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Grasso è bello, il Corriere ricasca nella bufala

Grasso è bello, il Corriere ricasca nella bufala

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “albedo039” e “normak”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sul Corriere online, Alessandra Farkas, che ci aveva già deliziato con la bufala delle foto di Atlantide, parla di modelle dalle forme abbondanti proposte da una rivista, ma nell’articolo propone anche, per contrasto, una serie di foto di modelle anoressiche a dir poco scheletriche e impressionanti.

Ma almeno tre di quelle foto sono dei falsi. Si tratta infatti di immagini ritoccate digitalmente, che circolano in Rete da tempo, come documenta Snopes.com. Questo pone un dubbio: il diritto d’autore che fine ha fatto? I giornali che lamentano tanto il furto dei loro contenuti e la concorrenza sleale del Web, si ritengono forse liberi di rubare le immagini altrui senza neanche riconoscerne la paternità?

C’è poi la questione non banale del fatto che un giornale viene colto a pubblicare foto false e quindi vistosamente pescate da Internet senza effettuare alcun controllo (bastava usare Tineye.com per trovare per esempio questa copia, che mostra esattamente lo stesso collage).

Ecco le immagini presentate dal Corriere:

Ed ecco le foto pubblicate dal Corriere (a sinistra) a confronto con gli originali (a destra), prima del fotoritocco alla Skeletor, che sono riuscito a trovare con una rapida caccia. Riuscite a trovare anche le altre e a identificare le modelle? Ci sono degli esempi di fotoritocco anoressizzante su Worth1000.com (varie gallerie). Anche le opere d’arte possono essere ritoccate in questo modo inquietante, come mostra Freakingnews (attenzione, alcune immagini potrebbero non essere adatte agli animi sensibili); altri esempi di elaborazioni di celebrità sono qui.

Questa dovrebbe essere Anouk Lepere.

Questa foto presentata dal Corriere (probabilmente ritoccata) mostra forse Eliana Ramos, morta davvero a 18 anni il 13 febbraio 2007 di anoressia.
Quest’immagine del Corriere ritrae Nicole Richie e probabilmente non è ritoccata, a giudicare da quest’altra foto molto simile.

Va bene combattere la spinta all’anoressia dovuta agli stilisti che vogliono un attaccapanni ambulante per i loro bei vestitini, ma va fatto senza propinare bugie e senza insultare chi è veramente morto nell’assurda caccia alla perfezione. Altrimenti quando si viene scoperti a contar balle si fa una figura molto magra.

Anonymous, alieni e NASA: la fiera delle cretinate acchiappaclic

Anonymous, alieni e NASA: la fiera delle cretinate acchiappaclic

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ringrazio mgaggio per la segnalazione. Pubblicazione iniziale: 2017/06/26 17:51. Ultimo aggiornamento: 2017/06/29 19:20.

No, la NASA non è in procinto di annunciare l’arrivo o la scoperta degli extraterrestri, anche se alcuni giornalisti allocchi (o pronti a prostituirsi per qualche clic) ne parlano come se fosse una certezza. I link seguenti portano a copie archiviate su Archive.is.

Repubblica (nella sezione Scienze, nientemeno, senza firma): Anonymous: “La Nasa sta per annunciare l’esistenza degli alieni”

Il Messaggero (a firma di Enzo Vitale; versione del 2017/06/27 alle 15:58 UTC, successivamente aggiornata estesamente): Anonymous: «Presto la Nasa rivelerà l’esistenza degli extraterrestri»

Corriere della Sera (a firma di Federico Cella, articolo successivamente aggiornato il 2017/06/27 15:59): «Gli alieni esistono», Anonymous anticipa la Nasa (ma stiamo calmi)

Huffington Post (senza firma, nella sezione Scienza): Anonymous hackera la Nasa: “È pronta a svelare l’esistenza degli alieni”

TGcom24 (senza firma): Anonymous, “Gli alieni esistono e la Nasa è vicina allʼannuncio”

La “notizia“ sarebbe che uno sconosciuto, che dice di far parte di Anonymous (cosa che può fare chiunque), ha pubblicato su Youtube un video in cui interpreta (rigorosamente a modo suo) una dichiarazione attribuita a Thomas Zurbuchen della NASA. Già questo basterebbe a liquidare la “notizia“ come una fesseria che non meriterebbe neanche un nanosecondo del vostro tempo e non dovrebbe occupare spazio in una testata giornalistica, se non per sbufalarla, ma pazienza.

