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La nuova stagione di Doctor Who arriva il 12 aprile: ecco il trailer

Qualcosa di positivo per interrompere il vostro e il mio doomscrolling.

La nuova companion del Dottore per questa stagione è Belinda Chandra (interpretata da Varada Sethu); se vi pare un volto familiare, era Mundy Flynn nella puntata Boom della stagione scorsa (quella geniale della chiesa anglicana militarizzata, attualissima in questi tempi di venti di guerra). Ma c’è anche uno spezzone con la companion precedente, Ruby Sunday (Millie Gibson), e ci sono tanta azione, tanta fantasia e tanti piccoli momenti di spavento (ho intravisto un ragno alieno che non promette bene). Genitori sul divano, bambini acquattati dietro il divano, nella più classica tradizione di Doctor Who.

Sci-Fi Universe, il successo degli amici ritrovati

Sci-Fi Universe, il successo degli amici ritrovati

Immagine generata da Lexica.art.

Sì è appena conclusa a Peschiera del Garda la “puntata zero” della
Sci-Fi Universe (o Sciallacon per gli amici), il raduno
non commerciale di appassionati di scienza, fantascienza e steampunk coordinato dallo
Stargate Fanclub Italia e del quale sono stato co-organizzatore e co-presentatore, e stiamo festeggiando un successo che non si misura solo con i numeri.

Ho rivisto tanti amici che non ritrovavo da anni, e ho visto tante persone fare altrettanto. Amicizie che erano rimaste sospese si sono rinsaldate o sono ripartite sotto la spinta di una passione comune per la scienza e la fantascienza, e questo non ha prezzo. Mettere al centro dell’evento i club e le associazioni scientifiche e dedicate alla fantascienza è stata una scelta forse insolita rispetto alla formula tipica delle convention ricche di ospiti, ma ha permesso a tutti i club di presentarsi e scambiare esperienze alla pari. 

L’attore ospite, Dan Starkey (il sontariano Strax di Doctor Who), è stato squisito: pieno di energia e di aneddoti, disponibilissimo e divertente, sul palco e fuori dal palco. Le conferenze scientifiche e sulla fantascienza sono state ricchissime di chicche e sorprese, anche fisiche (come nel caso della parentesi steampunk), che sembrebbero impossibili oggi che Internet ti brucia tutte le novità e le anteprime: ma i relatori competentissimi ed entusiasti hanno scelto saggiamente di presentare cose che per motivi tecnici o di copyright (foto e video inediti o riservati, esperimenti fisici) non saranno mai disponibili online. E ci siamo scatenati con la musica, i costumi (mi ci sono messo anch’io) e con una versione… molto speciale di Gioca Jouer che non potrà mai circolare pubblicamente: se volete sapere di cosa si tratta, vi tocca partecipare alla prossima edizione della Sci-Fi Universe o chiedere a chi c’era sabato.

Avevamo immaginato la partecipazione di un centinaio di persone nel caso migliore, visto che si trattava di un raduno informale inventato pochi mesi fa, e invece abbiamo avuto oltre 180 iscritti (ossia oltre 350 presenze), tanto da dover cambiare sala e passare a quella più grande poco prima dell’evento. Abbiamo chiuso in pareggio, abbiamo raccolto anche una discreta somma per beneficenza grazie alla Nutellata e alle esperienze in realtà virtuale, e l’abbiamo fatto divertendoci e (ci pare) facendo divertire chi ha partecipato. Abbiamo visto anche tante famiglie e giovani alla loro prima convention che sono rimaste entusiaste e sorprese.

È merito del pubblico se questo raduno ha avuto l’energia positiva e l’allegria che lo hanno contraddistinto, per cui grazie di cuore a tutti i partecipanti! E grazie anche a tutta l’allegra squadra dello staff di organizzazione, che ha reso possibile l’impossibile, e al Parc Hotel, che si è rivelato davvero ideale per un weekend di scienza, fantascienza, ottimo cibo e chiacchiere tra amici. Unica pecca significativa, la mancanza di stalli di ricarica per le auto elettriche, che erano piuttosto numerose.

Non tutto è stato perfetto, e abbiamo imparato tante cose che dovremo perfezionare e perfezioneremo per il prossimo evento, ma come edizione sperimentale di una convention è stata un’esperienza positiva oltre ogni nostra speranza.

Siamo stanchissimi ma felici, e abbiamo visto tante facce contente che già ci chiedono quando ci sarà la prossima Sci-Fi Universe. Dateci tempo per riprenderci, ma il conto alla rovescia è già cominciato!

Doctor Who, la prossima puntata è finita online. Tranquilli, non faccio spoiler

Doctor Who, la prossima puntata è finita online. Tranquilli, non faccio spoiler

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “lori10*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sono finiti online non solo i copioni, ma anche il video integrale della prossima puntata di Doctor Who, attesissima dai fan (me compreso) per il debutto di Peter Capaldi nei panni del Dottore, previsto per il 23 agosto prossimo. Non vi preoccupate: qui non rivelo nulla della trama.

