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Il video degli “UFO triangolari” è una bufala acchiappaclic

Il video degli “UFO triangolari” è una bufala acchiappaclic

Ultimo aggiornamento: 2021/05/28 14:30.

 

2021/05.23 13:43

Cari colleghi giornalisti che avete strombazzato il video degli “UFO”
triangolari, mi spiace dirlo, ma vi siete fatti prendere per il naso ancora una volta. E ancora
una volta avete rifilato una bufala ai vostri lettori invece di fare il vostro
dovere e indagare.

Il giornalismo non consiste nel riportare semplicemente quello che qualcuno
dice: consiste nel verificarlo. Non ci si limita a scrivere “qualcuno
dice che fuori piove, altri no”: si apre la finestra e si va a vedere.

La spiegazione di questa ennesima cialtronata ufologica è banalissima. Datevi da fare, trovatela e pubblicatela, se avete un briciolo di dignità
professionale.

A tutti quelli che dicono “Ecco, questa è la prova della grande svolta imminente, stanno per arrivare
rivelazioni definitive, stavolta è diverso”
: state per fare di nuovo la figura degli allocchi ingenui e creduloni. Fate
in tempo a pentirvi e crescere.

Più tardi troverete qui la spiegazione di quel video, che è
imbarazzantemente semplice. Ve l’avevo detto.

I giornalisti seri e gli ufologi seri hanno tempo di rettificare
spontaneamente i loro articoli che hanno costruito un mistero sul nulla totale
gabbando se stessi e i loro lettori. Chi non lo fa è un cialtrone e infanga
l’ufologia seria. E per chi dubita che esistano gli ufologi seri: sì,
esistono.

Qualche giorno fa avevo
scritto
un paio di cose che vorrei ricordare, perché sono utili stavolta e per
l’inevitabile prossima volta che qualcuno tirerà fuori l’ennesimo video
misterioso “autenticato”: 

  • Quando un’autorità dichiara che un video è autentico, vuol dire soltanto che
    non è stato alterato e che la sua provenienza è confermata. Non vuol dire
    che sta confermando una data interpretazione di cosa mostra.
  • Prima di teorizzare visite di extraterrestri, bisogna sempre esplorare
    sistematicamente tutte le spiegazioni alternative più banali. Questi video
    di provenienza militare di cui si parla da qualche tempo possono mostrare,
    per esempio, droni di un paese rivale (nel qual caso l’interesse dei
    militari è assolutamente ovvio), errori di interpretazione di fenomeni
    normali in circostanze insolite (un classico) o mille altre cose
    assolutamente terrestri. Ma questa ricerca richiede competenza e fatica, e
    così facendo, addio sensazionalismo, addio clic, addio attenzione mediatica.
    Per cui i cialtroni e i ciarlatani abbondano. Se abboccate senza verificare,
    siete allocchi.

Più tardi: premessa

Cominciamo dalle basi: i fatti. Da dove proviene il video degli “UFO
triangolari”? Lo ha pubblicato l’8 aprile 2021 Jeremy Corbell, un ufologo che
ha
dichiarato
che si tratta di “informazioni esplosive” e che questo è
“probabilmente il miglior video di UFO ripreso da militari, certamente fra
quelli che ho visto, ma penso anche che abbia mai visto il mondo”
. Tenete ben presenti queste parole.

Questo è il video che ha pubblicato:

La fonte originale del video è una ripresa effettuata a bordo della nave
militare statunitense USS Russell a luglio del 2019, al largo della
California, usando un dispositivo per visione notturna. Il Dipartimento della
Difesa statunitense ha
confermato
che il video è autentico (nel senso che non è alterato e proviene
effettivamente dalla USS Russell) e compare in un rapporto militare sui
fenomeni aerei non identificati, dei quali si occupa la
task force apposita, la UAPTF (Unidentified Aerial Phenomena Task Force). 

