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Sciachimista si lamenta che non ho il suo permesso di sparargli

È quello che ha scritto, in un inglese talmente maccheronico da ingorgare un pastificio, l’ormai mitico Rosario Marcianò nella sua missiva a Youtube, o almeno così pare. Se volete leggerla e seguire gli ultimi sviluppi dell’azione censoria intrapresa da lui contro di me per i miei video su Youtube e oltretutto cogliere l’occasione per un salutare ripasso del diritto d’autore e del diritto all’immagine, date un’occhiata agli aggiornamenti di oggi di questo articolo. Cercando di non ridere troppo.

Siamo la Società degli Scettici Allegri, ma di questo passo diventeremo la Società degli Scettici Piegati in Due dai Crampi per le Troppe Risate. O Scettici Piegati ed Esilarati da Crampi Toracici Ripetuti Eccessivamente. S.P.E.C.T.R.E. Hmm….

Sciachimisti a Firenze il 22 maggio [UPD 11:00]

Sciachimisti a Firenze il 22 maggio [UPD 11:00]

Segnalo brevemente che domani a Firenze ci sarà un convegno a sostegno della teoria delle “scie chimiche”, con ospiti i soliti Marcianò e Pattera.

Quello che trovo particolarmente triste è che saranno accompagnati dall’Assessore all’Ambiente Claudio del Lungo, dal consigliere comunale Antonio Sarpieri (di Savignano sul Rubicone, “primo comune in Italia ad approvare una mozione sul tema delle scie chimiche”). Parteciperà via Internet anche il deputato Sandro Brandolini, autore delle interrogazioni sulle “scie chimiche”.

Finché si tratta di quattro eccentrici, pazienza; ma qui abbiamo politici che decidono su questioni vitali come l’ambiente o il governo e credono a queste panzane e sprecano i soldi dei contribuenti. Forse è il caso di rifletterci un attimo e fare qualcosa, invece di lasciar correre.

Per esempio, se vi va di andare a consegnare ai relatori un po’ della documentazione di cui loro negano l’esistenza e contestare educatamente le loro asserzioni, in modo che il pubblico non senta una sola campana, ho preparato i documenti e i dettagli di come andare al convegno in questo articolo del blog apposito.

Già che sono sul tema: no, Tom Bosco non ha più risposto e quindi il dibattito è fermo, e Rebus ha lanciato un nuovo sondaggio: “dai un giudizio alla stagione 2009 di Rebus”. Ci sono soltanto 25 voti, di cui l’80% è “positivo”.

2009/05/21 11:00

Dopo poco più di tre ore dalla pubblicazione di quest’articolo, Rebus ha rimosso il sondaggio, con buona pace del rispetto per le opinioni altrui. Ora ce n’è uno che offre soltanto la scelta fra gli argomenti più piaciuti. Con ben 8 voti.

Il sondaggio rimosso è ancora momentaneamente visibile, e votabile, nella cache di Google, come potete vedere qui sotto.

“Scie chimiche”, l’epico dibattito. Faccia a faccia spettacolare, peccato il finale.

“Scie chimiche”, l’epico dibattito. Faccia a faccia spettacolare, peccato il finale.

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale e vi arriva grazie a uno sponsor. Ultimo aggiornamento: ore 22:50.


Scia di condensazione a livello del suolo, da Airliners.net.

Sono disponibili su Youtube i video del preannunciato dibattito sulle cosiddette “scie chimiche” tenutosi il primo ottobre a San Mauro Pascoli fra il chimico Simone Angioni, esperto del CICAP sulle teorie riguardanti le “scie chimiche”, e il biologo Giorgio Pattera, sostenitore dell’esistenza di queste scie, organizzato dal parlamentare Sandro Brandolini, sottoscrittore di ben tre interrogazioni parlamentari sull’argomento. Il video dell’intero dibattito è scaricabile da Megaupload. Il resoconto commentato di Angioni è qui.

Cercherò di commentarne le varie parti man mano nei prossimi giorni: nel frattempo non perdetevi la spettacolare videorosicata di Rosario Marcianò, che insulta ripetutamente il parlamentare Brandolini, dice di essere accusato di prendere soldi dai servizi per screditare i ricercatori seri (dice proprio così) e se la prende con tutto il mondo e gli ex compagni di lotta che uno dopo l’altro lo hanno abbandonato. Ah, e naturalmente noi del CICAP secondo lui siamo ammanicatissimi con tutti i mezzi d’informazione e i servizi segreti.

È un delirio a due che meriterebbe di essere trascritto e contiene una frase che implora di essere rimontata a ritmo techno: siamo ai livelli dei mitici gigabyte di watt (già messi in musica qui). Paranoia allo stato puro, insomma: se non fosse per lo spreco di tempo e le ansie inutili che ha creato in questi anni, ci sarebbe da averne pena.

Prima parte

Link al video. Presentazione del dibattito, moderato da Giuliano Marrucci, giornalista della redazione di Report (Raitre). Inizia Giorgio Pattera. Spiega (a modo suo) il funzionamento di un motore a reazione. Ripete le tre condizioni classiche di formazione delle scie di condensazione presentate dagli sciachimisti come fatti (temperatura inferiore a -40°C, umidità relativa non inferiore al 70% e quota di almeno 8000 metri).

Una scia di condensazione generata al suolo, a circa 2950 metri sul livello del mare, da un LC-130 alla base di Amundsen-Scott a South Pole (polo sud geografico). Foto panoramica composita scattata nel 2003 da Paolo G. Calisse, astronomo.

Peccato che non sia affatto così e che i documenti tecnici che cita come fonte non dicano affatto così, come spiegato dalla FAQ 1.05 di La bufala delle scie chimiche. Inizia a parlare dell’asserita impossibilità della persistenza delle scie di condensazione.

Seconda parte

Link al video. Pattera continua a leggere la propria presentazione e afferma che una scia di condensazione (come quelle normalmente prodotte dagli aerei) non può essere molto lunga e non può essere molto larga: può durare al massimo un paio di minuti. Descrive le interrogazioni parlamentari presentate da Brandolini (che è presente), Di Pietro e da altri colleghi di altri paesi. A 4 minuti presenta una comunicazione privata di Di Pietro a una persona anonima, che attribuisce a Di Pietro frasi inequivocabili come “Le scie chimiche sono una vera e propria minaccia per la nostra salute”. Parla di cannoni antigrandine negli anni Cinquanta e cita una risoluzione ONU del 1976 che proibisce l’uso ostile delle “modificazioni tecniche del clima”. Questo, secondo lui, dimostra che la tecnologia di modificazione del clima esiste già.

Terza parte

Link al video. Pattera cita un documento Enel che parla di tecnica di inseminazione dei cieli con ioduro d’argento (che non c’entra nulla con la modificazione del clima, ma è roba notissima che serve per una modificazione locale, su scala molto ridotta e per brevissimi periodi, del tempo atmosferico, non del clima); FAQ 6.01.

Cita poi il documento statunitense Owning the Weather in 2025 del 1996 che “prevede entro il 2025 di cambiare completamente il clima”. Una bufala già smontata nella FAQ 6.02: la nota introduttiva al testo di “Owning the Weather 2025” dice chiaramente che si tratta di un documento che fa congetture di possibilità militari desiderate ma immaginarie.

Pattera parla dell’accordo di Cooperazione Italia-USA su Scienza e Tecnologia dei Cambiamenti Climatici, la cui interpretazione pro-“scie chimiche” è sbufalata dalla FAQ 6.04: semplicemente, le università di tutto il mondo collaborano per svolgere esperimenti su piccoli appezzamenti di terreno (roba da 30 x 30 metri) per vedere quali effetti potrebbero avere i cambiamenti climatici naturali sulle piante. Le “scie chimiche” non c’entrano nulla. Poi Pattera parla degli esperimenti militari sui civili in USA, Regno Unito e sui soldati in Kosovo per ricordare che i governi non sempre dicono la verità. Fine della relazione.

Domanda di Marrucci a Pattera: la NASA allora dice che le scie di condensazione non possono durare più di un paio di minuti? Risponde Pattera: quei dati sono presi dai diagrammi di Appleman e per “scia persistente” si intende, nella documentazione tecnica, una scia che dura non più di due minuti. Le “scie chimiche”, secondo Pattera, “durano ore, giornate, a volte anche due, tre, quattro giorni”. Di documentazione di quest’affermazione di durata straordinaria non ne viene presentata.

Marrucci ad Angioni: ma è un dato accettato dalla comunità scientifica che le scie di condensazione durano al massimo due minuti e che quindi tutte quelle che durano di più sono anomale? No, risponde Angioni, e oltretutto non è vero neanche quello che ha detto Pattera sull’umidità relativa: lo stesso grafico presentato da Pattera indica che una scia di condensazione può formarsi anche con lo 0% di umidità relativa. Autogol formidabile di Pattera.

Quarta parte

Link al video. Prosegue Angioni: il 70% di umidità relativa è un parametro per la persistenza, non per la formazione delle scie. Cento anni di letteratura scientifica documentano che le scie di condensazione possono durare per ore e non c’è nessun limite di due minuti.

Marrucci presenta formalmente Simone Angioni, che poi parte con la propria relazione. Presenta il famoso file PowerPoint “Alza la testa” che gira da qualche anno in Rete. Sottolinea un concetto molto semplice: quando un profano ha un dubbio, lo deve porre agli esperti. In questo caso ai meteorologi. Elenca le interrogazioni parlamentari fatte in Italia: una media di tre all’anno dal 2003.

Micidiale il sondaggio circolante su Internet, in cui emerge che secondo la vox populi le scie chimiche sarebbero generate dai gesuiti. L’organigramma dello SMOM, redatto da Rosario Marcianò (Tanker Enemy) e a suo tempo co-conferenziere di Pattera, è spettacolare nella sua assurdità. Foto di esempi di scie di condensazione.

