. Una signora inglese trova una macchia sull’asciugamano estratto dall’asciugatrice. “Si vedeva benissimo che era Gesù”, dice. Giudicate voi dalla foto. La signora non spiega perché Gesù debba abbassarsi a comparire ambiguamente sul suo asciugamano invece di, che so, fermare gli tsunami.

In USA si paga se non si rifiuta un SMS di spam? Stando a quanto pubblicato da AZDisruptors (anche qui), negli Stati Uniti può capitare di ricevere un SMS pubblicitario che dice in sostanza “rispondi con STOP se NON vuoi iscriverti al servizio proposto”. Se (come è normale) non si risponde a quello che sembra uno spam truffaldino, ci si trova un addebito di 9 dollari e 99 centesimi al mese sulla bolletta per non aver rifiutato l’offerta. Ci sarebbero incassi per decine di milioni di dollari l’anno, ma vorrei vedere qualche conferma indipendente di come funziona il raggiro: Network World descrive la situazione in modo leggermente diverso e i commenti di Fark la descrivono in un modo ancora diverso. AZDisruptors ha pubblicato quella che sembra essere la copia di un documento di una causa fra l’operatore cellulare Verizon e i fornitori del servizio SMS in questione.

Google parla: anche in italiano. Google Translate offre la sintesi vocale: basta digitare un URL come questo. Usando il parametro tl=it si ottiene la sintesi in italiano. Risultati comici garantiti se gli chiedete di leggere una frase dandogli il parametro di una lingua non corrispondente.

Attacco virale tramite Flash dentro un documento Excel. Quando dico che bisogna controllare tutto con un antivirus, questo è quello che intendo. Squallore: la trappola sfrutta le paure per il terremoto giapponese. La falla è già stata patchata, ma molti non hanno fatto l’aggiornamento (F-Secure).

Nokia E75, codice di blocco scavalcabile. Aggiornate il firmware se avete questo cellulare (CERT-FI tramite Mikko Hypponen).

25 anni fa, Captain Midnight prendeva il controllo di un satellite TV. Protestava contro la scelta dell’emittente HBO di cifrare il segnale satellitare e praticare tariffe assurde e sleali ai clienti e ai fornitori: così John MacDougall decise di mandare lui stesso un segnale TV al satellite. Bei tempi. Ora John ha cinquant’anni e nessun rimpianto (o quasi): la sua storia è su Networkworld.

43 anni fa la NASA “creò” il Volto su Marte

43 anni fa la NASA “creò” il Volto su Marte

Il 25 luglio 1976 la sonda Viking 1 della NASA, in orbita intorno a Marte, scattò una delle fotografie più celebri dell’esplorazione spaziale: quella che sembra mostrare, sulla superficie del pianeta, una enorme struttura a forma di volto umano, lunga circa tre chilometri e larga uno e mezzo.

Le immagini scattate successivamente, insieme alle misurazioni altimetriche dettagliatissime, hanno chiarito che si tratta semplicemente di una collina la cui forma creava in quel momento un’illusione ottica (pareidolia) grazie al gioco delle ombre e alla bassa risoluzione, ma questo non ha impedito a generazioni di ufologi di continuare a presentare questa struttura come una prova della presenza di civiltà extraterrestri su Marte, naturalmente tenute nascoste dalla NASA brutta e cattiva e intente, chissà perché, a creare sculture di noi terrestri.

C’è chi si è spinto a dire che la NASA avrebbe addirittura falsificato le immagini successive per nascondere questa prova, senza pensare che l’ente spaziale avrebbe potuto semplicemente fare a meno di mostrare la foto iniziale, visto che all’epoca era l’unica fonte di immagini del suolo marziano a questa risoluzione.

Da sinistra: Viking 1 (1976); Mars Global Surveyor (1998); Mars Global Surveyor (2001).