La UAPTF ha il
compito
di
“rilevare, analizzare e catalogare i fenomeni aerei non identificati che
potrebbero potenzialmente costituire una minaccia alla sicurezza nazionale
degli Stati Uniti.[…] Il Dipartimento della Difesa e i dipartimenti
militari prendono molto sul serio qualunque incursione nelle nostre aree di
addestramento o nello spazio aereo designato da parte di velivoli non
autorizzati, ed esaminano ogni segnalazione. Questo include l’esame di
incursioni inizialmente segnalate come fenomeni aerei non identificati
quando l’osservatore non è in grado di identificare immediatamente cosa sta
osservando”

In originale:
“The mission of the task force is to detect, analyze and catalog UAPs that
could potentially pose a threat to U.S. national security. […] The
Department of Defense and the military departments take any incursions by
unauthorized aircraft into our training ranges or designated airspace very
seriously and examine each report. This includes examinations of incursions
that are initially reported as UAP when the observer cannot immediately
identify what he or she is observing.”

Tenete ben presenti anche queste parole.

Questi sono i fatti indiscussi. Ora che avete tutti i fatti, invece della
versione smozzicata e sensazionalista proposta da giornalisti, ciarlatani e
cialtroni, provate a chiedervi quale possa essere la spiegazione di questo
video.

Se non volete arrovellarvi, pazientate ancora un po’. Vi lascio il tempo di
fare ricerche, informarvi e arrivare alla soluzione da soli. Così avrete anche
il tempo di incazzarvi per bene con chi vi ha raccontato fuffa.

Lo spiegone

ALLERTA SPOILER: Da qui in poi c’è la probabile spiegazione ultra-banale
del video. Se non volete scoprirla e volete continuare a illudervi che gli
alieni giochino a nascondino, non leggete oltre.

Prima di tutto bisogna conoscere la tecnologia usata per la ripresa del video.
Si tratta di un visore notturno, ossia di un dispositivo simile a una
telecamera che amplifica elettronicamente la fioca luce naturale presente di
notte.

Questi visori hanno un diaframma, ossia una barriera con
un’apertura regolabile che consente di far passare più luce o meno luce per
adattarsi all’illuminazione del momento. L’apertura del diaframma si restringe
quando c’è tanta luce e si apre quando ce n’è poca.

Lo so, sono concetti elementari per chiunque abbia mai studiato fotografia, ma
mi tocca spiegarli perché ormai non li conosce praticamente nessuno, visto che
tutti hanno in mano uno smartphone con fotocamera che fa tutte queste
regolazioni in automatico e quindi non hanno la minima idea di come funzioni
la tecnologia che usano.

Questo diaframma ha varie forme, e si trova fra il sensore (quello che
raccoglie la luce) e l’obiettivo (la lente composita che mette a fuoco
l’immagine sul sensore). Quando il diaframma è abbastanza chiuso e l’oggetto
ripreso non è a fuoco ed è puntiforme e luminoso, intorno all’oggetto si
possono formare degli aloni di luce che hanno la forma del diaframma. Questa
sfocatura si chiama, in gergo tecnico,
bokeh.

Questo effetto è spiegato bene in questo video da 4:58 in avanti:

Alcuni visori notturni hanno un diaframma semplificato, composto da tre soli
elementi. Questo fa sì che l’apertura del diaframma assuma una forma triangolare con i lati
leggermente curvi, come in questo esempio, che riguarda appunto un visore
notturno:

 

Se riguardate il video del presunto “UFO triangolare”, noterete che i lati
della sua forma sono leggermente curvi. Coincidenza interessante, vero?

 

Quindi la presunta forma triangolare potrebbe essere dovuta alla sfocatura
dell’oggetto, che sarebbe in realtà una fonte di luce puntiforme.

