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Pericoli di Internet e Jessica Alba: incontro a Bellinzona, con contorno di modelle false e falsi modelli

Pericoli di Internet e Jessica Alba: incontro a Bellinzona, con contorno di modelle false e falsi modelli

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Vignetta di Moise, pubblicata inizialmente su AFNews e ripubblicata qui per gentile concessione dell’autore.

No, non ho incontrato Jessica Alba a Bellinzona: oggi sono stato ospite del Centro Professionale Commerciale della città per parlare con studenti e docenti dei pericoli e dei pregi di Internet, sia a livello tecnico, sia in termini sociali. Uno dei pericoli, specialmente fra i giovani, è quello di considerare reali le immagini perfette di attori, attrici e modelle presentate dai media ed aspirare a quei modelli irreali.

Con un processo per certi versi analogo, la pornografia online crea spesso pretese che la realtà delude, mentre i meccanismi di Internet offrono varie trappole molto reali ma poco intuitive per i naviganti.

Questi sono alcuni dei temi che abbiamo toccato, insieme a bufale, cospirazionismi, “pirateria” musicale e sicurezza online. La presentazione di supporto alla chiacchierata è consultabile qui sotto e scaricabile presso Slideshare (se siete utenti registrati del sito).

Per chi volesse andare subito al sodo (se mi passate il gioco di parole), ecco le immagini di Jessica Alba così come appare nella campagna pubblicitaria fotografata da Mario Testino (a sinistra) e come risulta in un altro scatto molto simile, tratto dagli originali dello stesso servizio fotografico (a destra), stando al Daily Mail. Notate, in particolare, quanto le sono stati ridotti drasticamente i fianchi.

2008/12/10

L’affaire Alba si amplia: è emersa almeno un’altra immagine del “prima e dopo” della campagna pubblicitaria citata qui sopra. Questa è citata persino da Alternet.

Anche qui, riduzione drastica dei fianchi, con l’aggiunta dello snellimento delle braccia. Perché a 27 anni la pelle pendula delle braccia è inammissibile, come lo è il ginocchio troppo rotondo. Che tristezza.

Antibufala: il manifesto che invita gli svizzeri a segnalare chi riscalda troppo la casa è un falso

Antibufala: il manifesto che invita gli svizzeri a segnalare chi riscalda troppo la casa è un falso

Pubblicazione iniziale: 2022/09/12 10:26. Ultimo aggiornamento: 2022/09/16 8:35.

In breve: La foto del manifesto che invita gli svizzeri a segnalare i
vicini che tengono il riscaldamento a più di 19 gradi è un falso. Nessun
manifesto o invito del genere è stato diffuso dalle autorità della
Confederazione, che hanno formalmente smentito l’immagine.

Si tratta quasi sicuramente di un fotomontaggio realizzato inserendo
digitalmente il falso manifesto in una fotografia stock di una bacheca per
manifesti. 

 

In dettaglio: Sta circolando in maniera virale su Internet e in
particolare sui social network l’immagine di un presunto manifesto che reca il
logo ufficiale della Confederazione Svizzera, il numero del servizio stampa e
informazioni dell’Ufficio Federale dell’Energia, la dicitura
“Heizt der Nachbar über 19 Grad? Dann informieren Sie uns” (“Il vicino tiene il riscaldamento a più di 19 gradi? Allora avvisaci”) e la promessa di anonimato e di una ricompensa di 200 franchi (circa 200
euro).

L’Ufficio Federale dell’Energia ha dichiarato di non avere nulla a che fare
con questa immagine e ne ha preso formalmente le distanze, secondo quanto
riferito da
20min.ch
e da
Mimikama.at, che vi invito a leggere per i dettagli. Non si sa chi sia l’autore del
falso, ma Mimikama nota che la sua prima apparizione è stata notata in un
forum russo.

La foto stock con la quale è stata quasi sicuramente creata l’immagine falsa.
Credit:
20min.ch.

La Regione
segnala
che
“Fra chi ci è cascato con tutte le scarpe, troviamo anche dei politici,
come l’europarlamentare italiano, in quota Lega, Marco Campomenosi”
. È troppo chiedere ai politici di essere più responsabili nell’uso dei
social? Perché è difficile lottare contro le fake news se sono loro
stessi a condividerle. 

 —

21:20. L’indagine tecnica del collega David Puente, pubblicata su Open, ha trovato la fonte di entrambe le immagini usate per costruire quella falsa, rileva che il falso manifesto è stato promosso con forza dalla propaganda russa e che anche Maria Giovanna Maglie (opinionista ed ex giornalista Rai) ha condiviso la bufala.

2022/09/15 00:15. La Regione riferisce che la polizia federale svizzera ha “aperto ufficialmente un’inchiesta dopo aver ricevuto una denuncia per uso abusivo dello stemma e altri elementi della Confederazione.” Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) ha pubblicato sul proprio sito un avviso (copia permanente): “Notizia falsa – Da sabato circolano sui social media falsi post nei quali si invita a segnalare alla Confederazione i casi in cui un vicino riscalda la propria casa oltre i 19 gradi. La Confederazione non ha nulla a che fare con questo appello e ne prende le distanze in ogni forma. Il logo della Confederazione e il numero di telefono riportati sull’immagine sono stati utilizzati in modo abusivo. Non esistono manifesti né appelli di questo genere della Confederazione, si tratta ovviamente di un caso di manipolazione. La Confederazione ha avviato accertamenti a riguardo.”

Maggiori informazioni e analisi dettagliate sono su RSI e Swissinfo.

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Il Mattino, il Gazzettino, Leggo, la Gazzetta del Sud pubblicano una foto falsa attribuendola a Samantha Cristoforetti. Nessuno controlla prima di pubblicare

Il Mattino, il Gazzettino, Leggo, la Gazzetta del Sud pubblicano una foto falsa attribuendola a Samantha Cristoforetti. Nessuno controlla prima di pubblicare

Pubblicazione iniziale: 2022/07/25 23:38. Ultimo aggiornamento: 2022/07/27
16:25.

Ben quattro testate giornalistiche italiane (Leggo,
Il Mattino, La Gazzetta del Sud e Il Gazzettino) hanno
pubblicato un fotomontaggio scrivendo che sarebbe un
selfie dell’astronauta Samantha Cristoforetti. 

  • “Samantha Cristoforetti, il web la premia: è suo il super selfie più
    bello della storia”
    , titola
    Il Mattino
    (copia permanente), precisando a
    scanso di equivoci anche nel testo che la foto sarebbe sua:“tra un esperimento e l’altro AstroSamantha trova anche il tempo di
    regalare al mondo uno dei selfie più belli della storia”
    .
  • Lo stesso testo viene pubblicato dal
    Gazzettino
    (copia permanente).
  • Leggo pubblica un
    tweet certissimo
    (è suo il super selfie della storia) e poi un
    testo
    (copia permanente) praticamente identico a quello delle altre due testate, ma con l’aggiunta
    di qualche frasetta dubitativa.
  • La
    Gazzetta del Sud
    titola
    “Samanta Cristoforetti passeggia nello spazio: il selfie con l’Europa
    alle spalle”

    (copia permanente).

Gli articoli di Leggo, del Gazzettino e del Mattino sono
praticamente identici e tutti firmati da Niccolò Dainelli. Quello della
Gazzetta del Sud non è firmato.

La notizia è falsa: il presunto selfie è in realtà un vecchio
fotomontaggio che risale ad almeno un anno e mezzo fa ed è stato pescato dal
Web, a quanto pare senza effettuare il minimo controllo.

 

Il fotomontaggio ha le luci completamente sbagliate: l’astronauta è illuminato
a giorno, ma dietro la Terra è vista di notte. Da dove arriverebbe la luce che
illumina l’astronauta? E cosa sarebbe quel grande oggetto bianco squadrato che
si vede riflesso nella visiera?

Oltretutto il fotomontaggio mostra una tuta spaziale americana, mentre
Samantha Cristoforetti è uscita nello spazio il 21 luglio scorso usando una
tuta russa, che è completamente differente. E l’inquadratura della
Terra è decisamente troppo ampia per essere presa dalla quota della Stazione
Spaziale Internazionale, dove si trova ora Samantha, a 400 km di quota.

Non pretendo che un giornalista generalista sappia distinguere una tuta
spaziale russa da una americana o che conosca l’aspetto della Terra da 400 km.
Ma mi aspetto che
non pubblichi foto a caso prese dal Web senza verificarle.

Nel caso specifico, l’articolo del Gazzettino mostra anche la fonte
usata per questa foto falsa: un
tweet di una utente qualsiasi.  

A questa utente ho chiesto educatamente se era disposta a rimuovere il tweet.

La risposta dell’utente “Giuliana Valenti”:

Però perlomeno ha rimosso il tweet.

Il fotomontaggio gira almeno dalla fine del 2020, come è facile verificare con
tre secondi di ricerca su Tineye. 