Per fortuna ci sono anche giornalisti seri, che preferiscono ancora usare il mestiere invece di andare pigramente a caccia di clic. Questi giornalisti sono andati alla fonte originale, come bisognerebbe sempre fare. Lo hanno fatto quelli di The Independent, recuperando l’originale della dichiarazione di Zurbuchen, fatta il 26 aprile 2016 (quindi più di un anno fa, con buona pace di chi titola “è vicina all’annuncio”).

In questa dichiarazione, Zurbuchen elenca ai politici, di fronte ai quali sta facendo un resoconto dell’operato della NASA, le tante attività scientifiche in corso per la ricerca di vita extraterrestre e poi aggiunge che “con tutta questa attività legata alla ricerca della vita, in così tanti settori differenti, siamo vicini a una delle scoperte più profonde mai fatte” (“With all of this activity related to the search for life, in so many different areas, we are on the verge of one of the most profound discoveries, ever.”).

E se i giornalisti delle testate che cito sopra avessero cercato e letto tutta la dichiarazione originale, invece di fidarsi del pezzettino tagliato ad arte da un anonimo su Youtube, avrebbero notato che Zurbuchen mette assolutamente in chiaro che la NASA non ha affatto trovato segni di vita extraterrestre: dice infatti “anche se non abbiamo ancora trovato segni inconfutabili di vita altrove, la nostra ricerca sta facendo progressi notevoli…” (“while we haven’t found definitive signs of life elsewhere just yet, our search is making remarkable progress…”).

Inoltre sarebbe bastato un minimo di verifica per scoprire che lo sconosciuto non fa parte di Anonymous.

Tutto qui: un ciarlatano ha pubblicato su Youtube un video di cretinate sugli alieni. Ma alcuni giornali scelgono di parlarne lo stesso. In particolare, il titolo di Huffington Post (“Anonymous hackera la Nasa”) va descritto per quello che è, senza mezzi termini: una bugia. O se preferite la terminologia di oggi, una fake news. La NASA, infatti, non è stata hackerata da Anonymous in merito a questa vicenda.

Ancora una volta, troppe testate giornalistiche hanno sprecato un’occasione per dimostrare di offrire qualità e hanno preferito rincorrere e pompare una fandonia. Forse è questa la risposta al Paradosso di Fermi: gli alieni non ci vengono a visitare perché hanno letto i nostri giornali e hanno deciso che siamo troppo stupidi.

L’unica domanda da fare, a questo punto, è agli editori e ai giornalisti che hanno pubblicato questi articoli con questi titoli: non vi vergognate?


2017/06/26 18:40.
Poco fa è arrivata la precisazione diretta di Zurbuchen (grazie a @ufoofinterest per la segnalazione):

2017/06/27 20:00. Uno dei giornalisti che ho citato mi ha scritto via mail che riceverò comunicazioni dai suoi legali. Ho risposto che le leggerò con interesse.

2017/06/28 8:35. Ho aggiunto i link alle versioni aggiornate degli articoli delle testate citate.

2017/06/29 19:20. Per maggiore chiarezza, ho riformulato alcune frasi. Inoltre sottolineo che la mia critica si riferisce alle versioni dei titoli e degli articoli che erano online al momento della pubblicazione iniziale di questo mio articolo e non alle versioni successivamente modificate estesamente.

Per il Corriere, quando c’è il terremoto in Svizzera si chiama la polizia cantonese

Per il Corriere, quando c’è il terremoto in Svizzera si chiama la polizia cantonese

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/03/15 22:50.

Ieri sera poco dopo le 21 c’è stata una notevole scossa di terremoto con epicentro in Svizzera, avvertita anche nel Nord Italia: non ci sono segnalazioni di danni a cose o persone. In compenso il Corriere ha rimediato una figuraccia cosmica: in un articolo firmato pavidamente “Redazione Online”, ha scritto che dopo il sisma “la polizia cantonese ha ricevuto una ventina di chiamate”.

Ho segnalato lo svarione ieri sera, e di nuovo stamattina, e so che @Corriere mi segue, ma l’erroraccio (scoperto da @teo_teti) è ancora lì adesso (10:00). L’ho archiviato qui su Archive.is.

È proprio il caso di dire che il Corriere ha preso una (ahem) cantonata.

2017/03/15 22:50. Per chi non avesse dimestichezza con le cose svizzere, ecco lo spiegone: la Svizzera è divisa in cantoni e ciascun cantone ha una propria forza di polizia, che si chiama Polizia Cantonale, non cantonese: cantonese significa “di Canton, Cina”. Quindi il Corriere scrive che i cittadini svizzeri avrebbero chiamato la polizia in Cina. 

“La Stampa” garantisce: eruzione solare letale nel 2013

“La Stampa” garantisce: eruzione solare letale nel 2013

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2010/09/23.

Se La Stampa pubblica nella sezione Scienza un articolo che titola “Nel 2013 una gigantesca eruzione solare paralizzerà il nostro Pianeta”, senza forse e senza ma, viene da crederci, giusto? La Stampa è un giornale, perdinci, mica un blogghettino di qualche perditempo. La Stampa ha una redazione. I suoi giornalisti percepiscono uno stipendio. È “Gente Pagata per Scrivere le Notizie”. Gente che quindi sa il fatto suo, giusto?

Quindi se La Stampa aggiunge che c’è un “allarme degli scienziati NASA” che “prevedono per il 2013 una gigantesca eruzione solare in grado di scatenare una tempesta magnetica sulla Terra” e dice che ci sarà una “‘apocalisse magnetica’ che metterà in ginocchio il trasporto aereo, i sistemi di localizzazione geografica guidati da Gps, i servizi finanziari e le comunicazioni radio militari”, mi sento legittimato a farmela addosso, lasciarmi andare al panico, poi virilmente riprendermi e radunare provviste d’emergenza, costruire un bunker nelle Alpi e imparare l’uso delle armi da taglio meglio di Rambo, giusto?

Non è finita: il prossimo picco di attività solare “secondo gli esperti statunitensi sprigionerà una potenza pari a 100 bombe ad idrogeno e provocherà per l’economia USA danni economici venti volte maggiori di quelli dell’uragano Katrina”. Notate la certezza con la quale viene fatta la previsione catastrofica. Non c’è un forse o un potrebbe neanche a pagarlo. L’eruzione ci sarà, punto e basta, e il cataclisma è ineluttabile. Segniamoci il 2013 sul calendario e facciamocene una ragione.

Oppure facciamo un ragionamento e fermiamoci a notare la tragica quanto sospetta mancanza di fonti precise nell’articolo de La Stampa. Chi ha dato l’allarme? Gli “scienziati NASA”. Chi ha fatto la previsione? “Esperti della NASA”. Da dove viene annunciato l’allarme? “Da un summit di scienziati riuniti a Washington”. Non un nome di uno di questi scienziati o esperti; neanche quello del summit. L’unico nome è quello del ministro della difesa britannico Liam Fox, che però parla di attacchi alle reti di comunicazione da parte del terrorismo globale. Che con il Sole non c’entra un fico secco. C’è solo un dato vago: “un rapporto della National Academy of Sciences”. Rigorosamente senza nome.

Poi proviamo a cercare 2013 eruzione summit Washington in Google e scopriamo che anche il Giornale ha pubblicato la stessa notizia, quasi parola per parola e con lo stesso tono di certezza. Al balletto dei menagramo partecipa anche Corriere.it. Repubblica addirittura precisa che la data prevista sarebbe maggio 2013. Quotidiano.net arriva addirittura ad annunciare data e ora precisa dello sconquasso cosmico:

Quindici minuti prima di mezzanotte del 22 settembre 2012 — secondo una simulazione della Nasa — la sonda spaziale Ace che tiene d’occhio il Sole, avvertirà i computer del centro spaziale di Houston che una colossale bolla di plasma si è staccata dalla superficie solare e ha iniziato a dirigersi verso la Terra. Entro 90 secondi il buio scenderà prima sulla costa orientale americana, poi nel resto del mondo.

