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Nufologia: l’“UFO” avvistato vicino alla Stazione Spaziale

Nufologia: l’“UFO” avvistato vicino alla Stazione Spaziale

Credit: Wired/NASA/kingwilly200

Wired.it segnala (purtroppo regalandogli clic) l’ennesimo video ufologico che asserisce di documentare la presenza di un UFO vicino alla Stazione Spaziale Internazionale in una delle riprese delle telecamere esterne, diffuse in streaming.

Il video mostra (da 0:57 in poi) solo delle macchie luminose indistinte che lampeggiano. Ma questo sarebbe sufficiente, stando allo “scopritore” di questo fenomeno, tale kingwilly200, per dichiarare che si tratta di “un’astronave aliena di quasi un chilometro di larghezza”.

Come faccia kingwilly200 a determinare le dimensioni di un oggetto senza aver alcun riferimento o parallasse non è chiaro. Come faccia poi a sapere che l’oggetto è sicuramente un’astronave, e per di più aliena, è ancora meno chiaro.

L’unica cosa chiara è che si tratta di uno dei tanti, troppi ufologi la cui fantasia galoppa a senso unico: qualunque bagliore è per forza un’astronave aliena. Questo modo insensato di ragionare è una piaga per tutta l’ufologia. È come dire “ho sentito un rumore di zoccoli, sarà sicuramente un unicorno”. L’idea che possa essere un cavallo, un asino o una zebra, per esempio, non sfiora nemmeno questi diversamente pensanti.

In questo caso basta ragionare un attimo. La parte della Stazione che si vede è uno dei suoi bracci robotici esterni, che ruota lentamente su se stesso. I bagliori che costituirebbero l’“astronave aliena” sono sincronizzati con i riflessi del sole sull’oggetto scatolare visibile in basso a sinistra: man mano che l’oggetto scatolare ruota insieme al braccio e l’angolazione del sole cambia per via del moto orbitale della Stazione, anche i bagliori ufologici si spostano e cambiano.

L’UFO è semplicemente una serie di riflessi interni dell’obiettivo della telecamera: è un fenomeno frequentissimo nelle foto ufologiche scattate in presenza di sorgenti luminose puntiformi, come per esempio i lampioni: nell’angolo diagonalmente opposto della foto compare un bagliore.

@ufoofinterest, bravo e paziente analista di immagini ufologiche, ha preparato un video che spiega più chiaramente il fenomeno:

Ancora una volta, insomma, gli ufologi si fanno prendere da entusiasmi inutili e rivelano la propria incompetenza e incapacità di ragionare e informarsi.

La strana storia dell’“autopsia dell’alieno” ha un seguito: a teatro

La strana storia dell’“autopsia dell’alieno” ha un seguito: a teatro

Nel 1995 il mondo intero parlò del filmato della cosiddetta “autopsia dell’alieno”: un filmato in bianco e nero di 17 minuti che mostrerebbe, appunto, l’autopsia effettuata sul cadavere di un extraterrestre precipitato nel 1947 a Roswell, nel New Mexico. Oggi lo si trova facilmente su Internet (per esempio qui; attenzione, è piuttosto impressionante), ma all’epoca molte TV nazionali pagarono fior di soldi per avere il privilegio di presentarlo ai telespettatori, che arrivarono a milioni, generando lauti incassi per le emittenti.

Sin da subito gli esperti di medicina, gli storici e gli esperti di effetti speciali segnalarono che si trattava di un falso: i metodi usati per l’autopsia erano contrari a ogni pratica medica, le riprese erano di pessima qualità e mostravano vari oggetti, oggi di uso quotidiano, che nel 1947 non esistevano ancora. Ma comunque il video divenne popolarissimo e ormai si è cementato nella cultura ufologica: molti lo conoscono ma non ne sanno le origini decisamente bizzarre.