Il video (che ho visto soltanto in parte per controllarne l’attendibilità) è in bianco e nero, non ha la colonna sonora musicale, è più lungo di una puntata normale e ha gli effetti speciali ancora incompleti e la sigla della stagione precedente. Se lo guardate, quasi sicuramente vi guasterete la puntata; può essere un cimelio interessante soltanto dopo la messa in onda della puntata, per vedere le differenze rispetto al prodotto finito.

A parte questo, è interessante capire la dinamica della fuga di immagini da una produzione comprensibilmente ossessionata dal segreto come quella di Doctor Who.

Il Radio Times (copia su Archive.is) ha dato la notizia della fuga del materiale, dicendo che i file dei copioni e dei video delle prime cinque puntate erano reperibili attraverso una ricerca in Google, perché erano stati messi online, su un server della BBC di nome BBCmiami.com, piazzandoli in chiaro (senza cifrarli) e in una directory indicizzata da Google e pubblicamente accessibile senza neanche una password. E come si chiamava la directory? Doctor Who Season 8.

Credit: Graham Cluley

Un fail che ridefinisce il concetto di epic, dal punto di vista informatico. Un errore dilettantesco multiplo che conferma che c’è ancora troppa gente che ragiona in termini di security through obscurity: non c’è bisogno di proteggere i dati con la crittografia o gli accessi limitati, basta che li metti in un posto pubblico senza però dire a tutti dove sono. È l’equivalente informatico della chiave di casa sotto lo zerbino. Ma nell’era dei motori di ricerca, che vedono e catalogano qualunque cosa sia alla loro portata, questo è un modo di pensare pericolosamente stupido.

Se ve lo state chiedendo, il Marcelo Camargo at Drei Marc nel sottotitolo è presumibilmente un riferimento a questa azienda brasiliana di sottotitolazione.

Aggiornamento (2014/07/14 11:50): La BBC dice che la fuga di materiale è stata causata da un ufficio della BBC negli Stati Uniti (“BBC Worldwide said the breach was caused by a BBC office in the US”).

Aggiornamento (2014/07/14 13:20): Guardate questa sigla iniziale amatoriale per la nuova stagione di Doctor Who: ha attirato l’attenzione del Radio Times e a giudicare dai credits nei copioni trafugati (immagine qui accanto) la BBC avrebbe deciso di usarla come ispirazione per la sigla effettiva, con tanto di riconoscimento ufficiale all’autore, Billy Hanshaw.

Se confermata, sarebbe una bella dimostrazione di come i fan possono essere visti come alleati da coltivare invece che come pirati da reprimere.

Aperte le iscrizioni a Sci-Fi Universe, due giorni di fantascienza, astronomia e astrofisica a Peschiera del Garda il 13-14 gennaio 2024: programma e primi ospiti

Aperte le iscrizioni a Sci-Fi Universe, due giorni di fantascienza, astronomia e astrofisica a Peschiera del Garda il 13-14 gennaio 2024: programma e primi ospiti

Pubblicazione iniziale: 2023/10/07 23:59. Ultimo aggiornamento: 2023/10/09.

Come
preannunciato
a metà settembre, il 13 e 14 gennaio 2024 a Peschiera del Garda si terrà la
prima edizione di
Sci-Fi Universe (per gli amici
SciallaCon): due giorni di convention dedicati a scienza e fantascienza e
all’incontro fra appassionati, ai quali parteciperò come co-organizzatore,
presentatore e relatore insieme a molti ospiti, che ora posso cominciare ad
annunciare pubblicamente; altri ospiti (e altri gruppi) verranno resi noti nei prossimi giorni.

Prima di tutto, sono aperte le iscrizioni (30 euro base; 15 euro per persone
da 12 a 17 anni e portatori di handicap; gratuito per bambini sotto i 12 anni
e per gli accompagnatori di portatori di handicap;
dettagli nelle FAQ): il modulo di
iscrizione è
disponibile qui. I posti
disponibili non sono illimitati, per cui consiglio di iscriversi subito.

Ricordo che le iscrizioni sono separate dalle prenotazioni alberghiere, per
consentire la massima libertà di scelta e flessibilità ai partecipanti.
L’evento si terrà al
Parc Hotel.

Gli
ospiti annunciati finora
(oltre al sottoscritto) sono i seguenti:

Dan Starkey (Strax di Doctor Who)

Brillante intrattenitore e persona molto disponibile con i fan, è un
attore inglese classe ’77, conosciuto soprattutto per le numerose
apparizioni nella serie sci-fi della BBC
Doctor Who, dove ha interpretato
diversi Sontaran, tra cui il noto Strax
della Paternoster gang.

Vi aspetta con due panel aperti a tutti gli iscritti (uno sabato e l’altro
domenica), sarà a disposizione per autografi e selfie durante due sessioni
e avrete la possibilità di incontrarlo di persona durante l’esclusivo
Meet & Greet, che sarà solo su prenotazione e a numero chiuso.

Gabriella Cordone Lisiero

Da sempre appassionata di fantascienza, traduttrice e sceneggiatrice di
fumetti, tra cui Legs Weaver e
Nathan Never. È anche narratrice e
redattrice di riviste e, con il marito Alberto, ha contribuito alla
diffusione della fantascienza in Italia in anni in cui i mezzi a
disposizione non erano proprio all’avanguardia.

Attivamente impegnata nel
mondo del fantastico, dedica buona parte del suo tempo allo
Star Trek Italian Club “Alberto Lisiero”. L’associazione, nata semplicemente per far conoscere e mettere in
contatto tra loro gli appassionati di Star Trek, è oggi uno dei più
longevi fanclub italiani ispirati ad una serie sci-fi.

Con lei inizieremo
gli interventi sabato mattina, dopo l’apertura della convention: quattro
chiacchiere su come gli aspetti umano e sociale su cui si fonda lo STIC-AL
abbiano influito e contribuito alla sua longevità.

Simone Jovenitti

Nato a Milano e da sempre appassionato di musica e alpinismo, Simone ha
deciso poi di dedicare i propri studi all’astrofisica. Dopo la laurea
magistrale in fisica, ha iniziato a lavorare sul
lensing gravitazionale e sulla polarizzazione del fondo cosmico a
microonde.

Conseguito poi il dottorato in astrofisica sulla calibrazione
di puntamento dei telescopi ASTRI, per lo studio da terra dei raggi
cosmici, attualmente è ricercatore post-doc presso l’Istituto Nazionale di
Astrofisica. È presidente dell’associazione
PhysicalPub per la comunicazione
scientifica, con cui coltiva e trasmette la passione per le stelle tramite
numerosi corsi, eventi e conferenze.

THE WOW SIDE OF THE MOON

La scienza della Luna e della sua esplorazione
è il titolo della sua
conferenza, che si terrà sabato 13 gennaio alle ore 16.

Alessandra Carrer e Luigi Garlaschelli (steampunk e scienza)

Laureato in chimica, professore e ricercatore universitario presso il Dipartimento di Chimica organica dell’Università di Pavia, Luigi Garlaschelli è autore di decine di lavori scientifici. Da diversi anni si interessa di anomalie, pseudoscienze e fenomeni paranormali e misteriosi. È socio dal 1991 del #CICAP e per anni è stato il responsabile delle Sperimentazioni. Ha partecipato inoltre a trasmissioni televisive e documentari.

Alessandra Carrer è designer e grafica, si occupa di comunicazione e di immagine. Lavora il vetro con l’antica tecnica ‘a lume’ e replica reperti archeologici di pasta vitrea. Ha pubblicato “Scienziati pazzi. Quando la ricerca sconfina nella follia” (con L. Garlaschelli, Carocci, 2017). È Presidente dell’Associazione Steampunk Nordest.

E dalla scienza allo steampunk il passo è breve! Quindi non perdetevi la loro conferenza “Scienza, fantascienza e Steampunk“, in programma domenica 14 gennaio alle ore 15:00! Da Verne e Wells, passando per trapiantatori di teste e rianimatori di cadaveri, attraverso un’insolita carrellata di fatti curiosi, il Prof. Alchemist e Sky Lady presenteranno l’immaginazione della fantascienza ottocentesca e le ricerche di alcuni scienziati pazzi, veri o immaginari, che si sono in seguito trasformate in conquiste della scienza moderna.

Oltre agli ospiti, saranno presenti anche club di fantascienza italiani
storici, come lo
Star Trek Italian Club Alberto Lisiero, l’associazione Deep Space One e la Italian KlinZha Society (in
aggiunta allo
Stargate Fanclub Italia, che
organizza la SFU); sono inoltre previsti dei workshop a numero chiuso e delle
esperienze in realtà virtuale:

Per gli appassionati di Dungeons and Dragons ci sarà una
D&D Night. Tempo permettendo, ci sarà anche una
serata di osservazione astronomica
con Physical Pub. E ci sarà tanta musica (a tema e non solo), con occasioni di
divertimento e ballo molto speciali.

I costumi legati alla fantascienza sono incoraggiati per tutta la durata della
Sci-Fi Universe. Sì, sarò in costume anch’io: astenersi impressionabili.

Il programma è a vostra disposizione
qui.

Se volete restare aggiornati sulle prossime novità, seguite la SFU sui social network:
Facebook,
X/Twitter,
YouTube,
Instagram,
WhatsApp
e TikTok.

Sci-Fi Universe, 13-14 gennaio 2024 a Peschiera del Garda: due giorni di fantascienza, astronomia e astrofisica. Ecco il secondo blocco di ospiti

Sci-Fi Universe, 13-14 gennaio 2024 a Peschiera del Garda: due giorni di fantascienza, astronomia e astrofisica. Ecco il secondo blocco di ospiti

Pubblicazione iniziale: 2023/10/22 01:45.

