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11/9, complottisti sbufalati da National Geographic

11/9, complottisti sbufalati da National Geographic

NatGeo sfida i complottisti undicisettembrini con prove pratiche. Piace vincere facile

Abbiate pazienza: siamo vicini alla ricorrenza degli attentati dell’11 settembre 2001 e quindi ci saranno parecchie segnalazioni sull’argomento. So che molti di voi sono stufi delle teorie di complotto undicisettembrine, e francamente comincio ad esserlo anch’io, ma stavolta c’è una notizia che segnalo con molta soddisfazione, attutita soltanto dal fatto che comunque si parla di una tragedia costata oltre tremila vite.

L’oggetto che vedete nella foto qui accanto è il monumento funebre alla teoria di complotto prediletta riguardante il crollo delle Torri Gemelle: quella che sostiene che le colonne dei grattacieli furono tranciate istantaneamente usando una sostanza chiamata “termite”.

Ieri sera è andato in onda sui canali USA il nuovo documentario 9/11 Science and Conspiracy di National Geographic, che ha fatto quello che i complottisti, instancabili generatori d’aria fritta, non hanno avuto il coraggio di fare: ha messo alla prova, con esperimenti concreti, varie teorie di complotto.

Compresa quella della termite, appunto: nella struttura a bicchiere collocata intorno alla colonna d’acciaio sono stati collocati circa 70 kg di questa sostanza che brucia ad altissima temperatura. La termite è stata poi innescata, e la violenta reazione chimica avrebbe dovuto fondere l’acciaio in pochi istanti all’altezza della vasca, secondo la tesi complottista. Ma quella che vedete è la colonna dopo l’esperimento. E quella colonna è molto più piccola di quelle che reggevano le Torri Gemelle.

Sediamoci comodi e vediamo quali nuovi contorsionismi mentali s’inventeranno per giustificare quest’ennesima figuraccia. Supertermite? Nanotermite? Nanomunghi? I dettagli sono qui su Undicisettembre.info.

Giulietto e le carte truccate [UPD 2011/06/18]

Giulietto e le carte truccate [UPD 2011/06/18]

Giulietto Chiesa mi accusa. Vediamo i fatti

Giulietto Chiesa mi accusa sul Fatto Quotidiano di aver “truccato le carte”. Allora che venga a un faccia a faccia tecnico, così giochiamo a carte scoperte, ciascuno con i nostri esperti, invece di sfuggire al confronto come lui ha fatto per quasi dieci anni.

Questa è l’accusa. Passiamo ai fatti.

Fatto: sì, a Matrix ho sbagliato dicendo che la terza torre del WTC è citata nel rapporto della Commissione come “Salomon Building”. È citata come “7 WTC”. Resta il fatto che è, appunto citata, contrariamente a quanto afferma Chiesa. Altri rapporti tecnici la chiamano “Salomon Building”. Mi sono accorto del mio errore e l’ho corretto subito e pubblicamente online. Chi fa, sbaglia; la differenza sta nel modo in cui si ammettono e correggono gli sbagli.

Fatto: nel suo articolo, Chiesa dice che l’11 dicembre 2001 sono crollate le due torri”. Chi fa, sbaglia, appunto. Da che pulpito. Grazie ad Alessandro per la segnalazione.

Trascrivo per chi non può leggere le immagini: “So per esperienza che la gran parte delle persone credono di sapere che l’11 dicembre 2001 sono crollate le due torri, ma quasi nessuno sa che le torri crollate sono tre e una delle tre non è stata colpita da nessun aereo. Lo credo bene: in questi dieci anni questo “dettaglio” è stato oscurato da tutti i media. Chi vuole capire perchè cerchi una risposta. Qui non c’è spazio per darla. Ma lo spazio è sufficiente per far notare che Attivissimo ha tentato di ingannare il pubblico di Matrix e di calunniarmi. Lui non ha fatto nessun errore: ha truccato le carte, come fa sempre.”

Fatto: Chiesa afferma che il WTC7 è citato nel rapporto (meno male, sono anni che dice che non è citato) ma non ne menziona il crollo. Vero. Perché non lo menziona? Per una ragione banalissima: perché non ha nulla di misterioso, salvo che per i cospirazionisti.

