Vai al contenuto
RaiNews, Quotidiano Nazionale e le banconote da 8600 euro

RaiNews, Quotidiano Nazionale e le banconote da 8600 euro

Rainews scrive che vicino al rifugio del leader del gruppo Wagner, Prigozhin, sono state trovate “[c]inquemila banconote per un valore di circa quattro miliardi di rubli, l’equivalente di circa 44 milioni di euro”.

https://www.rainews.it/articoli/2023/06/il-tesoro-di-prigozhin-ritrovati-nel-suo-rifugio-44-milioni-di-euro-e-lingotti-doro-5fb528b8-7ea7-4962-8419-dced3f8ffef8.html (copia permanente: https://archive.is/LRJE3)

Quotidiano Nazionale, a firma di Alessandro Farruggia, anche su carta, ribadisce il concetto: “trovate cinquemila banconote per un valore di circa quattro miliardi di rubli, l’equivalente di 43 milioni di euro.”

https://www.quotidiano.net/cronaca/cronaca-di-un-golpe-annunciato-la-cia-informata-putin-anche-e-prigozhin-ora-e-sparito-7bfeac00 (copia permanente: https://archive.is/i6qdC)

Nessuno, in redazione, che faccia due conti e si chieda come cinquemila banconote possano ammontare a 43 milioni di euro.

Se questo è giornalismo, allora datemi ChatGPT, e di corsa.

Il Sole 24 Ore e i trilioni; La Stampa fa gli articoli usando Deepl

Questo è un “articolo” de La Stampa. Uso le virgolette per via di
quella frase finale, lasciata in bella mostra:
“Tradotto con DeepL.com/Translator (versione gratuita)”.

Oggi il
giornalismo si fa così: si piglia un articolo straniero altrui (avendone i
diritti o no, non si sa), lo si ficca in un traduttore automatico, e si
pubblica il risultato. Grazie a
@fabiobortolotti
e ai tanti che mi hanno segnalato questa perla.

Il Sole 24 Ore, intanto, scrive che “trilione” vuol dire 3000 miliardi (grazie a @MarcoBigi66 per la segnalazione), e poi attribuisce a Bloomberg la scemenza che scrive: 

Apple è un passo dal raggiungere una capitalizzazione da 3mila miliardi
di dollari […] Lo scrive l’agenzia Bloomberg […] al colosso di Cupertino basta un rialzo del 6% del
titolo, oggi a quota 174 dollari, per diventare la prima azienda al
mondo a spingersi sopra alla soglia del “trilione” di dollari.

 

Mi piacerebbe sapere se i giornali fanno lavorare gli inetti perché costano poco
o perché i loro capi sono inetti anche loro e non si rendono conto delle cretinate da analfabeti che pubblicano, ma ho paura della risposta
in entrambi casi.

Non ho altro da aggiungere.

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle
donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere
ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico) o
altri metodi.

L’analfabetismo numerico come metodo redazionale: la bufala dei “7 italiani su 10” che ieri hanno pranzato al ristorante

L’analfabetismo numerico come metodo redazionale: la bufala dei “7 italiani su 10” che ieri hanno pranzato al ristorante

Ultimo aggiornamento: 2021/02/07 22:10.

Il Corriere della sera di oggi, nell’edizione cartacea, a pagina 13, ha scritto che
“ieri 7 italiani su 10 hanno pranzato al ristorante”. L’articolo è a firma di Rinaldo Frignani.

La stessa idiozia è stata ripetuta al TG1 della RAI oggi alle 13.30.

Nessuno, ma proprio nessuno, che si sia chiesto come sarebbe stato possibile per quarantadue milioni di italiani recarsi contemporaneamente a pranzo al ristorante e come avrebbero fatto i ristoratori a sfamarli tutti di colpo.

C’è poi il problema degli incassi: se a Roma si fossero davvero incassati 5 milioni di euro su 2 milioni di pasti (il 70% di 2,9 milioni di abitanti), vorrebbe dire che ogni pasto è stato pagato un paio di euro e spiccioli. 

C’è cascato anche il Corriere del Ticino:Sette su dieci hanno pranzato fuori secondo la Coldiretti” (copia permanente)

Il Giornale di Sicilia ha titolato “Covid, nel weekend 7 italiani su 10 a pranzo fuori”, spalmando l’orda su due giorni invece di uno, ma l’assurdità resta (copia permanente).

Non c’è niente da fare: la discalculia impera e i giornalisti non sanno resistere al fascino dei numeri e delle pseudostatistiche.

