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Le Iene stasera: cellulari in volo, l’inchiesta

Le Iene stasera: cellulari in volo, l’inchiesta

Questa sera il programma di Italia 1 Le Iene si occuperà (salvo cambiamenti dell’ultim’ora) della pericolosità dei telefonini a bordo degli aerei e delle teorie secondo le quali il loro uso in volo è vietato perché le telefonate non vengono addebitate.

La questione è stata portata alla ribalta recentemente dall’episodio del 19 gennaio scorso: tre telefonini lasciati accesi sul volo Alitalia Milano-Bari hanno indotto il comandante a interrompere le procedure di decollo a causa delle interferenze con la strumentazione.

Ho fatto da consulente tecnico per la trasmissione e sono emersi moltissimi dati interessanti, che pubblicherò dopo la messa in onda del servizio. Buona visione.

Aggiornamento: niente da fare, il servizio non è stato trasmesso. Per ora non so altro.

Le cose che colsi: aerei, alieni, missili e premi

Le cose che colsi: aerei, alieni, missili e premi

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2009/10/15.

R0022260Sono in giro per l’Italia: dopo un salto a Rimini per un bell’incontro con gli studenti dell’ITCS “R. Valturio” e i blogger locali e una visita al notevole museo dell’aviazione (foto qui accanto, altre nella galleria su Flickr), sono a Medicina per un lancio di razzi insieme agli amici della ACME (notevole questo Shuttle), con lo sfondo di un bellissimo radiotelescopio.

Oggi pomeriggio, invece, sarò a Bologna per tradurre per John Billingsley (il dottor Phlox di Star Trek Enterprise). Per saperne di più, andate a Stic.it. Foto e dettagli di tutto questo nelle prossime ore.

Intanto segnalo due infausti eventi: sì, Roberto Giacobbo è stato davvero nominato fra i vicedirettori di Raidue e io sono di nuovo candidato ai Macchianera Blog Awards. Se volete rimediare almeno al secondo segno dell’Apocalisse, andate qui entro il primo ottobre. Suggerisco Spinoza.it come antidoto: fa ridere e ho conosciuto il suo autore ieri.

Aggiornamento

Ecco qualche foto del folle, scatenato, esilarante, irrefrenabile John Billingsley insieme alla moglie Bonita Friedericy ieri a Bologna, scattate da Rodri Van Click. Le altre sono su Flickr qui.

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I cioccolatini che John e Bonita offrivano in cambio di domande. Lanciandoli.

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Cialde praghesi offerte da John e consorte.

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Ho riso così tanto che non mi ricordo esattamente perché John ha dovuto fare una dimostrazione delle proprie gambe. Ma so che era molto importante.

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Impossibile tradurre seriamente per un elemento del genere.

Aggiornamento 2009/10/01

Il fotografo Fausto Branchi mi ha inviato qualche altra bella foto dell’incontro con John Billingsley e Bonita Friedericy (che è stata anche lei interprete di Star Trek, come Borg nella puntata Regeneration della seconda stagione di Star Trek Enterprise).

Foto di Fausto Branchi, www.faustobranchi.it, per gentile concessione dell'autore
Foto di Fausto Branchi, www.faustobranchi.it, per gentile concessione dell’autore.

Foto di Fausto Branchi, www.faustobranchi.it, per gentile concessione dell'autore
Foto di Fausto Branchi, www.faustobranchi.it, per gentile concessione dell’autore.

Foto di Fausto Branchi, www.faustobranchi.it, per gentile concessione dell'autore
Foto di Fausto Branchi, www.faustobranchi.it, per gentile concessione dell’autore.

Foto di Fausto Branchi, www.faustobranchi.it, per gentile concessione dell'autore
Foto di Fausto Branchi, www.faustobranchi.it, per gentile concessione dell’autore.

Aggiornamento 2009/10/15

E per finire, un video:

Presto, date a Enrico Franceschini di Repubblica una calcolatrice e un mappamondo

Presto, date a Enrico Franceschini di Repubblica una calcolatrice e un mappamondo

Ultimo aggiornamento: 2018/07/03 21:00.

Oggi Repubblica ha pubblicato un articolo intitolato Volare tra Londra e New York in meno di un’ora: Airbus e Boeing si sfidano sull’aereo ipersonico, a firma di Enrico Franceschini, che colleziona una serie di bestialità fisiche, aeronautiche e geografiche davvero imbarazzanti.

