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Sono stato ospite di Valerio Lundini o è tutto un deepfake? Sono... Faccende Complicate

Sono stato ospite di Valerio Lundini o è tutto un deepfake? Sono… Faccende Complicate

A fine novembre scorso sono andato in gran segreto a Milano per le riprese di
una puntata di Faccende Complicate, il programma di Valerio Lundini disponibile su RaiPlay. Ci siamo occupati
di filter bubble e di deepfake, con varie scene surreali e
con la partecipazione di un complottista, Albino Galuppini. 

È stato un piacere lavorare con Valerio e la sua squadra estremamente professionale e preparata. Ne è venuta fuori
una puntata strana, che mette in luce non solo il delirio strutturato del terrapiattismo ma anche un fenomeno sorprendente che non conoscevo: la popolarità
dei cosiddetti “video impattanti”, storie confezionate con toni sensazionalisti che sembrano fotoromanzi trasformati
in video e hanno un seguito enorme su YouTube.

A uno di questi video ha partecipato anche Lundini stesso. Oppure no, ed
è tutta una messinscena digitale? Buon divertimento in questo gioco di
specchi.

Prima che qualcuno si faccia delle idee sbagliate: la bellissima casa con vista spettacolare su Milano in cui abbiamo girato le mie scene non è il Maniero Digitale e non è il mio pied-à-terre pagato con i soldi che mi dà il Nuovo Ordine Mondiale.

Radio: tecniche antibufala a Radiodue stasera

Questa sera alle 21 circa sarò di nuovo ospite, insieme ad esperti di leggende metropolitane, della trasmissione Versione Beta di Radiodue, in onda in diretta e ascoltabile sia sulle normali frequenze radio, sia in streaming con tanto di webcam puntata sui conduttori. Buon ascolto!

Stasera si parla di bufale su Rai Scuola, ci sono anch’io

Stasera si parla di bufale su Rai Scuola, ci sono anch’io

Stasera alle 21:30 il programma Digital World di Rai Scuola (Canale 146 del digitale terrestre) parlerà anche di bufale su Internet e ci sarò anch’io con un intervento via Skype.

Questo è l’annuncio della puntata, condotta da @matteobordone: “Un viaggio nel mondo plasmato dalle #tecnologie digitali e dalla #connessione permanente. Nella seconda puntata Matteo Bordone ci mostrerà alcune delle pratiche più diffuse sul #web: dalla costruzione condivisa (#Wikipedia), ai #tutorial su “come fare?”. Nel suo viaggio incontrerà, il video blogger willwoosh​, il responsabile di Wikimedia Italia #LorenzoLosa, il più noto svelatore di bufale online Paolo Attivissimo – Disinformatico, il giornalista dell’ The Economist Tom Standage, autore del saggio “The Victorian Internet”, il giornalista culturale #AlessandroLolli, che ci spiega cosa sono i “meme” al tempo del #digitale.”  Buona visione.

Il Messaggero e il TG3 fanno fake news: il falso video degli ucraini che cantano per l’attacco al ponte in Crimea

Il Messaggero e il TG3 fanno fake news: il falso video degli ucraini che cantano per l’attacco al ponte in Crimea

Ultimo aggiornamento: 2022/10/09 20:20.

Il Messaggero e il TG3 della Rai (che, ricordo per i distratti, sono
servizi informativi gestiti da giornalisti, ossia da gente il cui lavoro
sarebbe pubblicare notizie e che ha sottoscritto un codice deontologico) hanno
postato su Facebook
e rispettivamente mandato in onda (nel
TG3 delle 19 dell’8 ottobre 2022, dal minuto 2:30) il video di cui vedete qui sopra uno screenshot. Il
Messaggero ha scritto che mostra “La festa degli ucraini per l’esplosione del ponte tra Russia e Crimea”
e il TG3 lo ha descritto in modo analogo.

Screenshot dal servizio del TG3. La voce fuori campo della Rai dice “qualcuno esulta”.

A quanto pare nessuno nelle due redazioni ha notato che questi “ucraini” hanno
un
fantastico accento British.