Fatto: i vigili del fuoco di New York, che probabilmente ne sanno di più di Giulietto Chiesa in fatto d’incendi, non trovano nulla di anomalo nel crollo del WTC7. Chiesa, che ha più mezzi di me, può andare a chiederglielo, se ha dei dubbi. Può chiederlo, per esempio, a Lenny Curcio (intervista del gruppo Undicisettembre qui) o Frank Papalia (intervista della BBC).

Fatto: l’osservazione di Chiesa a Matrix alla quale ho risposto, e per la quale vengo accusato, è testualmente questa: “Sbalorditivo: se voi andate a leggere le 566 pagine del rapporto della 9/11 Commission Report [sic], … scoprite che non c’è una sola parola che si riferisce all’edificio numero sette. Chiesa non dice che nel rapporto non si parla del crollo del WTC7: dice che il WTC7 non è citato in nessun modo. Gli ho fatto notare che è sbagliato. Non capisco perché se la sia presa.

Fatto: il crollo del WTC7 è descritto estesamente nei rapporti tecnici.

Fatto: l’11 settembre crollarono anche altri tre edifici alti fino a 9 piani: il WTC4, il WTC5 e il WTC6. Anche loro non furono colpiti da un aereo. Come mai questi non sembrano misteriosi a Chiesa?

Fatto: ci sono oltre 100 errori tecnici fondamentali nel film Zero di Chiesa. Per chi interessa la conta delle castronerie, c’è il libro gratuito scaricabile Zerobubbole.

Fatto: Nel libro Zero, di Chiesa, si dice che il Pentagono fu colpito da un “parassita militare”. Giuro: sta scritto a pagina 80. Che cos’era, un gigantesco pidocchio con le stellette?

In altre parole: prima di criticare gli errori altrui, sarebbe saggio guardare i propri. Io i miei li ammetto e correggo pubblicamente. Giulietto Chiesa è ancora fermo al buco troppo piccolo del Pentagono. E ai parassiti militari.

Stasera Matrix torna sull’argomento. Ho preparato un breve intervento con l’aiuto degli esperti di Undicisettembre.info. L’invito a Chiesa e a chiunque altro per un faccia a faccia tecnico rimane aperto. Se ai tecnici non scappa da ridere.

2011/06/18

Nei commenti qui sotto si è fatto avanti tale Sertes. Non appena la sua proposta di accettare il dibattito è stata accolta e concretizzata offrendo una sala e una data, s’è dileguato. I dettagli sono in questo articolo.

Osama bin Laden dichiarato morto [UPD 2011/05/04]

Osama bin Laden dichiarato morto [UPD 2011/05/04]

Fonti governative USA: OBL KO

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il presidente statunitense Obama ha dichiarato che Osama bin Laden, fondatore di al-Qaeda e mandante degli attentati dell’11 settembre 2001, è stato ucciso dalle forze USA in Pakistan dopo un conflitto a fuoco (BBC; dichiarazione in video di Obama). Il cadavere di bin Laden è in mano alle forze statunitensi.

I cospirazionisti diranno che il cadavere è quello di un sosia che non gli somiglia, che il foro d’entrata dei proiettili è troppo piccolo, che Osama è caduto troppo velocemente e che manca il video dell’impatto dei colpi d’arma da fuoco.

10:20. La foto del cadavere di Osama bin Laden spiattellata a colori con dubbio gusto sulle prime pagine del Corriere e di Repubblica non è di fonte ufficiale ed è molto sospetta. La riporto qui accanto in bianco e nero per ridurne l’effetto-shock. L’indagine è in corso (aggiornamento: la falsità della foto, proveniente da una TV del Pakistan, è stata confermata).

11:10. Un lettore, Andrea, segnala nei commenti un sito nel quale la presunta foto del cadavere è presente da novembre 2010. Inoltre emergono chiare indicazioni di un fotomontaggio (grazie a marcozambi per il link). Notevole la disinvoltura con la quale i giornali hanno pubblicato una foto non verificata e oltretutto macabra. C’era bisogno? Caso chiuso.

14:50. Domanda da tirare fuori ai convegni di medicina alternativa: “se il corpo di bin Laden è stato sepolto in mare, quali sono le implicazioni per l’omeopatia?” (muccaugo su Twitter).

