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Attenzione alle foto di Steve Jobs malato: è probabilmente un falso. Aggiornamento: forse no

Attenzione alle foto di Steve Jobs malato: è probabilmente un falso. Aggiornamento: forse no

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/08/30.

Sta cominciando a circolare una fotografia di Steve Jobs che lo ritrarrebbe in pessime condizioni di salute. La foto è stata lanciata dal sito di gossip TMZ, ma presenta vari indizi di manipolazione. Reca il credit “Bruja/PacificCoastNews.com”, ma sul sito di paparazzate citato non c’è traccia di questa foto. Sto aspettando conferme, ma nel frattempo sarebbe opportuno non diffonderla acriticamente o darla per autentica (Ansa; Melablog.it, che poi ha corretto). Quand’anche fosse autentica, pubblicarla sarebbe squallido.

Più in generale, è probabile che gli spammer e i creatori di virus e malware assortito si scatenino creando esche basate sull’interesse morboso per questo genere di immagini. Meglio essere prudenti.

Aggiornamento (12:55)

Ho contattato Paolo Bertotti di Photobuster: nota che la guancia di Jobs rivolta verso la fotocamera ha un curioso effetto concavo-convesso, probabilmente dovuto alla compressione o a una pareidolia (dettaglio qui accanto, nel quale segnalo anche uno strano “scalino” nei tendini del collo a sinistra); Bertotti segnala che c’è una “strana attaccatura ‘luminosa’ sul collo di Jobs in corrispondenza della maglietta” e che i contorni della “gonna” indossata da Jobs sono “molto più definiti per esempio dei contorni della maglietta, è quantomeno strano e si nota nella parte bassa della gonna”.

“Le ombre e le luci nella foto sono però per così dire ‘regolari'”, aggiunge, “non si notano anomalie sull’illuminazione (e se è un fotomontaggio hanno fatto veramente un ottimo lavoro)”; inoltre “sui contorni della testa di Jobs non si notano elaborazioni: solitamente in questi casi scontornare una persona con la capigliatura come quella di Jobs (molto diradata e con capelli in trasparenza con lo sfondo) diventa una tragedia: si sarebbe dovuto ricostruire i capelli e sovrapporli allo sfondo.”

“I dati EXIF non sono di grande aiuto, la foto viene pure ‘riconosciuta’ come frutto di un programma di foto editing che utilizza codifica Adobe (son due foto montate assieme….per forza!)”

Dal punto di vista del contesto, c’è la perplessità di Bertotti (che condivido) sul fatto che Jobs indossa appunto una gonna (correzione: non è una gonna, ma probabilmente maglia più pantalone). È altrettanto bizzarro e implausibile che un uomo sempre così attento all’immagine si sia fatto vedere e fotografare “vestito alla bell’e meglio con una gonna, una maglietta trasandata con mezza manica tirata su, dei calzini con dei Birkenstock”.

Bertotti precisa che le sue osservazioni sono mere ipotesi, non avendo il file originale ma solo una copia a bassa definizione e degradata; io ci aggiungo il dettaglio curioso dell’interruzione sfumata della ringhiera a sinistra (dettaglio qui accanto).

Tutti gli indizi, insomma, sembrano suggerire un falso.

Aggiornamento (17:00)

Melablog ha corretto il proprio articolo con apprezzabile trasparenza.

Aggiornamento (17:10)

Fabio di setteB.IT mi segnala che la “gonna” sembra in realtà una maglia più un pantalone, come si nota aumentando luminosità e contrasto dell’immagine:

Aggiornamento (2011/08/28 8:45 e 14:50)

Grazie ai commenti dei lettori, segnalo che lo sfondo della fotografia corrisponde all’ingresso dell’abitazione di Jobs a Palo Alto, in California, come si può vedere in Google Street View oppure presso AllAboutSteveJobs.com (foto qui accanto): si riconoscono la sommità caratteristica della colonna che regge il cancello d’ingresso (visibile a destra in alto nella foto sospetta) e l’arco di legno nel giardino (in alto a sinistra).