Notate, inoltre, che la luce del presunto “UFO” lampeggia in maniera regolare. Quale fonte di luce puntiforme lampeggiante si potrebbe mai incontrare in cielo di notte, al
largo della California? Magari quando si sta, guarda caso,
nelle vicinanze di una rotta percorsa dagli aerei di linea? Provate a
indovinare. La USS Russell stava nella zona indicata nel cerchio qui
sotto:

Gli altri punti luminosi triangolari che si vedono nel video non lampeggiano,
ma le loro posizioni corrispondono molto bene a quelle del pianeta Giove e di
alcune specifiche stelle la notte dell’avvistamento:

Tutta la questione è spiegata benissimo in questo video di Mick West, dal quale ho tratto le immagini qui sopra:

Mick West aggiunge che si può calcolare la velocità di spostamento angolare del presunto “UFO” rispetto alle stelle sullo sfondo. Se si suppone che si tratti di un aereo a 10.000 metri di quota, lo spostamento angolare (circa 1 grado al secondo) equivale a circa 400-450 nodi, ossia la velocità di un aereo di linea.

Insomma, lampeggia come un aereo di linea, si muove come un aereo di linea, è dove si trovano gli aerei di linea: suvvia, è un aereo di linea. Fine del mistero.

Ma come mai il Pentagono lo ha classificato come fenomeno aereo non identificato, assegnato all’UAPTF? Nella Marina USA c’è gente talmente scema da non saper riconoscere un aereo di linea visto di notte? 

La risposta è nelle parole esatte del compito dell’UAPTF: “include l’esame di
incursioni inizialmente segnalate come fenomeni aerei non identificati
quando l’osservatore non è in grado di identificare immediatamente cosa sta
osservando
. Qualcuno a bordo della nave ha ripreso una luce lampeggiante in cielo di notte, la Marina è in allerta a causa di sospetti droni di altri paesi che sorvegliano le attività navali militari, l’osservatore non è in grado di discriminare immediatamente e con certezza che si tratti di un aereo di linea (potrebbe essere un drone vicino), e quindi il video viene mandato all’UAPTF per il controllo. Non si sa mai.

In altre parole: il presunto “miglior video di UFO ripreso da militari […] che abbia mai visto il mondo” è semplicemente una ripresa fuori fuoco di un aereo di linea che passa e di qualche stella sullo sfondo.

Vi sentite sufficientemente presi per i fondelli dai giornalisti che ve l’hanno spacciata come una grandiosa rivelazione?

Non dite che non ve l’avevo detto. Ora capite perché sono stufo delle presunte “scoperte” degli ufologi.

E se adesso arriva qualcuno a dire “Sì, sì, ma quest’altro video non è stato spiegato!”, beh, se uno non capisce l’antifona nonostante gli esempi e gli avvisi, affari suoi: si farà prendere in giro un’altra volta. Io non intendo perderci altro tempo.

Video UFO definito “autentico”, dichiarazioni “ufologiche” di Obama: cerchiamo di capire le parole invece di fantasticare

Video UFO definito “autentico”, dichiarazioni “ufologiche” di Obama: cerchiamo di capire le parole invece di fantasticare

Ultimo aggiornamento: 2021/05/19 23:30.

Mi stanno arrivando parecchie richieste di commento su articoli come quello
del
Corriere della Sera, che parlano di un video di UFO che è stato definito “autentico” dal
Pentagono.

La faccio molto breve:
quando qualcuno dice che un video è autentico, vuol dire soltanto che non è
stato alterato e che la sua provenienza è verificata. Non vuol dire che
conferma una data interpretazione di cosa mostra.

Tipo, che so, se chiedi a George Lucas se una foto scattata sul set di
Star Wars è autentica, e lui ti risponde di sì, non è che puoi andare
in giro a dire che i Jedi esistono, Darth Vader è reale e puoi manipolare le
menti deboli usando la Forza.

Per tutto il resto, consiglio a chi volesse ancora pensare che questi video
mostrino veicoli alieni e che questo sarebbe stato confermato dal Pentagono di
leggersi attentamente le dichiarazioni originali e non i
virgolettati e gli abbinamenti farlocchi che circolano sulla stampa.

Per esempio, vediamo quali sono realmente le dichiarazioni dell’ex presidente
statunitense Obama, citate dai media con titoli come
“gli Ufo esistono e vanno presi sul serio” (che La Stampa ha
abbinato a un’illustrazione di un disco volante in stile George Adamski, giusto per levare ogni dubbio che “UFO” venga considerato giornalisticamente sinonimo di “veicolo extraterrestre”):

Vittorio Sabadin de La Stampa, dietro paywall,
scrive
che
“Obama ha dichiarato in una trasmissione televisiva che gli Ufo esistono,
si muovono in modalità che contrastano con le leggi della fisica a noi
conosciute e rappresentano un fenomeno che ‘va preso sul serio’”.
L’illustrazione è stata poi sostituita con un’altra non molto migliore.

