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La prima foto “di famiglia” di Stonehenge ha 160 anni ed è in 3D. E conferma: le pietre sono state spostate

La prima foto “di famiglia” di Stonehenge ha 160 anni ed è in 3D. E conferma: le pietre sono state spostate

In questa storia c’è davvero un po’ di tutto: dalla musica rock
all’informatica ai viaggi nel tempo, e anche un pizzico di pseudoscienza.
Sulla
pagina Web ufficiale di Stonehenge
è comparsa di recente la richiesta al pubblico di cercare foto di famiglia
scattate presso il celebre monumento megalitico, allo scopo di trovare la più
antica e di creare una cronologia del monumento e delle vite dei suoi
visitatori.

Il Daily Grail racconta che a questo appello ha risposto nientemeno che Brian May, noto ai più come
chitarrista leggendario dei Queen, che è anche astrofisico ma soprattutto è
collezionista, sin da bambino, di fotografie stereoscopiche (quelle che oggi
chiamiamo 3D), tanto da essere diventato il proprietario di una delle più
vaste collezioni al mondo di questo genere di foto (ne ha oltre centomila).

Frugando nella sua collezione, appunto, May ha trovato questa foto:

Risale al 1860 circa, ed è appunto tridimensionale. Pochi, oggi, sanno che le
foto 3D furono inventate agli albori della fotografia chimica e divennero
popolarissime: si guardavano con appositi visori simili a quelli che i più
attempati ricorderanno come View-Master.

La foto in questione fu scattata dal fotografo Henry Brooks, di Salisbury.
Ritrae sua moglie, Caroline, che sorride, accanto alla figlia Caroline Jane,
che guarda il fotografo, e il figlio Frank, di spalle, troppo preso a guardare
il monumento per mettersi in posa per la foto.

Fra l’altro, la foto documenta un altro fenomeno poco conosciuto: oggi le
pietre gigantesche di Stonehenge non sono affatto nelle loro posizioni
originali. La foto d’epoca ritrovata da Brian May mostra infatti la posizione
in cui si trovava, intorno al 1860, la Pietra 56, nota come la
Leaning Stone perché era appunto inclinata. Fu raddrizzata nel 1901,
come spiega il sito dell’English Heritage, e non è l’unica pietra grossolanamente riposizionata,
come documenta questa foto 3D piuttosto recente scattata proprio da Brian May dallo stesso punto di vista della foto ottocentesca.

Per cui qualunque considerazione su presunti allineamenti cosmici
incredibilmente precisi di Stonehenge realizzati dai suoi costruttori originali
andrebbe presa con abbondanti manciate di cautela.

Stasera su Youtube alle 21 parliamo di false notizie scientifiche

Stasera su Youtube alle 21 parliamo di false notizie scientifiche

Questa sera alle 21 parteciperò in diretta a una tavola rotonda sulle false notizie scientifiche che circolano in Rete (e non solo), organizzata dall’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali. Sarò in compagnia di ottimi relatori:

  • Silvano Fuso, docente di chimica e divulgatore scientifico, con Parola di Nobel! Mi devo fidare? Principio di autorità, scienza e democrazia
  • Riccardo di Deo, Coordinatore dei laboratori didattici per la Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, con CambiaMente! Sai riconoscere le bufale sulla salute?
  • e Paola Bortolon, Presidente ANISN, con Educare allo spirito critico

Io parlerò di Respiriani in redazione – come nasce una bufala scientifica giornalistica.

Potrete seguire la tavola rotonda online su YouTube qui sotto:

 

Power Balance: perché dicono che il braccialetto magico non funziona? Spenna i polli magnificamente

Power Balance: perché dicono che il braccialetto magico non funziona? Spenna i polli magnificamente

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “lancioalo” e “suppah” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

L’Autorità garante della concorrenza in Italia ha “avviato un’istruttoria per una ‘possibile pratica commerciale scorretta’ nei confronti delle società che distribuiscono il prodotto che promette ‘forza ed equilibrio'”, ha annunciato l’ANSA.

