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Giove visto dalla sonda Cassini. Direttore della fotografia, Stanley Kubrick

Giove visto dalla sonda Cassini. Direttore della fotografia, Stanley Kubrick

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Un’immagine reale di Giove, scattata nel 2000 dalla sonda Cassini e ripresa di recente dal sito del progetto In Saturn’s Rings. Sembra presa di peso da 2001: Odissea nello spazio (1968), di Stanley Kubrick.

“2001” compie 45 anni

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Il 2 aprile 1968 debuttava all’Uptown Theater di Washington 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. I suoi effetti visivi senza paragoni e la sua regia e fotografia reggono stupendamente ancora oggi, ma soprattutto è il suo tema senza tempo (siamo soli nel cosmo?) ad attraversare quattro decenni e mezzo senza aver perso nulla della propria profondità. 2001 fu, in sostanza, il primo film di fantascienza “serio”, che diede pari cittadinanza a questo genere solitamente relegato in seconda classe. Se volete saperne di più, potete stuzzicare l’appetito con questi miei articoli dedicati a 2001.

La NASA ha segnalato l’anniversario via Twitter linkando la splendida illustrazione di Robert McCall che fu usata per le locandine del film (non è un caso che la futura capsula spaziale della NASA si chiami Orion come lo Shuttle che si vede nel film di Kubrick). Qui sotto ne vedete una versione ridotta; quella ad alta risoluzione è qui.

Tirate fuori il Blu-ray del film, se l’avete, e godetevelo sullo schermo più grande che avete; non sarà il Cinerama o 70 mm dell’originale, ma è un buon inizio. Se non avete il Blu-ray, perlomeno canticchiate il Danubio Blu, e pensate che abbiamo davvero una Stazione Spaziale Internazionale, abitata ininterrottamente da più di dieci anni, che volteggia nel cielo sopra di noi. Pensate che pochi giorni fa un’astronave vi ha attraccato e l’abbiamo potuta seguire in diretta via Internet.

Orion Leaving Space Station, di Robert McCall. Credit: Robert McCall/MGM.

Aggiornamento

Per una gustosa coincidenza, Samantha Cristoforetti ha postato poco fa una serie di foto del proprio addestramento con lo European Robotic Arm che verrà installato prossimamente sulla Stazione Spaziale Internazionale. Una di queste foto, che vedete qui sotto, mi ha ricordato un aneddoto raccontato da Arthur C. Clarke, coautore di 2001 insieme a Kubrick, nel libro The Lost Worlds of 2001:

29 maggio 1966. Visita sul set da parte dell’addetto dell’aviazione sovietica. Ha guardato tutte le targhette d’istruzioni sui pannelli dell’astronave e ha detto, assolutamente serio, ‘Si rende conto, ovviamente, che tutte queste scritte dovrebbero essere in russo.’

Cliccate sulla foto per ingrandirla e guardate il pannello dei comandi usato da Samantha…

ERA training

Dietro le quinte di “2001”

Dietro le quinte di 2001 Odissea nello Spazio. Bonus: Arthur Clarke visita il modulo lunare. Quello vero

Se 2001 Odissea nello Spazio è uno dei vostri oggetti di culto, sopportate i sottotitoli e la pessima musica (ah, il copyright) di questo documentario strapieno di chicche: 2001 A Space Odyssey – The Making of a Myth. Il narratore è James Cameron; Arthur Clarke ha un monolite in giardino e va a visitare le sale della NASA dove si sta costruendo il modulo lunare Apollo; c’è anche la hostess della famosa scena della biro in assenza di peso, che spiega come fu realizzata senza effetti digitali (che all’epoca erano sostanzialmente inesistenti), e ci sono tutti i tecnici degli effetti speciali e del trucco. Ci sono anche un paio di sorprese che non voglio guastarvi. Se vi piace, comprate l’originale. Buona visione.

Video di una cometa? Di un UFO? No, rientro di missile

Video di una cometa? Di un UFO? No, rientro di missile

Spettacolare video del rientro di un missile

Grazie a Phil Plait di Bad Astronomy per la segnalazione.

Aggiornamento: non so se l’autenticità di questo specifico video è stata confermata o meno, ma sta di fatto che ci sono numerose immagini analoghe provenienti da varie fonti. La traiettoria e l’orario coincidono con il rientro di una parte di un missile russo che ha portato una capsula Soyuz alla Stazione Spaziale Internazionale il 21 dicembre ed è rientrato la sera della vigilia di Natale. Maggiori dettagli, con foto, sono su Bad Astronomy.

Le cose che non colsi – 2011/06/23

Un po’ di chicche: non tutte fresche ma ghiotte comunque

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Doctor Who. Se avete un bel telescopio all’aperto, vi serve una copertura per proteggerlo. Ma invece della solita cupola, c’è chi usa un TARDIS. Il Dottore ha fan agguerritissimi anche in Russia, che traducono i sottotitoli quasi in tempo reale (pubblicando anche gli originali inglesi) presso Notabenoid. Non vi basta? Allora vi propongo il tema di Doctor Who suonato dalle mega-bobine di Tesla. Già visto? OK, ma stavolta dentro la gabbia c’è Adam Savage di Mythbusters.

2001 Odissea nello Spazio. Foto di oggetti di scena, attori, modelli e altre chicche straordinarie per i cultori del film di Kubrick. E non perdetevi questi poster che sono finte pubblicità d’epoca per HAL 9000 e la navetta Orion.

L’NSA pubblica 50.000 documenti segreti. C’è parecchia storia dell’informatica militare. Buona caccia.

Shuttle attraccato alla ISS, foto scattate da terra, in 3D. Thierry Legault non smette mai di stupirci. Se questo è quello che può fare un privato, immaginatevi cosa possono fare i militari.