Tutte queste testate ribadiscono la notizia, quindi siamo sicuri che è vera, giusto?

Sbagliato. Perché della notizia non c’è traccia nella stampa estera. Nessun summit di scienziati a Washington parla di catastrofi nel 2013. Ma appena si Googla il nome del ministro Liam Fox insieme a 2013 e alle parole solar flare, ossia “eruzione solare”, compare una traccia molto interessante: l’autorevolissimo The Sun. Che guarda caso parla proprio di “paralizzare” il nostro pianeta, con questa pagina per nulla sensazionalista.

Vi risparmio i fotomontaggi con il cielo delle grandi città del mondo tinto di rosso. Anche al trash c’è un limite.

Salta fuori anche un’altra pubblicazione seria e scientifica, il Daily Mail britannico di ieri, che parla ancora di “paralizzare la Terra”, fa proprio lo stesso esempio delle cento bombe all’idrogeno e di venti volte i danni di Katrina e parla di un summit di esperti a Washington. Solo che fa alcune precisazioni importanti, assenti nelle versioni italiane: il summit s’è tenuto quasi quattro mesi fa e Liam Fox c’entra perché ha appena tenuto il discorso d’apertura di una conferenza internazionale sulla vulnerabilità delle reti elettriche. La UPI aggiunge che la conferenza si è tenuta a Westminster sotto l’egida dell’Electric Infrastructure Security Council e della Henry Jackson Society.

Cosa ancora più importante, persino il Sun e il Daily Mail dicono una cosa ben differente rispetto alla devastazione garantita dai giornali italiani. Dicono che nel 2013 potrebbe verificarsi una grande eruzione solare. Potrebbe. Nel senso di “ma anche no”.

Qualora si verificasse, aggiunge il Mail, l’eruzione potrebbe causare una tempesta geomagnetica sulla Terra. Potrebbe. E i danni di un’eventuale tempesta verrebbero minimizzati se si sapesse del suo arrivo con un anticipo sufficiente a mettere in sicurezza le reti elettriche e i satelliti. Anticipo che le sonde NASA, come il Solar Dynamics Observatory e gli osservatori spaziali gemelli STEREO, cercano di darci. Il rischio c’è e occorre prepararsi a prevenirlo (ne ho scritto in alcuni articoli precedenti), ma non sono affatto garantite né la data del 2013 né l’apocalisse di cui parlano irresponsabilmente i giornali italiani.

Cari colleghi stipendiati, copiare è male. Farsi beccare è peggio. Farsi beccare a copiare dai tabloid scandalistici un articolo di fanta-catastrofisica è roba da seppellirsi per la vergogna. Almeno abbiate il buon senso di copiare dai giornali seri. Altrimenti leggervi è come cercare di imparare la ginecologia leggendo una rivista porno.

Aggiornamento 2010/09/23

Subito dopo aver pubblicato questo articolo avevo scritto a Gabriele Beccaria, responsabile di Tuttoscienze de La Stampa, una mail di educata protesta per l’allarmismo assolutamente ingiustificato fatto dai suoi colleghi della redazione Scienze. La speranza era che un collega di redazione scientifica potesse essere autorevole nel chiedere una rettifica alla redazione Scienze. Ho ricevuto in risposta solo un commento strafottente che per decenza non pubblico. Complimenti per la doppia lezione di giornalismo. Me la ricorderò la prossima volta che qualcuno mi suggerirà di mandare alle redazioni richieste di rettifica prima di criticare pubblicamente gli articoli di giornale.

Questa è la mia mail:

Oggetto: Vostro articolo su tempeste solari catastrofiche per il 2013

Buonasera Sig. Beccaria,

vorrei protestare per l’allarmismo assolutamente ingiustificato che caratterizza il vostro articolo “Nel 2013 una gigantesca eruzione solare paralizzerà il nostro Pianeta” (http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/333762/).