Sapete qual è la “trasmissione televisiva”? Per scoprirlo
bisogna leggere la versione a pagamento dell’articolo. L’ho fatto io per voi.
È il Late Late Show con James Corden, spiega Sabadin. Un programma d’intrattenimento leggero. Ovviamente se un
ex presidente deve rivelare al mondo qualcosa di così importante, andrà a un
programma del genere. Mica farà un comunicato stampa o un
annuncio formale.

Già questo dovrebbe far capire che la notizia è una bufala, ma vediamo che
cosa ha detto di preciso Obama. Questo è quello che secondo Sabadin sarebbe “la cosa
importante”
delle sue dichiarazioni (fatte, ripeto, in un programma d’intrattenimento):

“Ma ciò che è vero – e in realtà dico sul serio – è che ci sono filmati e
registrazioni di oggetti nei cieli che non sappiamo esattamente cosa siano.
Non possiamo spiegare come si muovono, le loro traiettorie … Non si muovono
con uno schema facilmente spiegabile. Quindi penso che la gente prenda sul
serio il tentativo di indagare e di capire di che cosa si tratta. Ma oggi non
ho niente da riferirti.”

Avete letto le parole “veicoli extraterrestri”? Qualche riferimento
agli alieni? No. Semplicemente Obama ha detto che ci sono riprese di cose che
non si sa esattamente cosa siano. Possono essere droni di un paese
rivale (nel qual caso l’interesse dei militari è assolutamente ovvio), errori
di interpretazione di fenomeni normali in circostanze insolite (un classico) o mille altre cose assolutamente
terrestri. 

Prima di mettere in testa all’articolo un’immagine di un disco volante, bisognerebbe
essere onesti e considerare tutte queste spiegazioni molto più credibili. Ma
così facendo, addio sensazionalismo, addio clic.

Se vi interessa, questo è il video originale della trasmissione: giudicate voi
i toni della conversazione sulla quale Sabadin basa il suo articolo. La domanda non è nemmeno fatta dal conduttore, ma da uno dei musicisti, e pure ridendo.

L’articolo di Sabadin finisce con un delirio di fantarcheologia e
fantareligione:

“Da alcuni anni, una più attenta rilettura della Bibbia, dei libri di Omero e
di altri antichi testi, oltre a un’analisi priva di pregiudizi di numerosi
manufatti antichi e di resti archeologici rimasti ancora privi di spiegazione,
hanno riportato in auge l’ipotesi che esseri dotati di una tecnologia
superiore possano avere influenzato il destino dell’umanità migliaia di anni
fa, identificati come dei che andavano e venivano in continuazione dal cielo,
come ci ha tramandato ogni cultura del mondo.”

Questi sono contenuti a pagamento di un giornale, non del blogghettino del
complottista frustrato di turno. Purtroppo c’è chi campa sulla creduloneria invece di fare giornalismo.

Per tutti quelli che adesso mi diranno “sì, ma c’è questo video… sì,
ma c’è quest’altra dichiarazione…”
, scusatemi ma non vi risponderò. Vi chiedo solo una cosa: non siete stanchi di farvi prendere per il naso
dall’ennesima cialtronata basata su video sfuocati e traballanti?

Sinceramente tutti questi “annunci” e “avvistamenti” e discorsi di rivelazioni imminenti mi hanno stufato. Sono
anni che si va avanti con video sgranati e confusi, utili soltanto a
fabbricare cretinate acchiappaclic.

Abbiamo tutti in tasca telecamere HD
pronte a entrare in azione in un istante, abbiamo telecamere di sorveglianza
ovunque, abbiamo astronomi che sorvegliano il cielo 24 ore su 24, e
questi video sono il meglio che si riesce a presentare? Sul serio? Una
macchiolina? Un triangolino
che oltretutto lampeggia esattamente come un aereo? Ma secondo voi gli
alieni vanno in giro con le luci di posizione a norma terrestre?