A metà settembre ho potuto finalmente
annunciare
pubblicamente che sto co-organizzando un raduno di appassionati di scienza e
fantascienza insieme allo Stargate Fanclub Italia, formalmente denominato
Sci-Fi Universe (ma noto
informalmente come SciallaCon), che si terrà il 13 e 14 gennaio 2024 a Peschiera del Garda, presso il
Parc Hotel.

Ai primi di ottobre sono stati
annunciati
i primi ospiti e si sono aperte le iscrizioni, che stanno procedendo meglio di
quanto osassimo sperare. La notte di Dungeons and Dragons (la
D&D Night) è già tutta prenotata. Oggi posso annunciare alcuni degli altri ospiti
dell’evento (oltre a me stesso, visto che farò una conferenza sulla traduzione
e le procedure di segretezza di Doctor Who, con materiale raro).

Ricordo brevemente i costi: l’ingresso per tutti e due i giorni costa 30 euro
di base, che diventano 15 euro per persone da 12 a 17 anni e portatori di
handicap; i bambini sotto i 12 anni e gli accompagnatori di portatori di
handicap entrano gratuitamente. Trovate tutti i
dettagli nelle FAQ, mentre
il modulo di iscrizione è
disponibile qui.
I posti disponibili non sono tantissimi, per cui consiglio di iscriversi
subito.

Ricordo inoltre che
le iscrizioni sono separate dalle prenotazioni alberghiere, per
consentire la massima libertà di scelta e flessibilità ai partecipanti e non
imporre nulla a nessuno, e che il nostro obiettivo è uno solo: divertirci
radunandoci tra appassionati in un evento senza scopo di lucro (tanto che
anch’io e tutti i co-organizzatori pagano l’iscrizione come tutti).

Infine sottolineo che la Sci-Fi Universe è soprattutto un’occasione di
incontro fra appassionati: per questo abbiamo riservato nel programma degli
spazi in cui “fare decompressione” e chiacchierare senza l’ansia di perdersi
qualche evento. Vogliamo essere scialli, non stressanti.

Ecco la nuova infornata di
ospiti (relatori e attori), che si aggiungono a Dan Starkey (Strax di Doctor Who), Gabriella
Cordone Lisiero (Star Trek Italian Club e traduzione di serie TV), Simone
Jovenitti (astrofisica), Alessandra Carrer e Luigi Garlaschelli (steampunk e
scienza), alle associazioni Deep Space One,
Italian KlinZha Society e
Stargate Fanclub Italia, ai
workshop di
scrittura creativa
con Ida Daneri, di
costuming
con GEA Lab, di
doppiaggio
con Luca Gatta della Scuola di Doppiaggio Brescia, alle esperienze in
realtà virtuale
a tema (spade laser e Stazione Spaziale) e alla
serata di osservazione astronomica
con Physical Pub.

Stefano Petroni

Stefano è stato a lungo presidente dell’associazione Deep Space One e si
occupa del The Orville Fan Club Italia: ci parlerà della serie TV
The Orville nel suo intervento, intitolato
La visione di Seth MacFarlane: Uno sguardo su “The Orville”, domenica
14 gennaio alle ore 10:30.

Omar Serafini

Omar Serafini è responsabile dell’Area Pianificazione e Controllo di Gestione
di MFE – MediaForEurope oltre che showrunner e co-autore del podcast
italiano indipendente FantascientifiCast, dedicato alla fantascienza. Nella
sua conferenza “70 anni… Minus One: lunga vita al Re!” (domenica 14
alle 18) ci racconterà tutto su Godzilla, dalla sua prima apparizione nella baia
di Tokyo nel 1954 ai suoi fasti cinematografici più recenti.

Davide Formenti

Davide fa divulgazione scientifica per bambini e ragazzi e con il Maestro
Giovanni Mongini ha scritto il saggio Gli esploratori dell’infinito,
dedicato all’astronomia, alle missioni spaziali e alla filmografia di
fantascienza, curando la parte scientifico-tecnologica. Ce lo presenterà
domenica 14 gennaio alle 10.

Gino Lucrezi

Fondatore e amministratore della pagina Facebook italiana della serie
The Expanse, Gino terrà la conferenza intitolata
“The Expanse – Raccontare una storia con tanti strumenti” sabato 13
alle 18:15 e ripercorrerà la storia e l’evoluzione di questa serie molto
apprezzata dai fan.

Ai club e gruppi già annunciati si aggiungono il Doctor Who Italian Fan
Club, lo Star Trek Italian Club Alberto Lisiero, l’Associazione Culturale
Steampunk Nord-Est, Moonbase’99 (club dedicato alla fantascienza televisiva
anni ‘70, soprattutto inglese, come UFO e Spazio 1999), Star
Wars Universe. L’elenco aggiornato dei club e gruppi è
qui su Scifiuniverse.it.