Credo sia molto scorretto alimentare paure proponendo come dato certo l’arrivo nel 2013 di una catastrofe del genere, quando in realtà i dati scientifici (e le stesse fonti dalle quali avete tratto ispirazione) dicono che l’eruzione nel 2013 è soltanto una possibilità, non una certezza, e che qualora avvenisse sarebbero possibili delle contromisure.

La prego di tenere in considerazione il fatto che molti giovani vi leggono e rimangono angosciati da questi annunci così categorici.

Cordiali saluti

Paolo Attivissimo

Beccaria ha risposto dicendo, in sostanza, che avrebbe informato la NASA delle mie angosce e dei miei sbalzi di pressione. Non credo ci sia altro da aggiungere.

Nuovo capolavoro informatico del Corriere: non sa la differenza fra un dominio e un indirizzo IP [UPD 12:50]

Nuovo capolavoro informatico del Corriere: non sa la differenza fra un dominio e un indirizzo IP [UPD 12:50]

Presto! Non perdetevi il sensazionale articolo di Eva Perasso sul Corriere della Sera online, secondo il quale, udite udite, i domini Internet si esauriranno il 20 settembre 2011.

Qualche perla: “Nella fase di passaggio verso il nuovo standard Ipv6, di cui già da molti anni si parla, il mercato impazzirà e per trovare un dominio libero tra quelli di vecchia generazione si spenderà sempre di più… a furia di registrare domini, le varie combinazioni matematiche che permettevano di accedervi si sono esaurite… Tecnicamente, il codice di un dominio basato su Ipv4 è fatto da 32 bit… i browser sono pronti a riconoscere un sito composto da una stringa numerica più lunga.. “

Il resto è ancora più esilarante nella sua tragipatetica, catastrofista confusione fra dominio e indirizzo IP. Che, per i non addetti ai lavori, è come confondere crema pasticciera e bastoncini di pesce in un articolo di cucina.

Se questo è il modo in cui uno dei più celebri giornali italiani pretende di informare i suoi lettori, non mi sorprende che l’informatica in Italia sia così indietro e che i giornali vendano sempre meno.

Non biasimo la Perasso per la sua manifesta incompetenza informatica: i bit e i byte non sono la sua specialità, e si vede. Pazienza, anche se un po’ di dignità, quanto basta per rifiutare un incarico per il quale non si è portati, non avrebbe guastato. La vera colpa è dell’irresponsabile che ha affidato alla giornalista l’incarico di scrivere pubblicamente su un argomento in cui lei è incompetente. E che l’ha pagata per farlo ed è a sua volta stipendiato per assegnare con avvedutezza questi compiti.

Mi chiedo quale sarà il prossimo passo del Corriere verso il baratro della scempiaggine sistematica a pagamento. Rubriche sull’allevamento di dromedari redatte da eschimesi? Articoli di ginecologia scritti da monaci tibetani? Dispense di fisica compilate dal mago Otelma? La pagina delle scienze a cura di Raz Degan e Roberto Giacobbo?

11:10 – Articolo vaporizzato

Il Corriere ha rimosso l’articolo senza neanche una parola di scuse per aver preso per il naso i propri lettori, come il pezzo se non fosse mai esistito, nella più orwelliana delle tradizioni. Ma il vostro piccolo Winston Smith di campagna ne ha una copia. Eccola.

12:50 – Articolo ripubblicato e corretto, con scuse

Eva Perasso ha postato qui sotto un commento di scuse e il Corriere ha rimesso online l’articolo in versione corretta (ma ancora migliorabile) e con una nota di scuse: “Il seguente articolo era stato pubblicato in una prima versione contenente alcune gravi imprecisioni. Pubblichiamo a seguire una revisione del testo e chiediamo scusa ai lettori. La redazione.”

Apprezzo il bel gesto di correttezza. Ne propongo uno ancora migliore: evitare del tutto di pubblicare articoli che poi tocca ritrattare.

