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Le cose che colsi: aerei, alieni, missili e premi

Le cose che colsi: aerei, alieni, missili e premi

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2009/10/15.

R0022260Sono in giro per l’Italia: dopo un salto a Rimini per un bell’incontro con gli studenti dell’ITCS “R. Valturio” e i blogger locali e una visita al notevole museo dell’aviazione (foto qui accanto, altre nella galleria su Flickr), sono a Medicina per un lancio di razzi insieme agli amici della ACME (notevole questo Shuttle), con lo sfondo di un bellissimo radiotelescopio.

Oggi pomeriggio, invece, sarò a Bologna per tradurre per John Billingsley (il dottor Phlox di Star Trek Enterprise). Per saperne di più, andate a Stic.it. Foto e dettagli di tutto questo nelle prossime ore.

Intanto segnalo due infausti eventi: sì, Roberto Giacobbo è stato davvero nominato fra i vicedirettori di Raidue e io sono di nuovo candidato ai Macchianera Blog Awards. Se volete rimediare almeno al secondo segno dell’Apocalisse, andate qui entro il primo ottobre. Suggerisco Spinoza.it come antidoto: fa ridere e ho conosciuto il suo autore ieri.

Aggiornamento

Ecco qualche foto del folle, scatenato, esilarante, irrefrenabile John Billingsley insieme alla moglie Bonita Friedericy ieri a Bologna, scattate da Rodri Van Click. Le altre sono su Flickr qui.

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I cioccolatini che John e Bonita offrivano in cambio di domande. Lanciandoli.

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Cialde praghesi offerte da John e consorte.

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Ho riso così tanto che non mi ricordo esattamente perché John ha dovuto fare una dimostrazione delle proprie gambe. Ma so che era molto importante.

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Impossibile tradurre seriamente per un elemento del genere.

Aggiornamento 2009/10/01

Il fotografo Fausto Branchi mi ha inviato qualche altra bella foto dell’incontro con John Billingsley e Bonita Friedericy (che è stata anche lei interprete di Star Trek, come Borg nella puntata Regeneration della seconda stagione di Star Trek Enterprise).

Foto di Fausto Branchi, www.faustobranchi.it, per gentile concessione dell'autore
Foto di Fausto Branchi, www.faustobranchi.it, per gentile concessione dell’autore.

Foto di Fausto Branchi, www.faustobranchi.it, per gentile concessione dell'autore
Foto di Fausto Branchi, www.faustobranchi.it, per gentile concessione dell’autore.

Foto di Fausto Branchi, www.faustobranchi.it, per gentile concessione dell'autore
Foto di Fausto Branchi, www.faustobranchi.it, per gentile concessione dell’autore.

Foto di Fausto Branchi, www.faustobranchi.it, per gentile concessione dell'autore
Foto di Fausto Branchi, www.faustobranchi.it, per gentile concessione dell’autore.

Aggiornamento 2009/10/15

E per finire, un video:

Manca un mese alla fine del mondo e non so cosa mettermi

L’altroieri sera sono stato ospite della Società Ticinese di Scienze Naturali presso l’Auditorium dell’Università della Svizzera italiana a Lugano per parlare delle tesi di catastrofe attribuite ai Maya per il 21 o 23 dicembre 2012. Qui sotto trovate il video integrale della conferenza.

Per via del piazzamento del radiomicrofono della mia videocamera, le parole iniziali del moderatore Giovanni Pellegri e le domande del pubblico hanno un po’ di rimbombo e sono poco udibili, e me ne scuso; meglio di così, con i miei modesti mezzi, non ho potuto fare.

Potete vedere il video a maggiore risoluzione qui su Vimeo. Buona visione.

Programma complottista lancia sondaggio: votate, votate, votate

Programma complottista lancia sondaggio: votate, votate, votate

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2009/04/04.

Rebus, il programma di Maurizio Decollanz trasmesso da Odeon TV che ha ospitato a più riprese scie chimiche, complottismo undicisettembrino, signoraggio, fine del mondo nel 2012 e altre fantasie di cospirazione, rifiutando sistematicamente ogni dialogo con i tecnici (lo so per esperienza diretta), ha indetto un sondaggio per sapere se la trasmissione è gradita.

Al momento in cui scrivo i giudizi sono quelli mostrati qui sopra. Se aggiungete la vostra opinione, può darsi che il risultato del sondaggio venga recepito come un suggerimento per un approccio più rigoroso e paritetico alle tematiche affrontate, al quale io e i miei colleghi d’indagine saremmo sempre ben lieti di dare una mano. Non chiediamo censura, per l’amor del cielo: chiediamo semplicemente spazio alla pari e un faccia a faccia tecnico con chi sostiene queste teorie.

Decollanz si chiede “come è possibile tanta acredine in assenza di puntate in onda?” e sospetta “un dono paranormale” da parte di un “manipolo di ascoltatori” che anticiperebbero i contenuti delle puntate future, ma forse non ha considerato che i telespettatori non hanno dimenticato le puntate già trasmesse, come questa. Per non parlare del fatto che il blog stesso della trasmissione elenca gli argomenti che verranno trattati: Zeitgeist il 13 aprile, assassinio di JFK e signoraggio bancario il 20 aprile, e la promessa di tornare a parlare di scie chimiche. Non ci vuole mica la chiaroveggenza, basta saper leggere.

Comunque sia, sarà interessante esaminare l’evolversi del sondaggio e le reazioni dei suoi promotori.

Due ore dopo

“Eccellente” al 18%, “apprezzo moltissimo” al 5%, “apprezzo moderatamente” a zero; “non apprezzo affato” [sic] al 2% ed “è vergognosa” al 72%. A prescindere dai giudizi, il numero totale dei voti s’è quasi triplicato (713). Tutto questo in due ore da quando ho segnalato l’esistenza del sondaggio, che era già online da almeno 24 ore.

