Vai al contenuto

fantascienza

Hal, apri gli archivi: un documentario dedicato a 2001: Odissea nello spazio

Hal, apri gli archivi: un documentario dedicato a 2001: Odissea nello spazio

Si intitola 2001: Beyond the Infinite, ed è un progetto di Douglas Trumbull, il genio degli effetti speciali che creò con Kubrick l’universo di 2001; non è chiaro se verrà completato o no, stando a questo video. Grazie a Daniele per la segnalazione.

Visto che sono in tema di 2001, ecco una foto di Keir Dullea, l’attore che interpretò David Bowman.

La foto non è tratta dalla sequenza finale del film, in cui Bowman è invecchiato: mostra come è adesso Dullea, in questo spezzone di documentario girato da Sean Dunne. La somiglianza con il Dullea invecchiato dal trucco nel film quarant’anni prima è sorprendente. Chicca nella chicca: la pronuncia esatta di Dullea (dull-ei).

Samantha Cristoforetti racconta il proprio lato nerd all’Ultrapop Festival

Samantha Cristoforetti racconta il proprio lato nerd all’Ultrapop Festival

Ultimo aggiornamento: 2021/03/22 22:55.

Ieri sera Samantha Cristoforetti, in videconferenza dagli Stati Uniti, ha
fatto una bella chiacchierata sull’essere nerd, parlando poco di spazio
e molto di fantascienza (su richiesta dell’intervistatore, Antonio Moro) e di
cosa voleva dire essere nerd prima dell’esplosione del mercato dedicato
ai nerd, quando trovare in edicola una rivista che parlava di
Star Trek o di altre serie TV di fantascienza era un miracolo, riuscire
a vedere una serie completa richiedeva attività clandestine e acrobazie
collettive, e saper citare a memoria battute o brani o la genealogia dei
personaggi era visto con sospetto.

Un aspetto forse poco conosciuto dell’astronauta, che rivela anche quanti
altri astronauti hanno lo stesso pallino e di cui si può parlare pubblicamente
in modo più rilassato rispetto alle solite interviste istituzionali, senza le
cautele e le limitazioni che invece giustamente circondano l’attività
professionale. Buona visione.

"The Midnight Sky", mini-recensione senza spoiler (ma con quizzello)

“The Midnight Sky”, mini-recensione senza spoiler (ma con quizzello)

Ultimo aggiornamento: 2020/12/28 14:55

Ho visto stasera (26/12) The Midnight Sky, l’ultima fatica cinematografica di e con George Clooney. In estrema sintesi, e senza spoiler (che ci possono essere invece nei commenti):

  1. Soporifero.
  2. Prevedibile.
  3. Effetti speciali molto belli (ILM è una garanzia).
  4. Soporifero l’ho già detto? Devo essermi riaddormentato, scusate.
  5. Non pensate troppo alle implicazioni biologiche del finale,
    sporcaccioni.

Ci sono almeno quattro assurdità scientifiche di base che mi hanno fatto accapponare la pelle e rovinato la sospensione dell’incredulità, e una è assolutamente banale e terra terra, ma non voglio fare spoiler. Le trovate se frugate nei commenti qui sotto.

Il mio abbraccio più sentito va a chiunque lo veda e, a una, uhm… certa scena,
senta la tentazione insopprimibile di dire:

-“Ben?” 

-“Tu andrai al Sistema Dagobah…“

-“Sistema…Dagobah…”

Per i Trekker: sì, quello al’inizio (a 3:14) è Tim Russ, Tuvok di Star Trek Voyager e indimenticato pettinatore di deserti in Balle Spaziali.

 

C’è anche Ethan Peck (Star Trek Discovery). E ovviamente la protagonista di The Midnight Sky, Felicity Jones, è un volto molto familiare per gli appassionati di Star Wars, essendo la protagonista di Rogue One.

 

Questa immagine, oltre a Peck, mostra anche un oggetto che uno dei commentatori di questo blog conosce molto bene :-).

Quiz: perché alcuni degli specchi nella seconda foto sembrano di colore diverso dagli altri?

 

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.