Il Corriere prende per veri i “filmati choc di Lars von Trier”. Fatti da The Onion

Il Corriere prende per veri i “filmati choc di Lars von Trier”. Fatti da The Onion

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “orboveggente” e “marco.bra*”.

Verifica delle fonti, questa sconosciuta. Il Corriere della Sera inciampa per l’ennesima volta in uno svarione giornalistico. Pubblica i “filmati choc di Lars von Trier”, che a suo dire sarebbero dei video promozionali per il turismo danese commissionati al famoso regista.

Peccato che chi ha pubblicato l’articolo evidentemente non s’è preso la briga di controllare da dove proveniva. La fonte, infatti, è il popolarissimo sito satirico statunitense The Onion.

Naturalmente nessuno, presso il Corriere, s’è fermato a chiedersi se avesse senso una campagna per il turismo basata su immagini di stupro, madri che uccidono i figli e vecchietti obbligati a leccare scarponi militari infangati.

Complimenti per la magnifica lezione di giornalismo. Ringrazio scossu, Noisefromamerika e Soloparolesparse per la segnalazione.

Corriere: morti Neil Armstrong e Michael Collins di Apollo 11. Ma anche no

Corriere: morti Neil Armstrong e Michael Collins di Apollo 11. Ma anche no

Nuova esilarante perla del giornalismo italiano. Emilia Costantini firma sul Corriere della Sera del 7 luglio scorso un articolo nel quale dichiara che Buzz Aldrin è “l’ultimo astronauta sopravvissuto della missione Apollo 11”. In altre parole, a suo dire Neil Armstrong e Michael Collins sarebbero morti.

Un errore? Una svista? Noooo. Perché poco più sotto il concetto viene ribadito: Buzz Aldrin viene chiamato “il superstite”.

Purtroppo per il Corriere e per la Costantini (una delle persone presenti in sala al RomaFictionFest, di cui potete sentire gli exploit nel video della conferenza stampa alla quale ho assistito anch’io), e per fortuna dei diretti interessati, sia Neil Armstrong sia Michael Collins stanno benissimo, grazie. Tant’è vero che sono attesi per le celebrazioni del quarantesimo dello sbarco sulla Luna. Per saperlo, bastava usare Google News o Wikipedia. O bastava essere almeno vagamente competenti nella materia da trattare e che si è pagati per riferire correttamente ai lettori.

Qui sotto, per gli increduli che fanno fatica a credere che un giornale come il Corriere possa partorire bestialità di questo calibro, c’è la schermata della perla spaziale.

Non mi risulta che il Corriere abbia pubblicato una rettifica per dissociarsi dalla balla spaziale scritta sulle sue pagine dalla giornalista. Questo, perlomeno, si potrebbe fare per salvare la propria dignità. Perché la serietà di una testata non si misura dagli errori che commette, ma da come reagisce quando li commette.

Grazie a Marco per la segnalazione.

Corriere sparabufale: ”Il braccio destro di Putin e l’ordigno segreto per manipolare le menti”, di Fabrizio Dragosei

Corriere sparabufale: ”Il braccio destro di Putin e l’ordigno segreto per manipolare le menti”, di Fabrizio Dragosei

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Secondo questa perla giornalistica del Corriere della Sera (copia su Archive.is), firmata da Fabrizio Dragosei e intitolata “Il braccio destro di Putin e l’ordigno segreto per manipolare le menti”, il “capo dell’Amministrazione del Cremlino”, il “quasi sconosciuto Anton Vayno”, avrebbe “teorizzato la creazione di uno strumento particolare chiamato Nooskop per conoscere fin nel loro profondo le coscienze. E, forse, per indirizzarle come si vuole.”

Questo sarebbe “l’ordigno segreto per manipolare le menti” di cui parla il Corriere. Secondo Dragosei, “[p]ersone che hanno lavorato in passato con Vayno parlano addirittura di un «meccanismo», di una specie di computer collegato a sensori di diverso tipo che registrano tutto quello che è successo nel tempo e nello spazio, fino alle transazioni delle carte di credito e agli scambi di ogni genere tra persone.”

