L’articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale.
Ultimo aggiornamento: 2022/07/03 (per recupero link obsoleti). Photo credit:
AT =
Studio Fotografico Andrea Tedeschi, per gentile concessione.
AGGIORNAMENTO POST EVENTUM: La registrazione audio della
presentazione di Pattera e Marcianò è
disponibile qui.
Domenica 19 aprile, 10.30 circa
Sono a Milano, e grazie al fido netbook (un Acer Aspire One con 3G integrato)
vi sto bloggando dalla sala dell’hotel Milton in via Butti, dove si sta
tenendo un convegno dedicato, fra le altre cose, alla teoria delle cosiddette
“scie chimiche”. Dettagli man mano che si evolve la situazione. Se avete
voglia di partecipare, l’ingresso è libero e non c’è da accreditarsi.
10:50
Sta parlando Rosario Marcianò. Ospite a sorpresa, Giorgio Pattèra.
Pubblico non molto numeroso, considerato anche che almeno una ventina sono
miei amici e colleghi. È presente anche l’ormai mitico Vibravito.
Riassumo qui per sommi capi oltre tre ore di convegno. Marcianò presenta il
fenomeno: sarebbe iniziato verso la metà degli anni 90, perché prima le scie
non esistevano proprio, né quelle chimiche né quelle di condensa. L’umidità
relativa necessaria per le scie sarebbe tassativamente maggiore del 70% (in
barba agli studi di Appleman, che documentano le scie di condensa sin dagli
anni Cinquanta, e di tutti i meteorologi passati e moderni).
Gli aerei consumano di più man mano che salgono di quota (sì, ha detto proprio
così).
Lo scopo delle scie chimiche è distruggere le perturbazioni dissolvendo i
cumuli. Ma servono anche a causare l’Alzheimer e il Parkinson tramite
l’alluminio in atmosfera.
10:55
È appena crashato il PC della presentazione. Giuro che non siamo stati noi del
Nuovo Ordine Mondiale. Saranno stati i Rettiliani? Saranno i
“gigabyte di watt” emessi da HAARP, come ha appena detto testualmente
Marcianò?
Riparte il PC. A fatica, ma riparte. Parla Pattera (foto qui sotto): sostiene
anche lui che l’umidità relativa dell’aria dev’essere superiore al 70%,
altrimenti le scie di condensa non si formano, e siccome è raro che l’umidità
raggiunga questi valori, le scie di condensa sono rare. Ergo, si sottintende,
quelle scie che vediamo sono quasi sempre chimiche.
Non avevo intenzione di interrompere, ma a questo punto Pattera invita
esplicitamente il pubblico a contraddire subito eventuali dati errati fra
quelli che presenta. Così alzo la mano e gli segnalo educatamente il documento
di Appleman
The Formation of Exhaust Condensation Trails by Jet Aircraft, che è uno
dei testi di base della meteorologia sulle scie di condensazione: qui sotto ne
vedete la prima pagina.
Risale agli anni Cinquanta, e già questo contraddice l’asserzione che le scie
prima degli anni ’90 non esistevano. Cosa ancora più importante, documenta che
l’umidità relativa atmosferica può anche essere zero (perché basta l’acqua
prodotta nei motori dalla combustione del carburante) e quindi la formazione
di scie di condensa non è affatto rara e improbabile come asseriscono i due
relatori. Ne ho copia integrale cartacea con me e la mostro, offrendola.
Il documento viene ignorato e rifiutato. Ne prendo atto e li lascio parlare.
Questo è l’approccio scientifico di Marcianò e Pattera: rifiutare i dati che
non si conformano alla loro tesi.
Pattera presenta un’analisi di acqua piovana: un notevole autogol, perché
nelle sue analisi non c’è traccia del bario e dell’alluminio che secondo
Marcianò è presente nelle scie chimiche.
Arrivano poi i filamenti misteriosi che piovono dal cielo (che naturalmente
non possono, secondo gli sciachimisti, essere prodotti dai ragni migratori,
come documentano da anni gli aracnologi come John Jackman, della Texas A&M
University,
citato qui). Con
un “saggio alla fiamma”, dice Pattera, da questi filamenti si ottiene
un “odore caratteristico di corno bruciato” come quello della cheratina
dei capelli (o la tela dei ragni, detto fra noi). Cosa debba significare non è
chiaro. Secondo Pattera, i filamenti sono correlati ai passaggi degli aerei e
di “oggetti volanti non identificati”.
Pattera sostiene che cambiare il tempo meteorologico, come avviene in Cina o
in Russia nelle grandi occasioni (Olimpiadi e simili), è uguale a cambiare il
clima. Anche a questo servirebbero le scie chimiche. Ma servirebbero anche a
riflettere le onde radio per le comunicazioni militari. Decisamente tuttofare,
queste scie.
Un concetto nuovo: dice che le scie sospette si distinguono da quelle normali
non perché sono persistenti, ma perché si allargano. Il concetto di espansione
degli aeriformi gli dev’essere poco familiare.
11:45
Inizia la sessione di domande. Propongo a Marcianò il dibattito faccia a
faccia. Rifiuta, perché lui con i “disinformatori” non parla.
Mostro (nelle foto qui sotto, credit
AT) immagini d’epoca di scie di
condensazione nella seconda guerra mondiale.
Mostro anche un’immagine tratta dagli archivi della rivista Life,
datata 20 dicembre 1944 e consultabile
qui: è una foto di George
Silk, scattata durante la Battaglia delle Ardenne, ed è piena di scie di
condensazione. Sbufala totalmente l’asserzione che prima degli anni Novanta le
scie non esistevano.
Marcianò risponde che la foto tratta dagli archivi della rivista
“è falsa”. Dunque anche Life fa parte del Grande Complotto?
Ecco qui sotto la foto di Life, che in originale è a colori (il NWO,
purtroppo, non mi ha concesso la stampante a colori per il raduno):
Ecco come la foto viene presentata sul sito della storica rivista:
E non è l’unica immagine di questo genere (ringrazio Simone Angioni, presente
ahimè solo via Internet, per aver trovato queste foto e per le consulenze in
tempo reale):
Spero che qualcuno nel pubblico si sia posto un paio di semplici domande:
perché i relatori non hanno mostrato queste immagini? Ed è davvero
credibile che vengano falsificate retroattivamente riviste di più di
sessant’anni fa per fingere che le scie esistevano già allora?
Altre domande del pubblico. Alla domanda di una persona su cosa fare per
contrastare questo grande avvelenamento, la risposta degli organizzatori è
“la democrazia diretta”. Già, perché una superorganizzazione che
avvelena interi continenti con nonchalance si farebbe intimidire dalla
democrazia diretta, invece di tirar fuori il Flit e sbarazzarsi di chi
protesta.
Contesto appunto il fatto che parlano tanto di democrazia diretta, ma non
lasciano parlare né i tecnici che ci sono in sala né coloro che hanno
un’opinione diversa (che in realtà non è opinione, ma serie di fatti):
bell’esempio di democrazia. Voci del pubblico rispondono che è inutile, perché
i tecnici sono stati pagati. Tutti. Altre voci dei presenti chiedono
però che si dia spazio anche alle obiezioni documentate di chi è scettico.
Parla un chimico fra il pubblico, ma Marcianò fa polemica sul fatto che il
chimico non vuole dare il proprio nome e cognome. La domanda del chimico è
tecnica (a che pro usare filamenti eccetera, quando le sostanze restano in
sospensione per anni anche senza aiuto filamentoso, come documentato da
episodi come le eruzioni vulcaniche?) e risulta semplicemente incomprensibile
ai relatori.
A parte i dettagli tecnici, quello che conta è che emerge chiaro il rifiuto di
dialogo coerente. Prevedibile, ma le riprese video fatte dai presenti
documentano chiaramente l’atteggiamento degli sciachimisti.
