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Bolide in cielo del 4 giugno: il video

Bolide in cielo del 4 giugno: il video

Ripresa video del bolide che ha solcato il cielo della Svizzera e del nord Italia

Ricordate l’avvistamento del bolide in cielo che ho segnalato ai primi di giugno? Ho ricevuto da Ivaldo Cervini di Astropix.it il link al video spettacolare ripreso dalla sua stazione automatica a Breganzona.

Il video è qui. Buona visione.

Asteroide ha colpito Giove (video)

Giove colpito da un asteroide esattamente a un anno di distanza? Non proprio



L’articolo è stato corretto dopo la pubblicazione iniziale.

Sono state pubblicate le immagini spettacolari del lampo d’impatto su Giove di un oggetto di grandi dimensioni. L’impatto è avvenuto ieri ed è stato registrato indipendentemente da due astronomi dilettanti. Considerate le dimensioni del pianeta (diametro 11 volte quello della Terra) e la sua distanza da noi (770 milioni di km), dev’essere stato un bel botto. I dettagli sono su Ars Technica, da cui traggo questo video:

Va chiarito un possibile doppio equivoco: la NASA ha pubblicato proprio ieri le magnifiche immagini e l’analisi di un altro impatto gioviano, avvenuto l’anno scorso, che ha prodotto un buco grande come l’Oceano Pacifico nell’atmosfera densa di Giove. Il primo equivoco è che l’impatto dell’anno scorso non è avvenuto esattamente un anno prima di quello di ieri, ma il 19 luglio; la coincidenza riguarda solo la data di pubblicazione dei risultati. Il secondo è che le immagini rilasciate ieri dalla NASA si riferiscono appunto all’impatto di luglio scorso, non a quello di ieri.

È questo il bello dell’astronomia: è una delle poche scienze nelle quali ancora oggi un dilettante bravo, determinato e ben attrezzato può fare scoperte eccezionali.

Stazione spaziale in 3D

La Stazione Spaziale Internazionale vista da terra. In 3D. Senza occhialini

Thierry Legault si conferma un artista della fotografia aerospaziale. Dopo le spettacolari foto già segnalate a suo tempo, arriva questo suo video della Stazione Spaziale Internazionale, fotografata mentre sorvola la Francia a circa 360 km di quota in orbita intorno al nostro pianeta, è in 3D grazie a un trucco geniale: siccome la ISS si sposta rispetto all’osservatore, basta duplicare il video e ritardare una delle sequenze di immagini rispetto all’altra e si ottiene un effetto 3D, non fittizio, ma reale.

Per vedere l’effetto non occorrono occhialini: basta saper incrociare gli occhi come si fa con gli stereogrammi.

Il video è stato ottenuto usando tecniche di stacking e accelerandolo 2,5 volte. La ISS non ruota su se stessa mentre orbita: la rotazione apparente è dovuta al cambiamento di posizione dell’osservatore. I dettagli dell’attrezzatura usata sono qui sul sito di Legault, dove trovate anche il file video scaricabile.

“UFO” nei cieli europei il 18 ottobre scorso (UPD 20091022)

“UFO” nei cieli europei il 18 ottobre scorso (UPD 20091022)

Cos’era l’oggetto misterioso visto domenica scorsa nel cielo di mezza Europa?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ho ricevuto dall’Italia e dalla Svizzera parecchie segnalazioni circostanziate di un fenomeno molto particolare osservato domenica scorsa, 18 ottobre, intorno alle 21.10 ora italiana: “due corpi nebulosi”, come li ha descritti un testimone, “con un enorme cerchio attorno”, hanno solcato il cielo.

Oltre alla splendida fotografia qui accanto, degli italiani Federico e Chiara Bellini, ne potete vedere altre immagini grazie a Spaceweather.com, che segnala avvistamenti immortalati in Croazia, Italia, Ungheria, Francia, Finlandia e Creta.