2011/05/03. A giudicare dai commenti, forse non era sufficientemente chiaro, nel testo originale di questo articolo, che prendevo le distanze dalle dichiarazioni e che mi limitavo a riportarle in quanto tali. Provo a chiarire: non ci sono, per ora, conferme indipendenti per gran parte delle dichiarazioni governative statunitensi, che sto semplicemente riportando senza darle per buone, in attesa di conferme. Checché ne dicano i vari cospirazionisti, non credo ciecamente alle versioni ufficiali: credo nei riscontri. Che per ora mancano. Sono passate solo ventiquattro ore dalla notizia. Non ci costa nulla aspettare e vedere cosa viene fuori. Rigurgitare astio non serve a niente.

2011/05/04. Roberto Leofrigio segnala che la foto-bufala risale al 23 settembre 2006, quando fu pubblicata dal sito Unconfirmed Sources.

Giulietto Chiesa, Benazir Bhutto: Bin Laden era già morto

Giulietto Chiesa: Osama già morto tre anni fa, lo disse Benazir Bhutto

Per tutti coloro che hanno letto e mi stanno segnalando l’articolo di Giulietto Chiesa nel quale si fa notare con sospetto che Benazir Bhutto aveva dichiarato che Osama bin Laden era morto tempo fa, ricordo che si tratta di una bufala vecchia di più di tre anni e già smentita da Peace Reporter, dall’Europarlamento e dalla BBC.

Brevemente: nel novembre del 2007 la Bhutto pronunciò la frase “l’uomo che assassinò Osama bin Laden” in un’intervista con David Frost. Però il giorno dopo, in un’altra intervista, parlò di bin Laden come vivo e vegeto. Non solo: Frost non fece una piega davanti a quella che sarebbe stata una notizia-bomba. Si comportò così perché è complice del megacomplotto o perché dal contesto aveva capito che era un lapsus? A voi la scelta.

Se vi pare improbabile un lapsus del genere, tenete presente che proprio Giulietto Chiesa, in questa puntata di Matrix, riuscì a sbagliare sistematicamente il nome del suo testimone chiave (William Rodriguez). Succede.

Se vi interessa conoscere tutti i dettagli e le fonti prima di prendere posizione, sono qui su Undicisettembre.info.

11/9, ritrovamento “ufficiale” di esplosivo nelle Torri Gemelle

Trovato esplosivo nelle Torri, “ora è ufficiale”: notizia vecchia di due anni e sbufalata dagli stessi cospirazionisti

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Rispondo brevemente ai tanti che mi stanno segnalando la circolazione di una notizia intitolata “11 Settembre: ritrovato esplosivo nelle Torri, ora e’ ufficiale”, secondo la quale sarebbero state trovate “tracce di esplosivi di nano-termite” nei detriti del World Trade Center.

La vicenda è in realtà vecchia di almeno due anni ed è stata smentita addirittura dai sostenitori delle tesi di complotto. Non ha nulla di “ufficiale” e la rivista scientifica che ha pubblicato la presunta scoperta non è “una delle riviste più accreditate negli USA” e “rispettata all’interno della comunità scientifica”, come asserisce la notizia. È talmente rispettata che ha impact factor zero ed è uscita con tre soli numeri in quattro anni, saltando del tutto la pubblicazione nel 2010. Per una ragione molto semplice: accettava anche articoli composti da parole senza senso. Bastava pagare.

Se vi interessano i dettagli, sono qui su Undicisettembre.info.

Fissare le capre e ucciderle? Cominciamo dai criceti

Fissare le capre e ucciderle? Cominciamo dai criceti

Il vero uomo che fissa le capre

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La storia raccontata nel film L’uomo che fissa le capre, sugli schermi dei cinema in questi giorni, è talmente demenziale e assurda che molti penseranno che si tratti di un parto dell’allegra fantasia di George Clooney. Ma in realtà il film si basa su una storia vera, e non c’è di che star tranquilli.

Non tanto per le capre: per carità, quelle non corrono alcun pericolo. Ma per noi, perché la vicenda rivela le follie di certi governanti e militari ai quali sono affidate, che ci piaccia o no, le sorti del mondo.

