Per tutti quelli che mi stanno segnalando la “notizia” delle “minacce” russe
di far precipitare la Stazione Spaziale Internazionale: È UNA SCEMENZA. Una
trollata di un fanfarone. Alla quale non bisognerebbe abboccare. Fine della
questione. Non intendo regalarle altro tempo.
Se proprio volete dedicare il vostro tempo a questa minchiata, potete leggere
le misurate parole di Adrian Fartade:
L’unica cosa che precipita, qui, è la qualità del giornalismo che abbocca a qualunque provocazione propagandistica e contribuisce a fare terrorismo mediatico spaventando i lettori con pericoli totalmente irrealistici.
Basta. Mi arrendo. Su giornalismo come questo non resta che tirare lo sciacquone. Il Messaggero titola “Stazione internazionale attaccata da insetti spaziali, allarme Nasa: «Corrodono il metallo»”. Ho salvato una copia permanente qui per gli increduli.
Articoli come questo sono la conferma che ormai nelle redazioni si fa lavorare gente che non sa niente e pretende di insegnare agli altri. La qualità? Si fotta. La deontologia? L’hanno mandata a prostituirsi e hanno assunto dato lavoro a Simone Corbetta, che scrive in tutta serietà di “insetti spaziali”. Perché Simone Corbetta a quanto pare non sa che in inglese bug significa sia insetto sia microorganismo. E non si chiede che senso abbia parlare di insetti per poi dire, nella frase immediatamente successiva, che si tratta di “batteri e funghi”. Non si chiede nemmeno come sia possibile che ci siano degli insetti nello spazio. Eppure firma un articolo nella sezione Tecnologia del Messaggero.
Non solo. Al Messaggero hanno anche assunto un titolista che pensa che nello spazio ci siano gli insetti che attaccano la Stazione Spaziale e corrodono il metallo.
Insomma, non è il singolo che sbaglia: è proprio un metodo di redazione. Perché questi due incompetenti sono stati selezionati da qualcuno. Sono stati messi a lavorare in un giornale da qualcuno. Vengono tenuti in redazione e messi a titolare e scrivere articoli da qualcuno, invece di essere mandati a casa a cercare i calzini spaiati o fare qualche altro mestiere col quale non possano contribuire a rimbambire una nazione.
Ed è così che muore il giornalismo italiano. Eroso dall’interno, consumato dalla coglionaggine elevata a sistema, troppo preso a dar la colpa dei suoi mali a Internet per rendersi conto di essere marcio dentro. Mi spiace solo per i pochi bravi che fieramente resistono. Scendete da questo cadavere ambulante intanto che siete ancora in tempo.
Per chi volesse informarsi seriamente, la ricerca scientifica che probabilmente ha ispirato questo sconcio giornalistico dovrebbe essere questa.
—
2022/02/11. Su recente richiesta telefonica di Simone Corbetta, ho modificato il testo del mio articolo per precisare che all’epoca dei fatti (2019) Corbetta non era stato assunto dal Messaggero ma era un collaboratore esterno.
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Me la prendo spesso con il giornalismo italiano, ma non vorrei che questo desse l’impressione che venero acriticamente quello degli altri paesi.
La situazione imbarazzante della stampa britannica e del suo pubblico, per esempio, è riassunta con cattiveria magistrale in questo sketch della serie della BBC Yes, Prime Minister, che risale al 1987 (è nella puntata A Conflict of Interest)ma è dannatamente attuale anche oggi.
Sir Humphrey Appleby (segretario di gabinetto, assistente speciale del primo ministro): L’unico modo per capire la stampa è ricordare che asseconda i pregiudizi dei propri lettori.
Jim Hacker (primo ministro del governo britannico): Non mi venga a spiegare la stampa. So esattamente chi legge i giornali. Il Daily Mirror viene letto dalla gente che crede di comandare il paese. Il Guardian viene letto dalla gente che crede che dovrebbe comandare il paese. Il Times viene letto dalla gente che realmente comanda il paese. Il Daily Mail viene letto dalle mogli della gente che comanda il paese. Il Financial Times viene letto dalla gente che possiede il paese. Il Morning Star viene letto dalla gente che crede che il paese dovrebbe essere comandato da un altro paese. Il Daily Telegraph viene letto dalla gente che crede che lo sia.