Io, che in passato non ho lavorato con Vayno ma so usare Google, parlo invece di cazzata. Perché basta prendere il nome del fantomatico Ordigno Controllapensieri e cercarlo in Rete insieme al nome di un altro testimonial citato da Dragosei (“Il professor Viktor Sarayev, che ha scritto testi scientifici assieme a Vayno, ha detto alla Bbc che il Nooskop è un’invenzione di portata addirittura simile a quella del telescopio”) per trovare questo articolo in tedesco della ORF che linka le fonti e porta all’articolo della BBC citato dal Corriere.

Dall’articolo della BBC emerge che il professor Viktor Sarayev è un economista, quindi per nulla qualificato per giudicare un ordigno per il controllo mentale. Come mai Fabrizio Dragosei non ha citato questo particolare importante?

Ma soprattutto dall’articolo del Corriere manca il fatto, segnalato invece dalla BBC e dalla ORF, che le idee di Vayno sono state accolte in Russia con un misto di derisione e perplessità per la “prosa accademica densa… quasi impossibile da capire”, e per i concetti preoccupantemente fumosi, come mostrato da questo “modello protocollo di come si forma il rapporto fra il tempo e lo spazio”, tradotto dal Moscow Times.

Fuffa pura, insomma. Ma questo è quello che il Corriere considera giornalismo.

Attacco coordinato a Corriere.it e Gazzetta.it

Attacco coordinato a Corriere.it e Gazzetta.it

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/08/15 13:35.

11:40. Questo era l’aspetto di Gazzetta.it stamattina alle 10:36; il sito è ora inaccessibile. Anche Corriere.it è bloccato. Il Corriere ha twittato di essere sotto attacco. Sembra trattarsi di un dns hijack, secondo i dati raccolti da Luigi Rosa. Aggiungerò qui altre informazioni appena possibile.

13:10. Anche Gazzetta.it ha confermato l’attacco con un post su Facebook. Tutto sta tornando alla normalità: per i dettagli consiglio il riassunto di Luigi Rosa su Siamogeek, che sottolinea alcune assurdità di sicurezza che hanno facilitato questo attacco ai danni di due delle principali testate giornalistiche d’Italia. Immaginate il potere che avrebbe, per esempio sotto elezioni, chi sostituisse il Corriere vero con una copia alterata che contiene notizie di brogli o assegna la vittoria al candidato o al partito sbagliato.

Vi sembra fantascienza? In Ucraina nel 2014 è già successo qualcosa di molto simile quando CyberBerkut violò il sito della commissione elettorale nel giorno delle elezioni presidenziali ucraine: gli aggressori mandarono in tilt gli aggiornamenti in tempo reale e 12 minuti prima della chiusura dei seggi pubblicarono sul sito della commissione l’annuncio (falso) della vittoria del candidato che invece aveva perso (PDF, pag. 56).

Antibufala: nazionale nordcoreana a rischio esecuzione. Abboccano RAI, ADNKronos, Fatto Quotidiano, Giornale e altri siti di notizie

Antibufala: nazionale nordcoreana a rischio esecuzione. Abboccano RAI, ADNKronos, Fatto Quotidiano, Giornale e altri siti di notizie

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “diego.mol*” e “anna.be*” e grazie alle segnalazioni di @cattivascienza, @fabioghibli e @ingdruido ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

“Calcio, nazionale Corea del Nord ko con Seul. ‘Giocatori arrestati, rischio esecuzione’”. Titola così Il Fatto Quotidiano di ieri (screenshot qui accanto; link).

Il Fatto attribuisce la notizia al “giornale ufficiale della Corea del Nord, Rodong Sinmun che parla di “Sconfitta umiliante”. […] Il Rodong Sinmun ha messo all’indice la squadra in un articolo di prima pagina, pubblicando foto dei giocatori sotto il titolo: ‘Gli uomini che ci hanno abbandonato’”.

Il Giornale cartaceo dedica alla vicenda addirittura un articolo molto ampio e dettagliato, con tanto di richiamo in prima pagina, a firma di Cristiano Gatti, come segnala NextQuotidiano.