Ma in realtà, andando a ripescare i comunicati stampa dell’epoca, salta fuori che fu proprio la NASA a creare il mito del Volto su Marte. La didascalia originale della foto, riportata qui sotto e pubblicata pochi giorni dopo lo scatto, attirava l’attenzione proprio su questa struttura, parlando di “una enorme formazione rocciosa… che somiglia a una testa umana,,, formata dalle ombre, che producono l’illusione di occhi, naso e bocca” (“huge rock formation … which resembles a human head … formed by shadows giving the illusion of eyes, nose and mouth.”).

NATIONAL  AERONAUTICS  AND  SPACE  ADMINISTRATION
VIKING  NEWS  CENTER
PASADENA,  CALIFORNIA
(213) 354-6000
       Viking 1-61
       P-17384 (35A72)
PHOTO CAPTION      July  31,  1976

This picture is one of many taken in the northern latitudes of Mars by
the Viking 1 Orbiter in search of a landing site for Viking 2.

The picture shows eroded mesa-like landforms.  The huge rock formation
in the center, which resembles a human head, is formed by shadows
giving the illusion of eyes, nose and mouth.  The feature is 1.5
kilometers (one mile) across, with the sun angle at approximately
20 degrees.  The speckled appearance of the image is due to bit errors,
emphasized by enlargement of the photo.  The picture was taken on July
25 from a range of 1873 kilometers (1162 miles).  Viking 2 will arrive
in Mars orbit next Saturday (August 7) with a landing scheduled for
early September.

Gli autori del comunicato stampa pensarono che sarebbe stato un modo per attirare l’interesse dell’opinione pubblica. Non l’avessero mai fatto: più di quarant’anni dopo, questa storia è ancora un tormentone che affligge chiunque si occupi seriamente di esplorazione spaziale.

Rai, Madonne e telefonini: perché la Madonna dovrebbe farsi vedere attraverso un telefonino?

Rai, Madonne e telefonini: perché la Madonna dovrebbe farsi vedere attraverso un telefonino?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2010/04/18.

Volete darmi una mano con un’indagine? Allora preparate i vostri telefonini.

L’11 aprile scorso Domenica In (Raiuno) ha trasmesso un video che contiene quella che viene definita “un’apparizione inspiegabile”: una figura bianca, ripresa dal cellulare di una signora presente ad una cerimonia religiosa tenutasi vicino ad Assisi.

Potete vedere il video a questo link oppure qui sotto: l’apparizione viene mostrata a 2:15 circa e poi di nuovo a 4:50.

Ecco uno degli sgranatissimi fotogrammi mostrati dalla Rai:

La discussione sul video in Domenica In prosegue con una seconda, terza e quarta parte, sempre che riusciate a sopportare la maleducazione degli ospiti che si accavallano e si interrompono a vicenda, secondo la pessima consuetudine della televisione italiana.

Paolo Brosio, uno degli ospiti, spiega l’origine del video nel suo sito: è lui che ha portato a Domenica In le immagini, che sono state riprese a Petrignano, vicino ad Assisi, “in un capannone dell’industria Fimal S.p.a….”, fra le 18 e le 18:45 del 6 febbraio scorso.

Il conduttore, Massimo Giletti, ha mostrato il telefonino che ha ripreso il fenomeno. Per non fare pubblicità, a Domenica In il modello è stato mascherato, ma si tratta di un U310 della LG Electronics (grazie a Dyk74 per la dritta). Lo vedete qui accanto.

In attesa di avere qualche dato concreto in più, mi sembra che si tratti di un semplice caso di illusione ottica in buona fede. La scarsissima qualità del sensore della fotocamera contenuta nel telefonino ha sovraesposto il bianco di tutti gli oggetti inquadrati, compresa la sagoma in questione, e i nostri meccanismi innati di riconoscimento delle forme interpretano quella forma confusa come un’apparizione con sembianze umane. Tutto qui.