Infatti la “notizia” è falsa e Il Messaggero e il TG3 l’hanno
pubblicata senza alcuna verifica. Prendendola di peso,
dice
il Messaggero, nientemeno che dall’account Twitter
SaintJavelin. Non da un’agenzia di stampa o un’altra fonte giornalistica autorevole.

Scrive infatti la redazione del Messaggero (evidenziazione mia): “Era un tormentone dance degli anni Novanta: Free from desire, la cantava
Gala Rizzatto, meglio conosciuta come Gala. Ora è diventato un ritornello ad
uso e consumo delle tifoserie calcistiche che improvvisano strofe per
supportare le proprie squadre. E
l’hanno utilizzata anche in Ucraina per festeggiare l’esplosione del ponte
che collega Russia e Crimea.

Nel video si vedono gruppi di persone festeggiare. Il ritornello è: “Kerch
Bridge on fire! Your defence is terrified, na na na na na na” (“Ponte di
Kerch in fiamme! La vostra difesa è terrorizzata, na na na na na na na”).
(Fonte: account Twitter SaintJavelin)”.

Ma meno male che i giornali e i telegiornali ci dovrebbero
salvare dalle fake news che son colpa di Internet, vero?

Nessuno in queste redazioni si chiede come mai tutti questi ucraini abbiano
già pronta in tre secondi una canzone per celebrare l’attacco al ponte
in Crimea e l’abbiano pronta in inglese. Eh no, la “notizia” è troppo
ghiotta. Perché pensare?

Eppure bastano tre secondi di neuroni accesi per andare su Google e digitare
“your defense is terrified”. Si ottiene questo:

Sono dei tifosi di calcio che cantano “Will Grigg’s on fire” (testo integrale). “On fire” in questo contesto significa
“sta giocando da dio” o simile. Questo è il video originale:

Ora io vorrei sapere dalla redazione del Messaggero e da quella del
TG3:

  1. È questo il modo in cui preparate le notizie che pubblicate? Prendete il
    primo video che trovate su YouTube o su Twitter, postato da chissà chi, e lo
    spacciate per “notizia” senza alcun controllo? 
  2. Rettificherete e chiederete scusa ai lettori per la fake news che
    avete pubblicato? 
  3. La persona che ha pubblicato questa porcheria verrà allontanata, licenziata
    o almeno resa incapace di nuocere ulteriormente, oppure
    “chissene tienefamiglia e tanto i clic pubblicitari li abbiamo
    incassati”
    ?
  4. Come è possibile che il vostro metodo redazionale lasci uscire una
    scempiaggine simile? Non è il caso di ripensarlo e farsi un esame di
    coscienza?
  5. Vi rendete conto che pubblicare questa spazzatura devasta la credibilità del
    vostro giornale/telegiornale e della nostra professione?

A me dispiace per tutti i giornalisti bravi, onesti, scrupolosi che vengono
umiliati da dimostrazioni di inettitudine come questa. Ma se poi la gente non
si fida dei giornali e non li compra, la colpa è solo vostra, care redazioni
del Messaggero e del TG3. Perché parliamoci chiaro: se
“giornalismo” per voi è
“prendi un video da un anonimo su Internet e sbattilo sul sito come
notizia”
, allora è meglio che questo ‘giornalismo’ muoia, e in fretta. Perché sta
facendo danni irreparabili.

E prima che arrivi il solito tizio a dire
“Eh ma dai Paolo è solo un video di tifosi che è stato frainteso, che sarà
mai, te la prendi troppo”
, vorrei ricordare che lo stesso ‘metodo’ è stato usato anche per notizie ben
più serie e da tante redazioni. Questo blog ne raccoglie una vasta collezione
di esempi.

L’unico aspetto positivo di questa vicenda è che costituisce un caso da
manuale di
pareidolia acustica: nel video dicono “Will Grigg”, ma i
sottotitoli dicono “Kerch Bridge” e quindi chi guarda il video ‘sente’
quello che dicono i sottotitoli.

Complimenti, quindi, a chi ha avuto l’idea di creare il video. Agli inetti che
l’hanno pubblicato, invece, solo commiserazione. Ringrazio
@Stfn_Mrtz
per la
segnalazione

23:55. Il video e la “notizia” sono stati
rimossi
dalla pagina Facebook del Messaggero. Non ho visto rettifiche o
scuse. 