Il video della presunta autopsia fu venduto come autentico alle TV di tutto il mondo da un imprenditore, Ray Santilli, insieme al socio Gary Shoefield, ma nove anni dopo, nel 2006, Santilli stesso ammise che non era autentico ma (a suo dire) era una “ricostruzione” di un filmato autentico che aveva visto nel 1992 e che si era deteriorato. Nessuno ha mai visto questo presunto originale deteriorato, e chi vede il video oggi non sa di queste ammissioni e di questi retroscena.

Adesso c’è una novità: un uomo di nome Spyros Melaris si è fatto avanti dicendo di essere l’autore delle finte riprese e ha raccontato tutta la propria storia in uno spettacolo teatrale a Londra, fornendo documenti e dettagli che sembrano confermare il suo ruolo di regista e autore del filmato. Dice che l’accordo originale con Santilli e Shoefield prevedeva che avrebbero realizzato il filmato e poi un documentario che avrebbe rivelato la messinscena. Melaris assoldò John Humphreys, esperto di effetti speciali che aveva lavorato alla serie TV britannica Doctor Who, e si procurò materiale chirurgico degli anni Quaranta e varie frattaglie animali. I “chirurghi” nel filmato erano in realtà lo stesso Humphreys e la compagna di Melaris.

Oggi Melaris si scusa pubblicamente per quello che ha fatto: “Per me era solo uno scherzo, un divertimento, ma ho imparato la lezione. Vorrei dire che c’è una parte importante di me che prova rimorso. Ho sottovalutato la reazione”. Ancora una volta, insomma, l’ufologia si dimostra un campo minato nel quale abbondano truffatori, impostori e ciarlatani che approfittano della passione delle persone per ricavarne soldi e popolarità: per questo è necessario essere estremamente cauti di fronte a qualunque asserzione straordinaria.




Fonti: Mysterious Universe, Paranoia Magazine.

Ci vediamo domani sera a Gubbio per parlare di alieni?

Domani sera sarò ospite di Gubbio Scienza 2017 per un caffè scientifico intitolato “C’è vita nell’universo? Mah, un po’ il sabato sera…”, per parlare di ricerca scientifica della vita extraterrestre insieme alla professoressa Nadia Balucani.

L’appuntamento è per giovedi 6 luglio alle 21 in piazza Giordano Bruno, ma date un’occhiata anche al resto del programma della manifestazione, ricco di interventi ed eventi interessanti. Fra l’altro, Gubbio è legata a doppio filo alla vita extraterrestre e alla necessità di un programma spaziale, visto che è lì che è stata trovata la conferma geologica di un grande impatto asteroidale che ha probabilmente portato all’estinzione i dinosauri.

Come consueto, porterò con me qualche copia cartacea del mio libro sui complottismi lunari.

Visto che a fine mese iniziano le consegne delle auto elettriche Tesla Model 3 come quella che ho prenotato un anno fa e che mi dovrebbe arrivare entro fine 2018, ho provato a pianificare il viaggio dal Maniero Digitale (Lugano) a Gubbio come se lo dovessi fare con quest’auto, che ha 350 km di autonomia stimata nel modello base:

– partenza da casa con il “pieno”;
– tappa per ricarica a Modena dopo 255 km al Supercharger dell’Hotel Baia del Re (con relativo pranzo mentre l’auto ricarica e fa il “pieno” per una quarantina di minuti),
– tappa per ricarica al Supercharger di Fano dopo 206 km (mezz’ora per un buon caffè, rispondere a qualche mail e sgranchirsi le gambe)
–  arrivo a Gubbio dopo 77 km, con autonomia sufficiente a tornare a Fano per il viaggio di ritorno.

Rispetto al viaggio che ho fatto realmente (in auto a benzina) ci sarebbe stata soltanto una sosta leggermente più lunga a Fano e la strada percorsa sarebbe stata la stessa: anche se l’auto a benzina sarebbe stata in grado di fare il viaggio senza soste in termini di autonomia, abbiamo comunque dovuto fare due soste per mangiare e sgranchirci.

L’importanza di una rete di ricarica veloce e capillare e di una buona autonomia è insomma fondamentale per il successo delle auto elettriche, che in queste condizioni possono sostituire quelle tradizionali con un minimo adattamento delle abitudini di viaggio anche su percorsi lunghi.