@Ufoofinterest
mi segnala che una variante della stessa foto è stata
spacciata anche da CBS News
come selfie fatto da Samantha Cristoforetti addirittura nel
2016, scrivendo persino nella didascalia “Samantha Cristoforetti/ESA” come
fonte e dando dettagli (completamente falsi) sul contesto:
“Italian Astronaut Samantha Cristoforetti sent the people of Macedonia a
greeting from space on twitter with this selfie, 2014”

(copia permanente). Non è vero, e non può
essere vero perché durante la sua prima missione Samantha non ha effettuato
nessuna uscita in tuta spaziale. Complimenti vivissimi anche a CBS News,
insomma.

Altre info sulle origini di questo fotomontaggio sono state trovate da
@PicPedant: l’immagine dell’astronauta è tratta da una foto (ISS032E025258) che mostra l’astronauta giapponese Aki Hoshide ed è stata scattata il 5
settembre 2012.

Lo sfondo, invece, è probabilmente un’immagine composita tratta da riprese
satellitari come
queste, segnalate da
SMHoaxSlayer.

— 

Poco dopo la pubblicazione della mia
segnalazione
su Twitter, il Gazzettino ha semplicemente rimosso l’articolo, senza
rettificarlo come sarebbe invece previsto dal codice dentologico dell’Ordine
dei Giornalisti. La versione sul Mattino è invece ancora lì al momento
in cui scrivo queste righe, ma con un bel buco al posto della foto, visto che
il tweet di Giuliana Valenti che è stato usato per embeddare l’immagine
è stato rimosso.

Questo è il modo in cui si fa giornalismo in certe redazioni. Meno male che i
giornali dovrebbero salvarci dalle fake news

Ringrazio i tanti che mi hanno segnalato i dettagli di questo ennesimo
scivolone giornalistico perfettamente evitabile. Ho preparato un’immagine che
se volete potete usare per rispondere concisamente ai tanti che condivideranno
questo falso:

2022/07/27 16:25. Sono state pubblicate le
prime foto effettive
dell’escursione di Samantha. 

 

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Antibufala micro: no, la “foto della Luna nel corso di 28 giorni” non è reale

Antibufala micro: no, la “foto della Luna nel corso di 28 giorni” non è reale

Sta circolando moltissimo nei social network questa foto, descritta come “La Luna fotografata nel corso di 28 giorni nello stesso luogo alla stessa ora”. NO. È un fotomontaggio, opera di Giorgia Hofer. La Luna non segue questa traiettoria. E no, gli analemmi sono un’altra cosa e hanno un’altra forma. Se volete saperne di più, c’è un debunking approfondito qui in inglese.

2020/12/09 16:10. Sulla questione è intervenuto anche il debunker PicPedant: “semmai è la Luna fotografata nel corso di un anno con le fasi incollate secondo una curva arbitrariamente artisticheggiante senza alcun nesso con la sua effettiva posizione astronomica nel corso del tempo.” Fine.

Credit: Giorgia Hofer (fotomontaggio).

 

 

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Le meraviglie reali di Marte, con un trucco per capirne la scala

Le meraviglie reali di Marte, con un trucco per capirne la scala

Le immagini delle sonde esplorative che abbiamo inviato su Marte sono meravigliose, ma spesso è difficile capire la scala delle formazioni che mostrano. L’artista digitale Seán Doran ha trovato una soluzione semplice, elegante e intuitiva a questa difficoltà: aggiungere un astronauta in scala alle foto reali della superficie marziana. Il risultato è straordinario.

Quanto tempo passerà prima che quell’astronauta ci sia davvero?

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Osama, nuova foto, nuovo fake [UPD 22:25]

Osama, nuova foto, nuovo fake [UPD 22:25]

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Questa è la foto che campeggia in questo articolo de L’Unità e questo del Corriere della Sera, entrambi con la data di oggi (3 maggio 2011).

L’articolo de L’Unità scrive in proposito quanto segue: “una nuova presunta foto che ritrarrebbe Osama bin Laden morto pochi minuti dopo il raid condotto dalle forze statunitensi in Pakistan è stata pubblicata online da un sito web, mentre il link viene rilanciato su Twitter dagli hacker di Anonymous. L’autenticità dell’immagine non è verificabile. ISi tratta di un’immagine notturna in cui il leader di al Qaida giace a terra con una ferita sopra l’occhio destro. Il corpo sembra sorretto da un soldato Usa. In Italia è stata rilanciata dall’Ansa. Ma la ferita sulla testa di Osama Bin Laden sembra contraddire le ricostruzioni del blitz, è a destra mentre doveva essere a sinistra”.

Il lancio dell’ANSA è questo. Però è inutile nascondersi dietro alla foglia di fico del solito “la pubblico perché fa audience, tanto dico che non è verificabile”. Santo cielo, gente, e fatela verificare una buona volta. Gli esperti ci sono. Pagateli.