Thanks, mate!! Qualche foto dalla Reunion Fantascienza

Thanks, mate!! Qualche foto dalla Reunion Fantascienza

Sono rientrato da poco da Riccione, dove si è tenuta la Reunion Fantascienza, organizzata dallo Star Trek Italian Club, da Moonbase99 e dal Farscape Italian Club. Abbiamo avuto come ospiti Nick Tate, indimenticabile Alan Carter in Spazio 1999 e di altri personaggi sia in Farscape, sia in Star Trek e anche al di fuori della fantascienza (Hook, Lost), e Anthony Montgomery, noto come il timoniere Travis Mayweather di Star Trek: Enterprise. Due ospiti squisiti, affabilissimi, divertenti e pieni di storie da raccontare.

Ecco qualche foto scelta di corsa, cliccabile per ingrandirla; nei prossimi giorni vi racconterò un po’ di dettagli e aggiungerò qualche altra immagine di un magnifico incontro nel quale ho avuto l’onore e il piacere di fare da interprete. Se c’eravate anche voi e avete pubblicato delle vostre foto, immettete i link nei commenti!


Il vulcanico (non vulcaniano) Anthony Montgomery di Star Trek: Enterprise. Foto gentilmente concesse da Fausto, il fotografo ufficiale della Reunion (fatobranchi chiocciola tiscali.it).
Nick Tate intrattiene il pubblico sul palco della Reunion.
Quello che pochissimi sanno è che Nick ha lavorato tantissimo dopo Spazio 1999 e ha una delle voci più richieste di Hollywood per i trailer dei film. Ne ha speakerato uno decisamente parodistico dal vivo per il pubblico della Reunion, e ha fatto sbellicare con la sua imitazione dell’accento spaccasassi degli italoaustraliani.
E’ difficile tradurre per Nick sul palco senza perdere la concentrazione e mettersi a ridere (grazie a Fausto e Gabriella per la foto).

Quando ho detto che mi piaceva la Delorean e mi hanno chiesto “gliela incarto?”, non era questo che intendevo…

La dune buggy originale di Spazio 1999.

La dune buggy originale di Spazio 1999.

Nick Tate ha firmato la dune buggy lunare che non rivedeva da trent’anni.

Una ricostruzione amatoriale del set di Spazio 1999, infestata da un’inquietante presenza.
I costumi non sono certo d’obbligo alla Reunion, ma chi sceglie di usarli non fa le cose a metà, e i risultati si vedono.

Una fase della sfilata di costumi tratti da Farscape, Star Trek: Enterprise e Star Trek: Deep Space Nine.
Due piloti di astronavi alle prese con la primitiva tecnologia terrestre. Sì, entrambi usano un Mac. Chiedetevi perché.

Nick Tate a Malpensa oggi pomeriggio insieme a mia moglie Elena e i nostri minifan Liam e Lisa. Gli anni passano, ma il sorriso tipico di Alan Carter è sempre lì. Grazie, Nick, per un fantastico tuffo nei ricordi della nostra adolescenza. E grazie, Anthony, per averci rivelato che dietro il taciturno pilota dell’Enterprise NX-01 c’è una persona solare e cordialissima.
StarCon Reunion 2020 virtuale e aperta a tutti: video

StarCon Reunion 2020 virtuale e aperta a tutti: video

Ultimo aggiornamento: 2020/11/16 3:00.

Ogni anno, da tempo immemorabile, molti fan italiani di fantascienza si radunano per parlare di scienza e fantascienza alla StarCon (quella che un tempo si chiamava Sticcon), organizzata dallo Star Trek Italian Club – Alberto Lisiero e da Ultimo Avamposto. Quest‘anno, per cause di forza maggiore, ci stiamo radunando online. Se vi interessa, il video della prima serata è qui sotto.

  • 5:30 Marcello Rossi presenta le notizie sulle serie di Star Trek in produzione e in arrivo

  • 26:00 Marco Mete (doppiatore di Brent Spiner, l’androide Data)
  • 1:25:00 Il sottoscritto (che dimostra poteri paranormali e parla dell’app Immuni, su richiesta degli organizzatori)
  • 2:19:50 Comunicazioni di servizio della convention virtuale
  • 2:24:20 Anteprima di Trek IT, documentario sul fandom italiano di Star Trek (con blooper a 2:46)

Seconda parte:

  • 5:40 Conferenza di Claudio Sonego: Sei gradi di separazione
  • 35:00 Alessandro Rossi (doppiatore di Patrick Stewart, il capitano Picard)
  • 1:26:10 Comunicazioni di servizio
  • 1:32:30 Conferenza sulle serie animate di Star Trek, a cura di Marcello Rossi e Cesare Cioni
  • 2:20:00 Patata Contest e sfilata virtuale dei costumi
La sigla di Thunderbirds rifatta con la realtà di SpaceX