Del resto, la persona che ha ripreso il video è la prima ad ammettere di non aver visto nulla di insolito a occhio nudo e di aver scoperto la presunta apparizione solo in seguito, riguardando il video. Scrive Brosio: “Il video è stato girato da una signora presente all’evento, che si è resa conto del contenuto la settimana successiva all’evento stesso, il giorno 13.”

Neanche i presenti si sono accorti di nulla, a giudicare dalle immagini, per cui è probabile che la sagoma bianca sia semplicemente una persona vestita di bianco che era lì per motivi più che normali. La persona ha assunto un’apparenza misteriosa solo quando il telefonino l’ha sovraesposta, alterandone l’aspetto. Il comprensibile fervore religioso ha fatto il resto, inducendo ad interpretare una sagoma indistinta come una forma umana soprannaturale.

Casi come questo non sono certo una novità: ne ho in archivio parecchi (specialmente a tema religioso e ufologico), ma non realizzati tramite un telefonino. È qui che mi serve il vostro aiuto.

Riuscite a fare qualche foto, usando un cellulare (preferibilmente dello stesso modello usato nel video sotto indagine) per riprendere un oggetto bianco o una persona vestita di bianco in un ambiente illuminato in modo simile a quello visibile nell’immagine mostrata dalla Rai? Ottenete lo stesso effetto di sovraesposizione, per cui gli oggetti bianchi “sparano”? Mandatemi i vostri risultati al mio solito indirizzo di mail (topone chiocciola pobox.com) oppure linkateli nei commenti. Nel frattempo proverò anch’io a fare qualche esperimento. Grazie!

Naturalmente, se qualcuno era presente all’evento religioso ed ha scattato altre immagini o fatto altre riprese video nello stesso periodo di tempo (fra le 18 e le 18:45 del 6 febbraio), è pregato di condividerle.

In attesa di questi risultati, chiudo con una considerazione un po’ amara: in realtà si sa già che esistono altre fotografie di questa presunta apparizione, ma chi le ha fatte si rifiuta di mostrarle. Almeno così è stato detto durante la trasmissione. E Brosio, nel proprio sito, precisa che la sagoma misteriosa “è rimasta impressa anche in alcune foto in possesso di Padre Francesco, scattate prima dell’apparizione.”

Perché non mostrarle? Perché non mostrare anche tutto il video, anziché le chiacchiere inconcludenti degli ospiti, o metterlo sul sito Rai, in modo che ognuno possa esaminarlo e capirne meglio il contesto?

Viene da chiedersi il perché di tutta questa reticenza. E perché al CICAP, interpellato per la trasmissione, si chiede di spiegare tutto senza aver visto nulla salvo qualche pixel sfocato. Viene sempre il dubbio, in casi come questi, che sotto sotto si voglia alimentare il mistero per continuare a giocare crudelmente con la fede altrui. O specularvi sopra, perché rivelare tutto subito guasterebbe qualche business (seimila partecipanti sono un bell’indotto) o qualche esclusiva editoriale o televisiva. Mi colpisce una frase del sito di Brosio, nella pagina dedicata a questo video:

Tutti i particolari di questa apparizione incredibile, con gli accurati riscontri effettuati, saranno inseriti e descritti ampiamente nell’attesissimo prossimo libro di Paolo Brosio, attualmente in fase di preparazione con uscita prevista per l’Autunno 2010.

Attesissimo libro che, grazie a questa faccenda, ha avuto una quarantina di minuti di pubblicità gratuita dalla Rai. Se fossi Giacobbo, concluderei chiedendo beffardo: “Sarà un caso? Noi di Voyager crediamo di no”.

Meno male che non sono Giacobbo. Per cui chiedo solo che si renda pubblico tutto il materiale che riguarda questo fenomeno, prima di etichettarlo frettolosamente come “inspiegabile”. Il resto è fuffa che sporca la fede.