Ne ho salvata una copia qui su Archive.is, così che possiate divertirvi a contare quante imbecillità sono state infilate nell’articolo senza regalare clic pubblicitari a Repubblica. Non è questione di opinioni, ma di semplice aritmetica e geografia.

Cominciamo subito bene: Attraversare l’Atlantico in 2 ore. Andare da Londra a New York in 60 minuti. Come si chiama l’oceano fra Londra e New York? Atlantico. Appunto: l’aereo, secondo Franceschini, ci mette due ore per attraversare l’Atlantico, però per andare da Londra a New York, che sono separate da quello stesso Atlantico, ci mette un’ora. Si decida, perdinci.

Poi c‘è questa: “cinque volte più veloce del suono (che è di 700 chilometri l’ora)”.


Queste sono quelle facili: divertitevi a trovare le altre. Io ne ho trovate altre due relativamente semplici, più un paio un po’ più concettuali.

Francamente non capisco che senso abbia leggere una testata giornalistica che pubblica notizie scritte con i piedi come questa e fa lavorare giornalisti che partoriscono articoli che paiono scritti nel sonno. Far scrivere un articolo di aeronautica a qualcuno che ne capisca qualcosa pare che non si usi più; figuriamoci cosa succede con gli altri argomenti.

Ringrazio Alberto Sottile che ha scovato questo allevamento di perle e pgc e RosannaBad per aver scoperto che il “giornale londinese” di cui Franceschini pudicamente omette il nome è il Telegraph, specificamente con questo articolo.

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.

Nuovo scoop degli sciachimisti: c’è la prova schiacciante… che non hanno il senso del ridicolo

Nuovo scoop degli sciachimisti: c’è la prova schiacciante… che non hanno il senso del ridicolo

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “antoniusblock” e “mykeike”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2010/07/25.

Torno brevemente a parlare della bufala delle “scie chimiche” per segnalare un episodio decisamente divertente per tutti tranne che per gli sciachimisti, che non hanno capito di essere stati presi in giro neanche dopo che gliel’hanno spiegato. L’episodio è una perfetta dimostrazione di uno dei sintomi classici dei cospirazionismi: la totale scomparsa del senso dell’umorismo e del ridicolo. Per qualche bizzarro motivo, credere a una tesi di complotto elimina la capacità di distinguere fra chi fa una battuta e chi parla seriamente. Ecco cos’è successo.

Qualche giorno fa è apparso su Youtube un bel video (successivamente rimosso) che mostra un aereo in volo mentre rilascia una classica scia di condensazione aerodinamica: una di quelle che si formano per via della variazione di pressione dell’aria mentre scorre sulle ali. Qui sotto vedete due fotogrammi che permettono di notare l’iridescenza della scia e la sua formazione lungo tutta l’estensione dell’ala.

Nel video, due voci fuori campo dialogano divertite da 1:00 in poi (prima non c’è parlato):

Persona che riprende: “You see it… You see him spraying that chemtrail?” [Lo vedi… Lo vedi che sta spruzzando quella scia chimica?]
Altra persona: “Yeah. Good luck we’re above him.” [Sì, per fortuna siamo sopra di lui]
PCR: “I know” [Lo so]
AP: “‘Cause we’d be dead right now!” [Perché adesso saremmo morti!]
AP: [incomprensibile]
PCR: “I’m gonna put this on Youtube” [Questo lo metto su Youtube]
AP: [Risata] “Are you videoing it right now?” [Lo stai riprendendo adesso?]

[pausa]

AP: “Oh God, don’t… don’t video it right now!” [Oddio, non… non riprenderlo adesso!]
PCR: “It’s like it’s spraying out of the top of its wings.” [È come se spruzzasse dalla parte superiore delle sue ali]
AP: “Don’t… don’t do any [incomprensibile].” [Non… non fare nessun [incomprensibile]]

Naturalmente per gli sciachimisti (quelli dei soliti “nemici delle cisterne”, ai quali non voglio regalare neppure la dignità di un link) gli autori del video stanno parlando assolutamente sul serio. Perché a un pilota che sa delle teorie demenziali sulle “scie chimiche” non verrebbe mai e poi mai in mente di vedere una bella scia aerodinamica dalle delicate rifrazioni arcobaleno e filmarla per poi metterla su Youtube e burlarsi degli sciachimisti che abboccano. Così come a nessuno verrebbe in mente di fotografare una sorpresa degli ovetti Kinder e spacciarla per un UFO. Nooooo.