Persino un evento totalmente inatteso come il meteoroide di Celyabinsk è stato
documentato magnificamente. Ma qui no, siamo ancora fermi alle macchioline
indistinte. E allora viene da chiedersi se per caso il problema è che c’è
qualcuno che a tutti costi vuole credere che tutte le macchioline indistinte
siano veicoli misteriosi. Quando è invece infinitamente più probabile
che siano errori di interpretazione di oggetti assolutamente banali. 

E se per caso siete fra quelli che dicono “eh, ma i militari e le autorità ci nascondono cose”, come mai ora
improvvisamente credete ciecamente a quello che dicono militari e
autorità? Non è che magari ci credete perché dicono quello che vorreste che fosse vero? 

La storia dei depistaggi passati usati dai militari e dalle autorità
per nascondere le loro attività non l’avete mai letta? Vi consiglio di
farlo. Scoprirete cose interessantissime. Scoprirete anche che i casi più clamorosi dell’ufologia sono stati
costruiti dai militari come storie di copertura o dai venditori di fuffa
per vendere, appunto, fuffa. Roswell? Copertura per nascondere i sistemi di monitoraggio dei test nucleari sovietici.
Triangolo delle Bermude? Inventato di sana pianta da Charles Berlitz. Eccetera, eccetera, eccetera. 

Evidentemente ci sono tante persone che vogliono credere alle fatine e
ci sono giornalisti che sono disposti a raccontare favole. Quando
s’incontrano nasce l’affare.

Ma non chiamatelo giornalismo, per favore.

Personalmente mi sono stancato di perdere ore a investigare ogni singolo
“avvistamento”. Si finisce per essere vittime della Teoria della Montagna di
M* (cit.): ore per indagare ogni “avvistamento”, scoprire che ha una
spiegazione banalissima, per poi trovare subito dopo che ne è uscito un altro
altrettanto vago, e si ricomincia da capo, con il solito commento strafottente “eh, però QUESTO non l’hai sbufalato!”

Per cui chi vuole continuare a pensare che ogni singolo tafano che passa davanti all’obiettivo e ogni luce all’orizzonte sia la scialuppa vagabonda di un
alieno troppo stupido per non farsi vedere
spegnendo le luci lampeggianti, faccia pure. Io non voglio perderci
altro tempo. Chiamatemi quando avrete riprese decenti. E magari chiedetevi chi
sono gli unici che guadagnano sempre quando c’è di mezzo l’ufologia.

Da dove vengono i “numeri Grabovoi” che circolano su TikTok

Da dove vengono i “numeri Grabovoi” che circolano su TikTok

Su TikTok e anche in Google circolano delle strane sequenze numeriche che vengono chiamate numeri Grabovoi o sequenze Grabovoi. Uno degli hashtag più diffusi è #grabovoicode.

Secondo chi li diffonde, questi numeri sarebbero dei codici mistici per comandare le forze dell’universo. Pensando intensamente questi numeri o scrivendoli o usandoli come password, si dice, si possono migliorare i voti scolastici, si può dimagrire e si può avere successo negli affari.

Queste “manifestazioni”, come le chiamano quelli che ci credono, sarebbero persino la cura di malattie come cancro e AIDS. Mi rifiuto di linkare il sito che scrive queste idiozie, che sono la versione tecnologizzata della numerologia classica: la confezione è nuova, fatta su misura per generazioni che vivono con lo smartphone in mano e si troverebbero a disagio con cabala e Smorfia, ma la panzana è la stessa di sempre.

Ma perché si chiamano numeri Grabovoi? Prendono nome dal numerologo e sedicente guaritore russo Grigory Grabovoi, che a quanto pare ha dichiarato di essere la seconda incarnazione di Cristo ma ha trascorso otto anni in carcere per aver chiesto 1500 dollari a testa a dei genitori per far risorgere i loro figli, morti nella strage di Beslan nel 2004.