La sigla di Thunderbirds rifatta con la realtà di SpaceX

Chiunque abbia mai visto, da bambino o da adulto, la popolarissima serie di fantascienza britannica degli anni Sessanta Thunderbirds ne ricorderà la sigla e lo spirito di avventura positiva e senza limiti basata sulla tecnologia usata per salvare le persone dai disastri. Il suo slogan “nella prossima mezz’ora può succedere di tutto!” e l’ingenuità di quell’epoca facevano passare in secondo piano l’uso di modellini e marionette. Era puro divertimento e dava speranza in un futuro migliore, in cui la tecnologia ci avrebbe aiutato invece di causare disastri e alimentare egoismi, avidità e distruzione.

Lo Youtuber Psyclonyx ha creato una versione di quella memorabile sigla usando le immagini reali di SpaceX e mantenendo perfettamente lo stile e l’iconografia dell’originale:

Se non vi è familiare l’originale, o volete comunque un ripasso, eccolo:

La mia generazione è cresciuta così. Scusateci se siamo ottimisti.

 

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.

Traduzioni farlocche: “Grease” e il vino della Svizzera italiana

Ieri sera ho intravisto una scena dell’ennesima replica di Grease (1978) su un canale italiano e ho scoperto una chicca. A un certo punto Sandy (Olivia Newton-John) è in
camera con le amiche e Rizzo (Stockard Channing) tira fuori una bottiglia di vino. Una delle amiche un po’ oche, Jan, lo descrive con ammirazione dicendo “Vino vero della Svizzera Italiana? È importato!” o qualcosa di molto simile.

La battuta mi è suonata strana, e così sono andato a cercare l’originale. Sì, noi traduttori non sappiamo resistere a una traduzione che ci
suona farlocca. Grazie al potere di Internet, in pochi secondi ho trovato lo spezzone in questione e ho appurato che in originale la battuta è “Italian Swiss Colony? Wow, it’s imported.” Potete sentirla in inglese qui sotto (non ho trovato per ora lo spezzone equivalente in italiano):

Ma l’Italian Swiss Colony non è un vino della Svizzera Italiana. È un vino americano, fatto in California. Questo. Fatto da una colonia di persone provenienti in buona parte dalla Svizzera italiana (donde il nome). Altre info sono qui.

In altre parole, il senso della battuta del film è che l’amica è talmente ignorante in fatto di vini (e di cultura generale) che pensa che il californianissimo Italian Swiss Colony sia un vino d’importazione. Nella versione italiana il riferimento culturale si perde completamente e la battuta cade nel nulla. A discolpa dei traduttori dell’epoca, confesso che non l’avrei colta neanche in originale.

Il doppiaggio cinematografico è da sempre strapieno di errori, alcuni perdonabili e altri meno. Il mio disastro di traduzione preferito rimane una frase in Viaggio Allucinante (1966): parlando di una parte sottilissima del corpo umano nel quale gli eroi stanno navigando dopo una fantascientifica miniaturizzazione, uno di loro (Donald Pleasence) dice, a 54:48, che “è più sottile di un decimillimetro di pollice”. E qui non ci sono scuse, è proprio ignoranza.

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.

Pescati in Rete

Pescati in Rete

Eccovi una rapida rassegna di cose toste trovate in Rete in questi giorni di semivacanza, a partire da Pallina, la gatta qui accanto, che voci non confermate indicano essere dotata di poteri di bilocazione o teletrasporto. Il CICAP indaga con cauto scetticismo, ma le gambe gli fanno giacomo giacomo. No, non chiedete dettagli: chi ha bisogno di sapere, già sa.

Alcune foto eccezionali del Burj Dubai, il grattacielo più alto del mondo, ormai quasi completato, a quota 750 metri circa.

Lo Star Trek che non fu: Genevieve Bujold nei panni (assolutamente inadatti) del capitano Janeway di Voyager; fu lei la prima scelta, ma i primi giorni di ripresa furono assolutamente disastrosi, e così fu chiamata al suo posto zia Kate. Questo spezzone delle riprese spiega perché.

A proposito di Uncanny Valley e grafica digitale iperrealistica per i personaggi virtuali, date un’occhiata a questa demo di “Emily”: quasi ci siamo, ma se lo guardate fino in fondo noterete che hanno barato un po’. I dettagli sono qui.

Prugne nello spazio: uno spot d’epoca ha come interprete nientemeno che Ray Bradbury. Che non si prende affatto sul serio. Adorate anche voi il futuro come lo immaginavano in passato?

Questa era in coda da un po’, ma ve la voglio far vedere comunque: una serie di video di fulmini al superrallentatore, tratte in parte da un documentario della BBC. Impressionante. Giacobbo, cosa te ne fai delle fandonie della pseudoscienza, quando la realtà offre cose mille volte più affascinanti?

E a proposito di pseudoscienze, una notizia ghiotta per gli appassionati del settore e per gli appassionati di sbufalamento: James Randi passa il testimone della conduzione della JREF (James Randi Educational Foundation), quella del premio da un milione di dollari per il primo fenomeno paranormale dimostrato scientificamente; la JREF avrà come nuovo presidente Phil Plait di Bad Astronomy, l’uomo che trita i lunacomplottisti per colazione. Fantastico.

Samantha Cristoforetti racconta la sua passione per Star Trek e Battlestar Galactica

Samantha Cristoforetti racconta la sua passione per Star Trek e Battlestar Galactica

Ieri sera c’è stata una bella sessione Zoom in diretta in inglese fra l’attrice Katee Sackhoff (l’interprete di Starbuck nella serie Battlestar Galactica) e l’astronauta Samantha Cristoforetti, grazie all’Agenzia Spaziale Europea e specificamente ad Alexander Milas e Mark McCaughrean, senior advisor for science and exploration dell’ESA.

Fra le tante chicche personali e tecniche che sono emerse nella chiacchierata molto informale (interessantissima la parte riguardante la psicologia e i requisiti mentali per una missione umana su Marte), ne segnalo un paio che riguardano la fantascienza: la prima è che Samantha Cristoforetti ha guardato Battlestar Galactica mentre era nello spazio, durante le ore giornaliere obbligatorie di corsa sullo speciale tapis roulant della Stazione Spaziale Internazionale.

La seconda è che Katee e Samantha si sono incontrate alla Fedcon, in Germania, nel 2018, e l’astronauta spiega che questa loro foto insieme è stata la prima che ha mai desiderato di fare con una celebrità in tutta la sua vita (un sentimento che non aveva mai provato o capito prima e che è tuttora alla base della sua riluttanza a fare selfie con chi la incontra):

In entrambi i casi la reazione di Katee Sackhoff è impagabile. Nel finale, poi, il suo saluto vulcaniano ha… qualche complicazione.

A circa 21:30, inoltre, Samantha racconta la genesi della sua famosa foto in divisa di Star Trek: Voyager scattata a bordo della Stazione nel 2015 e accompagnata da questo tweet.

La battuta sul caffè è una citazione di una celebre frase del capitano Janeway di Star Trek: Voyager:

Traduco quello che racconta Samantha in inglese, che è musica per le orecchie di qualunque fan di fantascienza e di Star Trek della mia generazione, quella che non poteva semplicemente scaricare le puntate in HD in tempo reale cliccando su Netflix, come si fa oggi, e che viveva invece di ritagli di giornale, di fanzine fotocopiate e di notizie compilate nei VideoTrek di Alberto Lisiero e Gabriella Cordone e si radunava alle prime convention italiane per vedere insieme le puntate appena ricevute di straforo dagli Stati Uniti, grazie ai pochi che avevano un videoregistratore in grado di riprodurre le videocassette NTSC. Erano, a modo loro, tempi eroici: per essere fan dovevi impegnarti tanto.

“Sono cresciuta come grandissima fan di Star Trek; è stata una parte molto importante della mia vita, una grande passione, da bambina e da ragazza in particolare. Ma sono anche cresciuta in questo paesino nelle Alpi italiane. 

All’epoca, negli anni Ottanta e nei primi anni Novanta, mentre crescevo, Star Trek non era molto conosciuto in Italia. Non era questo grande fenomeno come lo era invece in altri paesi come gli Stati Uniti o la Germania. In più abitavo in questo posto sperduto, dove non c’era accesso a grandi librerie o negozi per appassionati, per cui ero uno di quei giovani che andava a caccia di qualunque cosa potesse trovare o stava su di notte fino alle due perché trasmettevano una replica della serie degli anni sessanta. 

Quando The Next Generation finalmente arrivò in Italia, credo qualche anno dopo la messa in onda negli Stati Uniti, fu trasmesso tardissimo di notte. Io stavo sveglia per guardarlo. E poi nel 1994, quando avevo 17 anni, andai negli Stati Uniti come studentessa di scambio, e credetti di essere morta e di essere andata in Paradiso perché lì Star Trek] era dappertutto, c’erano le repliche di The Next Generation in TV per due ore ogni giorno e io sequestravo la TV per quelle due ore, e andava in onda Deep Space Nine e potevi procurarti qualunque oggetto da fan e il merchandising ed era semplicemente meraviglioso.

E poi a gennaio del 2015 — scusate, del 1995 –. quando ero ancora studentessa di scambio, debuttò Voyager e io quindi ho questo ricordo: «Wow, sto davvero guardando una nuova serie di Star Trek il giorno stesso del suo debutto invece che anni dopo!» In più aveva, come sapete, un capitano donna, che per me come teenager e ragazza ovviamente molto interessata alla tecnologia e allo spazio era una cosa molto importante.

Saltiamo in avanti di vent’anni: sono un’astronauta, vado nello spazio e mi capita di essere nello spazio per il ventesimo anniversario di quel giorno importante in cui aveva debuttato Voyager, e così ho pensato di celebrarlo in qualche modo. Ho anche cercato di contattare Kate Mulgrew, l’attrice che interpretava [il capitano] Janeway [in Voyager], ma non è andata in porto. Ma avevo con me questa divisa e volevo farci qualcosa di speciale e un mio amico, si chiama [omissis] e sono abbastanza sicura che ci stia ascoltando adesso, è stato lui è darmi gli spunti, tipo «beh, stai per ricevere la macchina per il caffè e sai che Janeway era grande bevitrice di caffè». 

E così ho scattato quella foto nella Cupola insieme al veicolo spaziale cargo Dragon che era appena arrivato, con la macchina del caffè nel ventre [della sua stiva], e poi [ne ho scattata un’altra] in cui bevevo caffè dalla tazzina speciale per zero g con la divisa di Janeway [e con un’altra citazione del capitano di Voyager, N.d.T.].”

Una perfetta Trekker nello spazio, insomma. Fra l’altro, a bordo della Stazione con lei c’era almeno un altro fan dichiarato di Star Trek, Terry Virts. Siamo ovunque.

Chicca finale: per quel che ne so, il nome del signor Omissis non era mai emerso pubblicamente, neppure nel libro di Samantha Diario di un’apprendista astronauta. Vi posso garantire che sta sorridendo orgogliosamente da orecchio a orecchio.

Oggi dalle 14 Starcon: convention virtuale di fantascienza e dintorni

Oggi dalle 14 Starcon: convention virtuale di fantascienza e dintorni

Tra poco inizierà la StarCon, la convention di fantascienza alla quale partecipo ogni anno da tempo immemorabile per ritrovare gli amici, tradurre gli ospiti stranieri e ogni tanto fare qualche miniconferenza scientifica. Quest’anno, per ovvie ragioni, la StarCon si fa virtualmente, in videoconferenza: questo ha il vantaggio che chiunque può seguirla. Se volete, il link alla diretta Youtube di oggi è qui sotto. Si comincia alle 14 circa.

Il programma della giornata prevede gli ospiti Ross Mullan (Trono di Spade), Chase Masterson (Star Trek: Deep Space Nine) e Giulia Santilli (doppiatrice e attrice). Le conferenze includono “Passato, presente e futuro dei romanzi di Star Trek” con Carlo Recagno, “Il doppiaggio di Star Trek Picard” con Marcello Rossi e “Manuale per Viaggiatori nel tempo” con il sottoscritto, più varie visite a sorpresa.

Ross Mullan arriva a 3:49; Carlo Recagno inizia a 53:40; Marcello Rossi ci spiega i problemi di doppiaggio di Star Trek Picard da 1:37:00; io arrivo a 2:01:00 circa (in costume). Buona visione.

Ecco la seconda parte: dopo la sfilata dei costumi (virtuale) e le premiazioni per il modellismo di fantascienza, a 17:50 c‘è Chase Masterson, seguita da Giulia Santilli a 46:00. L’attività di beneficenza citata da Chase Masterson è la Pop Culture Hero Coalition, presso Popculturehero.org.

Terza parte: Tony Amendola (Stargate SG-1), prop-making con Annalisa Diacinti, astronomia dal balcone con Gian Franco Lollino, e Jeffrey Weissmann (Ritorno al Futuro Parte II e III).