Come dice l’amico Riccardo: e se saltasse fuori che l’anticomplottismo fa più audience del complottismo?

Mezzanotte

“Eccellente” al 13%, “apprezzo moltissimo” al 3%, “apprezzo moderatamente” a zero, “non apprezzo affato” [sic] al 3% ed “è vergognosa” al 78%. 1259 voti complessivi. Comincia ad essere difficile considerare i vergognisti come un “affezionato manipolo”.

Questa potrebbe diventare l’iniziativa di debutto della Happy Skeptic Society, concepita alla Deepcon con l’aiuto di un buon bicchiere di Teroldego (grazie Stefano!) e l’ispirazione del simpaticissimo Anthony Simcoe di Farscape.

Cheers, mate!

2009/04/01 11:00

Nonostante la chiamata alle armi del leader degli sciachimisti, il divertimento continua e anzi aumenta, perché l’esiguità del seguito di questa teoria delle “scie chimiche” diventa ineludibilmente evidente. Per non parlare della totale latitanza dei sostenitori delle altre teorie presentate da Rebus.

2009/04/02 01:30

Direi che a questo punto l’esperimento è riuscito e può terminare. Non solo si è visto che persino un blogghettino di campagna come questo riesce a mobilitare, senza ricorrere a trucchetti, più di una trasmissione procomplottista come Rebus, segno che anche l’anticomplottismo e la scienza possono fare audience; ma i tifosi dei complotti dietro ogni angolo hanno dato il meglio di sé, esattamente come da copione.

Qualcuno ha tentato di cancellare la mia pagina in Wikipedia; inoltre quando ho postato sul gruppo Rebus di Facebook una educata, pacata proposta di dialogo pubblico fra me e il conduttore di Rebus, è stata bollata come “irrilevante” e nascosta:

Questa è l’apertura al dialogo di questi signori. Coloro che si lamentano delle censure ufficiali sono i primi a censurare. Coloro che si lamentano dei complotti sono i primi a sospettare brogli nel loro stesso sondaggio. Coloro che si dichiarano vittime di una persecuzione sono i primi a perseguitare e aggredire chi osa mettere in dubbio le loro confuse verità.

“La Verità ci muove. Qualunque essa sia”, dice lo slogan di Rebus. Qualunque essa sia, purché sia quella che vogliono loro. Bravi, vi siete resi ridicoli da soli.

2009/04/04

Il mio messaggio sul gruppo Rebus di Facebook è stato ripristinato. Il blog di Rebus insinua sospetti sulla regolarità del sondaggio. Ognuna delle circa 3000 persone che hanno partecipato, con le varie opinioni, potrebbe mandare una mail per confermare che tutto è stato regolare, ma immagino che una campagna di mail verrebbe interpretata come una “violenza”, stando a quanto scrive Decollanz nella discussione su Facebook.

Questo è il dato del sondaggio alle 22.34 del 3 aprile. E’ l’ultimo dato di cui terrò traccia: per quanto mi riguarda la questione è chiusa.

Maurizio Decollanz, il conduttore di Rebus, ha pubblicato questo messaggio, che riporto sia come testo sia come cattura della schermata perché ha davvero dell’incredibile.

[…] Ma qualche parola voglio anche riferirla al sig. Paolo:

Ho letto ciò che ha scritto sul suo Blog su di me. Ho letto i commenti e il modo con cui lei li ha moderati e li modera. Sarò sincero: sono rimasto esterrefatto dalla violenza velata e meno velata. Una violenza inaudita che colpisce alla cieca e si concentra poi sulla sfera personale. Ebbene tutto questo è vergognoso.
No, è peggio. Molto peggio.
Vede, da tempo ricevo minacce per le tematiche scomode che ho affrontato, affronto e continuerò ad affrontare. Non solo in Rebus. La sua iniziativa può essere interpretata come un chiaro incitamento alla violenza. Forse per lei è un gioco, ma gli esiti di questo gioco potrebbero essere… lasciamo perdere.
Alla luce di quanto ho letto, comunque, mi corre l’obbligo informare le Autorità competenti in modo che sia chiara ed evidente la sua eventuale corresponsabilità in atti violenti. Di qualunque natura essi siano.
Ma, soprattutto, sia chiara la sua responsabilità morale come mandante e fomentatore.

E in questa sede ha anche il coraggio di camuffarsi da moderato. E’ incredibile. Sta dibattendo in questa sede da due giorni e sul suo Blog lo stato del suo articolo è fermo alla falsa denuncia di aver visto oscurati i suoi interventi. Incredibile. Ci sarebbero gli estremi per querelare lei e almeno due dei commentatori al suo articolo. Le cui identità, eventualmente, verranno svelate da un magistrato.

Vede Paolo, se era un gioco, ora si lasci guidare dalla coscienza. Se invece è tutto frutto di un cinico calcolo, allora si prepari all’eventualità di doverne rendere conto davanti a un giudice.

Questo è il mondo reale, e a differenza delle vostre “litigate” sul web protetti da nomignoli e pseudonimi, in questo caso ci sono nomi, cognomi e sedi. Se non se ne era reso conto cerchi di riparare. Perché le responsabilità che si sta assumendo sono molto pesanti.

In ultima analisi, voglio ringraziare di cuore tutti i sostenitori di REBUS. E sono veramente tanti. Dopo il mio invito sul Blog a scrivermi per manifestare le ragioni del dissenso, ho ricevuto una manciata di mail di protesta mentre il resto sono di solidarietà e apprezzamento. Ne ho tratto le debite deduzioni.

Maurizio Decollanz

Ed ecco la schermata catturata, per i più increduli:

Ho risposto come segue:

Sig. Decollanz,

Lei parla di “violenza velata e meno velata”. Di “incitamento alla violenza”. La prego di citarmi qualche esempio di questa presunta violenza e di questo presunto incitamento. Queste sono accuse gravissime e vanno circostanziate.

Lei ha ospitato più volte nel suo programma una persona, Rosario Marcianò, che accusa apertamente piloti civili italiani, meteorologi, chimici e giornalisti, facendo nomi e cognomi, di complicità in genocidio. Lei ho la lasciato parlare senza mai offrire ai suoi spettatori un contraddittorio e senza dare un diritto di replica alle persone accusate di crimini inauditi.

Il confronto fra questi due fatti sarebbe quasi ironico, se non fosse per la gravità di quello che lei attribuisce a me. “Mandante e fomentatore”, nientemeno.

Ritiene che ci siano gli estremi per querelare qualcuno? E’ naturalmente suo diritto. Però non so se l’autorità giudicante riuscirà a contenere le risate quando lei spiegherà che ha presentato come serio ricercatore una persona che afferma che le scie degli aeroplani ci faranno diventare tutti “androidi subumani”. E non solo: gli ha lasciato ampio spazio per accusare i nostri piloti, i nostri militari e i nostri meteorologi di strage e avvelenamento di massa.

Speravo in un confronto serio e civile, ma lei sta alzando il tono con parole decisamente fuori luogo.

Con rammarico

Paolo Attivissimo

Prendo atto anche della risposta di Decollanz:

Bene Paolo, ha avuto modo di esprimere una replica a nome suo e di tutti quelli che da lei si sentono rappresentati.
Ho letto con attenzione. Quello che dovrà finire in un’aula di tribunale ci finirà.
Chi ha commesso errori ne pagherà le conseguenze. Chiunque esso sia.
La discussione è chiusa.
mdec

Scommetto una teglia di focaccia che non ci sarà nessun seguito in tribunale. I precedenti parlano abbastanza chiaro: Decollanz ha già scritto in passato di volermi denunciare all’Ordine dei Giornalisti italiano (per averlo messo educatamente in guardia contro il personaggio Marcianò, nientemeno), ma poi non è successo nulla.

Vulcano islandese, i Maya lo avevano previsto. Ma sono morti nel tentativo di pronunciarne il nome

Vulcano islandese, i Maya lo avevano previsto. Ma sono morti nel tentativo di pronunciarne il nome

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “tosir” e “paolosca*”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2018/06/03 12:30.

La spettacolare eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull (eya-fiatya-yökutl, isola-montagna-ghiacciaio), per gli amici Mario, non è riuscita a sottrarsi alla furia di una forza della natura ancora più potente: la fantasia dei catastrofisti.

Sta dilagando su Internet, e in particolare su Facebook, questo annuncio pieno di presagi oscuri: “‘A soli 980 giorni dalla quinta era una grande nube nera sulle terre di occidente’….questa la traduzione di VEILIKOVSKY riguardante la celebre profezia MAYA….il 15-04-2010 (data dell eruzione) mancavano 980 giorni al 21-12 2012…”. Un’altra versione parla di “980 soli” anziché “giorni”, ma la solfa è la stessa.

Cosa c’è di vero? Niente. Neanche il nome del traduttore. “Veilikovsky” è infatti una storpiatura del celebre autore catastrofista americano (di origini russe) Immanuel Velikovski, che negli anni Cinquanta scrisse un libro di grande successo, Mondi in collisione, in cui sosteneva che i miti e le leggende dell’umanità sono memorie distorte di eventi reali: principalmente di collisioni o sfioramenti fra la Terra e Saturno, Mercurio, Giove, Venere e Marte. Praticamente, il nostro mondo avrebbe girato per il Sistema Solare come una pallina da flipper.

Non vi sorprenderà sapere che Velikovski (morto nel 1979) non era un astronomo o un astrofisico, ma un medico psichiatra e psicanalista che, per dirla con lo scrittore scientifico Stephen Jay Gould, “era disposto a riscrivere la scienza della meccanica celeste pur di salvare l’accuratezza letterale delle antiche leggende”. Di astronomia sapeva poco o nulla, ma questo non gli impedì di avere uno strepitoso successo di vendite e di pubblico. Questa, secondo l’appello, sarebbe l’autorevole fonte di cotanta profezia.

Ma non è vero neanche questo: infatti a quanto mi risulta, negli scritti di Velikovski non c’è nessuna traduzione di profezie Maya simile a quella citata dall’appello. Qui entra in gioco la Teoria della Montagna di M…, secondo la quale creare una bufala richiede un attimo, ma smontarla richiede un tempo tendente a infinito, per cui l’onere della prova sta a chi la annuncia. Sfido quindi cordialmente tutti coloro che hanno diffuso quest’appello a trovare, nelle pubblicazioni di Velikovski, il brano in questione.

Inoltre, come notano i commenti alla versione iniziale di quest’indagine, i Maya non avrebbero mai definito l’Europa “terre di occidente”, perché per loro l’Europa è a oriente.

Infine è fasulla anche la conta dei 980 giorni: innanzi tutto fra il 15 aprile 2010 e il 21 dicembre 2012 ci sono 981 giorni, non 980, e tutto dipende da quando si considera l’inizio dell’eruzione del vulcano Mario: la sua prima eruzione risale infatti al 20 marzo 2010, mentre la successiva, quella che ha causato l’emissione di grandissime quantità di cenere vulcanica, è iniziata il 14 aprile, non il 15, per cui i giorni sarebbero 982, non 980. Se poi si considera che i catastrofisti che sostengono la fine del mondo nel 2012 non sono d’accordo se la data profetizzata sia il 21 o il 23 dicembre, l’errore di conto diventa ancora più grande.

Certo, uno sbaglio di qualche giorno si potrebbe anche perdonare: la profezia non è quel che si dice una scienza esatta. Ma questa rapida verifica mostra il vero meccanismo delle profezie che sembrano avverarsi: basta pescare, nel mare di date riguardanti un evento, quelle che si adattano alla tesi desiderata. In questo modo le profezie si avverano per chi vuole che si avverino.

Sul perché ci sia gente che vuole che s’avveri la fine del mondo ci sarebbe da scrivere ben più di un’indagine, ma mi fermo qui. Rimane aperta la mia scommessa: se qualcuno davvero crede che il mondo finirà o sarà colpito da eventi catastrofici a dicembre del 2012, mi dia una cambiale da mille euro con scadenza 24 dicembre 2012 in cambio di cento euro in contanti subito. Se crede veramente a quello che sostiene, non ha nulla da perdere.

Finora non s’è fatto vivo nessuno.

Aggiornamento

Il fondatore del gruppo Facebook ha scritto in bacheca di essersi inventato tutto per noia.

Complimenti a tutti i polli che hanno abboccato e grazie a Fabio per la segnalazione.

2018/06/03

Su richiesta dell’interessato, ho oscurato il suo nome e cognome nell’immagine qui sopra e tolto i commenti che lo identificavano.

“La Stampa” garantisce: eruzione solare letale nel 2013

“La Stampa” garantisce: eruzione solare letale nel 2013

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2010/09/23.

Se La Stampa pubblica nella sezione Scienza un articolo che titola “Nel 2013 una gigantesca eruzione solare paralizzerà il nostro Pianeta”, senza forse e senza ma, viene da crederci, giusto? La Stampa è un giornale, perdinci, mica un blogghettino di qualche perditempo. La Stampa ha una redazione. I suoi giornalisti percepiscono uno stipendio. È “Gente Pagata per Scrivere le Notizie”. Gente che quindi sa il fatto suo, giusto?

Quindi se La Stampa aggiunge che c’è un “allarme degli scienziati NASA” che “prevedono per il 2013 una gigantesca eruzione solare in grado di scatenare una tempesta magnetica sulla Terra” e dice che ci sarà una “‘apocalisse magnetica’ che metterà in ginocchio il trasporto aereo, i sistemi di localizzazione geografica guidati da Gps, i servizi finanziari e le comunicazioni radio militari”, mi sento legittimato a farmela addosso, lasciarmi andare al panico, poi virilmente riprendermi e radunare provviste d’emergenza, costruire un bunker nelle Alpi e imparare l’uso delle armi da taglio meglio di Rambo, giusto?

Non è finita: il prossimo picco di attività solare “secondo gli esperti statunitensi sprigionerà una potenza pari a 100 bombe ad idrogeno e provocherà per l’economia USA danni economici venti volte maggiori di quelli dell’uragano Katrina”. Notate la certezza con la quale viene fatta la previsione catastrofica. Non c’è un forse o un potrebbe neanche a pagarlo. L’eruzione ci sarà, punto e basta, e il cataclisma è ineluttabile. Segniamoci il 2013 sul calendario e facciamocene una ragione.

Oppure facciamo un ragionamento e fermiamoci a notare la tragica quanto sospetta mancanza di fonti precise nell’articolo de La Stampa. Chi ha dato l’allarme? Gli “scienziati NASA”. Chi ha fatto la previsione? “Esperti della NASA”. Da dove viene annunciato l’allarme? “Da un summit di scienziati riuniti a Washington”. Non un nome di uno di questi scienziati o esperti; neanche quello del summit. L’unico nome è quello del ministro della difesa britannico Liam Fox, che però parla di attacchi alle reti di comunicazione da parte del terrorismo globale. Che con il Sole non c’entra un fico secco. C’è solo un dato vago: “un rapporto della National Academy of Sciences”. Rigorosamente senza nome.

Poi proviamo a cercare 2013 eruzione summit Washington in Google e scopriamo che anche il Giornale ha pubblicato la stessa notizia, quasi parola per parola e con lo stesso tono di certezza. Al balletto dei menagramo partecipa anche Corriere.it. Repubblica addirittura precisa che la data prevista sarebbe maggio 2013. Quotidiano.net arriva addirittura ad annunciare data e ora precisa dello sconquasso cosmico:

Quindici minuti prima di mezzanotte del 22 settembre 2012 — secondo una simulazione della Nasa — la sonda spaziale Ace che tiene d’occhio il Sole, avvertirà i computer del centro spaziale di Houston che una colossale bolla di plasma si è staccata dalla superficie solare e ha iniziato a dirigersi verso la Terra. Entro 90 secondi il buio scenderà prima sulla costa orientale americana, poi nel resto del mondo.

Tutte queste testate ribadiscono la notizia, quindi siamo sicuri che è vera, giusto?

Sbagliato. Perché della notizia non c’è traccia nella stampa estera. Nessun summit di scienziati a Washington parla di catastrofi nel 2013. Ma appena si Googla il nome del ministro Liam Fox insieme a 2013 e alle parole solar flare, ossia “eruzione solare”, compare una traccia molto interessante: l’autorevolissimo The Sun. Che guarda caso parla proprio di “paralizzare” il nostro pianeta, con questa pagina per nulla sensazionalista.

Vi risparmio i fotomontaggi con il cielo delle grandi città del mondo tinto di rosso. Anche al trash c’è un limite.

Salta fuori anche un’altra pubblicazione seria e scientifica, il Daily Mail britannico di ieri, che parla ancora di “paralizzare la Terra”, fa proprio lo stesso esempio delle cento bombe all’idrogeno e di venti volte i danni di Katrina e parla di un summit di esperti a Washington. Solo che fa alcune precisazioni importanti, assenti nelle versioni italiane: il summit s’è tenuto quasi quattro mesi fa e Liam Fox c’entra perché ha appena tenuto il discorso d’apertura di una conferenza internazionale sulla vulnerabilità delle reti elettriche. La UPI aggiunge che la conferenza si è tenuta a Westminster sotto l’egida dell’Electric Infrastructure Security Council e della Henry Jackson Society.

Cosa ancora più importante, persino il Sun e il Daily Mail dicono una cosa ben differente rispetto alla devastazione garantita dai giornali italiani. Dicono che nel 2013 potrebbe verificarsi una grande eruzione solare. Potrebbe. Nel senso di “ma anche no”.

Qualora si verificasse, aggiunge il Mail, l’eruzione potrebbe causare una tempesta geomagnetica sulla Terra. Potrebbe. E i danni di un’eventuale tempesta verrebbero minimizzati se si sapesse del suo arrivo con un anticipo sufficiente a mettere in sicurezza le reti elettriche e i satelliti. Anticipo che le sonde NASA, come il Solar Dynamics Observatory e gli osservatori spaziali gemelli STEREO, cercano di darci. Il rischio c’è e occorre prepararsi a prevenirlo (ne ho scritto in alcuni articoli precedenti), ma non sono affatto garantite né la data del 2013 né l’apocalisse di cui parlano irresponsabilmente i giornali italiani.

Cari colleghi stipendiati, copiare è male. Farsi beccare è peggio. Farsi beccare a copiare dai tabloid scandalistici un articolo di fanta-catastrofisica è roba da seppellirsi per la vergogna. Almeno abbiate il buon senso di copiare dai giornali seri. Altrimenti leggervi è come cercare di imparare la ginecologia leggendo una rivista porno.

Aggiornamento 2010/09/23

Subito dopo aver pubblicato questo articolo avevo scritto a Gabriele Beccaria, responsabile di Tuttoscienze de La Stampa, una mail di educata protesta per l’allarmismo assolutamente ingiustificato fatto dai suoi colleghi della redazione Scienze. La speranza era che un collega di redazione scientifica potesse essere autorevole nel chiedere una rettifica alla redazione Scienze. Ho ricevuto in risposta solo un commento strafottente che per decenza non pubblico. Complimenti per la doppia lezione di giornalismo. Me la ricorderò la prossima volta che qualcuno mi suggerirà di mandare alle redazioni richieste di rettifica prima di criticare pubblicamente gli articoli di giornale.

Questa è la mia mail:

Oggetto: Vostro articolo su tempeste solari catastrofiche per il 2013

Buonasera Sig. Beccaria,

vorrei protestare per l’allarmismo assolutamente ingiustificato che caratterizza il vostro articolo “Nel 2013 una gigantesca eruzione solare paralizzerà il nostro Pianeta” (http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/333762/).

Credo sia molto scorretto alimentare paure proponendo come dato certo l’arrivo nel 2013 di una catastrofe del genere, quando in realtà i dati scientifici (e le stesse fonti dalle quali avete tratto ispirazione) dicono che l’eruzione nel 2013 è soltanto una possibilità, non una certezza, e che qualora avvenisse sarebbero possibili delle contromisure.

La prego di tenere in considerazione il fatto che molti giovani vi leggono e rimangono angosciati da questi annunci così categorici.

Cordiali saluti

Paolo Attivissimo

Beccaria ha risposto dicendo, in sostanza, che avrebbe informato la NASA delle mie angosce e dei miei sbalzi di pressione. Non credo ci sia altro da aggiungere.

Antibufala: nel 2012 moriremo tutti, garantiscono i Maya

Antibufala: nel 2012 moriremo tutti, garantiscono i Maya

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “fabio.pol****” e “fontegaja”.
L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2008/07/31.

Secondo studi da noi effettuati ed informazioni pervenuteci da svariate fonti, il 21 dicembre del 2012 la rotazione della nostra Terra sul proprio asse subirà una fermata che durerà 72 ore per poi riprendere a ruotare in senso inverso, con la conseguente inversione dei poli magnetici. Questa fermata darà probabilmente luogo a eventi climatici e sismici anomali di grandi proporzioni e l’umanità subirà molte perdite.

Esordisce così Progetto2012.it, uno dei tanti siti dedicati al catastrofismo incentrato sulla presunta “fine del calendario Maya”, non solo in Italia ma anche nel resto del mondo (come Survive2012.com, Exitmundi.nl e altri).

Detta molto schiettamente, si tratta di scempiaggini monumentali sulle quali vorrei evitare di soffermarmi più di tanto. Certo, uno dei calendari Maya, quello per il computo dei lunghissimi periodi (Long Count o Computo Lungo), termina a dicembre del 2012; ma poi ricomincia. Dedurre da questo che il mondo finirà è stupido come dire che il mondo finirà il 31 dicembre 2007 perché in quella data finisce il calendario sexy della Santarelli.

Intorno a questa e altre teorie di catastrofe fiorisce, guarda caso, un mercato di libri e gadget di sopravvivenza. Ancora una volta, le bufale sono un business molto remunerativo.

Non mancheranno gli zucconi che resteranno convinti che soltanto loro conoscono questa terribile verità e di averne persino le prove fisiche, e che la comunità scientifica si adopera per mantenere rigorosamente il segreto. Si accomodino. Con loro faccio una scommessa: se siete davvero convinti di avere ragione, mandatemi tutti i vostri averi entro il 20 dicembre 2012, perché tanto siete certi che non vi serviranno più.

Se ho ragione io, andrò a spassarmela alla vostra ritrovata salute e darò metà del ricavato in beneficenza. Se avete ragione voi, avrete la soddisfazione di vedermi cospargere il capo di cenere un attimo prima del botto finale. Ci state?

In dettaglio

Mi ero illuso che bastassero le poche righe qui sopra per chiudere la faccenda, ma a giudicare dalle segnalazioni che ricevo, la storia della fine del mondo nel 2012 ha fatto una certa presa. Per cui vi propongo un supplemento d’indagine, basato in buona parte su una ricerca fatta su richiesta del CICAP.

Non tutti i siti e libri dedicati al 2012 concordano su cosa debba succedere di preciso il 21 o 23 dicembre 2012 secondo gli annunci del calendario Maya: una fermata di 72 ore della rotazione della Terra, un’inversione dei poli magnetici terrestri, un conflitto nucleare, un’epidemia d’influenza, l’impatto di un asteroide, l’esplosione di una supernova oppure un più sobrio “cambiamento spirituale”. Già questa varietà estrema di scenari dovrebbe far riflettere su quanto siano precise le previsioni di questi autori. Non possono avere ragione tutti quanti.

Tutte queste tesi, comunque, partono dall’idea che il tredicesimo baktun, un periodo lungo 394 anni del sofisticato calendario Maya denominato dagli archeologi Long Count, o Computo Lungo, termina il 21 o 23 dicembre 2012 e che nei miti Maya questo cambiamento indica la fine della creazione.

Gli archeologi (quelli seri, quelli che hanno studiato archeologia invece di guardarsi la saga di Indiana Jones e sfogliare i libri di Peter Kolosimo) spiegano che il calendario Maya è ciclico: quindi non farà altro che ripartire, esattamente come il nostro calendario non fa finire il mondo il 31 dicembre ma riprende (per pura convenzione) il primo gennaio.

Inoltre, sempre secondo gli archeologi, nei reperti Maya non vi è alcuna indicazione che i popoli mesoamericani pensassero che il 2012 avrebbe portato la fine del mondo. Anzi, gli avvicendamenti di questi cicli erano occasione di grandi celebrazioni in questi popoli. Aspettavano 394 anni, ma quando arrivava il momento, se la spassavano alla grande.

Solstizio d’inverno

Queste tesi catastrofiste si appoggiano anche al fatto astronomico che il 21 dicembre è il solstizio d’inverno, ossia il giorno in cui l’asse terrestre è maggiormente inclinato rispetto al Sole: l’asse terrestre non cambia direzione ed è sempre parallelo a se stesso, ma cambia la sua inclinazione rispetto alla direzione dalla quale arrivano i raggi solari (la situazione è chiarita dall’immagine qui sotto, tratta da Wikipedia, che mostra il solstizio d’inverno a destra). Ma questo è un evento che si ripete due volte ogni anno. Quello del 2012 non ha nulla di particolare che lo distingua dagli altri.

Allineamento o equinozio galattico

Un altro elemento astronomico spesso citato dai sostenitori di queste teorie è il cosiddetto “allineamento galattico” o “equinozio galattico”, ossia l’allineamento del Sole, nel giorno del solstizio di dicembre, con il piano equatoriale della Via Lattea, la galassia di cui fa parte il sistema solare.

Questo fenomeno è reale, ma viene collocato erroneamente nel 2012 da molti autori che annunciano la fine del mondo per quella data. Infatti i calcoli astronomici (fatti dagli astronomi seri, non da chi ha fretta di vendere libri e paccottiglia) indicano che in realtà il centro del Sole si è allineato con l’equatore galattico già nel 1998, e oltretutto lo ha fatto nell’ambito di un lentissimo allineamento più generale del suo disco, che dura circa 36 anni.

Si tratta in ogni caso di allineamenti del tutto arbitrari: il piano equatoriale galattico è un costrutto immaginario (come un confine di stato o una linea di latitudine o longitudine), non una demarcazione reale. Inoltre questo allineamento del Sole con l’equatore galattico esiste soltanto dal punto di vista soggettivo della Terra: il Sole in realtà transita fisicamente per il piano di quest’equatore ogni 32 milioni di anni circa. Si tratta quindi di un moto estremamente lento, per il quale non ha assolutamente senso parlare di bruschi allineamenti che si verifichino in date precise.

La tempesta solare prevista dalla NASA

Alcuni siti menagramo sul 2012, come Nibiru2012.it, citano una ricerca della Nasa che preannuncia una “catastrofica tempesta solare” prevista “nel corso dell’anno 2012” che “metterebbe a repentaglio quasi tutti i sistemi viventi sulla Terra”. Così almeno dicono quelli di Nibiru2012.it.

Ma come? Non si era detto che gli scienziati di tutto il mondo erano omertosi custodi del Grande Segreto, e adesso i catastrofisti basano i loro annunci di morte su dichiarazioni di questi stessi scienziati?

La realtà è ben diversa. Alcune ricerche, divulgate per esempio in questo articolo del 2006 pubblicato su Nasa.gov, parlavano di un tentativo di prevedere il prossimo picco periodico di attività solare. Secono questa stima, realizzata da Mausumi Dikpati del National Center for Atmospheric Research (NCAR), il prossimo ciclo di macchie solari potrebbe essere dal 30 al 50% più intenso del precedente. Se la stima è esatta, potrebbe prodursi un picco di attività solare paragonabile a quello già avvenuto nel 1958.

Si tratta insomma di una previsione ipotetica di un fenomeno che è già avvenuto nel passato recente senza causare catastrofi e stragi. Oggi, con la nostra maggiore dipendenza dalle telecomunicazioni senza fili, potranno esserci problemi con l’uso di radio, cellulari, GPS e simili, e potranno esserci delle splendide aurore boreali anche a basse latitudini, ma non saranno certo “a repentaglio quasi tutti i sistemi viventi sulla Terra”. Gli ippopotami continueranno a sguazzare nei fiumi africani fregandosene altamente delle tempeste solari e di tutte le paranoie di chi sembra contento di poter annunciare che la fine del mondo è vicina.

Non solo: previsioni più recenti della NASA collocano il picco di attività solare a maggio 2013, non nel 2012. Ma i catastrofisti non si aggiornano.

Il business dei menagramo

Queste storielle sulla fine del mondo imminente sono insomma prive di fondamento scientifico, ma hanno un grosso pregio (per chi le propina): sono ricche di spunti per la commercializzazione di opere letterarie e kit di sopravvivenza, come già avvenuto in passato per altri disastri profetizzati e puntualmente non avvenuti.

Basti pensare al passaggio della Terra attraverso la coda della cometa di Halley, che terrorizzò tanta gente nel 1910 perché si era sparsa la voce che la coda contenesse cianuro, oppure al più recente millennium bug (un pericolo reale, scongiurato grazie al duro lavoro di tanti informatici, ma per il quale molta gente ha fatto previsioni catastrofiche di paralisi planetaria).

Guarda caso, il buon Roberto Giacobbo, quello di Voyager, cavalca l’onda dei creduloni pubblicando il libro “2012: la fine del mondo?“. Con tanto di punto interrogativo finale per pararsi il posteriore caso mai non succedesse nulla.

Rispetto ad altre ipotesi di catastrofe, quelle del 2012 hanno il pregio di definire le date in cui dovrebbero avvenire con estrema precisione e di collocarsi cronologicamente nel futuro molto prossimo; basta quindi attendere il 23 dicembre 2012 per verificarne definitivamente l’attendibilità. Si accettano scommesse.

Adesso basta con queste fesserie irresponsabili sul 2012: c’è chi si spaventa sul serio

Adesso basta con queste fesserie irresponsabili sul 2012: c’è chi si spaventa sul serio

Forse i vari Giacobbo, Ruggeri e propinatori assortiti di catastrofi non si rendono conto di quello stanno facendo. Là fuori, a giudicare dalla posta che mi arriva, c’è gente che ha preso sul serio le loro profezie di catastrofi per il 2012 e non vuole più vivere perché l’hanno convinta che tanto finirà tutto fra tre anni. E anche altri debunker, come Phil Plait, stanno ricevendo lo stesso tipo di posta.

Per questo torno sull’argomento. Mi scrivono madri angosciate che non vogliono più mandare a scuola i figli, che tanto è tutto inutile. Mi scrivono ragazzi e ragazze, terrorizzati all’idea che la loro vita finirà nel 2012, perché l’hanno letto non solo su Internet, ma su tutti i giornali, e l’hanno sentito in TV.

Allora, lo dico chiaro e tondo: è ora di piantarla di pubblicare scemenze che annunciano catastrofi che esistono solo nella fantasia malata degli imbecilli, e chi le pubblica è un irresponsabile. Siete contenti di rovinare la vita e di far paura alle persone sensibili che non hanno i mezzi per capire che scrivete idiozie senza capo né coda? Se non lo capite da soli, volete proprio aspettare che ci scappi il morto?

È semplicemente vergognoso che una casa editrice come la ERI, che gode dell’immagine di autorevolezza di mamma Rai, pubblichi una collezione di castronerie catastrofiste come il libro 2012: Fine del mondo? di Roberto Giacobbo. L’ho sfogliato in un autogrill per verificare le segnalazioni dei lettori del Disinformatico (mi ha immortalato in flagrante delicto mia figlia Lisa). Ebbene sì, non ci volevo credere, ma è proprio vero che contiene perle come questa:

Di fatto, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta del XX secolo, nell’atmosfera terrestre ha improvvisamente fatto la sua comparsa un numero sempre crescente di particelle di luce dette “fotoni”.

Giuro. Dice proprio così. Pagina 127. Per chi si fosse dimenticata la fisica elementare studiata a scuola, i fotoni sono quelli che permettono ai nostri occhi di vedere. Sono, per semplificare, luce. Quindi i fotoni ci sono da sempre, mica sono arrivati improvvisamente in massa negli anni Sessanta. Non è che prima degli anni Sessanta andassimo tutti in giro a tentoni, giusto? Né siamo diventati improvvisamente tutti ciechi perché adesso c’è più luce di prima, giusto?

Ecco, questo è il livello di scempiaggini che scrive Giacobbo. E ha pure il pelo sullo stomaco di intitolare la sezione del suo libro “La Cintura Fotonica”. Che sembra un’arma che Goldrake si rifiutava d’indossare perché si vergognava. No, mamma, tutto ma non la cintura fotonica. Le bretelle spaziali sì, vanno di moda, ma la cintura fotonica non si usa più.

C’è di più. Nella stessa pagina, Giacobbo scrive che:

Alexei Dmitriev […] sostiene che questa densa luce che la caratterizza [sta parlando della Cintura Fotonica, che va scritto con le Maiuscole per darsi più Importanza] provenga dal buco nero al centro della galassia.

Se è un buco nero, che per definizione è un corpo celeste che assorbe la luce, Giacobbo sarebbe così gentile da spiegarci perché dovrebbe emetterla?

E il libro sciorina sintomi di catastrofi imminenti come se fossero fatti assodati:

[…] il moto di rotazione della Terra sta rallentando, il suo campo magnetico si sta indebolendo, lo strato di ozono si sta assottigliando, i fenomeni sismici si stanno incrementando, moltissimi sono gli squilibri climatici, le tempeste solari potrebbero raggiungere un picco massimo nel 2012, tutto il sistema solare si sta surriscaldando.

Giacobbo indica forse qualche articolo di astrofisica, qualche statistica sismica, qualche dato meteorologico come fonte per tutte queste cose? Noooo. A cosa servono gli scienziati, inutili perditempo e guastafeste? È così bello mettere paura alla gente con i paroloni del signor Dmitriev (che pare sia un geofisico, che con l’astrofisica c’entra come Woody Allen con il culturismo). E vendere centomila copie speculando su queste paure. A cosa gli serviranno, tutti quei soldi delle vendite, se il mondo finirà fra tre anni, è meglio non chiederglielo.

Sì, centomila copie. Così perlomeno dichiara l’altra fonte di perle catastrofiste che vorrei segnalarvi, ed è una vicina anche geograficamente al Maniero Digitale: il Corriere del Ticino. Giornale molto seguito nel Canton Ticino, che ieri ha pubblicato un articolo sul 2012 che parla seriamente della catastrofe in arrivo:

Uno scherzo? Beh, da prendere con le pinze visto che con grande anticipo i Maya avevano previsto molti eventi che poi in si [sic] sono incredibilmente avverati, come l’eclissi solare del 1969, con un errore di soli trenta secondi! Essi avevano grandi conoscenze astronomiche e il 21 12 2012 ci sarà un allineamento del Sole al centro della Via Lattea […]

Gli astronomi mi perdonino se a tradimento ho scatenato in loro risate incontrollabili con questa scemenza di dimensioni (è il caso di dirlo) galattiche. Se i Maya avevano grandi conoscenze astronomiche, di certo l’articolista del Corriere del Ticino, Davide Rota, non le ha avute in eredità. Perché parlare di “allineamento del Sole al centro della Via Lattea” è come dire “allineamento dei capezzoli di Cristina Del Basso con la nebbia in Val Padana”: si rimane impressionati all’idea, ma quando si va a toccare con mano si scopre che è tutto finto.

Prosegue poi il CdT: “La NASA ha dichiarato che a partire dal 2012 inizieranno tempeste solari magnetiche che potrebbero provocare incontrollabili black-out sulla Terra”. Adorabili, questi catastrofisti: citano la NASA come autorità, ma quando la NASA li avvisa che stanno dicendo stupidaggini (infatti l’ente prevede che il picco di attività solare sarà a maggio 2013, non nel 2012), allora non è più autorevole ed è meglio fidarsi dei Maya.

A proposito di Maya: è qui che il giornale infila una delle perle più belle. D’accordo, sta citando una leggenda, secondo la quale i Maya erano “un popolo ‘stellare’ trasferitosi sulla Terra per diffondere le proprie conoscenze superiori”. Ma dice che “Secondo tale teoria essi avevano già deciso di lasciare il nostro pianeta poco prima della dominazione spagnola, in quanto ormai consci del proprio imminente declino sulla Terra. Ma i Maya purtroppo non previdero che gli ‘dei bianchi’ li avrebbero sterminati”.

Soltanto che basta un giretto su Wikipedia, o su un qualunque testo di storia, per sapere che la civiltà Maya andò in pezzi intorno al 900 dopo Cristo. Seicento anni prima dell’arrivo degli spagnoli. Altro che “conoscenze superiori” e partenze spaziali: poco prima della dominazione spagnola, i Maya andavano in giro con le pezze al perizoma.

Potrei andare avanti, con la storiella della rotazione terrestre che dovrebbe arrivare “allo stop totale previsto per il 21 12 2012” e poi “dopo una sosta di 72 ore” ricominciare “in senso inverso, con la conseguente inversione dei poli magnetici”. Ma mi fermo qui. Lo so, il giornale e Giacobbo stanno bene attenti a pararsi le spalle dicendo che si tratta di teorie, di leggende, di miti; ma allora, se sono tutte fantasie, che senso ha pubblicarle, propagandarle e riempirvi pagine su pagine? E soprattutto farlo senza contrapporvi i fatti scientifici assodati e indiscussi che spiegano come stanno realmente le cose?

Questo è il livello di superficialità e di incompetenza dei profeti di sventura del 2012. Per tutti quelli che mi hanno scritto angosciati perché convinti che il mondo finirà presto da questi maestri del menar gramo (e dai loro editori che non li fermano), dico solo questo: nessuna, ma proprio nessuna delle teorie di catastrofe intorno al 2012 ha il minimo fondamento non solo nella scienza, ma nella realtà, e i brani che ho citato dimostrano che chi va annunciando disastri non sa quello che dice. Ma sa benissimo come si incassa sulle paure altrui.

A proposito di incassi, ditemi voi se questo non è uno spot disonesto:

È uno dei tanti, forse il più ingannevole, preparato per il film 2012 di Roland Emmerich. Sia ben chiaro, mi diverto anch’io con i kolossal di effetti speciali, ma quando qualcuno gioca con le paure della gente e spaccia la fantasia per realtà, senza dare chiare indicazioni che si tratta di uno spot di un film, e addirittura crea siti dettagliatissimi e iperrealistici come quello del succitato Institute for Human Continuity, secondo me sta giocando sporco.

Chiudo con un’avvertenza: non mi metterò a discutere delle presunte “prove” della catastrofe imminente e dei presunti complotti dei potenti del mondo per mettersi in salvo. L’ho già fatto tempo fa in dettaglio e la mia scommessa di allora vale ancora: se siete davvero convinti di avere ragione, mandatemi tutti i vostri averi entro il 20 dicembre 2012, perché tanto siete certi che non vi serviranno più. Finora, stranamente, non ha accettato nessuno.