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Niente Panico RSI – Puntata del 2026/06/01

Questa è la registrazione della puntata di ieri del programma che conduco in diretta insieme a Rosy Nervi ogni lunedì mattina dalle 9 alle 10 sulla Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera. La puntata è riascoltabile qui sul sito della RSI oppure nell’embed qui sotto.

Lo streaming in diretta della Rete Tre è presso www.rsi.ch/audio/rete-tre/live; la mia raccolta completa delle puntate è presso Attivissimo.me/np.

In questa puntata abbiamo parlato di questi temi:

  • illusioni dei sensi: perché i laptop con involucro metallico sembrano vibrare al tatto quando sono sotto carica e cos’è la “cecità saccadica”. Traduco il testo di questo video di Hannah Fry: “Avete mai notato che quando state ricaricando il vostro portatile, specialmente se ha un involucro in metallo come un MacBook, e fate scorrere leggermente il dito sul coperchio si avverte quasi un ronzio, come se vibrasse?
    Non sta vibrando, ma non ve lo state nemmeno immaginando, e il motivo per cui si avverte questa sensazione è davvero incredibile. L’energia che esce dalla presa elettrica nel muro è enorme, è pericolosa e pulsa 50 volte al secondo. Se immetteste tutta quella potenza direttamente nel vostro laptop, si scioglierebbe all’istante. Quindi ciò che fa il vostro alimentatore è trasformare quella potenza che pulsa violentemente in un flusso di elettricità minuscolo, uniforme e sicuro. Ma gli alimentatori non sono perfetti, e quindi parte di quell’elettricità pulsante arriva all’involucro metallico del tuo laptop. Il vostro dito le offre un punto di contatto per raggiungere la terra. Tuttavia, quella che sentite non è corrente elettrica. La corrente è troppo debole per dare una scossa ai vostri nervi. Quello che sentite è in realtà una sorta di illusione tattile perché, mentre quella corrente pulsa attraverso l’involucro, crea una minuscola attrazione elettrostatica tra il dito e il metallo. Quando il dito tocca il metallo, quella forza elettrostatica ne afferra letteralmente la pelle, la lascia andare, la afferra, la lascia andare, la afferra, la lascia andare. E così, mentre fate scorrere il dito sull’involucro, la forza elettrostatica continua a tirare, prima di più, poi di meno, poi di più, poi di meno, modificando sottilmente l’attrito sotto la tua pelle.
    Il vostro cervello non ha assolutamente idea di come elaborare una microcorrente elettrostatica, e quindi invia semplicemente alla tua mente il messaggio “Credo che il metallo stia vibrando”.
    A proposito, se volete rendere l’effetto più forte, dovete essere leggermente sudati. Il sale nel sudore vi rende un conduttore migliore, il che rende l’attrazione elettrostatica più forte. Quindi, se il vostro portatile vi sembra più aggressivamente ronzante del solito, magari provate a lavarvi le mani.”
  • 60 anni di Star Trek e la mia partecipazione alla Fedcon;
  • il centenario della nascita di Marilyn Monroe e il mito della bellezza “naturale” delle star maschili e femminili del cinema classico.
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29 Commenti
Egidio Pignatelli

Per la miseria, hai risposto ad una domanda che mi facevo da TRENTA ANNI!
E non a proposito di un laptop (che, 30 anni fa, nemmeno esistevano!) ma dell’amplificatore audio del mio impianto Hi-Fi che, se acceso, restituisce esattamente quella strana sensazione di microvibrazione elettrica.
Io ho sempre creduto fosse un problema di messa a terra. 🙂
Grazie della spiegazione! 🙂

Poz

Spesso questi effetti capacitivi si creano per un piccolo sbilanciamento del filtro presente lato alimentatore, che è connesso ad entrambi i poli verso terra, e contribuisce ad eliminare il rumore generato dal chopper dei convertitori DC-DC. Si può fare un esperimento ruotando la presa di 180° nel muro, qualche volta l’effetto ronzio sparisce. E talvolta funziona anche con gli apparecchi a doppio isolamento privi di terra ma dotati di trasformatore. In questi casi la rotazione della presa può attenuare le perdite causate dall’accoppiamento capacitivo tra primario e secondario.