La probabile origine di questa scemenza è spiegata da Giornalettismo: un comunicato stampa di Coldiretti, che titola “Covid: 7 italiani su 10 a pranzo fuori nel week end” ma nel testo dice che quei 7 su 10 erano gli italiani che pranzavano fuori almeno un sabato o una domenica al mese.

Se l’ipotesi è corretta, allora alcuni giornalisti hanno anche difficoltà a capire quello che leggono. Il Post fa bene il punto sulla desolante consuetudine del giornalismo basato su comunicati stampa letti male e mai verificati. E l’Ordine dei Giornalisti pare troppo impegnato a pettinare lampadine. Siamo in buone mani.

 

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle
donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere
ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o
altri metodi.

Il Corriere risolve il problema dei rifiuti: ne fa stare tredicimila tonnellate in un solo container

Il Corriere risolve il problema dei rifiuti: ne fa stare tredicimila tonnellate in un solo container

Giornalismo (e) spazzatura. Secondo questa notizia sul sito del Corriere della Sera, a Palermo ci sono (evidenziazioni aggiunte) “13mila tonnellate di liquidi altamente inquinanti… chiuse in un container”.

Errore del titolista? Macché: “Per anni oltre tredicimila tonnellate di rifiuti tossici… sono stati lasciati in un container sulla banchina del porto di Palermo”. E ancora: “I magistrati cercheranno di capire perché i liquidi, altamente inquinanti, sono rimasti chiusi in un container senza essere smaltiti”.

Quello non è un container: è un TARDIS. Complimenti alla redazione online del Corriere per la bella dimostrazione di discalculia e grazie a JohnnyWolf per la segnalazione.

Aggiornamento (13:30): l’articolo è stato riscritto e ora parla di “cassone” e non di “container”.

Repubblica: “Ogni anno sulle strade d'Europa muoiono 235 milioni di persone”

Repubblica: “Ogni anno sulle strade d’Europa muoiono 235 milioni di persone”

Cerco di non segnalare tutti i refusi che vedo e mi vengono segnalati nei giornali blasonati in Rete, perché sarebbe un fiume in piena, ma questa perla merita una segnalazione speciale per la sua spettacolarità e longevità.

Da diversi giorni, infatti, Repubblica lascia sul proprio sito un articolo che offre, sia nel titolo sia nel testo, un dato di assoluto, imprescindibile allarme planetario: lo vedete nell’immagine qui sopra.

Altro che aviaria, terrorismo o guerra termonucleare: la vera ecatombe, la minaccia totale alla sopravvivenza del genere umano, è l’automobile. Secondo chi ha redatto questo capolavoro d’informazione, infatti,

“Ogni anno sulle strade d’Europa muoiono 235 milioni di persone, 7 invece finiscono in ospedale. Sono i dati preoccupanti diffusi oggi dalla Commissione europea che ha sollecitato gli Stati membri a rafforzare la prevenzione degli incidenti stradali che rappresentano la quarta causa di decessi nell’Ue”

Viene da chiedersi quali siano le altre tre cause, visto che questa è soltanto la quarta, e se rimanga vivo qualcuno dopo uno sterminio del genere, considerato che la popolazione dell’Unione europea assomma a circa 460 milioni di anime: secondo Repubblica, insomma, ogni anno la popolazione europea viene più che dimezzata. Fra meno di due anni saremo tutti morti.

Viene da chiedersi anche dove abbia parcheggiato il cervello chi ha scritto e persino titolato una stupidaggine del genere e chi non l’ha controllata. Nessuno, nessuno dei responsabili di Repubblica si è posto la banale domanda “ma 235 milioni non sono un po’ tanti?”.

Complimenti vivissimi per il classico esempio di analfabetismo numerico. Adesso vediamo quanto tempo passa prima che Repubblica corregga. Sono le 14:10.

Grazie ai tanti lettori che mi hanno segnalato questo ennesimo chiodo conficcato a tradimento nella bara del giornalismo tradizionale.

Aggiornamento (2006/07/04 19:25)

Repubblica ha rimosso l’articolo.

Dopo i gigabyte di watt, le ore di miglia: incidente aereo Air France, giornalisti allo sbando

Dopo i gigabyte di watt, le ore di miglia: incidente aereo Air France, giornalisti allo sbando


Grazie a Marco_gu****** e a Luigi Rosa per le segnalazioni. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il giornalismo sta dando il peggio di sé nella copertura mediatica del terribile incidente dell’Airbus della Air France. Sto leggendo castronerie a badilate: pazienza per l’ELT che, secondo il Corriere, “segnala su tutte le frequenze la presenza dell’aeromobile” (se così fosse, intaserebbe l’intero spettro radio; in realtà bastano il buon senso e un giretto su Wikipedia inglese per sapere che non è affatto così).