RSA, 40 milioni di token da cambiare. Alcune intrusioni informatiche costano più di altre e rendono inutili, se non pericolosi, i gingilli che generano password temporanee usati da tante aziende. Brr.

Francia, vietato dire Facebook e Twitter in TV e alla radio. A meno che si tratti della lettura di una notizia che li riguarda. Una nuova applicazione di una norma del 1992 che proibisce la promozione di aziende nei notiziari. Quindi niente più “seguiteci su Twitter” e simili per i programmi TV francesi. Geniale.

Video del volo rasoterra. Il Corriere e altri giornali hanno pubblicato un video di un volo incredibilmente radente di un caccia. C’è chi pensa si tratti di un falso, ma Gizmodo ha pubblicato la ripresa corrispondente fatta a bordo del caccia, che sarebbe di un pilota argentino, e sembrano collimare. È per questo che si dice che esistono piloti temerari e piloti anziani, ma non esistono piloti temerari anziani.

Base segreta marziana in Google Mars. Non c’è limite alla stupidità della gente. Repubblica segnala la “scoperta”, da parte di un internauta di nome David Martines, di una strana struttura dal perimetro rettilineo che “fa pensare a un edificio”. Semmai fa pensare a una cretinata. Fa niente: il video raggranella migliaia di visite. Al can can intorno al nulla si accodano Gizmodo e il Daily Mirror. Francesco mi segnala che è probabilmente uno spike, un disturbo prodotto dai raggi cosmici sul sensore della sonda che ha ripreso le immagini (Discovery.com, Yahoo.com).

Usate Instapaper? L’FBI ha una copia di tutto quello che avete letto o archiviato. Una copia illegale. Lo segnala il blog ufficiale di Instapaper. E vorrebbero spingerci verso il cloud? Non mi sorprende: in questo modo sarà uno spasso sapere tutto dei propri sudditi. Pardon, cittadini.

Skype comprato da Microsoft, inizia il ritiro dall’open source. Skype per Asterisk non sarà più acquistabile dal 26 luglio. Decisione, però, presa mesi prima dell’acquisto, ufficialmente. Già non era andata bene con l’update che forzava l’installazione di un bloatware (software aggiuntivo indesiderato), EasyBits GO. È ora di guardarsi in giro e cercare qualcos’altro.

Stagista australiana 22enne trova massa mancante dell’universo. Così dice Repubblica a proposito di Amelia Fraser-McKelvie, che avrebbe battuto orde di esperti che cercavano da decenni di risolvere il mistero. Fa eco il Sydney Morning Herald. Conviene leggersi almeno l’abstract del paper scientifico originale, sul Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, invece della divulgazione un po’ troppo entusiasta dei giornali.

I cellulari causano tumori? Non proprio. Un po’ di articoli che chiariscono il recente allarme per una ricerca (o meglio, una review di altre ricerche) che sembrerebbe avvalorare questa tesi quando in realtà il rischio è pari a quello dei sottaceti: Punto Informatico, BoingBoing, Cancer Research UK, New York Times, BBC.

Utenti dei social network in calo? Facebook smentisce. Inside Facebook denuncia un calo di 6 milioni di utenti facebook in USA e di 100.000 nel Regno Unito. Ma il Regno di Zuckerberg nega e altre aziende gli danno ragione (BBC).

Robot in fuga sulla ISS

Robonaut evade, Paolo Nespoli lo recupera

C’è l’unboxing, il rito di aprire per la prima volta la confezione di un nuovo gadget tecnologico, e poi c’è questo: la madre di tutti gli unboxing. Perché un conto è esaltarsi aprendo la scatola di un nuovo iPad o di un altro gingillo hi-tech a casa propria, un altro è farlo a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e avere da spacchettare un robot umanoide funzionante.

Pochi minuti fa è stato pubblicato (su Facebook, ahinoi) il video dell’apertura dell’imballo di Robonaut. Ma c’è una sorpresa inquietante. Ciliegina sulla torta: la richiesta del Controllo Missione di verificare se c’è qualche parentela con HAL.

HAL 9000 canta. Nel 1962

HAL 9000 canta. Nel 1962

Perché HAL canta “Giro girotondo”?

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Avete presente la scena mitica del film 2001 Odissea nello Spazio in cui il perfido computer HAL, andato in paranoia, uccide sistematicamente l’equipaggio dell’astronave ma viene fermato dall’ultimo sopravvissuto, che lo lobotomizza progressivamente con un cacciavite?

Durante la lobotomia high-tech, HAL canta una canzoncina, che in italiano è “Giro girotondo”. Ma in originale la canzone è un’altra: “Bicycle Built for Two”, che inizia con “Daisy, Daisy…” e contiene come prima l’assai efficace allusione “I’m half crazy” (“sono mezzo matto”). Come mai? Che c’entrano le biciclette?

Nulla: il riferimento è più profondo. Nel 1962, John L. Kelly, dei famosi Bell Labs, fece cantare un IBM 704. La sintesi vocale, specialmente quella canora, era una novità assoluta per l’epoca. La canzone scelta fu proprio “Bicycle Built for Two”.

L’idea che un computer potesse parlare e cantare colpì un visitatore molto speciale dei Bell Labs: lo scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke, coautore della sceneggiatura di 2001. L’uso della canzone nella scena clou del film è quindi un omaggio a questi primi vocalizzi informatici. Omaggio che purtroppo è andato perso nelle edizioni in altre lingue, che hanno cambiato canzone.

Su YouTube trovate la scena in originale di 2001 in inglese e la canzone intonata dall’IBM 704; i dettagli della storia sono su Bell-Labs.com.