Il programma completo della Sci-Fi Universe è
disponibile qui.

Se volete saperne di più e restare aggiornati, seguite la SFU sui social
network: Facebook,
X/Twitter,
YouTube,
Instagram,
WhatsApp
e TikTok. Naturalmente
c’è anche la mail: info chiocciola scifiuniverse.it.

Ci vediamo il 13-14 gennaio 2024 a Peschiera del Garda per Sci-Fi Universe? Due giorni di fantascienza, astronomia e astrofisica

Ci vediamo il 13-14 gennaio 2024 a Peschiera del Garda per Sci-Fi Universe? Due giorni di fantascienza, astronomia e astrofisica

Pubblicazione iniziale: 2023/09/18 15:43. Ultimo aggiornamento: 2023/09/22 9:35.

Finalmente posso annunciare pubblicamente un progetto che ho in lavorazione da
parecchi mesi (chi è venuto al Pranzo dei Disinformatici ha avuto un’anteprima):
la co-organizzazione di una convention dedicata a scienza e fantascienza.
Formalmente si chiama
Sci-Fi Universe, ma per gli amici è la SciallaCon: due giorni (13 e 14 gennaio 2024) a Peschiera del Garda, presso il
Parc Hotel, per incontrarsi tra
gente che ha la passione per la fantascienza e la scienza, per chiacchierare
sciallamente faccia a faccia con persone che magari si conoscono solo online e
per vedere e ascoltare cose e conferenze che è impossibile trovare online o fare
altrove.

La Sci-Fi Universe è organizzata dallo Stargate Fanclub Italia, un’associazione a carattere
culturale che si occupa di divulgare la passione per la saga di
Stargate e per la fantascienza in generale in Italia. Non posso ancora
annunciarvi gli ospiti e i relatori, ma posso già dirvi che sarò il conduttore
dei due giorni di incontri e farò da traduttore per gli ospiti non italofoni.
Inoltre, per i fan di Doctor Who ma non solo, terrò una conferenza inedita, intitolata Doctor Who Secrets, con contenuti introvabili sul
dietro le quinte della produzione, sulle scene tagliate (e sul perché dei
tagli) e sulla traduzione di alcune puntate di questa serie. E se volete vedermi
in costume, preparatevi a una sorpresa, visto che il cosplay a
tema fantascientifico è incoraggiato 🙂

Se vi state chiedendo il motivo di una data così insolita come metà gennaio, è stata scelta intenzionalmente per non sovrapporsi ad altri eventi analoghi: la SFU non sostituisce, si aggiunge. Perché le occasioni per trovarsi fra appassionati e fare festa non bastano mai.

Cito inoltre dal sito della SFU: si tratta di un
“evento concentrato soprattutto sulla divulgazione e la condivisione, non
solo della passione per la fantascienza ma anche per tutte quelle scienze
legate all’universo e al progresso: astronomia, astrofisica, chimica… Sci-Fi
Universe sarà l’evento dedicato a tutti gli appassionati del genere, ai club
e ai gruppi legati alla fantascienza, nonché ai loro associati e a chiunque
sia interessato ad avvicinarsi al mondo delle convention. Sarà l’occasione
per indossare ancora una volta la maglietta nerd che teniamo in quel
cassetto, per continuare a dire che la TOS è sempre la serie Trek che più ci
è rimasta nel cuore, per creare un nuovo costume o comprare la divisa per la
quale aspettavamo solo la giusta occasione… per ritrovare vecchi amici e
conoscerne di nuovi, appassionati come noi a questo immenso e magnifico
universo letterario, televisivo, cinematografico e videoludico.”

Questo mio annuncio è per ora solo un promemoria per darvi modo di sapere le
date e tenerle libere se vi interessa partecipare: programma dettagliato,
iscrizioni, nomi e temi dei relatori e tutto il resto arriveranno a breve.
Potete già leggere le FAQ per
sapere qualche dettaglio e i prezzi e
contattare la SFU per avere
maggiori informazioni. Posso già dirvi che potete alloggiare e mangiare dove
preferite, anche se stare al Parc Hotel è ovviamente più comodo, e che gli
orari sono stati scelti per permettere anche di non alloggiare del tutto e
venire solo per la giornata (o le giornate). Le prenotazioni alberghiere sono indipendenti dalla convention; se volete prenotare camere, potete farlo anche subito (anzi, è consigliabile, soprattutto se volete alloggiare al Parc Hotel). Non occorre che aspettiate l’apertura delle iscrizioni alla SFU.