Queste perdite non hanno nulla a che vedere con temi legati alla sicurezza elettrica, dato che:
-viene comunque assicurato l’isolamento galvanico
-Il test di isolamento si fa anche in AC, pertanto queste perdite vengono misurate e valutate, ed in genere ben sotto il mA in apparecchi nuovi di piccola potenza. Fate conto che un inverter di potenza superiore ai 5 kW può arrivare a “sparare” più di 30 mA verso terra, e infatti non sono utilizzabili in ambito domestico.

Quindi, se siete nel letto con il PC sulle ginocchia e la presa nel muro, e vi da fastidio questa specie di ronzio, provate a ruotare la spina nella presa di 180°. Aneddoticamente vi posso dire che una volta su cinque funziona.

Guastulfo

In azienda ci sono degli UPS che chiedono una precisa posizione della presa.
Se inverti fase con neutro si incacc…no a morte: vanno in allarme e pretendono che la presa sia inserita come vogliono loro.

Possono c’entrare i motivi che hai dato? Cioè, sono sensibili a queste perdite?

Si tratta di UPS di fascia alta per server. Sono costati un occhio e un rene 😀

zoomx

Alcuni dispositivi richiedono un preciso collegamento a fase e neutro

Maurice

Scusate i tecnicismi per addetti.
Sono UPS a neutro passante.
Se però, per collegamento inverso, ad essere passante non è il neutro ma la fase, al ritorno della tensione di rete l’UPS potrebbe essere in controfase e quindi la tensione verso terra di un polo diventerebbe la tensione di rete e quella dell’altro diventerebbe la somma della tensione di rete più quella dell’UPS; in pratica il doppio della tensione di rete, ovvero 460 Vac, 650 Vpk.
I condensatori di filtro verso terra (condensatori Y) del carico, dimensionati per 250 Vac, non godrebbero affatto.
N.B. La tensione in uscita verso il carico invece non cambia.

zoomx

Qualcosa non mi convince.
Gli alimentatori moderni sono ormai tutti switching. La corrente di rete a 50Hz viene elevata in frequenza e poi passa per il trasformatore. Il trucco di alzare la frequenza permette di usare trasformatori molto più piccoli a parità di potenza. Chi ha diverse decine di anni dovrebbe ricordarsi quanto erano pesanti gli alimentatori separati di un tempo.
Dopo il trasformatore poi ci sono i circuiti che raddrizzano la corrente con parecchi filtri in modo da avere una corrente continua.
A che so io c’è isolamento galvanico tra la rete e il dispositivo utilizzatore.
Non vorrei che invece si tratti di un filtro insufficiente che viene sopportato dal portatile grazie ai circuiti di filtraggio interni.
Anche perché l’elettricità statica non mi pare si possa comportare in questo modo.
La frase

Il sale nel sudore vi rende un conduttore migliore, il che rende l’attrazione elettrostatica più forte.

non mi torna affatto.
Ma potrei sbagliarmi, la fisica che c’è dietro l’ho studiata diversi decenni fa.

Poz

tutto vero, ma ricordiamoci un dettaglio: la sequenza di un alimentatore switching, dalla spina è tipicamente:

  1. fusibile
  2. varistori
  3. filtro
  4. raddrizzatore a ponte
  5. condensatori
  6. chopper

Al punto 5 abbiamo dei componenti che vedono correnti non trascurabili con tensioni attorno ai 320V. Quindi qualche V/m di campo a 50 Hz lo creano, soprattutto se pensiamo che le correnti tenderanno ad esse mediamente nulle con impulsi di qualche millisecondo attorno alle creste delle sinusoidi in entrata. La natura impulsiva allarga lo spettro e la capacità di emettere anche disturbi radiati oltre a quelli condotti. Sebbene siano intensità troppo basse per rappresentare un rischio, qualche accoppiamento capacitivo lo possono creare.