Altre domande tecniche mettono in luce l’assurdità chimica della teoria:
le sostanze emesse secondo gli sciachimisti dagli aerei non possono essere
sparse in forma gassosa. Non è che lo dicono i debunker: è chimica di base, gente. È un
esperimento ripetibile. Provate.
Pattera: “I ragni migratori non esistono”. Allora gli entomologi sono
tutti scemi?
Ricevo via blog da Simone Angioni la segnalazione che Pattera, in un suo
recente
rapporto, ha concluso che
“i filamenti raccolti nelle diverse località del nord Italia a Novembre
sono di origine animale e più precisamente presentano un
comportamento molto simile a quello dimostrato dalle ragnatele che
quotidianamente incontriamo, anche se rispetto a queste ultime possiedono
una maggiore tenacità e una maggiore resistenza alla solubilizzazione nei
reattivi specifici”. Ossia l’esatto contrario di quello che lui stesso ha appena sostenuto. La
tenacità differente è appunto quella del filamento più resistente rispetto
alla normale ragnatela, chiamato dragline, che i ragni migratori
producono per farsi trasportare dal vento. Cito questo brano a Pattera. Gelo
in sala.
Ecco lo scambio (e il relativo contorno di accuse, insulti e attacchi) come lo
presentano gli sciachimisti:
NOTA: Purtroppo il
video non è più
disponibile.
Cito Pattera:
“Lei sarebbe evidentemente… l’unico scienziato al mondo… avrebbe una
cattedra sicura, perché i ragni migratori non esistono”. Quando gli chiedo se è disposto a certificare quest’affermazione, Pattera
precisa:
“Non certamente a 5000 metri di altezza… 7000… quello che è”. È una
posizione che ha ribadito anche in uno dei suoi
documenti
di analisi dei filamenti:
“NON SONO sicuramente la produzione (che risulterebbe a livello industriale,
fra l’altro, per coprire l’estensione territoriale
Vercelli-Milano/Bologna-Ferrara!) delle ghiandole serigene dei cosiddetti
“ragni d’alta quota”,
la cui esistenza (dal punto di vista entomologico) lasciamo appannaggio
delle leggende metropolitane, con buona pace del CICAP”
Una persona che si qualifica come biologo nega insomma l’esistenza di un
fenomeno naturale che invece è documentatissimo e noto
“sin dai tempi di Aristotele” (come segnala l’articolo
Aerial Dispersal in a Known Spider Population, Eric Duffey,
Journal of Animal Ecology, Vol. 25, No. 1, May, 1956, pp. 85-111;
disponibile su JSTOR), citatomi da
Angioni.
Basta infatti dare un’occhiata alla letteratura scientifica, e per farlo è
sufficiente googlare “ballooning spider” (oltre 1.400.000 risultati)
oppure consultare
Wikipedia,
che offre citazioni di varie pubblicazioni oltre al
Journal of Arachnology:
una,
due,
tre. O consultare
Microscopy UK, che nota che Darwin li raccolse in mezzo all’Atlantico. O magari sentire un
esperto, come l’aracnologo Carlo Pesarini, come
ha fatto Angioni. Le specie che hanno questo comportamento sono decine:
Tapinocyba praecox, Erigone dentipalpis, E. atra, Bathyphantes gracilis,
Meioneta mollis, Stegodyphus dumicola, Stegodyphus mimosarum… giusto per citarne alcune. Hanno nome, cognome e pedigree,
insomma: altro che “leggende metropolitane”. Questo è il livello di
preparazione degli “esperti” sostenitori delle scie chimiche.
E sul fatto che i ragni migratori possano raggiungere i 5000 metri, ossia
15.000 piedi circa:
To reach new locations the spider travels by a means of transportation
known as “ballooning”. A spiderling or spider throws out streams of silk.
These threads form a sort of “flying carpet.” It rises on warm currents of
ascending air, and spiders and spiderlings are borne aloft and scattered
far and wide.
