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Antibufala preventiva: no, non ci sono prove che il volo MH370 fu dirottato da un hacker

Antibufala preventiva: no, non ci sono prove che il volo MH370 fu dirottato da un hacker

Ultimo aggiornamento: 2019/01/26 7:05.

Piccolo promemoria per tutti i giornalisti italofoni che saranno tentati di copiaincollare la “notizia” dell’Express britannico riguardante un presunto “hackeraggio” del volo MH370 andato disperso nel 2014: copiare da un giornale che ha una prima pagina come questa significa abdicare a qualunque pretesa di serietà giornalistica. Disastri aerei accanto a culi al vento: che sintesi perfetta del giornalismo spazzatura.

In dettaglio: caso mai le parole tutte maiuscole e l’uso del termine “SHOCK” nel titolo non ve l‘avessero fatto intuire, l’articolo è semplicemente un pistolotto acchiappaclic per promuovere un documentario sensazionalistico su un incidente aereo nel quale hanno perso la vita oltre duecento persone. Abbiate un po’ di rispetto, se vi ricordate ancora cosa vuol dire.

Il documentario intervista un “esperto di cyberdifesa”, Chris Roberts, che teorizza (senza alcuna prova) che l’aereo sia stato colpito da un attacco informatico. Roberts dice (anche qui senza alcuna prova) che un hacker si sarebbe potuto collegare al sistema di intrattenimento di bordo e da lì raggiungere i sistemi informatici che governano il carburante o i motori.

L’articolo dice che Roberts “ha usato questo metodo per hackerare aerei commerciali in volo fino a 20 volte”. Ma in realtà, andando a pescare gli articoli che parlano delle sue prodezze emerge che è solo lui a dire di averlo fatto. Non è in grado di dimostrarlo, e molti addetti ai lavori (fra i quali c’è Stefano Zanero) sostengono che è impossibile passare dal sistema di intrattenimento di bordo a quello di pilotaggio perché sono separati.

In altre parole, l’articolo è pura fuffa. Copiatelo a vostro rischio e pericolo.

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Video: che rumore fa un aereo di linea in quota?

Video: che rumore fa un aereo di linea in quota?

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Questo video cattura un suono molto raro: quello di un aereo di linea a velocità di crociera, sopra le nubi. Per coglierlo non basta mettersi in cima a una montagna: bisogna trovarsi in quota a oltre 10.000 metri, su un aeromobile che non faccia rumore e che stia fermo. In altre parole, su un pallone sonda dotato di una GoPro.

Come spiegato nelle informazioni che accompagnano il video, il lancio del pallone sonda ha rispettato tutte le norme di sicurezza. Il video potrebbe suscitare un certo mal di mare, ma il silenzio che regna a quella quota e la vista che si gode sono impagabili. E pensare che in quell’oggetto che sfreccia nel cielo a ottocento chilometri l’ora ci sono probabilmente un centinaio di persone che neanche si rendono conto della meraviglia tecnica quotidiana che è il volo.

E che a terra ci sono gli imbecilli che gridano alle scie chimiche 🙂

Divieti per laptop e tablet in aereo: le cose da sapere

Divieti per laptop e tablet in aereo: le cose da sapere

Rapprentazione esemplificativa
delle nuove misure di sicurezza.

L’amministrazione Trump ha introdotto un divieto, valido da venerdì 24 marzo, che proibisce di portare in cabina sui voli di linea qualunque dispositivo elettronico più grande di un telefonino per i voli diretti negli Stati Uniti e provenienti da alcuni aeroporti di Arabia Saudita, Turchia, Egitto, Dubai, Abu Dhabi, Qatar, Kuwait, Giordania e Marocco.

Sono interessate le seguenti compagnie aeree: EgyptAir, Emirates Airline, Etihad Airways, Kuwait Airways, Qatar Airways, Royal Air Maroc, Royal Jordanian Airlines, Saudi Arabian Airlines e Turkish Airlines.