A quanto pare i suoi numeri così tanto portafortuna non sono stati capaci di evitargli la galera.

Fonte aggiuntiva: Gizmodo.

La bufala dell’app che toglie gli sticker che coprono le foto dei bambini sui social network

La bufala dell’app che toglie gli sticker che coprono le foto dei bambini sui social network

Per ora mi sembra che questo falso allarme circoli soltanto in inglese, soprattutto su Facebook e Twitter, da quel che ho visto, ma mi aspetto che sbarchi anche in italiano, per cui faccio un prebunking: non esiste nessuna app che tolga gli sticker usati per mascherare le immagini dei bambini nelle foto pubblicate sui social network.

L’allarme che gira sostiene invece che questa app esista. A volte viene indicata con il nome Snapseed. Il testo più ricorrente del messaggio è questo: 

“So apparently there’s apps that can remove stickers from Facebook pictures…
I’ve had a google and I have found it to be true..
After a bit of digging I found that the only way to censor your images it actually rub it out with the eraser tool..
adding stickers adds layers to the image that can be removed quite easily with the right apps or software..
Please be cautious when posting pictures of your babies when censored with Facebook stickers xx
Admin”

In sintesi, chi condivide questo appello afferma che l’unico modo per censurare realmente le immagini su Facebook consisterebbe nell’usare lo strumento “gomma”, perché aggiungere un adesivo (sticker) non farebbe altro che aggiungere all’immagine un layer (uno strato) che sarebbe poi facilmente rimovibile con le app giuste.

Ma le immagini pubblicate sui social network non hanno layer. Al momento della pubblicazione vengono convertite, solitamente in formato JPG, che è privo di layer, e quindi non hanno dei dettagli “coperti” che possono essere scoperti. Pertanto l’allarme è sbagliato.

Chi diffonde questo avviso fa confusione con i formati grafici come il PSD di Photoshop, i documenti PDF o i file TIFF, che in effetti hanno i layer e come tali possono essere “smontate” per togliere le pecette di copertura. Ma nei social network questi formati non vengono usati (a meno che non si condivida intenzionalmente un file multilayer di Photoshop come allegato).

Insomma, nell’uso normale dei social network uno sticker è permanente e non si può rimuovere, per cui si può stare tranquilli.

È vero che esistono alcune app che sembrano capaci di rimuovere alcuni dettagli dalle foto, ma lo fanno “clonando” dettagli dalle zone circostanti dell’immagine: non possono ricostruire, per esempio, il volto di un bambino coperto da uno sticker.

Fonti: ThatsNonsense, Snopes, Giornalettismo.

LIVE il 24/11: “Le auto elettriche rovineranno il mondo!” e altre bufale della mobilità elettrica

LIVE il 24/11: “Le auto elettriche rovineranno il mondo!” e altre bufale della mobilità elettrica

Sono stato invitato dall’azienda italiana Silla Industries a una live su YouTube sul tema della mobilità elettrica e dei miti che la circondano. L’appuntamento è per le 21 (ora italiana), in diretta, a questo link (o nell’embed qui sotto): Alberto Stecca, amministratore delegato di Silla, prenderà le vostre domande dalla chat di YouTube. Vi aspetto.

La bufala della Tesla schiantatasi in Texas e "nessuno era al volante"

La bufala della Tesla schiantatasi in Texas e “nessuno era al volante”

Ricordate la vicenda della Tesla Model S che ad aprile 2021 si era schiantata vicino a
Houston mentre “nessuno era al volante”, secondo la polizia e come scriveva
Repubblica? Le due persone a bordo erano morte.

Ora la perizia tecnica del National Transportation Safety Board dimostra, sulla base dei dati recuperati dalla “scatola nera” di bordo, che c’era eccome una persona al posto di guida e che l’acceleratore era premuto praticamente a fondo (al 98,8%) e che la velocità massima registrata nei cinque secondi precedenti l’impatto è stata di 108 km/h.