Sometimes they go as high as 14,000 to 15,000 feet and travel
hundreds or even thousands of miles
[Will Barker, Winter-Sleeping Wildlife (New York: Harper and
Row, Pubs., 1958), pp. 94-96,
citato qui].Ballooning spiderlings can ascend over 15,000′ and have been
sighted landing on ships sailing the mid-Pacific
[Intelligent Controls for Spiders].Glick (1939), who collected airborne spiders
up to 15,000 feet above the ground…
[Factors Influencing The Aerial Dispersal of Spiders (Arachnida:
Araneida), K.V. Yeargan, Department of Entomology, University of Kentucky, in
Journal of the Kansas Entomological Society, Vol. 48, no. 3, July 1975
(immagine qui sotto, tratta da
qui)].
Ma Pattera nega tutto questo.
Dopo altre domande del pubblico, Pattera mostra una schermata e mi chiede se
si tratta del documento che gli ho citato. Gli rispondo che a quella distanza
non vedo:
“I miei impianti bioplasmatici mi impediscono di vedere fin là, chiedo
scusa”. Pattera sostiene che ho citato un’indagine del 2002: no, il suo testo che
gli ho citato è fresco di produzione e parla del 2008.
Proseguono le domande del pubblico, poi si stacca per pranzare.
Il Pranzo degli Scettici Allegri
Uno dei relatori,
Paolo Franceschetti, viene a fare due chiacchiere con noi durante un’allegra pizzata in
compagnia (perché siamo scettici, ma siamo scettici allegri) e si
sganascia a sentire la storia dei miei presunti
“impianti bioplasmatici”
e le altre tesi proposte dagli sciachimisti (foto qui sotto).
Mi colpisce molto il tono astioso di una signora che credo faccia parte
dell’organizzazione del convegno e che è presente nella stessa pizzeria. Ci
vede ridere e si rivolge a me, seccata, dicendo più o meno
“Ma voi siete proprio così sicuri di avere ragione?” e si porta via
Franceschetti, come se fraternizzare con il nemico fosse proibito.
No, signora, non siamo sicuri di avere ragione: siamo sicuri che le cose che
sostengono gli sciachimisti non hanno senso. È diverso. Noi abbiamo dalla
nostra duecento anni di chimica, gli esperti dei settori toccati dalle
asserzioni sciachimiste, e montagne di documentazione. Voi avete soltanto aria
fritta. Per cui ci ridiamo sopra.
Venirvi a sentire, vedervi così seri, compresi e infervorati per la catastrofe
imminente (che però non arriva mai), è un passatempo, non è una lotta. Di
tutte le teorie strampalate che ci sono in giro, quella delle scie chimiche è
la più demenziale, con i suoi milioni di ipotetici partecipanti al complotto,
e quindi è anche la più divertente. E noi ci divertiamo. Se nel divertirci
riusciamo anche ad evitare che qualcuno si faccia rovinare la vita dalle
vostre paranoie, tanto meglio.
Seconda parte: i nanocosi e gli “insetti chimera”
Alle 14:35 rientriamo a sentire il proseguimento del discorso di Marcianò. Ci
perdiamo il primo pezzo per qualche foto di gruppo, anche per ricordare una
giornata in cui molti di noi finalmente si sono visti di persona per la prima
volta.
AT.
Entriamo in sala tutti con in testa il cappellino della CIA (a fine articolo
trovate un paio di video). Visto che rifiutano il dialogo, l’ironia di
un’obiezione silenziosa è l’unico approccio possibile: una risata vi
seppellirà, direbbe qualcuno. Potete intuire le espressioni dei presenti.
AT.
Prima che qualcuno obietti che una silenziosa goliardata come questa è poco
seria, provocatoria e fuori luogo, suggerisco di vedere il
trattamento riservato a noi dagli organizzatori ancor prima del convegno
(immagine qui sotto). E saremmo noi quelli poco seri?
Finora nulla di nuovo: Marcianò sta soltanto presentando immagini satellitari
che secondo lui mostrano scie chimiche. La sala mi sembra più piena di
stamattina. Marcianò non spiega la cosa fondamentale, come mi fa notare uno
degli amici presenti: ma a che diavolo serve, ai militari, prendersela con i
cumuli e distruggerli? Cos’avranno fatto i cumuli, poveretti, per meritarsi
l’ira del Nuovo Ordine Mondiale?
