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Faccia a faccia con uno sciachimista / 1

Faccia a faccia con uno sciachimista / 1

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Gli eventi dell’incontro descritti sono reali e sono avvenuti il 28 febbraio 2009 a Barbengo, vicino a Lugano. Questo non è un racconto di fantasia.

Ieri pomeriggio ho intervistato un sostenitore della teoria della cospirazione delle “scie chimiche”, noto in Rete come Vibravito, per conoscere di prima mano psicologia, idee e comportamenti di un credente in un complotto. Avevo già avuto esperienze dirette con i complottisti dell’11 settembre e con quelli lunari: mi mancava uno sciachimista. La mia curiosità, infatti, era vedere se risultava confermato o meno un modello generale del pensiero cospirazionista che progressivamente si sta delineando.

Vorrei dare un resoconto dettagliato, ma la cosa potrebbe richiedere un po’ di tempo. Aggiornerò quindi progressivamente questo articolo.

Preliminari

Riassumo l’antefatto per chi non avesse seguito l’intera vicenda che ha portato all’incontro e che si svolge nell’arco degli oltre 700 commenti a questo mio articolo precedente sulle presunte “scie chimiche”.

Lo sciachimista, Vibravito, mi accusa di essere uno dei “cospiratori infami (o insulsi disinformatori prezzolati)”, di avere un “conto numerato in una banca di Lugano” sul quale gli organizzatori delle irrorazioni fatte con le scie chimiche depositerebbero “laute somme di denaro”, e altre espressioni colorite.

Visto che mi interessa conoscere di persona uno sciachimista in un contesto privato, ossia al di fuori delle situazioni pubbliche come le conferenze, nelle quali non c’è tempo di sedersi a tu per tu e discutere, lo invito a venire da me a ripetermi in faccia queste ed altre accuse che configurano i reati di diffamazione o ingiuria (articoli 594 e 595 del Codice Penale italiano).

Vibravito accetta l’invito e propone luogo, data e ora. Dato che teme che io raduni “compagnia e supporto”, la trattativa avviene via mail privata. Io accetto subito luogo, ora e data proposti da Vibravito; non accetto, invece, quando lui chiede di cambiarli due giorni prima dell’incontro. Ho già pianificato il weekend con la mia famiglia, sono venuto incontro alla proposta di Vibravito senza esitazioni, ma c’è un limite a quanto sono disposto a farmi scombussolare il fine settimana mio e dei miei cari.

Concordiamo che per reciproca garanzia l’incontro verrà registrato da entrambi: Vibravito chiede solo audio, niente video.

Il luogo dell’incontro è l’Osteria degli Amici a Barbengo, a poca distanza da casa mia, sabato 28 febbraio alle 17. Gli avventori del locale che dovessero leggere queste pagine possono ora capire chi erano i due individui che discutevano in modo così strano al tavolino all’aperto.

Vibravito arriva puntuale alle 17 e inizia la discussione. Posso dare subito atto a Vibravito di aver ripetuto le sue accuse di fronte a me e di averne anche aggiunte altre. Ma questo non è importante, perché non era questo lo scopo fondamentale dell’incontro. Non so quale fosse per Vibravito, ma per me era intervistare uno sciachimista. E in questo senso è stata un’intervista estremamente illuminante.

Il meteorologo morituro

Vibravito fa partire il proprio registratore (usa la sua fotocamera digitale come registratore, puntandola verso la strada, non verso di noi) e io il mio. Ha portato anche un orologio radiocontrollato per certificare l’ora (si vede che per lui è importante). Legge da appunti scritti a mano le parole di accusa nei miei confronti “disinformatore prezzolato” e gli chiedo di chiarire cosa significa. “Prezzolato è che… qualcosa ti danno”. Si affretta a dire che questa è una sua “opinione”. Gli chiedo se ne ha delle prove. Risponde di no.

Chiaramente Vibravito non ha ben chiaro il concetto che una “opinione” ingiuriosa espressa in pubblico è comunque ingiuria o diffamazione. Io non posso andare in giro a dire “Il signor Rossi è cornuto” o “Il signor Bianchi prende soldi sottobanco” e difendermi dicendo che è una mia “opinione”.

Vibravito obietta che lui è stato insultato per primo definendolo (a suo dire) “contaballe”, “falsificatore”, “maleducato”. Gli rispondo che c’è una differenza fondamentale fra l’insulto, che è un’accusa infondata che si rivolge a una persona in assenza di prove, come lui ha appena fatto e confermato, e quello che viene detto di lui: non sono insulti, sono constatazioni, basate sui suoi comportamenti. La sua maleducazione di interrompere continuamente, sia durante la conferenza di Novi Ligure sia durante l’intervista sia durante le conferenze sulla meteorologia alle quali partecipa (come questa in cui molesta Luca Mercalli), è documentata. Il suo riferire le storielle di Straker è raccontar balle.

Quali sono le prove dell’esistenza delle scie chimiche? “Basta osservare quello che c’è in cielo”, dice Vibravito. Quando gli chiedo come mai, allora, i meteorologi di tutto il mondo danno torto a chi crede a questa teoria, lui afferma che non è vero, che c’è qualche meteorologo che fa “voce fuori dal coro”. Chi? “Quello tedesco”, dice, ma non se ne ricorda il nome. A suo dire, questo meteorologo avrebbe parlato pubblicamente di nubi create da aerei militari.

Secondo i commenti qui sotto, si tratta probabilmente di Karsten Brandt e l’episodio è quello mostrato in questo video, oppure si tratta di Gunther Tiersch; in entrambi i casi, la traduzione italiana è stata manipolata per farlo parlare di scie chimiche; basta chiedere a un madrelingua tedesco.

Gli rispondo che la traduzione corretta di quello che ha detto il meteorologo ha semmai a che fare con il chaff rilasciato durante un’esercitazione: attività comunissima, come si vede nell’immagine qui accanto, presente su Wikipedia alla voce Radar jamming e prodotta dall’Istituto Meteorologico Olandese, nella quale la mezzaluna che si estende sopra l’Olanda è proprio frutto di una di queste esercitazioni. In entrambi i video, quello di Brandt e quello di Tiersch, infatti, si parla di Düppel, che è il termine usato in tedesco per indicare il chaff; basta guardare in Wikipedia.