Ho chiesto il parere di ErrorLevelAnalysis, perché un primo test sui livelli d’errore dell’immagine sembra indicare livelli molto differenti per gli indumenti di Jobs rispetto al resto dell’immagine, come si può vedere qui sotto:

In questo genere di analisi le differenze di qualità (livelli d’errore) vengono rappresentate tramite colori differenti: più è chiara una zona, meno volte è stata ricompressa. In una foto non ritoccata i livelli sono sostanzialmente uniformi, ma qui non lo sono. È possibile che la fotografia sia stata semplicemente schiarita in alcune zone, ma la spiccata differenza di livelli d’errore è un forte indicatore di manipolazione.

Un altro elemento d’indagine interessante è che le immagini sono in realtà due: sopra il titolo, nel sito TMZ che ha lanciato la foto, ce n’è un’altra molto piccola e leggermente differente, apparentemente presa da un’angolazione diversa.

A chi mi chiede un verdetto finale: finché non viene presentata l’immagine originale in alta risoluzione, non è prudente dare giudizi definitivi. Sulla base dei pochi dati disponibili, per ora è probabile che l’immagine sia falsa o comunque manipolata significativamente. In ogni caso è di pessimo gusto.

Aggiornamento (2011/08/30)

I lettori Marcolino e Bonacina mi segnalano la pubblicazione di altre fotografie simili a quella iniziale. Queste nuove immagini (che non pubblico per rispetto della dignità di un malato; se ci tenete a vederle, sta a voi seguire i link) hanno una risoluzione migliore, sono state scattate con un teleobiettivo potente (a differenza di quella iniziale, ripresa a distanza ravvicinata, forse dall’interno di un’auto di passaggio) e sembrano autentiche.

È stata anche pubblicata, pressi i link citati sopra, una versione a maggiore risoluzione della fotografia del volto di Jobs pubblicata inizialmente. Questa versione e la presentazione di queste nuove immagini sembrano indicare che anche la prima immagine sia autentica perlomeno nella sostanza.

Comunque sia, resta valida la raccomandazione di non precipitarsi senza precauzioni su eventuali siti-esca basati su questo genere di foto. E resta il dispiacere di vedere l’assenza di rispetto giornalistico per chi sta male.

Antibufala preventiva: la foto dell’Europa dallo spazio

Antibufala preventiva: la foto dell’Europa dallo spazio

Molti la faranno girare su Facebook, Instagram, Twitter e gli altri social network spacciandola per un’immagine dei fuochi d’artificio di mezzanotte di questo capodanno che sarebbero visibili dallo spazio, ma la foto qui sopra mostra tutt’altro: secondo Strudel.org, sito specializzato nelle indagini su foto astronomiche taroccate, è una mappa satellitare composita che evidenzia con colori differenti le variazioni dell’illuminazione notturna nel periodo dal 1993 al 2003. Il rosso indica un aumento e il blu indica una diminuzione.

Del resto, non avrebbe senso che tutta l’Europa accendesse i fuochi d’artificio contemporaneamente, visto che i suoi vari paesi sono su fusi orari differenti e quindi festeggiano la mezzanotte in momenti diversi. C’è poi il fatto che non c’è una nuvola in cielo su tutto il continente, e questo pare sospetto.

La fonte originale della foto è http://sabr.ngdc.noaa.gov/ntl/index.html?Defr&europe (sito non più attivo, ma archiviato presso Archive.org). Una versione che copre l’intero pianeta è qui.

Antibufala: la foto delle “tre albe” sulla Luna, sulla Terra e su Marte

Antibufala: la foto delle “tre albe” sulla Luna, sulla Terra e su Marte

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni di “roberto.rb*” e “giulia.sp*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2015/08/31 18:40.

Sta girando in Rete da tempo (per esempio su Tumblr, Imgur e Twitter) quest’immagine che ritrarrebbe tre albe (o tre tramonti), fotografati rispettivamente sulla Luna, sulla Terra e su Marte.