Le due società, Power Balance Italy e Sport Town, “attribuiscono ai colorati braccialetti di silicone e di neoprene […] effetti positivi sull’equilibrio, sulla forza, sulla flessibilità e sulla resistenza fisica di chi li indossa.” Ora hanno quindici giorni di tempo per documentare scientificamente che quello che dicono è vero e dimostrare che i braccialetti non hanno controindicazioni.

Ma mi permetto di dissentire. Il braccialetto Power Balance funziona. Semplicemente, le due società hanno sbagliato classificazione merceologica: dovevano collocarlo fra gli strumenti per la rimozione del piumaggio dei volatili. Perché in questo senso non c’è alcun dubbio sulla sua efficacia. Basta vedere quanto se ne parla, quanto vende e con quale ostinazione viene indossato e difeso da quelli che l’hanno comprato. Sportivi compresi.

Siamo di fronte all’ennesima trovata geniale per fregare i gonzi che non hanno ancora capito cos’è l’effetto placebo: se credo che un gingillo o una frase propiziatoria mi faranno tenere meglio l’equilibrio o mi daranno più forza, avrò più fiducia in me stesso e quindi tenderò ad avere risultati leggermente migliori o a ignorare con più facilità i miei fallimenti. Ma se sono un brocco resterò un brocco; se sono un campione, resterò campione. Tutto qui. Del resto, nota giustamente Walter Santilli, ordinario di fisiatria all’Università ‘La Sapienza’ di Roma, “[s]e il braccialetto fosse in grado di alterare i risultati sportivi, si dovrebbe muovere l’antidoping”.

Power Balance e affini non sono altro che la riproposizione in termini moderni dei talismani e degli amuleti. Cambia solo la terminologia: un tempo la fattucchiera diceva “Lo spirito contenuto in questo talismano risponderà al tuo prana ed entrerà in armonia con esso”, oggi PowerBalance.com scrive che “L’ologramma nel Power Balance è progettato per rispondere al campo energetico naturale del corpo ed entrare in risonanza con esso”.

Non c’è nessun principio scientifico che permetta al braccialetto di funzionare: ologrammi, campi energetici e risonanze sono solo paroloni per stupire gli ignoranti. Quelli che rifiutano la scienza ma che al tempo stesso si fanno abbagliare e sfilare soldi da chi usa disinvoltamente la sua terminologia.

Un altro bel risultato della cultura dell’antiscienza. Se in televisione si rifilano cialtronate come Voyager o Mistero e l’informazione scientifica viene relegata nell’angolino (anche nelle scuole), queste sono le conseguenze: una popolazione più facile da abbindolare. C’è chi abbindola vendendo braccialetti magici e c’è chi abbindola vendendo cosmetici-patacca, cure anticancro (leggete l’articolo di MedBunker in proposito) o promesse elettorali. I meccanismi sono sempre gli stessi: il modo migliore per difendersene è conoscerli.

Conoscerli, per esempio, significa rendersi conto del potere assolutamente reale della persuasione. Guardate questo video di molti anni fa, in cui James Randi mostra che il cristallo magico che dona forza (vi ricorda qualcosa?) è indistinguibile dal veleno per topi in quanto a efficacia.

Qualcuno si starà magari chiedendo come mai la “dimostrazione” del Power Balance solitamente proposta sembra funzionare. La dimostrazione è questa: il sagace dimostratore del braccialetto (che spesso appartiene a una catena di marketing multilivello ed è quindi venditore tutt’altro che disinteressato) chiede allo scettico di mettersi in piedi a gambe unite, con le braccia a novanta gradi rispetto al corpo (vi ricorda qualcosa?), e poi gli chiede di alzare una gamba. Il dimostratore preme sul braccio corrispondente e fa perdere l’equilibrio allo scettico. Poi fa indossare il braccialetto e ripete l’esperimento: miracolosamente lo scettico non perde l’equilibrio.

Lascio a voi decidere se è più plausibile che un ologramma (come quelli che avete sulle carte di credito o sulle eurobanconote) possa “rispondere al campo energetico naturale del corpo ed entrare in risonanza con esso” o che la seconda volta il vostro corpo sappia cosa aspettarsi e quindi reagisca con la forza necessaria a mantenere l’equilibrio. E magari il “dimostratore” bari un po’, consciamente o inconsciamente, per far funzionare l’esperimento.

Se avete ancora dei dubbi, fate una cosa molto semplice: invertite l’ordine delle prove. Prima con il braccialetto, poi senza. Oppure togliete dal braccialetto l’ologramma che gli conferisce i suoi presunti poteri e non ditelo alla cavia (e soprattutto al “dimostratore”). È quello che è stato fatto in Australia, come potete vedere qui:

L’aspetto più ironico di tutta la faccenda è che chi rifiuta la scienza (che non va messa sul piedistallo, ma è e rimane la migliore rappresentazione che abbiamo della realtà) dice di farlo perché non vuole farsi fregare dalle multinazionali e dai governi, e poi si fa fregare dai venditori di braccialetti, cristalli, amuleti e Biowashball (a proposito, che fine hanno fatto tutti quelli che giuravano sulla sua efficacia?). Venditori che sono organizzati in multinazionali, proprio come il presunto “nemico”.

Per tutti coloro che ci vogliono credere a tutti i costi, ho una domanda molto semplice: se davvero questo oggetto ha poteri così intensi da modificare il vostro corpo in aspetti fondamentali come forza ed equilibrio, come potete essere sicuri che non abbia effetti collaterali? Magari vi stia sfrucugliando le cellule cerebrali o portando all’impotenza.

Evviva i diversamente furbi, vero motore dell’economia mondiale: sempre pronti a mettere mano al portafogli in cambio di prodotti inutili.

Dispositivo anti-coronavirus targato NASA?

Dispositivo anti-coronavirus targato NASA?

Rispondo a un ascoltatore del Disinformatico radiofonico che chiedeva chiarimenti su un dispositivo, in vendita in Svizzera, che viene proposto come rimedio anti-coronavirus perché, dice chi lo vende, “riesce a creare uno schermo delle vie respiratorie”.

Si indossa al collo e genera un “potente vento ionico, creando uno scudo che impedisce alle particelle di entrare nello spazio di respirazione”, stando alla documentazione presente sul sito del rivenditore.

Di quest’oggetto si è occupato in dettaglio il programma della RSI Patti Chiari, in questo servizio dei colleghi Chiara Camponovo e Remy Storni, ospitando anche la presa di posizione del rivenditore.

Dai test effettuati da Patti Chiari, il “vento ionico” emesso dal dispositivo non sembra avere l’efficacia promessa (è così poco “potente” che non riesce a spegnere un fiammifero), e la documentazione del rivenditore parla di “prove scientifiche” senza fornirne gli estremi. Lo fa nella stessa nota in cui precisa che “questi prodotti non sono destinati a diagnosticare, trattare o curare alcuna malattia”.

In mancanza di prove indipendenti di efficacia, è opportuno essere cauti e scettici come per qualsiasi altro prodotto del genere, visto anche il prezzo non trascurabile dell’oggetto (250 CHF).

Aggiungo solo un dettaglio da nerd spaziale alle informazioni già raccolte dai colleghi: l’uso del logo NASA su un prodotto è severamente regolamentato e può avvenire solo dietro esplicito permesso dell’ente spaziale statunitense. La NASA è molto chiara in questo senso (il grassetto è aggiunto da me):

The NASA insignia logo (the blue “meatball” insignia), the retired NASA
logotype (the red “worm” logo) and the NASA seal may not be used for any
purpose without explicit permission
. These images may not be used by
persons who are not NASA employees or on products, publications or web
pages that are not NASA-sponsored. These images may not be used to imply
endorsement or support of any external organization, program, effort,
or persons.

Anche le norme della NASA sull’uso dei propri loghi su prodotti e sul merchandising sono altrettanto severe. In altre parole, qualunque azienda che usi questo logo senza esplicita autorizzazione o in modo non conforme rischia grosso.

I consumatori possono facilmente pensare che la presenza del logo NASA sul prodotto sia una conferma di efficacia: non lo è.

Nella sua presa di posizione, l’azienda dice che “la società […] collabora attivamente con varie divisioni della NASA, al punto di essere da Loro premiati per l’intensa partecipazione attiva nel diffondere la tecnologia aerospaziale nel mondo.” Vorrei molto vedere quali sono queste collaborazioni e quali sono questi premi, di cui non ho trovato alcuna indicazione di dettaglio. Nel frattempo, consiglio prudenza. Il vento ionico sicuramente allontana i soldi dal vostro portafogli.

5GBioshield: il dispositivo da 380 euro che promette protezione contro il 5G è una chiavetta da 5 euro con un adesivo

5GBioshield: il dispositivo da 380 euro che promette protezione contro il 5G è una chiavetta da 5 euro con un adesivo

La storia si ripete. Quando fu introdotta la telefonia mobile, spuntarono come funghi presunti dispositivi di “protezione” contro gli altrettanto presunti effetti nocivi. Ve la ricordate la “coccinella antiradiazioni universale”, che in realtà non assorbiva affatto le radiazioni dei telefonini e fu quindi condannata per pubblicità ingannevole? Era dicembre del 2000, ricorda Maxkava.

Sono passati vent’anni, la tecnologia è cambiata, ci siamo tutti abituati a usare la telefonia mobile ma i venditori di finti rimedi continuano a inventarsi nuove trovate.

Le preoccupazioni per l’introduzione della telefonia mobile 5G espresse da alcune persone (ma non dagli esperti del settore) hanno ispirato i venditori di 5GBioshield, che propongono un dispositivo che “fornisce protezione alla tua casa e alla tua famiglia grazie a un catalizzatore a nano-strati olografici indossabili… grazie a un processo di oscillazione quantistica… bilancia e riarmonizza le frequenze disturbanti che emergono dalla nebbia elettrica indotta da dispositivi come laptop, telefoni cordless, wi-fi, tablet, eccetera”.

La descrizione è pura fuffa pseudoscientifica, mentre il prezzo di questo prodigioso apparecchio è da fantascienza: ben 380 euro.

Gli esperti di Pen Test Partners ne hanno acquistato uno e hanno scoperto che si tratta semplicemente di una chiavetta USB da 128 megabyte (non giga; mega) dotata di un comune adesivo. Un oggetto che non solo non ha alcuna funzione protettiva, ma costa al massimo cinque euro.

I venditori dicono di avere “ricerche” che confermano l’efficacia del loro prodotto, ma non hanno detto quali. La vendita dell’oggetto è stata bloccata nel Regno Unito dalle autorità di difesa dei consumatori.

Questo non ha impedito ai membri di alcuni movimenti anti-5G di lodare le doti di questo dispositivo, per esempio in questo rapporto del comitato consultivo del consiglio comunale di  Glastonbury, sempre nel Regno Unito, uscito prima del blocco delle vendite. Uno degli acquirenti dice che ora che l’ha acquistato dorme meglio e sogna di più. Probabilmente dormono meglio anche gli inventori di quest’oggetto, sognando il proprio conto in banca sul quale si accumulano i soldi di chi crede alle loro parole prive di fondamento.

Fonte aggiuntiva: Butac.it.

Infilarsi spillini contro la pandemia? Per l’Istituto Superiore di Sanità italiano è una buona idea

Infilarsi spillini contro la pandemia? Per l’Istituto Superiore di Sanità italiano è una buona idea

Ultimo aggiornamento: 2020/04/27 11:45.

L’Istituto Superiore di Sanità italiano ospiterà un webinar che promuove l’uso dell’agopuntura, una pseudoscienza, contro il coronavirus. Spillini contro pandemie. Con relazioni che propongono di curare la polmonite (Novel coronavirus pneumonia (COVID-19) treated by Acupuncture and moxibustion). La moxibustione, se proprio ci tenete a saperlo, consiste nel dar fuoco a del materiale vegetale applicato al paziente.

Se non credete che l’Istituto Superiore di Sanità possa ospitare la pseudoscienza, l’annuncio è qui sul sito della Federazione Italiana delle Società di Agopuntura. Ho anche il PDF del comunicato stampa, con relativi metadati e con l’intestazione dell’ISS (screenshot qui sotto).

Paradossalmente, l’annuncio stesso parla di “assenza di studi scientifici su questa esperienza”. E in effetti la documentazione OMS sull’agopuntura non parla di efficacia contro le pandemie.

Di questo passo, mi aspetto prossimamente un webinar dell’ISS su come scacciare gli spiriti maligni con i tamburi oppure sull’uso dei talismani, della numerologia e dei pentacoli tracciati con feci di pangolino come presidio anti-Covid-19.

