Poche ore fa la NASA ha fatto il punto sui suoi piani per il proseguimento del programma lunare Artemis in una conferenza stampa nella quale hanno parlato Jared Isaacman (NASA Administrator), Amit Kshatriya (NASA Associate Administrator) e Jeremy Parsons (program manager di Artemis per la NASA). Riassumo qui quello che è stato detto.
Artemis III (missione di attracco multiplo in orbita terrestre) resta prevista per l’estate del 2027 e Artemis IV (allunaggio) è pianificata per la seconda metà del 2028.
Artemis III in dettaglio
La durata prevista è di 14-17 giorni a seconda delle condizioni meteo. Il lanciatore SLS è in via di assemblaggio nel VAB (lo storico hangar gigante delle missioni Apollo). La sequenza operativa prevista è questa:
- Lancio e messa in orbita terrestre di una versione di test del veicolo di allunaggio di Blue Origin (Blue Moon Mark 2 Lander Test Article) da parte di un vettore New Glenn della stessa azienda. Nel frattempo, il lanciatore SLS per l’equipaggio sarà già sulla rampa di lancio per i test pre-volo. Il veicolo di allunaggio (lander) di Blue Origin può attendere in orbita fino a un mese l’arrivo dell’SLS con l’equipaggio. Durante quest’attesa verranno testati tutti i componenti hardware e software del lander.
- Lancio di SLS e messa in orbita terrestre della navicella Orion con l’equipaggio. L’orbita sarà inizialmente ellittica e misurerà da 16 a 975 miglia nautiche (sì, Amik Kshatriya ha detto proprio sedici) per poi passare a un’orbita a circa 300 miglia nautiche nel corso del primo giorno di volo e poi a 237 mn, dove incontrerà il lander di Blue Origin nel corso del terzo giorno, attraccando. Nota interessante: le condizioni termiche in orbita terrestre sono più impegnative di quelle nello spazio profondo (presumo per via del fatto che il veicolo si trova spesso nel cono d’ombra della Terra). Nel corso dei due giorni successivi, Orion e Blue Moon resteranno attraccati, verranno collaudati tutti i sistemi e le interazioni fra i due veicoli e l’equipaggio aprirà il condotto di collegamento che permetterà di entrare a bordo di Blue Moon. Qui verranno collaudati i sistemi di supporto vitale del lander e verranno testate alcune procedure di emergenza.
- Intorno al sesto giorno della missione, verrà lanciato dalla Florida un vettore Starship di SpaceX. Orion si sgancerà da Blue Moon e cambierà la propria orbita, inserendosi in una da 206 mn nel corso dell’ottavo giorno. Starship avrà un meccanismo di attracco montato sulla punta e Orion vi attraccherà. Questo test sarà molto breve, circa due ore, senza ingresso dell’equipaggio nella Starship. Lo scopo di questo attracco è capire concretamente come funziona una configurazione in cui i due veicoli hanno dimensioni così differenti (Starship è un colosso rispetto a Orion).
- Terminato il test di attracco con Starship, Orion ha altri obiettivi di missione nei giorni rimanenti, che includeranno ulteriori test della tuta di sopravvivenza o OCSS (Orion Crew Survival Suit), da non confondere con la tuta lunare, ed esperimenti scientifici di vario genere orientati alla salute dell’equipaggio e alla gestione delle emergenze.
- La missione si concluderà con un normale rientro e ammaraggio.
Artemis III volerà senza un secondo stadio, di cui non ha bisogno. Al suo posto ci sarà un elemento di raccordo (spacer) inerte, che è già stato progettato e costruito a tempo di record.
Tutti e tre i vettori partiranno da rampe del Kennedy Space Center.
Circa 250 componenti della navicella Orion di Artemis II verranno riutilizzati nella Orion di Artemis III.
Dal 9 giugno 2026, quando l’equipaggio è stato assegnato alla missione, i suoi quattro membri (Randy Bresnik, Luca Parmitano, Andre Douglas e Frank Rubio) hanno svolto oltre 350 ore di addestramento.

Allunaggi di prova senza equipaggio
Durante il periodo tra Artemis III e Artemis IV verranno effettuate delle missioni lunari dimostrative senza equipaggio dei vettori e dei veicoli di allunaggio del programma Artemis. La missione di SpaceX è attualmente prevista per il quarto trimestre del 2027; quella di Blue Origin per l’inizio del 2028.
SpaceX sta approntando una rampa di lancio per Starship al Kennedy Space Center e si prepara per il primo recupero integrale del lanciatore nei prossimi giorni. Successivamente, nei primi mesi del 2027, verranno effettuati dei test di trasferimento di propellente in orbita terrestre tra due Starship, una lanciata dal KSC e una dallo spazioporto di SpaceX a Boca Chica.
Artemis IV in dettaglio
La capsula Orion e il lanciatore SLS per questa missione sono già in costruzione. La tuta spaziale per le attività sulla Luna, costruita da Axiom Space, viene definita sortie suit. È una versione semplificata rispetto al progetto iniziale, con prestazioni ridotte, pensata per brevi uscite (almeno due ore) nelle vicinanze del lander. In compenso pesa la metà (circa 120 kg sulla Terra). La tuta più versatile e di lunga durata arriverà dopo. Il test di questa tuta semplificata è previsto per il 2027 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.
Dalle parole dette durante la conferenza stampa sembra che il lanciatore SLS di Artemis IV forse userà un secondo stadio Centaur V allungato e potenziato, più un cosiddetto kick stage o stadio di spinta impulsiva, che è ancora da realizzare, al posto del secondo stadio standard ICPS. Tutto questo, a quanto pare, consentirebbe di portare il lander e Orion a un’orbita lunare bassa (“low lunar orbit”) a quota imprecisata, invece di usare l’orbita lunare alta ed ellittica NRHO prevista inizialmente dal programma Artemis. La massa inseribile in traiettoria translunare con il Centaur V allungato è fra 40 e 43 tonnellate. Secondo quanto dichiarato nella conferenza stampa, l’allunaggio sarebbe fattibile anche con l’ICPS qualora avvenisse con il lander di SpaceX.
Sono previsti due scenari: uno con il lander di SpaceX e uno con il lander di Blue Origin. La decisione su quale scenario verrà adottato sarà presa il più tardi possibile.
Due differenze importanti rispetto ad Apollo: uso di propellenti criogenici anziché ipergolici e atterraggio al polo sud lunare invece che nella fascia equatoriale. Entrambe comportano difficoltà tecniche e logistiche di gran lunga maggiori di quelle delle missioni degli anni Sessanta del secolo scorso.
Se Artemis IV usa Super Heavy e Starship di SpaceX
Il piano di volo generale di Artemis IV con il lander di SpaceX è il seguente:
- Lancio del deposito di propellente (una Starship modificata, denominata depot) in orbita terrestre bassa tramite un vettore Super Heavy
- Lanci multipli di Starship, sempre con vettori Super Heavy, per portare altro propellente al deposito (circa 8 secondo Musk, circa 20 secondo altre stime, ma di preciso non si saprà fino a quando verranno effettuati i test di trasferimento)
- Lancio del lander (una Starship modificata) in orbita terrestre, con trasferimento di propellente dal depot
- Trasferimenti di propellente al depot
- Decollo di SLS con l’equipaggio
- Trasferimento finale del propellente dal depot al lander in un’orbita terrestre più alta (Final Tanking Orbit, FTO)
- Rendez-vous e attracco fra Orion e lander in orbita terrestre ancora più alta (High Earth Orbit)
- Inserimento in traiettoria translunare grazie alla propulsione della Starship (non quella del modulo di servizio europeo)
- Inserimento in orbita intorno alla Luna
- Trasferimento di due membri dell’equipaggio dentro il lander
- Separazione tra lander e Orion
- Discesa del lander e atterraggio al polo sud lunare
- Attività sulla superficie lunare
- Decollo dalla Luna
- Rendez-vous e attracco in orbita lunare tra lander e Orion
- Trasferimento dei due membri lunari dal lander a Orion
- Inserimento in traiettoria transterrestre
- Sgancio di Orion
- Rientro di Orion nell’atmosfera terrestre
- Ammaraggio di Orion

Se Artemis IV usa New Glenn e Blue Moon di Blue Origin
Il piano di volo generale di Artemis IV con il lander di Blue Origin (presentato da 1:09:10) è invece il seguente:
- Lancio di tre stadi di trasferimento (transfer stage) in orbita terrestre bassa su altrettanti vettori New Glenn in versione potenziata 9 x 4 (nove motori nel primo stadio, quattro nel secondo, al posto dei sette e due della versione attuale); gli stadi di trasferimento vengono lanciati singolarmente e attraccano tra loro in orbita terrestre bassa, stando allo schema mostrato qui sotto (che parla di transfer stage launches, al plurale) e stando a quanto detto in conferenza stampa (“Blue would first individually launch these three Mark 1-like vehicles, our transfer stages, before the launch of the Mark 2 lander, aggregating in low Earth orbit”)
- Lancio del lander in orbita terrestre bassa su un altro vettore New Glenn
- Attracco in orbita terrestre bassa fra lander e stadi di trasferimento
- Accelerazione e inserimento in orbita translunare del lander da parte degli stadi di trasferimento 3 e 2
- Inserimento in orbita lunare polare ellittica del lander insieme allo stadio di trasferimento 1
- Decollo di SLS con l’equipaggio, accelerazione verso la Luna e inserimento in orbita lunare polare ellittica
- Rendez-vous e attracco fra Orion e lander in orbita lunare polare ellittica
- Trasferimento di due membri dell’equipaggio dentro il lander
- Uso dello stadio di trasferimento 1 per portare il lander a un’orbita lunare bassa, mentre Orion resta in orbita ellittica polare
- Discesa del lander e atterraggio al polo sud lunare
- Attività sulla superficie lunare
- Decollo dalla Luna
- Rendez-vous e attracco in orbita lunare ellittica polare tra lander e Orion
- Trasferimento dei due membri lunari dal lander a Orion
- Sgancio di Orion
- Inserimento di Orion in traiettoria transterrestre
- Rientro di Orion nell’atmosfera terrestre
- Ammaraggio di Orion

Se tutto va bene, sulla Luna gli astronauti di Artemis IV troveranno ad attenderli un veicolo semovente (rover o lunar terrain vehicle). Sono previste due escursioni sulla superficie, ciascuna con una durata di due ore o più.
Entrambi i lander sono in grado di interrompere la discesa verso la Luna e risalire verso Orion in caso di emergenza.
La pagina ufficiale di supporto a questa conferenza stampa ospita altra grafica e altre foto.
