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Due chiacchiere alla radio con Beppe Grillo [UPD 2013/03/06]

Stamattina, grazie a Radio Città del Capo, ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere in diretta radiofonica con l’über-blogger italiano, Beppe Grillo, sia pure con l’ingrato compito di dovergli fare le pulci per alcune storie che aveva pubblicato, visto che si parlava di bufale mediatiche e il tema della trasmissione, intitolata Angolo B, era proprio “Vi fidate di Beppe Grillo?”

Abbiamo discusso insieme del cellulare cuociuova (il suo post; la mia indagine) e di 11 settembre (il suo post della lettera di Giulietto Chiesa, che scatenò in Italia tutta la questione del complottismo; le mie indagini e il relativo blog), e di come non soltanto il lettore, ma anche il blogger come pure il giornalista tradizionale, deve avere sempre più attenzione per la verifica delle informazioni e abituarsi a usare gli strumenti disponibili per fare queste verifiche. Può sembrare incredibile, ma spesso basterebbe una banale ricerca in Google per evitare figuracce.

Ho citato anche un paio di perle di testate “tradizionali” come Repubblica, con i suoi 235 milioni di morti ogni anno sulle strade e la falsa foto del grande blackout italiano del 2003, per far notare che non è affatto vero che l’informazione convenzionale è più affidabile di quella online; anzi, spesso è vero il contrario.

Chiaramente un articolo-bufala non invalida tutto il resto del lavoro giornalistico o “bloggeristico”, per cui non vorrei aver dato l’impressione di voler screditare Grillo in blocco; più semplicemente, ho cercato di ribadire la necessità di qualche verifica in più prima di pubblicare una notizia che può suscitare allarme o essere male interpretata. Anche a costo di rinunciare, ogni tanto, a qualche presunto scoop. Se ci riesce un bloggerino come me, a maggior ragione ci devono poter riuscire le corazzate dell’informazione.

Aggiornamento: La redazione mi dice che la registrazione del programma dovrebbe essere presente sul sito entro breve. Io per ora non l’ho trovata, ma sono di corsa: se siete più bravi di me, postate il link nei commenti, grazie!

Aggiornamento: Eccola.

Aggiornamento (2013/03/06): la versione di Radio Città del Capo non è più disponibile, per cui ho caricato la mia copia (MP3, circa 47 megabyte). Il confronto con Grillo, principalmente sulla metodologia d’indagine sull’11 settembre, parte a 10:00 circa.

Le Iene stasera: cellulari in volo, l’inchiesta

Le Iene stasera: cellulari in volo, l’inchiesta

Questa sera il programma di Italia 1 Le Iene si occuperà (salvo cambiamenti dell’ultim’ora) della pericolosità dei telefonini a bordo degli aerei e delle teorie secondo le quali il loro uso in volo è vietato perché le telefonate non vengono addebitate.

La questione è stata portata alla ribalta recentemente dall’episodio del 19 gennaio scorso: tre telefonini lasciati accesi sul volo Alitalia Milano-Bari hanno indotto il comandante a interrompere le procedure di decollo a causa delle interferenze con la strumentazione.

Ho fatto da consulente tecnico per la trasmissione e sono emersi moltissimi dati interessanti, che pubblicherò dopo la messa in onda del servizio. Buona visione.

Aggiornamento: niente da fare, il servizio non è stato trasmesso. Per ora non so altro.

Dati sul cellulare, rischio salassi: se ne parla alla RSI [UPD 2009/04/27]

Questa sera alle 21.05 la trasmissione Pattichiari della Radiotelevisione Svizzera Italiana (RSI) si occupa dei costi della trasmissione dati tramite cellulare, sempre più diffusa grazie alle nuove generazioni di smartphone e all’iPhone. Ci sono clienti che accumulano bollette da migliaia di franchi senza accorgersene. Come è possibile, e cosa si può fare per difendersi? Nei giorni scorso ho fatto qualche esperimento, e sarò in studio in diretta con un rappresentante dell’operatore cellulare Sunrise per parlarne. A dopo!

Aggiornamento 2009/04/26

Lo streaming della puntata sarà disponibile qui, dove sono già online i commenti. Tutte le puntate sono archiviate qui presso la RSI.

Aggiornamento 2009/04/27

La puntata è disponibile in streaming in alta risoluzione e in bassa risoluzione, in formato Real.