Quinta parte

Link al video. Angioni prosegue la relazione con la dimostrazione che le scie di condensazione non sono affatto un fenomeno recente: sono documentate anche nel 1937 e nei documentari di guerra come The Memphis Belle (1944). Mostra la copertina di Life che nel 1944 presenta una foto di scie persistenti nel cielo (altro che “due minuti”).

Sottolinea l’ssurdità metodologica dell’idea delle analisi fatte a terra per dimostrare un ipotetico rilascio a 10 chilometri di quota ed evidenzia gli errori dilettanteschi nell’interpretazione delle analisi.

Cita un commento online di Rorro David, candidato alle elezioni amministrative: le scie chimiche sono invisibili. Angioni viene interrotto da qualcuno che gli chiede chi l’ha autorizzato a pubblicare la citazione. Strano che la stessa domanda non sia stata fatta a Pattera quando ha mostrato la comunicazione privata di Antonio Di Pietro. Angioni risponde che la citazione è pubblica su Facebook e su altri siti, non c’è bisogno di autorizzazioni.

Marrucci presenta Antonio Sarpieri, assessore del Comune di Savignano e promotore di una mozione comunale, e il deputato Brandolini, e chiede loro su che basi hanno deciso di interessarsi al fenomeno e quali sono stati i risultati.

Sesta parte

Link al video. Intervento dell’assessore Sarpieri. Parla di un anno di studio prima di fare la mozione. Interesse al tema stimolato da Rebus in TV: descrive la trasmissione come “scientifica”. Definisce “rigorosa” e “seria” la propria mozione. Parla delle analisi dei campioni di acqua piovana e terra fatte su richiesta di privati dal CNR. Non dice se prima di fare la mozione ha chiesto chiarimenti a qualche esperto direttamente competente, per esempio a piloti o meteorologi.

Settima parte

Link al video. Intervento di Brandolini (a sinistra qui accanto). Ringrazia per la serenità della serata fin qui. Menziona l’animosità che contraddistingue l’argomento e la distruzione del proprio sito a causa del suo interesse. Trova non convincenti le risposte date dalle autorità alle sue interrogazioni.

Dice che le scie ci sono di più nelle regioni dove ci sono aeroporti militari (bella forza, ci sono aeroporti militari un po’ ovunque). Si è rivolto a un ex generale come consulente per formulare l’interrogazione.

Lavora al tema da due-tre anni. Dice che comunque dietro le “scie chimiche” ci sono cose che non possono essere pubbliche però ci sono. Parla dei cosiddetti “aerei invisibili” nella ricerca militare. Ipotizza un nesso fra le “scie chimiche” e la ricerca militare per rendere gli aerei invisibili ai radar.

Ottava parte

Ottava parte. Brandolini parla di mutamento climatico e degli accordi di cooperazione per studiarlo. Nulla di concreto e pertinente. Marrucci riporta il dibattito sul tema centrale: ma queste “scie chimiche” esistono o no? Sottolinea che è scorretto ragionare che siccome c’è interesse intorno a una cosa, allora quella cosa esiste (ossia siccome ci sarebbe interesse militare per modificare il clima, allora esiste la tecnologia per modificarlo). Per esempio, io avrei molto interesse a una macchina che genera focaccia dal nulla, ma questo non vuol dire che esista. E domanda: le scie che durano più di due minuti sono necessariamente chimiche? Interviene Pattera, ma non è chiaro cosa dica.

Brandolini interviene ma le sue parole non sembrano avere un filo coerente, a parte l’idea di segnalare che in due minuti un aereo di linea fa venti chilometri (per essere precisi, quasi trenta: 800 km/h sono 13 km/minuto). Inizia un po’ di rissa verbale con interventi del pubblico. Marrucci chiede chiarimenti sulle analisi al suolo, poi va a prendere le domande del pubblico.

Domande del pubblico: una scia di condensa può durare quattro ore? Una persona del pubblico dice che per lavoro commissiona da oltre dieci anni analisi del suolo e del sottosuolo e nota che i cambiamenti nelle analisi ci sono stati, ma non sono quelli teorizzati dai sostenitori delle “scie chimiche”: non si trova quasi più il piombo, in compenso si rilevano additivi.

Nona parte

Link al video. La persona del pubblico che fa analisi per lavoro dice che può assicurare che i sali di bario e le altre sostanze che per gli sciachimisti sarebbero dovute a irrorazioni aeree sono dovute all’inquinamento generato al suolo da fabbriche e privati cittadini. Chi lamenta la presenza di alluminio sa di cosa è fatta l’argilla dei campi? È fatta di silicio, alluminio e magnesio. Dice che se ci fossero queste irrorazioni, lui se ne accorgerebbe dalle analisi.

Un’altra persona (l’organizzatore del convegno sull’11/9 di Milano di settembre scorso al quale ho partecipato come relatore e di quello sulle “scie chimiche” di aprile 2009 bloggato qui) chiede ad Angioni delle dichiarazioni dei governi cinese e russo che “ammettono candidamente l’uso di scie chimiche per impedire la pioggia”.

Risponde Pattera: le scie di condensazione “cosiddette normali” non durano più che 30 secondi o due minuti. Risponde Angioni: certo che una scia di condensazione (ghiaccio d’acqua) può durare ore, perché le nuvole d’alta quota sono condensazione (ghiaccio d’acqua) e durano ore. La letteratura scientifica da sessant’anni non dice affatto che le scie durano fra 30 secondi e due minuti. In quanto e Russia e Cina: dichiarano di usare le stesse tecniche di controllo locale della pioggia citate da Pattera stesso (i razzi antigrandine), che sono note da decenni e non hanno affatto l’aspetto di scie.

Angioni fa anche una precisazione importante su un concetto che sembra sfuggire a molti: è la dose che fa il veleno. Qualunque cosa, a dosi sufficienti, è tossica. Anche l’acqua e il sale da cucina.

Pattera racconta che gli abitanti di una cittadina in Canada (non ne dice il nome, non se lo ricorda) ha protestato e allora il NORAD non l’ha più fatta sorvolare dagli aerei “chimici” e quindi lì non si vedono più scie. Mi chiedo che senso abbia dire, in altre parole, che per sventare un complotto megagalattico basti una protesta di una cittadina qualunque. Se è vero quello che dice Pattera, allora basta che tutti i comuni d’Italia facciano una protesta e il problema delle “scie chimiche” sparirà.

Decima parte

Link al video. Una persona del pubblico dice qualcosa a proposito del cielo della mattina precedente, lamentando che era pieno di scie, e viene sommerso dagli applausi. Lamenta che il governo non fornisce risposte precise. Parla di differenze d’altitudine fra “scie chimiche” e scie di condensazione. Dice di aver visto una volta con i propri occhi un aereo che rilasciava qualcosa, ma non dai motori. Un’altra persona chiede come mai un aereo fa una scia corta e due minuti dopo un altro aereo ne fa una lunga e persistente.

Pattera lamenta che vorrebbe rispondere alle domande, ma non funziona il proiettore che vuole usare per mostrare un video. Il moderatore interviene per chiedere aiuto tecnico. Una persona del pubblico chiede se è possibile andare a fare raccolta di campioni d’aria delle presunte “scie chimiche”.

Pattera risponde che raccogliere campioni in aria stando dietro un presunto aereo “chimico” non si può, perché arriverebbero subito i caccia per scortarlo. La persona del pubblico obietta che se le “scie chimiche” durano ore, come dice Pattera, non c’è bisogno di andare subito dietro l’aereo sospetto. Pattera obietta che comunque ci vorrebbe un aereo adatto e un’autorizzazione. Persistono i problemi con il proiettore.

Angioni risponde che ci vogliono prove concrete: una testimonianza di cielo a quadretti indica semplicemente che ci sono molti aerei che volano sulla zona, non che si tratta di aerei “chimici”. Confusione e voci che si sovrappongono dal pubblico. Angioni spiega come si procede: si va da un pilota e da un controllore di volo, come ha fatto lui, e si chiedono chiarimenti. E i chiarimenti ci sono: sì, gli aerei di linea volano normalmente secondo rotte che s’incrociano. Qualcuno dal pubblico dice che questa non è una prova scientifica (davvero? Allora se la parola degli esperti di settore non vale nulla, chi dovremmo interpellare, i dilettanti? Un biologo come Pattera?). Il pubblico rumoreggia e fa confusione.

Undicesima parte

Link al video. Angioni spiega che le stime di quota degli aerei sono imprecise, a occhio non si possono fare. Riprende a funzionare il videoproiettore. Parla Pattera: racconta che l’assessore Del Lungo ha ricevuto minacce via mail per aver organizzato una conferenza sulle “scie chimiche”. Chiede al pubblico “se siamo pazzi, perché minacciarci?”. Semplice, Pattera: chi va in giro a seminare pazzie e paranoie attira la compagnia dei pazzi. Interviene qualcuno dal pubblico a proposito di queste minacce, spiegando che è facile per la polizia rintracciare il responsabile: Pattera risponde irritato.

Afferma che le scie mostrate da Angioni in tempo di guerra sono le “trecce di Berenice” (vortici prodotti dalle estremità alari) e dice che “non siamo quelli che scambiamo lucciole per lanterne”. E invece sì, perché Angioni ha mostrato delle scie che si formavano dietro i motori, non alle estremità alari (come quelle che mostra lo stesso Pattera e che vedete qui accanto). Qualcuno del pubblico interrompe Pattera dicendo che non lo sta convincendo. Viene zittito dal resto del pubblico.

Pattera dice che sul bordo delle ali degli aerei di linea ci sono “delle specie di lancette che danno il segnale in cabina se l’alettone è gelato oppure no… quando le lancette si muovono è segno che l’alettone è libero perché non c’è ghiaccio; quando sono immobili è segno che sono ghiacciate e allora provvedono termicamente a sgelarle”. Questa è una scempiaggine colossale: qualunque pilota di linea potrà confermare che le “lancette” sono gli scaricatori o dispersori statici, che servono per scaricare l’elettricità statica accumulata dall’aereo, e non c’entrano nulla con il ghiaccio o la segnalazione del ghiaccio. È come se Pattera avesse detto che la leva del cambio in automobile serve ad aprire il bagagliaio.