Marcianò sostiene che i tecnici delle radiosonde (che vengono lanciate
periodicamente in aria con piccoli palloni per rilevare le condizioni
meteorologiche in quota) hanno iniziato ad alterare i dati pubblici da quando
lui ha iniziato a studiare il fenomeno. Il mondo gli ruota intorno, insomma.
La gente, dice, viene obbligata a “chiudere i finestrini” degli aerei
di linea per non vedere fuori l’irrorazione in corso (dove ci starà, tutta la
roba chimica, se l’aereo è pieno di passeggeri?).
Cita “150 scienziati” (o 650, devo riascoltare la registrazione) che
non sposano l’idea dell’effetto serra. Curioso come gli scienziati siano
perfettamente affidabili quando fa comodo alla tesi preconcetta, ma siano
tutti venduti quando dicono qualunque cosa contraria alla tesi stessa.
Clamoroso: ripete il “gigabyte di watt” emessi da HAARP. Ma allora non
è un lapsus.
Adesso anche le scie evanescenti, non solo quelle persistenti, sono
chimiche.
Cita il meteorologo Gunther Tiersch come testimone autenticatore delle scie
chimiche: peccato che Marcianò traduca “scie chimiche” quando in realtà
Tiersch parla di
“linee a forma di serpente probabilmente diffuse nel pomeriggio a circa 5-6
km di quota sul Mare del Nord da un paio di aerei, aerei militari, e non
hanno niente a che vedere col tempo”. Si tratta infatti di chaff (un prodotto antiradar in uso da decenni,
che ha la particolarità appunto di creare falsi echi radar che sembrano enormi
nuvole sugli schermi dei radaristi). Non solo si ignorano concetti aeronautici
militari di base, ma siamo di fronte alla falsificazione della traduzione.
Marcianò sostiene che Tiersch è stato silurato per aver ammesso l’esistenza
delle scie chimiche. Ma basta una ricerca in tempo reale su Google per vedere
che in realtà è ancora in servizio come meteorologo, sempre alla TV tedesca
ZDF, come si può
leggere qui
e vedere qui sotto.
Viene proiettato un filmato che presenta l’accordo Italia-USA per
“manipolazione di ecosistemi terrestri”. Ma non viene detto che
l’accordo parla di esperimenti su piccoli appezzamenti di terreno, non di
cambiamento del clima planetario.
Interviene dal pubblico Franco Scarpa, militare. Dice che non tutto quello che
viene fatto dai militari viene divulgato. Ma che novità. Tiene quasi una
conferenza personale, e gli organizzatori lo lasciano parlare (ben
diversamente da quello che fanno con le varie persone che osano fare obiezioni
alle tesi presentate). Il raduno diventa sempre più curioso: un militare viene
in sala e viene osannato. Ma i militari non erano tutti cattivi e costretti al
silenzio? E se questo militare è al corrente di terribili segreti, perché
continua a fare il militare?
Marcianò sostiene che a bordo degli aerei ci sono motori elettrici che
emettono gas di scarico e fanno quindi scie. Giuro. Si riferisce alle
APU (Auxiliary Power Unit), che sono sì motori ausiliari, ma mica
elettrici: sono a turbina.
Racconta che sopra casa sua passa continuamente sempre lo stesso aereo che
rilascia scie misteriose a bassa quota. E ci sono addirittura due tipi diversi
di aerei chimici: prima passano quelli di un tipo, che “ripulisce” il cielo,
poi arriva il secondo che spruzza. Curiosamente, nonostante Marcianò disponga
di una telecamera con uno zoom da 40x, le sue immagini degli aerei “a bassa
quota” sono sgranatissime e gli aerei sono piccini piccini.
I controllori di volo “hanno una cognizione esatta” di quello che sta
succedendo, dice, ma negli aeroporti ci sono aerei che, a suo dire
illegalmente, sono senza insegne e senza identificazione. Dunque i controllori
sono omertosi complici, presumo. E con loro l’ENAV, i militari italiani, la
NATO, i chimici di tutto il mondo, i geologi, i giornalisti delle reti
televisive… si fa prima a elencare chi non fa parte del complotto.