Stamattina sono stato a Radio3Scienza: Roswell, segnale “wow” e ufologia

Questa mattina sono stato ospite di Radio3Scienza per parlare del celebre incidente ufologico di Roswell, di cui ricorre il settantesimo anniversario e che nasconde una storia assolutamente affascinante (i militari mentirono davvero, ma per una ragione molto speciale), e per fare il punto sull’altrettanto celebre “segnale WOW” captato nel 1977 e mai più ricevuto (la “spiegazione” cometaria proposta di recente, fra l’altro, non regge).

Ho raccontato anche la vicenda della presunta “autopsia dell’alieno”, che è stata un disastro per la credibilità dell’ufologia negli anni Novanta, e ho cercato di distinguere fra visita extraterrestre (tutta da dimostrare e affollata di ciarlatani) e vita extraterrestre (un campo di ricerca scientifica assolutamente rispettabile).

Nella stessa puntata c’è anche Raffaele Saladino, presidente della Società Italiana di Astrobiologia, e in chiusura Silvia Bencivelli racconta Alan Turing.

Se la cosa vi può interessare, trovate qui il podcast.

“La Verità” dedica una pagina intera a un viaggiatore nel tempo che prevede i terremoti ed è in contatto con gli alieni

“La Verità” dedica una pagina intera a un viaggiatore nel tempo che prevede i terremoti ed è in contatto con gli alieni

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alla donazione di tondo70*. Se vi piace, potete farne una anche voi (o fare un microabbonamento) per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2016/11/20 7:45.

In molti mi avete segnalato un articolo pubblicato da La Verità di oggi a firma di Alessandro Milan e intitolato «Con i viaggi nel tempo prevedo i terremoti».

L’articolo è un’intervista a tale Aleksander Trofimov, descritto come “direttore dell’Istituto internazionale di ricerca scientifica per l’antropologia e l’ecologia cosmica in Siberia”. No, non chiedetemi cos’è l’ecologia cosmica.

Il signor Trofimov dice di essere in grado di prevedere i terremoti e di poter viaggiare nel tempo. Per non farsi mancare nulla, afferma anche di essere in contatto con gli alieni. Il tutto, naturalmente, senza alcuna prova. Senza, che so, un “Lei viaggia nel tempo? Allora troviamoci ieri.”

Sulle prime ho pensato che si trattasse di una forma di umorismo troppo sottile per le mie grossolane meningi, ma ho chiesto: no, l’intervista è seria. La Verità ha dato spazio a una pagina intera di idiozie pseudoscientifiche, regalando pubblicità e credibilità a un ciarlatano. Un ciarlatano che, fra l’altro, è stato in Italia a tenere conferenze che hanno avuto un notevole seguito, secondo quanto mi è stato detto. Una pagina che oltretutto, pubblicata a così poco tempo dal terremoto che ha colpito il centro Italia, suona come una crudele presa per i fondelli.

Alcuni miei articoli sono stati pubblicati da La Verità, ma questo non mi impedisce di dire le cose come stanno. Quell’articolo di Alessandro Milan è una stronzata. Non ho altro termini per definirla. Del resto, Milan stesso lo ha dichiarato su Facebook e a Radio24, presentandolo come articolo più inutile del giorno nella sua rubrica La carta costa.

2016/11/20 1:30. Ho discusso con la redazione de La Verità a proposito di questo articolo-fuffa e la conclusione è che non ha senso che il mio nome sia associato a un giornale che regala pubblicità alla pseudoscienza, per cui ho chiesto che il mio nome venga rimosso al più presto dalla pagina Chi siamo del sito del giornale (PDF) e dalle future pubblicazioni cartacee e non darò più il permesso di pubblicazione di miei articoli a La Verità.

Avrei molto altro da dire su come si è svolta questa vicenda, ma credo nella correttezza professionale e quindi mi fermo qui. Posso solo dire che la mia collaborazione sperimentale con La Verità mi ha permesso di vedere come lavora oggi una redazione di un giornale, dandomi un’istantanea preziosa ma amara dello stato attuale del giornalismo italiano. Vado a bermi una birra con gli amici.