Il Regno Unito ha attivato un divieto analogo che colpisce i voli provenienti da Egitto, Libano, Turchia, Giordania, Tunisia e Arabia Saudita delle seguenti compagnie: British Airways, EasyJet, Jet2.com, Monarch, Thomas Cook, Thomson, Turkish Airlines, Pegasus Airways, Atlas-Global Airlines, Middle East Airlines, Egyptair, Royal Jordanian Airlines, Tunis Air e Saudia.

La giustificazione per queste misure è (tanto per cambiare) il terrorismo, perché si sospetta che un laptop possa essere usato come contenitore per una bomba, come già successo nel 2016 su un volo della Daallo Airlines partito da Mogadiscio.

L’idea che un terrorista potrebbe tranquillamente imbarcarsi da un altro paese escluso dalla lista nera, o usare un’altra compagnia aerea (come ho fatto io per andare a Houston proprio pochi giorni fa, usando il mio laptop senza problemi), non sembra aver sfiorato gli ideatori del provvedimento. Allo stesso modo, l’idea che basti portare a bordo qualche Samsung Galaxy Note 7 (che prende fuoco spontaneamente) oppure un po’ di telefonini con batteria al litio rimovibile e cortocircuitabile per ottenere un effetto Samsung analogo non pare aver stimolato riflessioni di buon senso.

Senza iPad e laptop, le ore di un volo intercontinentale verso gli Stati Uniti diventeranno un incubo per chiunque viaggi per lavoro ed è abituato a far fruttare le ore passate in aereo lavorando al computer. Certo, si può decidere di dormire o di leggere o guardare qualche film, ma resta il problema che il computer/tablet va stivato, con tutti i rischi di danneggiamento e di furto che questo comporta. In pratica, molti saranno costretti a lasciare a casa il computer e arrivare alla meta informaticamente nudi. Quella presentazione da rifinire all’ultimo minuto? Scordatevela: dovrete portarla su una chiavetta USB e procurarvi un computer sul posto (che avrà una tastiera USA, senza accentate; e pregate che abbia una versione di software compatibile con la vostra).

I dispositivi proibiti non sono solo laptop e tablet: sono vietati in cabina anche giochi elettronici, libri digitali, lettori DVD, scanner, stampanti e fotocamere. Le uniche eccezioni riguardano i dispositivi medici essenziali. Prima che ci pensiate: no, dire che il laptop è un dispositivo medicale perché è l’unica cosa che impedisce di impazzire stando nove ore pigiati come sardine, con bambini che piangono incessantemente e cibo di gomma, non è una giustificazione che le imperscrutabili autorità accoglieranno facilmente.

Questa è la situazione al momento in cui scrivo: prima di partire, consultate le istruzioni della vostra compagnia aerea. E procuratevi un buon libro (non digitale) da leggere.

Fonti: Naked Security, CNN, CNN.

Non è un’impressione: i viaggi in aereo di oggi sono più lenti. Perché?

Non è un’impressione: i viaggi in aereo di oggi sono più lenti. Perché?

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Dati storici alla mano, i voli di linea di oggi sono davvero più lenti di quelli degli anni Sessanta. Non è una questione di traffico: è un problema di costi. Ridurre i costi dei voli significa ridurre i consumi di carburante (che pesa enormemente rispetto al costo dell’aereo in sé e di tutto il resto), e ridurre i consumi significa passare dai motori a turbogetto a quelli a turbofan, che sono al massimo dell’efficienza a velocità più basse rispetto a quelle dei turbogetto (e che generano scie di condensazione più facilmente, spiegando in parte l’aumento storico delle scie, con buona pace degli sciachimisti).

Il video (in inglese) fa i conti in tasca alle compagnie aeree e alle loro tecnologie, comprese quelle dei jet di linea supersonici. Meriterebbe di essere tradotto, ma me ne manca il tempo.