Data from the module indicate that both the driver and the passenger seats were occupied, and that the seat belts were buckled when the EDR recorded the crash. The data also indicate that the driver was applying the accelerator in the time leading up to the crash; application of the accelerator pedal was found to be as high as 98.8 percent. The highest speed recorded by the EDR in the 5 seconds leading up to the crash was 67 mph.

L’Autopilot, insomma, avrà anche un nome discutibile, ma in questo caso proprio non c’entra nulla. Vediamo se i giornali che hanno pubblicato la notizia iniziale pubblicheranno la rettifica. Per ora l’articolo di Repubblica è ancora al suo posto, com’era sei mesi fa, senza alcuna menzione dei nuovi risultati della perizia. Ne salvo una copia permanente, non si sa mai che qualcuno scopra il ravvedimento operoso.

La mia indagine iniziale, con tutti i dettagli e la cronologia della vicenda, è qui.

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Se un senatore fa fake news: la foto falsa delle dimostrazioni a Trieste

Il 18 ottobre il senatore italiano Lucio Malan ha pubblicato su Twitter la foto qui accanto, che secondo lui mostrerebbe il porto italiano di Trieste
durante una manifestazione contro il cosiddetto “green pass”. La stessa foto gira da alcuni giorni con la medesima descrizione.

Il tweet del senatore cita un tweet di
Nick Griffin, ex
membro del Parlamento Europeo ed ex presidente del partito di estrema destra
britannico British National Party, che l’ha successivamente espulso. Griffin
scrive che la foto rappresenta appunto il porto di Trieste e chiede
retoricamente se si è contenti che i media mainstream
“vi nascondano eventi del genere”.

La vicenda è particolarmente comica per me, perché la foto in realtà mostra
una località svizzera, specificamente Zurigo, non Trieste, e la mostra durante
un famosissimo raduno musicale, la Street Parade. L’immagine risale a prima
della pandemia di Covid, specificamente al
2018, secondo l’indagine di Open
e di AP.

In seguito alle segnalazioni, il senatore Malan ha cancellato il proprio tweet
senza una parola di scuse o una rettifica. Il tweet di Malan è però salvato
qui

Nick Griffin, invece, continua a pubblicare il proprio
tweet, nonostante la marea di segnalazioni ironiche che ha ricevuto. Gli ho
chiesto pubblicamente
se intende rettificare; finora non ho ricevuto risposta. 

Il sito della Street Parade ospita la foto in questione, datata 2018.

Vicende come questa sono un buon promemoria di due princìpi antibufala
fondamentali:

  • non ci si può fidare ciecamente di quello che scrive qualcuno, neppure
    quando si tratta di una persona in posizione autorevole come un senatore;
    essere senatori non rende infallibili.
  • le persone tendono a credere a quello che vorrebbero che fosse vero (le
    posizioni politiche di Malan sono anti-green pass) e quando vedono
    qualcosa che rinforza la loro visione del mondo riducono i controlli
    o non li fanno del tutto.

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Repubblica e i lama che “affollano... le montagne del Tibet”

Repubblica e i lama che “affollano… le montagne del Tibet”

Daniele Mastrogiacomo su Repubblica scrive quanto segue (copia permanente, evidenziazione mia):

“I lama contro il Covid. Sì, proprio loro: i quadrupedi camelidi che
affollano le Ande e le montagne del Tibet
sembrano avere tutte le
caratteristiche per difenderci dal male di questo inizio secolo.”

Mi è venuto il dubbio che i
lama (Lama glama, quadrupedi), oltre a essere presenti in America Latina, siano allevati in
Tibet come lo sono in altre parti del mondo, ma ho cercato senza trovarne
alcuna conferma. 

Se Mastrogiacomo ha delle fonti che documentano una massiccia presenza di
Lama glama in Tibet in aggiunta ai
lama (monaci
bipedi), o se le ha qualcuno che mi legge, le vorrei conoscere. 

Sottolineo che questa notizia compare nella sezione riservata agli abbonati, per cui Repubblica chiede che la gente paghi per leggerla.

Se il nome di Mastrogiacomo vi sembra familiare, è perché ad aprile 2020 fu coinvolto in
questo plagio, sempre su Repubblica.