La CIA mette online 12 milioni di pagine di documenti, con UFO e telepatia militare

La CIA mette online 12 milioni di pagine di documenti, con UFO e telepatia militare

Avvistamenti ufologici, esperimenti di telepatia militare e molte altre chicche che farebbero invidia a una puntata di X-Files ma in realtà sono dati di fatto, perlomeno se possiamo fidarci di quello che dice la CIA: sì, la Central Intelligence Agency.

L’agenzia americana prediletta dai complottisti ha infatti messo online circa 12 milioni di pagine dell’archivio CREST (CIA Records Search Tool), che erano già consultabili dal pubblico ma soltanto recandosi nel Maryland. contiene un po’ di tutto ma soprattutto offre una collezione di circa 930.000 documenti che rivelano per esempio come la CIA considerava internamente gli avvenimenti del mondo (non solo in campo paranormale e ufologico).

Se non volete perdervi in questo mare di documenti vintage, Wired segnala alcune delle chicche migliori: la sezione Secret Writing, dedicata ai metodi di comunicazione segreta d’epoca, come la ricetta dell’inchiostro segreto tedesco; un catalogo di foto ufologiche (purtroppo riprodotte in pessima qualità) e un esempio di analisi di foto; e l’incredibile Progetto Stargate, che raccoglie documenti sugli esperimenti militari per tentare di usare i (presunti) poteri paranormali come arma.

Su quest’ultimo tema ci sono molti testi che citano Albert Stubblebine (cercabile come MG Stubblebine), il militare convinto di poter attraversare i muri con la forza del pensiero raccontato nel film L’uomo che fissa le capre (ne ho scritto qui), anche in relazione al rapimento in Italia del generale statunitense Dozier nel 1981. Segnalo anche un’analisi storica redatta dalla CIA sulla parapsicologia sovietica e il rapporto di un esperimento di “visione a distanza” datato 1989.

Rapita e fecondata ripetutamente da ET si lamenta: “Devo sbattere sul tavolo l’alieno per farmi credere?”

Rapita e fecondata ripetutamente da ET si lamenta: “Devo sbattere sul tavolo l’alieno per farmi credere?”

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/08/30.

Un lettore (dal modesto nick dio) segnala questa chicca del TGcom: “Racconta in tv di essere stata rapita dagli alieni e la sua vita diventa un incubo”.

Diventa? Nel senso che prima, quando la rapivano gli extraterrestri, la inseminavano e la trattavano da cavia, tutto sommato non era malaccio?

L’articolo di TGCom si riferisce a Giovanna, quarantenne protagonista di una puntata storica di Mistero nella quale fu presentata la sua storia di pendolare del sequestro spaziale e fu mostrato addirittura un “feto alieno” che risultò essere un leprotto scuoiato e tagliuzzato.

Sempre che tutta la faccenda non sia una finta e che l’articolo del TGCom non sia semplicemente uno spot promozionale, ora Giovanna “ha perso il lavoro e ha dovuto trasferirsi, allontanandosi dalla sua famiglia” perché dopo la sua apparizione a Mistero non ne poteva più di sentirsi “sghignazzare dietro le spalle”. Pensarci prima di andare in televisione no, vero?

Ma non voglio infierire su una persona che sembra avere un forte bisogno di sostegno psicologico: i veri colpevoli, qui, sono quelli di Mistero, che non hanno avuto alcun pudore nell’abusare e mettere alla gogna la povera Giovanna sapendo che sarebbe stata derisa a prescindere dall’autenticità della sua storia.

C’è anche un altro aspetto di questa vicenda che mi sembra molto emblematico: secondo TGCom, la signora si lamenta perché non le credono e sbotta innervosita: “Devo sbattere sul tavolo l’alieno per farmi credere?”

Ebbene sì. Si chiamano prove. Quando qualcuno dice qualcosa di incredibile, non gli si crede sulla parola. Gli si chiedono dimostrazioni. Ne ha? Bene, allora le presenti e le faccia esaminare. Non ne ha? Le raccolga e si ripresenti. Tutto qui. Purtroppo, invece, in gran parte dell’ufologia i credenti accettano senza alcuna critica tutto quello che sembra sostenere la loro visione del mondo.