Insomma, il Presidente degli Stati Uniti parla di iniettarsi disinfettante e l’Istituto Superiore di Sanità ospita quelli che propongono di ficcarsi aghetti magici. In un momento in cui persino gli omeopati sconsigliano l’uso della propria pseudoscienza contro il coronavirus: 

Duecentomila morti, e questi vogliono rimediare con gli spillini. Siamo davvero arrivati a Idiocracy.

2020/04/27 11:45

Il webinar è stato rinviato a data da destinarsi, segnala Medbunker, e l’annuncio è scomparso dal sito della FISA. Protestare pubblicamente e civilmente, a volte, funziona.

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Il Presidente degli Stati Uniti parla di iniettarsi disinfettanti ed esporsi alla luce ultravioletta contro il coronavirus

Il Presidente degli Stati Uniti parla di iniettarsi disinfettanti ed esporsi alla luce ultravioletta contro il coronavirus

L’imbecillità al potere. Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, dice che sarebbe “interessante” considerare l’iniezione di disinfettante nei polmoni delle persone, oppure usare contro il coronavirus una luce molto intensa, eventualmente ultravioletta, magari dall’interno. Questi sono i vaneggiamenti di un idiota. Vaneggiamenti che rischiano di costare la vita a chi crederà a queste sue parole.

Vaneggiamenti così pericolosi che la Reckitt Benckiser (una delle più grandi aziende produttrici di disinfettanti) è costretta a smentire pubblicamente e a ricordare che il suo prodotto non va iniettato o ingerito o altrimenti introdotto nel corpo in nessuna circostanza. Così folli che le autorità sanitarie devono ribadire di non provare quello che il presidente ha suggerito.

“And then I see the disinfectant where it knocks it out in a minute. One minute! And is there a way we can do something, by an injection inside or almost a cleaning? Because you see it gets in the lungs and it does a tremendous number on the lungs, so it’d be interesting to check that. So, that you’re going to have to use medical doctors with, but it sounds interesting to me.”

“So supposing we hit the body with a tremendous, whether it’s ultraviolet or just very powerful light and I think you said that hasn’t been checked but you’re going to test it. And then I said supposing you brought the light inside the body, which you can do either through the skin or in some other way. And I think you’re going to test that too?”

“I would like you to speak to the medical doctors to see if there’s any way that you can apply light and heat to cure. Maybe you can, maybe you can’t. Again, I say, maybe you can, maybe you can’t. I’m not a doctor.”

E per chi, inevitabilmente, dirà che Donald Trump è stato frainteso o che si tratta di una distorsione da parte dei media che lo detestano:

Aggiornamento (2020/04/25 00:25): Trump ha detto che le sue parole erano “una domanda molto sarcastica ai giornalisti”. È falso, e lo si vede dalla direzione in cui va il suo sguardo mentre pronuncia le parole in questione: verso la dottoressa Blix, la donna seduta alla sua destra, e non verso i giornalisti davanti a lui.

Questo è quello che succede quando si lascia che l’ignoranza abbia lo stesso valore della sapienza. Questo è quello che succede quando si tollerano le bugie dei potenti.

Fonte: The Guardian.

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Si dimette il presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi in Italia, Vincenzo d’Anna. Anzi no

Si dimette il presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi in Italia, Vincenzo d’Anna. Anzi no

Ultimo aggiornamento: 2020/03/15 22:30.

Vincenzo D’Anna non è più presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi italiani (leggete l’aggiornamento in fondo). Ne dà notizia il sito dell’Ordine: ed è una gran bella notizia, perché D’Anna ha collezionato dichiarazioni non solo ottuse sul piano personale (come queste sugli stupri) ma anche comportamenti inequivocabilmente antiscientifici, come i finanziamenti dell’Ordine ai comitati antivaccinisti o le sue posizioni antivacciniste, che hanno scatenato le obiezioni dei biologi iscritti. Il Post riassume bene la vicenda, citando frasi di D’Anna come questa: “La stessa OMS ridimensiona il tiro e declassa il virus a poco più che un’influenza, batte in ritirata anche Burioni che si scusa”. L’OMS non ha affatto ridimensionato e Burioni non si è affatto scusato (anche perché non ne avrebbe motivo).

Una delle perle più recenti dell’ex presidente dell’ONB è stata la diffusione fra i biologi dell’Ordine di un sondaggio nel quale D’Anna affermava che il coronavirus avrebbe un ceppo domestico italiano che “non avrebbe nulla a che fare con quello cinese” ma “proverrebbe da animali, in particolare suini, allevati in Lombardia”.

La società Noto Sondaggi ha contestato le proteste per l’imbarazzante antiscientificità del sondaggio, dicendo che si sarebbe trattato di un “mero disguido” e che “Condividere oggi sui social una sola domanda del documento articolato è una operazione strumentale che porta discredito alla categoria professionale che l’Ordine ha l’obiettivo di tutelare.”

Va bene, allora prendiamone un’altra, di queste domande:

“Secondo l’Ordine dei Biologi, il Coronavirus non è il virus letale che l’Organizzazione Mondiale dichiara ma una virosi respiratoria a basso indice di mortalità, cioè poco più che una [sic] virus parainfluenzale”.

Chiedetelo agli abitanti di Bergamo.


2020/03/15 22:30.
ADNKronos comunica che D’Anna ha ritirato le dimissioni. La pagliacciata, insomma, continua.

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Promemoria: domani a Lugano parliamo di pseudoscienza e bufale nel mondo islamico

Promemoria: domani a Lugano parliamo di pseudoscienza e bufale nel mondo islamico

Come già annunciato qualche giorno fa, domani (4 novembre) alle 17:30 si terrà a Lugano una conferenza dedicata alla pseudoscienza e alle bufale nella cultura islamica.

Il relatore, Stefano Bigliardi, è Assistant Professor all’Università Al Akhwayn di Ifrane, in Marocco, ed è autore del libro La mezzaluna e la Luna dimezzata, che esplora in dettaglio questo tema.

Per tutti i dettagli, comprese le istruzioni per arrivare a Lugano anche senza transitare sulle autostrade svizzere e quindi dover pagare la “vignetta” autostradale, vi rimando all’annuncio iniziale.

Islam e pseudoscienze a Lugano-Paradiso il 4 novembre alle 17:30

Islam e pseudoscienze a Lugano-Paradiso il 4 novembre alle 17:30

Domenica 4 novembre alle 17:30 si terrà a Lugano una conferenza su un tema poco conosciuto e molto intrigante: la pseudoscienza e le bufale nella cultura islamica.

Il relatore, Stefano Bigliardi, è Assistant Professor all’Università Al Akhwayn di Ifrane, in Marocco, ed è autore del libro La mezzaluna e la Luna dimezzata, che esplora in dettaglio questo tema, smontando miti e pregiudizi e al tempo stesso schiudendo un mondo che è per molti linguisticamente e culturalmente quasi inaccessibile. Anch’io lo conosco poco: l’ho incontrato raramente, per esempio con Harun Yahya/Adnan Oktar, che nel 2010 tappezzò Lugano e Milano di poster creazionisti. Bigliardi ha incontrato Yahya e ci saprà raccontare questo personaggio davvero particolare.

La conferenza è organizzata dal CICAP Ticino e dai Liberi pensatori (Libero-pensiero.ch). Per esplorare i temi della serata potete leggere questa intervista a Stefano Bigliardi su La Regione del 6 marzo scorso.

Avrò il piacere di moderare la serata, che si terrà alla Sala Multiuso di Lugano-Paradiso, in via delle Scuole 21. L’ingresso è libero.

Per chi viene dall’Italia e desidera evitare di pagare la “vignetta” autostradale (40 franchi, valida fino a fine gennaio 2019), Lugano-Paradiso è raggiungibile semplicemente impostando il navigatore in modo che eviti le autostrade. Per chi arriva lungo l’autostrada italiana A9, l’ultima uscita utile in territorio italiano è Como Lago; da lì si attraversa la frontiera con la Svizzera e si procede lungo le strade cantonali, per le quali non è richiesta la vignetta. Qui su Viamichelin.it trovate un esempio di itinerario senza vignetta partendo da Milano.

Per maggiori informazioni potete scrivere a ticino@cicap.org.