Prendete per esempio il generale Hopgood, il personaggio che nel film vuole attraversare i muri con il pensiero. Esiste veramente. Si chiama Albert Stubblebine ed è un ex major general dell’esercito degli Stati Uniti. La sua vicenda e le sue credenze a dir poco eccentriche (dalla levitazione alla telepatia alla presenza di macchine aliene su Marte) sono documentate dalla sua frequentissima partecipazione a programmi americani come l’Alex Jones Show, popolato da persone che sostengono per esempio che il governo USA stia cospirando per l’uccisione in massa dei propri cittadini (ci sarebbero campi di sterminio già pronti, costruiti dalla FEMA).

E fin qui pazienza, direte voi. Ha le proprie credenze, frequenta degli svitati, che male fa? Il problema è che Stubblebine intraprese gli esperimenti sull’attraversamento dei muri con l’avallo delle autorità militari. Membri delle forze speciali furono realmente chiamati a fissare capre con l’intento di ucciderle con lo sguardo, perché fra i militari c’era chi pensava che la cosa potesse funzionare ed essere applicata in guerra per far fuori il nemico e attraversare impunemente le sue difese. E Stubblebine, pur avendo queste idee, fu mantenuto a capo dello United States Army Intelligence and Security Command, che si occupava di spionaggio, controspionaggio e intercettazioni.

Lo spezzone che potete vedere qui sotto è tratto dal documentario The Men Who Stare at Goats, di Jon Ronson, e mostra Albert Stubblebine che spiega la sua teoria di come si attraversano i muri: gli atomi sono per lo più spazio vuoto, per cui basta allineare gli spazi vuoti degli atomi del corpo con quelli del muro, e il gioco è fatto. Questo viene detto da un ex militare laureato in ingegneria chimica.

Stubblebine, fra l’altro, è uno degli esperti di Giulietto Chiesa nel video “Zero”, che sostiene varie tesi di complotto intorno agli attentati dell’11 settembre, come raccontato in dettaglio nel blog Undicisettembre.info. Il mondo è piccolo.

L’altra persona nel video è Guy Savelli, che afferma di aver condotto esperimenti militari per uccidere delle capre con il pensiero e mostra una videocassetta di questi test. Poi spiega di aver ucciso recentemente il proprio criceto con lo sguardo, e ne mostra un video.

La realtà, insomma, supera la fantasia ancora una volta. Divertiamoci con l’ultima fatica cinematografica prodotta da Clooney, ma ricordiamoci che chi mette in posti chiave gente che fissa le capre è chi ha in mano il bottone nucleare.

Michael Shermer presenta un bel commento al film su Skepticblog, dando alcune cifre: l’esercito USA spese 20 milioni di dollari nel programma Star Gate per colmare il presunto “divario paranormale” rispetto all’Unione Sovietica. E secondo Wired, le forze armate statunitensi spendono tuttora milioni in Reiki, meditazione trascendentale e “bioenergia”. Il consiglio di Shermer, che condivido, è di non fermarsi alla fantasia del film ma scoprire l’incredibile ma ben documentata realtà del documentario di Jon Ronson. Se non riuscite a procurarvelo, leggete il suo libro, inizialmente presentato in italiano con il titolo Capre di guerra e oggi ripubblicato con lo stesso titolo del film.

Il manuale operativo del First Earth Battalion (chiamato New Earth Army nel film), ossia il gruppo di soldati paranormali propugnato da Stubblebine e colleghi, è scaricabile. Da non perdere. Gli anni Settanta erano l’epoca del mettere i fiori nei cannoni, ma di fronte a certi sprechi sarebbe interessante sapere cosa c’era invece nelle canne.

Le cose che non colsi - 2009/11/07

Le cose che non colsi – 2009/11/07

Luna vera e virtuale, ufologia, principesse doppie, pianeti e altre chicche

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “f.anzil****” e “luigiricc”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Nastri lunari perduti: il rapporto. La NASA ha pubblicato il rapporto che spiega in dettaglio perché sono andate perdute le registrazioni più dirette delle trasmissioni dello sbarco sulla Luna dell’Apollo 11. Ne parlo su Complotti Lunari.

Foto sempre migliori dalla Luna. Arriva dalla sonda automatica LRO una nuova immagine del sito di allunaggio dell’Apollo 12. Un altro chiodo nella bara del lunacomplottismo. È bello avere un martello.