Normalmente non scriverei un post per questo genere di minibufala, però è già la seconda volta che incontro quest’immagine e l’inganno ha colpito anche l’agenzia spaziale canadese qualche mese fa, per cui ne prendo nota pubblicamente qui una volta per tutte. La foto è un falso, o perlomeno lo è la parte lunare (quella di sinistra). Infatti ingrandendo l’immagine si nota che le ombre delle rocce sono a sinistra delle rocce stesse, mentre se il Sole fosse di fronte dovrebbero essere dirette verso l’osservatore.

Inoltre l’immagine contiene un profilo montuoso inconfondibile per chi è appassionato di Luna: quello della zona di Taurus-Littrow, visitata dalla missione Apollo 17 nel dicembre 1972 (quella di cui ho avuto l’onore di portare in giro uno dei campioni di roccia lunare, insieme a Luigi Pizzimenti, per la conferenza-spettacolo Ti Porto la Luna). E nell’angolo inferiore sinistro mostra lo gnomone con la tabella colori, usato dagli astronauti per indicare le direzioni delle ombre e fornire un riferimento di colore per lo sviluppo delle fotografie.

FAKE / FALSO

L’immagine è un montaggio di due foto della missione Apollo 17: AS17-134-20428 e AS17-134-20429. La linea di giunzione è grosso modo la mezzeria verticale dell’immagine (si nota vicino all’orizzonte un cratere che fa un vistoso gradino) ed è stata aggiunta una bella fetta di cielo insieme a un finto Sole e a una finta stella. Ho provato a ricreare rapidamente l’effetto (tralasciando Sole e stella) partendo dalle foto originali e l’ho messo a confronto con l’immagine-bufala (a sinistra):

Le altre due immagini, quella terrestre e quella marziana, sono reali: quella terrestre è qui in versione più ampia (trovata con la ricerca per immagini di Google) e quella marziana è stata effettivamente scattata su Marte dalla sonda mobile Spirit della NASA nel 2005. La probabile origine dell’immagine è un utente di DeviantArt (trovata con Tineye). Perché rovinare un trittico reale molto suggestivo usando un falso? Forse per licenza artistica, o forse perché in questo modo i vari account Twitter che non fanno altro che pubblicare immagini riescono ad attirare un maggior numero di follower, ai quali poi rifilano a tradimento dei tweet pubblicitari.

46 anni fa, il primo sbarco sulla Luna. Celebriamolo smontando una foto-bufala “ufficiale”

46 anni fa, il primo sbarco sulla Luna. Celebriamolo smontando una foto-bufala “ufficiale”

In occasione del quarantaseiesimo anniversario del primo sbarco sulla Luna è ricomparsa in Rete una fotografia che viene usata piuttosto frequentemente per illustrare l’allunaggio di Apollo 11: la vedete qui sotto ed è tratta dall’Apollo Lunar Surface Journal della NASA. Ricordo che anche l’astronauta Apollo Walt Cunningham la utilizzò nella propria presentazione quando venne in Italia ad aprile 2011 ed ebbi l’onore di tradurre per lui.

Ma nonostante l’origine prestigiosa e autorevole, questa foto è un falso.

Sì, nel sito della NASA ci sono delle foto false delle missioni lunari. Ma c’è una spiegazione: se vi interessa, la trovate qui su Complotti Lunari. Buon anniversario!

Il video del bambino ghermito da un’aquila

Il video del bambino ghermito da un’aquila

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sta cominciando a diffondersi (Huffington Post, Gawker, Mirror, Repubblica, Cadoinpiedi.it) questo video che sembra mostrare un’aquila che afferra un bambino in un parco pubblico a Montreal e poi lo lascia cadere:

Come per le immagini ufologiche, un video pubblicato su Youtube da fonte anonima non è di per sé prova di nulla, visto che gli effetti speciali fisici e digitali oggi permettono di falsificare quasi qualunque ripresa, per cui questo video va considerato falso fino a prova contraria.