Il fenomeno è stato dunque reale, e poiché è stato visto contemporaneamente da luoghi così distanti si deve essere verificato a grande altezza. Naturalmente gli astrofili dotati di sistemi che registrano automaticamente e in continuazione tutto quanto avviene in cielo non si sono lasciati sfuggire l’evento. C’è una impressionante sequenza di fotogrammi ripresi ad intervalli di un minuto da due astrofili francesi, Claudine Rinner e François Kugel. Su Astrosurf.com trovate un’altra serie magnifica di immagini.

Che cos’era? La rete internazionale degli astrofili (in particolare gli amici della Società Astronomica Ticinese) e Spaceweather.com indicano che si è trattato di un effetto prodotto dallo scarico del carburante in eccesso di un razzo statunitense Atlas Centaur, partito poco prima (18.12 ora italiana) dalla base di Vandenberg in California, che ha collocato in orbita un satellite meteorologico militare, il DMSP F18 (notizia Reuters qui).

Lo scarico, avvenuto nel vuoto e in assenza di peso, ha prodotto una nube finissima di forma sostanzialmente sferica che si espandeva progressivamente. L’impressione di un cerchio è dovuta al fatto che quando si osserva una tenue nube sferica, la regione che riflette maggiormente la luce solare è quella dove lo sguardo incontra il maggior numero di particelle per porzione di cielo, cioè l’insieme delle tangenti alla sfera passanti per l’osservatore. La nube non è pericolosa, dato che il carburante del Centaur è costituito da idrogeno e ossigeno, e si è diluita in uno spazio enorme sostanzialmente al di fuori dell’atmosfera terrestre.

Ringrazio la SAT e Francesco Grassi del CICAP e Roberto per le segnalazioni.

2009/10/21: ufologi svizzeri in subbuglio

Mi è stato segnalato che ieri due giornali regionali, il Corriere del Ticino e La Regione Ticino, e Ticinonews.ch hanno parlato dell’avvistamento citando dichiarazioni degli ufologi e addirittura (nel caso de La Regione) presentando una foto di un classico disco volante, che non c’entra assolutamente nulla con il fenomeno.

Gli ufologi intervistati dalle testate hanno dichiarato che l’oggetto avrebbe compiuto “alcune manovre”, cosa che le riprese video smentiscono nettamente, e parlano di “misterioso oggetto volante”. Ma è misterioso soltanto per chi non si prende la briga d’informarsi e ragionare, e per i giornalisti che invece di contattare chi osserva il cielo per professione e con competenza consultano soltanto gli ufologi dall’entusiasmo facile.

Alberi su Marte? (UPD 20100119)

Alberi su Marte? (UPD 20100119)

Marte non smette di stupire

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “andrea.sacc****” e “ceciliaben****” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Image credit: NASA/JPL/University of Arizona.

Vi sfido a guardare quest’immagine della superficie di Marte, proveniente dalla sonda automatica HiRISE, senza provare un brivido.

Sì, lo so, anche a voi sembrano filari di alberi. Abbiamo finalmente scoperto che c’è vita su Marte? Non ancora. Ma abbiamo scoperto quanto sia facile interpretare erroneamente un contesto che non ci è familiare, e il pianeta rosso in particolare è maestro di questi inganni sin dai tempi dei presunti “canali” artificiali che gli astronomi di fine Ottocento credettero di vedere.

La fotografia, segnalata da Bad Astronomy, mostra una zona di dune nell’estremo nord di Marte, a poco meno di 400 chilometri dal polo. Fa così freddo che le dune sono coperte da uno strato di anidride carbonica ghiacciata, che evapora quando arriva la primavera. E’ un processo molto dinamico, e la sabbia scura sottostante che ne viene smossa cade dalle creste delle dune, scorrendo lungo il pendio ghiacciato e tracciando righe molto marcate.

La foto è straordinaria anche perché coglie l’istante della formazione di una di queste righe: lo sbuffo mostrato qui accanto.