Sir Humphrey: Primo Ministro, e la gente che legge il Sun?
Bernard Woolley (segretario privato principale del primo ministro): Ai lettori del Sun non interessa chi comanda il paese, purché abbia delle grandi tette.
In originale:
Sir Humphrey: The only way to understand the press is to remember that they pander to their readers’ prejudices.
Jim Hacker: Don’t tell me about the Press. I know exactly who reads the papers. The Daily Mirror is read by the people who think they run the country. The Guardian is read by people who think they ought to run the country. The Times is read by the people who actually do run the country. The Daily Mail is read by the wives of the people who run the country. The Financial Times is read by people who own the country. The Morning Star is read by people who think the country ought to be run by another country. The Daily Telegraph is read by the people who think it is.
Sir Humphrey: Prime Minister, what about the people who read The Sun?
Bernard Woolley:Sun readers don’t care who runs the country – as long as she’s got big tits.
La battuta non fu scritta per la serie TV: circolava già da anni, come documenta questa indagine di John Hoare su DirtyFeed. Per chi non conoscesse la stampa britannica, chiarisco che il Sun era famoso per la sua consuetudine di pubblicare in terza pagina, fra una notizia scandalistica e l’altra, grandi foto di donne seminude.
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Ieri ANSA ha pubblicato
su Twitter questa notizia:
Secondo i dati della Società italiana di pediatria, al 5 gennaio, sono 268 gli
under 19 in terapia intensiva per Covid, rispetto ai 263 della settimana
precedente. I numeri più alti sono nella fascia d’età 16-19 ed in quella
inferiore ai 3 anni.
Scritta così, fa sembrare che in questo momento ci siano ricoverati 268
minori. L’ho retwittata, fidandomi stupidamente che ANSA fosse in grado almeno
di riportare correttamente dei numeri, ma ho dovuto cancellare il mio tweet e
pubblicare un avviso
e una rettifica
perché la notizia ANSA non è vera.
Il numero citato, infatti, non è quello dei minori attualmente ricoverati, ma quello dei ricoverati da inizio pandemia, due anni fa.
E la fonte non è la Società Italiana di Pediatria, perché ho contattato
l’ufficio stampa della SIP e ho ricevuto una rapida risposta che dice in
sintesi che la notizia scritta in questo modo si presta a equivoci e che i
dati non sono stati forniti dalla SIP ma dall’Istituto Superiore di
Sanità.
L’ISS, nel suo bollettino
del 5 gennaio 2022, a pagina 13, riporta che dall’inizio dell’epidemia i ricoveri in terapia intensiva di persone
fra 0 e 19 anni ammontano a 268. Trentasei di queste persone sono morte.
Sempre ieri (11/1/22), Bruno Vespa a Porta a porta su Raiuno ha riportato la stessa notizia falsa intorno al minuto 46: “268… tra i…. in terapia intensiva… 268 persone hanno meno di 19 anni e 68 meno di tre anni.” Ha usato il tempo presente, dando a intendere che ci siano ora 268 persone sotto i 19 anni in terapia intensiva.
Ringrazio @antican e twittatore per l’aiuto nel reperimento delle fonti.
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Non sembra che si tratti di uno scivolone della presentatrice distratta: la stessa frase, a quanto pare, è stata ripetuta.
La notizia corretta è che si tratta di un veicolo spaziale (non di un astronauta), il Parker Solar Probe. Nessun astronauta è mai stato più lontano della Luna, che sta a circa 400.000 chilometri dalla Terra, figuriamoci se è andato dalle parti del Sole, che sta a 150 milioni di chilometri.
Inoltre la sonda si è avvicinata al Sole, attraversandone la corona, ossia lo strato superiore dell’atmosfera, stando a circa 8,5 milioni di chilometri da quella che normalmente viene considerata la “superficie” del Sole.
La sonda non ha “toccato” il Sole per la semplice ragione che il Sole non ha una superficie solida: è una colossale palla di gas (più propriamente plasma) rimescolato da continue, violentissime reazioni termonucleari naturali.
Purtroppo la NASA ha usato inizialmente proprio il verbo toccare (“For the first time in history, a spacecraft has touched the Sun”) e quindi chi non sa nulla di astronomia ha interpretato letteralmente l’annuncio, senza approfondire e senza notare che l’ente spaziale statunitense ha poi specificato cosa è successo esattamente. Ma questo non esonera chi a quanto pare non riesce a capire la differenza fra sonda spaziale e astronauta.