Piccolo test di blog mobile dalla prima europea di Bourne Ultimatum

Piccolo test di blog mobile dalla prima europea di Bourne Ultimatum

Aggiornamento (2007/08/05)

Mi sto esercitando un po’ con le funzioni di blogging mobile del cellulare Sony
Ericsson K810i, visto che probabilmente mi capiteranno occasioni in cui un po’
di fotoblogging in tempo reale potrebbe rivelarsi molto utile.

Sono davvero molto comode la funzione “Invia al blog” integrata, con la quale ho
composto il post qui sopra, e quella di fotografia panoramica (il software cuce
automaticamente tre foto scattate in sequenza, come qui sopra; lo so, la foto è
leggermente mossa, era in luce ambiente). Più che un cellulare UMTS con
fotocamera, è una fotocamera che fa anche da telefono: autofocus, flash,
correzione foto, scatto multiplo.

Il film è molto spettacolare e chiude bene la trilogia di Bourne. Complimenti a
Paul Greengrass, il regista: chissà cos’avrebbe pensato, lui che ha fatto
United 93, la storia di uno dei voli
dirottati l’11 settembre, se avesse saputo che il suo film è stato
immediatamente preceduto dall’apparizione di Dario Fo, che sta contribuendo a un
film che dice che l’11 settembre è invece una balla. Le ironie della vita.

Azione e divertimento a parte, ha fatto faville l’impianto del Festival, con uno
schermo enorme, un’immagine incredibilmente stabile (ho dovuto chiedere e poi
controllare con il binocolo che fosse pellicola e non un proiettore digitale) e
un audio con i controfiocchi. Il tutto è ancora più sorprendente se si considera
che è un impianto mobile.

Grazie a Lorenzo che mi ha procurato i pass e dato l’occasione di scoprire
Locarno.

5G, stop ufficiale in Svizzera? No

5G, stop ufficiale in Svizzera? No

Il Financial Times ha pubblicato un articolo secondo il cui titolo la Svizzera avrebbe sospeso l’attivazione della rete cellulare 5G a causa di preoccupazioni per la salute (Switzerland halts rollout of 5G over health concerns). Si tratterebbe, dice il testo, di una “moratoria a tempo indeterminato”.

L’articolo cita una lettera inviata dall’Ufficio Federale per l’Ambiente svizzero (BAFU) ai governi cantonali a fine gennaio, che avrebbe causato la sospensione. La lettera non è linkata nell’articolo, ma dovrebbe essere questa (ringrazio @samirguidi per averla trovata).

In realtà la lettera non parla di una sospensione totale dell’attivazione del 5G, ma riguarda soltanto un aspetto specifico del 5G, ossia la tecnica del beamforming.

Il beamforming è un metodo per ridurre l’energia emessa dalle antenne della rete, concentrandola nella direzione in cui si trova in quel momento l’utente. In altre parole, invece di disseminare onde radio in tutte le direzioni, comprese quelle in cui non c’è nessuno che ha bisogno del segnale, come si fa adesso, il beamforming permette di fornire segnale solo dove serve realmente, adattandosi in tempo reale alla situazione e quindi riducendo l’esposizione per chi non usa il telefonino.

La lettera spiega che non c’è sufficiente chiarezza tecnica sul metodo di calcolo dell’esposizione alle onde radio che verrebbe prodotta dal beamforming e che serve più tempo per ottenerla e quindi sapere se anche in modalità beamforming il 5G rimane, anche nel caso peggiore, sotto i severi limiti imposti dalla normativa (ORNI). In attesa di questi chiarimenti, l’uso del beamforming non viene autorizzato, ma la rete 5G può continuare a funzionare in maniera tradizionale.

Questo è chiarito sia da questo articolo di Ictjournal.ch, sia dal testo dell’articolo del Financial Times, che non menziona il beamforming ma lo descrive indirettamente (“New 5G communications technology means individuals are exposed to more
concentrated beams of non-ionising radiation, but for shorter periods.
Bafu must determine which legal standards to apply to this.”
). È solo il titolo che è ingannevole.

Ringrazio @MrcLucien per aver reperito l’articolo di Ictjournal. Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.

Torna John Titor? No, è un bug di Windows Mobile

Torna John Titor? No, è un bug di Windows Mobile

Ultimo aggiornamento: 2010/01/08.

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “marco” e “damy2000” L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Pensavate che il Millennium Bug, con la relativa angoscia planetaria per la gestione corretta del cambio di data fra il 1999 e il 2000 da parte dei computer, fosse solo un brutto ricordo o addirittura una bufala? È ancora fra noi.

Dalla mezzanotte del 31 dicembre scorso, i telefonini con Windows Mobile 6.1 e 6.5 e con altri sistemi operativi ricevono talvolta SMS dal futuro, datati 2016. La causa è probabilmente un errore nel software che interpreta i codici usati per rappresentare l’anno negli SMS: secondo i commenti su Slashdot.org, la data negli SMS è in formato BCD mentre altri campi sono in formato esadecimale, per cui è possibile che alcuni software per cellulari (o nei gateway degli operatori) interpretino il codice dell’anno trattandolo come un esadecimale. In alternativa, si tratta di un astutissimo piano per evitare la fine del mondo nel 2012, prevista dal calendario Maya, passando direttamente al 2016.

Su WMexperts c’è una prima possibile pezza non ufficiale (da usare a vostro rischio e pericolo).

In Australia, intanto, alcuni sportelli bancari automatici stanno rifiutando le carte bancarie dei clienti da Capodanno, secondo quanto riferisce il Brisbane Times, perché i Bancomat pensano che l’anno corrente sia il 2016 e quindi a loro risulta che tutte le carte degli utenti sono scadute. In Germania è andata molto peggio: secondo Ticinonline, sono inutilizzabili “oltre 20 milioni di carte di credito e debito… legate al circuito Eurocheque… Tra le banche più colpite ci sono la Postbank e la Commerzbank”. Scusate se è poco. Ormai il problema è stato quasi risolto, dopo aver causato gravi disagi, ma secondo il Guardian costerà circa 300 milioni di euro alla società francese Gemaito che produce le carte. Il comunicato stampa dell’azienda insiste a definirla “world leader in digital security”.

Anche gli antivirus sono vulnerabili al Baco del Millennio e Dieci: la suite di sicurezza Symantec Endpoint Protection rifiuta tutti gli aggiornamenti successivi al 31 dicembre 2009 perché li considera scaduti. Il rattoppo temporaneo di Symantec consiste nel pubblicare gli aggiornamenti tenendo la data del 31 dicembre 2009 e incrementando il numero di versione.

Paura del 5G? Facciamo chiarezza stasera a Manno

Paura del 5G? Facciamo chiarezza stasera a Manno

In Rete circolano messaggi di preoccupazione e allarmismo per il 5G, la tecnologia cellulare di prossima introduzione, e in molti paesi, Svizzera compresa, c’è chi chiede moratorie e maggiore chiarezza sulle installazioni delle apposite antenne.

Se volete conoscere i fatti per farvi un’opinione razionale, questa sera alle 20:30 a Manno (Canton Ticino), presso la Sala Aragonite, modererò un incontro pubblico informativo: per chi è su Facebook, i dettagli sono qui.

I relatori saranno:

  • Dr. med. Luciano Wannesson, Viceprimario dell’istituto di oncologia medica all’EOC (Ente Ospedaliero Cantonale);
  • Angelo Consoli, dell’Istituto sistemi informativi e networking della SUPSI (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana);
  • Samantha Bourgoin, Deputata in Gran Consiglio per i Verdi del Ticino.

L’entrata è libera e a fine serata ci sarà un rinfresco insieme alla possibilità di scoprire e sperimentare come si misurano i campi elettromagnetici con strumenti alla portata di tutte le tasche.

Disinformatico radio: l’NSA traccia 5 miliardi di posizioni di cellulari. Al giorno

Disinformatico radio: l’NSA traccia 5 miliardi di posizioni di cellulari. Al giorno

La NSA (National Security Agency) statunitense raccoglie ogni giorno quasi 5 miliardi di informazioni su dove si trovano i telefonini di tutto il pianeta, secondo i dati riservati resi pubblici dall’ex consulente dell’NSA Edward Snowden e confermati da alcune dichiarazioni dei funzionari dell’NSA al Washington Post.

Le tecniche usate rendono vane le principali precauzioni, come usare SIM usa e getta e accendere il cellulare solo per fare chiamate.

È un problema solo per terroristi e criminali? Lo sembra, fino al momento in cui ci si rende conto che fino al 2008, nella lista americana dei terroristi, c’era Nelson Mandela.