Ma ADNkronos pubblica questa scempiaggine:

Dire che un pilota d’aereo ha alle spalle “11 mila miglia di volo” è come dire che un tassista ha alle spalle “11 chilometri di strada”. Naturalmente, siccome la scemenza l’ha scritta ADNkronos, mica una gazzetta di provincia, pochi si prendono la briga di accendere il cervello e controllare se quello che stanno copiaincollando ha vagamente senso: inciampa anche Il Tempo via Sole24Ore.com.

Ma la perla più straordinaria è quella del Salvagente:

“11 mila miglia di ore”? È una nuova unità di misura, come i gigabyte di watt?

Queste sono le persone che vengono pagate per darci le notizie.

Astrocastronerie svizzere: asteroide passerà a 67.000.000 km dalla Terra, ma per i giornalisti "sfiorerà" il nostro pianeta

Astrocastronerie svizzere: asteroide passerà a 67.000.000 km dalla Terra, ma per i giornalisti “sfiorerà” il nostro pianeta

Esiste un termine italiano efficace e conciso per identificare l’analfabetismo
numerico, ossia l’incapacità patologica di capire anche solo vagamente il
significato dei numeri? Gli anglofoni hanno il magnifico
innumeracy, coniato sullo stampo di
illiteracy (analfabetismo). Ho trovato
discalcolia o
discalculia
, che suona un po’ come una malattia intestinale imbarazzante, e in effetti è
un’assonanza piuttosto calzante. 

Lo chiedo perché oggi m’è capitata sott’occhio
l’ennesima dimostrazione che la discalculia è una tara diffusissima fra i
giornalisti, e comincio a pensare che vi sia una sorta di selezione darwiniana
alla rovescia: ma per ora non mi è chiaro se si diventa giornalisti perché si è
discalculitici (essendo precluso ogni altro sbocco), oppure si diventa
discalculitici perché si è giornalisti. 

Se quelli italiani ci hanno allietato —
si fa per dire – con le loro
perle sul mondo dell’aviazione nel caso del disastro dell’Airbus francese e con Lilli Gruber che ha chiesto se
i pannelli fotovoltaici funzionano soltanto di giorno
(grazie a Mattia per il video), quelli svizzeri non se la cavano molto meglio. 

Oggi è infatti uscita la notizia che è stata ufficializzata l’identificazione
del quarto asteroide di tipo NEO (Near Earth Object) scoperto dagli astronomi
svizzeri. Denominato 2009 KL2, con un diametro di 800 metri, è il primo scoperto
dagli astronomi amatoriali di questo paese. Un bel risultato. 

Peccato che
secondo Ticinonline
l’asteroide a settembre sfiorerà il nostro pianeta a 67 milioni di chilometri di distanza”. Il concetto viene ribadito con un titolo che sembra un preludio alla
catastrofe:
L’asteroide “2009 KL2″ sfiorerà la Terra”

Ma come si fa a scrivere che un coso che passa a sessantasette milioni di
chilometri ci “sfiorerà”? 67 milioni di chilometri sono 170 volte la distanza
dalla Terra alla Luna
. Sono poco meno della metà della distanza dalla Terra al
Sole. Sono il doppio della distanza minima fra il pianeta Venere e la Terra. 

Scrivere che l’asteroide
“sfiorerà” la Terra è come dire che
un ruttino di Carla Bruni a Parigi mi scompiglierà i capelli a Lugano. 

Purtroppo i miei colleghi della RSI (Radio Svizzera di lingua italiana)
non se la cavano meglio: anche per loro
“Un enorme asteroide s’avvicina alla terra”
e “Il corpo celeste dovrebbe sfiorare
la terra -ad una distanza di 67 milioni di km- ad inizio settembre.”
 

Va meglio con il
Corriere del Ticino, ma soltanto dopo l’intervento del giornalista scientifico Marco Cagnotti,
dal quale ricevo i
parametri orbitali aggiornati
dell’asteroide forniti dal Minor Planet Center: indicano un
MOID (distanza fra i
punti più vicini delle orbite di due corpi celesti) di 0,1595 unità
astronomiche, pari a 23,8 milioni di chilometri, ossia un sessantina di volte
più distante della Luna.

