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Se il cielo scompare: nuove megacostellazioni di satelliti minacciano ambiente, atmosfera e astronomia da terra

Ultimo aggiornamento: 2026/03/07 10:45.

Paolo G. Calisse è a capo della Sostenibilità e della Pianificazione delle Operazioni del Cherenkov Telescope Array Observatory, un grande osservatorio per l’astronomia a energie molto alte (Very High Energy) in costruzione a La Palma, nelle Isole Canarie, e vicino Paranal, in Cile. Negli ultimi anni ha sviluppato un grande interesse per tutti i temi che riguardano la lotta alla Crisi Climatica e le sue conseguenze per il nostro pianeta.

Questo articolo include il link ad un modulo che va firmato entro il 6 marzo 2026 da tutti coloro che sono contrari a questo ulteriore tentativo di “privatizzare” il cielo.

Ripetiamo qui l’indirizzo del modulo (incluso anche nel corpo dell’articolo):

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdnBbw-dATjyHVovhoDTtl_VYKWZTs7T8ZbF9sC7oRdDILrEw/viewform

Immagine realizzata da Alan Dyer/AmazingSky.com nel 2024 (Instagram).

Negli ultimi anni stiamo assistendo a una trasformazione silenziosa ma profonda del cielo notturno. L’espansione delle megacostellazioni satellitari sta modificando non solo il modo in cui osserviamo le stelle, ma anche l’ambiente terrestre e i delicati equilibri dell’atmosfera.

Due progetti attualmente al vaglio della Federal Communications Commission (FCC) statunitense, anche se poco credibili per adesso già dal punto della fattibilità tecnica ed economica, rischiano di avere un impatto ancora maggiore: la costellazione Reflect Orbital e il nuovo ambizioso piano di SpaceX per il lancio di un milione, sì avete capito bene, UN MILIONE di satelliti.

Questi progetti comportano enormi rischi ambientali, scientifici ed ecologici, che analizzeremo nel seguito.

Un cielo sempre più affollato

Al momento attuale orbitano attorno alla Terra quasi 15.000 satelliti attivi, un numero cresciuto esponenzialmente con l’avvento delle megacostellazioni, ossia flotte composte da migliaia di unità progettate per fornire servizi globali come telecomunicazioni e connessione Internet. Questo ritmo di crescita è sostenuto da un modello industriale che prevede una vita operativa molto breve per ogni satellite, spesso di pochi anni, e la necessità di continue sostituzioni e aggiornamenti.

La conseguenza è duplice: l’orbita terrestre bassa diventa sempre più congestionata e la quantità di satelliti destinati a rientrare nell’atmosfera aumenta a ritmi senza precedenti. La maggior parte dei satelliti viene intenzionalmente fatta rientrare e disintegrare a fine vita negli strati alti dell’atmosfera, attraverso un processo noto come demisability, termine coniato ad hoc da Starlink (vedi commento di @daryl qui sotto), che comporta la frammentazione del materiale in polveri e particelle metalliche.

Questo avviene senza considerare i rischi sempre più elevati di perdita di controllo e di collisione di alcuni di questi satelliti, che potrebbero generare un aumento crescente della quantità di detriti in orbita (Sindrome di Kessler), al punto di rendere impossibile l’accesso all’orbita soprattutto da parte di equipaggi umani, a causa dei rischi connessi.

Il CRASH Clock è un indicatore ambientale che valuta il rischio di collisione nell’orbita terrestre bassa (low Earth orbit, LEO), ovvero quanto tempo passerebbe prima che avvenga una collisione tra satelliti attivi, detriti spaziali o stadi di razzi abbandonati, se tutte le manovre correttive venissero improvvisamente sospese. Al momento attuale il crash clock stima questo tempo come 3.8 giorni. Per avere un confronto, questo tempo era di 168 giorni ad inizio 2018, e si assottiglia sempre più. È facile immaginare cosa accadrebbe in futuro con un ulteriore incremento del numero di satelliti in orbita.

Reflect Orbital: specchi nello spazio

Tra i progetti più controversi c’è Reflect Orbital, che propone il lancio di 50.000 satelliti dotati di specchi per riflettere la luce solare verso la Terra durante la notte. Gli impatti potenziali sono enormi e includono:

  • aumento dell’inquinamento luminoso notturno;
  • disturbo ai ritmi naturali della fauna, che si orienta con la luce;
  • alterazione dei cicli sonno-veglia umani;
  • compromissione delle osservazioni astronomiche sia professionali sia amatoriali. Già oggi osservatori come il Vera Rubin, che dispongono di un grande campo visivo, devono attuare varie contromisure per limitare i danni alle loro osservazioni.