Video di un “missile” sconosciuto ripreso da troupe TV vicino a Los Angeles

Video di un “missile” sconosciuto ripreso da troupe TV vicino a Los Angeles

Ne parlano praticamente tutti i giornali online e i telegiornali: una troupe di un’emittente americana ha ripreso dalla costa californiana quella che sembra essere la scia di un missile che s’arrampica in cielo.

Piccolo problema: nessuno ha lanciato missili in quella zona a quell’ora (intorno alle 17 locali). Neppure i militari, che dicono di non sapere ancora cos’è ma dicono anche che non è un pericolo per la sicurezza nazionale. Se v’intriga, ho un’indagine e un’ipotesi di spiegazione per voi qui su Wired.it [2014/12/13: rimosso, ripubblicato qui].

Panico: lo spostamento del Polo magnetico causa morie di uccelli e tilt degli aeroporti!

Panico: lo spostamento del Polo magnetico causa morie di uccelli e tilt degli aeroporti!

Questo articolo era stato pubblicato su Wired.it, dove ora non è più disponibile, per cui lo ripubblico qui.

A Tampa, in Florida, l’aeroporto internazionale chiude una pista per tenere conto del fatto che il Polo magnetico ha cambiato posizione. Subito giornalisti e blogger si sono affrettati a mettere questa notizia in relazione con le recenti segnalazioni di morie di uccelli e altri animali, ispirati forse dal film The Core, nella cui improbabile trama gli uccelli impazzivano e gli aerei andavano in tilt a causa dell’arresto del nucleo magnetico della Terra.

Per esempio, la chiusura della pista a Tampa avviene “per lo stesso motivo che potrebbe essere all’origine della moria di pesci e uccelli che si è verificata in più parti del mondo”, scrive Maurizio Molinari citando proprio The Core, su La Stampa: “la massa magnetica al Polo Nord della Terra sta oscillando più rapidamente di quanto avviene di solito”. Per Piero Mei, sul Messaggero, “sarebbe anche questa una delle cause delle recenti morie”. I forum di siti catastrofisti come Nibiru2012.it e Comedonchisciotte sono in subbuglio: sembra quasi che godano all’idea dell’imminente fine del mondo.

Tuttavia The Core non è una puntata di Superquark: è intrattenimento che non ha pretese di insegnare come funziona realmente il mondo. Per farlo si usano invece la ricerca giornalistica e la scienza. Un briciolo di ricerca in archivio e una rapida consultazione degli addetti ai lavori trovano infatti che la chiusura temporanea di una pista per tenere conto degli spostamenti del Polo magnetico è assolutamente normale: per esempio, è accaduto nel Regno Unito all’aeroporto di Stansted nel luglio del 2009, a Manchester e a Heathrow rispettivamente nel 2007 e nel 1987, e anche negli Stati Uniti, per esempio a Palm Beach nel 2010. Airliners.net cita esempi in tutto il mondo, da Amsterdam a Toronto, negli anni passati, e altri ne sono previsti per il 2011. Anche l’aeroporto di Bergamo ha effettuato un’operazione analoga, secondo Meteopassione.com.

Il Polo magnetico, infatti, si sposta in continuazione e le piste sono identificate da numeri che corrispondono al loro orientamento rispetto al nord magnetico, arrotondato alla decina più vicina: se questo riferimento si sposta, i numeri vanno ridefiniti di conseguenza. La Federal Aviation Administration statunitense se ne occupa regolarmente ogni cinque anni.

La pista di Tampa in questione, per esempio, era la 18R/36L: vale a dire, era disposta lungo la direzione nord-sud (180°/360°, a seconda del verso) rispetto a dove si trovava il polo magnetico al momento della sua designazione (la lettera indica se la pista è quella di destra, di sinistra o di centro). Ma lo spostamento del nord magnetico s’è accumulato negli anni e quindi occorre cambiare l’identificativo della pista (che in questo caso diverrà da oggi 19R/1L, ossia 190°/10°). Lo stesso avverrà per le altre piste dell’aeroporto nei prossimi giorni (Tampa Bay Online). I piloti vengono avvisati tramite i NOTAM e aggiornano le proprie mappe. Tutto qui: gli aerei non vanno certo in tilt. È come cambiare il nome a un’uscita dell’autostrada.

Nulla di anomalo, quindi: l’errore giornalistico è stato segnalare l’aggiornamento dell’identificativo della pista di Tampa come se fosse un evento straordinario, senza chiedersi se ci fosse per caso una spiegazione meno drammatica.

Anche lo spostamento del polo magnetico non ha nulla di straordinario, perlomeno per gli esperti: anche se noi profani tendiamo a pensare che il Polo magnetico coincida con quello geografico e se ne stia lì, in realtà quello magnetico è parecchio sfalsato e se ne va a spasso. Il Geological Survey of Canada ha tracciato una mappa storica del suo girovagare dal 1831 al 2001: nell’ultimo secolo s’è spostato di ben 1100 chilometri. Lo US Geological Survey offre una bella animazione che traccia il suo movimento dal 1590 a oggi.

Molti giornali hanno segnalato che il Polo magnetico si è spostato di una sessantina di chilometri in un anno, dichiarando che questo movimento sarebbe preoccupante perché troppo veloce e repentino, tanto da confondere gli uccelli migratori: in realtà, stando agli esperti del Geological Survey of Canada, lo spostamento medio dal 1970 è di circa 40 chilometri l’anno, e c’è un dato importante di cui tenere conto prima di allarmarsi per eventuali spostamenti repentini o influssi sui volatili: il Polo magnetico si sposta ogni giorno di 80 chilometri o più, tracciando un ovale. Le posizioni annuali indicate sulle mappe, infatti, sono delle medie.

Se il Nord magnetico cambia posizione giornalmente di 80 chilometri, sembra improbabile che sessanta chilometri l’anno facciano molta differenza per gli uccelli, che risultano cavarsela bene nonostante lo spostamento ben più importante, di 1100 chilometri, avvenuto negli ultimi cento anni.

In altre parole, le profezie di sciagura geomagnetica sono sballate e non è il caso di perdere la bussola.

Oggi l’ultimo volo di un aereo mitico: il Vulcan

Oggi l’ultimo volo di un aereo mitico: il Vulcan

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/10/29 8:30.

Credit: Charles Toop

Lo considero uno degli aerei più belli della storia dell’aviazione, insieme al Valkyrie, al Blackbird e al Concorde: il bombardiere nucleare britannico Vulcan. Con la sua maestosa ala a delta che praticamente ingloba la fusoliera e i suoi quattro motori a reazione Rolls Royce Olympus annegati nelle ali, è un esempio eccezionale di eleganza e pulizia aerodinamica, reso ancora più notevole dal fatto che è un aereo che volò per la prima volta oltre sessant’anni fa, nel 1952.

Sembra incredibile che queste immagini siano datate 1955 e mostrino un bombardiere che fa un tonneau (avvitamento orizzontale o barrel roll). Qualcuno di voi ricorderà il Vulcan come uno dei protagonisti aeronautici di Agente 007 Operazione Tuono (Thunderball), classe 1965.

Oggi l’ultimo Vulcan ancora in condizioni di volo, mantenuto amorevolmente per anni da una fondazione privata dopo il ritiro dal servizio di parata militare dei Vulcan nel 1993, ha compiuto l’ultimo volo nei cieli di Doncaster, in Inghilterra. Lo ha fatto in gran segreto per evitare che si assembrassero presso il piccolo aeroporto di Doncaster le migliaia di appassionati che solitamente si radunano a ogni volo del Vulcan e che rischiavano di sovraccaricare le infrastrutture locali.

Qui sotto potete vedere e ascoltare il video (che è anche acquistabile qui). Il decollo, con l’indimenticabile boato dei motori che non sentiremo mai più ruggire in cielo, è a 29 minuti dall’inizio.

I costi di manutenzione (2,2 milioni di sterline l’anno, assicurazione compresa, e circa ventimila sterline per ogni ora di volo), insieme all’invecchiamento dei componenti strutturali, hanno reso impraticabile tenere ancora in assetto di volo questa grande regina dei cieli, che d’ora in poi riposerà in un museo a ricordare che sapevamo fare macchine meravigliose anche senza computer, usando solo il cervello, un tavolo da disegno e un regolo calcolatore.

Antibufala micro: la foto dell’aereo di linea sepolto dalla neve in America

Antibufala micro: la foto dell’aereo di linea sepolto dalla neve in America

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Avevo osato sperare che non servisse uno sbufalamento per la foto qui sopra, ma sono stato troppo ottimista: a quanto pare c’è al mondo parecchia gente che non sa cosa sia la prospettiva e crede che le compagnie aeree siano così cretine da lasciare che i loro costosissimi aerei di linea finiscano sepolti dalla neve.

La foto sta girando con riferimento alla grande tempesta di neve che sta affliggendo in questi giorni gli Stati Uniti e non è fotoritoccata: è semplicemente una foto scattata vicino a un cumulo di neve, in primo piano; sullo sfondo, molto lontano, c’è un aereo di linea della JetBlue.

I dettagli di questa foto sono su Snopes.com.

Antibufala: aerei commerciali scomparsi da Tripoli per “un nuovo 11 settembre”

Antibufala: aerei commerciali scomparsi da Tripoli per “un nuovo 11 settembre”

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Si avvicina l’anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001 e puntualmente arrivano gli articoli che speculano sulle paure evocate da quella tragedia. Il Tempo ha pubblicato la notizia secondo la quale dall’aeroporto di Tripoli mancherebbero “ben undici… aerei commerciali.” Sarebbero “sicuramente spariti da un mese. La notizia, però, è stata data solamente ora. I velivoli sono stati presi in consegna da un gruppo terrorista che si chiama “Alba libica” che era riuscito a prendere il controllo dell’aeroporto di Tripoli.” Notate il “sicuramente”, che non lascia spazio a dubbi.

In conseguenza di queste sparizioni, dice Il Tempo“Gli Usa temono un nuovo 11 settembre”.

La notizia sensazionale proverrebbe, secondo quanto scrive Leonardo Rossi de Il Tempo, da “fonti ufficiali degli Stati Uniti d’America”. Non è una fonte un po’ troppo vaga, per una notizia del genere? Come mai non c’è un nome, una qualifica, una data, un dettaglio qualunque che elevi queste “fonti” a un livello meno gossip di un “mio cugggino”? Se sono rappresentanti ufficiali delle autorità statunitensi, non ci dovrebbe essere bisogno di nascondere le loro identità.

Sempre secondo Il Tempo, ci sarebbe anche una seconda fonte per la notizia: un “esperto militare marocchino, Abderrahmane Mekkaoui”, che ne avrebbe parlato “con Al Jazeera”. Ma è vero? Se si cerca “Abderrahmane Mekkaoui” sul sito di Al Jazeera non viene fuori nulla. Strano.

In realtà, facendo un po’ di ricerche negli altri articoli dei media generalisti che parlano degli aerei scomparsi, emerge che tutti, compreso Il Tempo, attingono i dettagli (compreso quelli dell’esperto militare e delle fonti ufficiali americane) in ultima analisi da un’unica fonte: il sito americano Washington Free Beacon, che però non documenta le proprie fonti. Il Free Beacon dice che l’esperto marocchino ha parlato ad Al Jazeera il 21 agosto scorso, ma non linka le dichiarazioni originali dell’esperto presso Al Jazeera.

Il Free Beacon viene citato come fonte dal Daily Mail, dall’Huffington Post (che però è dubitativo e scrive “reportedly”, ossia “si dice che” a proposito della sparizione degli aerei), dal Mirror (anche lui dubitativo: “The commercial airliners are thought to have gone missing”, ossia “si pensa che gli aerei di linea commerciali manchino all’appello”), da Fox News, dal Washington Times, da USA Today. Ma nessuna di queste testate ha una seconda fonte di supporto. Alcune citano anche le fonti ufficiali americane, come fa Il Tempo, ma lo fanno per dire che non confermano la notizia.

Ci sarebbe poi da chiedersi come mai farebbero dei terroristi a usare questi aerei ipoteticamente rubati. Chi li preparerebbe per il volo? Chi li rifornirebbe di carburante? Come decollerebbero da un aeroporto semidistrutto e costellato di aerei devastati? Chi li piloterebbe? I dirottatori dell’11/9 furono furbi e lasciarono fare ai piloti di linea la parte difficile del volo, cioè il decollo: dove troverebbero un pilota qualificato?

Inoltre, come farebbero questi aerei a non farsi notare dai radar dei paesi confinanti? Come farebbero mai a minacciare gli Stati Uniti? Dovrebbero attraversare un oceano e poi soprattutto passare le difese radar perimetrali degli USA. Se un aereo si avvicina agli Stati Uniti senza aver comunicato un piano di volo alle autorità USA, non passerà indisturbato. Infatti gli esperti di The Aviationist e NYCAviation fanno a pezzi meticolosamente la notizia degli undici aerei mancanti.

In altre parole, la notizia di un nuovo 11 settembre è implausibile e campata per aria sia dal punto di vista giornalistico (una sola, traballante fonte) e tecnico (attentati ben poco praticabili). Ciliegina sulla torta, il sito antibufala Snopes.com fa risalire tutta la storia a dei blogger nordafricani che hanno diffuso una diceria, trasformata poi in fatto assodato dai media affamati di notizie con le quali angosciare i lettori.

In queste condizioni, il giornalismo serio dovrebbe evitare di trasformare un “si dice” in un “sicuramente” come ha fatto Il Tempo. Soprattutto su notizie che possono causare allarme come questa.

Antibufala: il video di un UFO che sfiora un volo della Ryanair

Antibufala: il video di un UFO che sfiora un volo della Ryanair

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IN BREVE: Il video è un falso.

IN DETTAGLIO: Numerosi giornali, come La Stampa, segnalano un video che mostrerebbe un aereo della Ryanair che viene sfiorato da uno o più oggetti volanti ed effettua una brusca virata, come se manovrasse per evitare gli oggetti.

La fonte originale della “notizia”, diffusa come al solito dal Daily Mail, dal quale il giornalismo italiano si ostina a copiaincollare senza spirito critico, è il sito Lionsgroundnews.com, che è una fabbrica di fuffa di prim’ordine, con titoli come “la sparatoria in diretta TV in Virginia fu orchestrata dagli Illuminati?” oppure “Alieno misterioso trovato in Russia”. Mai che trovino un alieno non misterioso.

Già questo basterebbe a liquidare la pseudonotizia come una cretinata acchiappaclic partorita da un sito di diversamente furbi pieno di pubblicità, ma c’è da aggiungere che il video ha già superato le centomila visualizzazioni ed è preceduto da uno spot di Youtube, per cui sta generando incassi per Lionsgroundnews. Diversamente furbi, ma mica scemi.

Inoltre, come al solito, va detto che in un’era nella quale qualunque personal computer può falsificare facilmente foto e video non ci si può fidare ciecamente di un video che non abbia dati e testimoni che ne confermino l’autenticità e l’integrità, specialmente quando il video tocca un argomento, come l’ufologia, nel quale imbroglioni, ciarlatani e cialtroni abbondano e si fanno soldi facilmente sfruttando le emozioni altrui.

Servono fatti, insomma, e i fatti scarseggiano in maniera molto sospetta. Secondo la descrizione e i documenti che accompagnano il video, la ripresa sarebbe stata effettuata da una passeggera olandese di un volo Ryanair e sarebbe stato girato “5-10 minuti dopo la partenza dall’aeroporto di Eindhoven” con destinazione Malaga. Il video sarebbe stato recapitato a Lionsground il 24 agosto scorso.

L’identità della passeggera non è indicata, ma uno dei documenti dice che “la persona che ha registrato l’evento ha detto che l’UFO volava davanti all’aereo, fu in grado di tracciare un angolo di 45 gradi e volò sotto l’aereo, diventando visibile sull’altro lato, stando al secondo testimone, che era seduto sul lato sinistro dell’aereo, nella parte anteriore. Secondo questo testimone, l’UFO superò la velocità dell’aereo e pochi secondi dopo il pilota vede una enorme, brusca virata.”

Questo sarebbe uno scontrino dei bagagli pertinente, parzialmente mascherato. Il volo è l’FR 2576, che effettivamente copre per Ryanair la rotta Eindhoven-Malaga con partenza alle 11:15 e arrivo alle 13:50. AGP è la sigla dell’aeroporto di Malaga.

Ho chiesto a Lionsground, tramite messaggio privato e su Twitter, di indicare non solo l’identificativo ma anche la data del volo, in modo da poter fare controlli incrociati con le registrazioni di quota e posizione dei singoli voli, che sono pubblicamente accessibili tramite siti come Flightradar24.com. Finora non ho avuto risposta.

È inutile perdere altro tempo intorno alla vicenda finché non ci sarà qualcosa di più di un video parziale, sgranato e anonimo. Per ora si può ipotizzare qualunque cosa: un incontro con uno stormo di uccelli o un drone o anche, più banalmente, un falso realizzato sfruttando una virata un po’ brusca dell’aereo e aggiungendo gli “UFO”.

Personalmente propendo a naso per quest’ultima ipotesi, visto che l’oggetto principale è sorprendentemente ben delineato per essere qualcosa che si muove rispetto a un aereo in volo ed è particolarmente lento (ci mette ben undici fotogrammi ad attraversare l’inquadratura). Ma se arriveranno altri dati sarò ben contento di liquidare l’ipotesi della frode.

2015/09/09 22:48

Come temevo, il video è un falso. L’ennesimo, squallido falso di chi vuole inquinare l’ufologia in cambio di soldi. Quando dico che in ufologia bisogna essere dannatamente cauti e che gli imbroglioni sono sempre in agguato, mi si dice che sono troppo scettico, ma è proprio a questo genere di speculazione che mi riferisco.

La scoperta della falsificazione è merito di Ufosonearth.com, che si è accorto che nel momento in cui il presunto UFO ricompare dietro l’ala dell’aereo subisce una mascheratura netta che non corrisponde alla sagoma dell’ala. Viene mascherato dal terreno. E questo dimostra senza ombra di dubbio che siamo di fronte a un falso digitale.

Guardate qual è la sagoma del bordo posteriore dell’ala in questo fotogramma di pochi istanti prima:

Evidenzio la sagoma alla buona con una linea rossa:

Ora guardate invece l’aspetto dell’“UFO” quando riemerge dopo che è passato sotto l’ala:

Notate la riga diagonale, a circa 45 gradi, che tronca di netto l’“UFO” in una zona che non c’entra nulla con il bordo dell’ala? È il risultato del maldestro mascherino usato per far sembrare che l’”UFO” sovrapposto digitalmente passi sotto l’ala. Un mascherino ben fatto avrebbe dovuto seguire il bordo dell’ala. Se l’oggetto fosse stato davvero sotto l’ala, sarebbe stato scontornato dal suo bordo.

Non so se il falso è opera di Lionsground o se Lionsground è stato imbrogliato da un passeggero che ha creato il video. Non ha importanza: la storia è penosa e i giornali che l’hanno ripubblicata acriticamente invece di chiedere a un esperto dovrebbero vergognarsi di partecipare all’imbroglio. Si vede che anche nelle redazioni blasonate, di fronte Sua Maestà il Clic Pubblicitario la deontologia cala disinvoltamente i pantaloni.

Ringrazio UfoOfInterest per la segnalazione e per la GIF animata che vedete qui sotto e che chiarisce bene l’errore del falsario.