Vibravito non ha mai sentito parlare di chaff e non sa cosa sia. Glielo spiego pazientemente. È totalmente incredulo: le sue espressioni sono eloquentissime. È un chiaro esempio di come i sostenitori della teoria sciachimista arrivano a conclusioni grossolanamente errate perché non conoscono la materia di cui parlano con tanta apparente certezza.

È chiaro che i ragionamenti anche solo vagamente tecnici non possono dare grandi risultati, perché per quel che ne sa Vibravito potrei essermi inventato il termine chaff sui due piedi. Esploro un altro approccio, quello logico. Se questo meteorologo è andato in televisione a dire che le scie chimiche supersegretissime esistono, come mai è ancora vivo? Vibravito sostiene che “chi sta provando a parlare viene – anche dal tuo staff, diciamo – bombardato psicologicamente”. Io avrei, dunque, uno “staff”. Alla mia obiezione all’uso di questo termine, corregge il tiro: “collaboratori”. Cambia poco: nella sua visione del mondo, io avrei ai miei comandi un esercito di agenti pronti a fare bombardamento psicologico agli sciachimisti. Su questa questione si agita e interrompe ripetutamente.

Vibravito: “C’è gente che osserva e che nota cose strane.”

Io: “Sì, ma sono strane perché non conosce la materia.”

Vibravito: “No, no, questo discorso del non conoscere la materia è relativo.”

Emerge insomma ancora una volta la pretesa di cogliere la verità per intuizione, senza dover essere preparati sulla materia. Anzi, essere preparati è pericoloso: è sintomo di lavaggio del cervello e di collusione con il nemico. Un modo di pensare comune a tante credenze parapsicologiche, nelle quali chi ha studiato fa parte della “scienza ufficiale”, è legato mani e piedi dal “sistema” e quindi è inaffidabile. Solo i dilettanti hanno la purezza necessaria per cogliere la Verità.

Vibravito sostiene poi che il meteorologo canterino non viene fatto fuori perché la cosa desterebbe troppe attenzioni. Io gli obietto che però un incidente d’auto passerebbe inosservato, e lui risponde “Ah, staremo a vedere, è passato solo un mese…” Il povero meteorologo tedesco starà facendo gesti scaramantici a iosa. “Magari se farà altre dichiarazioni… al momento gli avranno detto ‘stai calmo’… se poi continua a esporsi può darsi che ne paga le conseguenze”.

Nella sua visione del mondo, quindi, la cospirazione delle scie chimiche si spinge anche a minacciare prima, e a uccidere poi, chi osa parlare pubblicamente dell’argomento. Ma quando gli chiedo allora come mai, secondo lui, sono ancora vivi altri personaggi che ne parlano pubblicamente in TV oltre che su Internet, come “Straker” (Rosario Marcianò), la sua giustificazione è che “hanno raggiunto una buona visibilità”. Marcianò non viene eliminato, insomma, perché è ormai troppo famoso. Mentre il meteorologo tedesco che è in TV ogni sera non se lo fila nessuno e quindi è liquidabile senza problemi.

Questa è la logica del cospirazionismo: una forma di bispensiero orwelliano, ossia la capacità di sostenere contemporaneamente due idee che si negano a vicenda senza accorgersi, né tanto meno curarsi, della contraddizione insanabile.

I libri riscritti

Il secondo quarto d’ora dell’intervista inizia con Vibravito che si irrita non poco perché io accenno al fatto che se esistesse questa supercospirazione onnipotente, sarebbe un gioco da ragazzi far sparire Straker e il suo blog. Lui obietta che resterebbero comunque i ricordi delle persone, e io faccio notare che i ricordi spesso sono confusi. “Ah! Ecco! I ricordi confusi che piacciono a te, come quelli delle scie chimiche! Bello questo modo… questo modo di parlare! Mi piace questo ‘ricordi confusi’. Ovviamente noi sciachimisti abbiamo tutti i ricordi confusi” (purtroppo la trascrizione non rende efficacemente il tono della voce).

Gli ricordo che lui stesso ha fornito un ottimo esempio di ricordi confusi. Il libro Clouds of the World, datato 1972, che il chimico Simone Angioni gli aveva mostrato alla conferenza di Novi Ligure, documenta chiaramente, e anche fotograficamente, l’esistenza di scie di condensazione persistenti ben prima degli anni Novanta, come si può vedere qui sotto in questo video fornitomi da Angioni.

Il video non ha una traccia audio per ridurne le dimensioni.
L’audio originale non conteneva nulla di significativo.

Ricordo a Vibravito che lui e altri sciachimisti hanno affermato che queste scie persistenti non esistevano prima di quell’epoca. Il libro documenta che hanno torto e che quindi evidentemente i loro ricordi sono confusi.

“Il libro è stato manipolato” si giustifica Vibravito, aggiungendo di averlo “dimostrato” nel suo blog.

Dunque io, secondo Vibravito, farei parte di una megacospirazione così sofisticata da poter addirittura stanare tutte le copie di un libro esistenti in giro per il mondo e falsificarle sistematicamente, ma nel contempo così cialtrona da sbagliare il codice ISBN del libro e lasciare vistosi segni dell’alterazione. Siamo quindi in piena Sindrome del Cospiratore Pasticcione: la credenza autocontraddittoria che i cospiratori siano al tempo stesso abilissimi, potentissimi, sofisticatissimi ed incredibilmente dilettanteschi nelle loro manipolazioni.

Siamo di fronte ai classici meccanismi di difesa della visione paranoica: quando emerge un fatto che mette a repentaglio l’integrità della visione, invece di porsi il dubbio di essersi sbagliati si inventa un’ulteriore cospirazione che isoli e neutralizzi il fatto pericoloso. E in questo modo la cospirazione, e il numero degli organizzatori e persecutori, aumenta sempre più, a dismisura.