Il cielo buio è una risorsa naturale fondamentale non solo per la scienza, ma anche per l’ambiente e la cultura. La riflessione artificiale della luce notturna da parte di migliaia di specchi orbitanti rappresenterebbe una minaccia senza precedenti per l’astronomia da terra, già messa a dura prova dalla crescita dell’illuminazione urbana.*

* Da notare che tra i presunti benefici di questa costellazione viene indicato “l’incremento delle ore lavorative”. Un po’ quello che avviene nei pollai industriali, insomma, ma applicato all’intera umanità.

Il mega-progetto SpaceX: un milione di satelliti

Parallelamente, SpaceX ha presentato alla FCC una nuova richiesta per ottenere l’autorizzazione al lancio di fino a un milione di satelliti per costituire data center orbitanti, un progetto separato dal già vastissimo programma StarLink. Molti di questi satelliti verrebbero collocati in orbite eliosincrone, costantemente illuminate dal Sole, risultando quindi molto visibili e con un impatto significativo sull’aspetto di almeno alcune aree del cielo notturno.

Oltre al problema dell’inquinamento luminoso e del traffico orbitale, ricerche recenti evidenziano che la massa e la frequenza di questi satelliti avrebbero conseguenze dirette anche sull’atmosfera terrestre al lancio e al rientro. I modelli mostrano che la combustione in atmosfera di un numero così elevato di mezzi potrebbe produrre quantità senza precedenti di metalli e ossidi di alluminio, con effetti potenzialmente gravi sul clima e sull’ozono.

L’atmosfera trasformata in un “crematorio per satelliti”

Alcuni ricercatori avvertono che la Terra sta rischiando di trasformare la propria atmosfera in un gigantesco crematorio per satelliti. A ogni rientro, infatti, i satelliti vengono riscaldati a migliaia di gradi Celsius e si disintegrano, liberando:

  • alluminio e ossidi di alluminio (allumina);
  • litio e rame;
  • altre particelle metalliche derivanti dai materiali strutturali.

Studi recenti mostrano che questi materiali sono già presenti negli aerosol dell’alta atmosfera, con potenziali implicazioni per:

  • la riduzione dello strato di ozono, essenziale per filtrare le radiazioni ultraviolette;
  • il riscaldamento della stratosfera, alterato dai residui di razzi e dalle particelle metalliche;
  • cambiamenti nella circolazione atmosferica e nei pattern climatici.

Alcune proiezioni indicano che già entro il 2030 i rientri di massa dei satelliti potrebbero iniettare migliaia di tonnellate di materiale nella mesosfera e stratosfera ogni anno, in una zona dove la densità dell’aria è ridotta e quindi altamente sensibile a incrementi in percentuale di queste sostanze. Se le richieste di nuovi lanci verranno approvate e replicate da altri operatori privati, l’impatto potrebbe risultare ancora più significativo.

Il ruolo della FCC e il tempo per intervenire

La FCC sta attualmente valutando i due progetti. Le finestre per inviare osservazioni pubbliche sono molto strette:

  • Reflect Orbital: scadenza il 9 marzo 2026
  • SpaceX – megapiano da 1 milione di satelliti: scadenza il 6 marzo 2026 (oggi!)


L’associazione Astronomers for Planet Earth (A4E), di cui l’autore fa parte e che si batte per la lotta alla crisi climatica con il supporto di un’ampia comunità di astronomi e astrofisici, ha espresso fermamente la propria opposizione in un documento disponibile qui, sottolineando la minaccia che tali iniziative rappresentano per l’astronomia, gli ecosistemi e la tutela del cielo notturno. A4E invita cittadini e ricercatori a sostenere una dichiarazione ufficiale, in inglese, da inviare alla FCC, e disponibile a questo link.

Una responsabilità collettiva verso il futuro del cielo

Il cielo notturno non è solo un patrimonio scientifico, ma anche culturale ed ecologico. Le megacostellazioni offrono vantaggi tecnologici indiscutibili, ma sollevano questioni etiche e ambientali profonde. L’attuale corsa allo spazio da parte di alcuni gruppi privati rischia infatti di trasformare l’accesso all’orbita e all’atmosfera in un modello “usa e getta” su scala planetaria.

Le evidenze scientifiche ci dicono che il cielo non è un luogo isolato: ciò che avviene in orbita ha ricadute dirette sul clima, sulla biodiversità e sulla nostra capacità di osservare l’universo.

Siamo quindi a un bivio storico. Le scelte che prenderemo oggi definiranno il modo in cui le generazioni future potranno guardare il cielo, non solo per noi astronomi, ma anche come spazio naturale da preservare.

Niente Panico RSI – Puntata del 2025/10/06

Ultimo aggiornamento: 2025/10/13 19:40.

È andata in onda lunedì scorso una nuova puntata in diretta di Niente Panico, il programma che conduco insieme a Rosy Nervi (e stavolta anche GG) sulla Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera. La trasmissione è riascoltabile qui sul sito della RSI oppure nell’embed qui sotto.