Aggiornamento 2011/08/30. Un lettore, Domenico, mi segnala che la signora parteciperà a un convegno pubblico di “rapiti” e di “esperti” di questi rapimenti. A questo punto ogni sua pretesa di voler sfuggire alle luci della ribalta va a farsi benedire.

No, non è stata trovata vita aliena in una meteorite

No, non è stata trovata vita aliena in una meteorite

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “marelott”. L’articolo è stato ampiamente aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2013/01/17.

La “vita extraterrestre” secondo Wickramasinghe

A furia di gridare “al lupo, al lupo”, quando troveremo davvero la vita extraterrestre non ci crederà nessuno. La notizia della scoperta di forme di vita extraterrestri unicellulari in una meteorite in Sri Lanka, diffusa in italiano per esempio da Meteoweb e AGI, è una bufala. Più precisamente, è un bell’esempio di come non si fa ricerca e comunicazione scientifica.

Lo sbufalamento tecnico preparato da Phil Plait (in inglese) spiega benissimo perché; in italiano potete leggere Sofia Lincos su Query e Federica Sgorbissa su Oggiscienza (grazie ai lettori che mi hanno segnalato i loro articoli).

Primo indizio: l’articolo contenente l’annuncio originale non è stato pubblicato su una rivista scientifica, come meriterebbe una scoperta così importante. Non è neanche stato pubblicato da una rivista non scientifica. Infatti Meteoweb dice che si tratta di “Una ricerca pubblicata sul ‘Journal of Cosmology’” e Mario di Martino su Focus.it dice che “il fatto che sia stata pubblicata su una rivista scientifica come Journal of Cosmology… fa pensare che possa essere vera” (Luigi Bignami, sempre su Focus, è un po’ più cauto).

Ma il Journal of Cosmology non è una rivista: è un sito web. Se si trattasse di una scoperta seria, non verrebbe pubblicata da un semplice sito, ma dalle testate scientifiche più prestigiose, che farebbero a cazzotti per contendersela. Invece Plait mostra, attraverso un elenco di esempi eloquenti, quanto sia poco serio il Journal of Cosmology.

Secondo indizio: l’autore principale dell’articolo è N. C. Wickramasinghe, che è anche uno degli editor del Journal of Cosmology. Un conflitto d’interessi piuttosto curioso. Wickramasinghe è anche ferventissimo sostenitore della teoria (peraltro interessante) della panspermia, ossia che la vita si propaghi nello spazio e sia arrivata sulla Terra tramite le meteoriti. Wickramasinghe attribuisce alla panspermia qualunque cosa, dall’influenza alla pioggia colorata. La sua “scoperta” confermerebbe questa teoria.

Vale insomma la Regola dello Scienziato Innamorato (della Propria Tesi), che è parente del Principio di Belzebù: quando uno scienziato scopre qualcosa che conferma le sue idee predilette, è meglio non fidarsi; quando scopre qualcosa che smentisce le sue idee, probabilmente ci si può fidare.

Terzo: le forme di vita trovate, descritte come “fossili di diatomee”, non sono affatto fossili, ma a giudicare dalle immagini, analizzate dall’esperto contattato da Plait, sono tutte diatomee di specie terrestri, specificamente tutte d’acqua dolce. E tutte esistenti. Se provenissero dallo spazio, dovrebbero essere differenti, perché avrebbero avuto un’evoluzione differente. Non lo sono. In altre parole, la spiegazione più logica è che la meteorite sia stata contaminata per contatto con acqua dolce e che Wickramasinghe e colleghi abbiano scoperto, udite udite, che c’è vita sulla Terra.

La presunta meteorite.

Quarto: Meteoweb scrive che nella meteorite in questione “si possono ben osservare agglomerati di olivina tipici di questo tipo di rocce”, ma l’olivina è in realtà onnipresente sulla Terra e per nulla tipica delle meteoriti. E anche l’aspetto della meteorite (foto qui accanto) è molto differente da quello normale.

