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Lego delirio: Blade Runner e DeLorean

Lego delirio: Blade Runner e DeLorean

Altri modelli Lego originali

BoingBoing ha segnalato tempo addietro lo Spinner, l’auto volante di Blade Runner, fatto con il Lego. La chicca nella chicca è che si tratta di un modello ufficiale della Lego, di cui però esiste un unico esemplare: quello donato dalla Lego a Syd Mead, l’artista responsabile del design dello Spinner in questione e di tanti altri veicoli storici di film di fantascienza, da Alien a Tron.

La stessa fonte segnala ora la DeLorean di Ritorno al Futuro realizzata con il Lego:

La galleria completa di immagini di questo modello è qui su Flickr.

E visto che non c’è due senza tre, godetevi il video della costruzione del Millennium Falcon di Guerre Stellari con il kit apposito della Lego:

Prima che me lo chiediate: costa 780 franchi, ossia circa 520 euro al cambio attuale. E qui mi fermo, altrimenti provoco un nerdgasmo.

Khan, Numero 6, adieu

Khan, Numero 6, adieu

Ci hanno lasciato Ricardo Montalban e Patrick McGoohan

Ricardo Montalban, noto agli appassionati della fantascienza come uno dei migliori avversari del capitano Kirk, ovvero Khan nella Serie Classica e nel film L’ira di Khan, oltre che per il suo ruolo in due film della saga del Pianeta delle Scimmie e per una miriade di ruoli al di fuori della fantascienza, è morto a Los Angeles a 88 anni. Una sua breve biografia è pubblicata dalla Associated Press.

E’ stata comunicata oggi la notizia della scomparsa di Patrick McGoohan, protagonista senza nome della celeberrima serie TV Il Prigioniero, un piccolo capolavoro sulla paranoia e sulla sorveglianza ossessiva che debuttò in TV alla fine degli anni Sessanta e divenne uno degli incubi della mia generazione. I cultori lo ricorderanno anche in Scanners di David Cronenberg. McGoohan Aveva 80 anni. Il suo profilo è qui su IMDB.

You’re not a number.

Si congeda Victor Bergman di Spazio 1999

Si congeda Victor Bergman di Spazio 1999

Barry Morse, 10/6/1918-2/2/2008

Ci ha lasciati l’attore Barry Morse, che molti ricorderanno come il saggio professor Bergman di Spazio 1999 e come l’implacabile tenente Gerard nella serie TV Il Fuggitivo. Trovate una sua scheda biografica qui in italiano; viene ricordato qui dalla CNN; il suo sito ufficiale è Barrymorse.com.

Da Nick Tate (il pilota Alan Carter di Spazio 1999) ricevo, traduco e pubblico con il suo permesso queste parole di ricordo.

Cari amici,

non dobbiamo rattristarci troppo per l’inchino finale di questo bravo attore e uomo dai modi gentili. 89 anni è un’età straordinaria, per chiunque, per essere ancora pieni di vita e andare in giro per il mondo come Barry sapeva fare. E’ stato un attore meraviglioso e intelligente, un marito affettuoso e un padre orgoglioso. Lo so perché parlammo molto nel corso dei due anni in cui ebbi il piacere di lavorare con Barry alla prima stagione di Spazio 1999. Il suo tranquillo talento professionale era un grande esempio per noi attori più giovani, ed era sempre disponibile. Somigliava, in effetti, al personaggio che interpretava, il professor Bergman: valeva sempre la pena di chiedere almeno i suoi consigli saggi e consultare la sua profonda conoscenza del mestiere.

Nel corso degli anni sono stato invitato a molti raduni di fantascienza, alla maggior parte dei quali non ho potuto partecipare, ed è stato sempre un piacere imbattermi in Barry in un paio di queste occasioni. Era popolarissimo presso i fan e sembrava diventare sempre più raffinato col tempo, come un corposo vino d’annata. Siamo fortunati, ora che ci sono i DVD, di poter bere dalla sua cantina in ogni momento.

Addio, amico, ci vediamo lassù in cielo… non troppo presto, spero…

Con affetto

Nick Tate

Addio, Arthur Clarke

Addio, Arthur Clarke

Ci ha lasciati Arthur C. Clarke

Uno dei colossi della divulgazione scientifica e della fantascienza ci ha lasciati a novant’anni. Sir Arthur C. Clarke, coautore del film 2001: Odissea nello spazio, principale promotore dell’idea dei satelliti geostazionari per telecomunicazione e grande scrittore di narrativa scientifica, è morto oggi in Sri Lanka, dove risiedeva dalla fine degli anni Cinquanta. La notizia è riportata dalla BBC.

E’ impossibile descrivere l’influsso che le sue opere hanno avuto su tanti ricercatori scientifici, piloti e astronauti (e, nel mio piccolo, anche su di me). Sono davvero poche le persone che con le loro opere letterarie e cinematografiche sanno coniugare il rigore scientifico con l’entusiasmo e la passione e ispirare gli altri a non dire mai “non si può fare”. La Wikipedia lo ricorda qui in italiano; qui trovate la traduzione italiana del suo video di commiato, registrato a dicembre 2007.

Ci mancherà.

Wargames compie 25 anni

Wargames compie 25 anni

Strano gioco. L’unica mossa vincente è non giocare

In questi giorni compie 25 anni il film Wargames di John Badham, con Matthew Broderick, Ally Sheedy e il mitico WOPR. Se non l’avete visto, recuperatelo: è uno dei pochi parti di Hollywood che mostri l’informatica con una discreta plausibilità (a parte il dettaglio del giovane e timido informatico che riesce a conquistare la spasimata).

L’idea di poter entrare nei sistemi informatici e cambiarne il contenuto, come fece David (Broderick) nel film “correggendo” i propri voti scolastici, stimolò l’interesse di tanti giovani verso i computer, ma al tempo stesso fece sentire irrimediabilmente primitivi coloro che non vivevano negli USA. Non solo David aveva un computer (un IMSAI): la sua scuola era informatizzata e online, e questo era considerato normale. Nel 1983. Umiliante.

Certo, l’incubo nucleare è finito, ma l’idea che si possano causare devastazioni tramite computer è ancora attualissima: semplicemente è cambiato il tipo di devastazione. E nel mio piccolo, pensare che sono passati 25 anni da quando ho visto Wargames al cinema è piuttosto devastante.

L’unica consolazione è che quei tempi pionieristici, fra accoppiatori acustici, modem a 1200 baud e calcolatori pesanti come incudini, io li ho vissuti; e questo mi permette di avere ancora tanta meraviglia quando vedo le cose che si fanno oggi con l’informatica, senza mai darle per scontate come fanno spesso le nuove leve.

Addio a Forrest Ackerman

Addio a Forrest Ackerman

Ci lascia a 92 anni il padre del termine “sci-fi”

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “f.grani****” e “comparto****”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Immagine tratta da Wikimedia Commons.

Se non sapete chi era Forrest J Ackerman, non siete veri fan della fantascienza, del fantasy e dell’horror. Rimediate subito. Il 4 dicembre scorso si è spento a 92 anni, nella sua casa di Los Angeles, l’uomo che ha ispirato (giusto per fare qualche nome) Stephen King, Joe Dante, John Landis e Steven Spielberg, che leggevano i suoi racconti quando erano bambini.

Aveva conosciuto personalmente Boris Karloff e Bela Lugosi, creato Vampirella, pubblicato nel 1938 il primo racconto di Ray Bradbury e ammassato una collezione di oltre 300.000 cimeli del cinema, dalle orecchie a punta di Spock al “disco volante”, fatto con un piatto di carta, usato da Ed Wood in “Plan 9 From Outer Space” (Piano 9 da un altro spazio, nella traduzione non letterale della versione italiana), considerato il più brutto film di tutti i tempi e imperdibile lezione di non-cinema.

Ah, e aveva anche coniato il termine “sci-fi” nel 1954 (anche se alcuni gli contendono questo primato). E se ancora non bastasse, aveva lavorato come agente letterario per l’agenzia che rappresentava qualche autore che forse avrete sentito nominare, come L. Ron Hubbard, Isaac Asimov, A.E. van Vogt, H.L. Gold, Ray Cummings e Hugo Gernsback.

Una chicca: nel video di Thriller di Michael Jackson, il regista John Landis collocò Ackerman a mangiare popcorn dietro Jackson nella scena che si svolge al cinema.


Qualunque appassionato di questi generi, che lo sappia o no, deve molto a Forrest Ackerman. 92 anni spesi bene. Il Los Angeles Times gli dedica uno splendido articolo di ricordo, dal quale ho tratto questo mio piccolo tributo.

So long, Forrie.

Elezioni USA, parodia con Guerre Stellari

Votate per Lando Calrissian!

L’attore Billy Dee Williams, che interpretò Lando Calrissian nella saga di Guerre Stellari, si è prestato per una gustosa parodia dei messaggi elettorali statunitensi e delle polemiche e accuse che hanno caratterizzato entrambe le candidature presidenziali. Alcune allusioni sono decisamente feroci e azzeccate.

See more funny videos at Funny or Die

E visto che siamo in tema di Star Wars, godetevi questo talento creativo. Se seguite le parole è ancora più divertente.

Le microonde fanno sentire le voci

Cannone a microonde per proiettare suoni direttamente nel cervello

La psichedelia e le esperienze pseudoallucinogene scatenate tramite effetti sonori sembrano proprio essere l’argomento del momento. Mentre aspettiamo che qualcuno faccia un test serio, in doppio cieco, sulla reale efficacia dei suoni venduti da iDoser, New Scientist annuncia una nuova tecnologia, pensata per il controllo incruento delle sommosse, che spara un fascio di microonde che genera suoni direttamente dentro la testa del malcapitato destinatario, all’altezza dell’orecchio interno, scavalcando qualsiasi tappo o cuffia protettiva.

La Marina degli Stati Uniti ha già pubblicato un rapporto che conferma l’efficacia del principio, denominato microwave auditory effect. Il dispositivo, chiamato MEDUSA (Mob Excess Deterrent Using Silent Audio), utiizza brevi impulsi di microonde (dice New Scientist) per riscaldare rapidamente i tessuti, producendo un’onda d’urto dentro il cranio che viene rilevata come suono dall’orecchio. Modulando gli impulsi, si può “proiettare” una voce dentro la testa di un singolo individuo. La voce di Wikipedia dedicata a quest’effetto, ricca di rimandi a brevetti sulla tecnologia del microwave auditory effect, spiega che furono le persone che si trovarono a lavorare nelle vicinanze dei radar, nella Seconda Guerra Mondiale, a notare per prime quest’effetto prima sconosciuto.

La versione militare usa livelli di potenza decisamente superiori a quelli delle altre applicazioni, allo scopo di stordire e rendere inermi eventuali aggressori. E’ forse meglio che beccarsi una pallottola, ma occorre fare attenzione a un uso eccessivamente disinvolto di queste armi cosiddette “non letali”, perché credendo che siano innocue vengono usate con meno remore.

Su un piano meno militare, la tecnologia delle microonde audio sembra funzionare molto bene sugli uccelli e potrebbe diventare uno spaventapasseri molto utile in agricoltura e per sgomberare gli aeroporti dagli stormi che sempre più cocciutamente resistono alle tecniche tradizionali. C’è speranza anche per i non udenti, perché questa tecnologia scavalca completamente l’orecchio esterno e, se l’orecchio interno funziona, può permetere a un sordo di udire. C’è chi addirittura pensa di usare quest’effetto nel settore dell’audio ad alta fedeltà.

Chiaramente gli effetti sulla salute di un’esposizione a microonde modulate sono tutti da verificare e non è il caso di entusiasmarsi troppo. Ma da questa notizia emerge una chicca: sapevate che, secondo la Nasa, l’effetto delle microonde è una possibile spiegazione per i suoni captati da alcune persone durante le pioggie di meteore?

La grafica digitale di Guerre Stellari. Quello del 1977

Nostalgia pura: dietro le quinte della prima animazione digitale della Morte Nera

Se non avete visto Guerre Stellari quando uscì, nel 1977, non leggete oltre. Non potete ricordare come fossero stupefacenti, per quell’epoca, ogni singola scena, ogni effetto speciale, ogni battuta di un copione fresco e innovativo.

Io c’ero, e ricordo come lasciò a bocca aperta tutti gli informatici dell’epoca la scena in cui viene spiegato il piano d’attacco alla Morte Nera. Tutti pensammo fosse un cartone animato, realizzato in uno stile tale da farlo sembrare grafica computerizzata. Ma era veramente grafica digitale. Nel 1977; anzi, qualche anno prima, perché il 1977 è l’anno di uscita, ma la grafica fu realizzata quando ancora mancava gran parte della produzione del film.

E’ comparso su Youtube un video che racconta la realizzazione di quella scena e mostra la sequenza originale completa. Notate le manopole del computer utilizzato per realizzarla: quella sì che era un’interfaccia. E due minuti per fare il rendering wireframe di un singolo fotogramma, ne vogliamo parlare?

“Notevole. Veramente notevole”, direbbe qualcuno.

L’audio è in inglese e di scarsa qualità, ma il filmato è una chicca sia per gli informatici, sia per i cultori della fantascienza (due categorie quasi sovrapponibili). Se a qualcuno interessa, preparerò un sunto in italiano.

Se vi state chiedendo come mai la grafica digitale pone il cannone ammazzapianeti sull’equatore della Morte Nera anziché nella posizione che avrà poi nel resto del film, è proprio perché la grafica digitale fu realizzata nelle primissime fasi di produzione del film. George Lucas cambiò poi la posizione del cannone, ma ormai la grafica era fatta e non c’era né tempo né denaro per rifarla. Se volete vedere com’era la Morte Nera versione 1.0, perdetevi in questa serie incredibile di bozzetti di Ralph McQuarrie.