Anzi, quando gli autori del video, soddisfatti del risultato raggiunto, hanno avvisato che si trattava di una burla, gli sciachimisti hanno gridato al complotto nel complotto: secondo loro il video non è una burla e gli autori in realtà sono stati costretti da qualcuno a fingere che lo sia, ma gli sciachimisti se sono accorti. L’idea che qualcuno voglia prendersi gioco di loro non li sfiora neppure. A giudicare da quanto sono mortalmente impermeabili a ogni forma di ironia, i sostenitori delle “scie chimiche” devono essere l’anima di ogni festa.

Sul canale Youtube degli autori del video è comparsa la prima smentita degli autori: “La verità è che il video è autentico e non tagliato ma il titolo è stato creato per prendere in giro la gente delle scie chimiche. Questo video mostra semplicemente un paio di KC-10 che volano in formazione. Quando ho visto le scie di condensazione che provenivano dal KC-10 di testa, ho tirato fuori la mia videocamera, sapendo che avrei fatto questa burla, e i piloti mi hanno assecondato recitando. Ecco qui. È semplicemente uno scherzo fatto a tutti gli sciachimisti. Mi spiace, Tim.”

In originale: “The truth is, the video is real and unedited but the title was created to poke fun at the chemtrail people. All this video shows is a couple of KC-10’s flying in formation. When I saw the contrails coming from the lead KC-10 I pulled out my video camera knowing I was going to pull this prank and the pilots played along. So there you have it. It’s just a prank on all the chemtrailers. Sorry, Tim”.

Poi, quando gli sciachimisti hanno gridato al complotto-matrioska, gli autori hanno pubblicato una nuova smentita: “Voi che continuate a dire “TROPPO TARDI” dovete pensare prima di aprire la bocca… non m’importa se i video sono ancora là fuori e stanno diventando virali. ERA PROPRIO QUESTO LO SCOPO DELLA BURLA!!!!… fare in modo che tutti voi idioti delle scie chimiche vi eccitaste come se questi video fossero il Santo Graal e permettere a me e ai miei amici di ridere di voi mentre li diffondete. Più vi infervorate su questa cosa, più è divertente per quelli di noi che vivono nel mondo reale. Quindi continuate a diffondere i video, amici. Divertitevi, io lo sto facendo!”

In originale: “You guys who keep saying “TOO LATE” need to think before you open your mouth…I don’t care that the videos are still out there and going viral. THAT WAS THE WHOLE POINT OF THE PRANK!!!! …for all of you chemtrail idiots to get all excited as if these videos are the holy grail of chemtrail videos and for me and my friends to laugh at you while you spread them. The more passionate you guys are about this, the more entertaining it is for those of us who live in the real world. So, keep on spreading the videos my friends. Have fun, I am!”

A parte questo, la nuova prova schiacciante di chi crede che migliaia di aerei svolazzino giorno e notte a stormi spruzzando appositamente robaccia per avvelenarci sistematicamente è un video girato chissà dove e chissà quando, a chissà quale quota, da chissà chi, in chissà quali condizioni. Ma questo, agli sciachimisti, a quanto pare basta e avanza per considerarla una prova inconfutabile. E naturalmente l’iridescenza della scia viene interpretata come prova della sua natura “chimica”: chissà se gli sciachimisti hanno mai visto un arcobaleno.

Per chi non avesse mai visto una scia di condensazione aerodinamica (da non ridurre alle sole “trecce di Berenice”, che sono una particolare forma di scia aerodinamica dovuta ai vortici alari di estremità), ecco qualche foto.


Airbus A340 della Virgin Atlantic, marche G-VBLU, fotografato in Cina il 24 luglio 2006 da un aereo di linea che stava circa 1000 m più in basso. Fonte: JeffWell su Airliners.net.


Airbus A340 della Scandinavian Airlines nei cieli della Cina, 12 giugno 2005. Fonte: Jeffwell su Airliners.net.

Altre immagini di scie di condensazione aerodinamica sono disponibili qui, qui (fatte da un aereo Alitalia), qui e qui.