Tanto per dare un’idea di quanto Vibravito debba ritenere vasta la macchinazione, grazie al lettore Justfrank segnalo anche un altro libro, Come osservare il Cielo, di Colin A. Ronan, Storm Dunlop e Brian Jones, edito dall’Istituto Geografico De Agostini nel 1987 come traduzione del testo inglese The Skywatcher’s Handbook del 1985. Anche questo libro parla già di scie persistenti. Falsificato anche questo?


Pagine 88-89 di Come osservare il cielo (1987). La didascalia recita inequivocabilmente:
“Sopra, le scie di vapore segnano spesso il passaggio di un jet. La persistenza delle scie indica che probabilmente è in arrivo una depressione.”

A questo punto chiedo a Vibravito: “Fammi capire: tu sei venuto qua [Vibravito interrompe] sei venuto qua a parlare con una persona che ritieni essere un ‘disinformatore prezzolato’, che fa parte di un’organizzazione che è in grado di sostituire [Vibravito interrompe di nuovo] – aspetta, fammi finire – che è in grado di sostituire libri in tutte le biblioteche del mondo e in grado di far volare aeroplani invisibili, avere alle sue dipendenze migliaia di cospiratori omertosi [Vibravito interrompe ancora] – no, aspetta, aspetta, questa è la premessa – e tu vieni qua, come dire, in bocca al leone? Non ti sembra di correre un rischio?

“Correrò questo rischio. Qual è il problema?” risponde Vibravito. Ancora una volta, un atteggiamento duale: Vibravito pensa che io sia parte di una megacospirazione assassina, ma non si pone il dubbio che i miei agenti possano, per esempio, averlo attirato in una trappola per avvelenargli l’acqua minerale o mettergli una microspia nell’auto (sono solo esempi ipotetici, sia chiaro).

A questo punto la conversazione passa all’idea-perno di Vibravito: quella che si vede in cielo, dice, “non è condensa; semplice condensa non è”. Tutto il resto viene dopo. Gli chiedo come fa a sapere che non è condensa: “Basta osservarla”.

P: “Sei un esperto di condensa?”

V: [pausa mentre cerca le parole] “Cosa vuol dire ‘esperto di condensa’? Ci sono gli esperti di condensa?”

P: “Un chimico, per esempio, è una persona esperta nel comportamento dei materiali quando condensano…”

V: “Se questo chimico non è in buona fede, io non è che mi fidi tanto di quel che dice…”

P: “OK. Tutti i chimici del mondo, pensi che siano in malafede?”

V: “Non tutti i chimici del mondo sono stati interpellati… tutti quelli che sono stati interpellati sono stati messi bene in evidenza, no?”

P: “Ne conosci qualcuno che sostiene la tesi che quella non è condensa?”

V: “Ci sono stati. Eh, Fenu, ingegneri aeronautici, ci sono stati, poi stranamente hanno taciuto.”

P: “Un ingegnere aeronautico non è un chimico.” [Fenu, come notato nei commenti qui sotto, è nome ricorrente nelle citazioni degli sciachimisti, ma non si sa bene chi sia: l’unico ingegnere con questo nome di cui si abbia traccia documentata non di parte è un ingegnere civile edile, e non risultano altri Luigi Fenu ingegneri aeronautici o aerospaziali].

V: “Meteorologi?”

P: “Ne conosci qualcuno?”

V: “Allora, questo discorso qui su chi… i dottori che dicono… a me non m’importa chi ha le competenze per dire cosa. A me importa quello che vedo io. Io so benissimo che quelle strisce nel cielo non sono condensa. Adesso ci sono le spiegazioni che mi sono state date da quelli del Cicap non mi hanno convinto, quindi io non credo che quella è semplice condensa. Quando darete delle spiegazioni plausibili e reali allora magari comincerò… però fino ad adesso le spiegazioni che sono state date sono zero assoluto. Ci sono molte contraddizioni in quello che affermano”.

Vibravito, quindi, non si fida degli esperti e ritiene di essere lui sufficientemente esperto da saper distinguere a occhio nudo una scia di condensazione da una scia chimica. È autorità di se stesso.

“Ma… dato che appunto non sei un esperto…” inizio io, ma Vibravito, visibilmente agitato, interrompe ancora una volta: Allora questo discorso dell’esperto, per piacere, basta! Perché siamo tutti ignoranti, voi del Cicap siete gli unici intelligenti. Però c’è tanta gente che osserva…” Di nuovo, insomma, un concetto centrale dei cospirazionismi: non servono gli esperti, basta la saggezza del popolo, che è suprema.

Intermezzo: Vibravito si autoelimina dal Web

Non ho ancora terminato questo resoconto dell’intervista, e già è arrivata la reazione sorprendente di Vibravito: dice che si autocancellerà dalla Rete. Potete trovare il suo annuncio ancora per qualche giorno qui nel suo blog; resterà archiviato qui.

Vibravito è convinto che io gli abbia teso un “tranello” e che la “mente lucida e cinica del re dei debunkers ha saputo ordire una provocazione coi fiocchi”. Dice: “A distanza di qualche giorno, a mente fredda, devo ammettere che sono stato un vero pollo.” Francamente non capisco perché: è stata un’occasione di confronto. Io ho conosciuto meglio la sua visione del mondo, lui ha conosciuto meglio la mia. Non c’era nessun tranello: ha avuto l’occasione di ripetermi in faccia le sue accuse e in più, visto che ormai la strada fino a Lugano l’aveva fatta, l’occasione di farmi domande anche personali, alle quali ho risposto (dettagli in seguito).

Ma la cosa più significativa è la sua decisione di autosospendersi: “A causa di quanto esposto prima, ho deciso di abbandonare questo tipo di blog-avventura. Il presente sarà il mio ultimo articolo” dice, e aggiunge più avanti: “giovedì 5 marzo cancellerò il presente e tutti i vecchi articoli tranne quello intitolato: Scie Chimiche: ne hanno parlato, […] Anche i video presenti nel mio canale YouTube saranno cancellati alla stessa data.” Specifica anche che non dà il proprio consenso alla pubblicazione della registrazione audio dell’incontro, fatta con il consenso mio e suo. Pertanto non chiedetemela: non verrà pubblicata.