I dettagli di questa storia sono in questo mio articolo sul sito della RSI.

Disinformatico radio, il podcast di venerdì

Scusatemi, sono stato un po’ offline, preso da esercitazioni d’ingestione di focaccia a Spotorno (concluse con grande successo). Segnalo con colpevole ritardo la disponibilità del podcast della puntata di venerdì scorso del Disinformatico radiofonico che ho realizzato per la Rete Tre della RSI.

Questi sono i temi che ho affrontato:

Le cose che non colsi - 2013/04/20

Le cose che non colsi – 2013/04/20

Trovate qui il podcast della puntata di ieri del Disinformatico radiofonico, in cui ho parlato dell’oscuramento di 27 siti di sharing in Italia e di come è assurdamente facile aggirarlo, di come sapere se un sito non risponde per colpa nostra o per colpa sua, per poi passare a una tripletta sui complotti: il Generatore Casuale di Teorie Complottiste, la sorprendente classifica delle credenze di complotto (alcune fondate, molte altre no; analisi qui) e la scoperta che Bart Sibrel, un lunacomplottista, è un rettiliano.

Dallo spazio (dalla Stazione Spaziale Internazionale) arriva questa splendida foto dell’Italia di notte (via @fragileoasis):

Una bambina recensisce Doctor Who (The Bells of St John). Lindalee è adorabile, se amate Doctor Who e conoscete l’inglese, e permette di capire come i bambini vedono questa serie che sta per celebrare cinquant’anni di vita. Santo cielo, Lindalee si ricorda la puntata meglio di me.

Si possono dirottare gli aerei col cellulare? Lo sostiene il ricercatore di sicurezza Hugo Teso durante Hack in the Box, dove presenta una demo sorprendente, ma la FAA e le agenzie per la sicurezza aerea dicono che è una bufala (BBC, InformationWeek, The Inquirer, The Register, Net-Security).

Forse Steve Jobs non rubò l’idea del Mac visitando la Xerox; la vide in TV. La Xerox è stata presa in giro per decenni per essersi fatta soffiare l’idea dell’interfaccia dello Xerox Alto (mouse, grafica, stampante laser nel 1979) facendolo vedere a un giovane Steve Jobs. Ma è emerso che l’Alto non era affatto un segreto ben custodito: c’era persino uno spot televisivo (Wired).

Come fu realizzato il Triceratops malato in Jurassic Park. Meraviglioso.

Whatsapp è sicuro? In termini di furto di dati, di furto d’identità e di spam, nel 2012 non lo era, secondo questa ricerca. Qualcuno sa come stanno le cose adesso?

Sirius, l’ufologia incontra i sostenitori delle energie esotiche alternative. C’è un complotto per nascondere il fatto che con soli sei milioni di dollari si potrebbe generare energia dal nulla – o meglio, dall’espansione dell’universo. Ma “loro” non vogliono farcelo sapere: stranamente si sono dimenticati di bloccare l’uscita del solito documentario che “rivela tutto” (recensione di Doubtful News).

Febbre da Bitcoin. Macchine ultrapotenti per generare Bitcoin. Impressionante, ma il rischio è che il costo del loro consumo di corrente superi il valore dei Bitcoin generati.

Ötzi, l’uomo dei ghiacci, era gay? The Straight Dope ha tutti i dettagli di questa diceria.

Come fa la Cina a censurare Weibo, la versione locale di Twitter, in tempo reale? Per forza bruta. 70.000 messaggi al minuto sorvegliati da un piccolo esercito di censori (Technology Review).

Malware che sfrutta gli attentati di Boston. Come previsto, la curiosità troppo morbosa viene punita da un trojan che usa come esca presunte immagini degli attentati (Naked Security).

Arriva Google Glass, come lo useremo? Male, secondo questo video umoristico: per far finta di seguire le conversazioni, per simulare di sapere più di quello che sappiamo davvero, per seguire le partite di nascosto.

Trovati pianeti molto simili alla Terra. La sonda Kepler ha trovato tre pianeti poco più grandi della Terra situati nella zona abitabile della loro stella (dove potrebbe esistere acqua allo stato liquido). Sono a 1200 anni luce da noi, nella costellazione della Lira (NASA, Slate). Siamo la prima generazione, in tutta la storia dell’umanità, che può dare una risposta scientifica alla domanda se siamo soli nell’universo. Fantastico.