Abbiamo l’impressione di filari di alberi perché ci mancano due riferimenti fondamentali: l’orientamento e la percezione della profondità. Infatti rovesciando la fotografia si percepisce meglio che le righe scure non sono alberi che s’innalzano dalla cresta delle dune, ma rivoli che scendono lungo le dune stesse. Mancando questi riferimenti, il cervello tenta di elaborare l’immagine usando schemi familiari, come appunto quello del filare di alberi, ma questi schemi, in un contesto alieno come quello di Marte, falliscono e portano (purtroppo) all’autoinganno.

Se vi piace quest’immagine, ce n’è anche una versione ad alta risoluzione.

Pensateci un attimo: grazie alle sonde fabbricate dal nostro ingegno, siamo capaci di vedere uno sbuffo di una frana di polvere su un altro pianeta. Niente male, per una specie che cent’anni fa faceva fatica a sollevarsi da terra in aereo e che fino a cinquant’anni fa non era mai stata nello spazio. Chi ha bisogno delle fantasie stantie della pseudoscienza, quando la scienza ci regala questi portenti?

2010/01/19

L’immagine è stata scelta come Astronomy Picture of the Day. La didascalia che l’accompagna sull’APOD indica che l’immagine copre circa un chilometro in larghezza.

Video: Terra con anelli

Se la Terra avesse gli anelli come Saturno

Il geek che è dentro di me è tentato di ragionare sulle implicazioni pratiche della presenza di anelli di detriti intorno alla Terra, come li ha Saturno, spaziando dalla comodità di poter determinare istantaneamente la latitudine e di avere notti sempre rischiarate ai problemi di lancio di satelliti o veicoli spaziali, o di chiedersi come sarebbero differenti le religioni e la poesia se ci fosse sempre stata questa magnifica, apparentemente perfetta forma nel cielo. Ma a volte è meglio semplicemente fermarsi a contemplare le immagini.

OK, chi ci sta a far saltare in aria la Luna?

Grazie ad AM per aver trovato la versione 16:9 completa.

Luna, le prove migliori degli sbarchi: pronto il video

Video: le prove migliori che le teorie di lunacomplotto sono fandonie

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ho montato e messo online la registrazione della mia relazione sui complotti lunari alla giornata di studio della Società Astronomica Ticinese di sabato scorso. Stavolta ho scelto un approccio un po’ differente dagli altri incontri sul tema: tagliare la testa al toro, senza impantanarmi nelle singole tesi dei complottisti, passando direttamente alla presentazione delle prove migliori e dimostrando oltre ogni ragionevole dubbio che ci siamo andati. Perché se le prove dimostrano inequivocabilmente che ci siamo andati, giocoforza le tesi lunacomplottiste sono sbagliate.

In sala c’era un singolo lunacomplottista soft, che ha esemplificato senza alcuna ostilità, ma con un’apprezzabilissima disponibilità al dialogo, la ragione fondamentale della diffusione e del successo delle teorie di messinscena lunare: la scarsa conoscenza dei fatti e della quantità di materiale documentale disponibile. Una volta che il dubbioso viene messo di fronte a tutti i fatti, capisce senza alcuno sforzo chi sta contando balle.

Ho usato l’occasione per collaudare alcune delle idee e delle risorse tecniche che userò nel documentario Moonscape, come per esempio i radiomicrofoni, preziosi per le interviste che faranno da contorno al documentario stesso, oltre al software di montaggio e alla filiera di produzione e messa in Rete dei video. Mi scuso se il video è un po’ buio e alcuni oggetti di scena non si vedono: la prossima volta organizzerò le luci su misura per le riprese video (dal vivo si vedeva tutto bene). Buona visione.

Per chi volesse i link ai singoli video: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette e otto; playlist.

Le altre relazioni della giornata sono state interessantissime: sia per la giovanissima età e la lucida quanto emozionata spiegazione di una delle relatrici (non capita a tutti di usare un telescopio da 8 metri per analizzare la luce di una galassia per la maturità, e di saperlo raccontare), sia per la fantastica dimostrazione di quanto l’astronomia sia uno dei pochi campi della scienza ai quali gli appassionati possono davvero contribuire concretamente.