Vibravito sottolinea anche che non si autocensura sotto minaccia di “ripercussioni penali” da parte di “chi ben immaginate”, ma di propria sponte. Non manca la reazione di Straker, come qui:

Il punto cruciale è uno solo: dall’altra parte non ci sono essere umani civili con cui è possibile scambiare opinioni, ma vermi venduti e foraggiati da frange occulte dello Stato. Sulla base di questo presupposto è chiaro che qualsiasi confronto è non solo impossibile, ma da evitare. Qualcuno ha voglia di interloquire con un micchio [sic] di tafani?

È abbastanza chiaro, da queste melliflue parole, che le (peraltro sensate) proposte di mediazione fatte da Vibravito durante il nostro incontro, per arrivare a un mio faccia a faccia con Straker nel quale avrei visto dimostrare l’esistenza del mitico telemetro acchiappa-aerei, sono inutili. Vibravito non era convinto di quello che gli ho detto nell’incontro, ossia che era Straker a non voler vedere nessun debunker o scettico e che quindi qualunque viaggio a Sanremo per vederlo sarebbe stato inutile. Ora ne ha la conferma direttamente da Straker.

Dal suo tono, Straker sembra convinto che io abbia soggiogato psichicamente Vibravito con la sola imposizione dei miei impianti bioplasmatici in un’oretta al bar, e che dopo quest’episodio abbia addirittura il terrore d’incontrarmi (“da evitare”) perché sono foraggiato “da frange occulte dello Stato”. La paranoia è proprio una brutta compagna di vita. Manco riesco a farmi ridare le ritenute d’acconto dal Fisco, figuriamoci se da quelle parti arriva addirittura foraggio.

Il resoconto dell’incontro prosegue nella seconda parte.

Si dimette il presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi in Italia, Vincenzo d’Anna. Anzi no

Si dimette il presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi in Italia, Vincenzo d’Anna. Anzi no

Ultimo aggiornamento: 2020/03/15 22:30.

Vincenzo D’Anna non è più presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi italiani (leggete l’aggiornamento in fondo). Ne dà notizia il sito dell’Ordine: ed è una gran bella notizia, perché D’Anna ha collezionato dichiarazioni non solo ottuse sul piano personale (come queste sugli stupri) ma anche comportamenti inequivocabilmente antiscientifici, come i finanziamenti dell’Ordine ai comitati antivaccinisti o le sue posizioni antivacciniste, che hanno scatenato le obiezioni dei biologi iscritti. Il Post riassume bene la vicenda, citando frasi di D’Anna come questa: “La stessa OMS ridimensiona il tiro e declassa il virus a poco più che un’influenza, batte in ritirata anche Burioni che si scusa”. L’OMS non ha affatto ridimensionato e Burioni non si è affatto scusato (anche perché non ne avrebbe motivo).

Una delle perle più recenti dell’ex presidente dell’ONB è stata la diffusione fra i biologi dell’Ordine di un sondaggio nel quale D’Anna affermava che il coronavirus avrebbe un ceppo domestico italiano che “non avrebbe nulla a che fare con quello cinese” ma “proverrebbe da animali, in particolare suini, allevati in Lombardia”.

La società Noto Sondaggi ha contestato le proteste per l’imbarazzante antiscientificità del sondaggio, dicendo che si sarebbe trattato di un “mero disguido” e che “Condividere oggi sui social una sola domanda del documento articolato è una operazione strumentale che porta discredito alla categoria professionale che l’Ordine ha l’obiettivo di tutelare.”

Va bene, allora prendiamone un’altra, di queste domande:

“Secondo l’Ordine dei Biologi, il Coronavirus non è il virus letale che l’Organizzazione Mondiale dichiara ma una virosi respiratoria a basso indice di mortalità, cioè poco più che una [sic] virus parainfluenzale”.

Chiedetelo agli abitanti di Bergamo.


2020/03/15 22:30.
ADNKronos comunica che D’Anna ha ritirato le dimissioni. La pagliacciata, insomma, continua.

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Ma che male fa parlare di “lato oscuro della Luna”? Questo: la scemenza finisce nei libri di scuola

Ma che male fa parlare di “lato oscuro della Luna”? Questo: la scemenza finisce nei libri di scuola

“…poiché la durata della rotazione lunare e della rivoluzione intorno alla Terra è la stessa, la Luna rivolge verso il Sole sempre la stessa parte, perciò una parte della Luna è sempre illuminata, l’altra sempre al buio.

Il libro di scuola, usato in terza media, è Progetto scienze 3, di B. Negrino e D. Rondano. L’editore è Il Capitello. Che a quanto pare è ben contento di far scrivere al primo imbecille che passa i libri fondamentali che dovrebbero insegnare a i nostri figli come funziona il mondo.

Per fortuna è stata la figlia del lettore (Diego Bellisai, citato col suo permesso) che mi ha inviato questa foto ad accorgersi della monumentale cazzata. Ho avvisato l’editore.

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Webinar Zanichelli: “Il debunking. Come si smascherano le bufale scientifiche”

Webinar Zanichelli: “Il debunking. Come si smascherano le bufale scientifiche”

Ieri sono stato ospite della Zanichelli per un webinar sul debunking e sulle bufale e le fake news, particolarmente di carattere scientifico. Il video è disponibile qui sotto. Buona visione.

Bufale, orsi e scimmiette: fare fake news con le buone intenzioni

Bufale, orsi e scimmiette: fare fake news con le buone intenzioni

Può sembrare strano, ma si può creare una fake news, nel senso di una notizia volutamente falsa, senza mentire e usando soltanto materiale autentico. In questi giorni circolano nei social network due storie parallele di questo genere, accomunate da un altro elemento condiviso: usano entrambe immagini di animali.

La prima storia si basa sul video, in sé autentico, di un orso polare magrissimo e visibilmente stremato che vaga in una landa brulla e completamente priva di ghiaccio. Il video è stato presentato anche da varie testate giornalistiche di tutto il mondo come una dimostrazione potente e palese dei cambiamenti climatici che stanno avvenendo.