Lo streaming in diretta della Rete Tre è presso www.rsi.ch/audio/rete-tre/live; la mia raccolta completa delle puntate è presso Attivissimo.me/np.

Qui sotto trovate approfondimenti e fonti di alcuni dei temi che abbiamo affrontato nella puntata.

Asteroide potrebbe colpire la Luna nel 2032, detriti pericolosi per i nostri satelliti

L’asteroide 2024 YR4 misura circa 60 metri; non è in rotta di collisione con la Terra, ma i calcoli aggiornati suggeriscono una piccola ma reale possibilità, circa il 4%, che possa schiantarsi sulla Luna il 22 dicembre 2032. Un impatto lunare creerebbe un cratere con un diametro compreso fra 500 metri e 2 chilometri e potrebbe scagliare nello spazio circa 100.000 tonnellate di detriti, aumentando enormemente il numero di micrometeoroidi nelle vicinanze della Terra.

Una nube di detriti di questa portata potrebbe mettere in pericolo i satelliti, i telescopi spaziali e persino gli astronauti a bordo di veicoli spaziali o della Stazione Spaziale Internazionale. Un nuovo studio esplora le opzioni di difesa, compresi gli impattatori cinetici come la missione DART della NASA o, in modo più radicale, l’uso di un dispositivo nucleare per spingere o frantumare l’asteroide.

Una finestra di lancio si aprirebbe alla fine del 2029, ma qualsiasi intervento comporta dei rischi: non si conosce ancora la massa esatta dell’asteroide e un errore di calcolo potrebbe avvicinarlo alla Terra.

Le incertezze attuali verranno ridotte nel 2028, quando la traiettoria dell’asteroide lo porterà ad avvicinarsi alla Terra (a distanza di sicurezza, comunque).

I dettagli sono nell’articolo scientifico in preprint intitolato Analysis of deflection and disruption options for asteroid 2024 YR4, datato 15 settembre 2025 ma al momento non disponibile online (o perlomeno io non riesco a trovarlo; forse è questo con un titolo leggermente differente, Space Mission Options for Reconnaissance and Mitigation of Asteroid 2024 YR4).

Perché molti personaggi dei cartoni animati indossano guanti bianchi?

È una cosa alla quale raramente si fa caso perché è una caratteristica diffusissima, ma molti personaggi dei cartoni animati indossano guanti bianchi, e lo fanno in molti casi anche quando non rappresentano persone ma sono animali. Perché Bugs Bunny, un coniglio, indossa questi guanti?

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Bugs Bunny. Fonte: Wikipedia.

La giustificazione tecnica è che i guanti bianchi creano un netto contrasto con la maggior parte degli sfondi e dei corpi dei personaggi, rendendo le mani molto più facili da vedere e seguire durante il movimento. Questo era particolarmente importante nei primissimi cartoni animati, che erano in bianco e nero e quindi non potevano usare le sfumature di colore per rendere più leggibili le scene e più comprensibile l’azione. Inoltre un guanto è più semplice da disegnare rispetto a una mano, che ha unghie, nocche, pieghe della pelle e tanti altri dettagli.

Ma c’è anche un’altra ragione meno tecnica: i primi cartoni animati si ispirarono ai cosiddetti minstrel show, una forma di spettacolo da palcoscenico nato negli Stati Uniti durante l’Ottocento, che consisteva in una miscela di sketch comici, varietà, danze e musica e veniva interpretato da attori bianchi con la faccia dipinta di nero, cioè in blackface. Questi spettacoli rappresentavano i neri in maniera stereotipata e quasi sempre offensiva, presentandoli come ignoranti, pigri e superstiziosi. In altre parole, erano spettacoli totalmente razzisti. Il colore di Topolino o di Felix il Gatto non è casuale, insomma.

Nei minstrel show gli artisti indossavano appunto guanti bianchi, allo scopo di rendere visibili al pubblico i movimenti delle loro mani, e gli animatori degli anni Venti e Trenta del secolo scorso mantennero questa caratteristica nei loro personaggi. Oggi questo riferimento culturale profondamente discutibile si è perso e molti personaggi dei cartoni animati moderni (Sonic, Mario) indossano guanti puramente per tradizione iconografica del mondo dell’animazione e per i motivi tecnici che ho citato prima.

Per chi volesse saperne di più, ci sono libri come Birth of an Industry: Blackface Minstrelsy and the Rise of American Animation, di Nicholas Sammond (2015) [Google Books; Duke University Press], che ha un ricco sito di approfondimento contenente spezzoni di cartoni animati di Topolino degli anni Trenta che sbandierano disinvoltamente un razzismo agghiacciante. Altri libri che permettono di non dimenticare queste origini poco edificanti di personaggi che abbiamo normalizzato sono elencati presso Academia.edu. Ci sono anche i documentari Ethnic Notions, che ha vinto un Emmy nel 1988 [Wikipedia], e Color Adjustment, entrambi di Marion Riggs [Archive.org]. Con il clima politico statunitense attuale, c’è da chiedersi per quanto tempo resteranno ancora disponibili.

L’origine bizzarra del tema musicale di James Bond

Grazie al programma Quite Interesting della BBC ho scoperto una chicca davvero sorprendente che riguarda il celeberrimo tema musicale che identifica James Bond: quello che potete sentire qui sotto, suonato dalla chitarra elettrica, da 0:08 a 0:21.

Quel tema è tratto da questo brano, Bad Sign, Good Sign, eseguito in stile indiano:

Non è una coincidenza o una teoria: è un fatto storicamente assodato. Ma non è plagio, perché fu la stessa persona a comporre entrambi i brani. La persona in questione è Monty Norman: aveva scritto Bad Sign, Good Sign per un musical che non ebbe grande successo. Quando gli fu commissionata la colonna sonora di Dr. No (Agente 007 licenza di uccidere, 1962), riprese la melodia di quel musical e la rielaborò in quello che oggi conosciamo tutti come il tema di James Bond. E ora non riuscirete mai più a vedere un film di 007 senza pensare a questa versione indianeggiante [Montynorman.com].

Eclissi totale di Luna visibile dall’Italia il 7 settembre

Da Martino (il Maestro di Cerimonie del Pranzo dei Disinformatici) ricevo la segnalazione di questo evento astronomico, che vi giro con piacere. Occhi al cielo, nuvole permettendo!

Paolo


La sera di domenica 7 settembre si verificherà l’unica eclissi totale di Luna visibile dall’Italia del 2025 (info). Il nostro satellite sorgerà già completamente oscurato a un orario variabile a seconda del punto di osservazione (a titolo di esempio: Bari 19.12; Roma 19.30; Torino 19.52; tutti gli orari sono espressi in ora legale italiana) (info). Solo le località più orientali, e solo in condizioni molto favorevoli, potranno osservare l’ingresso nella totalità, alle 19.30.

La fase totale durerà fino al cosiddetto terzo contatto, alle 20.52; la fase parziale in uscita, durante la quale la Luna gradualmente scivolerà fuori dal cono d’ombra terrestre, terminerà alle 21.56 (quarto contatto). E poi basta fino al 2028 (info).

In realtà, dopo la fase parziale il satellite rimarrà in penombra fino alle 22.55, ma in tale condizione ciò che si vede è solo una leggera diminuzione della luminosità del disco lunare, il che non è facilmente percepibile dall’osservatore inesperto.

Chi ha la vista buona potrà invece notare come varia la luminosità della Luna durante la totalità. Il cono d’ombra terrestre, nel quale si diffonde una debole luce rossastra a causa della dispersione provocata dalla nostra atmosfera (info), non è illuminato uniformemente: le parti periferiche sono più luminose, e questo si percepisce anche confrontando nello stesso momento parti diverse della superficie lunare. La cosiddetta massima eclisse, in cui il satellite dovrebbe essere alla luminosità minima, è prevista per le 20.12.

Data la geometria dell’evento, è fondamentale avere un orizzonte est libero; particolarmente fortunati sono gli osservatori delle coste adriatiche, che in buona parte potranno osservare la Luna sorgere dal mare già eclissata. Roba che vale un viaggio.

Trovate una fonte riassuntiva ben fatta qui sul sito dell’UAI.

Starmus La Palma, quarta giornata

Questo è il programma di oggi, quarto e ultimo giorno di questa festa di scienza e musica. Trovate i dettagli sul sito dell’evento, Starmus.com.

Kip Thorne (fisico e premio Nobel) e Lia Halloran (pittrice e fotografa) The Warped Side of the Universe. Una lezione pittorica e scientifica sulle fluttuazioni quantistiche del vuoto come mattoni costitutivi dell’Universo e come strumenti per misurare le onde gravitazionali e altri fenomeni incredibilmente fini. Inevitabile e potente il grido di allarme di Thorne per l’attacco senza precedenti alla scienza di Donald Trump e Elon Musk negli Stati Uniti.

Kip Thorne e Lia Halloran.

Marie Edmonds (Vulcanologa e petrologa) Volcano: Friend or Foe? Gli effetti negativi e positivi dei vulcani, come supporto alla vita e contenimento dei cambiamenti climatici.

Marie Edmonds.

Matt Mountain (astrofisico) Expanding Perspectives: The Power of Astronomy and Future Telescopes to Change Our World. Affascinante riepilogo delle scoperte rivoluzionarie permesse dai telescopi. Quando sarà possibile osservare le superfici di pianeti? Se la fisica quantistica viene applicata ai grandi telescopi, presto.

Kurt Wüthrich (chimico/biofisico, premio Nobel) Dark Matter in the Human Genome, RNA and Proteome. L’incredibile complessità del mondo delle proteine, raccontato con un occhio all’intelligenza artificiale e uno all’idea di “materia oscura” proteica.

Mario Livio (astrofisico, autore di bestseller) The Quest for Cosmic Life.

Donna Strickland (fisico e premio Nobel) Laser Acceleration for Medical Treatments.

George Smoot (astrofisico e premio Nobel) Stem Cell Therapy Centre Automation and Safety.

Jill Tarter (astrofisica, pioniera della ricerca di vita extraterrestre) Search for Extraterrestrial Intelligence.

Pablo Álvarez (astronauta ESA e ingegnere aerospaziale) Roads To Cosmos.

Jim Bell (scienziato planetario, ex presidente della US Planetary Society) Finding Life on Other Worlds: This Century’s Exploration Imperative.

Starmus La Palma, terza giornata

Domenica è stato un giorno relativamente tranquillo: non ci sono state conferenze, ma i relatori e alcuni ospiti sono stati portati a visitare i grandi telescopi situati sull’isola e hanno partecipato a due tavole rotonde, che però non sono state trasmesse pubblicamente.

In compenso, grazie al collega e amico Thomas Villa ho potuto chiacchierare con Jill Tarter e regalarle una sana risata con la notizia dell’IA di Google che dice che la trippa è kosher a seconda della religione della mucca.

La sera, la Dama e io abbiamo partecipato alla cena di gala, all‘aperto, con tanto di fuochi d’artificio. Stare a tavola con direttori generali di centrali a fusione e donne astronauta è stato surreale e fantastico.

Starmus La Palma, seconda giornata

Anche oggi la Dama e io, insieme a tutti i partecipanti al festival di scienza e musica Starmus, ci prepariamo a una scorpacciata di buon cibo locale e di scienza. Stamattina a colazione ci siamo trovati accanto Jill Tarter (l’ispiratrice del film Contact).

La vista dall’hotel Melià La Palma che ospita Starmus. L’isola porta ancora i segni e le cicatrici laviche dell’eruzione del 2021.

Questo è il programma di oggi:

Jane Goodall (etologa, primatologa, fondatrice del Jane Goodall Institute e Messaggera di Pace dell’ONU) Reasons for Hope. Strepitosa e lucida, con una lezione di vita e di umiltà dall’alto dei suoi 91 anni.

Jane Goodall.
Kip Thorne tra il pubblico adesso a Starmus La Palma.

Steven Chu (fisico, premio Nobel) A new approach to carbon capture. Le tecnologie per estrarre la CO2 dall’atmosfera finora si sono rivelate costosissime e inefficienti. Ma ci sono novità importanti sul fronte della riduzione dei costi che le potrebbero rendere praticabili su vasta scala. E c’è anche un materiale innovativo che fa cattura di CO2: il legno, da usare per costruzioni anche di grandi dimensioni e altezza e di lunga durata.

Steven Chu.

Xavier Barcons (astrofisico, direttore generale dell’ESO) Dark Skies and Big Telescopes, we need both. Una relazione piena di sorprese e dati sull’inquinamento luminoso, a volte proveniente da fonti inaspettate, e sulle difficoltà di costruzione e i risultati attesi dei telescopi giganti in corso di realizzazione sulla Terra.

Xavier Barcons, direttore generale dell’ESO.

Costanza Bonadonna (geologa, vulcanologa) Living on a Dynamic Planet: Lessons from the 2021 La Palma Eruption. Resoconto tecnico degli sconvolgimenti causati da una eruzione vulcanica vissuta molto da vicino: quella che ha colpito il luogo in cui ci troviamo. Fa impressione parlarne in un hotel che ha una colata lavica che gli passa accanto e porta ancora le cicatrici dei danni causati dall’eruzione.

Costanza Bonadonna, geologa e vulcanologa.
L’hotel Melià presso il quale si tiene Starmus.
L’hotel è perfettamente fruibile e molto accogliente, ma alcune zone non essenziali sono ancora transennate e rivelano i danni causati dalla discesa inesorabile della lava. Questa è la vista da un angolo del ristorante dell’albergo.

Pietro Barabaschi (fisico, direttore generale di ITER) The Power of Nuclear Fusion: From the Solar Core to Earthly Reactors. Un aggiornamento sulla situazione del reattore a fusione nucleare sperimentale ITER in costruzione in Europa: si stanno posando adesso i primi, giganteschi elementi e si spera di arrivare alle prime accensioni entro pochi anni.

Pietro Barabaschi.

Chris Hadfield (astronauta, ex comandante della ISS) The sky is falling: What to do about space junk? Il punto della situazione sui detriti spaziali, fatto da uno che ha vissuto sulla ISS e ha sentito di persona il picchiettio quotidiano di quei detriti e dei micrometeoroidi contro la superficie esterna della Stazione.

L’astronauta Chris Hadfield.

Kathryn Thornton (fisica, ex astronauta NASA) Intelsat Satellite Rescue in Space. Racconto avvincente di una missione di intercettazione e salvataggio di un satellite nella quale è successo davvero di tutto, compresa una EVA di tre persone non pianificata per agguantare a mano il satellite (con una massa di oltre 4 tonnellate), usando in tre una camera di depressurizzazione e un sistema di comunicazione previsti per gestire al massimo due astronauti e inventando man mano le soluzioni ai problemi che si presentavano continuamente. Avventure spaziali così non se ne fanno più. Chicca: è una Trekker e ha citato Star Trek nella sua presentazione.

L’astronauta Kathryn Thornton.

Anousheh Ansari (ingegnere, imprenditrice, prima donna partecipante privata a missione spaziale) Dreaming Big for the Future of Humanity in Space. L’esperienza personale di una donna che dall’Iran travolto dalla rivoluzione è andata negli Stati Uniti, ha fatto fortuna con la propria competenza ingegneristica e si è conquistata un volo nello spazio fino alla Stazione Spaziale Internazionale, istituendo un premio, l’Ansari X-Prize, per stimolare l’entrata dei privati nelle missioni spaziali con equipaggio. SpaceShip One, il primo veicolo suborbitale privato, è frutto di questo suo premio.

Anousheh Ansari.

Sara García (biotecnologa e astronauta di riserva dell’ESA) Out-of-This-World Medicine. Una vivace e colorita sintesi della medicina spaziale: effetti fisiologici e psicologici della permanenza nello spazio, risorse e protocolli medici attuali e futuri.

Sara Garcia.

Terry Virts (astronauta) View From Above – A survey of photography from the ISS. Questa relazione era prevista dal programma ma è stata saltata senza spiegazioni.

Juan Luis Arsuaga (paleoantropologo) Are the ETs humanoids? Una discussione semiseria e francamente un po’ sconclusionata sulle possibili fisiologie degli extraterrestri capaci di creare tecnologie spaziali.

Sono a Starmus La Palma: la prima giornata

Tra poco comincia la prima giornata di Starmus, evento di scienza e musica strapieno di premi Nobel e astronauti. Il programma completo è su Starmus.com. L’accesso è completamente gratuito, a patto di essere disposti a recarsi all’isola di La Palma, nelle Canarie (la Dama del Maniero e io lo abbiamo fatto di tasca nostra anche per concederci un momento di vacanza).

Posterò qui foto e sunti degli interventi dei relatori. In questo momento sono alla conferenza stampa di presentazione e dietro di me, seduto tra il pubblico, c’è George Smoot, giusto per dire.

Le autorità locali e Garik Israelian, organizzatore di Starmus (l’ultimo a destra), alla conferenza stampa di presentazione dell’evento.
Al centro, George Smoot. A destra, Michel Mayor.

Questo è il programma delle conferenze scientifiche di oggi, alle quali seguiranno concerti di vari artisti in luoghi sparsi per l’isola:

John Mather (astrofisico, premio Nobel) – From the Big Bang to Quantum Mechanics, Life, and Artificial Intelligence. Una cavalcata da capogiro nelle recentissime scoperte scientifiche in astronomia, astrofisica e IA.

È bellissimo ascoltare una conferenza scientifica all’aperto, con il sereno boato delle onde dell’oceano in sottofondo. Sul palco c’è John Mather.

Nancy Knowlton (Biologa) – Bright Spots: Making a Difference for the Planet in our Age of Rage. Ci sono tante notizie ecologiche deprimenti ed è facile sentirsene sopraffatti. Ma questo porta all’apatia. E se invece provassimo a raccontare con più evidenza i successi? Perché ce ne sono tanti, anche se poco pubblicizzati.

Miguel Alcubierre (fisico teorico) – Faster than the Speed of Light. L’ideatore di un metodo compatibile con le leggi della fisica per viaggiare più veloce della luce spiega il suo metodo. I requisiti sono… piuttosto impegnativi.

Miguel Alcubierre, ideatore di un metodo fisicamente plausibile di viaggiare a velocità maggiori di quella della luce deformando lo spazio.

Chema Alonso (esperto di sicurezza informatica) – Hacking AI. Una carrellata folgorante di tecniche per scavalcare le scadenti salvaguardie delle IA attuali e convincerle a… uccidere Brian May!

Michel Mayor (astrofisico, premio Nobel) – Billions of planets in the Milky Way – 30 years of discoveries and new challenges. Uno degli scopritori dei primi esopianeti presenta lo stato dell’arte della ricerca di pianeti al di fuori del nostro sistema solare. Ora siamo in grado, in alcuni casi, non solo l’esistenza, ma anche la composizione chimica delle loro atmosfere: Mayor spiega come si fa e come faremo nel prossimo futuro.

Jane Lubchenco (scienziata dell’ambiente, ecologa marina, ex Administrator del NOAA) – A New Narrative for the Ocean. Soluzioni concrete per ripensare il ruolo dell’oceano non come vittima ma come motore della soluzione di problemi come fame, inquinamento e cambiamento climatico.

Bernhard Schölkopff (informatico) – Is AI Intelligent? Esempi geniali spiegano che gli attuali grandi modelli linguistici non sono e non possono essere intelligenti perché non gestiscono la causalità.

Valentín Martínez (fisico solare) – Living With a Star: the Good, the Bad and the Ugly. Le tempeste solari hanno effetti spettacolari in termini visivi, ma anche conseguenze disastrose sulle infrastrutture tecnologiche e sui voli spaziali: lo stato dell’arte delle previsioni di meteorologia spaziale, con una bella citazione dell’Evento di Carrington e di altri blackout più recenti causati dai sussulti del Sole.

Rafael Yuste (neuroscienziato) – Can You See a Thought? Neuronal Ensembles as Basic Units of Brain Function. L’ipotesi che i pensieri emergano non al livello dei singoli neuroni del cervello, ma a quello degli insiemi di neuroni, supportata da una dimostrazione di come si può impiantare un’idea o un’immagine in una mente. Per ora è quella di un topolino, ma la speranza (leggermente inquietante) è che si possa applicare alle persone per gestire o curare malattie della mente.

Sul piano personale, è stato un piacere ritrovare qui un amico e una firma ricorrente tra i commentatori di questo blog: Pgc, che lavora qui da vari anni e ha permesso a me e alla Dama del Maniero di vedere l’isola con gli occhi di chi ci abita e non con quelli dei turisti. Il posto è davvero incantevole, molto a misura d’uomo, ed è ovviamente un paradiso per chi ama l’astronomia.

Domani ci sarà un’altra raffica di conferenze scientifiche: cercherò di riassumervele, ma il fiume di informazioni e di eventi è difficile da seguire senza esserne travolti. Sui miei canali social troverete altre foto dell’evento.

Ad astra!

Annunciate le date della Sci-Fi Universe 2026: 17-18 gennaio, sempre a Peschiera del Garda

Dopo il successo dell’edizione 2025 della convention di fantascienza, astronomia e astrofisica Sci-Fi Universe che ho il piacere di co-organizzare e co-presentare insieme all’allegra squadra dello Stargate Fanclub Italia, è già partita la preparazione dell’edizione 2026. Abbiamo già fissato le date per quella che speriamo sarà la vostra prima convention di ogni nuovo anno: l’appuntamento è per il weekend del 17 e 18 gennaio 2026.

Potremo trascorrere insieme un intero fine settimana (e qualcuno fra noi minaccia “forse anche di più”, visti gli entusiasmi di tanti partecipanti arrivati la sera prima quest’anno), alternando momenti interessanti ed istruttivi ad altri allegri e divertenti, tutti accomunati dalla fantastica atmosfera di amicizia e convivialità che contraddistingue la Sci-Fi Universe fin dalla sua prima edizione.

Il luogo scelto per le edizioni passate sembra proprio piacere tanto a tutti, per cui restiamo anche per il 2026 al Parc Hotel di Peschiera del Garda (VR), dove non solo avremo capienti sale a nostra disposizione ma si potrà comodamente pernottare e mangiare in loco, e godersi momenti di pausa negli ampi spazi dell’hotel, dal bar alla fantastica piscina/spa.

Ci siamo accorti, infatti, che oltre agli eventi letterari, scientifici e fantascientifici, ai workshop, alle conferenze, agli ospiti e alle sessioni di gioco, per molti partecipanti la SFU è soprattutto un’occasione per ritrovare tanti amici tutti insieme e passare un weekend in allegra compagnia nelle ampie aree di ritrovo del Parc Hotel. E questo ci fa felicissimi! Volevamo proprio creare un momento di ritrovo fra appassionati che fosse fruibile comodamente da tutti, senza pellegrinaggi continui per i pasti, accessibile e divertente anche per chi magari vuole portare la famiglia, e da come avete risposto fin qui ci sembra che ci stiamo muovendo nella direzione giusta.

Se volete saperne di più, e magari cominciare a prenotare le camere (quelle più vicine si esauriscono in fretta), trovate tutti i dettagli sul sito della Sci-Fi Universe: Scifiuniverse.it (per gli amici, la Sciallacon).

Potete inoltre seguire gli annunci sui canali social della SFU: Instagram (@scifiuniverseit), Mastodon (@mastodon.uno@SciFiUniverseIt), Facebook (@scifiuniverseit), YouTube (@SciFiUniverseIT), TikTok (@scifiuniverseit), WhatsApp (canale), Telegram (t.me/scifiuniverse) e mail (info@scifiuniverse.it).

Sci-Fi Universe, 18-19 gennaio 2025: scienza e fantascienza insieme per divertimento e conoscenza, con Luca Perri, Tony Amendola e tanti altri ospiti

Dopo il successo e il divertimento dell’edizione sperimentale di gennaio scorso, torna Sci-Fi Universe (per gli amici “la Sciallacon”), un weekend di conferenze di scienza e fantascienza, con ospiti come Luca Perri e Tony Amendola (Stargate), osservazioni astronomiche e solari (meteo permettendo) e workshop dedicati a fotografia, doppiaggio, podcasting, realtà virtuale e tanto altro ancora.

L’evento è organizzato dallo Stargate Fanclub Italia e io ho il piacere di esserne co-organizzatore, co-conduttore e docente di alcuni workshop e conferenze (per questa edizione, mi occuperò di podcasting e multiverso scientifico e fantascientifico).

Il raduno si tiene al Parc Hotel di Peschiera del Garda (con piscina, palestra, spa e spazi di gioco e intrattenimento per tutta la famiglia), il 18 e 19 gennaio 2025, con un prequel a sorpresa per chi arriva già di venerdì durante l’allestimento. Inoltre durante la convention ci sarà il compleanno della Dama del Maniero, per cui faremo anche un festeggiamento speciale per lei, con alcune cose mai viste e irripetibili.

L’ingresso standard costa 35 euro e vale per entrambi i giorni; ragazzi e ragazze dai 12 ai 17 anni e portatori di handicap entrano con 15 euro; chi ha meno di 11 anni o accompagna portatori di handicap entra gratis.

Se siete interessati a partecipare, la scheda d’iscrizione è qui e il programma completo è qui. Consiglio di non rinviare la prenotazione, perché i posti disponibili sono quasi esauriti. Le ultime notizie e le chicche della SFU vengono pubblicate non solo sul sito dell’evento (scifiuniverse.it) ma anche sui social network: Facebook, X/Twitter, YouTube, Instagram, TikTok e Mastodon.

Questi i club e le associazioni presenti: Stargate Fanclub Italia, Deep Space One, Moonbase ’99, S.T.E.I. Stazione Eco-Interstellare, Star Trek Torino, CICAP, ASIMOF, Doctor Who Italian Fan Club, Starfleet Section 31 Italy Department, Steampunk Nord-Est. Il media partner è FantascientifiCast.

Ospiti e relatori: l’attore Tony Amendola, l’astrofisico Luca Perri, il fisico e astrofisico Simone Jovenitti, l’esperto musicale Claudio Sonego, il traduttore e interprete specializzato in videogiochi Samuele Voltan, la docente di inglese Aurora Fumagalli (laureata in Lettere Moderne con tesi triennale su Star Trek), il giornalista e saggista Cesare Cioni, la consulente editoriale e traduttrice Chiara Codecà, l’ingegnere Dario Kubler (esperto di costruzione di componenti satellitari e di modelli spaziali ultrafedeli).

Workshop ed experience: Meet & Greet con Tony Amendola (che parla italiano), Stampa 3D a cura di GEALab.net, osservazione del Sole in sicurezza con gli esperti di Physical.pub, scrittura con Ida Daneri (docente di scrittura creativa), fotografia per smartphone con Andrea Tedeschi, podcasting con il sottoscritto, doppiaggio con Luca Gatta, scherma con spade laser a cura di GLSabers e Tortellino Laser ASD, prova della realtà virtuale, volo spaziale con Davide Formenti, ginnastica Klingon con Elena Albertini, e altro ancora.

Ci vediamo lì!

Ci vediamo a Segrate oggi alle 18 per parlare di alieni?

Come preannunciato, oggi alle 18 sarò a Segrate, all’Auditorium Centro Verdi, per parlare di ricerca della vita extraterrestre (quella seria) nell‘ambito del Mese dello Spazio, che è una serie di conferenze, laboratori, cineforum e concerti dedicati al fascino dell’Universo, realizzata grazie al supporto del Comune e della Biblioteca di Segrate.

Fra gli ospiti, nelle varie giornate, ci sono Massimo Polidoro, Luca Perri (che sarà ospite della convention Sci-Fi Universe che co-organizzo a gennaio 2025), Giulio Magli, Giulia Malighetti, Luna Rampinelli, Aniello Mennella, Sonia Spinello, Eugenia Canale e Manuel Consigli. Il programma completo è qui su Physical.pub; i dettagli della mia serata di oggi sono qui.

Tutti gli incontri sono gratuiti e ad accesso libero, fino ad esaurimento dei posti; chi ha piacere può lasciare una donazione a Physical Pub. Ove possibile vi saranno firmacopie e gadget astronomici. Io porterò qualche copia di Carrying the Fire – Il mio viaggio verso la Luna (la traduzione italiana dell’autobiografia dell’astronauta lunare Michael Collins).