Luna digitale. I dati altimetrici della sonda Kaguya permettono di ottenere rendering iperrealistici come quello che vedete qui accanto (assolutamente da cliccare per apprezzarlo in alta risoluzione). No, non è una foto. Ne trovate altre, generate dagli appassionati, su Unmanned SpaceFlight, dove si segnala che i dati verranno usati presto dal popolare programma astronomico Celestia. L’agenzia spaziale giapponese JAXA offre anche un filmato con la versione 3D del cratere Tycho generata con questi dati. Fantastico.

Manuale per Kaguya in 3D. I lettori del Disinformatico hanno realizzato una traduzione italiana del manuale giapponese del software di esplorazione lunare della JAXA che permette di consultare i dati della sonda Kaguya in stile Google Earth. Grazie a Chiara, Luca e Guido!

Video Ares I-X girostabilizzato. Il recente lancio del prototipo del missile Ares, un giocattolo alto cento metri pensato per il ritorno alla Luna ma probabilmente destinato a soccombere per insufficienza di fondi, è stato ripreso integralmente da un aereo usando un teleobiettivo stabilizzato. Spettacolare. Il video è qui su YouTube.

Du Leias is megl che uan. Carrie Fisher nel bikini da schiava come principessa Leia nel Ritorno dello Jedi è uno di quei momenti mitici della fantascienza cinematografica ormai entrati nella cultura collettiva, citato persino da Jennifer Aniston in Friends. Ma ecco Carrie Fisher, in quel famoso bikini, che prende il sole insieme a un’altra Leia: è Tracey Eddon, la sua controfigura, con un curriculum invidiabile (la scena di Kim Basinger che si getta in mare a cavallo in Mai dire Mai, Labyrinth, Goldeneye e tanti altri). Era anche la controfigura di Anthony Daniels, l’attore che interpretava il robot C3PO nello stesso film. Il sito-blog dell’eccentrica, arguta, abrasiva Carrie Fisher è CarrieFisher.com; se volete sapere tutto sulla storia di quel costume, c’è la voce apposita di Wookieepedia. Altre info sono su Fukung, Gizmodo e Scifiwire.

Ufologia seria alla radio. Millevoci, il programma della Rete Uno della RSI, ha dedicato una puntata all’ufologia con accento ticinese. Ne ho accennato qui: aggiungo che il podcast con la trasmissione integrale è scaricabile temporaneamente qui dal sito della RSI. Edoardo Russo, ufologo del CISU (Centro Italiano Studi Ufologici), si è confermato un interlocutore piacevole e preparato, sereno e prudente, tanto che forse siamo sembrati più possibilisti noi “scettici”. Prima che qualcuno obietti che non è stato contattato il CUSI (associazione ufologica ticinese), l’invito al CUSI era stato fatto, ma al solo sentir nominare il mio nome e quello del collega Marco Cagnotti, la presidentessa dell’associazione ha risposto con un secco quanto maleducato rifiuto. Si è persino rivolta alla polizia cantonale, asserendo che io avrei minacciato di disturbare il suo recente convegno ufologico (al quale peraltro non avevo alcuna intenzione d’andare e non sono andato). Meno male che siamo noi quelli chiusi al dialogo.

Natura o arte? Marte. No, non è il tatuaggio nella scollatura di Carrie Fisher: è l’effetto dei turbini di polvere nei deserti marziani. Sollevano la polvere chiara superficiale, scoprendo quella scura sottostante. Questa e altre immagini fantastiche di Marte, veri e propri quadri astratti dipinti dalla natura su una tela grande quanto un pianeta, sono presso The Big Picture. Intanto il Mars Reconnaissance Orbiter fotografa la sonda Phoenix, ghiacciata nella brina invernale di anidride carbonica sul pianeta rosso, sola come Wall-E.

Fuga da Scientology. Che male fanno le credenze alternative? Leggetelo nelle parole amare di Paul Haggis, premio Oscar come regista di Crash nonché sceneggiatore di Million Dollar Baby, che denunciano il suo abbandono della setta e il fatto che Scientology abbia imposto a sua moglie la disconnection, ossia di non comunicare più con i propri genitori, rei di aver violato qualche regola del culto venticinque anni prima. Altri dettagli e altre denunce sono presso Scientology-cult.com. Se poi volete vedere come si comportano gli esponenti di Scientology, guardate questo video, in cui un portavoce della setta intervistato da ABC News si offende e abbandona l’intervista quando gli viene chiesto di confermare uno dei dogmi della sua fede: l’alieno Xenu. Giornalisti adulatori di politici, notate la tecnica implacabile dell’intervistatore: mai, mai, mai mollare una domanda sulla quale l’intervistato si dimostra in crisi. Ma soprattutto avere il coraggio di farla, quella domanda.

CICAP scaricabile. Sono disponibili le registrazioni audio delle sessioni del convegno del CICAP di Abano, sia come download, sia come penna USB. Ci sono tutte le relazioni e le splendide chiacchierate informali con Silvan e Piero Angela. I DVD usciranno in seguito.

Iphone succhiabollette con certi siti di webcam. Ovviamente non mi riferisco ai siti con le grazie femminili e maschili in mostra a pagamento, che giammai un iphonocondriaco visiterebbe, ma a quelli che veicolano le webcam usate per esempio per monitorare casa propria o luoghi interessanti: The Cult of Mac segnala che se usano il codec Motion JPEG, lo stream di dati continua ad essere scaricato anche se l’utente chiude Safari sul proprio iPhone. Questo comporta megabyte su megabyte di dati scaricati via cellulare, con i costi che ne possono conseguire. Per evitare il rischio, secondo lo scopritore del baco, Oliver K, basta ricordarsi di visitare con Safari un qualunque sito dopo aver visitato una pagina di webcam.

VOIP su Wifi intercettabile. UCSniff è un programma open source per origliare le comunicazioni telefoniche trasmesse via Internet tramite una rete senza fili, usando apparecchi come l’iPhone. È in giro già da un po’, ma adesso è capace di intercettare la conversazione in tempo reale. Lo stesso vale per le videochiamate. Se usate il VOIP, assicuratevi che la comunicazione sia cifrata dal software, oppure non dite o mostrate nulla che violi la Regola della Nonna: su Internet non si fa, non si dice e non si scrive nulla che non vorreste fosse letto o visto da vostra nonna.

Lettere dagli aerei dell’11 settembre. Per tutti i testoni che pensano che sia strano che un passaporto di un dirottatore sia sopravvissuto agli impatti degli aerei contro le Torri Gemelle, arriva un promemoria di realtà dai filatelisti: le crash covers, ossia gli oggetti postali che sopravvivono ai disastri aerei. Esiste un collezionismo specializzato in questi oggetti. Per l’11/9 ci sono tre reperti postali: se ne conoscevano due, ma un terzo è stato annunciato di recente dal possessore. I dettagli sono sul blog 11 settembre di Enrico Manieri.

11/9, video inedito

11/9, video inedito

Pubblicato video delle Torri Gemelle in fiamme

Non è chiaro, al momento, se si tratti di riprese effettivamente inedite come ha scritto per esempio Repubblica, ma si tratta comunque di un documento storicamente significativo almeno per questioni di completezza e trasparenza.

Il video, ripreso da un elicottero della polizia di New York, non contiene nulla di nuovo in termini di cospirazionismo o di comprensione degli eventi. Se non siete morbosamente ossessionati dalla tragedia dell’11 settembre, evitate pure di guardarlo. L’ho già fatto io per voi, per riassumerlo in questo articolo su Undicisettembre.info.

11/9, Rivista “scientifica” pro-complotto si rivela patacca; a proposito di ragni migratori

11/9, Rivista “scientifica” pro-complotto si rivela patacca; a proposito di ragni migratori

L’articolo “scientifico” dei complottisti dell’11/9 si rivela una patacca pubblicata di nascosto. E i ragni migratori esistono, conferma la Britannica

Segnalo brevemente due articoli pubblicati nei blog specializzati che gestisco.

Forse avrete sentito dell’articolo pubblicato dalla rivista Open Chemical Physics Journal che asseriva di avere prove scientifiche della presenza di sostanze esplosive nei resti delle Torri Gemelle. Ne hanno gongolato ampiamente i principali sostenitori italiani delle teorie alternative sull’11/9: Giulietto Chiesa, Massimo Mazzucco e Tom Bosco.

Ora salta fuori che l’articolo è stato pubblicato senza neanche farlo leggere all’editor in chief della rivista, Marie-Paule Pileni della Université Pierre et Marie Curie (nella foto), che per questo si è dimessa.

Non solo: gli autori dell’articolo pro-complotto sanno chi sono i referee che hanno valutato il loro lavoro. Chiunque si occupi seriamente di pubblicazioni scientifiche sa che queste sono sconcezze inaccettabili per qualunque rivista scientifica seria. Tutta la storia, rivelata da un portale scientifico danese, è nel blog Undicisettembre.

Sempre a proposito di chi asserisce di fare scienza ma fa in realtà il gioco delle tre carte per bidonare gli ingenui, segnalo l’articolo del blog La bufala delle scie chimiche che elenca una buona dose di pubblicazioni scientifiche che documentano l’esistenza dei ragni migratori aerei: quelli che il buon Giorgio Pattera continua a dire che non esistono (lo ha ribadito anche a Lugano nel recente convegno). C’è di più: questi ragni arrivano, portati dal vento, anche a oltre 5000 metri di quota, altro fatto negato da Pattera (che, si noti, si qualifica come biologo). Tutto documentato da generazioni di entomologi e messo in forma chiara anche nell’Enciclopedia Britannica (grazie a Riccardo per la segnalazione). Qualcuno si offre per raccontare a Pattera come stanno le cose?

La cosa ironica, come segnalato da un commentatore, è che il CICAP da sempre afferma l’esistenza documentata di questo fenomeno effettivamente incredibile (e anche un po’ schifosetto), mentre ufologi e sciachimisti continuano a negarla. E poi saremmo noi scettici quelli che negherebbero i fenomeni straordinari, sempre e comunque e per partito preso.

11/9, intervista a un esperto italiano di demolizioni

11/9, intervista a un esperto italiano di demolizioni

Cospirazionismo undicisettembrino: proviamo a chiedere agli esperti. Quelli veri

Visto che quest’anno ricorre il decimo anniversario degli attentati dell’11 settembre, è prevedibile che rispunteranno le solite tesi di complotto raffazzonate, per cui vale la pena mettere alcuni paletti per evitare discussioni inutili. Segnalo quindi un’intervista a Danilo Coppe, esperto italiano di esplosivi e demolizioni, realizzata dal gruppo Undicisettembre per farsi spiegare da chi ne capisce se è per caso possibile che le Torri Gemelle siano state distrutte da una demolizione controllata segreta.

Colgo l’occasione per segnalare che l’articolo di Giulietto Chiesa sul complotto delle eurobanconote con la lettera Y che avevo linkato recentemente ed era stato oggetto di un inesorabile, allegro debunking da parte di Perle Complottiste, è stato vaporizzato. Al suo posto c’è un laconico messaggio: “L’articolo che si trovava in questa pagina conteneva errori di metodo e fattuali che sono stati rilevati da diversi lettori. Errori non difendibili e non emendabili. Per questa ragione ritiro l’articolo. Poiché questo non eviterà che altri lettori lo incontrino, navigando nel gran mare del web, mi scuso anticipatamente anche con loro”.

Una decisione lodevole. Peccato che metta in luce il fatto che Chiesa non ha fatto neppure il minimo sindacale di verifica prima di pubblicare quell’articolo, e che quindi c’è da chiedersi quanto siano affidabili gli altri suoi scoop. Il bello è che l’articolo era classificato con quattro pallini di gradimento su cinque dai lettori di Megachip, come potete vedere nella schermata qui accanto. Senza lo sbufalamento di Perle Complottiste, sarebbe rimasto dov’era.

Per chi volesse godersi l’articolo oggi vaporizzato, è ancora nella cache di Google. E anche su Arianna Editrice, Informare per Resistere, Stampa Libera, Antimafia Duemila, La Voce delle Voci, Altra Informazione e nei tanti altri siti e blog che l’hanno ripubblicato. Ai loro lettori chi lo dice che stanno leggendo una stupidata smentita dal suo stesso autore?

Aspetto con curiosità di vedere quando Chiesa ritirerà l’altra marea di “errori non difendibili e non emendabili” che è il suo documentario sull’11/9 Zero, costato ben 500.000 euro agli ingenui che ci hanno creduto e l’hanno finanziato. Per chi fosse ancora interessato all’argomento, gli oltre 110 errori, falsi e granchi dilettanteschi di Zero sono catalogati in Zerobubbole (PDF gratuito).