Ma i giornalisti che si sono presi la briga di risalire all’origine del video hanno scoperto che è stato ripreso ad agosto in una zona dell’isola di Baffin, nel Canada nord-orientale, che in estate è regolarmente priva di ghiaccio. Anche i cambiamenti climatici, come il video, sono autentici, ma in questo caso non c’entrano. Insomma, due fatti reali sono stati uniti per creare una notizia falsa, generata da una coppia di attivisti ambientali per promuovere la propria causa.

La seconda storia riguarda un’immagine scioccante di una scimmietta brutalmente immobilizzata in un laboratorio e soggetta a esperimenti cruenti di cui vi risparmio la descrizione: è stata pubblicata su Facebook da un deputato come denuncia esplicita e visiva delle crudeltà atroci di quella che nel post sul social network viene chiamata “la falsa scienza della sperimentazione animale”.

Anche in questa seconda storia, l’immagine della scimmietta è di per sé reale e lo è anche il problema etico della sperimentazione sugli animali, ma manca un dettaglio importante: l’immagine è tratta da una scena simulata, creata per un film usando una scimmietta finta, e non mostra affatto le condizioni reali della sperimentazione animale, come ha scoperto il debunker David Puente.

In entrambe le storie, insomma, immagini non ritoccate ma usate fuori contesto sono state sfruttate per produrre un forte impatto emotivo che crea un inganno e rende difficile qualunque discussione razionale. Chi condivide queste immagini e gli slogan che le accompagnano crederà che siano una descrizione fedele della realtà, ma non lo sono. Cosa peggiore, se viene a sapere che le immagini sono ingannevoli, spesso ribatterà che non ha importanza, perché comunque sono state usate in buona fede, con le migliori intenzioni, per attirare l’attenzione su problemi seri e reali, e che se questi video e queste foto esagerano e drammatizzano un po’ i termini dei problemi non c’è niente di male.

Ma in realtà, a parte l’ovvia questione di correttezza, rimane il fatto che usare informazioni false o esagerate rischia di essere un autogol per le cause, magari perfettamente legittime, che si vogliono promuovere, perché quando poi la falsificazione viene scoperta getta discredito non solo sul singolo messaggio, ma sull’intero argomento, e probabilmente anche sul messaggero che la condivide sui social network, che potreste essere voi. Siate prudenti.

Questo articolo è il testo preparato per il mio servizio La Rete in 3 minuti per Radio Inblu del 28 dicembre 2017.

No, non è stata trovata vita aliena in una meteorite

No, non è stata trovata vita aliena in una meteorite

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “marelott”. L’articolo è stato ampiamente aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2013/01/17.

La “vita extraterrestre” secondo Wickramasinghe

A furia di gridare “al lupo, al lupo”, quando troveremo davvero la vita extraterrestre non ci crederà nessuno. La notizia della scoperta di forme di vita extraterrestri unicellulari in una meteorite in Sri Lanka, diffusa in italiano per esempio da Meteoweb e AGI, è una bufala. Più precisamente, è un bell’esempio di come non si fa ricerca e comunicazione scientifica.

Lo sbufalamento tecnico preparato da Phil Plait (in inglese) spiega benissimo perché; in italiano potete leggere Sofia Lincos su Query e Federica Sgorbissa su Oggiscienza (grazie ai lettori che mi hanno segnalato i loro articoli).

Primo indizio: l’articolo contenente l’annuncio originale non è stato pubblicato su una rivista scientifica, come meriterebbe una scoperta così importante. Non è neanche stato pubblicato da una rivista non scientifica. Infatti Meteoweb dice che si tratta di “Una ricerca pubblicata sul ‘Journal of Cosmology’” e Mario di Martino su Focus.it dice che “il fatto che sia stata pubblicata su una rivista scientifica come Journal of Cosmology… fa pensare che possa essere vera” (Luigi Bignami, sempre su Focus, è un po’ più cauto).

Ma il Journal of Cosmology non è una rivista: è un sito web. Se si trattasse di una scoperta seria, non verrebbe pubblicata da un semplice sito, ma dalle testate scientifiche più prestigiose, che farebbero a cazzotti per contendersela. Invece Plait mostra, attraverso un elenco di esempi eloquenti, quanto sia poco serio il Journal of Cosmology.

Secondo indizio: l’autore principale dell’articolo è N. C. Wickramasinghe, che è anche uno degli editor del Journal of Cosmology. Un conflitto d’interessi piuttosto curioso. Wickramasinghe è anche ferventissimo sostenitore della teoria (peraltro interessante) della panspermia, ossia che la vita si propaghi nello spazio e sia arrivata sulla Terra tramite le meteoriti. Wickramasinghe attribuisce alla panspermia qualunque cosa, dall’influenza alla pioggia colorata. La sua “scoperta” confermerebbe questa teoria.

Vale insomma la Regola dello Scienziato Innamorato (della Propria Tesi), che è parente del Principio di Belzebù: quando uno scienziato scopre qualcosa che conferma le sue idee predilette, è meglio non fidarsi; quando scopre qualcosa che smentisce le sue idee, probabilmente ci si può fidare.

Terzo: le forme di vita trovate, descritte come “fossili di diatomee”, non sono affatto fossili, ma a giudicare dalle immagini, analizzate dall’esperto contattato da Plait, sono tutte diatomee di specie terrestri, specificamente tutte d’acqua dolce. E tutte esistenti. Se provenissero dallo spazio, dovrebbero essere differenti, perché avrebbero avuto un’evoluzione differente. Non lo sono. In altre parole, la spiegazione più logica è che la meteorite sia stata contaminata per contatto con acqua dolce e che Wickramasinghe e colleghi abbiano scoperto, udite udite, che c’è vita sulla Terra.

La presunta meteorite.

Quarto: Meteoweb scrive che nella meteorite in questione “si possono ben osservare agglomerati di olivina tipici di questo tipo di rocce”, ma l’olivina è in realtà onnipresente sulla Terra e per nulla tipica delle meteoriti. E anche l’aspetto della meteorite (foto qui accanto) è molto differente da quello normale.