La struttura e la convention sono pienamente accessibili a
portatori di handicap. Come scrive il sito della SFU, nella scelta del luogo
abbiamo valutato diversi dettagli: oltre alla comodità nel raggiungerla sia in
auto che con i mezzi pubblici e alla graziosa posizione geografica, abbiamo
pensato anche al benessere degli eventuali accompagnatori che, meno
interessati all’evento, potessero avere a disposizione attività alternative
come la piscina, la palestra e la spa. Abbiamo cercato un ambiente curato e
confortevole, con camere accoglienti e sale riunioni all’avanguardia sotto il
punto di vista tecnologico, di taglia adeguata alla misura del nostro evento,
dove si potesse anche consumare i pasti tutti insieme e con la comodità di non
doversi spostare di luogo, in modo da trasformare anche quelle occasioni in
un’opportunità di aggregazione ed amicizia.

Nei prossimi giorni verranno annunciati i relatori e le relatrici di Sci-Fi
Universe 2024. Se volete saperne di più, cominciate a seguire la SFU sui
social network:
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X/Twitter,
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Instagram,
WhatsApp
e TikTok. Naturalmente
c’è anche la mail: info chiocciola scifiuniverse.it.

Doctor Who e le lamentele sulla cultura “woke”

Ultimo aggiornamento: 2021/08/03 20:00.

Questo non è un articolo vero e proprio: sono solo appunti sparsi, che
pubblico perché ho il presentimento che questa questione sarà importante, per gli
appassionati di Doctor Who e di fantascienza in generale, ma non solo,
nei mesi e negli anni che verranno.

C’è una lamentela, da parte di alcuni media ultraconservatori
britannici molto popolari (che hanno i loro corrispettivi anche in altri
paesi, Svizzera e Italia comprese), secondo la quale le nuove serie TV e i film recenti avrebbero
troppi personaggi femminili e storie troppo incentrate sui temi
sociali come la discriminazione, i cambiamenti climatici e il consumismo.
Questo presunto eccesso viene definito sommariamente e sprezzantemente
“cultura
woke
.

L’autore di fantascienza Charlie Stross ha segnalato una
serie di tweet di Alan McWhan
che risponde con citazioni precise a questa critica. Doctor Who, come
Star Trek e tanta altra fantascienza, non è improvvisamente
woke: non è diventato attento adesso ai grandi temi. Lo è sempre
stato.

Riporto qui i tweet originali, con le fonti delle citazioni trovate gentilmente da Gabriella Cordone Lisiero con l’aiuto di molti whoviani: se non conoscete la serie o non sapete della
polemica, ignoratela pure. Scusatemi se non mi fermo a spiegarla, ma
richiederebbe pagine su pagine di premesse.

#DoctorWho
has gone woke!” What, the Doctor Who whose very first story literally said
“we’re all stronger if we work together”? (An Unearthly Child – La ragazza extraterrestre)

The Doctor Who whose second story literally said “pacifism is a wonderful
ideal… but you’ve gotta keep punching Nazis to get there”? (The Daleks – I Dalek)

The
#DoctorWho
whose MVP for the first two seasons was a female, middle aged History
teacher at a bog standard British school, who absolutely irrefutably taught
The Doctor we know today the moral code by which the character lives? (si riferisce a Barbara Wright, per esempio nella serie di puntate The Aztecs – Gli aztechi)

The Doctor Who that was railing against profiteering business interests that
were destroying the planet by the time its second season started, in
1964? (Planet of Giants – Il pianeta dei giganti)

The
#DoctorWho
that was giving a disproportionate number of roles to French, German,
Belgian, and other non-British characters by 1967, including some of the
first speaking parts for non-white actors in the history of British
television? (per citarne uno su tutti: The Reign of Terror – Il regno del terrore, ambientato durante la Rivoluzione Francese)

The
#DoctorWho
that was putting feminism and equality front and centre by the time it
introduced astrophysicist Zoe Herriot by 1969, multiple degree holding
Cambridge graduate Liz Shaw by 1970, and gutsy investigative journalist
Sarah-Jane Smith by 1974? (rispettivamente, The Wheel in Space, Spearhead from Space e The Time Warrior

The Doctor Who that was raising the issue of global warming by 1968? (The Green Death)

The Doctor Who that was warning about non-biodegradable plastics before most
people were even aware of the existence of plastics? (Spearhead from Space e Terror of the Autons

THAT Doctor Who has “gone woke”?! 

Behave. 

Doctor Who had already taught me about global warming, corporate greed (The Invasion),
over-zealous tax regimes, sexism (tutte le compagne classiche ma soprattutto Liz, Sarah Jane e Ace), fascism and SO much more by the time I
left primary school in 1982 that any accusations of “wokism” by
card-carrying right wing arseholes like Kelvin MacKenzie 40 years later
result in little more than a roll of the eyes and a disparaging, “Have you
ever actually WATCHED
#DoctorWho?” (per il “fascism”: Genesis of the Daleks, con dialoghi come “You see, if someone who knew the future pointed out a child to you
and told you that that child would grow up totally evil, to be a
ruthless dictator who would destroy millions of lives, could you then
kill that child?
”)

Gabriella ha preparato la traduzione:

#DoctorWho
è diventato “woke”! Che cosa? Il Doctor Who la cui primissima storia
letteralmente ci ha insegnato che “siamo più forti se lavoriamo
insieme”?
Il
Doctor Who la cui seconda storia diceva letteralmente “il pacifismo è
un ideale meraviglioso… ma bisogna continuare a combattere i Nazisti
per arrivarci”?
Il
#DoctorWho che per le prime due stagioni aveva il suo protagonista più
importante in una donna di mezza età, insegnante di storia in una
normale e scadente scuola britannica. Donna che in modo assolutamente
inconfutabile insegnò al Dottore che conosciamo oggi il codice morale
che guida la vita del personaggio?
Il
Doctor Who che, quando è cominciata la sua seconda stagione nel 1964,
inveiva contro gli interessi commerciali profittatori che distruggono il
pianeta?
Il
#DoctorWho che fin dal 1967 ha dato un numero sproporzionato di ruoli a
personaggi francesi, tedeschi, belgi e altri non britannici, comprese
alcune delle prime parti con battute per attori non bianchi nella storia
della televisione britannica?
Il
#DoctorWho che ha messo al centro della scena il femminismo e
l’equaglianza quando ha presentato l’astrofisica Zoe Herriot nel 1969,
la laureata a Cambridge in molteplici materie Liz Shaw nel 1970 e la
coraggiosa giornalista investigativa Sarah-Jane Smith nel 1974?
Il Doctor Who che aveva sollevato il problema del riscaldamento globale nel 1968?
Il
Doctor Who che metteva in guardia dalla plastica non biodegradabile
prima che la maggior parte della gente fosse consapevole dell’esistenza
della plastica?
QUEL Doctor Who è “diventato woke”?!
Ma per favore.
Doctor
Who mi aveva parlato di riscaldamento globale, avidità aziendale,
regimi fiscali troppo zelanti, sessismo, fascismo e MOLTO di più prima
che io lasciassi le elementari nel 1982, e qualsiasi accusa di essere
“woke” da parte di idioti che se ne accorgono quarant’anni dopo mi fa
solo alzare gli occhi al cielo dicendo “Ma avete mai davvero GUARDATO #DoctorWho?”

Qualche altro esempio:

 

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle
donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere
ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico) o
altri metodi.

Doctor Who sarà interpretato da una donna. Gente, fatevene una ragione e crescete

Doctor Who sarà interpretato da una donna. Gente, fatevene una ragione e crescete

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni di lettori come nicolagrec* e p.suffr*. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/07/29 20:40.

Credit: BBC.

Domenica scorsa la BBC ha annunciato che il prossimo interprete principale della serie Doctor Who sarà una donna, Jodie Whittaker, dopo 54 anni di interpreti maschili, e in Rete è scoppiato il putiferio (anche fra i fan italiani).

L’annuncio ha messo in luce un paio di cose: la prima è che ci sono tantissimi maschietti talmente insicuri che l’idea che una donna possa interpretare un ruolo iconico, forte ed eroico li mette in crisi. Una crisi che sarei tentato di chiamare isterica.

La seconda è che questa polemica dimostra che chi strilla non conosce neanche le basi di Doctor Who. Il Dottore è un alieno mutaforma che si rigenera in corpi sempre differenti: essendo alieno, non è “maschio” o “femmina”. Le categorie di sessualità terrestri sono irrilevanti.

Non solo: rigenerazioni con cambio di sesso sono già avvenute in Doctor Who.

— Il Master, che è un Time Lord come il Dottore, si è già rigenerato in un corpo femminile tempo fa (nel 2016, in Dark Water);
— il Generale si è rigenerato passando da un corpo maschile a uno femminile (in Hell Bent, 2015, video), cambiando anche colore della pelle (grazie a webwizard per la dritta);
— si era già detto, nella serie, che i Time Lord lo fanno (The Corsair, in The Doctor’s Wife, 2011; grazie a @gavhriel83 per questa segnalazione);
— il Dottore stesso forse è già stato femmina da piccolo: lo dice Missy nella prima puntata della nona stagione, The Magician’s Apprentice, a 18:10: “Since he was a little girl”, ma forse sta mentendo (chicca segnalatami da @gsellitto);
— Il Radio Times offre ulteriori esempi in questo articolo.

In altre parole: un Dottore che diventa donna è canon, fatevene una ragione e crescete.

La terza è che purtroppo c’è ancora tanta gente che valuta le persone in base a quello che hanno tra le gambe invece di quel che hanno tra le orecchie. Gente che è talmente fragile che si sente minacciata dall’emergere di ruoli forti interpretati da donne, come Wonder Woman o come Rey in Star Wars, giusto per citarne un paio di recenti. Gente (comprese alcune donne) ancora ferma allo stereotipo della damigella da salvare, come se non ci fossero già stati gli esempi del capitano Janeway in Star Trek Voyager o, prima ancora, di Ripley di Alien e della principessa Leia di Guerre Stellari.

