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Antibufala: la tuta che fa sembrare nude le cicliste

Antibufala: la tuta che fa sembrare nude le cicliste

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “piero.err*” e “valesang*”.

Accenno brevemente, con la speranza di chiuderla, alla polemica sulla tuta delle cicliste colombiane che le fa sembrare nude sul ventre e all’inguine.

Molti, vedendo la foto qui accanto, scattata al Giro della Toscana, hanno pensato a una scelta intenzionale sessista e provocatoria per attirare l’attenzione. La Rai ha parlato di “scandalo” e il presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale, Brian Cookson, ha detto che le tute sono “inaccettabili” e che l’UCI sta indagando sul caso; altri si sono scagliati contro le cicliste, rimproverandole di aver accettato questa pagliacciata. Ma è molto rumore per nulla.

In realtà, infatti, l’effetto “nude look” è semplicemente una combinazione del colore delle tute (falsato in questa foto), delle ombre prodotte dalle forme naturali delle cicliste e della bassa risoluzione della fotografia che sta circolando. Aggiungeteci un pizzico di pareidolia e l’inganno mediatico è perfetto.

Una versione meno sgranata della foto che ha dato il via alla polemica (grazie a @giusepperestivo che me l’ha mandata), tagliata per non includere gli elementi di distrazione, risolve ogni dubbio:

Non è una tuta che imita la pelle nuda, nello stile di certi grembiulini, ma semplicemente una zona in Lycra dorato che in particolari condizioni di luce produce un effetto color carne. In altre foto della stessa tuta l’effetto scompare completamente:

Gli indignati frenino dunque la propria indignazione e rivolgano le proprie energie a imprese più costruttive.

Fonti aggiuntive: ChasingWheels, TuttoBiciWeb (anche qui), El Tiempo (anche qui), Abc.es.

Antibufala mini: la cripta di Padre Pio ha 2000 metri quadri d’oro massiccio!

Rispondo pubblicamente e brevemente a una richiesta d’indagine arrivatami da una lettrice (rosa*): è vero che la cripta della Chiesa di Padre Pio ha 2000 metri quadrati d’oro massiccio, come scrivono per esempio Repubblica (a firma di don Paolo Farinella), l’UAAR (con parziale smentita), il Corriere del Mezzogiorno o Laparola.it?

Dipende cosa s’intende per “massiccio”: considerato che risultano usati in tutto tre chili d’oro per i mosaici, se fossero davvero spalmati su 2000 metri quadri sarebbero una sfoglia tutt’altro che massiccia: lascio a voi fare i calcoli precisi. Inoltre, al prezzo di circa 30 euro al grammo di oggi, tre chili d’oro sarebbero circa 90.000 euro: neanche una gran cifra rispetto alle altre spese dell’opera, come per esempio la grande croce, che da sola è costata circa 1,5 milioni di euro dati dalla regione Puglia.

Non intendo entrare in polemica sulla sensatezza o meno di spendere questo denaro in questo modo invece che in un altro: mi hanno chiesto se è vero che ci sono 2000 metri quadrati d’oro massiccio nella cripta e mi limito a rispondere a questa domanda. No, non ci sono.

Antibufala: la foto dei piloti che protestano contro le “scie chimiche”

Antibufala: la foto dei piloti che protestano contro le “scie chimiche”

Circola su Internet, in particolare su Twitter, l’immagine mostrata qui accanto: un’impressionante sfilata di piloti civili in divisa che reggono cartelli sui quali sono stampate griglie di scie lasciate in cielo dagli aerei. Sulla foto campeggia la dicitura “Ci rifiutiamo di uccidere i nostri amici e parenti”.

I più creduloni fra i seguaci della tesi di complotto delle “scie chimiche” alla quale allude la foto l’hanno interpretata come la prova che il complotto è reale e che i piloti non ne vogliono sapere di continuare a fare le presunte irrorazioni clandestine con i loro aerei.

La foto darebbe ai sostenitori dell’esistenza delle “scie chimiche” quello che a loro manca dagli ormai lontani anni Novanta, quando nacque questa tesi di complotto, ossia degli esperti qualificati che confermino scientificamente le loro accuse. Finora non ne hanno trovato neanche uno, per cui trovarsi addirittura con una marcia pubblica di piloti che protestano contro le “scie chimiche” sarebbe una svolta clamorosa.

Ma devo deludere gli sciachimisti: come risulta da una semplice ricerca per immagini simili con Tineye.com o dalla consultazione di Hoax-Slayer.com, la foto è un falso fabbricato da Dees Illustration Studio, un sito specializzato in fotomontaggi a sostegno di qualunque tesi di complotto (compresi gli uomini lucertola), partendo da una fotografia della protesta tenuta effettivamente da piloti di linea a New York il 28 settembre 2011, ma non per protestare contro le “scie chimiche”: per dimostrare contro gli stipendi inadeguati e le condizioni di lavoro precarie dei piloti della Continental e della United.

I cartelli originali, infatti, racconta Forbes, recavano slogan e l’immagine dell’eccezionale ammaraggio d’emergenza nel fiume Hudson di un aereo di linea avvenuto nel 2009 e nel quale il pilota, il capitano Sullenberg, salvò tutti i passeggeri. Ci sono varie foto della manifestazione presso il Daily Mail. Fra queste c’è la versione non manipolata dell’immagine “chimica”.

Credit: Getty Images
Gli iPhone nuovi prendono una brutta piega? Arriva il “BendGate”

Gli iPhone nuovi prendono una brutta piega? Arriva il “BendGate”

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Stanno circolando in Rete dicerie e video secondo i quali i nuovi iPhone, in particolare l’iPhone 6 plus, si piegano e rimangono deformati piuttosto facilmente. L’interesse intorno ai nuovi gadget di Apple ha creato una certa frenesia intorno a queste notizie ed è stato subito coniato il termine Bendgate per indicare il problema. Ma i fatti quali sono?

Primo, a chi sembra strano che un oggetto di metallo sottile rimanga piegato dopo che è stato piegato con forza forse sarebbe utile un ripassino delle proprietà di base dei materiali prima di andare a fare shopping cellulare o decidere in quale tasca tenere un oggetto delle dimensioni di un iPhone 6 Plus. La plastica (usata per i telefonini di marche concorrenti) è molto più elastica dei metalli: le leggi della natura non fanno eccezioni, neppure per i prodotti Apple che vengono spesso reclamizzati come se avessero poteri magici.

Secondo, la forza necessaria per deformare permanentemente un iPhone Plus è decisamente notevole: o lo piegate apposta oppure in circostanze normali è davvero difficile che si deformi e resti piegato.

Apple, visto il dilagare virale della diceria, ha invitato i giornalisti a vedere come collauda i propri dispositivi, per far vedere che si era posta il problema: ha sottoposto 15.000 iPhone 6 e 6 Plus a sforzi fino a 25 chili e a torsioni ripetute circa 8.000 volte. Li ha messi anche nelle tasche posteriori di pantaloni stretti e li ha affidati ai suoi dipendenti per vedere cosa succedeva in condizioni reali d’uso.

Inoltre l’autorevole rivista statunitense di difesa dei consumatori Consumer Reports ha pubblicato i propri test, secondo i quali la forza necessaria per indurre una deformazione è tutt’altro che trascurabile e non dovrebbe presentarsi in condizioni d’uso normali.

Morale della storia: Apple dice di aver ricevuto nove lamentele in tutto, nei primi sei giorni di vendite. Considerato che nel primo fine settimana di disponibilità sono stati venduti oltre 10 milioni di esemplari, non sembra un problema così vasto o serio come lo mostrano i video.

Antibufala preventiva: no, non è stata trovata vita extraterrestre su un pallone sonda

In breve: no, non è stata trovata vita extraterrestre nell’alta atmosfera della Terra su un pallone di ricerca. È il solito Chandra Wickramasinghe, che vede vita aliena dappertutto e che pubblica il solito articolo sul Journal of Cosmology, che non è una rivista scientifica ma fa finta di esserlo. Dettagli su Slate (in inglese) grazie a Phil Plait.

Antibufala: no, l’OMS non ha ordinato un milione di dosi di vaccino anti-Ebola

Lo so che la vicenda di Ebola si sta evolvendo come il più classico dei biothriller catastrofici, ma per favore cerchiamo di tenere i piedi per terra e non diffondere panzane. Non è vero che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ordinato un milione di dosi del vaccino “italiano” contro Ebola.

Tutti i dettagli sono qui su Gravità Zero.

Antibufala: Ebola e le bare preparate in anticipo dal governo USA

Antibufala: Ebola e le bare preparate in anticipo dal governo USA

L’apprensione per la diffusione di Ebola circola in tutti i media e serpeggia nei social network. Come da copione, a soffiare sul fuoco sono arrivati i complottisti, spesso motivati dalle proprie preferenze politiche o semplicemente mossi dalla paranoia.

L’ultima tesi di complotto intorno a Ebola che hanno partorito è davvero sensazionale ed è stata citata di recente, con molta risonanza, anche dall’attrice Morgan Brittany (celebre per la serie TV Dallas degli anni ’80, ma non per le sue competenze in virologia), che scrive per il sito World Net Daily, e dal sito Infowars.com. Secondo questa tesi, il governo americano avrebbe acquistato e predisposto sin dal 2008 “centinaia di migliaia” di bare ermetiche di plastica, accatastandole “in un campo nel bel mezzo di Madison, in Georgia”. Quindi, si insinua, il governo Obama sapeva da qualche anno dell’arrivo del virus e ha già una discreta idea di quante vittime ci saranno.

Le immagini (come quella qui accanto) e i video sembrano confermare queste affermazioni inquietanti, ma chi non si ferma alle foto e preferisce invece i fatti scopre una storia molto diversa, riassunta dal sito antibufala Snopes.com.

Prima di tutto, la presenza delle “bare” a Madison risale addirittura agli anni Novanta, quando la casa produttrice, la Vantage Products Corporation, affittò il terreno per depositarle a basso costo (tanto sono resistenti alle intemperie) in attesa di consegnarle ai clienti, che non sono gli enti governativi statunitensi, ma i privati che le prenotano e le lasciano in deposito fino al momento in cui le usano.

Inoltre non si tratta di bare, ma di contenitori protettivi nei quali si mettono le bare vere e proprie in caso di sepoltura in terreni affetti da infiltrazioni d’acqua.

Anche le “centinaia di migliaia” sono un’invenzione dei complottisti: il picco massimo di accumulo, secondo il fabbricante, fu circa 80.000 intorno alla fine degli anni Novanta. E il brevetto citato dai sostenitori della tesi si riferisce a un tipo di contenitore completamente differente.

Soprattutto, oggi il campo è vuoto e le “bare” non ci sono più, come si può vedere in Google Maps.

Certo, i complottisti diranno che è vuoto perché loro hanno scoperto il complotto e le “bare” sono state spostate altrove. Ma affermare senza avere prove e costruire una tesi sul nulla è facile, e la fantasia dei paranoici non dorme mai.

No, l'amministratore della NASA non ha dichiarato che c’era vita su Marte

No, l’amministratore della NASA non ha dichiarato che c’era vita su Marte

C’è un video che sta avendo successo fra i fufologi dai facili entusiasmi: mostra Charlie Bolden, Administrator (in pratica, direttore) della NASA che dice – perlomeno secondo i fufologi – che Marte era abitato da forme di vita extraterrestri.

Sentite come annuncia la “notizia” il sito di fufologia Segnidalcielo.it:

L’amministratore della NASA Charles Bolden, intervistato dalla TV inglese ITV, dichiara: “Marte in passato è stato un pianeta, sotto certi aspetti, simile alla Terra. Esso era abitato da forme di vita extraterrestri…ripeto.. un tempo … Adesso può ancora esserci vita”… Bolden ha dichiarato che una volta, in passato, su Marte esisteva una forma di vita extraterrestre! Questa è una vittoria enorme per astrobiologi e ufologi di tutto il mondo. Bolden ammette che la NASA sa che Marte una volta era abitato… Questo è un annuncio di tale importanza storica, che dovrebbe essere posto nei libri di storia di tutto il mondo. La vita extraterrestre su Marte esiste e viene annunciata dalla NASA il 9 Ottobre 2014.

Eh già, perché se la NASA deve annunciare di aver scoperto vita extraterrestre su Marte, non indice una conferenza stampa in mondovisione; lo dice così, tanto per far chiacchiera, nel mezzo di un’intervista qualsiasi e poi passa ad altro. Siamo seri.

Il video della dichiarazione di Bolden è questo: non lo includo come embed per non regalargli troppe visualizzazioni, dato che è su un account monetizzato che guadagna appunto dalle visualizzazioni.

Cosa dice Bolden, esattamente? Cominciamo con una trascrizione esatta:

Mars is very Earth-like, or at least used to be very Earth-like. It is a planet… sister planet to Earth. It is the most likely planet in our solar system that had life at one time, may have life now, and we feel definitely can sustain life. So… so that’s the reason we chose it…

Se masticate almeno un briciolo d’inglese, avrete notato subito che i fufologi hanno tradotto “It is the most likely planet in our solar system that had life at one time” come “Esso era abitato da forme di vita extraterrestri”. Quel “most likely” iniziale? Meglio ignorarlo, tanto che differenza vuoi che faccia, si saran detti.

Questa è la mia traduzione esatta (sono madrelingua inglese, traduttore con quasi trent’anni di esperienza, ma se non vi fidate di me, fate controllare da un vostro esperto di fiducia qualificato):

Marte è molto simile alla Terra, o perlomeno era molto simile alla Terra. È un pianeta… fratello della Terra. È il pianeta del nostro sistema solare che più probabilmente ha ospitato vita in passato, potrebbe ospitare vita adesso, e pensiamo possa certamente sostenere la vita… Per cui… per cui questa è la ragione per la quale l’abbiamo scelto

Ai fufologi sfugge, a quanto pare la differenza tra

Esso era abitato da forme di vita extraterrestri

e

È il pianeta del nostro sistema solare che più probabilmente ha ospitato vita in passato

Quando dico che l’ufologia viene resa ridicola dall’ingenuità e dall’incompetenza di molti suoi seguaci creduloni (che chiamo fufologi per distinguerli da chi si occupa seriamente di ufologia e di ricerca della vita extraterrestre), questo è esattamente quello che intendo. Non solo non sanno un’acca d’inglese ma pretendono di tradurlo lo stesso: non sanno un’acca del mondo reale, se credono che il direttore della NASA annuncerebbe l’esistenza di vita su Marte mentre parla del più e del meno.

Con svarioni d’inettitudine come questo, siti come Segnidalcielo.it screditano un tema importante e affascinante come la vita al di fuori della Terra. Per quest’asineria d’inglese e per la manifesta ingenuità, Segnidalcielo.it dovrebbe probabilmente ribattezzarsi Scendidalpero.it.

Antibufala: nazionale nordcoreana a rischio esecuzione. Abboccano RAI, ADNKronos, Fatto Quotidiano, Giornale e altri siti di notizie

Antibufala: nazionale nordcoreana a rischio esecuzione. Abboccano RAI, ADNKronos, Fatto Quotidiano, Giornale e altri siti di notizie

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “diego.mol*” e “anna.be*” e grazie alle segnalazioni di @cattivascienza, @fabioghibli e @ingdruido ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

“Calcio, nazionale Corea del Nord ko con Seul. ‘Giocatori arrestati, rischio esecuzione’”. Titola così Il Fatto Quotidiano di ieri (screenshot qui accanto; link).

Il Fatto attribuisce la notizia al “giornale ufficiale della Corea del Nord, Rodong Sinmun che parla di “Sconfitta umiliante”. […] Il Rodong Sinmun ha messo all’indice la squadra in un articolo di prima pagina, pubblicando foto dei giocatori sotto il titolo: ‘Gli uomini che ci hanno abbandonato’”.

Il Giornale cartaceo dedica alla vicenda addirittura un articolo molto ampio e dettagliato, con tanto di richiamo in prima pagina, a firma di Cristiano Gatti, come segnala NextQuotidiano.

Ma sul Rodong Sinmun l’articolo in questione non c’è. E non c’è per un’ottima ragione: la “notizia” è una bufala fabbricata dal sito satirico National Report.

Il Fatto e il Giornale l’hanno ripresa senza un minimo sindacale di verifica, come hanno fatto anche HandsOffCain e il suo omologo italiano NessunoTocchiCaino, che addirittura citano il National Report come fonte.

Screenshot del Giornale
Screenshot di NessunoTocchiCaino

C’è cascata anche Agenzia Radicale, che cita come fonte NessunoTocchiCaino e sarà anche radicale ma ospita disinvoltamente megabanner che offrono belle donne russe (che ho sfumato per evitare distrazioni e pubblicità involontaria).

Questo invece è uno screenshot di parte dell‘articolo-parodia del National Report:

Ancora una volta, c’è chi pensa che “giornalismo” significhi “copiare e incollare qualunque cosa troviamo su Internet, e chissenefrega di verificare” fregandosene delle conseguenze, fra le quali c’è quella di squalificare il lavoro dei giornalisti seri e professionali. Per fortuna ci sono appunto anche giornalisti attenti che si accorgono delle bufale, come ha fatto MondoCalcioMagazine.it qui.

Il bello è che in molti dei siti che hanno abboccato alla bufala ci sono i commenti dei lettori che avvisano le redazioni che si tratta di una panzana, eppure gli articoli restano al loro posto senza rettifica (almeno finora). Evidentemente i commenti, per questi siti, sono semplicemente un trucco per dare ai lettori l’illusione di una comunità nella quale la loro parola conta e per aumentare il numero di visualizzazioni delle pagine del sito, in modo da vendersi meglio agli inserzionisti.

Sarà interessante vedere come reagiranno allo sbugiardamento le varie redazioni. Perché sbagliare è umano, ma fare gli altezzosi e nascondere gli sbagli è da cialtroni.

A questo punto, visto il tema calcistico e la pubblicazione reiterata di notizie fasulle senza alcuna verifica, il Fatto Quotidiano potrebbe considerare l’ipotesi di ribattezzarsi il Fallo Quotidiano.

Aggiornamento (15:15): C’è cascata anche la Rai qui: grazie a @Joyclub72 per la segnalazione.

Invece l’Huffington Post ha abboccato qui, con un incipit salvachiappe che stride con il resto del testo (grazie a @pizzo81 per la segnalazione):

Complimenti a tutti.

Aggiornamento (16:50): C’è cascato anche Tio.ch, con una postilla salvaterga che ho evidenziato (grazie a @bonnyfused per la segnalazione):

Aggiornamento (17:30): Abbocca anche Yahoo Notizie, che prende la notizia da ADNKronos (grazie a @FortyZone per la segnalazione):

Screenshot di ADNKronos:

Aggiornamento (17:40): Il Corriere c’è cascato ma ha già rimosso l’articolo: era qui, ma persiste nella cache di Google (grazie a @ingdruido per la segnalazione). Ecco com’era l’articolo:

Ed ecco come il Corriere ha risolto l’errore:

Una rettifica? Una parola di scuse? Assolutamente no, e persino la pagina del “non trovato” ha la sua brava pubblicità (che ho mascherato per le stesse ragioni citate sopra). “Facciamo finta di non aver mai sbagliato” è ancora la reazione tipica alle inettitudini nelle redazioni delle testate giornalistiche. Meno male che questa è gente che prende uno stipendio e ha un Ordine dei Giornalisti che li sorveglia. Meno male. Altrimenti chissà.

Aggiornamento (2014/10/20 00:30): La Rai ha pubblicato una rettifica e ha aggiunto una nota all’articolo originale.

Aggiornamento (2014/10/21 21:00): Il Fatto Quotidiano ha riscritto l’articolo rettificando la notizia allo stesso URL della notizia originale e dicendo che s’è fidata di Nessuno Tocchi Caino. A sua volta, Nessuno Tocchi Caino ha pubblicato una rettifica a un altro link, smentendo di essere la fonte della notizia e lasciando priva di rettifica la pagina della notizia originale.

Uomo paralizzato riprende a camminare? Andiamoci cauti con l’entusiasmo

L’articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale.

La notizia di questi giorni secondo la quale un uomo paralizzato, Darek Fidyka, avrebbe ripreso a camminare dopo un trapianto di cellule dai bulbi olfattivi del cervello non ha le caratteristiche tipiche di una bufala, ma mi sembra presentata da varie testate generaliste in modo ingannevole. Provo a fare un po’ di chiarezza e vi chiedo di darmi una mano attraverso i commenti.

A favore della credibilità c’è il fatto che la sperimentazione, svolta da un gruppo di medici principalmente polacchi, è stata pubblicata da una rivista scientifica (Cell Transplantation) ed è il traguardo di un lungo e cauto percorso ben documentato. L’articolo è intitolato Functional regeneration of supraspinal connections in a patient with transected spinal cord following transplantation of bulbar olfactory ensheathing cells with peripheral nerve bridging ed è reperibile qui.

C’è anche la relativa limitatezza dei risultati raggiunti fin qui: non è vero che l’uomo ha ripreso a camminare in modo del tutto autonomo, come possono dare a intendere alcuni titoli di notizie: ha ampio bisogno di supporti e di un tutore. Non si tratta di un recupero miracoloso. Tuttavia le sue condizioni sembrano nettamente migliori rispetto a uno stato di paralisi totale e quindi i risultati, se confermati, sarebbero importantissimi per chiunque sia colpito da paralisi traumatica: secondo l’abstract della pubblicazione, il paziente ha beneficiato di un “parziale recupero dei movimenti volontari degli arti inferiori… e di un parziale recupero della sensazione superficiale e profonda”.

Un altro aspetto che distingue questa procedura da quelle dei ciarlatani è che i medici non hanno invocato segreti da custodire o altre scuse: hanno pubblicato tutti i dettagli della sperimentazione.

Aggiungo, infine, che la BBC sta seguendo e documentando il caso e di solito la BBC lavora con molto rigore. Non è Raidue con la redazione di Voyager, per intenderci. L’emittente britannica ha trasmesso un’inchiesta la sera del 21 ottobre nel programma Panorama.

Cauto ottimismo, quindi: bisogna attendere che l’operazione venga ripetuta su altri pazienti per verificare che la ripresa parziale della sensibilità e della parziale capacità di camminare non sia dovuta a guarigione spontanea e sia realmente un effetto ripetibile dell’operazione.

Maggiori dettagli sono su Ars Technica; le immagini del paziente e un’analisi approfondita sono sul sito della BBC qui.