Tiriamo le somme. Come al solito, vale la Legge di Sagan: affermazioni straordinarie esigono prove straordinarie. Nell’annuncio di Wickramasinghe non c’è nulla che si avvicini a una prova. Men che meno una prova del livello qualitativo straordinario che occorre presentare prima di dichiarare una scoperta così sensazionale.

Gli ufologi si calmino: non sto dicendo che l’idea della vita extraterrestre è una bufala. Anzi, è un’idea sensata e per nulla osteggiata dalla comunità scientifica. Sto dicendo soltanto che non è così che la si alimenta e incoraggia. Così la si rende ridicola.

Scienziati del mistero a Bari, per reagire ai deliri dell'antiscienza

Scienziati del mistero a Bari, per reagire ai deliri dell’antiscienza

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Se in Italia c’è chi propina la Madonna del Cellulare, c’è chi sta peggio. Uno dei principali esponenti religiosi iraniani ha detto pubblicamente che i terremoti sono causati dalle donne promiscue e da quelle che vestono in modo non modesto.

 “Molte donne che non si vestono in modo modesto conducono i ragazzi alla perdizione e diffondono l’adulterio nella società, e questo aumenta i terremoti… Cosa possiamo fare per evitare di essere sepolti sotto le macerie? Non c’è altra soluzione che rifugiarsi nella religione e adattare le nostre vite ai codici morali dell’Islam”, ha dichiarato Hojatoleslam Kazem Sediqi, che conduce le preghiere del venerdì a Teheran. Le sue parole sono state riportate dai media iraniani.

Per consolarci di queste sessiste vette d’imbecillità suprema posso proporre una dose d’antidoto: Marco Morocutti, del CICAP, sarà a Bari questo venerdì (23 aprile) alle 16, all’Aula 4 del Palazzo delle Aule, Campus Universitario, via Orabona 4, con una conferenza intitolata Scienziati del Mistero: appunti di sopravvivenza all’avanzata dell’antiscienza, organizzata dal gruppo Puglia del CICAP. Morocutti ha partecipato alle indagini sul caso di Canneto di Caronia, sulle voci dall’aldilà e su vari altri fenomeni apparentemente misteriosi. Conosco Marco: il divertimento intelligente è assicurato.

Maggiori informazioni sull’incontro sono disponibili nella locandina che riporto qui sopra.

Movimento 5Stelle, chip sottopelle, risate a crepapelle

Movimento 5Stelle, chip sottopelle, risate a crepapelle

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “michele.rap*”, “franco.bagn*” e “roggi”.
L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Utimo aggiornamento: ore 20:00

Premessa: questo non è un articolo politico. La stupidità non ha un colore politico preferito e io non faccio che segnalare le stupidità antiscientifiche di qualunque schieramento, senza eccezioni. Quindi, grillini, non incazzatevi con me, ma con chi spara fesserie, e incassate la figuraccia come tutti gli altri. Grazie. Fine della premessa.

La trasmissione televisiva Ballarò ha presentato un’intervista al neoeletto deputato Paolo Bernini del Movimento 5 Stelle (curriculum surreale qui), di cui sta spopolando uno spezzone (ripubblicato da Corriere e Repubblica e segnalato da ilPost, ilSussidiario, BlitzQuotidiano, Giornalettismo e un po’ ovunque) nel quale Bernini afferma che negli Stati Uniti “hanno già iniziato a mettere i microchip all’interno del corpo umano per registrare, per mettere i soldi, quindi è un controllo di tutta la popolazione”.

Non ridete. Lo ha detto veramente. Per darvi un po’ di contesto e togliere il dubbio che si tratti di una forma di sottile ed ermetico umorismo, questa è una trascrizione più ampia delle dichiarazioni di Bernini presentate nel brano:

Questo documentario si chiama… penso che la pronuncia sia “Zaigaist”. Mi ha fatto vedere il mondo in un modo completamente diverso. I media non… non fanno solo informazione, ma fanno… ma dirigono anche le… le scelte. È diviso in tre capitoli: religione, 11 settembre, che sarebbe inside job, la massoneria, alla fine il… cioè, il controllo globale. Non so se lo sapete, ma in America hanno già iniziato a mettere i microchip all’interno del corpo umano per registrare, per mettere i soldi, quindi è un controllo di tutta la popolazione. Quelle persone che se lo fanno iniettare non sanno a cosa vanno incontro. Con Internet, visto che molte coscienze si stanno svegliando, queste verità stanno venendo fuori. Infatti con il Movimento 5 Stelle siamo… usiamo molto Internet, siamo molto coscienti di questa cosa e… andremo là a portare la voce dei cittadini.

La storiella dei microchip sottopelle usato non come sistema di riconoscimento (come i microchip per gli animali domestici) ma specificamente per il controllo (mentale o sociale) della popolazione è un classico del cospirazionismo di stampo religioso che gira da almeno un decennio (Snopes; Urban Legends; mio articolo). Di prove, finora, non ne sono emerse, anche se Sara Tommasi dice che la sua carriera nel porno è colpa di un microchip che le hanno impiantato. Non gli americani, ma gli alieni. De gustibus.

Ma evidentemente Paolo Bernini sa delle cose che a me, povero cretinetti di campagna, sfuggono perché ho la mente ottusa, tipica dei servi del potere e dei debunker prezzolati. Non può aver fatto quest’accusa gravissima semplicemente sulla base di un video complottista trovato su Youtube e pieno zeppo di errori come Zeitgeist (sbufalato minuziosamente qui): che diamine, Bernini è un deputato della Repubblica Italiana, eletto democraticamente, e gli elettori non possono essere così rincitrulliti da votare per uno che crede nei complotti a base di microchip per il controllo della popolazione o per movimenti che candidano persone che hanno queste credenze. Questi non possono essere i risultati del bombardamento di stronzate in libertà fatto per anni da Voyager e Mistero.

