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Antibufala: SismAlarm, “allarme anti-terremoto” sul Corriere della Sera

Antibufala: SismAlarm, “allarme anti-terremoto” sul Corriere della Sera

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È apparso sul Corriere della Sera il 17 gennaio scorso un articolo che parla di SismAlarm, definito “allarme anti-terremoti”, a firma di Alessandra Dal Monte.

Al prezzo di 99 euro e di un’installazione estremamente semplice, il dispositivo promette un preavviso di una “manciata di secondi prima della scossa distruttiva”, come dice nell’articolo Maurizio Taormina (che è amministratore delegato della Guardian srl, società di San Marino, ma questo il Corriere non lo specifica).

A prima vista il principio di funzionamento sembra sensato: ogni sisma genera solitamente un’onda primaria, che si propaga rapidamente e anticipa l’onda secondaria, che è quella più energetica e distruttiva. Questo è vero. Il Guardian, dicono i suoi creatori, rileva quest’onda primaria e genererebbe un allarme acustico e visivo che può mettere in allerta gli occupanti dell’edificio.

Ma se si fanno due conti in condizioni realistiche emerge un problema molto serio: applicando questo principio di funzionamento, il preavviso possibile, cioè quella “manciata di secondi” di cui parla Taormina citato dal Corriere,  ammonta in pratica a un paio di secondi o poco più, come spiega anche Alessandro Amato su Scienza in Rete: un tempo assolutamente insufficiente a compiere qualunque azione concreta per affrontare il sisma in arrivo.

Non a caso il manuale del dispositivo dice chiaramente (screenshot qui sotto) che “L’unità potrebbe non avere il tempo di allertare gli occupanti prima del verificarsi del sisma. L’unità è progettata e calibrata per generare un allarme quando viene rilevato il fronte primario dell’onda sismica, il quale dovrebbe essere seguito da un fronte secondario maggiormente distruttivo. A causa di numerose condizioni ambientali e di installazione l’unità potrebbe non avere sufficiente tempo per generare l’allarme prima che il terremoto causi danni a cose e/o persone.”

Inoltre l’articolo del Corriere segnala che “A dicembre il Dipartimento di Protezione civile ha presentato una segnalazione” (link) “per «pubblicità ingannevole» all’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato.” In effetti la segnalazione della Protezione Civile lascia poco spazio ai dubbi (l’evidenziazione è mia):

la pubblicità sembra indurre il consumatore a sentirsi “al sicuro” acquistando il prodotto: i messaggi veicolati sono privi dei necessari riferimenti alle caratteristiche dei forti terremoti che potrebbero colpire l’Italia, in cui il raggio di azione del fenomeno distruttivo è tipicamente limitato, con conseguenti tempistiche di allerta nulle, ovvero di pochi decimi di secondo o pochi secondi, nelle aree epicentrali in cui possono manifestarsi condizioni di pericolo per le persone.

In sintesi, il prodotto fa esattamente quello che dice di fare, ma quello che fa è inutile all’atto pratico, per cui acquistarlo rischia di essere uno spreco di denaro e di creare una falsa sicurezza che può distrarre da interventi antisismici più concreti ed efficaci.

Fonti aggiuntive: Butac.it.

Antibufala: Elvir, il “bambino magnetico”

Antibufala: Elvir, il “bambino magnetico”

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Sembra proprio una gara a chi arriva prima a toccare il fondo. Sia il Corriere, sia Repubblica hanno pubblicato oggi la bufala del “bambino magnetico”.

Secondo il Corriere, un ragazzino bosniaco, Elvir Silayciya, ha un corpo che “esercita un particolare effetto sui metalli: li attira proprio come una calamita”.

Peccato che, come mostrano le foto di Repubblica, i poteri “magnetici” di Elvir abbiano effetto anche sulla plastica dei telefonini, che non mi risulta sia particolarmente magnetica (certo, all’interno dei telefonini ci sono alcune parti metalliche che potrebbero essere attratte, ma in tal caso Elvir avrebbe un campo magnetico personale talmente intenso che sarebbe difficile staccargli di dosso le monete).

Peccato, soprattutto, che il trucchetto del “magnetismo” sia stato sbufalato anni fa: basta avere una pelle leggermente sudaticcia e gli oggetti che hanno una superficie piatta e liscia aderiscono a sufficienza da non cadere, specialmente se sono su una porzione di pelle non verticale, come ha ben dimostrato anche Luigi Garlaschelli del CICAP.

Per far sparire i “poteri” di questi ciarlatani basta un velo di borotalco sulla pelle. Ma perché mai un giornalista dovrebbe perdere tempo a informare correttamente il lettore?

Cosa non si fa pur di raccattare qualche clic in più: al diavolo la reputazione e la professionalità. Chissenefrega della deontologia. Complimenti vivissimi a Corriere e Repubblica.




Correzione: nella prima stesura di questo articolo avevo scritto che in alcune foto il ragazzo aveva addosso delle euromonete (che in alcuni tagli sono in effetti magnetiche). A un esame più attento risulta che non si tratta di euromonete ma di altra valuta la cui composizione e le cui caratteristiche magnetiche non mi sono note. Questo, comunque, non cambia il concetto di fondo. 

Antibufala: Italia, gli negano la patente perché è gay

Antibufala: Italia, gli negano la patente perché è gay

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Un ventottenne di Pavia, tale Simone R., originario della Spezia, si è visto negare dalla Prefettura di Milano il rinnovo della patente di guida perché è omosessuale e questo farebbe mancare i “requisiti psicofisici richiesti”: l’uomo ha quindi presentato ricorso al giudice di pace di Pavia. Così, perlomeno, raccontano in queste ore moltissime testate giornalistiche: Corriere della Sera (a firma di Paola Arosio), ADNKronos, L’Unione SardaTGcom24, La Provincia Pavese, Il Mattino, Affaritaliani, Leggo, Il Giornale (a firma di Ivan Francese), Huffington Post e altre ancora (screenshot qui accanto).

La notizia avrebbe portato anche a un’interrogazione parlamentare del deputato Alessandro Zan (PD) ai ministri dei trasporti e della salute, stando ad alcune delle suddette testate; altre scrivono che per ora si tratta soltanto di un’intenzione.

Ma l’unica fonte diretta della storia della patente negata per omosessualità che viene citata dalle testate giornalistiche è l’associazione Agitalia, a sua volta citata da ADNKronos. Il problema è che Agitalia è una nota fabbrica di bufale, come segnalano diligentemente da tempo Bufale un tanto al chilo e Il Tirreno: anche qui, sembra che nessuna delle testate che ho citato all’inizio si sia presa la briga di cercare Agitalia su Google prima di fidarsene o di fidarsi di ADNKronos. Affaritaliani, fra l’altro, si limita a riportare per intero la nota di Agitalia; il copiaincolla elevato ad arte. Eppure già ieri Francesco Loiacono, su Fanpage.it di Milano, poneva dubbi sull’intera vicenda. Dubbi puntualmente ignorati dalle altre testate nonostante fossero a portata di clic tramite Google.

La giornalista Elena Tartaglione ha invece fatto i debiti controlli: “Ho chiamato l’ufficio stampa della prefettura di Milano, citata nel lancio, mi ha scritto,“mi hanno detto che non ne sanno nulla, che non risulta, che non hanno nessuna persona con quelle caratteristiche che ha fatto esposti, che hanno provato a contattare Agitalia invano, e che insomma è una bufala. Ma non faranno smentite e comunicati.”

La notizia di base è quindi priva di riscontri e proviene da una singola fonte di pessima reputazione.

Lo stato dell’interrogazione parlamentare di Zan era invece ancora confuso al momento della pubblicazione iniziale di questo articolo: sulla propria pagina Facebook, Zan aveva scritto ieri su Twitter di aver “disposto interrogazione”. Successivamente gli ho chiesto aggiornamenti via Twitter, e qualche ora più tardi mi ha risposto di averla “presentata oggi” (26/2). L’ho letta ed è in forma dubitativa: chiede innanzi tutto di accertare se la notizia è vera. Zan mi ha chiarito inoltre di aver preso la notizia da ADNKronos, che a sua volta sostiene di avere come fonte il giudice di pace, e che farà ulteriori verifiche. Ho chiesto lumi ad ADNKronos e ho contattato via mail il giudice di pace di Pavia.

Va chiarito, infine, che questo (presunto) episodio attuale di discriminazione assurda è distinto da quelli avvenuti realmente in passato.

Ancora una volta, insomma, troppe testate giornalistiche pubblicano una notizia senza alcun controllo e senza accorgersi che viene diffusa da un bufalificio conclamato. Per fortuna fra i tanti giornalisti che lavorano male ce n’è qualcuno che si guadagna lo stipendio invece di consumare i tasti Ctrl, C e V.

Aggiornamento (2015/02/01): Ancora nessuna risposta né da ADNKronos, né dal giudice di pace di Pavia.

Libero.it: “Ecco l'asteroide che si sta per abbattere sulla terra”. Sì, mancandola di 12.000 chilometri. E il Corriere scrive di peggio

Libero.it: “Ecco l’asteroide che si sta per abbattere sulla terra”. Sì, mancandola di 12.000 chilometri. E il Corriere scrive di peggio

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/06/27 15:00.

Avete presente quei documentari nei quali fanno vedere che certi insetti continuano ad accoppiarsi anche dopo che sono stati decapitati? Come se il loro cervello fosse un organo superfluo di fronte all’imperativo di continuare ad appestare il mondo prolificando furiosamente? Questa è l’immagine dei giornalismo che m’è venuta in mente quando una lettrice (Erica.p30, che ringrazio) mi ha segnalato questo articolo di Libero.it di ieri. O meglio, mi ha segnalato il suo titolo apocalittico: “Ecco l’asteroide che si sta per abbattere sulla terra”.

Orbene, di norma con “si sta per abbattere” s’intende una collisione. Se uno si augura che la collera divina si abbatta su un peccatore, intende dire che spera che Dio folgori il peccatore, non che disintegri con un gigavolt un tappezziere che sta a Tahiti.

Ma il titolo da panico è smentito già dalla prima riga dell’articolo: “Un asteroide farà visita alla Terra, sfiorandola alla distanza di 12.000 chilometri. Non c’è alcun rischio di impatto, secondo gli esperti del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa.”

Il titolo, insomma, è un’esca per indurre il lettore a cliccare. Che è l’unica cosa alla quale pensa questa gente, che non è solo senza cervello, incurante dello spavento che può disseminare: è senza pudore. Bleah.

15:00 Corriere: l’asteroide passerà “a 12.300 metri dalla superficie, poco sopra le rotte degli aeroplani”

Presumo che Giovanni Caprara, giornalista molto preparato in materia aerospaziale, sia stato tradito dal titolista, ma comunque sia chi ha scritto quest’abominio andrebbe coperto di pece e piume:

Sì, avete letto bene. Secondo il Corriere, l’asteroide di stasera penetrerebbe l’atmosfera della Terra, passando a 12.300 metri (notate la precisione) anziché a 12.300 chilometri. Non solo: sarebbe anche il più grande mai avvistato. Per non parlare di quel “fino a ché” che avrebbe portato alla sincope un buon proto dei tempi andati.

Purtroppo non si può parlare di svista con i metri al posto dei chilometri, perché su questo dato è stato imbastito anche un ragionamento: “È tuttavia un passaggio da record perché arriva a 12.300 metri dalla superficie, vale a dire poco sopra le rotte degli aeroplani civili”. Grazie a Massimo per la segnalazione.

15:40 Il Corriere corregge

L’articolo del Corriere è stato parzialmente corretto: spariti i 12.300 metri. Restano il “fino a ché” e altre perle.

Il Corriere non sa distinguere Spider-Man da Superman: neanche con una fotografia davanti al naso

Il Corriere non sa distinguere Spider-Man da Superman: neanche con una fotografia davanti al naso

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/07/14 9:00.

Link (tramite Donotlink per non far salire di rango il link del Corriere).
Grazie a Leo Ortolani e al Bar del Fumetto per la segnalazione, che risale alle 20:10 di oggi.

Aggiornamento: Sono le 9:00 del 14 luglio e lo strafalcione è ancora in bella mostra. Un’occhiatina a Wikipedia no, eh?

Il Corriere s’inventa un’intera città svizzera inesistente: Tessin, vicino a Lugano

Il Corriere s’inventa un’intera città svizzera inesistente: Tessin, vicino a Lugano

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Il presidente russo Putin, secondo quanto scrive il Corriere della Sera in un articolo firmato pudicamente Redazione Online, sarebbe assente dalla cronaca pubblica perché sta seguendo la gravidanza della compagna, che si troverebbe “in una clinica privata di Tessin, in Svizzera, nei pressi di Lugano: per la precisione alla clinica Sant’Anna”.

C’è un piccolo problema nella notizia riportata dal Corriere: a Tessin non c’è una clinica Sant’Anna. Anzi, non c’è proprio nessuna clinica. Non c’è per una ragione molto semplice: nei pressi di Lugano non esiste Tessin. 

Lo so con ragionevole certezza, perché io abito proprio a Lugano da una decina d’anni, e se ci fosse da queste parti una città o un paese di nome Tessin, credo che lo saprei. Lo potrebbe sapere anche l’ineffabile Redazione Online, se solo si degnasse di cercare questa località su una cartina geografica prima di scriverne.

Tessin, infatti, non è altro che la grafia tedesca del nome del Canton Ticino. Il signor o signora Redazione Online ha scritto una castroneria che equivale a scrivere “una clinica privata di Piedmont, in Italia, nei pressi di Torino”.

Complimenti al Corriere per aver affidato il copiaincolla dai quotidiani svizzerotedeschi a un incompetente non solo in geografia, ma anche nel tedesco che sta copiaincollando, e per continuare a spacciare questo metodo di lavoro per giornalismo.

Corriere: sulla Luna non c’è gravità, ma gli oggetti cadono lo stesso

Corriere: sulla Luna non c’è gravità, ma gli oggetti cadono lo stesso

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Secondo il Corriere della Sera, sulla Luna gli oggetti cadono in assenza di gravità. Cito testualmente: “due oggetti di massa diversa cadono alla stessa velocità, e nello stesso tempo, in assenza di gravità”.

Ci vuole un talento notevole per infilare due castronerie in tre righe, ma il Corriere c’è riuscito. E meno male che l’articolo è nella sezione Scienze. Oso sperare che l’articolista intendesse scrivere resistenza dell’aria al posto di gravità e che ci sia un ravvedimento operoso e pronto.

Aggiornamento (17:45): Il Corriere ha corretto. Grazie a Paolo per la segnalazione.

Corriere inciampa nella bufala sull’intelligenza di Bush

Corriere inciampa nella bufala sull’intelligenza di Bush

Corriere: “George Bush, presidente con il Q.I. più basso”, garantisce il Lovenstein Institute. Che non esiste

La stampa blasonata colta a non controllare le fonti e a beccarsi una bella bufala: il Corriere della Sera e il quotidiano spagnolo El Pais hanno pubblicato la notizia che George W. Bush è “l’inquilino della Casa Bianca con il quoziente d’intelligenza meno elevato: 91”. La metà di quello di Clinton.

La fonte dello scoop intellettivo sarebbe, secondo il Corriere, El Pais, che a sua volta cita il Lovenstein Institute. Istituto che però non esiste se non nella fantasia di un burlone, come i giornalisti avrebbero potuto facilmente verificare semplicemente digitando in Google il nome dell’istituto. Macché: la notizia era troppo ghiotta, si conformava a un diffuso (e condivisibile) pregiudizio, per cui nessuno s’è preso la briga di controllarla.

Sono in buona compagnia: il Museum of Hoaxes fa risalire la burla al 2001 e cita fra le vittime Guardian di Londra e il celebre vignettista Garry Trudeau. E sì che il burlone aveva lasciato indizi chiari, dicendo per esempio che il dottor Lovenstein viveva “in una casa mobile a Scranton, in Pennsylvania”.

Il Guardian e Trudeau pubblicarono la smentita; lo stesso ha fatto anche El Pais, chiedendo pubblicamente scusa (“pide disculpas a sus lectores”) per la falsa notizia inizialmente pubblicata qui.

Il Corriere, invece, ha semplicemente fatto sparire la notizia, pubblicata inizialmente qui (secondo la segnalazione del lettore Stefano Pilia, citato col suo permesso), dimenticandosi però di questa copia. Complimenti vivissimi al Corriere per l’accuratezza dell’informazione fornita e la correttezza dimostrata verso i lettori paganti.