Torna sulle tre condizioni di formazione delle scie e tira in ballo l’altitudine: mostra un’immagine di “altocumuli” e sostiene che una scia mostrata sta sotto la nube e quindi è più bassa della nube. Qualcuno dal pubblico gli chiede come mai, allora, sulla nube c’è l’ombra della scia. Pattera dice che non c’è nessuna ombra, nonostante sia chiaramente visibile persino nel video. Il pubblico gli fa notare oltretutto che si tratta di cirrostrati, non di altocumuli. Pattera sfotte l’interlocutore dicendo che gliel’ha detto “un maresciallo o un maggiore”, mica ne vorrà sapere di più la persona del pubblico. Il battibecco prosegue e si fa molto animato. Interviene il moderatore.

Pattera presenta uno spezzone di previsioni meteo della televisione tedesca ZDF del 14 gennaio 2009. È lo stesso che mostrò al convegno di Milano e che era già stato sbufalato all’epoca: il meteorologo, Gunther Tiersch, dice che ci sono delle “linee serpeggianti” prodotte da aerei militari che “non hanno niente a che vedere col tempo”. Ma non si tratta di scie misteriose: Tiersch stesso dice che si tratta di chaff (un prodotto antiradar in uso da decenni, che ha la particolarità appunto di creare falsi echi radar che sembrano enormi nuvole sugli schermi dei radaristi). Pattera dimostra di ignorare concetti aeronautici militari di base, ma lo dimostra solo a chi questi concetti li sa. Il resto del pubblico non ha gli strumenti per rendersi conto che Pattera ha preso un granchio spettacolare.

Pattera mostra poi un aereo che rilascia una scia e dice di aver analizzato delle cose che cadevano dall’aereo, e di averlo fatto “mentre cadevano”. Il filmato prosegue senza interruzioni e mostra un filamento che svolazza. Pattera dice che si tratta di “polimeri”. Qualcuno del pubblico chiede come sia possibile che il filamento sia già arrivato a terra da chilometri di quota se l’aereo che lo ha rilasciato sta ancora passando in quel momento.

Analisi di acqua piovana ad Ancona: 980 milligrammi di alluminio, “bario 54, silicio 2781”. Marrucci lo interrompe e gli chiede di fermarsi su una singola analisi per capire meglio.

Dodicesima parte

Link al video. Pattera spiega l’origine delle analisi (un privato impensierito dalle scie degli aerei le ha pagate di tasca propria). Marrucci passa la parola ad Angioni e gli chiede di commentare in particolare le analisi. Angioni si accorge che Pattera ha detto milligrammi, ma in realtà le analisi scrivono chiaramente microgrammi, ossia quantità mille volte inferiori a quelle dichiarate da Pattera, che quindi ha commesso esattamente lo stesso errore che Angioni ha fatto notare prima nelle altre analisi. Pattera ammette: “Microgrammi, d’accordo”.

Così Angioni fa l’affondo: 0,98 microgrammi di alluminio sono un dato assolutamente normale. Idem per il bario e il silicio. Sono i componenti della polvere sospesa in aria. Il 27% della crosta terrestre è silicio. Pattera, insomma, ha presentato come prova inquietante un dato che è invece perfettamente comune ed è ampiamente al di sotto dei limiti di legge. Pattera contesta.

Angioni parla del filamento e obietta che se fosse davvero caduto dall’aereo ripreso, sarebbe arrivato a terra a una velocità incredibile. Dice che come chimico ha analizzato i filamenti e ha ottenuto gli stessi risultati di Pattera, ossia che sono filamenti di seta. Pattera interrompe dicendo che si tratta di “polimeri sintetici”. Angioni chiede se lui e Pattera sono d’accordo o no sul fatto che sia seta, Pattera dice che non si tratta di seta come la può intendere il pubblico. Ma Angioni presenta documenti scritti da Pattera nel 2008, nei quali Pattera dichiarava che le analisi indicavano dati compatibili con fibre di origine animale, “nello specifico della seta”. Ops. Altro autogol di Pattera, che non sembra sapere quello che scrive.

Angioni spiega che quei filamenti compaiono durante i periodi dell’anno in cui migrano i ragni, benché Pattera abbia più volte detto che i ragni migratori non esistono. Qualcuno del pubblico chiede quanto sono grandi questi ragni e polemizza. Polemizza anche Pattera, sfidando Angioni: “Voi trovateci i ragni”.

E così Angioni cita il documentario della BBC The Living Planet che mostra la raccolta di questi ragni a 6500 metri di quota (qui trovate il documentario e i riferimenti alla letteratura scientifica). Il pubblico (mi sembra di riconoscere la voce del mitico Vibravito) interrompe con domande inutili sulla lunghezza dei filamenti usati da questi ragni per farsi portare dal vento. Grande confusione, di cui Pattera approfitta per non ammettere di aver detto l’ennesima fesseria e di aver contraddetto le sue stesse dichiarazioni precedenti scritte.

Tredicesima parte

Link al video. Una persona del pubblico invece di fare una domanda fa un comizio. Si va verso la rissa verbale fra membri del pubblico. Un altro membro del pubblico fa un altro comizio e riparla del “contratto” fra Italia e USA per il “dominio del clima”. Parla di “microparticelle” e di “micrometalli” usati per monitorare gli uragani e dice che questo è un “fatto”. Tira in ballo persino il transumanesimo wireless, i microtransponder, le nanoparticelle, gli RFID.

Finalmente qualcuno del pubblico fa una domanda: ci sono analisi di scie effettuate in quota? Un’altra persona parla di controllo non completo dei cieli da parte delle autorità e di aerei che s’incrociano in cielo. Battibecchi deprimenti fra il pubblico. La sala s’è vuotata parecchio. Marrucci rivolge ad Angioni la domanda sulle analisi in quota (Pattera vi ha già risposto prima dicendo che era impraticabile effettuarle).

Quattordicesima e ultima parte

Link al video. Angioni spiega che la sua posizione non è che le scie chimiche sicuramente non esistono: semplicemente, le prove presentate fin qui non sono per nulla convincenti (e, aggiungo io, si sono rivelate spesso delle bufale dilettantesche). Tutto qui. Portateci delle prove, signori. Non mi sembra una richiesta irragionevole.

Angioni spiega che le analisi in quota si possono fare eccome e si fanno. Le presenta: le analisi dicono che la scia analizzata è acqua e CO2. Il pubblico interrompe obiettando che quelle analisi sono state fatte su scie di condensazione, non su “scie chimiche”. Sfugge il concetto di base: le analisi di una scia (chimica o meno) si possono fare, e quindi Pattera ha detto un’altra fandonia. Angioni chiede come si stabilisce quale scia è chimica e quale no: il pubblico dice “quelle che non escono dai motori ma da serbatoi che sono posizionati di fianco ai motori”.

Pattera mostra una foto di un Boeing 747 che secondo lui rilascia un aerosol in fianco allo scarico del motore, ma Marrucci dice giustamente che è un pennacchio che non dimostra nulla. Qualcuno del pubblico fa una domanda fondamentale: dove sarebbe stivato, sugli aerei, tutto questo materiale che verrebbe irrorato? Ma è ora di chiudere, e la registrazione finisce qui.

In conclusione

Ancora una volta si è visto chiaramente che senza una moderazione di ferro, il pubblico è talmente accanito sulla questione delle “scie chimiche” che qualunque dibattito finisce in rissa e alla fine non conclude nulla. Il problema è che questo accanimento ha fatto passare completamente in secondo piano un fatto fondamentale: Pattera ha fatto una serie di errori tecnici clamorosi e non ha portato nulla che possa somigliare a una prova, ma soltanto congetture e frasi ambigue.

Parliamoci chiaro: chi sostiene la tesi delle “scie chimiche” sta accusando di strage volontaria l’intera categoria dei piloti d’aviazione, civili e militari, i controllori di volo e i meteorologi. Sta accusando tutte queste persone di essere complici omertosi. È un’accusa gravissima e potente, e per un’accusa del genere ci vogliono prove altrettanto potenti e schiaccianti. Altrimenti si dimostra di essere ancora fermi al “dagli all’untore” manzoniano. Finora, invece, i sostenitori delle “scie chimiche” hanno portato soltanto immagini e documenti che nel caso migliore si prestano a due interpretazioni opposte e nel caso peggiore sono panzane dimostrate.

Per chi volesse saperne di più senza risse, per chi vuole capire anziché credere fideisticamente, c’è il blog La bufala delle “scie chimiche” con le risposte documentate alle domande e ai dubbi più frequenti, i rimandi alla letteratura tecnica e le dichiarazioni degli esperti di settore italiani e stranieri. Che puntano tutte in una sola direzione, che riassumerò con le parole non certo eleganti ma molto schiette di un pilota di linea che ho consultato in proposito: le “scie chimiche” sono una stronzata pazzesca.

Non vi dirò come ha definito quelli che ci credono. Questo è un blog per famiglie.

PC banditi, sciachimisti litigiosi, alieni d’ogni sorta e altre in breve

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

PC infetti banditi? Scott Charney di Microsoft propone che vengano esclusi da Internet i computer infetti. Ne parla la BBC, raccogliendo il parere di Graham Cluley di Sophos.

Le “scie chimiche” causano lotte intestine. O intestinali? Rosario Marcianò, strenuo sostenitore dell’esistenza di un megacomplotto basato sulle “scie chimiche”, ha denunciato Tom Bosco, strenuo sostenitore dell’esistenza di un megacomplotto basato sulle “scie chimiche”, insieme ad Andrea Rampado, gestore dei forum di Nexus, per “diffamazione (articolo 595/3 CP), sostituzione di persona (articolo 494 CP) e accesso abusivo di sistema informatico (615TER CP)”. Non serve che il Nuovo Ordine Mondiale si occupi dei complottisti: si mangiano già fra di loro. Tutti i dettagli sono su Nexus.

Asteroide di passaggio. Ieri un asteroide, denominato 2010 TD54, è passato a circa 45.000 km dalla Terra. Non era di dimensioni sufficienti a fare danni anche in caso di impatto: misurava da 5 a 10 metri. Era stato scoperto sabato scorso. Maggiori info presso Discover e Nasa.gov.

Un segnale luminoso “alieno” che sarebbe arrivato dalla direzione di Gliese 581g, il pianeta scoperto recentemente che si trova nella fascia abitabile intorno alla stella nana rossa Gliese 581, è interessante ma parecchio in dubbio. Era stato segnalato dall’astronomo Ragbir Bhathal, della University of Western Sydney, circa due anni fa. Frank Drake (quello della famosa Equazione di Drake), si definisce “molto sospettoso” perché ha chiesto a Bhathal i dettagli delle sue osservazioni del segnale, ma Bhathal non glieli vuole fornire. Drake non è certo un negazionista della vita extraterrestre, visto che è il padre del progetto SETI per cercarla (Space.com).

Yoda doveva essere una scimmia mascherata. Così fu previsto inizialmente per L’Impero colpisce ancora. E si sa finalmente chi interpretò l’Imperatore nell’edizione originale. Non vi voglio togliere la sorpresa: i dettagli sono su Io9 (anche qui) oppure nel libro The Making of Star Wars: The Empire Strikes Back di J.W. Rinzler. È già nella mia wishlist su Amazon.de.

General Motors ha mentito? È emerso che la Chevrolet Volt non è affatto un’auto elettrica pura con generatore a bordo, come era stato lasciato intendere fin qui, ma un’ibrida, perché usa il generatore (un motore a benzina) anche per la propulsione, sia pure con un complicato accoppiamento meccanico indiretto. Delusione e indignazione fra gli appassionati, me compreso. GM replica con uno spiegone tecnico e dice che non ha potuto rivelare prima i dettagli per ragioni brevettuali. Mah.

Cerchi nel grano. Per un recente dibattito TV avevo raccolto un po’ di materiale che non ho utilizzato, per cui lo segnalo qui caso mai dovesse interessare: il cerchio nel grano a forma di logo di Firefox visto in Google Maps, realizzato nel 2006 dai linuxiani della Oregon State University, come spiegato da loro qui, (e qui con la pianta che fece da piano di lavoro) e segnalato anche da Time; il “cerchio” che ritraeva Mike Skinner alias The Streets, finanziato dalla Sony; il famoso cerchio di Milk Hill, troppo complesso per essere fatto da mano umana e invece realizzato dall’artista Jon Lundberg.

Ritorno al Futuro ritorna. Fra due settimane verrà pubblicata in Blu-Ray la trilogia di Ritorno al Futuro: per l’occasione sono state incluse alcune scene tratte dalle cinque settimane di lavorazione nelle quali Marty McFly fu interpretato da Eric Stoltz invece che da Michael J. Fox, come spiegato qui.

Facebook introduce i gruppi, ma con un inghippo. Adesso è possibile definire gruppi di “amici” su Facebook e condividere un elemento solo con loro anziché con tutti i propri amici. Piccolo problema: sono gli altri utenti a includerci nei loro gruppi, che noi lo si voglia o meno, e spetta a noi dis-iscriverci. La BBC suggerisce alcune situazioni in cui questo sarebbe un bel problemino: per esempio, un utente s’è trovato iscritto a forza al gruppo dell’Associazione Nordamericana per l’Amore fra Uomini e Ragazzi (North American Man-Boy Love Association, NAMBLA) e per far capire quanto sia potenzialmente pericolosa questa funzione ha iscritto allo stesso gruppo Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook.

Querela da un sostenitore delle “scie chimiche”? Tutta da vedere

Querela da un sostenitore delle “scie chimiche”? Tutta da vedere

Sì, sono al corrente della “querela” contro di me annunciata da Rosario Marcianò. Non volevo dedicare neanche un nanosecondo a questa faccenda surreale, ma dato che Giornalettismo l’ha pubblicizzata e mi sono arrivate richieste di commenti, rispondo brevemente qui:

1. Io non ho ricevuto nessuna querela formale. Conoscendo l’individuo, potrebbe benissimo trattarsi di una denuncia immaginaria quanto le “scie chimiche” che lo assillano.

2. C’è un punto 2, ma sto ridendo troppo per scriverlo.

Oggi a Fontanafredda c’era una conferenza degli sciachimisti. Con il patrocinio del Comune

Oggi a Fontanafredda c’era una conferenza degli sciachimisti. Con il patrocinio del Comune

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alla gentile donazione di “diego.bell*” e “4ngel*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/01/25 14:30.

Nuove frontiere del ridicolo. A Fontanafredda il Comune ha dato il patrocinio alla giornata odierna di deliri pubblici dei sostenitori della teoria delle “scie chimiche”: persone prive di qualunque competenza tecnica, che senza alcun contraddittorio formale hanno seminato paure inutili nei presenti.

Il ridicolo non è che gli sciachimisti parlino in pubblico: per carità, hanno il diritto di dire le proprie cretinate e di documentare pubblicamente la propria stupidità. Ma se si possono vantare di avere il patrocinio del Comune, come fanno vistosamente nel volantino qui accanto, le loro idee ridicole, sbugiardate da cinquant’anni di scienza, di analisi e di esperimenti internazionali, si ammantano di un’autorevolezza ingannevole. Il Comune, insomma, finisce per autenticare un’idiozia che, a detta del sindaco di Fontanafredda Claudio Peruch, sta suscitando paure nella popolazione.

Credit: Orsodan

Finché gli sciachimisti fanno sprecare tempo ai parlamentari gonzi, convincendoli a fare interrogazioni su fenomeni inesistenti, pazienza: li si può liquidare come uno dei tanti branchi di complottisti che non hanno di meglio da fare e si può obiettare che le interrogazioni sono solo uno dei tanti sprechi del malgoverno. Ma se davvero le “scie chimiche” cominciano a creare paura fra la gente, tanto da spingere un sindaco a dare spazio all’argomento e a riempire un palasport, allora lo sciachimismo sta diventando un allarme sociale e non si può più stare in disparte e limitarsi a ridere. Non si può più dire “ma chi vuoi che ci creda?”. A furia di sentirne parlare senza smentite, la gente ci sta credendo. Adesso basta: questa cazzata delle “scie chimiche” ha fatto troppi danni ed è ora di stroncarla. Fra l’altro, il Circolo territoriale del PD di Fontanafredda si è dissociato dall’iniziativa.

Lo streaming della conferenza di oggi è disponibile qui; su Facebook il gruppo Le scie chimiche sono una cazzata ha pubblicato delle foto e un resoconto davvero desolante.

Per chi volesse dei fatti tecnici sui quali farsi un’opinione, la documentazione degli esperti è raccolta presso Scie-chimiche.info. Se eravate presenti e avete raccolto le impressioni del pubblico, raccontatemele, in privato via mail oppure nei commenti qui sotto.

Aggiornamento 2015/01/25

Una persona che era presente alla parte iniziale della conferenza mi ha raccontato la propria esperienza: “il succo del discorso è stato: le scie chimiche esistono perché qualcuno lo dice, e visto che qualcuno rema contro, allora esistono”. Prove inoppugnabili, insomma. Sono state mostrate “due foto ritoccate malissimo: una originale del 1970, ritraente una famiglia in campagna, e quella rimasterizzata con una scia chimica dietro” e una foto “notturna della luna con una scia davanti”.

È stata mostrata anche “la foto dello scarico di un generatore ausiliario di un aereo (personalmente ne ho manutentati qualcuno) dicendo che era l’irroratore!”. In pratica gli sciachimisti non sanno neanche come funziona un aereo. È come se dicessero che nelle automobili c’è un misterioso dispositivo che si scalda fino a diventare incandescente, senza sapere che stanno parlando dell’accendisigari.

La persona aggiunge che le spiegazioni degli scopi presunti delle altrettanto presunte “scie chimiche” sono state tante ma le più belle sono state la “mappatura elettronica del territorio con il Toxicbario” e “il controllo climatico per avere radiocomunicazioni efficienti a livello militare e civile.. avrei voluto stracciare la mia licenza da radioamatore”.

Com’è stata l’affluenza? “All’inizio ho contato poco più di 550 persone”, dice la persona presente, ma “dopo 20 minuti una cinquantina se ne erano già andate.”

Commenti fra il pubblico? “Gli unici commenti che ho potuto sentire, perché erano urlati, sono stati quelli sulla scarsissima qualità audio. Veramente nei video non si capiva nulla”. Lo stesso, a quanto pare, è accaduto per il collegamento Skype con Marcianò.

Sarebbe interessante sapere, a questo punto, se il sindaco di Fontanafredda è contento di aver dato il patrocinio del Comune a una cazzata presentata da incapaci e se sarà altrettanto patrocinante per la mia conferenza che lancia l’allarme sulla presenza di unicorni invisibili clandestini nel Nord-Est. Se non fosse che c’è sempre chi abbocca a queste idiozie e poi minaccia di accecare i piloti degli aerei con i puntatori laser, ci sarebbe da ridere per la figuraccia degli sciachimisti, che s’illudono di combattere un nemico capace di organizzare flotte di aerei clandestini e non sanno neanche organizzare un collegamento Skype.

Aggiornamento 2015/01/25 14:30

Secondo quanto pubblicato dal Messaggero Veneto, l’assessore alla cultura del Comune di Fontanafredda, Vanni Zandonà, ha dato “la disponibilità a patrocinare un eventuale “contro – convegno” per chi volesse esprimere un punto di vista alternativo a quello affrontato ieri al palasport”. Se al Comune interessano dei fatti scientifici, anziché dei punti di vista, sono a disposizione.

Sciachimisti alla televisione, inizia il valzer delle scempiaggini

Sciachimisti alla televisione, inizia il valzer delle scempiaggini

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2007/11/22.

Rebus, in onda su Odeon TV alle 21.30, trasmetterà ben due puntate dedicate alle “scie chimiche”, il 23 e 30 novembre, secondo il sito della trasmissione (grazie a giuliano47 per la segnalazione).

Leggo nella presentazione della puntata del 23/11 che “le scie chimiche, potrebbero celare un’attività segreta e indebita con finalità belliche, o comunque militari, per il controllo del clima e delle zone coinvolte in azioni di guerra. Come si riconoscono le scie normali da quelle sospette? Cosa succede nei nostri cieli e chi si occupa di tutelare la nostra incolumità? Se lo chiedono anche parlamentari europei e italiani, Nessuno, fino ad ora, è riuscito ad avere risposte chiare e definitive”.

E per avere “risposte chiare e definitive”, chi viene invitato in studio da Rebus? Un meteorologo o un pilota, direte voi. Qualcuno che s’intenda di fenomeni atmosferici. Ovvio, no? Così in tre secondi diciamo che le “scie chimiche” sono una stupidata inventata da un branco di cialtroni (come raccontato qui e qui) per alimentare il business della paura che vende libri, e che le normalissime scie di condensazione si possono formare eccome anche a bassa quota (come mostrato qui), e andiamo a casa a occuparci dei problemi seri.

Macché: Rebus, il programma che si definisce “mosso solo ed esclusivamente dalla verità”, avrà ospite nientemeno che Rosario Marcianò, detto “Straker” (Ed Bishop si starà rivoltando nella tomba), che i lettori del Disinformatico ben conoscono per le sue teorie altamente creative, per l’assoluta mancanza di competenza in materia aeronautica e per i suoi atteggiamenti tutt’altro che scientifici verso chiunque osi criticarne il Verbo (come potete leggere nei commenti a questo articolo).

L’altro ospite in studio sarà Massimo Santacroce, che viene presentato da Rebus come se fosse un rappresentante dell’Istituto di Fisiologia Generale e Chimica Biologica “G. Esposito” di Milano ma che a quanto risulta è semplicemente un dottorando dell’istituto ed è compagno di teoria sciachimista di Marcianò. Non dubito della sua competenza nel proprio settore, ma in una discussione su un fenomeno atmosferico la fisiologia e la chimica biologica mi sembra c’entrino come i proverbiali cavoli alla proverbiale merenda. Invitereste un dentista a un dibattito sulle dighe idroelettriche? Appunto.

È interessante notare che le trasmissioni dedicate ai fenomeni misteriosi e alle teorie complottiste non invitano mai in studio gli esperti veri, mentre lasciano ampio spazio ai sostenitori delle teorie più fantasiose e inquietanti e ai loro filmati pieni di manipolazioni. Come mai? È semplice: se lo facessero, lo sputtanamento sarebbe istantaneo e non ci sarebbe la possibilità di tirare in lungo e colmare ripetutamente, a basso costo, il vuoto televisivo fra uno spot e l’altro.

Lo sputtanamento, infatti, parte da un concetto molto semplice: due dilettanti privi di preparazione professionale nel settore sarebbero arrivati a scoprire una colossale cospirazione che, pur essendo sotto i loro occhi, è sfuggita per decenni a migliaia di esperti che per mestiere studiano e scrutano il cielo ed è sfuggita anche ai controllori di volo. Sono tutti coinvolti nel complotto?

Ecco un bel grafico Nasa (cliccabile per ingrandirlo) che spiega le condizioni e le ragioni per cui si formano scie di condensazione che si comportano in modi differenti.

Ci saranno anche due interventi telefonici: uno del senatore Ciccanti, che ha presentato un’interrogazione parlamentare sulle “scie chimiche”, a conferma che chiunque può abboccare a una teoria cospirazionista se gliela si confeziona bene, e di Claudio Eminente, responsabile della Direzione Politiche di Sicurezza e Ambientali dell’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile): l’unica persona invitata che sia seriamente competente nella materia trattata, che però viene relegata al telefono.

Tre contro uno, insomma. Come mai l’esperto non viene ospitato in studio, ad armi pari con gli sciachimisti? Questo sarebbe il modo obiettivo di procedere di una trasmissione che dichiara di voler “capire e conoscere”?

Se trovate che il trattamento riservato alla materia da Rebus sia sbilanciato (stavo per scrivere squilibrato, ma il termine si presta a facili equivoci), fatelo sapere a Odeon TV usando le coordinate di telefono, fax e mail pubblicate qui: telefono 02/332131, fax 02/33200514, e-mail: info chiocciola profit-group.com. Io l’ho già fatto, scrivendo direttamente a Maurizio Decollanz, il conduttore di Rebus

Nel frattempo, cari sciachimisti, vi regalo questa foto: come si inquadra nella vostra spiegazione delle scie misteriose?

Aggiornamento (2007/11/22 15:45)

Ho avuto uno scambio di e-mail privato con Maurizio Decollanz, di Rebus, che non riporto qui proprio perché privato: dico solo che ha reagito alla mia richiesta di par condicio fra sciachimisti e tecnici accusandomi di “toni intollerabili”, “intimidazione”, “arroganza”, “violenza” e inviando copia della nostra corrispondenza privata all’Ordine dei Giornalisti e al Garante per le Comunicazioni (e poi sarei io quello che fa intimidazione).

Decollanz mi dice di aver invitato molti esperti, compresi i piloti di MD80.it, ma che nessuno ha accettato; anzi, MD80.it avrebbe risposto con una “mail intimidatoria”. Ho ricevuto da MD80.it copia della mail in questione, che si limita a invitare Decollanz a spiegare che gli esperti di MD80.it sono stati chiamati all’ultimo minuto, per cui non hanno potuto liberarsi dagli impegni di lavoro (perché gli esperti, a differenza dei dilettanti, hanno da fare). Non solo: non è stato dato loro lo stesso anticipo concesso invece agli ospiti sciachimisti.

Nel frattempo, ho dato la mia disponibilità a partecipare alla trasmissione. Staremo a vedere.

Aggiornamento (2007/11/22 17:00)

Alla mia proposta di partecipare alla trasmissione, Decollanz ha risposto chiedendo di pubblicare qui le domande che farei se fossi presente a Rebus e garantendo di leggerle. Ben volentieri.

  1. Se il fenomeno delle “scie chimiche” è reale, come mai nessuno addetto ai lavori, nessun meteorologo, nessun pilota ne parla? Come mai non esiste nessuna pubblicazione scientifica al riguardo? Tutti gli scienziati, compresi quelli italiani, fanno forse parte di una colossale congiura del silenzio?
  2. Se le “scie chimiche” sono irrorazioni segrete, perché vengono fatte di giorno, quando si potrebbe benissimo farle invisibilmente di notte?
  3. Come fanno i sostenitori delle “scie chimiche” a essere sicuri che i risultati delle loro analisi (fatte a terra, a otto e più chilometri di distanza dalla scia) provengono proprio dalle scie degli aerei? Come fanno a escludere l’inquinamento delle acque, dell’aria e del suolo prodotto da riscaldamento, industrie, automobili, eccetera?
  4. Se davvero i sostenitori delle “scie chimiche” hanno scoperto un piano supersegreto, come mai sono ancora vivi e liberi di raccontarlo?
  5. Se le “scie chimiche” sono una cospirazione ipersegreta che usa aerei ipersegreti per scopi ipersegreti, come diavolo fanno i sostenitori dell’esistenza del complotto a procurarsi foto così ravvicinate di questi velivoli senza finire impallinati?
  6. Come mai i suddetti sostenitori sono tutti dilettanti e fra loro non c’è nessun esperto in meteorologia?
  7. Come mai i sostenitori delle “scie chimiche”, nelle loro pubblicazioni, presentano come “prove” di chimicità delle scie, foto di fenomeni e oggetti che sono invece assolutamente naturali? Se sono così competenti, come mai non sanno che quelle che mostrano sono nubi mammellari o cirrocumuli (hole punch cloud)? Come mai non sanno che le loro foto di “dispositivi misteriosi” in realtà mostrano normali apparati usati in aviazione?
  8. Questi sostenitori delle “scie chimiche” sono disposti ad accettare una sfida pubblica? Andiamo in un luogo concordato e loro ci indicano quali scie sono “chimiche” e quali no. Poi chiamiamo i controllori di volo e ci facciamo identificare gli aerei che le hanno lasciate e intervistiamo i loro piloti. Ci state?
  9. Che cosa fa credere ai sostenitori delle “scie chimiche” di saperne di più dell’intera comunità scientifica internazionale?
  10. Perché dovrei credere a due dilettanti che sono già stati colti a prendere cantonate scientifiche, che non hanno il supporto di un solo esperto vero di settore, e che hanno un libro da vendere?

Aggiornamento (2007/11/22 20:15)

Uno dei filmati che verrà presentato nel corso della trasmissione è già disponibile nel blog non ufficiale di Rebus in questo post. Contiene, tanto per cambiare, le “nubi col buco” (hole punch cloud), che vengono spacciate come “prova” dell’esistenza delle “scie chimiche” ma che sono in realtà un fenomeno normalissimo, e tante immagini di aerei che lasciano scie di condensazione (una viene da Airliners.net e si sa esattamente che aereo l’ha prodotta: un aereo di linea della Virgin Atlantic).

Nulla è dato di sapere su come gli autori del filmato abbiano determinato la quota di volo degli aerei che riprendono, e già questo la dice lunga sulla serietà delle teorie presentate. Ma la perla migliore è l’affermazione che inchioda alla loro incompetenza gli sciachimisti e definisce il loro “criterio” per distinguere “scie chimiche” da scie di condensazione:

le scie di condensa si formano a quote superiori ai 9000 metri, valori di umidità superiori al 72% e temperature inferiori a -41°C. Qualsiasi velivolo che rilasci copiose scie a quote inferiori e a condizioni di umidità o temperature non idonee è un aereo chimico

Vediamo un po’: l’aereo mostrato all’inizio di quest’articolo è a bassa quota e fa copiose scie. Dunque secondo gli sciachimisti è un aereo chimico. Giusto?

Sbagliato. È un Boeing 757 della First Choice Airways, marche G-OOBJ, fotografato all’aeroporto inglese di Gatwick da Steeve Morris il 30 maggio 2005 (fonte: Airliners.net). L’ultima volta che ci sono andato, l’aeroporto di Gatwick non si trovava a 9000 metri d’altitudine, e gli inverni inglesi sono freddini, ma non scendono sotto i -41°C. Come la spiegate, cari sciachimisti?

Posso aggiungere un bel po’ di altri esempi che sbufalano l’affermazione-cardine degli sciachimisti. Eccone qualcuno dalla mia collezione:

Persino lo Space Shuttle è un aereo chimico:

La realtà, come si può leggere nella documentazione della gente che fa queste cose di mestiere e le studia per anni invece di improvvisarsi supergenio sventacomplotti, e come si vede nelle foto qui sopra, è che gli aerei possono benissimo formare scie normali (non chimiche) al di fuori delle condizioni indicate dagli sciachimisti.

Solo che le scie formate in questi casi non sono scie di condensazione prodotte dagli scarichi dei motori che rilasciano particelle di carburante combusto, intorno alle quali si condensa l’acqua dell’atmosfera. Sono scie causate soltanto dalla differenza di pressione atmosferica generata dal passaggio del velivolo, in particolare della sua ala, attraverso l’aria. Questa differenza, in condizioni di umidità adeguata, produce la condensazione del vapore acqueo presente nell’aria. A qualsiasi quota.

Dato che le cause sono differenti, queste scie a bassa quota non si chiamano specificamente contrail, ma hanno altri nomi, come wake vortex, wake turbulence, wingtip vortex, Prandtl-Glauert cloud. Ci sono anche le scie prodotte dallo scarico d’emergenza del carburante (fuel dump), ma sono fenomeni rarissimi che avvengono appunto soltanto durante le emergenze.

Gli sciachimisti hanno preso i parametri di formazione di uno solo dei tanti tipi di scia, la contrail generata dai motori e, non contenti di averli travisati, li hanno pure interpretati come se indicassero l’unico modo possibile di formare una scia naturale. Qualsiasi scia a bassa quota è, secondo loro, una scia chimica, ma è una balla. E questo è il loro primo errore di base.

Il loro secondo errore è la determinazione delle quote. Come fanno a sapere a che quota sta volando un aereo? Non hanno strumentazione che consenta loro di farlo, per cui tirano a indovinare. Le loro “quote basse” sono il delirio della spannometria.

Questi due errori minano alla base tutto il resto del loro ragionamento. Una volta smascherati questi due, l’intero castello degli errori della teoria sciachimista crolla inesorabilmente nel fragore del ridicolo.

Scie chimiche, Mario Tozzi scende in campo: “La Gaia Scienza” smonta lo sciachimismo e i meteorologi dicono “adesso basta”

Scie chimiche, Mario Tozzi scende in campo: “La Gaia Scienza” smonta lo sciachimismo e i meteorologi dicono “adesso basta”

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2009/05/11.

Domenica 10 maggio (domani) la trasmissione La Gaia Scienza di La7, in onda alle 21.30, dedicherà un corposo servizio alle scie chimiche, smontandone le tesi di complotto. Dovremmo vederne delle belle.

Fra l’altro, nella puntata di domenica si parlerà anche di altre leggende metropolitane e fenomeni curiosi, come la capacità degli animali di prevedere i terremoti, Facebook controllato dalla CIA, il classico esperimento con Coca-Cola e Mentos, una nuvola artificiale fatta con azoto liquido e acqua bollente, la privacy e il genoma, i sistemi hi-tech di identificazione, e le responsabilità reali della febbre suina.

Sarà interessante vedere se anche il Trio Medusa verrà pertanto gloriosamente iscritto (Tozzi lo è già, grazie ai commenti che l’hanno segnalato) nelle liste di proscrizione che i tollerantissimi sostenitori delle scie chimiche hanno allestito per chiunque osi criticare le loro idee menagramo.

La discesa in campo di Tozzi sembra essere un segno che s’è decisamente esaurita la pazienza degli addetti ai lavori verso le accuse di corruzione, omertà, strage, avvelenamento e assassinio di massa dispensate verso di loro a piene mani dagli sciachimisti. E s’è esaurita la sopportazione delle deliranti richieste che provengono dai politici che si sono fatti gabbare da queste teorie: una per tutte, questo incredibile ordine del giorno del Comune di Cesena.

Ho già segnalato la presa di posizione esplicita del colonnello Mario Giuliacci del Centro Epson Meteo contro le teorie sulle “scie chimiche”: ad essa si aggiunge quest’editoriale di Meteo Romagna, il centro meteo-climatologico e previsionale della Romagna, che linka un dettagliato documento tecnico scaricabile, firmato da Pierluigi Randi, e che dice chiaramente “adesso basta”:

Avremmo potuto tacere ancora, sopportando, ma abbiamo la sensazione che tacere ulteriormente sarebbe come avvallare le scelleratezze che questi nuovi “profeti di sventura” vanno propinando e quindi, nel nostro piccolo, vogliamo gridare il nostro “ADESSO BASTA

[…]

Recentemente, abbiamo ricevuto segnalazione di mozioni comunali (in ROMAGNA !!!???) che rasentano il ridicolo ma che abbiamo voluto considerare frutto della mancanza di cognizione scientifica dell’argomento anche se E’ BENE PRECISARE CON FERMEZZA che tale mancanza di approccio scientifico (RIGOROSO) NON E’ COMUNQUE GIUSTIFICABILE, specie se sostenuta dalle tasse prelevate dalle tasche di tutti i contribuenti, bene o male informati che siano.

Non si tratta più, quindi, di sciachimisti contro debunker. Adesso scendono in campo le autorità e gli esperti. Perché questa stupidità sta cominciando a costare al contribuente.

In attesa della trasmissione, eccovi un video che sbufala in un solo colpo due dei dogmi sciachimisti: l’inesistenza delle scie di condensazione prima degli anni Novanta e la natura misteriosa delle discontinuità delle scie. Entrambi i fenomeni sono documentati da queste immagini, tratte dal documentario del 1944 Memphis Belle di William Wyler (scaricabile legalmente da Archive.org), che mostrano bombardieri B-17 a elica che lasciano vistosissime scie che talvolta s’interrompono.

Sarà interessante sentire se gli sciachimisti sosterranno, come ha fatto Rosario Marcianò al convegno di Milano per le immagini di scie pubblicate da Life nel 1944, che anche queste immagini sono false.

Post (mini)eventum

Il servizio sulle “scie chimiche” inizia tardi, intorno alle 23.15, e non è in effetti “corposo” come mi era stato preannunciato, ma è comunque godibile, con un omaggio all’ormai mitico Tankerenemy (alias Rosario Marcianò) e con alcune frasi lapidarie che ben riassumono come viene vista tutta la teoria da chi non è coinvolto in tutti i suoi tortuosi meandri: è tutta una costruzione “senza una prova scientifica”.

Sì, perché in effetti basta chiedere a qualunque pilota professionista, come fa La Gaia Scienza intervistando Pietro Pallini, o a qualunque meteorologo (in questo caso Paolo Sottocorona), per sentirsi rispondere che dietro i fenomeni che gli sciachimisti ritengono essere prove della cospirazione non c’è, per gli addetti ai lavori, “niente di strano”. Chi ci lavora, tra le nuvole, queste cose le conosce bene, e sono soltanto i dilettanti incompetenti a vederle come babau.

E’ curiosa la scelta di citare il famoso documento sulla cooperazione Italia-USA per i cambiamenti climatici: Sottocorona chiarisce che non contiene “niente di equivoco”, però non viene spiegato che il documento parla di fare test circoscritti agli appositi “siti sperimentali italiani dove vengono modificate artificialmente le condizioni ambientali a cui è esposta la vegetazione e di conoscere meglio i “meccanismi di risposta delle piante. E non viene detto che gli “esperimenti” citati vengono fatti su piccoli appezzamenti di terreno e servono per vedere come si comportano le piante in caso di cambiamento della temperatura, delle precipitazioni e della concentrazione di CO2 nell’atmosfera; le persone non c’entrano nulla; nè viene detto che il cambiamento è dovuto a fattori naturali e/o all’inquinamento industriale, non alle scie chimiche.

Alla fine il messaggio più chiaro arriva dal pilota Pallini: ci sarebbe troppa gente coinvolta per poter avere l’omertà perfetta asserita dagli sciachimisti. Progettisti di aerei, controllori di volo, addetti al rifornimento delle porcherie chimiche, addetti alla produzione delle porcherie stesse, piloti, manutentori degli aerei… Non ci vuole un gran genio per capire che un complotto con così tanti partecipanti liberi di andare a spasso non resterebbe segreto a lungo. Neppure il progetto Manhattan per la bomba atomica restò segreto per più di qualche anno.

Al ritorno in studio il verdetto è espresso a chiare parole, anzi con una sola parola: “bufala”. E Tozzi rincara la dose, parlando di “ignoranza atavica in materia scientifica” come radice di queste credenze. Chissà se ai membri del Comune di Cesena che hanno firmato la mozione contro le scie chimiche fischiano le orecchie, o se sono troppo presi a redigere una radiosa mozione contro i fantasmi delle soffitte, i folletti dei sottoscala e i nemici dell’igiene che si annidano nel water.