La NASA è comunque molto chiara nello spiegare che la sonda non ha realmente toccato nel senso comune del termine: ha interagito con la corona, che è considerata parte dell’atmosfera del Sole.
“NASA’s Parker Solar Probe has now flown through the Sun’s upper atmosphere – the corona […] As it circles closer to the solar surface, Parker is making new discoveries […] Parker Solar Probe has now passed close enough to identify one place where they originate: the solar surface […] Flying so close to the Sun, Parker Solar Probe now senses conditions in the magnetically dominated layer of the solar atmosphere – the corona – that we never could before,” said Nour Raouafi, the Parker project scientist at the Johns Hopkins Applied Physics Laboratory in Laurel, Maryland.”
È una notizia scientifica importante, visto che si tratta della prima interazione così ravvicinata e diretta con l’atmosfera del Sole. Peccato vederla raccontata in maniera così inetta.
Questo è un “articolo” de La Stampa. Uso le virgolette per via di
quella frase finale, lasciata in bella mostra: “Tradotto con DeepL.com/Translator (versione gratuita)”.
Oggi il
giornalismo si fa così: si piglia un articolo straniero altrui (avendone i
diritti o no, non si sa), lo si ficca in un traduttore automatico, e si
pubblica il risultato. Grazie a @fabiobortolotti
e ai tanti che mi hanno segnalato questa perla.
Il Sole 24 Ore, intanto, scrive che “trilione” vuol dire 3000 miliardi (grazie a @MarcoBigi66 per la segnalazione), e poi attribuisce a Bloomberg la scemenza che scrive:
Apple è un passo dal raggiungere una capitalizzazione da 3mila miliardi
di dollari […] Lo scrive l’agenzia Bloomberg […] al colosso di Cupertino basta un rialzo del 6% del
titolo, oggi a quota 174 dollari, per diventare la prima azienda al
mondo a spingersi sopra alla soglia del “trilione” di dollari.
Mi piacerebbe sapere se i giornali fanno lavorare gli inetti perché costano poco
o perché i loro capi sono inetti anche loro e non si rendono conto delle cretinate da analfabeti che pubblicano, ma ho paura della risposta
in entrambi casi.
Non ho altro da aggiungere.
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Cari colleghi giornalisti che avete strombazzato il video degli “UFO”
triangolari, mi spiace dirlo, ma vi siete fatti prendere per il naso ancora una volta. E ancora
una volta avete rifilato una bufala ai vostri lettori invece di fare il vostro
dovere e indagare.
Il giornalismo non consiste nel riportare semplicemente quello che qualcuno
dice: consiste nel verificarlo. Non ci si limita a scrivere “qualcuno
dice che fuori piove, altri no”: si apre la finestra e si va a vedere.
La spiegazione di questa ennesima cialtronata ufologica è banalissima. Datevi da fare, trovatela e pubblicatela, se avete un briciolo di dignità
professionale.
A tutti quelli che dicono “Ecco, questa è la prova della grande svolta imminente, stanno per arrivare
rivelazioni definitive, stavolta è diverso”: state per fare di nuovo la figura degli allocchi ingenui e creduloni. Fate
in tempo a pentirvi e crescere.
Più tardi troverete qui la spiegazione di quel video, che è
imbarazzantemente semplice. Ve l’avevo detto.
I giornalisti seri e gli ufologi seri hanno tempo di rettificare
spontaneamente i loro articoli che hanno costruito un mistero sul nulla totale
gabbando se stessi e i loro lettori. Chi non lo fa è un cialtrone e infanga
l’ufologia seria. E per chi dubita che esistano gli ufologi seri: sì, esistono.
—
Qualche giorno fa avevo scritto
un paio di cose che vorrei ricordare, perché sono utili stavolta e per
l’inevitabile prossima volta che qualcuno tirerà fuori l’ennesimo video
misterioso “autenticato”:
Quando un’autorità dichiara che un video è autentico, vuol dire soltanto che
non è stato alterato e che la sua provenienza è confermata. Non vuol dire
che sta confermando una data interpretazione di cosa mostra.
Prima di teorizzare visite di extraterrestri, bisogna sempre esplorare
sistematicamente tutte le spiegazioni alternative più banali. Questi video
di provenienza militare di cui si parla da qualche tempo possono mostrare,
per esempio, droni di un paese rivale (nel qual caso l’interesse dei
militari è assolutamente ovvio), errori di interpretazione di fenomeni
normali in circostanze insolite (un classico) o mille altre cose
assolutamente terrestri. Ma questa ricerca richiede competenza e fatica, e
così facendo, addio sensazionalismo, addio clic, addio attenzione mediatica.
Per cui i cialtroni e i ciarlatani abbondano. Se abboccate senza verificare,
siete allocchi.
—
Più tardi: premessa
Cominciamo dalle basi: i fatti. Da dove proviene il video degli “UFO
triangolari”? Lo ha pubblicato l’8 aprile 2021 Jeremy Corbell, un ufologo che
ha dichiarato
che si tratta di “informazioni esplosive” e che questo è “probabilmente il miglior video di UFO ripreso da militari, certamente fra
quelli che ho visto, ma penso anche che abbia mai visto il mondo”. Tenete ben presenti queste parole.
Questo è il video che ha pubblicato:
La fonte originale del video è una ripresa effettuata a bordo della nave
militare statunitense USS Russell a luglio del 2019, al largo della
California, usando un dispositivo per visione notturna. Il Dipartimento della
Difesa statunitense ha confermato
che il video è autentico (nel senso che non è alterato e proviene
effettivamente dalla USS Russell) e compare in un rapporto militare sui
fenomeni aerei non identificati, dei quali si occupa la task force apposita, la UAPTF (Unidentified Aerial Phenomena Task Force).
La UAPTF ha il compito
di “rilevare, analizzare e catalogare i fenomeni aerei non identificati che
potrebbero potenzialmente costituire una minaccia alla sicurezza nazionale
degli Stati Uniti.[…] Il Dipartimento della Difesa e i dipartimenti
militari prendono molto sul serio qualunque incursione nelle nostre aree di
addestramento o nello spazio aereo designato da parte di velivoli non
autorizzati, ed esaminano ogni segnalazione. Questo include l’esame di
incursioni inizialmente segnalate come fenomeni aerei non identificati
quando l’osservatore non è in grado di identificare immediatamente cosa sta
osservando”.
In originale: “The mission of the task force is to detect, analyze and catalog UAPs that
could potentially pose a threat to U.S. national security. […] The
Department of Defense and the military departments take any incursions by
unauthorized aircraft into our training ranges or designated airspace very
seriously and examine each report. This includes examinations of incursions
that are initially reported as UAP when the observer cannot immediately
identify what he or she is observing.”
Tenete ben presenti anche queste parole.
Questi sono i fatti indiscussi. Ora che avete tutti i fatti, invece della
versione smozzicata e sensazionalista proposta da giornalisti, ciarlatani e
cialtroni, provate a chiedervi quale possa essere la spiegazione di questo
video.
Se non volete arrovellarvi, pazientate ancora un po’. Vi lascio il tempo di
fare ricerche, informarvi e arrivare alla soluzione da soli. Così avrete anche
il tempo di incazzarvi per bene con chi vi ha raccontato fuffa.
—
Lo spiegone
ALLERTA SPOILER: Da qui in poi c’è la probabile spiegazione ultra-banale
del video. Se non volete scoprirla e volete continuare a illudervi che gli
alieni giochino a nascondino, non leggete oltre.
Prima di tutto bisogna conoscere la tecnologia usata per la ripresa del video.
Si tratta di un visore notturno, ossia di un dispositivo simile a una
telecamera che amplifica elettronicamente la fioca luce naturale presente di
notte.
Questi visori hanno un diaframma, ossia una barriera con
un’apertura regolabile che consente di far passare più luce o meno luce per
adattarsi all’illuminazione del momento. L’apertura del diaframma si restringe
quando c’è tanta luce e si apre quando ce n’è poca.
Lo so, sono concetti elementari per chiunque abbia mai studiato fotografia, ma
mi tocca spiegarli perché ormai non li conosce praticamente nessuno, visto che
tutti hanno in mano uno smartphone con fotocamera che fa tutte queste
regolazioni in automatico e quindi non hanno la minima idea di come funzioni
la tecnologia che usano.
Questo diaframma ha varie forme, e si trova fra il sensore (quello che
raccoglie la luce) e l’obiettivo (la lente composita che mette a fuoco
l’immagine sul sensore). Quando il diaframma è abbastanza chiuso e l’oggetto
ripreso non è a fuoco ed è puntiforme e luminoso, intorno all’oggetto si
possono formare degli aloni di luce che hanno la forma del diaframma. Questa
sfocatura si chiama, in gergo tecnico, bokeh.
Questo effetto è spiegato bene in questo video da 4:58 in avanti:
Alcuni visori notturni hanno un diaframma semplificato, composto da tre soli
elementi. Questo fa sì che l’apertura del diaframma assuma una forma triangolare con i lati
leggermente curvi, come in questo esempio, che riguarda appunto un visore
notturno:
Se riguardate il video del presunto “UFO triangolare”, noterete che i lati
della sua forma sono leggermente curvi. Coincidenza interessante, vero?
Quindi la presunta forma triangolare potrebbe essere dovuta alla sfocatura
dell’oggetto, che sarebbe in realtà una fonte di luce puntiforme.
Notate, inoltre, che la luce del presunto “UFO” lampeggia in maniera regolare. Quale fonte di luce puntiforme lampeggiante si potrebbe mai incontrare in cielo di notte, al
largo della California? Magari quando si sta, guarda caso, nelle vicinanze di una rotta percorsa dagli aerei di linea? Provate a
indovinare. La USS Russell stava nella zona indicata nel cerchio qui
sotto:
Gli altri punti luminosi triangolari che si vedono nel video non lampeggiano,
ma le loro posizioni corrispondono molto bene a quelle del pianeta Giove e di
alcune specifiche stelle la notte dell’avvistamento:
Tutta la questione è spiegata benissimo in questo video di Mick West, dal quale ho tratto le immagini qui sopra:
Mick West aggiunge che si può calcolare la velocità di spostamento angolare del presunto “UFO” rispetto alle stelle sullo sfondo. Se si suppone che si tratti di un aereo a 10.000 metri di quota, lo spostamento angolare (circa 1 grado al secondo) equivale a circa 400-450 nodi, ossia la velocità di un aereo di linea.
Insomma, lampeggia come un aereo di linea, si muove come un aereo di linea, è dove si trovano gli aerei di linea: suvvia, è un aereo di linea. Fine del mistero.
—
Ma come mai il Pentagono lo ha classificato come fenomeno aereo non identificato, assegnato all’UAPTF? Nella Marina USA c’è gente talmente scema da non saper riconoscere un aereo di linea visto di notte?
La risposta è nelle parole esatte del compito dell’UAPTF: “include l’esame di
incursioni inizialmente segnalate come fenomeni aerei non identificati
quando l’osservatore non è in grado di identificare immediatamente cosa sta
osservando”. Qualcuno a bordo della nave ha ripreso una luce lampeggiante in cielo di notte, la Marina è in allerta a causa di sospetti droni di altri paesi che sorvegliano le attività navali militari, l’osservatore non è in grado di discriminare immediatamente e con certezza che si tratti di un aereo di linea (potrebbe essere un drone vicino), e quindi il video viene mandato all’UAPTF per il controllo. Non si sa mai.
—
In altre parole: il presunto “miglior video di UFO ripreso da militari […] che abbia mai visto il mondo” è semplicemente una ripresa fuori fuoco di un aereo di linea che passa e di qualche stella sullo sfondo.
Vi sentite sufficientemente presi per i fondelli dai giornalisti che ve l’hanno spacciata come una grandiosa rivelazione?
Non dite che non ve l’avevo detto. Ora capite perché sono stufo delle presunte “scoperte” degli ufologi.
E se adesso arriva qualcuno a dire “Sì, sì, ma quest’altro video non è stato spiegato!”, beh, se uno non capisce l’antifona nonostante gli esempi e gli avvisi, affari suoi: si farà prendere in giro un’altra volta. Io non intendo perderci altro tempo.
Mi stanno arrivando parecchie richieste di commento su articoli come quello
del Corriere della Sera, che parlano di un video di UFO che è stato definito “autentico” dal
Pentagono.
La faccio molto breve: quando qualcuno dice che un video è autentico, vuol dire soltanto che non è
stato alterato e che la sua provenienza è verificata. Non vuol dire che
conferma una data interpretazione di cosa mostra.