2022/10/09 11:20.
@perugini
mi segnala che la stessa fake news è stata trasmessa dal
TG3 Rai delle 19 di ieri
(8 ottobre) dal minuto 2:30.

2022/10/09 15:35. Ho aggiornato questo articolo per tenere conto della
pubblicazione della fake news da parte del TG3.

No, la Stazione Spaziale non è “a rischio caduta” come titolano alcuni giornali

La Stazione Spaziale Internazionale in una fotografia scattata l’8 novembre 2021 dall’interno di una capsula Dragon (dettaglio della foto ISS066E080907).

Ultimo aggiornamento: 2022/03/14 13:15.

Sta circolando la notizia (falsa) secondo la quale la Stazione Spaziale
Internazionale sarebbe “a rischio caduta” in seguito alle sanzioni
contro la Russia. Viene riportata una dichiarazione di Dmitry Rogozin,
responsabile dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, che affermerebbe che le
sanzioni potrebbero interrompere le operazioni dei veicoli russi che
riforniscono la Stazione e la mantengono in orbita. Ne scrivono per esempio
La Regione
(copia permanente),
Televideo Rai
(copia permanente),
ANSA
(copia permanente).

Rogozin è noto da molto tempo agli addetti ai lavori per le sue dichiarazioni
bislacche; ora, con l’invasione russa dell’Ucraina, da bislacche sono
diventate veri e propri deliri da prendere come pura propaganda di regime.

La realtà dei fatti è completamente opposta alle sparate di Rogozin: alle
19.35 UTC di ieri (11/3) il veicolo cargo russo Progress MS-18,
attraccato alla Stazione, ha infatti
acceso
i propri motori per sei minuti, su comando del Controllo Missione russo, come
previsto. Questo ha alzato l’orbita della Stazione di circa 900 metri. La
manovra, denominata reboost, fa parte delle attività regolari
dell’avamposto spaziale.

La quota orbitale della Stazione, infatti, si abbassa lentamente e
progressivamente, a causa dell’effetto frenante della tenuissima atmosfera che
è ancora presente a 400 km di quota, dove orbita la Stazione, e quindi è
necessario rialzarla periodicamente. Se questo non venisse fatto, la Stazione
perderebbe quota molto lentamente (nel corso di mesi o anni, a seconda
delle condizioni dell’atmosfera terrestre).

Ma non è vero che dipende esclusivamente dai russi per queste procedure, che
possono essere svolte anche da veicoli di altri paesi, come la
Cygnus statunitense (che lo ha appunto fatto di recente). La NASA,
Axiom e SpaceX si stanno già
attrezzando con discrezione
per fare a meno dei russi per il reboost e le correzioni di assetto
qualora questa isteria di Rogozin dovesse sfociare in un ordine di sospendere
queste attività (che finora, come si è visto, non è stato dato).

Non c’è nessun pericolo di caduta, insomma. I politici blaterano e si
picchiano il petto coi pugni, i tecnici lavorano col buon senso. Dare questa
“notizia” dei vaneggiamenti di Rogozin senza spiegare questo concetto è
giornalismo irresponsabile che semina panico ingiustificato.

Chi volesse conoscere meglio i dettagli tecnici di queste manovre può leggere
questo mio articolo

Taccio, per pietà, sulla scemenza epica scritta da molti giornalisti, secondo
i quali il rischio sarebbe quello
“di un ammaraggio o di un atterraggio della stazione sul suolo
terrestre”
. Un satellite in caduta non ammara dolcemente né atterra morbidamente:
precipita, si disintegra e alcuni rottami si schiantano a terra. Pazienza non capire un’acca di astronautica, ma almeno l’italiano sarebbe buona cosa saperlo, se si scrive su un giornale.

Aggiungo un chiarimento sulle aree sorvolate dalla Stazione: il complesso
spaziale orbita con un’inclinazione di 51,6° rispetto all’Equatore. Vuol dire
che il piano della sua orbita intorno alla Terra è inclinato di quest’angolo
rispetto al piano dell’Equatore.

Quest’angolo è stato scelto perché i veicoli russi che l’hanno parzialmente
costruita e che la riforniscono decollano dal centro spaziale di Baikonur, che
sta a 46° di latitudine, e la regola generale è che il lancio spaziale più
efficiente (che richiede meno propellente a parità di massa da lanciare)
colloca il veicolo in un’orbita inclinata con lo stesso angolo della
latitudine di lancio (in modo da sfruttare al massimo la spinta aggiuntiva
data dalla rotazione terrestre). Dal Kennedy Space Center si lancia
solitamente a 28°, che è la latitudine del centro spaziale in Florida. Altre
collocazioni orbitali sono possibili, ma richiedono piu propellente.

Però un decollo con una traiettoria inclinata a 46° farebbe sorvolare il
territorio cinese ai lanciatori russi, e in caso di malfunzionamento una
caduta in territorio cinese sarebbe decisamente imbarazzante, per cui da
Baikonur si lancia normalmente con un’inclinazione maggiore (51,6°, appunto)
che non sorvoli la Cina durante la salita verso lo spazio. Questa traiettoria
è più dispendiosa, ma è politicamente necessaria.

Era più facile per gli americani usare una traiettoria di lancio meno
efficiente, e quindi quando si negoziò la costruzione della Stazione si scelse
quest’inclinazione orbitale di 51,6°, che ha oltretutto il vantaggio di
consentire alla Stazione di sorvolare una porzione maggiore della superficie
terrestre.

Infatti mentre la Stazione (come qualunque satellite) orbita sempre sullo
stesso piano, mantenendo la medesima inclinazione rispetto al
piano dell’Equatore, la superficie terrestre ruota, e lo fa a
una velocità differente da quella della Stazione. Il risultato di questi due
moti combinati è che la Stazione sorvola una fascia della superficie terrestre
compresa fra due latitudini che equivalgono all’inclinazione del piano
orbitale.

In parole povere: se l’orbita è inclinata a 51,6°, la Stazione prima o poi
sorvola praticamente qualunque punto della superficie terrestre che si trovi
fra 51,6° sopra l’Equatore e 51,6° sotto l’Equatore.

Questo produce una ground track (la traccia dei punti sopra i quali la
Stazione sta perpendicolarmente nel corso delle sue orbite) che ha questa
forma e che si sposta progressivamente rispetto alla superficie:

Fonte: Astroviewer.net.

Di conseguenza, la Stazione non può mai sorvolare zone della Terra che
si trovino a più di 51,6° nord o sud, come mostrato in questa mappa (citata
anche da Rogozin), nella quale il territorio attualmente russo che viene
sorvolato è evidenziato in rosso. Questo territorio include città come
Volgograd (un milione di
abitanti) e
Vladivostok (600.000
abitanti).

Fonte:
meithan42.
Probabilità di trovare la Stazione a una certa latitudine per grado decimale (grafico calcolato e generato da pgc).

 

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ANSA scrive che i minori in terapia intensiva per Covid in Italia “sono 268“. Dimentica di dire che è il totale da inizio pandemia

Ieri ANSA ha
pubblicato
su Twitter questa notizia:

Secondo i dati della Società italiana di pediatria, al 5 gennaio, sono 268 gli
under 19 in terapia intensiva per Covid, rispetto ai 263 della settimana
precedente. I numeri più alti sono nella fascia d’età 16-19 ed in quella
inferiore ai 3 anni.

Scritta così, fa sembrare che in questo momento ci siano ricoverati 268
minori. L’ho retwittata, fidandomi stupidamente che ANSA fosse in grado almeno
di riportare correttamente dei numeri, ma ho dovuto cancellare il mio tweet e
pubblicare un
avviso
e una
rettifica
perché la notizia ANSA non è vera.

Il numero citato, infatti, non è quello dei minori
attualmente ricoverati, ma quello dei ricoverati
da inizio pandemia, due anni fa.

E la fonte non è la Società Italiana di Pediatria, perché ho contattato
l’ufficio stampa della SIP e ho ricevuto una rapida risposta che dice in
sintesi che la notizia scritta in questo modo si presta a equivoci e che i
dati non sono stati forniti dalla SIP ma dall’Istituto Superiore di
Sanità. 

L’ISS, nel suo
bollettino
del 5 gennaio 2022, a pagina 13, riporta che
dall’inizio dell’epidemia i ricoveri in terapia intensiva di persone
fra 0 e 19 anni ammontano a 268. Trentasei di queste persone sono morte.

ANSA ha anche pubblicato un
articolo
con lo stesso errore (copia permanente):

Successivamente ANSA ha creato un redirect per cui chi clicca sul
link all’articolo originale
viene portato a un
testo nuovo e privo di quell’errore. Non viene indicata alcuna rettifica. Al momento in cui scrivo queste righe,
il
tweet ingannevole di ANSA
è ancora online.

Sempre ieri (11/1/22), Bruno Vespa a Porta a porta su Raiuno ha riportato la stessa notizia falsa intorno al minuto 46: “268… tra i…. in terapia intensiva… 268 persone hanno meno di 19 anni e 68 meno di tre anni.” Ha usato il tempo presente, dando a intendere che ci siano ora 268 persone sotto i 19 anni in terapia intensiva.

Ringrazio @antican e twittatore per l’aiuto nel reperimento delle fonti.

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Foto di “aurora boreale” sulle Alpi: bufala inventata da Rai e Corriere. Il fotografo non l’ha mai descritta così

Ultimo aggiornamento: 2021/11/10 22:00.

Questa foto, scattata e pubblicata su Instagram da Marco Confortola, viene spacciata dalla stampa e dalla Rai come un’immagine di un’aurora boreale. Non lo è e il fotografo non ha detto che lo è.

Confortola l’ha presentata dicendo semplicemente: Questa mattina, salendo verso il Gran Zebru’ la natura ci ha regalato quest’immagine pazzesca. Tutto qui. 

Il resto è invenzione giornalistica di persone che chiaramente non hanno la minima idea di cosa sia un’aurora boreale e non hanno il minimo di attenzione che serve per notare che la cosiddetta “aurora” traccia in cielo lo stesso profilo delle montagne. Cosa che le aurore non fanno.

Se fosse stata un’aurora boreale, si sarebbe vista ovunque nella regione, per centinaia di chilometri, e non per pochi secondi in cima a una montagna, visto che l’aurora si manifesta a quote altissime. E gli astrofili, nonché i satelliti e gli osservatori che rilevano le aurore e il campo magnetico terrestre, l’avrebbero segnalata.

I lettori segnalano per esempio i dati e le info del NOAA (uno, due, tre) e del centro di ricerca per le geoscienze di Potsdam (uno, due, tre).

Qualunque cosa sia, non è un’aurora boreale.

Una ipotesi, segnalata nei commenti qui sotto, è che si tratti di una proiezione dell’ombra delle montagne sulle nubi.

Un’altra è che sia una foto mossa. Lo spiega bene Luca Nardi:

La bufala (che, ripeto, non è colpa del fotografo, ma dei giornalisti che non controllano) è stata pubblicata da Barbara Gerosa ieri sul Corriere della Sera, presentandola come “aurora boreale” (copia permanente):

È stata riproposta stasera dal TG1 Rai:

Nessuno controlla prima di pubblicare. Avvisati, non rettificano. Però vanno in giro a presentarsi come il nostro supremo baluardo contro le fake news.

2021/11/04 9:45. Intanto il Corriere rilancia, attribuendo a Confortola il seguente virgolettato: “La storia della mia foto, è stato incredibile vedere l’aurora boreale sulle Alpi”. Ho chiesto a Confortola di confermare o smentire questo virgolettato e sono in attesa di risposta. L’articolo di Barbara Gerosa gli attribuisce anche queste dichiarazioni: “Ho scattato la fotografia alle 7.04 di domenica mattina,
sette minuti dopo la magia era già svanita […] mai avrei immaginato di vedere l’aurora boreale sulle Alp
i”.

2021/11/10 22:00. Nessuna risposta da parte di Confortola alla mia richiesta di confermare o smentire il virgolettato attribuitogli da Barbara Gerosa. Intanto, però, Confortola ha pubblicato questa dichiarazione su Facebook (le evidenziazioni sono mie):

Quando posti una fotografia sui Social sai perfettamente che questa diventa visibile a tante persone .
Cone
si può ben leggere, non essendo esperto in materia , ho scritto
semplicemente : LA NATURA CI HA REGALATO QUEST’IMMAGINE PAZZESCA .

Lo
scrivo a lettere cubitali perché appunto , ripeto , non essendo esperto
in tal senso , non mi permetto di dare un nome specifico a quanto
fotografato.

In tal senso ci hanno pensato all’incirca 1000 esperti
“del settore” ad oggi ( più o meno ) che mi hanno raggiunto via mail ,
meno esperti che hanno fatto le loro ipotesi , detrattori con il mal di
pancia ( ormai storico ) che hanno scritto che si tratta di una BUFALA .

Per me questo scatto rimane un regalo che la natura mi ha permesso
di osservare su una delle montagne che amo di più . Tutto il resto ,
commenti , dissensi, mal di pancia e tanto altro , rimane “ ARIA FRITTA “

Però una cosa va detta , prima di parlare a raffica e senza conoscenza e competenza , magari leggete bene e informatevi .
Per il mal di pancia consiglio un buon farmaco per spasmi addominali .
Riassumendo siano pieni di : allenatori di calcio, alpinisti da divano , esperti fotografi e astrofisici.
Buona giornata .

Personalmente, visto che i dati tecnici e le circostanze esatte dello scatto della foto sembrano impossibili da accertare, considero chiusa la questione: tutto indica che la foto sia stata scattata in buona fede e che la descrizione di “aurora boreale” sia un’invenzione giornalistica. E questo è tutto quello che conta.

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Soddisfazioni: essere citati a “Superquark”

Soddisfazioni: essere citati a “Superquark”

Nella puntata di ieri sera di Superquark (Raiuno) noi
debunker siamo stati citati nella rubrica
“Psicologia delle bufale”. Sono onorato di essere in così buona e
qualificata compagnia. Gli hater s’arrangino: non avranno mai queste
soddisfazioni.

L’ennesima figuraccia del giornalismo: la foto falsa della bandiera su Kabul spacciata per vera

L’ennesima figuraccia del giornalismo: la foto falsa della bandiera su Kabul spacciata per vera

Ultimo aggiornamento: 2021/08/16 18:45.

Ho perso la pazienza. La gente disperata muore a Kabul, e coloro che dovrebbero informarci su questa tragedia fanno ancora una volta i cialtroni totali.

O un giornalista.

Gli anni passano e i giornalisti non imparano nulla. Nemmeno un concetto
semplicissimo come controllare le fonti. E il suo corollario:
non pubblicare la prima foto che trovi in giro. Le basi,
insomma.

Dieci anni fa,
i giornali italiani abboccarono in massa
ai palesi fotomontaggi che ritraevano il cadavere di Osama bin Laden e li
pubblicarono senza il benché minimo controllo. Poteva essere una buona
occasione per imparare la lezione, scusarsi pubblicamente e fare in modo che
non accadesse mai più, istituendo una semplice regolina:
non si pubblicano foto di cui non è garantita la fonte. E magari
aggiungendole un corollario:
prima di pubblicare una foto, di qualunque fonte, chiediti se è almeno
vagamente plausibile; nel dubbio, non pubblicarla.

E invece no. Tantissimi giornali e telegiornali italiani stanno
pubblicando in queste ore un palese fotomontaggio che mostra una bandiera
attribuita ai Talebani che hanno riconquistato Kabul.

A parte la natura dilettantesca del fotomontaggio, che dovrebbe rivelare immediatamente a chiunque che la foto è un falso, basterebbe considerare che quella bandiera dovrebbe
avere dimensioni enormi e che per sventolare così dritta dovrebbe essere investita
da un vento da uragano. Macché, al Vero Giornalista queste semplici
osservazioni non interessano.

Questo è Gianni Riotta (copia permanente):

Screenshot e segnalazione di Paolo Mellere.
Screenshot del Corriere della Sera pubblicato da evaristegal0is.
Screenshot de Il Giornale pubblicato da evaristegal0is.
Screenshot de La Stampa pubblicato da evaristegal0is.

Arrivano segnalazioni di pubblicazione o messa in onda da parte di
TGLa7, TG2,
SkyTG24,
ItaliaOggi,
Il Giornale, La Stampa, Corriere della Sera
, TG5. Altri casi vengono segnalati da Pagella Politica, che insieme a Open ricostruisce la fonte della foto originale e l’itinerario virale del fotomontaggio.

Questo non è giornalismo, questo è dilettantismo puro. O è la furberia di chi non gliene frega niente del proprio dovere di informare il lettore. Questi sono i giornalisti ai quali affidiamo il compito di raccontarci la tragedia afghana e che si dimostrano incapaci persino di riconoscere un fotomontaggio da due soldi.

E non mi si venga a dire “eh, ma l’abbiamo tolta”. No: una porcheria simile non andava pubblicata in partenza. Non avrebbe dovuto superare i controlli redazionali e quelli di chiunque avesse due neuroni da sfregare l’uno contro l’altro.

Matteo Salvini (tweet; copia permanente):

 

 

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Il TG1 RAI manda in onda un video falso del “razzo cinese” che precipita. In realtà mostra un normalissimo aereo

Il TG1 RAI manda in onda un video falso del “razzo cinese” che precipita. In realtà mostra un normalissimo aereo

Ultimo aggiornamento: 2021/05/13 23:05.

Uno s’immagina che al TG1 facciano un minimo di verifica prima di dare una
notizia. Che non mandino in onda il primo video trovato in giro su Internet e
lo spaccino per una ripresa del rientro dello stadio del razzo cinese di cui
si è parlato fin troppo in questi giorni. Che, da bravi giornalisti, facciano
controlli, interpellino gli esperti, chiedano riscontri.

Macché: il TG1 stasera ha preso un video trovato su Internet e l’ha messo in
onda, senza alcuna verifica e senza che nessuno, in redazione, accendesse un
attimo un neurone e dicesse
“Ma quello è un aereo, ca**o! HA PURE LE LUCI DI POSIZIONE”.

Questo è il modo in cui si lavora in uno dei più seguiti telegiornali
d’Italia.

I fatti sono questi: da qualche ora circola su Internet un video che viene
presentato come una ripresa del rientro di parte del vettore
Lunga Marcia 5B cinese. Questo:

Questa è una copia del video che ho messo su Youtube per consentire di
esaminarlo in dettaglio:

È sufficiente guardarlo un attimo per notare che il “razzo”
ha delle luci lampeggianti, particolarmente vistose verso la fine del
video. In altre parole, è semplicemente un altro aereo che incrocia la rotta
di quello sul quale si trovava la persona che ha ripreso il video. Una cosa
normalissima, che chiunque abbia mai volato in aereo ha visto tante volte.

Conoscendo l’ingenuità di tanti colleghi, oggi pomeriggio ho fatto un tweet di preallerta, visto che oltretutto il Daily Mail, al quale si abbeverano molte testate, aveva già abboccato.

Questo è il tweet del Daily Mail di cui parlo, quello che chiede il permesso di pubblicare il video:

Ma la voglia di scoop evidentemente prevale sul buon senso in certe
redazioni e così il video è stato diffuso come vero dal TG1 di questa sera,
quello delle 20:00.

Se non ci credete, potete rivedere la cialtronata a 22:43 nella
registrazione
presente sul sito della RAI, presentata dalla giornalista Giovanna Botteri,
che dice testualmente
“…finché il passeggero di un aereo non è riuscito a riprenderlo mentre s’inabissava nell’Oceano Indiano, al largo delle Maldive”. Screenshot:

Includo una clip del servizio del TG1 (grazie a Luca Girardi nei commenti) per chi avesse problemi di georestrizione dell’originale:

L’unica cosa che si inabissa veramente, stavolta, è la credibilità del metodo
redazionale del TG1. Se questo video è stato preso da Internet e trasmesso a
milioni di italiani senza alcuna verifica, senza farsi venire il minimo
dubbio, come facciamo a sapere che la stessa cosa non succeda anche per le
altre notizie che il TG1 diffonde?

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