Lo streaming della puntata

Le puntate di La Gaia Scienza sono disponibili in streaming qui sul sito di La7. In particolare, lo spezzone della puntata andata in onda il 10 maggio 2009, nel quale si parla delle “scie chimiche”, si trova qui (dal settimo al quindicesimo minuto).

Stasera scie chimiche in TV. A Mistero? No, alla TV svizzera

Stasera scie chimiche in TV. A Mistero? No, alla TV svizzera

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Questa sera alle 21 sul canale televisivo svizzero La2 va in onda l’edizione italiana di Bye Bye Blue Sky, documentario di Patrick Pasin, sostenitore della teoria del complotto delle “scie chimiche”.

Pare perlomeno bizzarro che la televisione di stato svizzera, finora ben attenta a non abbassarsi ai livelli di Mistero o Voyager, voglia scialacquare così la propria reputazione, ma dalle mie indagini informali non risulta che sia previsto un dibattito o un contraddittorio e che quindi Pasin sia libero di esporre senza smentite di esperti la teoria delle “scie chimiche”. Quella che accusa i piloti e i controllori di volo di tutto il mondo (anche quelli svizzeri, dunque) di essere omertosi complici di un complotto per avvelenare il mondo attraverso irrorazioni fatte con aerei segreti. Quella che li accusa di sapere e tacere. Quella che accusa i meteorologi (compresi quindi quelli della stessa RSI e di Meteosvizzera) di far finta di non vedere le irrorazioni quotidiane di veleno. Vedremo. Io seguirò qui in liveblogging via Twitter la trasmissione.

22:40. La trasmissione è finita da poco. Dovrebbe essere presto disponibile in streaming sul sito della RSI qui. Contraddittorio zero; tante parole in libertà, ma nessun dato scientifico documentato; tante accuse a piloti, militari, governanti di tutti paesi e persino a Greenpeace (tutti colpevoli di tacere e negare). Per chi ha visto il programma e vuole comunicare educatamente le proprie impressioni, c’è il link apposito della RSI, che riporta il seguente invito: “Un programma RSI non vi soddisfa? Indirizzate le vostre osservazioni critiche a Comunicazione RSI e i vostri reclami all’organo di mediazione rappresentato da: Avv. Gianpiero Raveglia, casella postale 160, 6535 Roveredo-GR”.

Mi dispiace dirlo, visto che io collaboro da anni con la RSI, ma le asserzioni fatte nel programma sono a dir poco imbarazzanti per la loro assurdità (una fra tutte, i lampioni accesi di giorno sarebbero una prova del complotto per oscurare il cielo). Un programma del genere, proposto dalla RSI addirittura nella sezione Cultura, in prima serata e senza che venga previsto uno spazio di replica da parte degli accusati (i meteorologi, i piloti di linea, i controllori di volo, i militari anche svizzeri), viola a mio parere i principi di base della Legge federale sulla radiotelevisione, che stabilisce all’articolo 4 che “Le trasmissioni con contenuto informativo devono presentare correttamente i fatti e gli avvenimenti (principio di oggettività). I pareri personali e i commenti devono essere riconoscibili come tali (principio di trasparenza)”.

Non solo: è un’offesa a chi paga il canone e si aspetta programmi completi e obiettivi, non i deliri di una nonnina (giuro: leggete sotto) e di vari personaggi eccentrici privi di qualifiche nelle materie di cui parlano con tanta apparente sicurezza. La messa in onda sarà invece sicuramente motivo di vanto da parte di questa gente che non ha voglia di affrontare i problemi veri del mondo e preferisce passare la vita a inventarsi problemi inesistenti di cui poi si propone come impavido risolutore. Adesso, grazie alla RSI, potranno dire che le loro tesi bislacche sono vere perché le ha trasmesse anche la televisione svizzera e nessuno le ha contestate.

Sarà mia premura chiedere quanto è stato speso per doppiare in italiano e mandare in onda un’ora e mezza ininterrotta di allarmi terrorizzanti: adesso chi glielo spiega come stanno realmente le cose ai ragazzi delle scuole, visto che l’ha detto la RSI che le “scie chimiche” esistono e sono velenose?

Cercherò anche di sapere chi ha scelto di dare spazio a Patrick Pasin (foto qui accanto tratta dalla fine di questo video), una persona che ha sostenuto i negazionisti dell’11 settembre: Pasin è l’editore del libro L’Effroyable Imposture di Thierry Meyssan ed è uno dei partecipanti al video Le 11 septembre n’a pas eu lieu… (IMDB), che potete vedere qui, qui e qui. È anche stato l’editore del lunacomplottista Philippe Lheureux. Insomma, è uno che mangia pane e cospirazioni. E stasera la RSI gli ha offerto un pulpito incontrastato per novanta minuti. Tanto valeva dedicare un’ora e mezza ai sostenitori della Terra piatta. Il programma RSI La2DOC è, stando ai titoli di testa e di coda, a cura di Krysia Binek; l’assistente di produzione è Patrizia Balerna.

Aggiungerò qui altri dettagli man mano che riordino gli appunti tweetati in diretta. Ne vedremo delle belle.

Il programma in sintesi

La prima testimone esperta di Cielo Blu, Addio! (titolo italiano di Bye Bye Blue Sky) è nientemeno che una nonnina: tale Rosalie Bertell, “ricercatrice in biometria e epidemiologia ambientale, responsabile della Commissione medica internazionale Bhopal (India), fondatrice dell’Istituto internazionale di interesse per la salute pubblica (Toronto). Esperta riconosciuta dall’ONU e dalle istituzioni internazionali in questioni militari”. Credenziali impressionanti, almeno a prima vista, ma che c’entrano con le scie che si formano in cielo? Siamo alle solite, le tecniche dei cospirazionisti non cambiano mai: siccome mancano gli esperti veri, per ovvie ragioni, si usano esperti in altre materie che non c’entrano nulla. Come se essere bravo in fisica rendesse esperti in meteorologia.

Come al solito, infatti, nel “documentario” latitano le persone realmente qualificate: i meteorologi, i piloti di linea, i controllori di volo, ossia la gente che sa veramente cosa avviene in cielo. Perché la RSI non li ha interpellati per avere un parere professionale?

Certo, la vecchiaia non implica il rimbambimento (Margherita Hack docet), ma le parole della Bertell sì: “in generale, la scia emessa dagli aerei resta visibile per quindici, diciotto secondi”. Quelle che durano di più, dice, sono “scie chimiche”. Un criterio di distinzione interessante: peccato che sia una fandonia, perché gli aerei di linea che passano sopra casa mia a Lugano fanno spesso scie che durano ben di più di diciotto secondi (e basta chiedere a un meteorologo per sapere che una scia di condensazione può durare ben più di diciotto secondi senza dover essere per forza “chimica”). Come faccio a sapere che sono aerei di linea veri? Hanno la livrea delle compagnie aeree, e se pensate che un grosso aereo non appartenente a una compagnia aerea possa entrare impunemente in Svizzera senza che i controllori di volo lo sappiano, preparatevi ad accusarli di essere omertosi partecipanti alla congiura.

Poi arriva Alan de Tourtoulon, “già pilota per British Airways e Swissair”. Ecco, questa dovrebbe essere una persona qualificata. Sentiamo cosa dice: secondo lui le scie normali durano uno o due minuti. In altre parole, ha appena contraddetto nonna Bertell. Poi dice che le scie che durano di più di due minuti sono più frequenti di un tempo e gli sembrano strane. Tutto qui?

Segue Andrew Johnson, la cui straordinaria qualifica è “fondatore di http://www.checktheevidence.com, referenza mondiale in materia di scie chimiche”. Si chiede come si possa formare una griglia di scie che s’incrociano: forse l’idea che gli aerei di linea volano verso destinazioni differenti e quindi hanno rotte che prima o poi s’incrociano è per lui troppo banale. Si lamenta di non aver visto gli aerei che avevano formato la griglia: osservazione molto profonda, considerato che ha appena detto che stava lavorando al computer e quindi presumibilmente non stava guardando in continuazione il cielo.

È poi il turno di Claire Henrion, “cofondatrice di Acseipica, associazione per lo studio delle attività d’irrorazione e di geoingegneria”. Ancora una volta, una qualifica che non indica alcuna competenza nella materia in oggetto. A lei le “scie chimiche” causarono un aumento di temperatura quando le vide per la prima volta (e si ricorda anche la data di quando le ha viste – questa è ossessione). Dice che per lei è evidente che le scie sono all’origine della sensazione di calore. Prove? Nessuna. E non vi aspettate che le cose migliorino più avanti.

Infatti arriva Belinda McKenzie. Climatologa? Meteorologa? Esperta di chimica e fisica dell’atmosfera? No: “attivista, impegnata in numerose azioni civili soprattutto in Gran Bretagna”. Dice che da circa un decennio le occasioni di prendere il sole sono diminuite per colpa delle scie che oscurano il sole. Sarà: io ho vissuto in Gran Bretagna per parte di quel decennio e di sole ne ho visto anche più del solito. L’estate di caldo e sole da record del 2003 non se la ricorda nessuno? I meteorologi sì, ma in questo “documentario” non ce ne sono. Chiediamoci perché.

Sentiamo Nikos Katsaros, “ricercatore al Centro nazionale di scienze fisiche ‘Demokritos’ di Atene, membro del Comitato nazionale per l’ambiente, rappresentante per la Grecia in seno al Comitato scientifico della Nato, membro del Comitato ‘Enouranos’ che indaga sulle attività d’irrorazione e geoingegneria”. Si limita a dire che c’è gente che ha visto, in Grecia, scie che durano a lungo (“rimangono visibili per ore e ore, a volte persino per un’intera giornata”). E allora?

