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Samantha Cristoforetti fa cosplay di “2001: Odissea nello spazio” NELLO SPAZIO

Questa foto è solo un teaser di un momento di nerditudine spaziale
suprema per qualunque appassionato di fantascienza e soprattutto di
“2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick, uno dei capolavori
assoluti del genere.

La foto completa:

Versione schiarita per mostrare i dettagli della divisa:

Se non cogliete il riferimento, è alle hostess che in “2001” si muovono
a bordo delle astronavi simulando la camminata terrestre in assenza di peso
grazie a pantofole con suola in Velcro, in una delle scene più magiche del
film.

Ed ecco la versione di Samantha, che se non erro è stata girata con un obiettivo grandangolare molto spinto e nella sezione russa della Stazione (ma non riesco a decifrare in quale punto preciso, anche se elaborando il video si notano sullo sfondo due tute russe da EVA):

All’epoca di “2001”, alla fine degli anni Sessanta, scene come queste erano assolutamente stupefacenti: mi chiesi per
anni, da ragazzino, come avessero potuto ottenere questi effetti. Ora
lo so, e questo non fa che aumentare la mia ammirazione per Kubrick e i suoi
tecnici; se vi interessa, lo spiego qui sotto, ma non voglio fare spoiler.

Visti con gli occhi di oggi e con mezzo secolo di esperienza di spostamento
delle persone in grandi ambienti a zero G, i movimenti delle hostess sembrano
fisicamente implausibili: non perderebbero tempo a camminare o a ruotare per
cambiare corridoio, ma semplicemente fluttuerebbero da un posto all’altro,
come vediamo fare agli astronauti sulla Stazione. Ed è abbastanza ovvio che la
scelta narrativa e visiva delle “scarpette di Velcro” fu adottata perché
all’epoca era impraticabile simulare l’assenza di peso in modo realistico e
per periodi prolungati in una produzione cinematografica. Ma la bellezza ed
eleganza delle immagini non sfiorisce.

Chicca: il comandante della navetta lunare (quello che nel secondo spezzone
entra per salutare l’unico passeggero) è Ed Bishop, indimenticabile comandante
Straker della serie “UFO”.

—-

ALLERTA SPOILER: come furono realizzati questi effetti?

La cosa più sorprendente di queste riprese è che sono ottenute tutte con
effetti in-camera, ossia creati fisicamente sul set: non ci sono
sovrapposizioni o effetti ottici aggiunti.

Le hostess erano su un set sulla Terra, in gravità normale, e furono
addestrate a camminare fingendo di attaccarsi al pavimento con le scarpette e
aggrappandosi agli oggetti. Il copricapo fu un espediente per non far vedere i
capelli, che in una ripresa realmente a zero G avrebbero dovuto fluttuare
(effetto impossibile da ottenere negli anni Sessanta).

La presa della biro fluttuante fu realizzata applicando la biro a una enorme,
pulitissima lastra di vetro montata su un telaio girevole, i cui bordi erano
fuori dall’inquadratura. La biro era attaccata al vetro con un pezzetto di
doppio adesivo, che all’epoca era una novità assoluta.

Il passaggio da un corridoio all’altro fu ottenuto
ruotando l’intero corridoio mentre la cinepresa era vincolata al
corridoio stesso. La hostess era quindi sempre in piedi. Semplice, ma
efficacissimo.

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