La bravura del progettista lo si vede anche in questi dettagli:

  1. efficienza anche a carichi parziali
  2. stabilità
  3. sicurezza
  4. affidabilità
  5. Compatibilità EMC

L’ultimo punto è il meno esposto alla percezione del consumatore, ma credetemi, si mangia una fetta non trascurabile dello sviluppo di un prodotto elettrico.

zoomx

Dei disturbi me ne accorsi perché me li ritrovavo in dispositivi collegati via USB a portatili a loro volta collegati alla rete. Disturbo che spariva quando staccavo l’alimentatore ed andavo a batteria. Parlo di una ventina di anni fa, oggi andrà meglio.

L’EMC! Ricordi di disturbi dovuti a lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, ciclomotori e moto….

Ci vorrebbe un oscilloscopio per vedere questi dannati disturbi, se ci sono.

PGC New Edition

credo che basti un semplice multimetro da 15 euro*. Per prova ho misurato poco fa la differenza di potenziale in AC tra il mio dito e il laptop, su cui avverto chiaramente quel tipo di vibrazione, e la differenza riscontrata è di circa 3.2 VAC, praticamente insignificante.

Spesso si possono verificare molte “teorie” con un minimo di fantasia. Purtroppo c’è una totale disabitudine ormai a credere nelle proprie possibilità di verificare le cose da sé, invece spesso si può.

*tipo questo, o analoghi.

Maurice

Non ha molto senso parlare di tensione.
Quei 3.2 Vac che hai misurato sono il risultato della riduzione di tensione (effetto partitore) dovuta all’impedenza delle capacità parassite con la resistenza di ingresso del tester (10 megaohm).
Una misura più sensata può essere quella della corrente, che però richiede un buon tester per essere misurata, essendo molto bassa.

ijk_ijk

Anch’io ho un portatile di recupero che fa questo effetto. Ho sempre pensato che fosse difettoso e che prima o poi avrei potuto rimanerci secco e quindi ho deciso di usarlo solo con tastiera e monitor esterni per non toccarlo.
Mi sento tranquillizzato, grazie.

mima85

“A proposito, se volete rendere l’effetto più forte, dovete essere leggermente sudati. Il sale nel sudore vi rende un conduttore migliore, il che rende l’attrazione elettrostatica più forte”

Se volete renderlo ancora più forte cacciate direttamente le dita nella presa, vi garantisco che sarà un’esperienza elettrizzante xD

[NOTA DEL MODERATORE: L’invito è assolutamente ironico e NON VA SEGUITO IN NESSUN CASO]

mima85

Oddio, Paolo (o chiunque abbia moderato il post), è vero che ultimamente il livello di stupidità in generale sta raggiungendo valori piuttosto preoccupanti, ma spero che nessuno tra i lettori di questo sito si sogni mai di interpretare quello che ho scritto come qualcosa di diverso dall’ironico 😛

Oppure lo scopo dell’avvertimento è di evitare di incappare in potenziali grane legali?

mima85

Ma come, non lo sai che il ferro nel nostro sangue a contatto con l’acqua si arruginisce? È per questo che dicono sempre che è meglio bere il vino xD

(Per i lettori di Lercio dall’indiNNio facile: quella qui sopra è una battuta)

Per quanto riguarda le grane legali, so che chi gestisce siti dove viene data la possibilità di commentare o creare post è corresponsabile di quello che viene scritto, potendo finire nei guai se qualche utente insulta e diffama altre persone attraverso il sito. Non credevo, o meglio non volevo credere perché il dubbio mi era comunque venuto, che anche una banalità come la mia battuta, fondamentalmente stupida e palesemente ironica, potesse rappresentare un rischio. Perlomeno non dalle nostre parti, ero convinto che queste cose potessero accadere solo negli USA.

Prendo atto.