Poi non lamentiamoci se c’è gente che crede che nel
2012 arriverà di soppiatto un intero pianeta, Nibiru, a farci una visita a
sorpresa con cataclismi annessi.

Treni supersonici in Belgio, secondo il Corriere

Treni supersonici in Belgio, secondo il Corriere

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il Corriere online ci regala un altro mirabile esempio di analfabetismo numerico o discalculia:

E’ nata a 3.000 chilometri all’ora, mentre la madre stava viaggiando a bordo del Tgv, il treno a alta velocita’ francese, tra Parigi e Bruxelles. La partoriente e’ stata aiutata da ben due medici e due infermiere che sono accorse all’appello del capotreno.

Tremila chilometri l’ora? Un treno che supera il muro del suono e batte in velocità anche il Concorde? Nessuno si chiede se per caso la cosa abbia senso?

Suvvia, direte voi, è scappato uno zero. L’articolista non è così tonto da non sapere che un treno non può correre a 3000 km/h, neanche se è un TGV. Ma invece no. Ha scritto anche il punto per separare le migliaia. Intendeva proprio scrivere “3.000”.

Grazie a Massimo e Luigi per la segnalazione.

Aggiornamento (2009/09/15): Giorgio mi segnala che l’altra versione della storia pubblicata dal Corriere rivela che i fratelli della bambina supersonica hanno subìto interventi di colostomia multipla, dato che la mamma “viaggiava con altri due figli di due e tre ani”. Errore veniale, ma a questo punto direi che l’articolo è proprio nato sfigato.

Un’altra perla di giornalismo arriva da Repubblica grazie alla segnalazione di Fabio: “In una lettera il dramma di un detenuto “Sono dimagrito troppo, sto muorendo“, titola Repubblica qui. E’ una citazione letterale di un detenuto non italiano, ma nel testo la citazione viene corretta, e nel titolo non è spiegata la ragione dello svarione. Arriva anche la segnalazione degli “abiti sporti di sangue” di quest’altro titolo dello stesso giornale.

Ma a chi li fanno scrivere i titoli, a una scimmia ammaestrata?

Infografica del Corriere: Facebook fattura 550 MILIARDI di dollari

Infografica del Corriere: Facebook fattura 550 MILIARDI di dollari

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “soldera.l*”.

Secondo il Corriere cartaceo di oggi, che vedete qui sopra nella foto tweetata da @RadixOM, Facebook fattura 550 miliardi di dollari. Undici volte di più di Google. E non è un refusino sepolto in un articolo: è un elemento fondamentale in una infografica che copre mezza pagina.

La cifra reale del fatturato 2012 di Facebook è circa 5 miliardi di dollari, non 550 (che è un importo paragonabile all’intero budget militare USA). Gonfiando il fatturato di Facebook di cento e passa volte, l’intero senso dell’infografica viene falsato e il lettore viene ingannato completamente invece di essere informato.

Davvero nessuno, nella filiera di produzione dell’infografica del Corriere, si è chiesto se quel dato così spropositato fosse credibile?

Certo che se uno cerca d’informarsi sul mondo digitale attingendo ai giornali generalisti, con svarioni del genere ne ricava una percezione un tantinello distorta. Meno male che questi sono Veri Giornalisti. Mica come quei cialtroni dei blogger che pubblicano qualsiasi cretinata. Bah.

Grazie a @RadixOM per la segnalazione.

Giuseppe Povia, cantante sismologo, spiega l’origine dei terremoti

Giuseppe Povia, cantante sismologo, spiega l’origine dei terremoti

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

“la terra è in continuo movimento naturale, ci sono scosse di assestamento etc ma la terra è anche popolata da 7 miliardi di persone che si muovono e questa potrebbe essere un’altra causa.”

Così scrive su Facebook Giuseppe Povia. Screenshot:

Come dice @sp_rocco, attendiamo impazienti la spiegazione dell’origine dei tornado.

Ricordiamoci di casi come questo quando sentiamo una celebrità (o un premio Nobel per la letteratura) che “garantisce” tesi di complotto o rimedi di pseudomedicina. Essere famosi non rende tuttologi, ma espone al rischio di dire stupidaggini di fronte a un pubblico più vasto. A volte il silenzio è una strategia vincente.

Se vi interessano i calcoli dell’ipotetico effetto di 7 miliardi di persone che si muovono, Xkcd fa al caso vostro.

2014/01/22. Oggi il Corriere ha pubblicato un articolo che stranamente ricalca esattamente questo mio, compresa la citazione di Xkcd. Naturalmente senza indicare la fonte che l’ha ispirato. Giornalismo.