In attesa che ANSA, Corriere o L’Unità aprano il portafogli, i lettori di questo blog hanno già fatto un lavoro egregio. Gratis. Guardate infatti quest’immagine, segnalatami da Gian_Ibanez, e ditemi se non notate qualche bizzarra somiglianza:

Confrontiamo:

La fonte di quest’immagine è Liveleak. Che ne dite, riusciamo a scoprire anche da che film è tratto questo nuovo fake?

22:25. Risolto: la fonte è il film Black Hawk Down. Lo spiegone è già su Repubblica, che cita Vanity Fair italiano come scopritore: una correttezza rara e apprezzata. Finché i mastini del copyright non intervengono, potete vedere la scena del film a 12:47 qui su Youtube.

—-

2020/01/09. Rivisitando questo articolo in occasione di un altro scivolone giornalistico-bellico, mi rammarico di non aver catturato degli screenshot degli articoli originali di Unità, Corriere e ANSA, che sono stati prontamente corretti per cancellare le tracce delle figuracce. Anche Archive.org ne conserva solo copie risalenti ai giorni successivi, quando erano stati riscritti (Unità su Archive.org; Corriere su Archive.org).

Foto false nei social network: per propaganda e per spam

Foto false nei social network: per propaganda e per spam

No, non è una foto satellitare dei fuochi
d’artificio di fine anno (info).

Oggi molte notizie false vengono confezionate e diffuse non come testo, ma come immagini: qualcuno prende intenzionalmente una fotografia, la manipola, vi aggiunge una didascalia o uno slogan e la dissemina nei social network per fare propaganda o disinformazione o per fare soldi con lo spam pubblicitario.

Un esempio recente è dato dalle foto e dalle riprese video delle folle presenti a raduni o manifestazioni, come quelle diffuse su Instagram, Facebook e Twitter per illustrare i recenti eventi in Iran o i festeggiamenti di fine anno in Italia e nel resto del mondo: molte di queste immagini si riferiscono in realtà ad altri eventi precedenti e vengono usate per gonfiare il numero dei partecipanti.

Un altro esempio è offerto dagli account che pubblicano quelle che loro chiamano “foto storiche” ma sono quasi sempre dei fotomontaggi o delle immagini ottenute con dei sosia: Lady Diana che fa un gesto scurrile al fotografo, Marilyn Monroe che si confronta con Liz Taylor o che abbraccia di nascosto il presidente Kennedy, John Lennon che suona la chitarra con Che Guevara sono alcuni dei loro falsi di maggiore successo.

Questi account diffondono questo genere di foto per attirare seguaci: quando ne hanno accumulati alcune centinaia di migliaia, grazie anche alle condivisioni delle loro immagini fatte da noi utenti comuni, iniziano a inserire fra una foto e l’altra dei messaggi pubblicitari che portano a prodotti-spazzatura. In altre parole, sono delle fabbriche di spam.

La stessa tecnica, purtroppo, viene usata anche da molti account che propongono immagini commoventi oppure foto di straordinari fenomeni astronomici (in realtà fotomontaggi) o ancora fotografie tenerissime di animali, con l’aggravante che spesso gli animali sono stati maltrattati o uccisi per metterli in posa e guadagnare soldi attraverso lo spam.

Per fortuna Internet offre degli ottimi antidoti contro questo genere di disinformazione emotiva: sono gli account e i siti dei cacciatori di foto false, come PicPedant, HoaxEye, CreditsInPics, HoaxofFame e FakeAstroPix, gente che per passione scova la fonte originale delle immagini e la segnala. Ci sono anche siti come Tineye e Karmadecay, o servizi come la ricerca per immagini in Google, che permettono a chiunque di diventare come loro cacciatore di fake news fotografiche.

Frequentando questi esperti, infatti, ci si accorge ben presto che le foto false che circolano sono sempre più o meno le stesse, seguono sempre gli stessi schemi e usano sempre le stesse tecniche. In questo modo si imparano i trucchi per riconoscere le manipolazioni, si sviluppa un fiuto per i falsi e ci si vaccina contro chi vuole ingannarci.

La prossima volta che vi imbattete nella foto adorabile di un coniglietto o di un orsetto neonato, vi accorgerete se si tratta in realtà di un giocattolo messo in posa, e così potrete decidere se condividere la foto e alimentare gli spammer oppure fermarla segnalando ai vostri amici che qualcuno sta cercando di imbrogliarli.

Non è facile, perché spesso le immagini usate da questi specialisti della propaganda sono fortemente emotive e accattivanti, ma possiamo provarci.