Tipo, che so, se chiedi a George Lucas se una foto scattata sul set di Star Wars è autentica, e lui ti risponde di sì, non è che puoi andare
in giro a dire che i Jedi esistono, Darth Vader è reale e puoi manipolare le
menti deboli usando la Forza.
Per tutto il resto, consiglio a chi volesse ancora pensare che questi video
mostrino veicoli alieni e che questo sarebbe stato confermato dal Pentagono di
leggersi attentamente le dichiarazioni originali e non i
virgolettati e gli abbinamenti farlocchi che circolano sulla stampa.
Per esempio, vediamo quali sono realmente le dichiarazioni dell’ex presidente
statunitense Obama, citate dai media con titoli come “gli Ufo esistono e vanno presi sul serio” (che La Stampa ha
abbinato a un’illustrazione di un disco volante in stile George Adamski, giusto per levare ogni dubbio che “UFO” venga considerato giornalisticamente sinonimo di “veicolo extraterrestre”):
Vittorio Sabadin de La Stampa, dietro paywall, scrive
che “Obama ha dichiarato in una trasmissione televisiva che gli Ufo esistono,
si muovono in modalità che contrastano con le leggi della fisica a noi
conosciute e rappresentano un fenomeno che ‘va preso sul serio’”. L’illustrazione è stata poi sostituita con un’altra non molto migliore.
Sapete qual è la “trasmissione televisiva”? Per scoprirlo
bisogna leggere la versione a pagamento dell’articolo. L’ho fatto io per voi.
È il Late Late Show con James Corden, spiega Sabadin. Un programma d’intrattenimento leggero. Ovviamente se un
ex presidente deve rivelare al mondo qualcosa di così importante, andrà a un
programma del genere. Mica farà un comunicato stampa o un
annuncio formale.
Già questo dovrebbe far capire che la notizia è una bufala, ma vediamo che
cosa ha detto di preciso Obama. Questo è quello che secondo Sabadin sarebbe “la cosa
importante” delle sue dichiarazioni (fatte, ripeto, in un programma d’intrattenimento):
“Ma ciò che è vero – e in realtà dico sul serio – è che ci sono filmati e
registrazioni di oggetti nei cieli che non sappiamo esattamente cosa siano.
Non possiamo spiegare come si muovono, le loro traiettorie … Non si muovono
con uno schema facilmente spiegabile. Quindi penso che la gente prenda sul
serio il tentativo di indagare e di capire di che cosa si tratta. Ma oggi non
ho niente da riferirti.”
Avete letto le parole “veicoli extraterrestri”? Qualche riferimento
agli alieni? No. Semplicemente Obama ha detto che ci sono riprese di cose che
non si sa esattamente cosa siano. Possono essere droni di un paese
rivale (nel qual caso l’interesse dei militari è assolutamente ovvio), errori
di interpretazione di fenomeni normali in circostanze insolite (un classico) o mille altre cose assolutamente
terrestri.
Prima di mettere in testa all’articolo un’immagine di un disco volante, bisognerebbe
essere onesti e considerare tutte queste spiegazioni molto più credibili. Ma
così facendo, addio sensazionalismo, addio clic.
Se vi interessa, questo è il video originale della trasmissione: giudicate voi
i toni della conversazione sulla quale Sabadin basa il suo articolo. La domanda non è nemmeno fatta dal conduttore, ma da uno dei musicisti, e pure ridendo.
L’articolo di Sabadin finisce con un delirio di fantarcheologia e
fantareligione:
“Da alcuni anni, una più attenta rilettura della Bibbia, dei libri di Omero e
di altri antichi testi, oltre a un’analisi priva di pregiudizi di numerosi
manufatti antichi e di resti archeologici rimasti ancora privi di spiegazione,
hanno riportato in auge l’ipotesi che esseri dotati di una tecnologia
superiore possano avere influenzato il destino dell’umanità migliaia di anni
fa, identificati come dei che andavano e venivano in continuazione dal cielo,
come ci ha tramandato ogni cultura del mondo.”
Questi sono contenuti a pagamento di un giornale, non del blogghettino del
complottista frustrato di turno. Purtroppo c’è chi campa sulla creduloneria invece di fare giornalismo.
