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Si parla di Luna a Chiasso stasera

Si parla di Luna a Chiasso stasera

Ieri a Chiasso, presso la Sala-Cine Excelsior, si è aperta la mostra di astronautica e astronomia “Da Galileo alla conquista della luna”, ricca di modelli e di una replica della tuta usata per il primo sbarco sulla Luna. C’è anche un meteorite di 15 chili.

La mostra, organizzata da PerUnaNuovaCultura.ch, è a ingresso gratuito grazie al lavoro dei volontari e al contributo degli sponsor, rimane aperta fino al 5 dicembre e include vari eventi e conferenze nel suo programma.

Stasera alle 20:30 sarò in compagnia di Luigi Pizzimenti, uno dei principali esperti e collezionisti italiani di cimeli delle missioni spaziali (Collectionspace.it) e amico personale di molti degli astronauti protagonisti dell’era Apollo e Skylab, per una conferenza, intitolata “Progetto Apollo: il grande sogno dell’uomo”, che rievocherà gli sbarchi lunari con chicche e aneddoti freschi provenienti dal nostro incontro con gli astronauti poche settimane fa.

Luigi Pizzimenti tornerà anche sabato 1 dicembre, alle 20:30, con una conferenza astronautica dal taglio inconsueto e stimolante: “Cosa pensano di Dio gli astronauti?”. Marco Blaser ed Eugenio Bigatto (conduttori storici della diretta del primo sbarco sulla Luna per la televisione svizzera italiana) saranno presenti il 5 dicembre, alle 20:30, per rievocare “Il brivido di quella notte”.

Gli appuntamenti della mostra, però, non si esauriscono qui: ci sono anche laboratori e conferenze dedicate ai giovanissimi, proiezioni di film e spettacoli teatrali. Ci vediamo!

“2001: Odissea nello spazio” con le astronavi di “Guerre stellari”. E viceversa

“2001: Odissea nello spazio” con le astronavi di “Guerre stellari”. E viceversa

Dieci minuti di totale frivolezza, creati con grande passione e ricerca del
dettaglio: da appassionato cultore di entrambi i film, non posso che
inchinarmi di fronte al talento tecnico e alla bravura nel trovare i
riferimenti alle inquadrature e alle scene dei rispettivi film originali. Buon
divertimento.

Samantha Cristoforetti fa cosplay di "2001: Odissea nello spazio" NELLO SPAZIO

Samantha Cristoforetti fa cosplay di “2001: Odissea nello spazio” NELLO SPAZIO

Questa foto è solo un teaser di un momento di nerditudine spaziale
suprema per qualunque appassionato di fantascienza e soprattutto di
“2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick, uno dei capolavori
assoluti del genere.

La foto completa:

Versione schiarita per mostrare i dettagli della divisa:

Se non cogliete il riferimento, è alle hostess che in “2001” si muovono
a bordo delle astronavi simulando la camminata terrestre in assenza di peso
grazie a pantofole con suola in Velcro, in una delle scene più magiche del
film.

Ed ecco la versione di Samantha, che se non erro è stata girata con un obiettivo grandangolare molto spinto e nella sezione russa della Stazione (ma non riesco a decifrare in quale punto preciso, anche se elaborando il video si notano sullo sfondo due tute russe da EVA):

All’epoca di “2001”, alla fine degli anni Sessanta, scene come queste erano assolutamente stupefacenti: mi chiesi per
anni, da ragazzino, come avessero potuto ottenere questi effetti. Ora
lo so, e questo non fa che aumentare la mia ammirazione per Kubrick e i suoi
tecnici; se vi interessa, lo spiego qui sotto, ma non voglio fare spoiler.

Visti con gli occhi di oggi e con mezzo secolo di esperienza di spostamento
delle persone in grandi ambienti a zero G, i movimenti delle hostess sembrano
fisicamente implausibili: non perderebbero tempo a camminare o a ruotare per
cambiare corridoio, ma semplicemente fluttuerebbero da un posto all’altro,
come vediamo fare agli astronauti sulla Stazione. Ed è abbastanza ovvio che la
scelta narrativa e visiva delle “scarpette di Velcro” fu adottata perché
all’epoca era impraticabile simulare l’assenza di peso in modo realistico e
per periodi prolungati in una produzione cinematografica. Ma la bellezza ed
eleganza delle immagini non sfiorisce.

Chicca: il comandante della navetta lunare (quello che nel secondo spezzone
entra per salutare l’unico passeggero) è Ed Bishop, indimenticabile comandante
Straker della serie “UFO”.

—-

ALLERTA SPOILER: come furono realizzati questi effetti?

La cosa più sorprendente di queste riprese è che sono ottenute tutte con
effetti in-camera, ossia creati fisicamente sul set: non ci sono
sovrapposizioni o effetti ottici aggiunti.

Le hostess erano su un set sulla Terra, in gravità normale, e furono
addestrate a camminare fingendo di attaccarsi al pavimento con le scarpette e
aggrappandosi agli oggetti. Il copricapo fu un espediente per non far vedere i
capelli, che in una ripresa realmente a zero G avrebbero dovuto fluttuare
(effetto impossibile da ottenere negli anni Sessanta).

La presa della biro fluttuante fu realizzata applicando la biro a una enorme,
pulitissima lastra di vetro montata su un telaio girevole, i cui bordi erano
fuori dall’inquadratura. La biro era attaccata al vetro con un pezzetto di
doppio adesivo, che all’epoca era una novità assoluta.

Il passaggio da un corridoio all’altro fu ottenuto
ruotando l’intero corridoio mentre la cinepresa era vincolata al
corridoio stesso. La hostess era quindi sempre in piedi. Semplice, ma
efficacissimo.

Una videocollezione di chicche e retroscena di “2001: Odissea nello spazio"

Una videocollezione di chicche e retroscena di “2001: Odissea nello spazio”

Se, come me, siete appassionati di questo film di Stanley Kubrick, questa
serie di video vi rivelerà tantissimi dettagli poco conosciuti e tante
immagini girate dietro le quinte di un capolavoro che ha ormai più di
cinquant’anni e fu girato prima dello sbarco sulla Luna, con difficoltà
tecniche e narrative incredibili. Il video è in inglese, ma le immagini spesso
parlano da sole, proprio come in 2001: Odissea nello spazio. Buona
visione.

Part 1: The Dawn of Man
Part 2: The Floyd Section
Part 3: The Lunar Surface (TMA-1)
Part 4: Jupiter Mission [A]
Part 5: Jupiter Mission [B]
Part 6: Jupiter and Beyond the Infinite [A]
Part 7: Jupiter and Beyond the Infinite [B]
Ci ha lasciato Douglas Trumbull, maestro degli effetti visivi da 2001: Odissea nello Spazio a Incontri ravvicinati del terzo tipo e oltre

Ci ha lasciato Douglas Trumbull, maestro degli effetti visivi da 2001: Odissea nello Spazio a Incontri ravvicinati del terzo tipo e oltre

Douglas Trumbull, genio degli effetti visivi in tanti film che hanno fatto la
storia del cinema e ispirato l’immaginazione di generazioni, è morto a 79
anni. La
notizia
è stata data dalla figlia.

Trumbull è stato creatore o co-creatore degli effetti visivi di
2001: Odissea nello Spazio,
Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, Star Trek: il Film, Silent Running

(2002: la seconda odissea, che ha anche diretto) e Blade Runner,
giusto per citare alcuni titoli. Ha inventato o perfezionato
tecniche di ripresa come lo slit-scan o il motion control per
ottenere immagini altrimenti impossibili e con una qualità che i sistemi
tradizionali non consentivano. E i primi esperimenti di
high frame rate, la tecnica usata da Peter Jackson per
Lo Hobbit, furono realizzati da Trumbull.

La sequenza di volo intorno alla nuova Enterprise in
Star Trek: il Film, memorabile per tutti i fan della saga per la sua
celebrazione delle forme e della bellezza dell’astronave, fu concepita e
diretta da lui, che era stato chiamato in emergenza dopo che la ditta incaricata di realizzare gli effetti speciali del film aveva sprecato mesi senza produrre nemmeno un secondo di pellicola finita. Il regista, Robert Wise, gli diede carta bianca con una sola
richiesta: di farne una sequenza senza dialogo, di pura bellezza visiva, per
regalare agli appassionati l’Enterprise nitida ed elegante come non l’avevano mai
vista prima, sul grande schermo invece che nel piccolo e sgranato tubo catodico della TV. La colonna sonora di Jerry Goldsmith completò perfettamente la
sequenza, che fra l’altro sta per essere ripubblicata in versione restaurata in 4K. Questa è un’immagine tratta in anteprima da questo restauro:

I suoi effetti visivi usavano il computer come ausilio, per esempio per
comandare la cinepresa, ma gli oggetti che riprendeva erano sempre modelli
reali, fisici, perché così otteneva un dettaglio e un realismo che ancora oggi
la grafica digitale stenta a raggiungere: una lezione che alcuni registi, come
Christopher Nolan, hanno imparato ma che molti altri hanno trascurato, sedotti
dal nuovo giocattolo digitale.

Il volo degli spinner sopra la città in Blade Runner? Opera sua,
con modelli fisici e cinepresa computerizzata per riprendere i singoli
elementi in passate multiple perfettamente identiche e a registro,
direttamente sulla pellicola originale, senza dover fare
compositing ottico che degradava le immagini. Le inquietanti nubi nel
cielo di Incontri ravvicinati del terzo tipo? Sue, ottenute riprendendo
liquidi versati in una vasca. 

Ho avuto l’onore di seguire una sua masterclass e di parlargli al
Festival di Locarno nel 2013. Trovate
qui
il mio resoconto e le sue parole, chiare e conclusive, sulle teorie di
complotto che asseriscono che le immagini degli allunaggi sarebbero state
ottenute con gli effetti speciali. Le sue tecniche e la sua arte visiva hanno incantato e ispirato per decenni e resteranno indelebili nella storia. Grazie, maestro.

Fonti aggiuntive:
Engadget,
Hollywood Reporter.

Hal, apri gli archivi: un documentario dedicato a 2001: Odissea nello spazio

Hal, apri gli archivi: un documentario dedicato a 2001: Odissea nello spazio

Si intitola 2001: Beyond the Infinite, ed è un progetto di Douglas Trumbull, il genio degli effetti speciali che creò con Kubrick l’universo di 2001; non è chiaro se verrà completato o no, stando a questo video. Grazie a Daniele per la segnalazione.

Visto che sono in tema di 2001, ecco una foto di Keir Dullea, l’attore che interpretò David Bowman.

La foto non è tratta dalla sequenza finale del film, in cui Bowman è invecchiato: mostra come è adesso Dullea, in questo spezzone di documentario girato da Sean Dunne. La somiglianza con il Dullea invecchiato dal trucco nel film quarant’anni prima è sorprendente. Chicca nella chicca: la pronuncia esatta di Dullea (dull-ei).

Trovati i minuti mancanti di 2001?

Trovati i minuti mancanti di 2001?

Esiste una copia “perfettamente conservata” dei minuti che Stanley
Kubrick tolse a 2001: Odissea nello spazio. Lo ha dichiarato a Toronto
“alcuni giorni fa” Douglas Trumbull, maestro degli effetti speciali del
film, durante una presentazione avvenuta al termine della proiezione di una
copia in 70 mm di 2001, secondo quanto riportato da varie fonti che
puntano tutte (o quasi) a un articolo su
Forgotten Silver
datato 14 dicembre. La copia sarebbe stata
“trovata dalla Warner nei suoi archivi in una miniera di sale nel Kansas”
. Non c’è un video della dichiarazione di Trumbull, ma dovrebbe esistere una
registrazione audio.

Si tratterebbe dei 17 minuti che Kubrick tagliò dal film poco dopo le sue prime
proiezioni pubbliche: in tal caso, il contenuto di queste scene mancanti è noto
ed elencato in
IMDB. Se
così fosse, non si tratterebbe di scene che cambierebbero significativamente il
film (a parte, forse, quella in cui si vede HAL terminare la connessione radio
con la Terra, spiegando così una battuta di Bowman rimasta nel film
definitivo).

Ho già il Blu-Ray di 2001, ma se la Warner ne presenta una nuova edizione
con questi minuti tagliati, può contare sul mio acquisto incondizionato. Sempre
che non mettano Hayden Christensen al posto di Dave nel finale.

Fonti supplementari:
The Film Stage,
Blastr,
IO9,
Repubblica.
Incontro con Douglas Trumbull, maestro dei sogni di “2001: Odissea nello Spazio”

Incontro con Douglas Trumbull, maestro dei sogni di “2001: Odissea nello Spazio”

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo
aggiornamento: 2021/03/29 15:45.

Ieri al
Festival del Film di Locarno c’era
Douglas Trumbull, creatore o co-creatore degli effetti visivi di
2001: Odissea nello Spazio,
Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, Star Trek: il Film, Silent Running
(2002: la seconda odissea
) e Blade Runner, tanto per citare qualche titolo.

La sua masterclass è stata un’ora e mezza di puro nerd porn,
stracolma di spiegazioni e informazioni tecniche sulle tecnologie
dell’immersività cinematografica d’annata fino a quelle future: dal Cinerama
agli schermi toroidali dieci volte più luminosi di quelli normali, sui quali
Trumbull proietta immagini da 4K, a 120 fotogrammi al secondo, in 3D, allo
scopo di ottenere l’immersività totale. È un inventore che continua a
inventare, e gli si legge negli occhi che per lui questo non è lavoro, ma è
divertimento per il quale viene pagato (anche se le dispute economiche e i
momenti difficili, grazie a certi personaggi miopi di Hollywood, non gli sono
mancati).

Finita la conferenza, tutti fuori con lui al bar a chiacchierare.
Meraviglioso. Qui sotto, la mia copia autografata di 2001: un ricordo
speciale della conversazione a ruota libera, dalle leggende che lo vogliono
autore delle riprese per falsificare lo sbarco sulla Luna fino all’ufologia
(della quale è sostenitore anche col portafogli, visto che ha un
kit di ripresa ufologica da paura).

Io e un altro partecipante alla chiacchierata post-conferenza abbiamo colto
l’occasione per chiedergli un parere su quest’accusa di aver girato con
Kubrick le riprese dell’allunaggio. Questa è la sua risposta:

“Io so che [quelle immagini] sono reali. Non che io fossi lì, ma nella mia
mente non c’è alcun dubbio che siano vere.”

Gli chiedo quale sarebbe stata la sequenza dello sbarco sulla Luna più
difficile da falsificare, avendo a disposizione gli effetti speciali degli
anni Sessanta:

“Avevano cineprese 16mm sul veicolo di allunaggio e in altri punti del
razzo Saturn, e vedi una ripresa molto complicata, con emissioni gassose che
si muovono e la superficie che si avvicina e allontana, e tutte queste cose
si spostano l’una rispetto all’altra. A quell’epoca non avevamo alcun modo
per realizzare un
motion control
che sovrapponesse elementi multipli. Credo che sarebbe stato impossibile
farlo sembrare veramente reale”

(risposta integrale:
“I don’t know the answer to that. I really don’t know. I mean, there’s
something about photography at that… Part of the answer would be this:
they had 16-mm cameras on the lunar lander and on other parts of the Saturn
rocket and everything, and you’re seeing a very complicated shot of vapors
going and the surface coming or going, and… and all these things are
moving relative to each other. At that time we had no way of doing motion
control that would superimpose multiple elements. I think it would have been
impossible to make it look really real”
).

Gli suggerisco come ripresa particolarmente difficile il moto parabolico della
polvere lunare sollevata dall’auto elettrica usata dagli astronauti (nel vuoto
la polvere non forma volute ma ricade di colpo):

“Non sarebbe impossibile da fare, lo faresti con qualche sistema di
simulazione di particelle in grafica computerizzata
. Potresti farlo oggi, ma non potevi farlo all’epoca”

(“It wouldn’t be impossible to do, you would do that with some computer
graphics particle system. You could do that today. But you couldn’t do it
then”).

Domani nuova masterclass, dedicata tutta al suo gioiellino di fantascienza
ecologica Silent Running, massacrato nella versione italiana da un
titolo e un rimontaggio che lo associavano falsamente al capolavoro di
Kubrick. Ci vado e poi vi racconto.

2001 Odissea nello spazio: rivelate le immagini del “viaggio”

2001 Odissea nello spazio: rivelate le immagini del “viaggio”

Questo film di Stanley Kubrick è da sempre una delle mie passioni e non finisce mai di rivelare nuove sorprese, anche a distanza di quasi quarant’anni dalla sua uscita (1968). Le immagini incredibili e psichedeliche del viaggio interstellare di David Bowman alla fine del film sono entrate nella storia del cinema (insieme alla sequenza del Danubio blu e alle facce perplesse degli spettatori che non capivano il finale).

Quello che non molti sanno è che il “corridoio di luce” di quella sequenza finale fu ottenuto con una tecnica meccanica particolarissima, denominata slit-scan, che usa una serie di fotografie riprese attraverso una fessura che scorre davanti all’obiettivo della cinepresa.

Questa tecnica produce una deformazione molto vistosa dell’immagine, che la rende irriconoscibile ma permette di creare un “effetto tunnel” molto elegante. La stessa tecnica fu usata anche per la memorabile sigla televisiva di Doctor Who negli anni Settanta. Niente computer: tutto fatto a manina, con tempi e costi proibitivi.

La chicca è che qualcuno s’è preso la briga di fare reverse engineering delle immagini slit-scan utilizzate da Douglas Trumbull, il supervisore degli effetti speciali, in 2001: Odissea nello spazio, prendendo i fotogrammi del film e ricostruendo l’aspetto originale delle immagini che formano il “tunnel”. I risultati sono davvero notevoli e intriganti, considerato il materiale di partenza. Buona visione (o visioni?).

Qualcuno ha perso una vite sulla Stazione Spaziale?

Qualcuno ha perso una vite sulla Stazione Spaziale?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Nel tardo pomeriggio (ora italiana) di ieri le telecamere di bordo della Stazione hanno catturato una scena curiosa: una vite metallica lucente che compare da chissà dove e si perde.

La scena è presentata nel video che vedete qui sopra, che è tratto da qui su Ustream (a circa 27 minuti dall’inizio del file Ustream) e mostra inizialmente il comandante della Stazione, “Butch” Wilmore, che sposta un grosso apparato. A circa 1 minuto e 20 secondi dall’inizio di questo video compare, appena sotto il bordo superiore della paratia azzurra, un oggetto che ruota su se stesso e si avvicina alla telecamera, rimbalzando varie volte. L’oggetto sembra appunto essere una vite o un perno metallico.

Dato che a bordo della Stazione è essenziale tenere traccia di dove si trova ogni cosa e che magari quella vite serve a qualcosa d’importante, pubblico qui il video, che ho segnalato anche a Samantha Cristoforetti. Probabilmente non è nulla, ma dato che se manca una vite non è facile per gli astronauti andare alla ferramenta più vicina e procurarsi un ricambio, ho preferito segnalarlo. Qualunque riferimento alla vite che scappa a Sandra Bullock in Gravity o alla penna che fluttua in 2001: Odissea nello spazio è puramente casuale.

Aggiornamento: nella prima stesura di quest’articolo avevo descritto impropriamente l’oggetto come un “bullone”. Ho corretto grazie alle segnalazioni dei lettori.