Aggiornamento 2010/04/18: piccolo test, la RAI torna sull’argomento

Per chi avesse dubbi su come si comporta una fotocamera di telefonino quando riprende un oggetto bianco contro uno sfondo poco illuminato, ecco un veloce test. Notate la differenza di qualità, di dettaglio e di esposizione corretta del telo e del lenzuolo (che simulano una tonaca) fra il telefonino e la fotocamera vera e propria con la quale ho scattato la foto. Va notato che le foto sono state realizzate usando solo la luce diffusa proveniente da una finestra, quindi senza luce solare diretta.


Dettaglio della foto fatta con un telefonino.

Un coraggioso volontario dell’albergo dove mi trovo si è offerto per dimostrare l’effetto della luce su un accappatoio quando la foto è scattata, con un cellulare e con una fotocamera, in presenza di un faretto come quello presente nel video di Petrignano.

Oggi pomeriggio Domenica In è tornata a parlare della vicenda, ospitando in studio Daniele Gullà e in collegamento Armando De Vincentiis del CICAP Puglia. Entrambi si sono detti d’accordo sul fatto che si tratti di una semplice sovraesposizione. Ma il conduttore Giletti ha voluto trovare a tutti i costi una scusa per mantenere il mistero, e c’è riuscito con l’aiuto di Gullà (presentato come consulente di Voyager, come se fosse un merito), che ha affermato di aver analizzato la figura e di averla trovata troppo grande e anomala. Questa è una schermata della sua analisi:

Come si possa fare un’analisi di precisione su un’immagine sgranatissima, fatta con un cellulare e per di più a bassissima risoluzione e sovraesposta, francamente mi sfugge.

Durante la trasmissione è stato presentato anche un altro caso di immagine misteriosa, avvenuto nello stesso luogo nel 2008:

Come è stato chiarito durante la trasmissione, la figura apparentemente umana nell’ovale rosso è in realtà una porzione del telo che copre l’altare; la “testa” è un grosso cero acceso. Lo si intuisce qui:

Però l’illusione ottica si vede molto meglio in questo fotogramma, tratto dal video pubblico, che è disponibile qui:

Nessuna apparizione misteriosa, insomma: qui abbiamo la prova provata che le illusioni ottiche e fotografiche avvengono, e avvengono proprio nel luogo dove è stato ripreso il video misterioso. Tutto qui.

Insomma, anche se siamo lontani dai livelli infimi di Voyager o Mistero, è scandaloso che non siano state presentate le altre fotografie -– probabilmente risolutive – che secondo quanto ha detto Paolo Brosio la settimana scorsa sono nelle mani di tale Padre Francesco e vi sono rimaste. Cosa c’è da nascondere? Perché a chi è reticente non viene mosso alcun rimprovero?

So anche che il CICAP ha dovuto lavorare con le mani legate, con pochi dati e sotto fortissima pressione, e che le immagini di dimostrazione del fenomeno e le analisi fotometriche preparate per l’occasione non sono state mostrate dalla Rai. Però l’analisi di Gullà è stata mostrata. Anche tutto questo è scandaloso e scorretto.

Se davvero si ha voglia di risolvere un mistero, allora si devono mettere a disposizione tutti i dati. Ma evidentemente la voglia non c’è. È comprensibile: se salta fuori che la Rai ha preso per il naso gli spettatori propinando loro per quasi un’ora (domenica scorsa) una semplice immagine sovraesposta, addio audience e addio business.

Avrei molto altro da dire in proposito, ma per il momento mi fermo qui, in attesa che mi passi lo sconforto.

Antibufala: squalo elefante nel porto di Liverpool!

Antibufala: squalo elefante nel porto di Liverpool!

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente su Wired.it, dove ora non è più disponibile, per cui lo ripubblico qui.

A Liverpool, stando a Repubblica, sarebbe in atto una “caccia all’animale misterioso” apparso in un’immagine di Google Earth del porto della città. Secondo il sito del quotidiano, “l’animale marino” (così viene definito senza esitazioni) sarebbe stato scoperto “da un ragazzo inglese nella zona portuale di Albert Dock, nel quartiere Merseyside” e sarebbe un vero colosso, “più grande delle imbarcazioni ancorate nel porticciolo”.

Non manca la conferma autorevole di “un biologo di Liverpool”, secondo il quale si potrebbe trattare di “uno squalo elefante, magari un vecchio squalo in cerca di un posto dove morire”.

Ma andando a vedere l’immagine originale in Google Earth, disponibile anche in Google Maps, si nota che è estremamente confusa e sgranata e si presta all’equivoco. Certo, la forma è vagamente simile a quella di uno squalo molto grande, però guardando il contesto viene in mente una spiegazione decisamente più semplice: una barca non illuminata dal sole (come alcune delle altre visibili nella zona) che si lascia dietro una scia divisa in tre parti. La barca forma la presunta testa del pesce e la scia forma il corpo e le pinne.

Del resto basta considerare che le immagini di Google Earth e Google Maps non sono in tempo reale e che un pesce di quelle dimensioni non sarebbe passato inosservato agli utenti del porto di Liverpool, per cui negli archivi dei giornali locali ci dovrebbe essere traccia dell’avvistamento clamoroso. Invece non se ne parla affatto, se non per indicare la fotografia citata da Repubblica. Click Liverpool del 17 dicembre, per esempio, fa il nome dello scopritore, che non è “un ragazzo inglese” ma è il trentaseienne Simon Hoban, disk-jockey della stazione locale della BBC. Il “biologo marino” è Tom Cornwell. Il Daily Mail riporta gli stessi nomi e la stessa storia.

Si tratta, insomma, di un classico caso di pareidolia: la tendenza innata a interpretare come forme familiari immagini indistinte o generate dal caso. Il signor Hoban ha probabilmente più dimestichezza con l’aspetto di uno squalo che con quello di una barca in movimento vista dall’alto e quindi ha scelto l’interpretazione ittica, nonostante il ragionamento e il contesto spingano verso una spiegazione meno arzigogolata, che però non avrebbe fatto notizia. L’entusiasmo per la presunta scoperta e la voglia di facile scoop di certi giornalisti hanno completato la bufala.

Come avviene spesso anche in altri campi che hanno a che fare con immagini indistinte e sgranate, come l’ufologia, la criptozoologia o la teoria degli orbs (globi luminosi visibili in certe fotografie notturne), anche in questo caso è venuto meno l’uso del rasoio di Occam: la spiegazione più semplice è di solito quella giusta. Perché tirare in ballo squali elefante dispersi nelle gelide acque britanniche, quando potrebbe trattarsi benissimo di una barca che lascia una scia? O per dirla diversamente: se sentite rumore di zoccoli, pensate a un cavallo o a una zebra?

Magari poi è davvero una zebra, ma prima di esserne certi è indispensabile escludere l’ipotesi più probabile, senza lasciarsi prendere dal facile entusiasmo. Altrimenti – tanto per completare la carrellata di animali – diventa alto il rischio di incappare in una bufala.

Antibufala: missile misterioso avvistato in California!

Antibufala: missile misterioso avvistato in California!

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente su Wired.it, dove non è più disponibile, per cui lo ripubblico qui.

Subbuglio e inquietudine non solo in Rete, ma anche nei network televisivi, per le immagini di quella che sembra essere la scia di decollo di un missile dal mare, ripresa da una troupe della TV locale KCBS dalla costa californiana vicino a Los Angeles intorno alle 17 di ieri (ora locale). L’inquietudine deriva da un piccolo particolare: non si sa chi l’avrebbe lanciato.

Secondo CBS News, i militari statunitensi dicono di non saperne nulla; l’ex vice segretario alla Difesa USA, Robert Ellsworth, ipotizza invece che si tratti di un lancio dimostrativo di un missile intercontinentale da un sommergibile statunitense. Space.com ha chiesto lumi al NORAD (North American Aerospace Defense Command), l’ente militare congiunto di USA e Canada che sorveglia lo spazio aereo nordamericano: “Al momento non possiamo fornire dettagli, ma stiamo lavorando per determinare l’esatta natura di questo evento. Possiamo confermare che non c’è alcuna minaccia al nostro paese e tutto indica che non si è trattato di un lancio effettuato da militari stranieri. Forniremo ulteriori informazioni man mano che diventano disponibili”.