Soltanto un imbecille lancerebbe questi allarmi senza poter portare prove schiaccianti: documenti, referti medici, dati statistici sul numero di chip impiantati, magari qualche americano chippato da radiografare in diretta a Ballarò per vedere il nanocircuito sottocutaneo in azione. E se il suo Movimento non prende le distanze da queste accuse, se non liquida le asserzioni di Bernini come un momento di psichedelia da stress elettorale, vuol dire che le condivide e le appoggia. Sono quindi certo che a breve Paolo Bernini ci presenterà le prove definitive di quello che dice. Magari insieme alle dimostrazioni d’efficacia della Biowashball e dei cellulari cuociuova tanto care a Beppe Grillo, anima del Movimento 5 Stelle.

Altrimenti dovremmo concludere che quel bitorzolo che alcuni elettori sentono sottopelle non è un microchip a stelle e strisce, ma è l’ultimo neurone rimasto che sta cercando una via di fuga per non morire di solitudine.

Aggiornamenti e correzioni

14:40. Nella stesura iniziale dell’articolo avevo scritto che Zeitgeist e Bernini teorizzavano il microchip impiantato come sistema di controllo mentale della popolazione, come se fosse una sorta di radiocomando (e dai commenti arrivati in seguito sembra che siano in molti a sostenere questa tesi). Ma per amor di precisione mi correggo e chiarisco che Zeitgeist parla specificamente di controllo sociale, teorizzando un piano segreto per veicolare tutte le transazioni economiche di tutto il mondo tramite i microchip e quindi zittire gli oppositori monitorandone gli spostamenti e disabilitando il loro chip: “L’obiettivo finale è fare impiantare un chip RFID a tutti in questo mondo e trasferire tutto il denaro in questi chip e avere tutto in questi chip, in modo che se qualcuno protesta contro quello che facciamo o viola le nostre regole basta soltanto cancellare il loro chip” (Zeitgeist in italiano, parte 12, da 3:00 in poi). Grazie a chi mi ha segnalato l’errore: resta il fatto che negli Stati Uniti non c’è nessun complotto o obbligo per indurre i cittadini a farsi impiantare chip di controllo (mentale o meno). Segnalo inoltre un buon articolo di Il Post su Zeitgeist.

16:30. Ho aggiornato l’articolo per chiarire che Bernini non è stato scelto personalmente dagli elettori ma, secondo il sistema elettorale italiano, è frutto indiretto del loro voto ed è un candidato scelto dal Movimento, che quindi si prende la responsabilità della sua selezione.

20:00. Paolo Bernini ha pubblicato un commento sulla vicenda qui su Facebook:

Mi dispiace che dei parlamentari neoeletti del Movimento 5 Stelle si parli nell’esclusivo tentativo di metterli in cattiva luce di fronte alla pubblica opinione.

Mi sono trovato la troupe televisiva Rai, senza preavviso, davanti casa. E’ rimasta in camera mia una buona mezz’ora. Se si potesse vedere l’intero filmato, chiunque potrebbe rendersi conto che ho parlato per ventinove minuti di come funzioni il Movimento 5 Stelle, di temi vicini al nostro mandato, dei miei studi e di come vivo. Poi mi è stato domandato che cosa fosse il filmato “Zeitgeist”. Lo conosco, l’ho visto e l’ho semplicemente descritto, rispondendo ad una domanda precisa. Anche sul microchip, la questione è semplice: ho riferito di quelli utilizzati per controllo biomedico, di cui si parla nel filmato. Riferire qualcosa non significa per forza farlo proprio, o sbaglio? Sono cosciente del fatto che il filmato contenga errori, ma mi incuriosisce lo sguardo “alternativo” che fornisce nella lettura della realtà. Punto.
Poi è stato fatto un abile lavoro di post-produzione, et voilà, il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Sono stato un ingenuo ad accogliere una troupe in casa mia e mi scuso con eletti ed attivisti del Movimento 5 Stelle se ho creato loro un problema.

Adesso vi lascio, grazie per i messaggi di vicinanza, torno a studiare: abbiamo un sacco di cose da imparare e ce la stiamo mettendo tutta! Stateci vicini! =)

Intanto guardate questo filmato di National Geographic (nota testata grillina complottista) http://youtu.be/wzhsHK8ozSM?t=7s

PS: La prossima volta parlerò delle scie chimiche =)

Power Balance: arrivano i rimborsi, in Australia e non solo

Power Balance: arrivano i rimborsi, in Australia e non solo

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale

Secondo il Daily Mail, gli acquirenti australiani del braccialetto Power Balance potranno ricevere un rimborso dalla casa produttrice, che ha ammesso (costretta dalla Australian Competition and Consumer Commission) che il gingillo non è più efficace di un qualunque altro braccialetto di gomma e che l’asserito miglioramento delle prestazioni fisiche non è supportato da alcuna prova scientifica e non ha alcuna base scientifica credibile.

Anche sul sito di Power Balance Italy, dopo la condanna da parte dell’Antitrust italiano a dicembre 2010 (con sanzione di 350.000 euro), è comparsa l’offerta di rimborso, ma in termini ben più blandi di quelli imposti dalle autorità australiane.

Ecco infatti cosa ha dovuto pubblicare la Power Balance sui giornali australiani (Gizmodo) e sul proprio sito:

Nella nostra pubblicità abbiamo dichiarato che i braccialetti Power Balance miglioravano la vostra forza, il vostro equilibrio e la vostra flessibilità.

Ammettiamo che non ci sono prove scientifiche credibili a supporto delle nostre asserzioni e che pertanto abbiamo avuto un comportamento ingannevole in violazione della sezione 52 della Legge sulle Pratiche Commerciali del 1974. Se ritenete di essere stati ingannati dalle nostre offerte promozionali, desideriamo scusarci senza riserve e vi offriamo un rimborso completo.

In originale:

In our advertising we stated that Power Balance wristbands improved your strength, balance and flexibility.

We admit that there is no credible scientific evidence that supports our claims and therefore we engaged in misleading conduct in breach of s52 of the Trade Practices Act 1974.If you feel you have been misled by our promotions, we wish to unreservedly apologise and offer a full refund.