Per tutti quelli che adesso mi diranno “sì, ma c’è questo video… sì,
ma c’è quest’altra dichiarazione…”, scusatemi ma non vi risponderò. Vi chiedo solo una cosa: non siete stanchi di farvi prendere per il naso
dall’ennesima cialtronata basata su video sfuocati e traballanti?
Sinceramente tutti questi “annunci” e “avvistamenti” e discorsi di rivelazioni imminenti mi hanno stufato. Sono anni che si va avanti con video sgranati e confusi, utili soltanto a
fabbricare cretinate acchiappaclic.
Abbiamo tutti in tasca telecamere HD
pronte a entrare in azione in un istante, abbiamo telecamere di sorveglianza ovunque, abbiamo astronomi che sorvegliano il cielo 24 ore su 24, e questi video sono il meglio che si riesce a presentare? Sul serio? Una
macchiolina? Un triangolino che oltretutto lampeggia esattamente come un aereo? Ma secondo voi gli
alieni vanno in giro con le luci di posizione a norma terrestre?
Persino un evento totalmente inatteso come il meteoroide di Celyabinsk è stato
documentato magnificamente. Ma qui no, siamo ancora fermi alle macchioline
indistinte. E allora viene da chiedersi se per caso il problema è che c’è
qualcuno che a tutti costi vuole credere che tutte le macchioline indistinte
siano veicoli misteriosi. Quando è invece infinitamente più probabile
che siano errori di interpretazione di oggetti assolutamente banali.
E se per caso siete fra quelli che dicono “eh, ma i militari e le autorità ci nascondono cose”, come mai ora
improvvisamente credete ciecamente a quello che dicono militari e
autorità? Non è che magari ci credete perché dicono quello che vorreste che fosse vero?
La storia dei depistaggi passati usati dai militari e dalle autorità
per nascondere le loro attività non l’avete mai letta? Vi consiglio di
farlo. Scoprirete cose interessantissime. Scoprirete anche che i casi più clamorosi dell’ufologia sono stati
costruiti dai militari come storie di copertura o dai venditori di fuffa
per vendere, appunto, fuffa. Roswell? Copertura per nascondere i sistemi di monitoraggio dei test nucleari sovietici.
Triangolo delle Bermude? Inventato di sana pianta da Charles Berlitz. Eccetera, eccetera, eccetera.
Evidentemente ci sono tante persone che vogliono credere alle fatine e
ci sono giornalisti che sono disposti a raccontare favole. Quando
s’incontrano nasce l’affare.
Ma non chiamatelo giornalismo, per favore.
—
Personalmente mi sono stancato di perdere ore a investigare ogni singolo
“avvistamento”. Si finisce per essere vittime della Teoria della Montagna di
M* (cit.): ore per indagare ogni “avvistamento”, scoprire che ha una
spiegazione banalissima, per poi trovare subito dopo che ne è uscito un altro
altrettanto vago, e si ricomincia da capo, con il solito commento strafottente “eh, però QUESTO non l’hai sbufalato!”
Per cui chi vuole continuare a pensare che ogni singolo tafano che passa davanti all’obiettivo e ogni luce all’orizzonte sia la scialuppa vagabonda di un
alieno troppo stupido per non farsi vedere spegnendo le luci lampeggianti, faccia pure. Io non voglio perderci
altro tempo. Chiamatemi quando avrete riprese decenti. E magari chiedetevi chi
sono gli unici che guadagnano sempre quando c’è di mezzo l’ufologia.
Questa foto, scattata e pubblicata su Instagram da Marco Confortola, viene spacciata dalla stampa e dalla Rai come un’immagine di un’aurora boreale. Non lo è e il fotografo non ha detto che lo è.
Confortola l’ha presentata dicendo semplicemente: “Questa mattina, salendo verso il Gran Zebru’ la natura ci ha regalato quest’immagine pazzesca”. Tutto qui.
Il resto è invenzione giornalistica di persone che chiaramente non hanno la minima idea di cosa sia un’aurora boreale e non hanno il minimo di attenzione che serve per notare che la cosiddetta “aurora” traccia in cielo lo stesso profilo delle montagne. Cosa che le aurore non fanno.
Se fosse stata un’aurora boreale, si sarebbe vista ovunque nella regione, per centinaia di chilometri, e non per pochi secondi in cima a una montagna, visto che l’aurora si manifesta a quote altissime. E gli astrofili, nonché i satelliti e gli osservatori che rilevano le aurore e il campo magnetico terrestre, l’avrebbero segnalata.
I lettori segnalano per esempio i dati e le info del NOAA (uno, due, tre) e del centro di ricerca per le geoscienze di Potsdam (uno, due, tre).
Qualunque cosa sia, non è un’aurora boreale.
Una ipotesi, segnalata nei commenti qui sotto, è che si tratti di una proiezione dell’ombra delle montagne sulle nubi.
Un’altra è che sia una foto mossa. Lo spiega bene Luca Nardi:
La bufala (che, ripeto, non è colpa del fotografo, ma dei giornalisti che non controllano) è stata pubblicata da Barbara Gerosa ieri sul Corriere della Sera, presentandola come “aurora boreale” (copia permanente):
La magia rosa di un’aurora boreale sulle #Alpi. L’immagine di questo evento rarissimo, scattata da un alpinista ad oltre 3 mila metri di altezza, è già virale sui social. #AuroraBorealispic.twitter.com/oNOvnCSZvl
Nessuno controlla prima di pubblicare. Avvisati, non rettificano. Però vanno in giro a presentarsi come il nostro supremo baluardo contro le fake news.
—
2021/11/04 9:45. Intanto il Corriere rilancia, attribuendo a Confortola il seguente virgolettato: “La storia della mia foto, è stato incredibile vedere l’aurora boreale sulle Alpi”. Ho chiesto a Confortola di confermare o smentire questo virgolettato e sono in attesa di risposta. L’articolo di Barbara Gerosa gli attribuisce anche queste dichiarazioni: “Ho scattato la fotografia alle 7.04 di domenica mattina,
sette minuti dopo la magia era già svanita […] mai avrei immaginato di vedere l’aurora boreale sulle Alpi”.
—
2021/11/10 22:00. Nessuna risposta da parte di Confortola alla mia richiesta di confermare o smentire il virgolettato attribuitogli da Barbara Gerosa. Intanto, però, Confortola ha pubblicato questa dichiarazione su Facebook (le evidenziazioni sono mie):
Quando posti una fotografia sui Social sai perfettamente che questa diventa visibile a tante persone . Cone
si può ben leggere, non essendo esperto in materia , ho scritto
semplicemente : LA NATURA CI HA REGALATO QUEST’IMMAGINE PAZZESCA . Lo
scrivo a lettere cubitali perché appunto , ripeto , non essendo esperto
in tal senso , non mi permetto di dare un nome specifico a quanto
fotografato. In tal senso ci hanno pensato all’incirca 1000 esperti
“del settore” ad oggi ( più o meno ) che mi hanno raggiunto via mail ,
meno esperti che hanno fatto le loro ipotesi , detrattori con il mal di
pancia ( ormai storico ) che hanno scritto che si tratta di una BUFALA .
Per me questo scatto rimane un regalo che la natura mi ha permesso
di osservare su una delle montagne che amo di più . Tutto il resto ,
commenti , dissensi, mal di pancia e tanto altro , rimane “ ARIA FRITTA “
… Però una cosa va detta , prima di parlare a raffica e senza conoscenza e competenza , magari leggete bene e informatevi . Per il mal di pancia consiglio un buon farmaco per spasmi addominali . Riassumendo siano pieni di : allenatori di calcio, alpinisti da divano , esperti fotografi e astrofisici. Buona giornata .
Personalmente, visto che i dati tecnici e le circostanze esatte dello scatto della foto sembrano impossibili da accertare, considero chiusa la questione: tutto indica che la foto sia stata scattata in buona fede e che la descrizione di “aurora boreale” sia un’invenzione giornalistica. E questo è tutto quello che conta.
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Qualcuno ha una spiegazione plausibile per quest’improvvisa tripletta di fake news su Sole 24 Ore, Ansa e Fatto Quotidiano a proposito dell’atterraggio di Perseverance “oggi” (in realtà avvenuto a febbraio scorso)?
A parte il rincitrullimento collettivo, intendo?
In realtà la sonda Perseverance è atterrata il 18 febbraio 2021. Qui non c’è ma e non c’è se, non è questione di opinioni: la notizia è falsa. Questo dimostra che i controlli sulle notizie pubblicate sono inesistenti. Ma ricordiamoci che le fake news sono colpa di Internet, mi raccomando 🙂
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