L’ipotesi più inquietante è ovviamente che si tratti di un lancio effettuato da potenze ostili a pochissima distanza dagli Stati Uniti. Ma occorre fare un attimo mente locale prima di agitarsi di fronte allo spauracchio di un attacco missilistico agli USA (o dagli USA).

Innanzi tutto, i lanci missilistici militari statunitensi vengono sempre annunciati pubblicando dei NOTAM, che sono una sorta di avviso ai naviganti, riservato all’aviazione civile, che intima di non avventurarsi in una data zona per un certo periodo. È chiaro, infatti, che i militari non vogliono abbattere per errore un aereo di linea e non vogliono curiosi fra i piedi quando collaudano un missile. Ma finora non è emerso nessun NOTAM che riguardi quella zona.

È anche improbabile che si tratti di un lancio talmente segreto da non essere annunciato via NOTAM: a parte il rischio per l’aviazione civile, sarebbe un controsenso effettuare un lancio top secret davanti a Los Angeles invece che in uno dei tanti poligoni terrestri e marini, perfettamente isolati da occhi indiscreti, di cui dispongono gli Stati Uniti.

In secondo luogo, le riprese video non mostrano il decollo del presunto missile, ma soltanto una scia in cima alla quale brilla qualcosa di puntiforme. Di conseguenza, un’ipotesi perfettamente compatibile con i dati fin qui disponibili è che si tratti semplicemente di una scia di condensazione di un aereo che appare verticale per via della prospettiva ed è stata interpretata erroneamente dalla troupe. Il luccichio in cima alla scia potrebbe non essere la fiammata dei motori di un missile, ma il riflesso del sole al tramonto sulla superficie metallica di un aereo.

Il dubbio si potrebbe risolvere facendo un’analisi del traffico aereo in quella zona e verificando se esistono altre immagini della scia scattate da altri luoghi, che permetterebbero una triangolazione e quindi consentirebbero di determinare la vera altezza e inclinazione della scia. Di solito, però, le scie di condensazione degli aerei si formano a gruppi perché ci sono le condizioni meteo adatte in quota, per cui dovrebbero esserci state altre scie analoghe intorno a quell’ora.

L’ipotesi che non ho ancora sentito fare è che si tratti di una “scia chimica”. Ma sono sicuro che qualcuno colmerà presto questa lacuna.

Aggiornamento (2010/11/10 00:30): Necn.com ha una ripresa migliore del “missile”, dalla quale si capisce piuttosto chiaramente che si trata della scia di condensazione di un aereo vista di fronte. L’allineamento produce l’impressione che la scia sia verticale; l’allargamento progressivo della parte posteriore crea una falsa prospettiva e l’illusione ottica che il “missile” si stia allontanando quando in realtà si sta avvicinando all’osservatore. Contrail Science ha recuperato altri esempi di scie d’aereo che producono lo stesso effetto. Il caso, con tutta probabilità, è chiuso.

Aggiornamento (2010/11/10 11:00): Wired.com ha raccolto il parere di John Pike, direttore di Globalsecurity.org, che è del parere che si tratti di una scia d’aereo vista di fronte. Questo spiegherebbe il motivo per il quale non ci sono tante riprese della scia in questione: chiunque non si fosse trovato lungo l’asse della scia l’avrebbe vista come una normale scia d’aereo. Pike aggiunge che se si trattasse della scia verticale di un missile, dovrebbe espandersi quando il missile raggiunge gli strati meno densi dell’atmosfera durante la sua arrampicata, ma questo non avviene nelle immagini proposte.

Fonti aggiuntive: All247News.com, BBC, Slashdot, BoingBoing, Washington Post.