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Stasera alle 21 parliamo degli ultimi uomini sulla Luna: 50 anni di Apollo 17

Il geologo Harrison Schmitt esplora la Luna durante la missione Apollo 17. Elaborazione di Andy Saunders.

Questa sera alle 21 ci sarà una diretta online sui canali Facebook e YouTube dell’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta, alla
quale parteciperò insieme a Dario Kubler e Alberto Villa con la moderazione di
Katia Berlingeri.

L’evento speciale è proposto con la collaborazione per la comunicazione di
AstroTeam Le Pleiadi, sodalizio di associazioni di appassionati di cielo e di spazio nato con
il fine di organizzare, condividere e promuovere appuntamenti di qualità
dedicati alla divulgazione dell’astronomia e dell’astronautica.

Per
informazioni:
https://www.oavda.it/eventi/gli-ultimi-uomini-sulla-luna.

23:45. La registrazione della serata è disponibile su YouTube:

Venerdì 18/2 alle 21:30 parleremo di “Forever Young” e di traduzione letteraria in diretta streaming

Venerdì 18 febbraio sarò ospite in video dell’Associazione Astrofili Bolognesi-APS in compagnia degli editori Diego Meozzi e Paola Arosio (Cartabianca) per parlare di Forever Young, l’autobiografia dell’astronauta lunare John Young che Cartabianca ha tradotto in italiano e al quale ho contribuito per la parte tecnica e terminologica.

Se volete, ci troviamo alle 21.30: potrete seguire l’incontro su Facebook o su YouTube. Parleremo non solo di storia dell’esplorazione spaziale ma anche delle difficoltà di tradurre un libro come questo, dal punto di vista linguistico e organizzativo. Se volete porci domande in diretta, ricordatevi di dare il consenso a
questo link:
streamyard.com/facebook. La serata sarà condotta da Giulio Busi. L’annuncio dell’AAB è qui.

Video pornografico irrompe in convegno Zoom di senatori italiani: password pubblicata dagli organizzatori

Video pornografico irrompe in convegno Zoom di senatori italiani: password pubblicata dagli organizzatori

Screenshot parzialmente oscurato da me.

L’occasione è molto seria: un convegno sul tema della pubblica amministrazione
trasparente e del recepimento della direttiva UE Public Sector Information,
organizzato online su Zoom da un movimento politico italiano e trasmesso dalla
Web TV del Senato della penisola in diretta il 17 gennaio scorso. Fra gli ospiti c’è anche il
premio Nobel 2021 per la fisica Giorgio Parisi.

A un certo punto del convegno, sullo schermo dell’austera Sala dei Presidenti
di Palazzo Giustiniani e sui monitor dei relatori collegati via Zoom e del
pubblico che sta seguendo il convegno tramite Internet compare un video molto
esplicito: un’animazione digitale che mostra le attività intime di un
personaggio che molti gamer avranno riconosciuto immediatamente. È
Tifa Lockhart di
Final Fantasy VII.

Le immagini rimangono sullo schermo per un’interminabile manciata di secondi
nel silenzio e nel gelo dei partecipanti, intanto che la regia del convegno
tenta disperatamente di eliminare dallo schermo il video, nel quale gli
osservatori più attenti e impassibili noteranno l’indirizzo del suo creatore,
l’animatore digitale
juicyneko. La regia cerca di
rimuovere dalla sessione Zoom l’intruso, anzi gli intrusi che sono entrati
nella riunione e hanno sommerso la relatrice non solo con immagini poco
pertinenti ma anche con grida in lingua straniera fortemente distorte (se
qualcuno riesce a decifrarle, me lo segnali nei commenti) e poi con un video
musicale tratto da YouTube.

L’intero incidente è stato immortalato sul sito di Radio Radicale
qui
(dal minuto 26 in poi; immagini ovviamente non adatte a un pubblico
sensibile).

La senatrice Maria Laura Mantovani, che ha aperto il convegno, ha dichiarato
che si è trattato di
“un episodio gravissimo, un vero e proprio attacco” e ha
annunciato
che avrebbe sporto denuncia alla polizia postale italiana.

Può sembrare strano e preoccupante che degli intrusi riescano a violare la
sicurezza di un sito istituzionale e a irrompere in una riunione politica, ma
c’è un dettaglio che potrebbe ridimensionare parecchio la vicenda. 

L’informatico Andrea Lazzarotto ha infatti notato che il link per collegarsi
al convegno tramite Zoom era stato pubblicato alcuni giorni prima sui social
network dalla senatrice stessa (e, notano altri, anche da un suo collega, il senatore Mario Turco), con tanto di
passcode, ossia il codice numerico necessario per accedere a una
riunione Zoom. Il link era https://us02web.zoom.us/84618000732 e il passcode era 631228.

Con questo link e questo passcode e senza le opportune impostazioni restrittive di Zoom, irrompere nel convegno sarebbe stata solo questione di cliccare sul link e digitare il codice, sperando che la regia non si accorgesse che nella sala d’attesa virtuale c’erano degli utenti non previsti e li ammettesse alla riunione. C’è chi fa notare che la senatrice ha un notevole curriculum informatico e quindi critica questa sua decisione di pubblicare link e passcode, ma è probabile che ci sia stata una sequenza di errori commessi anche da altri.

La dinamica dettagliata dell’incursione non è stata ancora resa nota, ma sulla base di quello che si sa fin qui non sembra che si sia trattato di un attacco particolarmente sofisticato dal punto di vista tecnico.

Si tratterebbe insomma di un semplice caso molto visibile di zoombombing: vandali che entrano in videoconferenze i cui codici di accesso sono stati incautamente pubblicati dagli organizzatori.

Ma come si fa a evitare questo tipo di incidente? Ci sono alcune precauzioni fondamentali, che conviene ripassare a chiunque abbia intenzione di organizzare videoconferenze con qualunque piattaforma, da Zoom a Teams.

  • Se si tratta di una riunione chiusa, nella quale tutti i partecipanti devono poter parlare e condividere il proprio video e delle immagini, come avviene per esempio nelle lezioni scolastiche a distanza, le coordinate della riunione non vanno assolutamente pubblicate ma vanno date in privato soltanto a quei partecipanti, con la raccomandazione di non condividerli con nessuno al di fuori dei partecipanti stessi.
  • Se invece la videoconferenza prevede un certo numero di partecipanti che parlano e condividono video e immagini e un numero più ampio di persone che possono soltanto assistere senza poter intervenire, allora ci sono due soluzioni: usare l’apposita modalità webinar di Zoom oppure diffondere in streaming la videoconferenza su Facebook, Twitch o Youtube, e dare al pubblico soltanto il link che porta a questo streaming. 
  • Se si usa la modalità webinar di Zoom, il link può essere pubblicato tranquillamente, perché soltanto chi entra nella videoconferenza con gli specifici account Zoom preventivamente impostati dalla regia come relatori può apparire in video e condividere immagini.

Attenzione: molti amministratori di sessioni Zoom pensano che per evitare problemi di condivisione di video imbarazzanti sia sufficiente bloccare in Zoom la condivisione di immagini, ma non è così: un utente molesto può infatti virtualizzare la propria webcam, per cui se ha la possibilità di apparire in video con il proprio volto nella riunione può facilmente mostrare un video al posto della propria immagine.

Gli strumenti per fare videoriunioni in sicurezza e senza interruzioni imbarazzanti ci sono, insomma: basta usarli e farli usare.

Un drone su Titano: incontro con Zibi Turtle, che dirigerà la missione. Ci troviamo su Zoom il 2 luglio alle 19 italiane

Un drone su Titano: incontro con Zibi Turtle, che dirigerà la missione. Ci troviamo su Zoom il 2 luglio alle 19 italiane

L’Osservatorio Astronomico della Regione autonoma Valle d’Aosta, Astroteam Le Pleiadi e ASIMOF hanno
organizzato per venerdì 2 luglio alle 19 (ora italiana,
CEST)
un incontro su Zoom con Zibi Turtle, principal investigator del
progetto Dragonfly, che intende far volare un drone di ricognizione su
Titano, la più grande luna di Saturno, nel 2034.

L’incontro è gratuito, i posti disponibili sono 1000 e non c’è bisogno di
preregistrarsi o altro. Sarà disponibile la traduzione simultanea in italiano,
di cui mi occuperò io con molto piacere.

L’evento non si sovrappone con la partita dell’Italia.

Il link per collegarsi è questo:
https://us02web.zoom.us/j/88329126508.

Se volete saperne di più su Zibi Turtle e sul progetto Dragonfly, ecco
qualche link: JHUAPL,
TED,
NASA. Maggiori dettagli sull’evento sono presso
Oavda.it

 

2021/12/27. Il video della serata è stato pubblicato su YouTube. Qui
sotto potete seguire la relazione di Zibi Turtle in lingua originale e in traduzione simultanea.

Versione originale in lingua inglese:

Traduzione simultanea in italiano:

Un drone su Titano: incontro con Zibi Turtle, coordinatrice della missione Dragonfly

Un drone su Titano: incontro con Zibi Turtle, coordinatrice della missione Dragonfly

Ultimo aggiornamento: 2021/12/29 1:40.

A luglio 2021 l’Osservatorio Astronomico della Regione autonoma Valle d’Aosta, Astroteam Le Pleiadi e ASIMOF hanno
organizzato un incontro su Zoom, aperto al pubblico, con Elizabeth (Zibi) Turtle, principal investigator del progetto
Dragonfly, che intende far volare un drone di ricognizione su Titano, la
più grande luna di Saturno, nel 2034. Ne avevo scritto qui a suo tempo.

Ho avuto il piacere di contribuire alla regia dell’incontro e di farne la traduzione simultanea in italiano. Ora è stato pubblicato il video dell’evento in lingua originale e in traduzione italiana.

Se volete saperne di più su Zibi Turtle e sul progetto Dragonfly, ecco
qualche link: JHUAPL,
TED,
NASA. Maggiori dettagli sull’evento sono presso
Oavda.it. Buona visione.

Versione originale in lingua inglese:

Traduzione simultanea in italiano:

Se vi serve una notifica per tirarvi fuori da una riunione o una conversazione: Busy Simulator

Vi capita mai di essere in una conversazione nella quale state silenziosamente
pregando che arrivi uno squillo di telefono o una notifica per darvi una scusa
per sganciarvi? Avete mai bisogno di sembrare indaffarati quando non lo siete
affatto?

C’è una soluzione semplice per queste esigenze:
Busysimulator.com. Un sito che genera i
suoni di notifica delle app pìù popolari, da Google Calendar a Slack a Skype
passando Discord, Apple Mail e Outlook. C’è anche il suono della vibrazione di
un telefonino. Per attivarli basta cliccare sull’icona corrispondente.

Se cliccate su uno dei pulsanti il suono di notifica corrispondente non viene
emesso una sola volta, ma viene ripetuto a intervalli più o meno casuali. Il
pallino sotto ogni icona è un cursore che regola la cadenza di
ripetizione. 

Se volete disattivare tutto, basta un clic sul pulsante rosso etichettato
Stop All.

L’idea è di Brian Moore, un
“direttore creativo/tecnologo” che sta a Los Angeles, in California, e
funziona particolarmente bene nelle videoriunioni interminabili. Buon
divertimento.

Adesso scusatemi ma devo assolutamente andare, mi sta arrivando una raffica di
notifiche, dev‘essere qualcosa di importante.

Fonte:
BoingBoing.

Cose da non fare in videoconferenza: guidare e fingere di essere in ufficio. Con la cintura di sicurezza in bella vista

Cose da non fare in videoconferenza: guidare e fingere di essere in ufficio. Con la cintura di sicurezza in bella vista

Ormai siamo tutti abituati agli sfondi virtuali nelle videoconferenze: sono
spesso brutti e scontornano malissimo il volto, mozzando occhiali e orecchi (se
non vi attrezzate con un green screen), ma perlomeno salvaguardano la
privacy quando non si vuole mostrare l’ambiente nel quale ci si trova.

Il senatore dello stato dell’Ohio Andrew Brenner, durante una riunione
governativa tenutasi via Zoom, ha usato uno di questi sfondi virtuali per
simulare di essere in ufficio o a casa mentre in realtà era in auto. E in
alcuni momenti stava pure guidando.

È stato tradito non tanto dal pessimo scontornamento che rivelava la falsità
dello sfondo, con un effetto piuttosto ridicolo, ma da un particolare rivelatore: la cintura di sicurezza che gli
attraversava la camicia in diagonale. Non risulta infatti che nell’Ohio le
sedie di casa siano dotate di cinture di sicurezza automobilistiche.

Nel
video integrale (circa 13 minuti) si vede che all’inizio il senatore è fermo in auto, e fin qui non ci sarebbe nulla di male. Ma poi inizia a guidare intanto che smanetta sul telefonino per impostare lo sfondo virtuale. Brenner stesso ha ammesso che stava guidando, ma ha dichiarato che non era distratto e stava soltanto ascoltando la riunione e che usa spesso questo metodo. Il video racconta una storia diversa, già a partire dall’uso dello sfondo. Se non avesse voluto mostrare dove si trovava, avrebbe potuto semplicemente disattivare la telecamera dopo che si era fatto identificare.

Ecco uno spezzone del video:

Ironia della sorte, il senato dell’Ohio sta proprio discutendo una legge che inasprirebbe le pene per chi guida in modo distratto, e fra i comportamenti vietati i sarebbe proprio lo streaming video durante la guida.

Fonti: Columbus Dispatch, Gizmodo, WKYC, BoingBoing.

LIVE il 24/11: “Le auto elettriche rovineranno il mondo!” e altre bufale della mobilità elettrica

LIVE il 24/11: “Le auto elettriche rovineranno il mondo!” e altre bufale della mobilità elettrica

Sono stato invitato dall’azienda italiana Silla Industries a una live su YouTube sul tema della mobilità elettrica e dei miti che la circondano. L’appuntamento è per le 21 (ora italiana), in diretta, a questo link (o nell’embed qui sotto): Alberto Stecca, amministratore delegato di Silla, prenderà le vostre domande dalla chat di YouTube. Vi aspetto.

“Cercare gli alieni, trovare noi stessi”: lezione straordinaria di Jill Tarter (SETI), 1 giugno 2021 alle 21, ascoltabile anche in italiano

“Cercare gli alieni, trovare noi stessi”: lezione straordinaria di Jill Tarter (SETI), 1 giugno 2021 alle 21, ascoltabile anche in italiano

Ultimo aggiornamento: 2021/05/28 00:10.

Jill Tarter, l’astrofisica che per anni ha diretto il centro SETI, dedicato alla
ricerca scientifica di indicatori astronomici di tecnologie non terrestri, terrà
una conferenza pubblica su Zoom l’1 giugno 2021 alle 21 (ora italiana),
intitolata Searching for aliens, finding ourselves (Cercare gli alieni,
trovare noi stessi).

Se il suo nome vi suona familiare, è perché il suo lavoro nella ricerca di
indicatori di civiltà extraterrestri ha ispirato il personaggio di Ellie
Arroway nel film Contact di Bob Zemeckis (1997), tratto dall’omonimo
romanzo dell’astronomo Carl Sagan.

L’evento è gratuito e organizzato da
ASIMOF (Associazione Italiana Modelli Fedeli)
in collaborazione con AstroTeam Le Pleiadi e con l’Osservatorio
Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta. Sarà in lingua inglese, con la
possibilità di avere la traduzione simultanea in italiano (di cui mi occuperò
io). Per ascoltare l’audio tradotto si dovrà semplicemente cliccare in Zoom su
Interpretazione e poi scegliere il canale italiano. Il pubblico potrà
inviare domande a Jill Tarter usando la chat di Zoom.

Ci sono 500 posti disponibili. Il link Zoom è
https://us02web.zoom.us/j/83605811653. Consiglio di collegarsi qualche minuto prima delle 21 per verificare le
impostazioni audio, se volete ascoltare la traduzione, e di usare l’app Zoom
invece della versione web.
La serata si potrà seguire anche sulla pagina Facebook di AVTVweb.

Zoom consente di iniettare marcatori di tracciamento nell’audio delle sessioni. E nelle immagini?

Zoom consente di iniettare marcatori di tracciamento nell’audio delle sessioni. E nelle immagini?

The Intercept
ha segnalato il fatto che Zoom offre ai suoi clienti un’opzione che inietta un watermark o
audio signature (marcatore di tracciamento) nell’audio delle sessioni,
perlomeno in quello delle sessioni degli account professionali. Se vedete
quest’icona circolare accanto allo scudo verde in una sessione di Zoom, vuol
dire che la sessione è dotata di questi watermark, che includono in
modo inudibile i vostri dati personali.

Questa funzione, annunciata
qui
a settembre 2019 e documentata
qui
(screenshot qui sotto), consente a Zoom (l’azienda) di identificare chi ha
registrato e diffuso una sessione (“The Audio Watermark, or Audio Signature, feature embeds a user’s personal
information into the audio as an inaudible watermark if they record during a
meeting”
).

L’esistenza di questo watermark ultrasonico è molto importante da
conoscere per chiunque faccia investigazioni su fughe di notizie e anche per
chi volesse fare da whistleblower e far pervenire alle autorità o ai
giornalisti delle informazioni sensibili senza rivelarne la fonte. 

La stessa cautela sarà necessaria anche da parte dei giornalisti che dovessero
pubblicare spezzoni di audio di sessioni Zoom ricevute da fonti confidenziali
(in sintesi, è meglio non pubblicarle ma descriverle).

 

The Intercept precisa che non è chiaro se Zoom inietti questo
watermark direttamente nel flusso audio che viene ricevuto dal singolo
partecipante o se l’iniezione avvenga soltanto se si usa la funzione integrata
di registrazione. Zoom
dice
che per identificare il partecipante che ha registrato la sessione servono
almeno due minuti di audio. 

Esiste anche il watermark video esplicito e ben visibile in Zoom, come
nota anche
Lifehacker: è un’opzione, documentata
qui
da Zoom, che sovrappone una grossa scritta semitrasparente su qualunque
contenuto condiviso. La scritta è costituita da una porzione dell’indirizzo di
mail dell’utente che sta guardando il contenuto. Qui sotto vedete un
esempio di un watermark riguardante un utente che ha come indirizzo di
mail admin@qualchecosa[punto]com.

Mi viene però il dubbio che nelle sessioni Zoom possa essere anche un altro tipo di
watermark video, uno non dichiarato, per cui chiedo il vostro aiuto. 

Questa è uno screenshot di una porzione di una schermata
completamente bianca (creata con PowerPoint e la definizione di uno sfondo semplicemente bianco), acquisito durante una sessione Zoom:
notate le tenui righe verticali e le colonne di pallini?

Ho provato a esagerare i livelli RGB per rendere più visibili questi strani segni:

Questo fenomeno si nota anche in questo video tutorial di Zoom, prodotto dall’azienda stessa, quando lo sfondo è bianco:

Forse è solo un artefatto di compressione e io sono eccessivamente paranoico, visto che mi pare improbabile che io sia il primo a notare questo fenomeno, ma mi piacerebbe saperne di più. Se avete idee, segnalatele nei commenti.