Questo articolo è il testo preparato per il mio servizio La Rete in 3 minuti per Radio Inblu del 4 gennaio 2018. Fonti aggiuntive: Adweek, Petapixel, Adland.

Come riconoscere una foto falsa

Come riconoscere una foto falsa

Internet trabocca di foto manipolate o falsificate: con l’avvento delle tecnologie digitali, creare una foto falsa è diventato facile e la maggior parte degli utenti fatica a riconoscere le manipolazioni delle immagini: potete mettere alla prova il vostro talento con questo test proposto da Adobe e seguendo account Twitter come Hoaxeye.

Ma in realtà è facile smascherarle se si conoscono i trucchi del mestiere, come spiega l’analista d’immagini Hany Farid, docente d’informatica al Dartmouth College, intervistato dalla BBC.

Farid suggerisce, per esempio, di controllare i riflessi della luce negli occhi delle persone fotografate. Questi riflessi dipendono dalle fonti di luce che illuminano i soggetti (il sole, le finestre o le lampade) e hanno quindi forme ben precise: se non sono uguali per tutti i soggetti, vuol dire che le persone ritratte insieme non erano materialmente nello stesso luogo e che quindi la foto è probabilmente un falso.

Un altro trucco è guardare la coerenza del colore delle orecchie: se la luce proviene da dietro il soggetto, le orecchie saranno rossicce a causa della loro parziale trasparenza. Quindi se il colore delle orecchie non è uniforme per tutte le persone fotografate o è incoerente rispetto all’illuminazione, la foto è manipolata.

Le ombre sono un altro elemento rivelatore: se si collegano con linee diritte vari punti delle ombre e le parti corrispondenti degli oggetti che le creano, tutte le linee devono convergere in un unico punto, che è la fonte della luce che le forma. Se ci sono linee che non convergono, è un sintomo di ritocco. Lo stesso controllo è fattibile anche per i riflessi: le linee che collegano il soggetto al suo riflesso devono convergere in un punto che si trova al di là della superficie riflettente, altrimenti è il caso di sospettare una falsificazione.

Oltre all’ispezione visiva ci sono anche tecniche strettamente informatiche: una foto scattata da una fotocamera o da un telefonino è spesso nel formato JPEG, che riduce le dimensioni del file effettuando una compressione digitale lossy, e ogni dispositivo digitale usa un metodo leggermente differente di comprimere le immagini, per cui guardando la struttura del file è possibile identificare il dispositivo che ha scattato una foto e notare se è stata manipolata da un programma di fotoritocco; inoltre le foto digitali contengono dei metadati (informazioni tecniche come data, ora e modalità di scatto) e una thumbnail (anteprima) che può essere rivelatrice.

Antibufala mini: la foto di Putin attorniato al G20

Antibufala mini: la foto di Putin attorniato al G20

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Questa foto gira parecchio in Rete, specialmente fra chi vuole usarla per fare commenti politici:

Ma è un falso piuttosto evidente: qui sotto trovate la foto originale. Putin è stato aggiunto.

Cosa interessante di contorno, alla Merkel (in rosso, in alto a sinistra) è stato aggiunto un nastrino molto particolare. E come nota il collega debunker David Puente, anche la dicitura United Kingdom è stata ricreata sostituendola con Russian Federation.

Google Brain “ricostruisce” le immagini mascherate con i quadrettoni

Google Brain “ricostruisce” le immagini mascherate con i quadrettoni

A prima vista è un risultato spettacolare: Google ha pubblicato una dimostrazione di un software in grado (almeno in apparenza) di ricostruire i dettagli di un volto mascherato usando la tecnica dei “quadrettoni”, come mostrato qui accanto. A sinistra c’è l’immagine mascherata, al centro c’è la ricostruzione e a destra c’è il volto originale.

In realtà la “ricostruzione” è un tentativo basato su un repertorio di immagini simili: non c’è nessuna garanzia che il volto ricostruito corrisponda all’originale, anche se gli somiglierà parecchio.

Il problema di questa tecnica è che crea l’illusione “alla CSI” che si possano ottenere ingrandimenti strabilianti dalle immagini più sgranate, come appunto ha fatto CSI in alcune puntate particolarmente inverosimili: questi miracoli continuano ad essere tecnicamente impossibili, ma c’è il rischio che un giudice o una giuria che fraintendono il funzionamento di questo nuovo software pensino di avere davanti agli occhi il volto reale di un sospettato. In circostanze meno drammatiche, comunque, quest’elaborazione potrebbe rendere più gradevoli le foto di famiglia sfuocate o sgranate. È proprio il caso di dire che staremo a vedere.