“Le scie di condensazione sono un fenomeno raro, rarissimo” che non
supera il 3%, dice sempre Marcianò.
Poi fa sentire una registrazione interminabile di una telefonata all’aeroporto
Fellini in cui una voce alterata digitalmente lamenta sorvoli di aerei e
riceve risposta da una persona imprecisata che parla di aerei scuola o simile.
Chi sia questa persona, con che qualifica e con che competenza risponda, non è
detto. Ma questa, per lui, è una prova schiacciante.
Marcianò sostiene che ci sono alcuni controllori di volo che hanno confermato
le sue tesi, ma non fa nomi.
“Questi controllori di volo confermano tutto, ma non possono parlare”.
Se la prende con Voyager perché per l’80% la trasmissione è stata
gestita dall’ENAV e dai militari.
La Russa, dice Marcianò, “mente sapendo di mentire” (testuale) negando
l’esistenza di un accordo Italia-USA sulle
“sperimentazioni climatiche”. Accuse pesantissime.
“Quando qualcuno ha la coda di paglia, fa sparire i documenti”,
aggiunge.
15:40
Si passa alle conseguenze (asserite) delle scie chimiche. Marcianò parla di
metalli elettroconduttivi trasportati dai polimeri emessi sotto forma di scia
chimica. All’alba le scie sono a est, poi si spostano, perché i polimeri si
orientano elettricamente se sottoposti a luce ultravioletta, e vengono
integrati con nanopolimeri. Tutto questo funge da vettore per
“nanostrutture intelligenti” e la “polvere intelligente”.
“Questa non è fantasia, è realtà”, precisa Marcianò.
Dice che già nel 2003 i militari USA riuscivano a introdurre nanosensori nei
corpi dei nemici per poterne monitorare gli spostamenti in Afghanistan e in
Iraq. Lo stesso sistema, dice, viene usato per controllare la popolazione
civile anche in Occidente “attraverso la dispersione di nanosensori”.
Ma allora lui come fa a essere immune? Se c’è questa fortissima congiura del
silenzio, come mai lui è ancora libero di parlare? Sarà mica in realtà in
combutta con i militari USA per screditare il movimento?
15:50
Arriva, finalmente, il Morbo di Morgellons. Siamo in chiusura, gli
organizzatori gli hanno già detto che il tempo è scaduto, ma Marcianò non
molla. I
“nanosensori sono ovunque, nel cibo, nell’acqua, ognuno di noi ne ha
respirato a iosa”. Ci sarebbero 2500-3500 casi al giorno di Morgellons solo negli Stati Uniti
(vale a dire circa un milione di casi l’anno: un’epidemia biblica, una
strage, chissà come mai non ce ne siamo ancora accorti). Le nanosonde (o
nanosensori che dir si voglia, tanto ormai siamo alla fiera delle parole in
libertà) replicano RNA e DNA e creano “insetti chimera” che emergono
dalle ferite dei malati.
Come contrastare tutto questo? Eliminare i metalli delle scie chimiche si può
tramite i metodi di un medico giapponese (il cui nome non viene detto), che
usa l’alga spirulina per purgare i metalli dall’organismo, dice Marcianò.
Anche l’Agrobacterium presente negli OGM serve da vettore del Morgellons.
Avete capito? Tutto questo supercomplotto planetario che coinvolge i militari
di ogni paese (tranne la Bolivia, ha precisato Marcianò a inizio conferenza) e
va avanti da più di un decennio con centinaia di voli giornalieri e milioni di
tonnellate di robaccia spruzzata si può fregare con la spirulina che si compra
in farmacia. Geniale.
15:55
Fine conferenza. Applauso del pubblico.
Il convegno va avanti, dopo una pausa, con massoneria e signoraggio, argomenti
che riempiono maggiormente la sala ma che non c’è tempo di affrontare ora.