Ci sono numerosi elementi sospetti:
– la ripresa iniziale dell’aquila segue la virata in modo sorprendentemente fluido
– l’ombra dell’aquila è molto più nera e netta delle altre ombre alla stessa distanza, come se mancasse il normale offuscamento atmosferico
– la reazione della donna è molto lenta e non particolarmente concitata
– l’“Oh, shit!” di chi fa la ripresa sembra decisamente forzato e poco convinto
– l’utente che l’ha pubblicato, MrNuclearCat, non ha pubblicato altri video e l’account è stato attivato ieri.
Huffington Post segnala, su suggerimento dei commentatori, che in un fotogramma a circa 2 secondi dall’inizio l’ala sinistra svanisce per un istante, mentre a 10 secondi dall’inizio manca l’ombra dell’aquila.

Se ci sono novità, le segnalerò qui. Per il momento consiglio di non diffonderlo.

Aggiornamento (2012/12/20): Gli autori del video hanno confessato: si tratta di un falso realizzato dagli studenti di una scuola di grafica digitale di Montreal.

Finalmente è arrivato il 21 dicembre 2012

Finalmente è arrivato il 21 dicembre 2012

No, questa foto non mostra un evento successo all’alba del 21 dicembre 2012 in Australia. È un falso.

Come lo so? Semplicemente perché la stessa foto (senza il sottopancia australiano) circola almeno da maggio 2010.

La sera del 20 dicembre sono stato ospite telefonico di Radio24 poco dopo l’intervento di Roberto Giacobbo. Questo è lo spezzone del mio commento sulla faccenda del catastrofismo del 2012 e sulle sue vere origini.


Se il player non vi funziona, scaricate da qui.

Il CICAP, su QueryOnline, ha pubblicato una ricca serie di articoli che includono dati statistici sulla diffusione e la storia delle fobie e delle credenze apocalittiche, elencano le nonpocalissi e le flopocalissi, descrivono gli effetti di una profezia quando fallisce e segnalano libri sensati da leggere e un prezioso Osservatorio Apocalittico. Inoltre oggi ci sarà un liveblogging CICAP: l’hashtag su Twitter è #mammalimaya.

E per finire, il Pernacchiaparty del CICAP Ticino per la fine del mondo si terrà stasera al Ristorante Vedeggio/Shamrock Pub di Bioggio dalle 18:00 in poi. Vi aspetto.

Burle digitali: il vostro nome in campo o su un muro (virtuale)

Burle digitali: il vostro nome in campo o su un muro (virtuale)

Graffiti virtuali

Letterjames.com e i siti collegati Letterjames.freenet.de, Alphapicture.com e Grusskarten sono siti dedicati al fotomontaggio automatico: digitate la dicitura che volete inserire in una foto, e il sito genera automaticamente un fotomontaggio nel quale la dicitura risulta applicata come tatuaggio sulla pelle di una graziosa fanciulla, su un muro in stile graffiti o sulla casacca di un calciatore, come vedete qui accanto.

Divertitevi: il servizio di base è gratuito, ma potete usarlo anche per creare calendari cartacei a pagamento.

Analisi tecnica delle immagini digitali

Analisi tecnica delle immagini digitali

Come accorgersi che le fotografie mentono. Matematicamente

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sulla scia delle indagini sulla falsa foto di Kennedy, ripesco un magnifico articolo di HackerFactor.com che spiega quali strumenti di analisi tecnica si possono usare sulle fotografie digitali per rilevare le manipolazioni fatte a scopo commerciale o politico.

L’articolo prende spunto da una foto del catalogo di Victoria’s Secret, quella qui accanto, segnalata a suo tempo da Photoshop Disasters per via della borsetta maldestramente cancellata: si vedono ancora le maniglie nella mano della modella e le piastrelle della pavimentazione sono state ricostruite dimenticando di crearne la fuga (l’originale con borsetta è qui).

Fin qui il ritocco è visibile a un occhio attento. Ma l’articolo di Hackerfactor mostra come si possano usare strumenti matematici, anche su foto a bassa risoluzione come questa, per rivelarne ulteriori falsificazioni. Si parla di Error Level Analysis, una tecnica utile anche nelle indagini sulle immagini legate al terrorismo, come spiega Wired (software qui): questo strumento permette di scoprire che l’intero vestito è stato alterato e che il colore di occhi e denti è stato modificato. Emerge anche il fatto che lo sfondo è fasullo (è stato aggiunto dopo aver scontornato la modella).