Per esempio, la scoperta di stelle variabili, la registrazione delle meteore terrestri e la ripresa di video degli impatti di meteore sulla Luna sono alla portata di qualunque astrofilo diligente e sono di diretta utilità per gli astronomi professionisti e per la NASA, che ha avviato un progetto per contare, grazie agli astrofili, quante meteore colpiscono la Luna (e quindi quanto pericolo c’è che colpiscano una base lunare o degli astronauti).

E il bello è che grazie all’informatica, oggi molto di questo lavoro è automatizzabile: serve solo qualcuno che si rimbocchi le maniche, senza dover passare notti insonni o abitare in luoghi isolati o spendere cifre inverosimili. L’universo è accessibile a tutti: basta aver voglia di guardare in su anziché fissarsi sul proprio ombelico.

Meteora catturata in video, 10 anni di ISS, ghiacciai marziani

Meteora catturata in video, 10 anni di ISS, ghiacciai marziani

Ripresa straordinaria di una meteora e altre notizie spaziali

Spettacolo impressionante, degno di un buon remake de La Guerra dei Mondi, quello avvenuto a Edmonton, nello stato dell’Alberta in Canada, il 20 novembre scorso, appena dopo il tramonto.

Una meteora di dimensioni stimate pari a quelle di una scrivania ha prodotto una palla di fuoco che è stata catturata in varie foto e video. Il video qui sopra proviene dalla telecamera di un’auto della polizia. In alcuni dei video si notano almeno due scie, e questo fa supporre che l’oggetto si sia frammentato entrando nell’atmosfera terrestre. Centinaia di testimoni riferiscono di aver udito un boato molto forte durante l’evento.

Gli astronomi sperano di poter triangolare la direzione della meteora analizzando le varie immagini e determinare sia l’orbita dalla quale proveniva l’oggetto, sia l’area di eventuale impatto al suolo di frammenti residui. Oggetti come questi permettono di recuperare campioni della materia antichissima del sistema solare e sono in pratica missioni spaziali alla rovescia e a costo zero: invece di andare noi a prendere un campione di asteroide o di cometa, è il campione a venire da noi. Basta essere abbastanza competenti da trovarlo, e dedicare fondi sufficienti alle materie scientifiche coinvolte, dalla matematica alla geologia.

Altri dettagli e immagini della meteora sono presso Times Online, Vancouver Sun, APOD, GlobalTV.

Ghiacciai spessi un chilometro su Marte

Le notizie straordinarie dallo spazio non finiscono qui: è arrivata infatti la segnalazione di sondaggi radar che indicano la presenza di ghiacciai d’acqua su Marte, protetti da uno strato di polvere e terreno, che costituirebbero enormi riserve idriche. Una ricostruzione grafica dei crateri del bacino di Hellas, con i loro fondi decisamente troppo pianeggianti e sintomatici di un riempimento da parte di un fluido, è presso Astronomy Picture of the Day.

La Stazione Spaziale compie 10 anni

Il 20 novembre 1998 iniziava la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale. The Big Picture, una sezione del Boston Globe che vi consiglio senza riserve di includere fra i vostri preferiti per lustrarvi gli occhi con fotoreportage eccezionali di ogni genere, presenta una serie di fotografie delle varie fasi della costruzione dell’enorme complesso. Qui sotto ne vedete un esemplare.

Venere, Giove e Luna danno spettacolo

Le due “stelle” luminosissime che vedete in questi giorni vicine fra loro nel cielo dopo il tramonto sono in realtà due pianeti, Venere e Giove. Dei due, Venere è quello più luminoso. Lo spettacolo migliorerà ancora nei prossimi giorni, quando a questi astri si aggiungerà, nella stessa porzione di cielo, una sottile falce di Luna. Nei prossimi giorni i due pianeti saranno separati visivamente da soli tre gradi; il fenomeno avrà il suo momento clou il primo dicembre. Preparatevi con un buon binocolo o con un telescopio; basta un binocolo per scorgere le fasi di Venere, simili a quelle della Luna, che fanno capire immediatamente che si tratta di un pianeta. Le istruzioni sono su Nasa.gov.