Ma sul Rodong Sinmun l’articolo in questione non c’è. E non c’è per un’ottima ragione: la “notizia” è una bufala fabbricata dal sito satirico National Report.

Il Fatto e il Giornale l’hanno ripresa senza un minimo sindacale di verifica, come hanno fatto anche HandsOffCain e il suo omologo italiano NessunoTocchiCaino, che addirittura citano il National Report come fonte.

Screenshot del Giornale
Screenshot di NessunoTocchiCaino

C’è cascata anche Agenzia Radicale, che cita come fonte NessunoTocchiCaino e sarà anche radicale ma ospita disinvoltamente megabanner che offrono belle donne russe (che ho sfumato per evitare distrazioni e pubblicità involontaria).

Questo invece è uno screenshot di parte dell‘articolo-parodia del National Report:

Ancora una volta, c’è chi pensa che “giornalismo” significhi “copiare e incollare qualunque cosa troviamo su Internet, e chissenefrega di verificare” fregandosene delle conseguenze, fra le quali c’è quella di squalificare il lavoro dei giornalisti seri e professionali. Per fortuna ci sono appunto anche giornalisti attenti che si accorgono delle bufale, come ha fatto MondoCalcioMagazine.it qui.

Il bello è che in molti dei siti che hanno abboccato alla bufala ci sono i commenti dei lettori che avvisano le redazioni che si tratta di una panzana, eppure gli articoli restano al loro posto senza rettifica (almeno finora). Evidentemente i commenti, per questi siti, sono semplicemente un trucco per dare ai lettori l’illusione di una comunità nella quale la loro parola conta e per aumentare il numero di visualizzazioni delle pagine del sito, in modo da vendersi meglio agli inserzionisti.

Sarà interessante vedere come reagiranno allo sbugiardamento le varie redazioni. Perché sbagliare è umano, ma fare gli altezzosi e nascondere gli sbagli è da cialtroni.

A questo punto, visto il tema calcistico e la pubblicazione reiterata di notizie fasulle senza alcuna verifica, il Fatto Quotidiano potrebbe considerare l’ipotesi di ribattezzarsi il Fallo Quotidiano.

Aggiornamento (15:15): C’è cascata anche la Rai qui: grazie a @Joyclub72 per la segnalazione.

Invece l’Huffington Post ha abboccato qui, con un incipit salvachiappe che stride con il resto del testo (grazie a @pizzo81 per la segnalazione):

Complimenti a tutti.

Aggiornamento (16:50): C’è cascato anche Tio.ch, con una postilla salvaterga che ho evidenziato (grazie a @bonnyfused per la segnalazione):

Aggiornamento (17:30): Abbocca anche Yahoo Notizie, che prende la notizia da ADNKronos (grazie a @FortyZone per la segnalazione):

Screenshot di ADNKronos:

Aggiornamento (17:40): Il Corriere c’è cascato ma ha già rimosso l’articolo: era qui, ma persiste nella cache di Google (grazie a @ingdruido per la segnalazione). Ecco com’era l’articolo:

Ed ecco come il Corriere ha risolto l’errore:

Una rettifica? Una parola di scuse? Assolutamente no, e persino la pagina del “non trovato” ha la sua brava pubblicità (che ho mascherato per le stesse ragioni citate sopra). “Facciamo finta di non aver mai sbagliato” è ancora la reazione tipica alle inettitudini nelle redazioni delle testate giornalistiche. Meno male che questa è gente che prende uno stipendio e ha un Ordine dei Giornalisti che li sorveglia. Meno male. Altrimenti chissà.

Aggiornamento (2014/10/20 00:30): La Rai ha pubblicato una rettifica e ha aggiunto una nota all’articolo originale.

Aggiornamento (2014/10/21 21:00): Il Fatto Quotidiano ha riscritto l’articolo rettificando la notizia allo stesso URL della notizia originale e dicendo che s’è fidata di Nessuno Tocchi Caino. A sua volta, Nessuno Tocchi Caino ha pubblicato una rettifica a un altro link, smentendo di essere la fonte della notizia e lasciando priva di rettifica la pagina della notizia originale.