È inutile far finta di niente: i razzi sono da sempre considerati dei simboli
fallici, visto anche il loro ruolo nel prestigio internazionale degli stati e
dei privati che li fabbricano. Ma il vettore New Shepard di Jeff Bezos,
che pochi giorni fa ha trasportato i suoi primi passeggeri per un breve volo
suborbitale, è particolarmente fallico. Come mai?
Lo spiega molto bene, e con una punta di ironia, Scott Manley nel video qui
sotto (in inglese) da 9:33 in poi: la forma è derivata da considerazioni
tecniche ben precise.
La prima considerazione è il diametro: i vettori devono essere trasportabili
su strada per ridurre i costi, per cui non devono essere eccessivamente larghi
(il progetto Apollo, con i dieci metri di diametro del vettore
Saturn V, aggirò il problema usando chiatte e aerei speciali, con costi
enormi; lo stesso fece lo Shuttle). Il diametro massimo praticabile su strada
è circa quattro metri, considerate le curve e i margini di sicurezza.
Anche SpaceX, con il suo Falcon 9, si ferma grosso modo a questo
diametro. Il Falcon Heavy usa tre vettori affiancati, derivati dal Falcon 9, che vengono trasportati individualmente e assemblati al centro di lancio. Per la Starship, invece, SpaceX aggira il problema costruendone gli esemplari
direttamente nel punto di lancio.
La seconda considerazione è l’altezza, che insieme al diametro e alla capsula (sulla quale
torno tra poco) conferisce al razzo le sue proporzioni davvero simili a quelle
di un pene eretto. Di solito i razzi sono più snelli e allungati, ma nel caso
di New Shepard il vettore deve soltanto compiere un salto suborbitale,
per cui non c’è bisogno di tantissimo propellente e quindi non servono
serbatoi enormi. Visto che il diametro e il volume necessario sono parametri fissi, l’altezza relativamente modesta e la forma poco slanciata sono semplici conseguenze di questi valori.
Poi c’è la forma della capsula, con la sua sagoma stondata e il suo diametro
maggiore di quello del vettore: due cose piuttosto insolite che accentuano la
somiglianza genitale. Anche qui, la forma risultante deriva solo da questioni
tecniche.
Infatti anche la capsula va trasportata su strada, per cui non può avere un diametro
superiore ai quattro metri circa, ed è necessario massimizzare il suo volume
interno per dare spazio ai passeggeri. Inoltre deve avere una forma che la
renda aerodinamicamente efficiente nel fendere
l’aria durante la salita ma anche aerodinamicamente stabile durante la ricaduta verso la Terra, prima
dell’apertura dei paracadute. Furono considerate numerose forme, fino a trovare
quella ottimale… che però somiglia moltissimo a una parte anatomica ben
precisa.
Il diametro maggiorato della capsula e della sommità del razzo rispetto al resto del veicolo è dovuto ancora
una volta a esigenze aerodinamiche: in cima al vettore, infatti, c’è un anello
che serve per stabilizzarne la discesa, un po’ come avviene con le bombe e le
loro alette, spesso accompagnate da un anello.
L’anello di New Shepard ha infatti quattro pinne stabilizzatrici retrattili e otto alette di
frenata aerodinamica, anch’esse retrattili e integrate nell’anello, come si vede bene in questa foto.
Il diametro della capsula, superiore a quello del vettore, fa sì che durante l’ascesa l’anello sia coperto dalla capsula stessa e quindi non causi interferenze aerodinamiche; una volta sganciata la capsula, invece, l’anello sporge ampiamente dalla sagoma cilindrica del vettore e quindi può agire bene come apparato di stabilizzazione.
Certo, come nota anche Scott Manley, è presumibile che a un certo punto qualcuno, in qualche meeting aziendale di Blue Origin, abbia fatto notare che stavano sviluppando un razzo a forma di enorme pisello, e che questa forma era però il risultato ineluttabile della fisica e dell’ingegneria. La forma segue la funzione.
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