Tiriamo le somme. Come al solito, vale la Legge di Sagan: affermazioni straordinarie esigono prove straordinarie. Nell’annuncio di Wickramasinghe non c’è nulla che si avvicini a una prova. Men che meno una prova del livello qualitativo straordinario che occorre presentare prima di dichiarare una scoperta così sensazionale.

Gli ufologi si calmino: non sto dicendo che l’idea della vita extraterrestre è una bufala. Anzi, è un’idea sensata e per nulla osteggiata dalla comunità scientifica. Sto dicendo soltanto che non è così che la si alimenta e incoraggia. Così la si rende ridicola.

Cratere meteorico “scoperto” da un ufologo in Canton Ticino? Andiamoci piano

Cratere meteorico “scoperto” da un ufologo in Canton Ticino? Andiamoci piano

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/02/11.

Ticinonline segnala l’annuncio della scoperta di un “cratere formatosi a seguito dell’impatto di un meteorite” nell’area di Bellinzona. Lo scopritore è un ufologo del “neocostituito e sedicente Gruppo ricerche eventi atmosferici anomali” (GREAA), che è talmente neocostituito che il suo sito (Greaa.ch, che punta a sites.google.com/site/greaaricerche/home) contiene ancora il lorem ipsum di prova. La pagina Facebook per ora non è messa molto meglio, ma perlomeno permette di avere un’idea dell’orientamento e dell’approccio proposto (basi segrete per le élite che si preparano al 2012 e compagnia bella).

Lo scopritore non ha divulgato il luogo esatto del presunto cratere ma dice di aver fatto segnalazione all’ufficio del geologo cantonale. Non si capisce il senso di questa segretezza del tutto antiscientifica. Anzi, secondo il giornale La Regione Ticino di stamattina, lo scopritore sarebbe addirittura andato presso un avvocato-notaio per depositare il brevetto. Un brevetto su un cratere? Mica è un’invenzione. O forse sì, ma non nel senso brevettuale del termine.

Marco Cagnotti, presidente della Società Astronomica Ticinese, ha già raccomandato prudenza e chiesto di essere contattato dallo scopritore, dando disponibilità per una verifica sul posto.

C’è una possibile spiegazione banale per il fatto che un cratere di ben 590 metri per 320, situato nel bel mezzo di una zona densamente abitata e dettagliatamente cartografata, non sia stato notato dagli addetti ai lavori in tutti questi anni ma sia stato scoperto solo ora da un ufologo: forse l’ufologo ha trovato il “cratere” su Google Maps, non sul terreno. Guarda caso, La Regione Ticino parla proprio di “immagini satellitari” usate per effettuare la scoperta.

Ma le altimetrie di Google Maps contengono veri e propri buchi dovuti ad errori di misurazione o elaborazione, ed è facile, per l’occhio del dilettante, scambiarli per crateri. Qui accanto ne vedete uno, scoperto nel 2008 da un lettore, Francesco53, che ringrazio per la segnalazione. All’epoca Francesco53 non si era fiondato dal notaio ma aveva contattato le autorità cantonali per verificare ogni ipotesi alternativa al cratere meteorico: avendo poi scoperto che si trattava di bachi di Google Maps e Google Earth mi aveva segnalato il fatto come chicca.

Tornando alla presunta scoperta meteorica di questi giorni, se fosse vera sarebbe una scoperta magnifica, ma vale sempre la regola fondamentale: fateci vedere le prove. Poi ne parliamo, senza escludere in partenza nessuna ipotesi.

Visto che l’ufologo non sembra intenzionato a divulgare l’ubicazione della sua presunta scoperta, che ne dite di fare una ricerca di gruppo e trovare il “cratere”? Sappiamo che misura 590 metri per 320 e che è accompagnato da crateri secondari che “presentano la direzione dell’asse maggiore comune”, per citare la relazione dell’ufologo riportata da La Regione Ticino. Se trovate qualcosa, segnalatemelo privatamente via mail. Buona caccia!