Soprattutto noi fan di fantascienza, che esploriamo quotidianamente i limiti del possibile e non ci facciamo problemi ad accettare alieni superintelligenti con sette gambe o le orecchie a punta, dovremmo essere al di sopra di queste beghe sessiste. Siamo appassionati di un genere che, in teoria, dovrebbe aprire la mente. Oltretutto Jodie Whittaker ha talento da vendere: lo ha dimostrato in Broadchurch, Attack the Block, Black Mirror e tante altre sue interpretazioni, di cui trovate una buona selezione su DigitalSpy.

Sulla questione la risposta migliore è stata data dall’account Twitter di un dizionario:

Alla fine la BBC, obbligata per statuto, ha risposto magistralmente e ufficialmente alle lamentele:

Da quando il primo Dottore si è rigenerato nel 1966, il concetto che il Dottore sia un essere che si evolve costantemente è stato un elemento centrale del programma. L’introduzione continua di idee fresche e di voci nuove in tutto il cast e gli autori e gli addetti alla produzione è stata un fattore chiave della longevità della serie. Il Dottore è un alieno dal pianeta Gallifrey ed è stato assodato, nella serie, che i Signori del Tempo possono cambiare genere.

Fine della storia. O quasi.

Infatti i fan italiani, in particolare, me compreso, si sono posti un dilemma linguistico: lo chiameremo ancora il Dottore? Certo che sì: la Dottoressa suonerebbe ridicolo, interromperebbe la continuità, causerebbe problemi di doppiaggio continui, e farebbe perdere la neutralità che invece il termine ha in inglese. Sono in contatto con chi traduce in italiano gli episodi di Doctor Who: resterà il Dottore.

Del resto, mi segnala un’amica, c’è un precedente nel doppiaggio italiano. Ne La signora del West, il medico donna, Micaela Quinn, era chiamato “il dottor Mike.” 

Ora possiamo tornare a goderci Doctor Who come tutte le famiglie britanniche da 54 anni a questa parte, ossia i genitori sul divano e i bambini dietro il divano dalla paura?

Pranziamo il 23 aprile a Lugano con un attore di Doctor Who?

Pranziamo il 23 aprile a Lugano con un attore di Doctor Who?

Il 23 aprile, domenica, a Lugano ci sarà uno degli attori del cast di Doctor Who per un pranzo con i fan. È una cosa intima, nata all’ultimo momento per una felice coincidenza: i posti disponibili sono pochi.

L’ospite è Dan Starkey (che interpreta Strax, quello al centro nella foto). Io ci sarò, come fan e come traduttore: se vi va di partecipare, contattate @elydax su Twitter o consultate la pagina Facebook apposita per tutti i dettagli. L’incontro è organizzato dal Doctor Who Italian Club.

Wikileaks rivela il “cacciavite sonico” della CIA per colpire i Mac

Wikileaks rivela il “cacciavite sonico” della CIA per colpire i Mac

Wikileaks ha pubblicato un altro lotto dei documenti riservati che illustrano le tecniche di intrusione informatica sviluppate e utilizzate dalla CIA, come raccontavo il 10 marzo scorso.

Questo nuovo lotto rivela varie forme di attacco specifiche per i computer della Apple. Una, in particolare, è decisamente intrigante, perché usa un accessorio apparentemente innocuo del Mac: l’adattatore Ethernet per le porte Thunderbolt, usato per connettere il computer a una rete cablata. Un oggetto che normalmente si attacca a un computer senza alcuna esitazione e senza pensare a possibili pericoli.

Ma la CIA ha trovato il modo di modificare questi adattatori per scavalcare le protezioni del Mac e installare dei programmi ostili. Chicca per i fan di Doctor Who: questa tecnica viene chiamata dalla CIA Sonic Screwdriver, ossia “cacciavite sonico”, come lo strumento multiuso usatissimo dal Dottore nella serie TV britannica. Un’altra testimonianza che gli informatici della CIA sono dei grandi appassionati di fantascienza.

Niente panico, comunque: questa tecnica funzionava solo sui MacBook costruiti fra fine 2011 e la metà del 2012, e Apple ha rilasciato da tempo degli aggiornamenti del firmware di questi computer che risolvono il problema. Inoltre va sottolineato che questo attacco richiedeva un accesso fisico al computer preso di mira e quindi non era sfruttabile via Internet, ma resta intrigante l’idea di usare le periferiche e gli accessori di un computer per attaccarli.

Un altro aspetto da notare, per chi pensa che queste fughe di notizie siano dannose o inutili perché rivelano tecniche che solo la CIA sarebbe capace di sviluppare, è che questa modalità di attacco è stata in realtà sviluppata da informatici indipendenti ed è stata poi copiata dalla CIA: qualcosa di molto simile era stato infatti presentato al raduno statunitense di esperti Black Hat nel 2012 dall’informatico che si fa chiamare semplicemente snare.



Fonte: Ars Technica.