Il fenomeno è documentato e spiegato anche da fonti specialistiche, come per esempio Paragonair.com: “nell’aria quasi satura, la riduzione aerodinamica della pressione intorno alle superfici alari, alle gondole dei motori e alle eliche raffredda l’aria fino alla saturazione, lasciando scie di condensazione prodotte da questi componenti. Questo tipo di scia solitamente non è né denso né persistente quanto le scie prodotte dallo scarico dei motori. Tuttavia in condizioni atmosferiche critiche una scie di condensazione aerodinamica può innescare la formazione e la diffusione di uno strato di cirri” (“In air that is almost saturated, aerodynamic pressure reduction around airfoils, engine nacelles, and propellers cools the air to saturation leaving condensation trails from these components. This type of trail usually is neither as dense nor as persistent as exhaust trails. However, under critical atmospheric conditions, an aerodynamic contrail may trigger the formation and spreading of a deck of cirrus clouds.”)

Già che c’ero, ho ripreso in mano il dibattito con Tom Bosco sulle “scie chimiche”. Se vi interessa, lo trovate qui e qui su La bufala delle scie chimiche, dove trovate anche delle ampie FAQ aggiornate che rispondono alle domande più frequenti sull’argomento.

Aggiornamento 2010/07/25

Il video è stato rimosso, ma ne ho conservato una copia. Ho incluso in questo articolo degli screenshot al posto del video che avevo inserito inizialmente.

Antibufala: scovato il transponder “impossibile da spegnere” dell’11 settembre

Antibufala: scovato il transponder “impossibile da spegnere” dell’11 settembre

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “giordanof”, “antonio.giustin****” e “gombi”.

Nei commenti a un articolo recente sulle ipotesi di complotto riguardanti gli attentati dell’11 settembre 2001, alcuni dei sostenitori della tesi del complotto hanno dichiarato che una della ragioni per credervi è che i transponder che identificano i velivoli di linea non possono essere spenti in volo o sono al massimo spegnibili con un’“operazione tutt’altro che semplice”. E siccome i dirottatori (secondo la versione ufficiale) hanno spento i transponder per rendere più difficoltosa la loro identificazione e localizzazione, devono avere avuto aiuto dall’esterno (a terra), oppure la versione ufficiale mente. In ogni caso, è un complotto e qualcuno ci nasconde una terribile verità.

Ho la fortuna di avere un parente che è pilota intercontinentale per l’Alitalia, e stasera gli ho chiesto se si può spegnere il transponder su un aereo di linea mentre è in volo. La risposta, lapidaria, è stata “sì, allunghi la mano e giri la manopola su OFF”. Su qualsiasi aereo di linea, compresi i Boeing 757 dell’11 settembre.

Mi ha poi mostrato, giusto a titolo di esempio generico di com’è fatto e gestito un transponder, un poster della cabina di un aereo di linea (un Fokker), nel quale ha indicato col dito la posizione della manopola. La vedete in alto a sinistra in questo articolo: cliccatevi sopra per ingrandire l’immagine. La foto non è sublime, è scattata col telefonino in condizioni di luce molto fioca, ma credo sia comunque comprensibile.

Tanti saluti all’“operazione tutt’altro che semplice” e a tutte le altre critiche che mi sono arrivate quando ho chiesto di documentare quest’affermazione del transponder impossibile da spegnere in volo.

Se i complottisti si documentassero prima di spararle grosse, invece di ripetere a pappagallo e senza senso critico quello che viene propinato loro da siti senza scrupoli, ci sarebbe un silenzio assordante intorno agli attentati dell’11 settembre. E magari, in questo silenzio, potremmo lavorare tutti meglio per capire e scoprire i punti poco chiari di questa tragedia.

Disinformatico radio, il podcast di venerdì

Scusatemi, sono stato un po’ offline, preso da esercitazioni d’ingestione di focaccia a Spotorno (concluse con grande successo). Segnalo con colpevole ritardo la disponibilità del podcast della puntata di venerdì scorso del Disinformatico radiofonico che ho realizzato per la Rete Tre della RSI.

Questi sono i temi che ho affrontato:

Oggi si prova a volare a energia solare per 24 ore [UPD 2010/07/08]

Oggi si prova a volare a energia solare per 24 ore [UPD 2010/07/08]

È partito stamattina da Payerne, in Svizzera, il volo sperimentale di Solar Impulse, un aereo alimentato a celle fotovoltaiche, che tenterà di restare in volo per ventiquattr’ore consecutive sfruttando l’energia solare accumulata nelle proprie batterie per azionare i motori di notte. Se ci riesce, sarà il primo volo di questo genere con un pilota a bordo.