L’indigestione di antiscienza è stata già pesante così. Io e gli amici ci
fermiamo per la durata della pausa a discutere con i presenti. Alcuni sono
aperti e hanno dubbi legittimi che derivano dalla non conoscenza
dell’aeronautica e della meteorologia. Altri sono convinti di sapere tutto e
non gradiscono affrontare la realtà tecnica dei fatti.
AT.
C’è un mio faccia a faccia animato con Marcianò, di cui potete vedere qualche
eloquente spezzone più sotto. Gli viene consegnato il
Perlone
di Perle Complottiste e
chiesta una foto con il cappellino della CIA.
AT.
18:50
Sono rientrato adesso al Maniero Digitale dopo un’altra allegra chiacchierata
con gli amici che erano al raduno. Aggiungerò dettagli man mano che rivedo le
riprese, ma volevo chiudere per ora con una riflessione generale sul convegno:
che vita interiore grama devono avere quelli che credono a queste immaginarie
catastrofi annunciate. Sapere (o credere di sapere) che c’è un piano segreto
con migliaia di cospiratori che avvelenano la popolazione al ritmo di 2500
persone al giorno, e che non c’è nulla da fare perché i cospiratori sono
decine di migliaia, sono ovunque e sono potentissimi, dev’essere deprimente
fino alla disperazione.
Forse è per questo che sono volati insulti nei confronti miei e di altri che
osavano proporre dati che smentivano le tesi sciachimiste. Non ci odiano per
quello che diciamo. Ci invidiano perché siamo allegri e abbiamo una vita,
mentre loro hanno soltanto menagrame profezie di morte. Che tristezza.
Post Eventum
Un utente del forum di sciechimiche.org ha pubblicato un
resoconto
che (per chi ne dubitasse) conferma le mie descrizioni dell’affluenza di
pubblico, degli strafalcioni di Marcianò, e di altri episodi del convegno.
Ecco due video della pacifica incursione silenziosa con i cappellini CIA,
seguita dalle parole di Marcianò nei miei confronti, che tolgono ogni speranza
a coloro che, in buona fede, pensavano di poter organizzare un dibattito.
Grazie a ilpeyote per lo splendido
video realizzato a tempo di record. Il
video è stato rimosso a causa di lamentele infondate dei soliti noti, che
molto democraticamente cercano di tappare la bocca a chiunque sveli le loro
bugie, inventandosi inesistenti violazioni di copyright e/o della privacy
(come documentato più dettagliatamente
qui). Fatica censoria inutile, data la facilità con cui si possono ricaricare i
video. Eccolo qua:
Ed ecco un paio di foto del faccia a faccia fra me e Marcianò a fine
conferenza, quando gli ho mostrato la schermata del sito della ZDF che
documenta che Tiersch non è affatto stato silurato come ha detto lui:
Guardate questo video della discussione, in cui manda via in malo modo una
persona che ha osato chiedergli conto dei video in cui dice di mostrare aerei
che fanno scie sotto le nuvole quando in realtà si vede bene che stanno sopra.
Ecco all’opera la cordialità e la tolleranza degli sciachimisti:
Straker non risponde from
Vibra Vibra on
Vimeo.
Poi Marcianò si rivolge a me, dicendo che gli unici interlocutori che accetta
sono il “colonnello Costante De Simone” e il
“maggiore Guido Guidi”. Non è dato sapere perché.
2009/04/23 – Altre chicche dal convegno di Milano
Ho messo all’asta su eBay
il cappellino indossato da Marcianò: il ricavato andrà interamente in
beneficenza per AMREF e RAWA. Il relatore Paolo Franceschetti scherzosamente
teorizza una verità inconfessabile: gli sciachimisti sono in combutta con la CIA e con me per fare depistaggio
e farsi pubblicità.
Ecco la
consegna del Perlone
a Marcianò e l’immortale esclamazione di Franceschetti al destinatario
dell’ambito riconoscimento: “Basta dire ca**ate!”:























