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Antibufala: le ultime parole di Steve Jobs

Antibufala: le ultime parole di Steve Jobs

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Stanno circolando in Rete delle parole che vengono attribuite a Steve Jobs e sarebbero state pronunciate da lui in punto di morte. Ne parla per esempio Millionaire.it. Lo fa un po’ pigramente, perché cita la fonte della notizia senza accorgersi che quella fonte smentisce la notizia.

Le parole che Jobs avrebbe pronunciato sarebbero queste (nella traduzione italiana circolante):

Ho raggiunto l’apice del successo nel mondo degli affari. Agli occhi altrui la mia vita è stata il simbolo del successo. Tuttavia, a parte il lavoro, ho una piccola gioia. Alla fine, la ricchezza è solo un dato di fatto al quale mi sono abituato.

In questo momento, sdraiato sul letto d’ospedale e ricordando tutta la mia vita, mi rendo conto che tutti i riconoscimenti e le ricchezze di cui andavo così fiero, sono diventati insignificanti davanti alla morte imminente.
Nel buio, quando guardo le luci verdi dei macchinari per la respirazione artificiale e sento il brusio dei loro suoni meccanici, riesco a sentire il respiro della morte che si avvicina…

Solo adesso ho capito, una volta che accumuli sufficiente denaro per il resto della tua vita, che dobbiamo perseguire altri obiettivi che non sono correlati alla ricchezza. Dovrebbe essere qualcosa di più importante: per esempio le storie d’amore, l’arte, i sogni di quando ero bambino…Non fermarsi a perseguire la ricchezza potrà solo trasformare una persona in un essere contorto, proprio come me.

Dio ci ha dato i sensi per farci sentire l’amore nel cuore di ognuno di noi, non le illusioni costruite dalla fama. I soldi che ho guadagnato nella mia vita non li posso portare con me.Quello che posso portare con me sono solo i ricordi rafforzati dall’amore. Questa è la vera ricchezza che ti seguirà, ti accompagnerà, ti darà la forza e la luce per andare avanti.

L’amore può viaggiare per mille miglia. La vita non ha alcun limite. Vai dove vuoi andare. Raggiungi gli apici che vuoi raggiungere. E’ tutto nel tuo cuore e nelle tue mani.
Qual è il letto più costoso del mondo? Il letto d’ospedale. Puoi assumere qualcuno che guidi l’auto per te, che guadagni per te, ma non puoi avere qualcuno sopporti la malattia al posto tuo. Le cose materiali perse possono essere ritrovate. Ma c’è una cosa che non può mai essere ritrovata quando si perde: la vita. In qualsiasi fase della vita siamo in questo momento, alla fine dovremo affrontare il giorno in cui calerà il sipario.

Fate tesoro dell’amore per la vostra famiglia, dell’amore per il vostro coniuge, dell’amore per i vostri amici… Trattatevi bene. Abbiate cura del prossimo.

La versione inglese è invece questa:

I reached the pinnacle of success in the business world. In others’ eyes, my life is an epitome of success.

However, aside from work, I have little joy. In the end, wealth is only a fact of life that I am accustomed to.

At this moment, lying on the sick bed and recalling my whole life, I realize that all the recognition and wealth that I took so much pride in, have paled and become meaningless in the face of impending death.

In the darkness, I look at the green lights from the life supporting machines and hear the humming mechanical sounds, I can feel the breath of god of death drawing closer…

Now I know, when we have accumulated sufficient wealth to last our lifetime, we should pursue other matters that are unrelated to wealth…

Should be something that is more important:
Perhaps relationships, perhaps art, perhaps a dream from younger days

Non-stop pursuing of wealth will only turn a person into a twisted being, just like me.

God gave us the senses to let us feel the love in everyone’s heart, not the illusions brought about by wealth.

The wealth I have won in my life I cannot bring with me. What I can bring is only the memories precipitated by love.

That’s the true riches which will follow you, accompany you, giving you strength and light to go on.

Love can travel a thousand miles. Life has no limit. Go where you want to go. Reach the height you want to reach. It is all in your heart and in your hands.

What is the most expensive bed in the world?

Sick bed…
You can employ someone to drive the car for you, make money for you but you cannot have someone to bear the sickness for you.

Material things lost can be found. But there is one thing that can never be found when it is lost – Life.

When a person goes into the operating room, he will realize that there is one book that he has yet to finish reading – Book of Healthy Life.

Whichever stage in life we are at right now, with time, we will face the day when the curtain comes down.

Treasure Love for your family, love for your spouse, love for your friends.
Treat yourself well. Cherish others

Ma come dicevo, persino la fonte citata da Millionaire.it, ossia WafflesAtNoon, dice che si tratta di una bufala. Non esiste alcun riferimento a queste parole prima di novembre 2015 e nessuno dei siti che le ha pubblicate è in grado di documentare che Jobs le abbia davvero dette. Nessuna delle biografie ufficiali di Jobs menziona le frasi che stanno circolando. Anzi, secondo la sorella di Jobs, le sue ultime parole furono tutt’altro. Inoltre lo stile di scrittura è molto diverso da quello degli altri scritti di Jobs e contiene errori grossolani come “non-stop pursing” invece di “non-stop pursuit”. Per non parlare del fatto che le parole citano due volte Dio, ma Jobs non era credente.

Come segnala Bufale e Dintorni, alcuni commenti affermano che queste parole in realtà provengono da un libro scritto in cinese, Say It Before It’s Too Late: The Last Words of New Yorkers, di Yuan Yicheng, specificamente da pagina 124-127, ma non ho conferme dirette di questa attribuzione.

Fonti aggiuntive: Giornalettismo.

Fasullo l’appello per donatori B+ al Sant’Anna di Sorengo. Nessun bambino leucemico cerca sangue, fermate la catena

Fasullo l’appello per donatori B+ al Sant’Anna di Sorengo. Nessun bambino leucemico cerca sangue, fermate la catena

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La Maledizione della Donazione Fantasma sta imperversando ora in Canton Ticino: intasa il centralino e infastidisce il personale della Clinica Sant’Anna di Sorengo. Da qualche giorno, infatti, circola questo messaggio, nel quale ho mascherato i nomi e i numeri di telefono:

ciao a tutti…….bisogno di aiuto giralo x favore bimbo 17 mesi necessità sangue – gruppo b positivo x leucemia fulminante tel 328269**** riccardo capriccioli,grazie fai girare la mail è urgente!! se la fermi 6 un mostro senza cuore.
A****** P*******

Servizio Fatturazione – GAF
Gruppo Ospedaliero ARS Medica
Clinica Sant’ Anna
CH – 6924 Sorengo
Tel: 091 9851 ***
Fax: 091 9851 ***
email: a******.p*******@arsmedica.ch

In realtà non c’è nessun bambino di 17 mesi che cerca sangue per una leucemia fulminante alla Clinica in questione: è semplicemente una versione riconfezionata di un appello risalente a quasi un anno fa e che faceva inizialmente riferimento a un bambino che era realmente ricoverato, ma non a Sorengo: a Firenze, all’ospedale Mayer, come raccontato qui.

Questa storia gira da una casella di posta all’altra, cambiando continuamente le coordinate dell’ospedale che sarebbe coinvolto. La confusione e la scocciatura derivanti da questi appelli diffusi senza criterio sono tali che i vari ospedali cercano di contrastare la circolazione delle false notizie con comunicati e avvisi sui propri siti Web: ma spesso è inutile, perché c’è sempre qualcuno che riceve e inoltra senza fare alcun controllo.

Il problema nasce quando quest’inoltro parte da un posto di lavoro attinente alla materia dell’appello: è quello che è successo anche a Sorengo, stando al comunicato della Clinica Sant’Anna. L’appello è stato spedito dalla casella di posta di una collaboratrice dell’ospedale con in calce le coordinate dell’istituto, che si sono così trasformate in un apparente timbro di garanzia:

La Clinica Sant’Anna di Sorengo informa che in data 22.02.2008 è stato inviato dall’indirizzo di una propria collaboratrice una mail riguardante una presunta emergenza legata al caso di un bambino affetto da leucemia e bisognoso di una trasfusione di sangue. In calce al messaggio elettronico figuravano il nome e la funzione del mittente presso il nostro istituto.
Teniamo a precisare di non essere assolutamente a conoscenza di tale emergenza e che non sarebbero certamente stati questi i canali tramite cui la clinica avrebbe agito in una simile eventualità.
La Clinica Sant’Anna è spiacente per l’accaduto e si scusa con tutti quanti, in buona fede, si siano mobilitati e con tutti coloro ai quali questo messaggio sia stato causa di disagio.
Informa altresì che, coerentemente con la professionalità e la serietà che la caratterizzano, saranno prese tutte le misure necessarie per evitare che tali spiacevoli avvenimenti abbiano a ripetersi.

La morale è sempre quella: non inoltrate nessun appello senza verificarlo, e comunque non fatelo mai dal posto di lavoro.

Antibufala: il presidente francese cita gli Illuminati a proposito dell’attentato a Charlie Hebdo

Sono già arrivate parecchie segnalazioni di un video nel quale il presidente francese François Hollande dice, durante un discorso alla TV nazionale del 9 gennaio scorso, che Parigi è stata attaccata dagli “illuminés”, ossia – dicono coloro che diffondono il video – dagli Illuminati, una società segreta che secondo gli appassionati di cospirazionismo controllerebbe occultamente le sorti del mondo.

La frase di Hollande avrebbe una traduzione chiarissima e inequivocabile, dicono i sostenitori di questa tesi: “coloro che hanno commesso questi atti: quei terroristi, quegli Illuminati, quei fanatici….”. Ma si tratta di un banale errore di traduzione: “illuminés”, in francese e in questo contesto, non significa “Illuminati”. Vuol dire “esaltati, fanatici, visionari”. Basta consultare un dizionario e chiedere a chiunque sappia il francese.

Del resto, se davvero Hollande avesse voluto denunciare il ruolo della società segreta degli Illuminati nella strage di Parigi, non l’avrebbe certo fatto semplicemente citandone distrattamente il nome in un discorso per poi passare oltre.

Ma la mentalità cospirazionista è fatta così, e questo è un caso esemplare di come funziona. Una persona normale che non conosce bene il francese, quando sente Hollande usare la parola illuminés, presume che abbia un significato normale che gli sfugge, che sia magari un falso amico, ossia una parola che somiglia foneticamente a un’altra della propria lingua ma non ha lo stesso significato, e va a procurarsi un dizionario per cercarne il significato nel contesto. Un complottista pensa invece immediatamente che si tratti di un messaggio in codice; il dizionario non gli serve, perché lui ha già capito tutto. E più gli dici che ha frainteso, più si convince di essere l’unico che ha realmente visto la verità.

Giornale svizzero pubblica la falsa foto del poster “stupro libero per rifugiati”

Giornale svizzero pubblica la falsa foto del poster “stupro libero per rifugiati”

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento; 2016/01/27 1:10.

Me la prendo spesso con i giornali italiani che pubblicano bufale, ma non vorrei dare l’impressione che siano gli unici a sbagliare. Infatti stamattina il giornale ticinese Il Mattino ha pubblicato la foto-bufala del poster che (stando a chi la fa circolare) informerebbe gli africani che in Finlandia possono stuprare impunemente le donne bianche.

La foto è un grossolano fotomontaggio che altera un poster di Medici Senza Frontiere che in realtà offre cure alle donne liberiane vittime di stupro: i dettagli dell’indagine antibufala sono in questo mio articolo di pochi giorni fa.

Ancora una volta viene confermata una delle regole chiave del successo delle bufale: si crede facilmente che sia vero ciò che si vuole che sia vero.

Antibufala: attenti ai “Rigenera batteria” (*aggiornamento*)

Su segnalazione di un lettore (acuoghi) tocco rapidamente il tema dei cosiddetti “rigenera batteria”: dispositivi costituiti da una pellicola adesiva, che a detta dei loro venditori sarebbero in grado di migliorare le prestazioni delle batterie di cellulari e computer semplicemente applicandoli alla batteria.

Aggeggi di questo genere sono in vendita per esempio nel sito indicato dal lettore e vengono descritti in questo modo:

“E’ una speciale pellicola-ceramica in grado di accrescere fino al 30 % la durata della batteria agli ioni di litio di un Notebook e cellulare. Questa pellicola adesiva migliora la rigenerazione e lo sfruttamento della capacità elettrica disponibile, e reso possibile dal cosiddetto effetto Cavity Radiation, che rigenera il flusso di ioni nella batteria grazie al sottile strato ceramico esteso sulla superficie.”

Questo miracolo viene ottenuto, a detta del venditore, per soli 8,8 euro nel caso dei cellulari e 34,50 euro nel caso dei laptop. Ma la cosa interessante è che una ricerca in Google del termine “cavity radiation” non riporta alcun risultato che abbia attinenza con le batterie. Il termine “cavity radiation” è usato in fisica, ma in un contesto che non c’entra assolutamente nulla con l’elettricità e i flussi di ioni. La descrizione del “rigenera batteria”, insomma, è estremamente sospetta.

“Cavity radiation” ha l’aria di essere un termine usato dai venditori di questi aggeggi per darsi arie di scientificità. Infatti provando a cercare “cavity radiation” insieme a “battery” nel fido Google, salta fuori una discussione molto interessante, che rimanda a una dettagliatissima analisi della categoria di prodotti svolta dall’autorevole Tom’s Hardware.

L’analisi di Tom’s Hardware non lascia molte speranze: “nei nostri test su due notebook differenti, non siamo stati in grado di verificare alcun miglioramento della durata della batteria… sconsigliamo pertanto vivamente di investire nel Battery Activator” (così si chiama la versione del “rigenera batteria” analizzata, basata sullo stesso principio) “un adesivo dai colori vivaci è probabilmente altrettanto efficace e sicuramente costa molto meno”. L’articolo di Tom’s Hardware cita anche altre verifiche fatte da riviste e siti tecnici, tutte altrettanto negative.

Va chiarito che in casi come questi le esperienze personali e gli aneddoti contano molto poco: non fidatevi di chi vi dice di aver comprato questi aggeggi e di averne notato i benefici. Infatti chi li ha comprati difficilmente vorrà ammettere (anche a se stesso) di aver preso una fregatura, e di certo non li usa in condizioni controllate, per cui i “risultati” sono semplicemente le sue impressioni.

E’ la stessa trappola psicologica di chi appende un CD sul lunotto dell’auto perché a suo dire “abbaglia l’Autovelox”: non funziona, ma finché lo beccano ha l’impressione che funzioni.

Per farla molto breve: se una cosa è troppo bella per essere vera, è perché non è vera.

Aggiornamento (15/9/2005): Sono stato contattato dalla Microdata Sistemi, la ditta che ho citato nel link, che dichiara che il proprio prodotto “vanta prestazioni certificate e non è assolutamente una bufala.” Microdata mi ha fornito una copia del test condotto dalla TUV (disponibile anche sul sito della Batterylife che produce il dispositivo) e una recensione-test pubblicata sulla rivista italiana Chip di luglio-agosto. Ho chiesto ulteriori chiarimenti su alcuni punti dubbi del test TUV (molto limitato) e sul principio di funzionamento del dispositivo, che a quanto risulta non è coperto da alcun brevetto. In attesa di completare l’indagine antibufala e in assenza di una sperimentazione rigorosa, consiglio cautela nell’acquisto.

Antibufala: la NASA e la foto dell’“Occhio di Dio”

Antibufala: la NASA e la foto dell’“Occhio di Dio”

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “p.ben****” e “e.matte****”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Grazie anche a Massimo per la segnalazione. Ultimo aggiornamento: 2008/09/04 23:55.

Quella che vedete qui accanto, secondo un appello che circola da anni e che sarebbe anche ora di stroncare una volta per tutte, è una “foto molto rara, presa dalla NASA con telescopio Hubble. Quest’evento si produce una volta ogni 3000 anni. Questa foto ha già fatto miracoli. Esprimi un desiderio… Noterai cambiamenti nella tua vita oggi stesso. Puoi anche non crederci ma non conservare questa mail per te, manda questa foto ad almeno 7 persone. E’ stata chiamata «Occhio di DIO». Incredibile, da non cancellare. Manda questa foto ai tuoi amici e vedrai quello che succedera. Non interrompere questo giro per favore.”

La foto è sicuramente accattivante, ma è un falso sotto molti punti di vista. Come racconta Snopes.com, l’appello risale almeno al 2003, e non è affatto vero che si tratta di un evento che si produce ogni 3000 anni, tant’è vero che l’oggetto è citato anche nei libri d’astronomia degli anni Sessanta (come vedete qui sotto in un’immagine mandatami da un lettore, Massimo, e tratta da “Le Nebulose e gli universi-isola”, di Giorgio Abetti e Margherita Hack, Einaudi 1959).

L’oggetto astronomico raffigurato è infatti la nebulosa NGC 7293, che se ne sta sempre nel cielo nella costellazione dell’Acquario, e la foto è un montaggio colorato artificialmente a scopo divulgativo (non da un appassionato di Photoshop, ma dagli astronomi) di varie immagini raccolte da telescopi differenti, come si può vedere in questo articolo. Se osservata al telescopio, la nebulosa non ha affatto i colori mostrati nella foto che accompagna l’appello.

Sui presunti poteri miracolosi di quest’immagine decantati dall’appello calerei un velo pietoso.

La foto dell”occhio di Dio” fu pubblicata proprio nel 2003, all’epoca del debutto di questa bufala, da APOD (Astronomy Picture of the Day), un sito che consiglio vivamente: una foto al giorno, prevalentemente a carattere astronomico, per vedere quanto può essere bella la scienza senza dover ricorrere alle panzane della pseudoscienza.

2008/09/04

L’APOD è tornato ad occuparsi di questa nebulosa con questa splendida foto, assai più dettagliata delle precedenti e cliccabile per ingrandirla:

Antibufala: globi misteriosi nelle fotografie digitali

Antibufala: globi misteriosi nelle fotografie digitali

La curiosità di un lettore, eDog, mi offre l’occasione per raccontare un fenomeno che intriga molti su Internet: la comparsa di misteriosi globi luminosi nelle fotografie scattate nei luoghi poco illuminati. C’è chi sospetta che siano manifestazioni di fantasmi, tanto da chiamarle ghost globes o orbs, anche perché hanno una caratteristica effettivamente intrigante: non sono visibili a occhio nudo.

Questa è la foto scattata di notte alla Luna da eDog:

E questa è una foto piena di “fantasmi”, tratta da questo album intitolato inquietantemente “Graduation – Funeral”:

Cosa sono? Anime dei defunti che si affollano per accogliere fra loro il nuovo arrivato a un funerale? Spettri che infestano le case? È una bella storia, sicuramente efficace da raccontare, ma non corrisponde alla realtà.

Infatti tutte le foto che mostrano questi globi misteriosi sono scattate usando il flash: sarà un caso? No, anzi: è proprio la luce potente del flash che illumina le particelle di polvere che sono sempre sospese nell’aria (particolarmente nelle soffitte polverose) e che si trovano vicine all’obiettivo.

La vicinanza all’obiettivo non permette alla fotocamera di metterle a fuoco, per cui risultano appunto come globi sfocati fortemente illuminati dal flash. Lo stesso effetto può manifestarsi nelle foto scattate sotto la pioggia o con foschia intensa, per via dei riflessi delle goccioline d’acqua.

Ma come mai questo fenomeno sembra molto più vistoso nelle foto digitali? Per una ragione ottica: soprattutto nelle fotocamere economiche e ultracompatte rese possibili dall’uso della tecnologia digitale al posto delle pellicole, il flash è molto vicino all’obiettivo e quindi è più probabile che la sua luce venga riflessa verso l’obiettivo dalle particelle o goccioline sospese. In realtà anche le fotocamere a pellicola ultracompatte soffrono dello stesso problema, ma in misura minore grazie alla maggiore distanza fra flash e obiettivo.

Dubbiosi? Fate un esperimento molto semplice: andate in una stanza poco illuminata e fate qualche foto con il flash attivato. Se ottenete pochi fantasmi, provate a sbattere qualche cuscino o a smuovere in altro modo la polvere depositata in giro, e fate altre foto. Otterrete molti più globi luminosi. Se a questo punto preferite credere che sbattere i cuscini evochi lo spettro dei defunti, ovviamente, non c’è problema.

Fonte: Paranormal Encyclopedia.

Marte grande come la Luna ad agosto, garantisce un appello via mail

Marte grande come la Luna ad agosto, garantisce un appello via mail

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/08/19 00:24.

Circola un messaggio che annuncia un “avvenimento epocale da non perdere”. Ci saranno “due lune nel cielo” il 27 agosto prossimo, a mezzanotte e mezza: “il pianeta Marte sarà il più luminoso nel cielo stellato” e “sarà grande quanto la luna piena”. L’evento andrebbe visto perché si ripeterebbe soltanto nel 2287.

Ecco un esempio di testo dell’appello, che circola in francese con preambolo italiano:

DEUX LUNES DANS LE CIEL

DATE A RETENIR : 27 Août 2009
DEUX LUNES DANS LE CIEL
Le 27 aout prochain, à minuit 30 minutes, regardez dans le ciel.
La planète Mars sera la plus brillante dans le ciel étoilé.
Elle sera aussi grosse que la pleine lune, bien que Mars soit à 34,65
millions de Miles de la Terre. Soyez donc certains de ne pas manquer cet
événement …
Cela nous apparaîtra, à l’oeil nu, comme si la Terre possédait 2 Lunes !!!…
La prochaine fois que cet événement se reproduira sera en l’année 2287!

Partagez cette information avec tous vos amis car PERSONNE en vie
aujourd’hui ne pourra voir cela une seconde fois …

L’appello è irrimediabilmente falso. Si tratta di una versione riconfezionata e aggiornata di una storia che gira almeno dal 2003 e che era in gran parte sbagliata già all’epoca. Non ci sarà nessun appuntamento celeste particolare il 27 agosto prossimo e Marte non sembrerà affatto grande come la Luna. La foto qui sopra mostra una occultazione reale (Marte e Luna visivamente vicini nel cielo), che permette di confrontare le dimensioni apparenti dei due corpi celesti.

Il 27 agosto 2003 (non 2009) l’orbita di Marte portò effettivamente il pianeta rosso alla massima vicinanza alla Terra degli ultimi 60.000 anni, ma rimase comunque a 56 milioni di chilometri (rispetto ai 400.000 circa della Luna, per avere un termine di paragone). In quell’occasione, sei anni fa, era effettivamente più grande e luminoso della media, ma soltanto se visto in un telescopio, e non era assolutamente confrontabile con la Luna piena.

Inoltre Marte si trova grosso modo a questa distanza minima ogni 15-17 anni circa: quello del 2003 fu semplicemente un avvicinamento massimo.

Infine, la data del 2287 c’entra soltanto nel senso che in quell’anno Marte sarà ancora più vicino di quanto lo sia stato nel 2003, ma resterà comunque a decine di milioni di chilometri e continuerà ad apparire come un semplice puntino a occhio nudo.

Si tratta comunque di avvicinamenti normali e per nulla pericolosi: di interesse per gli astronomi, che colgono l’occasione per osservazioni più dettagliate, ma di nessuna conseguenza pratica per la vita di tutti i giorni.

L’equivoco sulle dimensioni paragonabili a quelle della Luna nasce dal passaparola distorto tipico delle catene di Sant’Antonio: la notizia astronomica originale, dalla quale è partita poi la bufala, diceva che Marte sarebbe stato grande come lo è la Luna piena ad occhio nudo se Marte veniva osservato attraverso un telescopio da 75 ingrandimenti. La precisazione s’è persa per strada.

2015/08/19

La bufala è tornata puntuale anche nel 2015, accompagnata dall’immagine qui accanto e da questo testo: “Il 27 agosto Marte sarà visibile ad occhio nudo e sarà grande come la Luna. La prossima volta accadrà nel 2287.” Marte è sempre visibile a occhio nudo: basta sapere dove guardare. E naturalmente neanche quest’anno sarà grande come la Luna: resterà un puntino come al solito.

Chi diffonde questa panzana non sta facendo un favore a nessuno, men che meno a se stesso: sta soltanto dimostrando di essere ignorante e incapace di usare Google, visto che lo sbufalamento è in giro da anni.

Fonti: Snopes.com, Urbanlegends.com

Postare un avviso salvaprivacy su Facebook non protegge da nessuno

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “baba.babe*”. Ultimo aggiornamento: 2015/09/08 11:55.

Numerosi lettori mi hanno segnalato che su Facebook sta spopolando questo messaggio di stato che dovrebbe, secondo qualche strana logica, proteggere contro le violazioni della privacy.

Qualsiasi persona o ente o agente o agenzia di qualsiasi governo, struttura governativa o privata, utilizzando o il monitoraggio di questo sito o qualsiasi dei suoi siti associati, non ha il mio permesso di utilizzare informazioni sul mio profilo, o qualsiasi parte del suo contenuto compaia nel presente, compreso ma non limitato alle mie foto, o commenti sulle mie foto o qualsiasi altra «immagine» pubblicata nel mio profilo o diario.

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Facebook è ora un’entità quotata in borsa. Tutti sono incoraggiati a pubblicare un bando come questo, o se preferite, è possibile copiare e incollare questa versione. Non pubblicare tale dichiarazione almeno una volta, indirettamente permette l’uso di oggetti quali immagini e informazioni nei vostri aggiornamenti di stato pubblici.

Questa è una variante:

AVVISO PRIVACY: Warning – qualsiasi persona e / o istituzione e / o di agente e / o l’agenzia di qualsiasi struttura governativa, compreso ma non limitato ai governi federali e provinciali del Canada, Stati Uniti o qualsiasi paese che tenta di utilizzare o controllare / user questo sito web o uno dei suoi siti affiliati, non hanno il permesso di usare una delle mie informazioni di profilo o di qualsiasi documento contenuto, compreso ma non limitato le mie foto e / o commenti sulle mie foto o qualsiasi altra “immagine” di arte pubblicato sul mio profilo. Si consiglia di non divulgare, copiare, distribuire, diffondere, o prendere qualsiasi altra azione contro di me per quanto riguarda questo profilo e il suo contenuto. I divieti sopra riportati sono validi ai vostri dipendenti, agenti, studenti o qualunque membro del personale sotto la sua direzione o di controllo. Il contenuto di questo profilo è privato e protetto dalla legge e informazioni riservate, e la violazione della mia privacy è punibile dalla legge. UCC 1-103 1-308 TUTTI I DIRITTI RISERVATI senza pregiudizi.