Il pilota, André Borschberg, salirà fino a 8500 metri nel corso della giornata con il suo aereo, un quadrimotore che pesa 1500 chili ma ha un’apertura alare di ben 61 metri rivestita con 12.000 celle fotovoltaiche. Potete seguire l’evento in tempo reale su SolarImpulse.com, con video, viste dell’abitacolo, grafici e tracciamento della rotta.

Entro il 2013, dice la BBC, Solar Impulse intende effettuare la prima trasvolata atlantica a energia solare con pilota a bordo e poi la circumnavigazione completa del mondo.

2010/07/08

Stamattina alle 9 Solar Impulse è atterrato dopo aver raggiunto il proprio obiettivo di restare in volo per tutta la notte. Secondo la BBC, l’aereo è arrivato all’alba con tre ore di autonomia residua nelle proprie batterie: un risultato superiore alle attese.

Aereo perde un’ala, atterra intero: video vero o falso?

Aereo perde un’ala, atterra intero: video vero o falso?

Piccolo corso di trucchi video: l’aereo che atterra senza un’ala

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

L’ho visto su Youtube. Ormai questa frase viene usata come se un video pubblicato online da chissà chi desse garanzie assolute di autenticità. Per questo è importante conoscere i trucchi e le possibilità di manipolazione offerte dalla tecnologia e affinare il proprio spirito critico e d’osservazione.

Un ottimo esempio ci arriva da questo video, che sta riscuotendo grande popolarità su Internet (è stato visto oltre 2,2 milioni di volte): un aereo acrobatico perde un’ala nel bel mezzo di un’esibizione, ma il pilota riesce a riprenderne il controllo ed eseguire un atterraggio di fortuna senza riportare ferite.

Possibile? Visto che di recente abbiamo visto un esempio di un aereo che addirittura decollava con le ali piegate a metà, e che esiste un episodio documentato di un caccia F-15 atterrato con un’ala sola, verrebbe da pensarlo. Allora osservate attentamente il video e provate a fare un’indagine usando gli elementi visivi e la vostra astuzia. Anche se non siete piloti e non sapete nulla di aerei, potete trovare la soluzione se avete spirito d’osservazione, appunto, e sapete cercare informazioni in Rete. Buon divertimento.

La soluzione verrà pubblicata alla fine della puntata di oggi del Disinformatico radiofonico.

Aggiornamento: Eccola.

Ricostruzione digitale dell’ammaraggio US Airways nell’Hudson

Ecco a cosa serve l’addestramento dei piloti di linea

La Scene Systems ha realizzato un’animazione che ricostruisce accuratamente il breve volo dell’aereo di linea che il 15 gennaio scorso è ammarato nel fiume Hudson dopo aver subito avarie ad entrambi i motori a causa dell’impatto con uno stormo di uccelli.

L’animazione utilizza l’audio della torre di controllo (con l’incredibile aplomb del pilota, che ha salvato tutti i passeggeri) e termina con una chicca che vi lascio scoprire. Affascinante. I dettagli della realizzazione sono qui.

Trapelano i segreti dell’Area 51

Trapelano i segreti dell’Area 51

Ecco cos’erano alcuni degli UFO visti dai piloti di linea: veicoli dell’Area 51. Si aprono gli archivi top secret

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Molti degli avvistamenti dei piloti di linea statunitensi degli anni Sessanta hanno una spiegazione molto interessante: si trattò davvero di veicoli militari segreti provenienti dall’Area 51, in particolare l’A-12 Oxcart (foto qui accanto, tratta da Wikipedia), dal quale derivò il più famoso SR-71 Blackbird.

Tre volte la velocità del suono, quote di volo altissime, una forma assolutamente diversa da quella di qualunque altro velivolo e facilmente scambiabile per un disco volante: non c’è da stupirsi se i piloti facessero spesso rapporto su avvistamenti incomprensibili.

Ma i rapporti erano molti di più di quelli che trapelavano: di norma, infatti, i piloti venivano avvicinati dagli agenti della CIA e costretti al silenzio. Non per nascondere gli alieni, ma per non far sapere ai sovietici quali velivoli li stavano spiando, dato che l’A-12 era un ricognitore strategico fondamentalmente disarmato.

Se questa storia vera ma ai confini della fantascienza v’intriga, leggete quest’articolo del Los Angeles Times, ricco di aneddoti inquietanti raccontati dai piloti top secret dell’epoca, e andate al sito della CIA a scaricare le 1500 pagine di documenti finalmente desegretati. Poi chiedetevi cosa staranno collaudando adesso, se cinquant’anni fa volavano a Mach 3. Buona lettura.