Avete capito l’antifona: il “documentario” non è che una sfilata di persone dalle qualifiche perlomeno dubbie che dicono cose incredibili o assurde senza dimostrarle:

  • un “osservatore meteo” (che non vuol dire “meteorologo”, così come dire “osservatore di donne” non vuol dire “ginecologo”);
  • un “ex sindaco e politico belga, fondatore del Gruppo Belfort, gruppo di resistenza civile contro l’attività d’irrorazione e il Codex Alimentarius” (fedele al principio “se credi a un complotto, credi a tutti i complotti”), che afferma sicuro che la condensazione a 10.000 metri di quota “è impossibile” (12:10);
  • un “docente alla facoltà di aeronautica e ingegneria aerospaziale della Delft University of Technology (Paesi Bassi), PhD in ingegneria aerospaziale”, Coen Vermeeren, dice che ogni scia persistente deve avere una spiegazione alternativa (ma non si sbilancia su quale) e che sarebbe teoricamente possibile introdurre sostanze nel carburante degli aerei (ma non afferma che venga fatto);
  • un “geobiologo”;
  • Rosario Marcianò, già noto a chi legge queste pagine per le sue imprese, si esibisce in una nuova perla di assurdità (a 13:40) che trascrivo integralmente con le lacrime agli occhi dal ridere: “Quando arriviamo alle nove, alle dieci di mattina già si cominciano a veder passare i primi aerei e nell’arco di poche ore il cielo è completamente coperto da uno strato uniforme che oscura il sole, quindi è una costante ormai di non avere più delle giornate di sole vero ma delle giornate semioscurate o oscurate completamente, tant’è che alcune volte all’una del pomeriggio i lampioni della strada sono accesi. Questo indica che comunque la luminosità è tale da far accendere i lampioni delle strade automaticamente per via dell’oscurità. Lampioni accesi all’una del pomeriggio? Va detto che Marcianò non vive in Lapponia, ma a Sanremo.

In estrema sintesi, le presunte differenze fra le scie di condensazione e quelle “chimiche” sarebbero, secondo il “documentario” di Pasin, la durata, la forma e il comportamento. Quelle chimiche durano molto a lungo e sono “panciute”, oppure hanno un’ombra (già, perché le scie normali non possono gettare un’ombra) e sono scure. Quelle chimiche “sono visibili anche dallo spazio, sulle foto satellitari, ma le normali scie d’aereo non dovrebbero apparire sulle foto satellitari” (proprio così, a 9:58; ma allora che dire di queste foto, scattate da Paolo Nespoli dalla Stazione Spaziale). Il motivo per il quale le scie normali non si dovrebbero vedere non viene detto.

Viene detto che le “scie chimiche” contengono “bario, ossido di bario o piuttosto cloruro di bario, ossido d’alluminio, ossido di titanio” (Claire Henrion, 19:00) oppure “alluminio e bario” (Katsaros, 19:20) oppure “trimetilalluminio, che è un metallo in forma liquida…, un additivo che contiene sali di bario, … rame, titanio, litio… carbonato di calcio che… serve per rendere sterile il terreno (Marcianò, 20:00) oppure “bario, cadmio, alluminio e anche plutonio … dibromuro di etilene, micoplasmi e agenti virologici” (l’ex sindaco, 20:50) oppure “titanato di bario, di alluminio, di rame, di ossido di titanio” (Marcianò, 22:20) o anche “solfato di ferro” (l’osservatore meteo, 25:00). In altre parole, i sostenitori delle “scie chimiche” si contraddicono a vicenda.

Prove? Nessuna. Zero. Niente. Nada. Solo novanta minuti di aria fritta:

  • Per dimostrare l’esistenza delle “scie chimiche” in cielo, viene fatta un’analisi del terreno. Perché qualunque porcheria ci sia nel terreno, deve per forza venire da una scia di un aeroplano in quota, non dall’ambiente più vicino. E cosa ci trovano? Bario e alluminio. Due metalli molto comuni nella crosta terrestre.
  • “Non siamo mai stati così tanto malati”. Ammesso e non concesso che sia vero (dove sono i dati epidemiologici?), come si dimostra che è colpa delle “scie chimiche”?
  • Non potevano mancare le citazioni della moria delle api (ovviamente causata dalle “scie chimiche”), l’alterazione della “sintonia del campo elettromagnetico degli alberi” e l’immancabile Morbo di Morgellons, naturalmente causato dalle “scie chimiche” e “molto diffuso”. Come no. Tutti conosciamo qualcuno che dice che gli spuntano peli di plastica dal corpo.
  • È tutta colpa del Pentagono e dei “paesi satelliti” e ci sono “accordi con l’esercito”: allora anche l’esercito svizzero è connivente?
  • Gli aerei militari irrorano obbligatoriamente a 1500-6000 m di quota.
  • Le “scie chimiche” fanno venire disturbi intestinali ma aumentano l’autonomia dei radar oltre l’orizzonte, aumentano la temperatura terrestre, inaridiscono il terreno, aiutano per la cartografia del terreno, influiscono su sonno e sogni, creano depressione, apatia o allegria (a seconda della frequenza sparata con le scie).
  • L’obiettivo delle “scie chimiche” non è modificare il clima, ma controllare la popolazione: garantisce Marcianò.
  • Ci sono due tipi diversi di “scie chimiche”: quelle militari, a circa 5000 metri di quota, e quelle degli aerei di linea, a 10.000 m.
  • Anche Greenpeace e gli ambientalisti fanno parte della cospirazione.
  • Le “scie chimiche” sono state osservate anche nella versione colorizzata di Zorro.
  • Ovviamente non manca una citazione abbondante di HAARP, classico babau di mille complotti.

Qui mi fermo: ce ne sarebbero ancora, di cose da dire, ma direi che il concetto è chiaro.

Aggiornamento (2011/03/02). Grazie a tutti coloro che hanno inviato mail di civile protesta alla RSI, e grazie ai piloti e meteorologi che mi hanno contattato per esprimere la loro delusione per lo scivolone di una rete televisiva alla quale hanno sempre dato orgogliosa fiducia.

Scie degli aerei un fenomeno nuovo? Un testimone le ricorda 65 anni fa

Scie degli aerei un fenomeno nuovo? Un testimone le ricorda 65 anni fa

Segnalo brevemente un nuovo articolo molto speciale sul blog La bufala delle scie chimiche (che ha ricevuto un restyling dopo i vostri commenti): la testimonianza fresca e diretta del fatto che gli aerei producevano grandi scie di condensa già durante la Seconda Guerra Mondiale, sbufalando così i sostenitori della teoria delle “scie chimiche”, secondo i quali le scie persistenti sarebbero un fenomeno che risale a non prima degli anni Novanta.

La testimonianza è di particolare pregio perché ci arriva da un italiano, Roberto Cassinis, ordinario in pensione di Fisica Terrestre, e perché è scritta oggi e in diretta risposta alle “fandonie moderne”, come le definisce lui, degli sciachimisti.

Aggiornamento 10:10

Radio Deejay ha da poco trasmesso un programma in cui il conduttore Fabio Volo ha parlato di nuovo di scie chimiche, dando spazio soltanto ai sostenitori della teoria, in particolare Rosario Marcianò (alias Straker). I lettori mi segnalano che la trasmissione sarà riascoltabile da domani qui oppure intorno alle 11.30 di oggi qui, dove viene ritrasmessa la diretta con 2 ore di ritardo.

Ho già mandato all’emittente una mail (diretta@deejay.it) e un SMS (347.3425220) in cui ho sfidato cordialmente l’ospite e gli sciachimisti tutti a un dibattito faccia a faccia insieme agli esperti e ho ricordato che il loro intervistato è colui che scrive che le scie chimiche servono a creare “una razza formata da androidi facilmente controllabili”.

Se volete associarvi con un’educata protesta, magari Radio Deejay si renderà conto che la correttezza dell’informazione prevede il diritto di replica. Ci sono diversi meteorologi e piloti, civili e militari, che si sentono offesi dallo spazio concesso unilateralmente a queste accuse da un’emittente di grande ascolto.

Non è necessario esigere una smentita: basta chiedere il dibattito. Il fatto stesso che Marcianò lo rifiuti è una delle più chiare dimostrazioni della debolezza delle sue argomentazioni.

Aggiornamento 13:20

La registrazione della trasmissione, durata circa 8 minuti, è disponibile qui in formato MP3 (grazie a Riccardo). Per chi la ascoltasse, consiglio la lettura delle risposte alle asserzioni più frequenti preparata dai tecnici del CICAP (piloti e chimici) o della sua versione ampliata, dalla quale traggo queste note.

  • La storia dell’accordo Italia-USA sulla modificazione del clima è già stata chiarita da tempo qui: basta leggere il documento per capire che parla di ecosistemi, che sono cosa ben diversa dal clima, e che ne parla nel senso di fare test circoscritti agli appositi “siti sperimentali italiani dove vengono modificate artificialmente le condizioni ambientali a cui è esposta la vegetazione” e di conoscere meglio i “meccanismi di risposta delle piante”. In altre parole, gli “esperimenti” citati vengono fatti su piccoli appezzamenti di terreno e servono per vedere come si comportano le piante in caso di cambiamento della temperatura, delle precipitazioni e della concentrazione di CO2 nell’atmosfera; le persone non c’entrano nulla, e il cambiamento è dovuto a fattori naturali e/o all’inquinamento industriale, non alle scie chimiche. Un esperimento locale su un ecosistema (zona piccola e ben delimitata) non è paragonabile a un cambiamento planetario del clima: sarebbe come fare pipì nel Po e pensare che questo possa causare una morìa di pesci nell’Adriatico.
  • La questione del controllo delle piogge su Mosca è un cambiamento delle condizioni meteo locali, che non c’entra nulla con la modificazione del clima. Il controllo locale della pioggia è un fenomeno noto da decenni. Marcianò parla di fenomeni di tutt’altra scala che servirebbero, a suo dire, per le comunicazioni radio con la “polvere intelligente”. Se non sapete cos’è, chiedetelo a lui. Senza ridere.