2021/10/05. Zitta zitta, senza una parola di rettifica o di scuse per la scemenza scritta, Repubblica ha corretto l’articolo. 

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Piazzapulita (La7) sbufalata sull’auto elettrica, insiste

Piazzapulita (La7) sbufalata sull’auto elettrica, insiste

Ultimo aggiornamento: 2021/10/01 9:00.

Ricordate il servizio di Piazzapulita che raccontava un viaggio di
cinquantadue ore per fare Roma-Reggio Calabria in auto elettrica? Ne
avevo
scritto qui. C’è un aggiornamento importante.

Vaielettrico
ha infatti sbufalato il video di Piazzapulita nella maniera perfetta:
ha rifatto esattamente lo stesso viaggio, con la stessa auto elettrica,
in nove ore e 43 minuti invece di due giorni. Oltretutto con un
conducente non esperto e partendo con la batteria parecchio scarica per
emulare le stesse condizioni di partenza del servizio.

E al ritorno, partendo con l’auto carica al 100%, ci ha messo
nove ore e due minuti
.

Non cinquantadue ore.

2021/10/01 9:00. Piazzapulita ha dedicato una seconda puntata all’argomento e ha insistito sulle proprie posizioni di disinformazione e populismo, con una scelta di ospiti volutamente incompetenti. Cosa non si fa pur di compiacere il proprio pubblico. Se volete un riassunto di questa seconda puntata, potete leggerlo su Vaielettrico. È piuttosto chiaro, a questo punto, che il programma e il suo conduttore, Corrado Formigli, non hanno alcuna intenzione di presentare i fatti e intendono solo sostenere una tesi preconcetta. E se lo fanno per le auto elettriche, è ragionevole presumere che lo facciano anche per gli altri argomenti.

Antibufala: il “Codice Da Vinci” del Cenacolo

Antibufala: il “Codice Da Vinci” del Cenacolo

Ha suscitato un certo clamore la
notizia
della scoperta di immagini nascoste nel Cenacolo di Leonardo, fatta da un
informatico, Slavisa (o Slavia) Pesci, in provincia di Mantova.

Le
tesi di Pesci sono presentate in una serie di siti (forse lo stesso server con
nomi di dominio differenti):
Leonardo2007.com,
www.leonardodavinci.tv,
www.codicedavinci.tv,
www.cenacolo.biz e
www.leonardo2007.com. Al momento
risultano irraggiungibili: hanno ricevuto secondo Yahoo 15 milioni di
visitatori nella sola giornata del 26 luglio scorso.

In sintesi,
Pesci ha notato delle strane simmetrie e ha piegato una foto del Cenacolo
secondo un asse di simmetria verticale, notando dei particolari che
combaciavano. Ripetendo l’esperimento su una riproduzione più grande e
sovrapponendo quindi due immagini, una diritta e una speculare, secondo Pesci
compaiono nuovi personaggi: un templare e una persona che regge un bambino,
come descritto da
Yahoo.com). Il
“coltello in mano a Pietro finisce sul piatto di carne dal lato opposto del
tavolo. Le montagne, semplice sfondo del dipinto, vanno a incoronare due
protagonisti della scena”
, nota
questo articolo. L’immagine che vedete qui sotto include anche una barca a vela.


Le
immagini dell’esperimento
(disponibili anche
qui) create da chi ha tentato una verifica della teoria sembrano suggerire un
classico esempio di pareidolia: la
tendenza innata delle persone a scorgere forme coerenti, tipicamente di
persone e divinità, nelle nuvole, nelle sagome delle montagne o nelle macchie
sui muri, di cui ho raccontato qualche esempio
qui. Le forme viste da Pesci sono infatti tutt’altro che chiare.

Un’apparente
conferma di quest’origine del fenomeno è che, a detta di Pesci, appaiono
novità anche facendo semplicemente scorrere un’immagine capovolta sopra
l’originale. Non solo: secondo Pesci, lo stesso fenomeno si nota in altre
opere pittoriche di Leonardo. Ma forse in questo caso, se posso storpiare una
frase celebre, la
scoperta sta negli occhi di chi guarda.