Guido

Normalmente viene scritto di tutto e non succede mai niente, salvo due circostanze:

  • che chi scrive, come Paolo, abbia nemici “eccellenti” (dovuti alla sua attività di sbufalatore che ha intersecato argomenti estremamente polarizzanti come 11/9, scie chimiche, sbarchi lunari etc., tutti caratterizzati dalla presenza di veri e propri psicopatici fanatici)
  • che si parli di qualcuno con la coda di paglia, il VIP di turno (che sia politico o personaggio dello spettacolo) dalla querela temeraria facile.

La querela temeraria è particolarmente antipatica, perchè solitamente finisce con il costare qualche migliaiata di euro di spese per il querelante (che in quanto VIP/politico se lo può permettere) e un calvario per il querelato che si trova a doversi difendere da accuse assurde ma che implicano un iter legale costoso e psicologicamente sfibrante anche se si sa che finirà tutto a tarallucci e vino.
Estremizzando, il Rosario di turno potrebbe denunciare Paolo per non avere moderato il suo blog e toccherebbe a lui dimostrare che si tratta di evidente ironia, anche nella benevola ipotesi che il GIP lo cassasse immediatamente ti vedresti comunque recapitare raccomandate, PEC e notifiche varie di atti nei tuoi confronti, a cui devi necessariamente rispondere, con perdita di tempo e di salute mentale.

Guido

Non dimentichiamo il panico sulla pericolosità del DHMO (Monossido di diidrogeno) rimbalzato nei palazzi ONU (stranamente non è arrivato in aula da noi con qualche interrogazione parlamentare della Cunial) a paritre dalla fine degli anni 90.

Non c’è limite all’ignoranza: che era giustificabile nell’era pre-internet, oggi NO, non è ammissibile. O meglio: da quanto l’AI ha reso possibile l’impensabile è nuovamente tornato difficile distinguere il reale dal plausibile, purchè non si sia gravemente insufficienti di buon senso e comprensione degli ordini di grandezza.

Che amarezza…

Guastulfo

Se volete renderlo ancora più forte cacciate direttamente le dita nella presa

Ci ho provato ma c’è un dannato blocco..GRRRR!

Scherzi a parte, io da piccolo ero una mina vagante. Ne ho fatte “di ogni”, e, a proposito di corrente, ho “giocato” anche con i cacciavite “cerca fase”

Quindi Paolo ha ragione perché il mondo è pieno di adulti che non sono cresciuti

mima85

Scherzi a parte, io da piccolo ero una mina vagante. Ne ho fatte “di ogni”, e, a proposito di corrente, ho “giocato” anche con i cacciavite “cerca fase”

Un po’ OT, ma visto che si parla di elettricità anche se in termini un po’ diversi rispetto all’articolo, e di giovani “mine vaganti”…

Io da bambino giocavo al piccolo elettricista con le lampade a scarica usate nell’illuminazione stradale (quelle al mercurio e al sodio) e relativi reattori/starter. Ero consapevole dei rischi, sapevo a cosa servivano quei componenti, conoscevo lo schema secondo cui collegarli e avevo ben presente che quei circuiti creavano alta tensione (per accendere una lampada al sodio servono treni d’impulsi tra i 4.5 e i 5 kV). Infatti quando li accendevo lo facevo con una multipresa dotata di interruttore e a qualche metro di distanza da quell’armamentario, giusto perché non si sa mai. E guardavo quel piccolo sole (la lampada) innescarsi, per poi riscaldarsi gradualmente e una volta giunto a temperatura nominale creare nella cantina di casa una quantità di luce degna di un portale spaziotemporale. Mi affascinava tantissimo in particolare il momento dell’accensione, con la lampada che lampeggia nervosamente e il reattore che borbotta a 50 Hz sull’incavolato andante, prima che il tutto si stabilizzi. 2-3 secondi di poesia degli elettroni.

Peccato che a quell’epoca non avessi ancora molto in chiaro il concetto di “portata massima della corrente in funzione dello spessore del filo” (avevo si e no 10 anni), infatti avevo collegato tutta quella roba con i fili tagliuzzati da un paio di cuffie audio da quattro soldi che mi si erano rotte… però funzionava tutto lo stesso eh, senza mandare a fuoco casa e io oggi sono qui a raccontarlo xD

NO, NON FATELO!

Ultima modifica 9 giorni fa di mima85
Guastulfo

Che bello!

Mi fai sentire meno solo! 😀

Io quando giocavo con i “cerca fase” avevo circa 7 anni. Me lo ricordo perché ne presi tante, ma proprio tante perché era l’ennesima trovata pericolosa che facevo.

Prima avevo smontato un interruttore a pulsante di quelli antichi dei nonni a forma vagamente a pera col pulsante rosso alla base. La corrente era attaccata ma uno zio si era lasciato scappare che con le scarpe di cuoio o gomma non si correvano rischi, non aveva detto, però, che anche il muro valeva come “terra” anche se non era a “terra”.

Poi sono passato ad altro: a 15 anni ho imparato l’importanza dell’aerodinamica e dell’effetto portanza facendo una curva a 150 km/h con un vespino 50, elaborato assieme a un amico a 138cc 7 luci, trasmissione a denti dritti, marmitta Polini e carburatore Dellorto.

La Vespa, ovviamente, è andata diritta…

Sono vivo per miracolo 🙂

zoomx

Devi avere le dita molto molto sottili!
Le prese moderne sono hanno tutte un blocco in plastica per evitare di inserire qualcosa di sbagliato tipo un cacciavite. Il brevetto mondiale venne depositato il 15 Marzo 1968 dalla Vimar, ma presto l’azienda decide di cederne l’utilizzo a titolo gratuito a tutti gli operatori del settore.
La ricerca della sicurezza – Vimar

mima85

Quelle. Maledette. Prese. Che devi avere la forza di Hulk per infilare o togliere una spina, e ogni volta che lo fai hai l’impressione che tutto sia ad un passo dallo scassarsi male.

Guastulfo

Il cerca fase ci entrava benissimo.
La casa dei miei genitori non aveva quei blocchi e dai nonni c’erano persino interruttori come questo

L’impianto era posticcio ed esterno senza salvavita naturalmente. Il contatore solo ipoteticamente scattava al superamento dei 3 KW. Ricordo ancora la stufa a resistenze che utilizzavano quando la “braciera” non bastava. Quella stufa, da sola, consumava quanto un condominio moderno 😀

pebs

Ecco cos’è quella vibrazione!
Grazie

GalVinci

Ecco cos’è!! Grazie!
La cosa strana che avevo notato e che la finta vibrazione la senti con un singolo dito, mentre se le appoggi tutte e 5 si attenua fino quasi a sparire.

Maurice

L’impedenza della “sorgente” è molto alta, quindi si può dire che “lavori” a corrente costante.
Se tocchi con un dito, tutta la corrente passa di lì.
Se tocchi con 4 dita la corrente per ogni dito diventa 1/4, finendo magari anche sotto la soglia di percezione.

germanio53

Piu’ che “deboli correnti elettrostatiche” io propendo per “debolissime correnti di perdita verso terra”. Si tratta di una normale ed accettabilissima corrente di perdita di pochi microampere (1 uA=1×10-6 A) quindi circa un decimillesimo di quella che farebbe scattare il salvavita/differenziale di casa da 30 milliampere (1mA=1×10-3A)
Tale microcorrente è benpercepita dal dito umano, meglio ancora se pure umido, e
per sincerarsi della sua reale presenza basta collegare un cercafase con minilampadina al neon fra il corpo metallico e un termosifone o un tubo dell’acqua: il bulbo al neon si illumina debolmente, perchè basta qualche microampere per ionizzarlo.
Infine concordo sull’invertire la spina nella presa elettrica, così la “fase della rete” va nel posto in cui (forse) non c’è la micro-dispersione nel caricatore.

Maurice

Esattamente.
E, come è naturale, a parità di capacità parassite, aumentando la frequenza (ovvero con i nuovi alimentatori switch mode) aumenta la corrente dispersa.
Stiamo però sempre parlando, come giustamente dici tu, di correnti estremamente ridotte.
Ovviamente, gli apparati elettromedicali hanno limiti mooolto più restrittivi!

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