In quello italiano, invece, non c’è nessuna ammissione di colpa. Anzi, l’offerta di rimborso sarebbe testimonianza della “serietà” della ditta italiana. A casa mia “serietà” significa verificare che un prodotto funzioni prima di metterlo in vendita, ma si sa, io sono all’antica.

Tutto questo affanno di antitrust è carino, per carità, ma soluzioni come questa spiegano perché la gonzaggine si diffonde: perché quando qualcuno è così ingenuo da comperare un talismano pensando che possa migliorare il proprio equilibrio per puro contatto, senza porsi una minima domanda (“ma allora come mai non è classificato come medicinale? Se lo usano gli sportivi, non è doping?”), viene rimborsato.

Uno che si lascia incantare da parole magiche come “ologramma” o “risonanza” (di cui saprebbe il vero significato se guardasse più Superquark e meno Mistero) a mio avviso dovrebbe essere multato per aver contribuito a propagare questa scemenza. Ma come dicevo, io sono all’antica. Sono di quelli che se ti dicono di non toccare il tostapane perché scotta e poi lo tocchi lo stesso, ti meriti anche la sberla di chi ti aveva avvisato. Così, magari, impari e non ti scotti più.

Intanto la Power Balance Italy avvia imperterrita una nuova campagna pubblicitaria sui quotidiani, che pubblicano la notizia dell’inefficacia e ingannevolezza del gingillo ma non si tirano indietro quando si tratta di prendere i soldi della sua pubblicità. Complimenti a tutti.

Fonti aggiuntive: BBC.
BeppeGrillo.it e i macachi di Modena: se siete nel giusto, perché falsificate i video?

BeppeGrillo.it e i macachi di Modena: se siete nel giusto, perché falsificate i video?

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BeppeGrillo.it ha pubblicato una petizione affinché “sia immediatamente interrotta la sperimentazione su primati presso lo stabulario dell’Università di Modena e Reggio Emilia” e un video che mostra presunti cinismi e crudeltà dichiarate dagli sperimentatori. Nella diffusione del video è coinvolto anche Paolo Bernini (quello del microchip sottopelle), che ha contribuito alla sua realizzazione.

Pensatela come volete sulla sperimentazione animale; le opinioni sono libere, ma i fatti sono fatti e sono uguali per tutti, ed è meglio conoscerli prima di farsi un’opinione. Soprattutto se poi c’è chi vuole manipolare le opinioni presentando distorsioni e falsificazioni.

Fatto: il video è stato montato scegliendo ad arte le dichiarazioni dei ricercatori in modo da farli sembrare cinici e spietati vivisezionisti.

Per esempio, il video cita una voce che dice che si tratta di “esperimenti condotti in assenza di anestesia”. Detto così, a prima vista sembra che i ricercatori aprano la testa ai macachi mentre sono svegli, per il gusto di far soffrire una creatura. In realtà l’operazione chirurgica necessaria per preparare la sperimentazione (inserimento di elettrodi sensibilissimi nel cervello) viene effettuata eccome in anestesia; è l’esperimento che avviene senza anestesia. Differenza fondamentale, perché la sperimentazione consiste nel vedere quali impulsi viaggiano nel cervello quando il macaco esegue dei compiti e quindi sarebbe difficile farglieli fare in anestesia, e perché il cervello non prova dolore (lo si vede anche nella chirurgia umana).

Un altro esempio: il video sceglie anche una frase di una persona che dice che “essendo ricerca di base ha il puro scopo della conoscenza”. Presa così e tolta dal suo contesto, la frase dà l’impressione che questi ricercatori ficchino elettrodi nei cervelli dei macachi un po’ a caso, per vedere che succede e per il puro piacere della conoscenza fine a se stessa, senza lo scopo di curare qualche malattia specifica.

Forse chi pensa ai microchip magici ha una visione poco chiara di come funziona la scienza: la ricerca di base non è astratta. Si chiama di base perché è il fondamento indispensabile sul quale poggiano le ricerche delle cure delle malattie. Niente ricerca di base, niente cure. Se qualcuno pensa che le scoperte mediche emergano belle e pronte da asettici laboratori pieni di grandi pensatori con regoli calcolatori e foglietti di carta, ha bisogno di un ripasso urgente di realtà.

Quello che stanno dicendo i ricercatori, prudentemente, è che non possono garantire che la loro ricerca fornirà specificamente una cura per questa o quella malattia: semplicemente, se non sappiamo come funziona di base il cervello, non potremo mai sviluppare cure per le sue malattie. Sarebbe come pretendere che il vostro meccanico vi ripari l’auto che non va senza sapere come funziona un motore a scoppio.

Veniamo al colpo più basso: la foto della siringa piantata vicino all’occhio di un macaco. Raccapricciante. Ma non proviene dallo stabulario di Modena e non è una crudeltà inutile: è il test della tubercolina, necessario per evitare che la tubercolosi si diffonda fra gli animali. Se avete un gatto o un cane, sapete bene che a volte le siringhe servono anche dal veterinario. Non sono un bello spettacolo, ma servono. Ma c’è chi invece sceglie di prendere un’immagine che non c’entra nulla con la situazione di Modena, la toglie dal suo contesto e la carica di emozioni che impediscono di riflettere.

Questi sono metodi disonesti. Selezionare ad arte le immagini, tagliare e rimontare le dichiarazioni, fraintendere quello che è stato realmente detto, affrontare i temi senza saperne nulla e senza consultare gli esperti, fidandosi soltanto delle proprie sensazioni di pancia e dei propri preconcetti, non è informazione: è il repertorio tipico del complottismo più inutile.

Se volete saperne di più e verificare i fatti, leggete Autismo: una speranza grazie alla ricerca sui macachi dello stabulario di Modena; La verità sullo stabulario di Modena; Esperimenti comportamentali secondo il Cittadino Paolo Bernini. Poi leggete questa guida di Telethon sui fatti della sperimentazione animale. e sentite anche la campana diretta degli accusati, ossia dei ricercatori, in questo video:

Lo so, ci vuole tempo, ed è tutto più facile se si ignorano i fatti e si decide con l’intestino invece che con il cervello: dal cervello emergono soluzioni, dall’intestino… no. A voi la scelta.