2011/02/10

Non perdetevi nei commenti qui sotto le reazioni leggermente scomposte di due persone che dichiarano di far parte dell’associazione ufologica GREAA, che accusano il giornalista de La Regione Ticino di non aver capito un’acca e di aver sbagliato a riportare le misure. L’accesso al sito del GREAA, nel frattempo, è stato chiuso ed ora è consentito solo su autorizzazione, ma ho conservato alcune schermate del suo loremipsistico aspetto:

Se qualcuno avesse dei dubbi sul tenore delle idee del GREAA, suggerisco una lettura degli argomenti segnalati nel suo feed Twitter. Il feed indica inoltre che ci sarebbe anche una risposta alle mie osservazioni, ma il sito Ufologia.biz che la ospita non è accessibile (e ovviamente si insinua che sia colpa mia).

Molta polemica, ma nessuna intenzione (almeno finora) di fare la cosa più semplice: pubblicare le coordinate del presunto cratere e lasciare che gli esperti valutino le asserzioni dell’associazione ufologica.

2011/02/11

Sono stato contattato via mail dallo scopritore del presunto cratere, che non ha voluto rispondere alle mie semplici domande sulla sua asserita scoperta (se non vuole divulgare dove si trova, almeno dica quanto misura esattamente, come lo ha scoperto e che elementi geologici di prova ha raccolto). Il rappresentante del GREAA ha preferito un linguaggio intimidatorio: “Ora e spero di essere chiaro, ti invito a non volrmi piu contattare ne privatamente ne in qualsiasi altra maniera. Ogni tua intrusione sarà considerata molesta e pertanto denunciata al Ministero pubblico Ticinese… prima che mi girino la palle a elica …….fino ad ora io l’ho presa molto sul ridere ti avviso che non mi sono ancora minimamente incazzato questo per darti un idea della misura che non devi oltrepassare.”

Credo che non serva aggiungere altro. Non resta che aspettare che vengano presentate le prove di questa sensazionale scoperta, anche se ho il presentimento che non ne sentiremo più parlare.

Chi volesse approfondire le vere tecniche e i veri successi nel campo della ricerca dei crateri meteorici terrestri può dare una sfogliata all’Earth Impact Database e all’Impact Database o alla scoperta di un ricercatore italiano, Vincenzo De Michele, effettuata tramite Google Earth e confermata e pubblicata su Science. C’è anche una miniguida per aspiranti cacciatori di crateri che spiega cosa fare se si sospetta di aver scoperto un cratere e come riconoscerlo. Vale la pena di notare che l’intimidazione ai giornalisti che osano fare domande non fa parte della procedura.

UFO visti da astronauti e piloti? Ne parlo il 21 a Tesero

UFO visti da astronauti e piloti? Ne parlo il 21 a Tesero

Le recenti dichiarazioni dell’astronauta lunare Edgar Mitchell sull’intervento di extraterrestri per impedire conflitti nucleari sulla Terra hanno riportato alla ribalta la questione delle numerose testimonianze di piloti e astronauti che sembrano avvalorare l’idea che un contatto con civiltà aliene sia già avvenuto ripetutamente.

Chi pilota un aereo o guida un veicolo spaziale sembra un testimone estremamente attendibile e di certo le sue parole meritano un’attenzione particolare. Ma quanto di quello che viene attribuito a questi testimoni è veramente stato detto da loro, e quanto è invece fantasia o disinformazione intenzionale? Cosa c’è dietro le loro testimonianze e i loro documenti visivi?

Ho incontrato Edgar Mitchell di persona qualche tempo fa e gliel’ho chiesto; ho inoltre indagato sulle principali testimonianze ufologiche attribuite agli astronauti e ai piloti civili e militari, e non sono mancate le sorprese.

Se l’argomento v’interessa, ne parlerò in dettaglio venerdì sera (21/8) alle 21 alla Sala Bavarese del Teatro Comunale di Tesero, su invito del Gruppo Astrofili Fiemme (www.astrofilifiemme.it). L’ingresso è libero.