Un’altra versione, segnalatami da un lettore nel 2015:

AVVISO
A causa del fatto che Facebook ha scelto di includere un software che permette il furto di informazioni personali, dichiaro quanto segue: oggi, giorno 06 Settembre 2015, in risposta alle nuove linee guida di Facebook e articoli l. 111, 112 e 113 del Codice della proprietà intellettuale, dichiaro che, i miei diritti sono associati a tutte le mie informazioni personali, dipinti, disegni, fotografie, testi, ecc… postati sul mio profilo.
Per l’uso commerciale di quanto sopra, è necessario il mio consenso per iscritto in qualsiasi momento.
Chi legge questo testo può copiarlo e incollarlo nella propria bacheca di Facebook. Ciò consentirà di porsi sotto la protezione del diritto d’autore. Informo Facebook, che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire, diffondere o fare qualsiasi altra azione contro il sottoscritto, sulla base di questo profilo e / o dei suoi contenuti. Le misure di cui sopra si applicano anche ai dipendenti, studenti, agenti e / o dipendenti, sotto la direzione di Facebook. Le informazioni riservate sono incluse nel contenuto del profilo. La violazione della mia privacy è punibile dalla legge (UCC 1 1 1 1-308-308-308-103 e Lo Statuto di Roma).

Premesso che richiedere la privacy dei dati pubblicati in un social network è un po’ come chiamarsi Kate Middleton e lamentarsi se pubblicano le tue foto in topless all’aperto, affiggere questo genere di clausola burocratica non fornisce alcuna protezione legale reale ed è quindi perfettamente inutile pubblicarla.

Come ben spiegato da Snopes.com, chi si iscrive a Facebook sottoscrive infatti un contratto vincolante, che non può essere alterato unilateralmente, né da Facebook, né dall’utente iscritto, senza il consenso di entrambi. Queste condizioni di contratto prevedono che “l’utente concede a Facebook una licenza non esclusiva, trasferibile, che può essere concessa come sottolicenza, libera da royalty e valida in tutto il mondo, per l’utilizzo di qualsiasi Contenuto IP pubblicato su Facebook o in connessione con Facebook (“Licenza IP”). La Licenza IP termina nel momento in cui l’utente elimina il suo account o i Contenuti IP presenti sul suo account, a meno che tali contenuti non siano stati condivisi con terzi e che questi non li abbiano eliminati.”

Inoltre pubblicare una clausola come questa non limita in alcun modo i poteri legali di terzi, compresi quindi quelli dei governi citati. Tanto vale nascondersi dietro una lastra di vetro e pensare che chiudendo gli occhi si diventi invisibili.

Antibufala preventiva: la foto dell’Europa dallo spazio

Antibufala preventiva: la foto dell’Europa dallo spazio

Molti la faranno girare su Facebook, Instagram, Twitter e gli altri social network spacciandola per un’immagine dei fuochi d’artificio di mezzanotte di questo capodanno che sarebbero visibili dallo spazio, ma la foto qui sopra mostra tutt’altro: secondo Strudel.org, sito specializzato nelle indagini su foto astronomiche taroccate, è una mappa satellitare composita che evidenzia con colori differenti le variazioni dell’illuminazione notturna nel periodo dal 1993 al 2003. Il rosso indica un aumento e il blu indica una diminuzione.

Del resto, non avrebbe senso che tutta l’Europa accendesse i fuochi d’artificio contemporaneamente, visto che i suoi vari paesi sono su fusi orari differenti e quindi festeggiano la mezzanotte in momenti diversi. C’è poi il fatto che non c’è una nuvola in cielo su tutto il continente, e questo pare sospetto.

La fonte originale della foto è http://sabr.ngdc.noaa.gov/ntl/index.html?Defr&europe (sito non più attivo, ma archiviato presso Archive.org). Una versione che copre l’intero pianeta è qui.