Si parla anche di Luminance Gradient, che “recupera” i contorni della borsetta cancellata e rivela che lo sfondo è stato sfocato artificialmente e che la modella è stata tutta schiarita, e di Principal Component Analysis, che rivela la cancellazione del capezzolo. I livelli di rumore smascherano anche un altro trucco: il seno è stato aumentato digitalmente. Il mondo della fotografia di moda è talmente esasperato che persino a una modella-steccolino del genere è stato eliminato il microgrammo di ciccia sul braccio.

Mia figlia Lisa mi chiede spesso a cosa serve la matematica. Serve a non farsi fregare e a non farsi imporre modelli inarrivabili che spingono all’anoressia. Scusate se è poco.

No, Obama non ride di Beckham [UPD 2010/06/19]

No, Obama non ride di Beckham [UPD 2010/06/19]

La foto di Obama che ride dell’imbarazzo di Beckham è falsa

Sta circolando in Rete, ed è stata pubblicata da alcuni giornali, come il Boston Globe mostrato qui accanto, una foto fasulla che ritrae il presidente statunitense Obama mentre ride di fronte all’espressione di disappunto del calciatore David Beckham dopo la disastrosa parata mancata del portiere Robert Green durante la partita USA-Inghilterra. La foto è un falso perché l’immagine di Beckham nel teleschermo è sovrapposta digitalmente.

Il Globe ha successivamente rimosso la foto dall’articolo nel quale era pubblicata inizialmente. Altri giornali, invece, come il New York Magazine, la pubblicano tuttora, definendola “probabilmente Photoshoppata”, ma c’è poco da dire “probabilmente”, perché la falsificazione è rivelata da un indizio piuttosto evidente. Sapete trovarlo?

Ma soprattutto, sapete trovare da dove proviene la foto originale e documentare in che contesto è stata scattata?

Buona caccia agli aspiranti detective: se non doveste risolvere il quiz, darò la soluzione domattina nel Disinformatico radiofonico, in onda dalle 11 sulla Rete Tre della RSI e ascoltabile in streaming.

La soluzione

L’indizio rivelatore, come hanno indovinato molti ascoltatori della trasmissione e commentatori in questo blog, è nel riflesso dell’immagine televisiva sulla superficie lucida del tavolo, che non corrisponde a quanto mostrato sul teleschermo nella fotografia che circola in Rete. Ricordate di controllare sempre i riflessi, che i fotoritoccatori spesso sbagliano tradendosi.

Ma da dove proviene l’immagine allegra di Obama, e cosa lo fa sorridere così tanto? Una ricerca tramite il sito Tineye.com, specializzato in ricerche per immagini, rivela l’arcano: Obama era in collegamento audio-video con gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale e dello Shuttle Endeavour il 17 febbraio scorso. La foto originale è sul sito della Casa Bianca e la notizia è stata pubblicata sul medesimo sito e su SpaceflightNow.com.

Grazie a tutti per aver partecipato al gioco!

Il gestaccio ad Ahmadinejad

Il gestaccio ad Ahmadinejad

La foto del dito medio ad Ahmadinejad? Fasulla

Circola con malcelato entusiasmo in Rete questa foto che mostrerebbe un gesto decisamente irriguardoso di una donna nei confronti del presidente iraniano Ahmadinejad:

Spiace per chi sperava fosse autentica, ma a parte il contesto c’è un particolare piuttosto rivelatore: il riflesso della mano della donna nel muso dell’auto, che conferma che la donna non è stata aggiunta dopo, ma rivela che è stata alterata la sua mano, il cui riflesso appunto corrisponde poco alla posa col dito alzato. Oltretutto la posa della donna è innaturale e poco adatta al classico gesto del dito medio. Questa è la foto originale, cliccabile per ingrandirla: