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Davvero Nostradamus previde l’undici settembre?

Davvero Nostradamus previde l’undici settembre?

Nostradamus, menagramo sempreverde

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La trasmissione Voyager ha riproposto, in una puntata recente, la tesi che Nostradamus (1503-1566, disegno qui accanto) previde gli attentati dell’11 settembre 2001. Colgo dunque l’occasione per rispolverare un classico che gira ormai da otto anni.

Ecco il testo che circolò subito dopo gli attentati, sia su Internet (per esempio nel newsgroup soc.culture.palestine, segnalato da Urbanlegends.com), sia sui giornali (il Resto del Carlino, come riferisce Piergiorgio Odifreddi su Repubblica):

“Nella città di Dio ci sarà un grande tuono,
due fratelli verranno straziati dal caos.
Mentre la fortezza regge, i grandi capi soccomberanno.
La terza grande guerra inizierà mentre la città brucerà”

Nostradamus 1654

Quattro versi che fecero esclamare a molti, con malcelata soddisfazione, che “Nostradamus l’aveva previsto” e che gli scettici del grande veggente avrebbero finalmente dovuto ricredersi di fronte all’evidenza. I “due fratelli” erano chiaramente le Torri Gemelle, “la fortezza” era il Pentagono (che fu colpito ma crollò solo in una piccola parte e quindi resse).

Certo, i “grandi capi” dei governo statunitense salvarono la pelle, nonostante la profezia, e non si capisce perché mai New York sarebbe la “città di Dio”, ma fa niente: per i seguaci dell’astrologo francese, queste righe erano una previsione straordinariamente precisa. E naturalmente nessuno si soffermò a notare che nel 1654 Nostradamus aveva smesso da tempo di scrivere profezie per una ragione molto prosaica: era morto. Da quasi un secolo.

Potete immaginare l’imbarazzo dei tifosi di Nostradamus quando saltò fuori che l’azzeccatissima quartina nostradamiana in realtà era stata inventata di sana pianta nel 1997 da Neil Marshall, uno studente della Brock University, nello stato canadese dell’Ontario. L’aveva scritta in un saggio per dimostrare proprio il fatto che per qualunque “profezia” sufficientemente vaga prima o poi capita un evento calzante. Calzante, s’intende, se si decide di ignorare tutti i dettagli che non calzano. Non c’è nessuna chiaroveggenza, insomma: siamo noi che tendiamo ad adattare arbitrariamente parole vaghe a un contesto che ci coinvolge emotivamente.

L’originale della finta profezia, nel saggio di Marshall, era “In the City of God there will be a great thunder, Two brothers torn apart by Chaos, while the fortress endures, the great leader will succumb”: i “grandi capi” erano uno solo e non c’era l’ultima riga di annuncio della “terza grande guerra”, aggiunta da mano ignota.

Ma altre quartine, effettivamente scritte da Nostradamus, preannunciano gli attentati dell’11/9, almeno secondo alcuni studiosi delle sue profezie, come Renuccio Boscolo (citato su ArcadiaClub.com):

Cinque e quaranta gradi il cielo brucerà
fuoco si approssimerà sulla città nuova
nell’istante grande fiamma espanse brucerà
quando si vedrà dei Normanni fare l’esperimento.

È una traduzione della novantasettesima quartina del sesto libro o centuria (Nostradamus scrisse dodici libri, ciascuno di cento quartine). C’è chi dice che “cinque e quaranta gradi” è la latitudine di New York, ma in realtà questa città si trova a quaranta gradi di latitudine. A 45 gradi ci sono semmai città come Montreal, Ottawa, Lione, Milano e Torino. Con quale criterio, allora, questa sarebbe un’identificazione precisa di New York? E che c’entrano i Normanni? Non si sa.

Un terremoto di fuoco dal centro del mondo
farà tremare attorno alla Città Nuova:
i due grandi blocchi lungo tempo guerra si faranno
quindi Aretusa di nuovo il fiume arrossirà.

Questa è l’ottantasettesima quartina della prima centuria. La “città nuova” sarebbe New York: e perché non New Delhi, per esempio, oppure Napoli, come sottolineato nei commenti qui sotto, visto che il nome greco Neapolis significa appunto “città nuova”? Il “centro del mondo” può essere qualunque cosa, i “grandi blocchi” possono essere l’Occidente e il Medio Oriente o qualunque altra coppia di fazioni contrapposte, e fin qui con qualche stiracchiatura l’interpretazione regge abbastanza bene. Ma che c’entra Aretusa, che è un personaggio mitologico greco il cui unico pregio era di fare il bagno nuda, attirando le voglie del dio Alfeo, per poi scappare in Sicilia, dove la dea Artemide la trasformò in fonte? Non c’entra assolutamente niente, neanche con il più grande sforzo di fantasia: ma è sufficiente ignorare il verso scomodo e tutto va bene.

Proviamo con la quartina 49 della decima centuria, che secondo gli studiosi nostradamiani è un’altra profezia calzante dell’11/9:

Giardino del mondo vicino a Nuova Città
nella strada delle montagne vuote
catturato e nel tino immerso verrà
costretto velenose acque solforose berrà.

Ecco ancora una volta la “Nuova Città”, per la quale valgono le stesse considerazioni di prima. E cos’è il “giardino del mondo”? Non si sa: facciamo finta di niente. La “strada dalle montagne vuote” sarebbe, secondo alcuni, New York senza le Torri Gemelle. Come faccia una strada a essere una città, non è dato saperlo. Se anche volessimo essere generosi e dire che i grattacieli di oggi sarebbero delle montagne cave per un uomo del Cinquecento, una strada con dei grattacieli c’è un po’ ovunque nel mondo, mica solo a New York.

E chi è il “catturato”? Osama bin Laden è ancora a spasso. Ma con un po’ di fantasia possiamo dire che si tratta di Khalid Sheikh Mohammad, l’organizzatore degli attentati, catturato alcuni anni fa e sottoposto alla tortura dell’annegamento simulato o waterboarding (“nel tino immerso”). Fa niente se il waterboarding non immerge il torturato in un tino. Per le “velenose acque solforose” mi arrendo: non so cosa inventarmi. Però i commenti qui sotto suggeriscono un riferimento al crollo delle Torri Gemelle, e in effetti le macerie contenevano zolfo (presente per esempio nel cartongesso delle tramezze), che si sarebbe mescolato alle enormi quantità d’acqua usate per spegnere gli incendi sotterranei successivi al crollo. Insomma, con un po’ di inventiva l’accostamento giusto si trova.

Ci sono anche altre quartine di Nostradamus che vengono presentate come previsioni straordinariamente accurate, ma ormai il principio dovrebbe essere chiaro: le quartine sono scritte per essere interpretabili in mille modi e adattabili a qualunque avvenimento.

La cosa più assurda è che quando Nostradamus, una volta tanto, fa delle indicazioni precise, queste vengono scartate dai suoi fan, come in quest’altro caso, che sarebbe anch’esso riferito agli attentati dell’11 settembre 2001:

L’anno millenovecentonovantanove al settimo mese
Dal cielo un gran re del terrore calerà
D’Angumese il gran re risusciterà
Per tempo prima e dopo Marte regnerà.

Perbacco, una data precisa: luglio del 1999. Ma un momento, gli attentati avvennero nel 2001, non nel 1999, e a settembre, non a luglio. Come risolvere quest’errorino? Facile. Ecco come fanno i credenti nostradamiani: “La data, che potrebbe sembrare la cosa più importante, va invece tralasciata poiché è l’unica presente nell’intera opera delle Centurie; probabilmente indica l’inizio di un periodo storico”.

Visto come funziona? L’unica volta che Nostradamus s’è sbilanciato dando dati precisi, li ha sbagliati, e così i suoi seguaci rimediano alla figuraccia dicendo che la data “va invece tralasciata”. Siamo insomma di fronte all’ammissione del metodo usato da chi crede alle giacobbesche fantasie di sfiga cosmica: prendere una vasta collezione di parole vaghe ed ambigue (ben milleduecento quartine senza alcun ordine cronologico) e stiracchiarle fino a dar loro una parvenza di significato, scartando senza pietà tutto quello che non si riesce ad adattare nonostante enormi sforzi d’immaginazione.

Così sono capaci tutti di fare i veggenti.

Video ipnotico di atterraggi con vento traverso

Video ipnotico di atterraggi con vento traverso

Questo è il talento quotidiano dei piloti di linea

Una giornata di vento traverso all’aeroporto di Düsseldorf e un fotografo armato di un potente teleobiettivo ci regalano una dimostrazione della bravura dei piloti di linea. Troverete difficile non guardare il video fino alla fine (ci sono anche dei decolli notevoli). Astenersi impressionabili.

Ogni tanto mi arriva qualche complottista undicisettembrino della domenica che fa lo spavaldo e chiede come posso credere che dei terroristi che non avevano mai pilotato un jet siano riusciti a manovrare gli aerei dirottati: se fosse così facile, dice, chiunque potrebbe fare il pilota. Questo video spiega la differenza fra prendere vigliaccamente i comandi di un aereo già in volo, impostare un pilota automatico e poi schiantarsi contro un edificio largo quasi come un campo di calcio e saper pilotare.

11/9, complottista colto a inventarsi l’esperto

Le tristi imposture del complottismo undicisettembrino

Uno dei commentatori di questo blog, Ananta, è stato colto in flagrante mentre s’inventava su Focus.it un esperto favorevole alle tesi di complotto sull’11 settembre. Tutta la vicenda è raccontata su Undicisettembre e, in maggiore dettaglio, su Perle Complottiste.

Ora capite con che gente abbiamo a che fare. Che pena.

11/9, dibattito a Bologna con un sostenitore delle tesi di complotto [UPD 2011/07/24]

11/9, dibattito a Bologna con un sostenitore delle tesi di complotto [UPD 2011/07/24]

Bologna, dibattito sull’11/9 con chi sostiene le teorie alternative

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Breve promemoria: domani (23 luglio) sarò a Bologna per un dibattito pubblico con Riccardo “Sertes” Pizzirani sui dubbi intorno agli attentati dell’11 settembre 2001. L’appuntamento è per le 14:30 presso la Sala Falcone e Borsellino, Centro Civico Q. Reno, Via Battindarno 123. L’ingresso è libero e l’incontro sarà moderato dal giornalista e scrittore Carlo Gubitosa.

L’incontro verrà videoregistrato e pubblicato online e si svolgerà nel modo seguente:

– Nella prima parte, Sertes presenterà quelli che a suo avviso sono dieci punti che dimostrano la falsità della ricostruzione degli eventi comunemente accettata e poi io risponderò a ciascuno di questi punti. Ciascuno di noi avrà 45 minuti di tempo, durante i quali potrà usare supporti audio e video. Ci saranno poi 15 minuti di replica a testa.

– Nella seconda parte si passerà alle domande del pubblico.

– Nella terza parte ci sarà una sessione di domande dirette dei relatori l’uno all’altro.

L’incontro terminerà alle 17:30.

Come consulenti, Sertes presenterà il docente di fisica in pensione Raffaele Giovannelli e il compilatore di testimonianze statunitense Craig Ranke (entrambi in collegamento telefonico); io presenterò Danilo Coppe, dell’Istituto Ricerche Esplosivistiche (presente al dibattito), e Mike Walter, giornalista, testimone oculare diretto dell’impatto al Pentagono (in collegamento telefonico).

Porterò con me qualche copia dei libri “11/9 La Cospirazione Impossibile” e di “Luna? Sì, ci siamo andati!”.

Post eventum

Foto di Rodri Van Click

Due righe veloci mentre torno a casa: l’incontro è andato bene, la sala si è riempita e i toni sono stati pacati e civili grazie anche alla moderazione di Carlo Gubitosa. Se tutti i dibattiti e gli interlocutori fossero così, ci farei la firma e il cospirazionismo undicisettembrino non avrebbe la cattiva fama che s’è conquistato. Purtroppo non è così, come si può leggere sul sito promosso da Pizzirani, Luogocomune.net, dal quale io sono stato bandito con le parole “hai insozzato a sufficienza le pareti di questo spazio” da parte del titolare, Massimo Mazzucco, con buona pace dell’apertura al dialogo.

Io ho dovuto rinunciare all’intervento telefonico di Mike Walter per problemi tecnici, ma Danilo Coppe ha saputo offrire ottimi spunti di riflessione per tutti, senza peli sulla lingua e in modo molto comunicativo, come vedrete nei video. Pizzirani alla fine non ha fatto parlare per telefono nessuno dei propri consulenti e la sessione di domande dirette dei relatori l’uno all’altro è stata sostanzialmente rimossa per dare più spazio alle domande del pubblico.

Io di domanda ne ho una sola, fondamentale: perché i “leader” delle tesi alternative non accettano dibattiti come questo? Di cosa hanno paura? Sertes ha fatto la sua parte. Ora tocca a loro. Forza, Giulietto Chiesa, Massimo Mazzucco, Maurizio Blondet. Ora tocca a voi dimostrare impegno, visto che dite di stare lottando nientemeno che per la Verità con la V maiuscola.

Grazie al moderatore Carlo Gubitosa e a tutti gli amici che sono venuti a partecipare all’incontro!

Riccardo “Sertes” Pizzirani. Foto di Rodri Van Click

Riccardo “Sertes” Pizzirani (al microfono), Carlo Gubitosa e il vostro blogger di campagna. Di spalle, a sinistra, Danilo Coppe. Foto di Rodri Van Click

Il vostro blogger di campagna. Foto di Rodri Van Click

Da sinistra: Riccardo Pizzirani, Danilo Coppe, Carlo Gubitosa. Foto di Rodri Van Click

2011/07/24

Ecco i video man mano che li carico su Youtube. Li presento in ordine di botta e risposta (la tesi di Sertes, la mia risposta tecnica): al termine fornirò due playlist, una in ordine cronologico e una suddivisa per tesi.

Ricordo a chi guarda questi video che i punti presentati da Pizzirani sono, a suo avviso, le prove più schiaccianti della falsità della “versione ufficiale” degli eventi. Lascio a voi valutare se sono davvero schiaccianti e inoppugnabili come afferma Pizzirani.

Introduzione al dibattito da parte di Carlo Gubitosa

Riccardo Pizzirani – Introduzione e punto 1 (Norman Mineta e l’ordine di Cheney)

Paolo Attivissimo – Introduzione e risposta al punto 1

Pizzirani – Punto 2 (WTC, caduta libera discutibile)

Attivissimo – risposte al punto 2

Pizzirani – Punto 3 (WTC, dinamica della caduta del blocco superiore)

Attivissimo – risposte al punto 3

Pizzirani – Punto 4 (WTC7, crollo per solo incendio)

Attivissimo – risposte al punto 4

Pizzirani – Punto 5 (Crollo lungo il percorso di maggior resistenza)

Attivissimo – risposte al punto 5

Pizzirani – Punto 6 (Scarsa serietà e apertura del NIST)

Attivissimo – risposte al punto 6

Pizzirani – Punto 7 (Nanotermite)

Attivissimo – risposte al punto 7

Pizzirani – Punto 8 (Acciaio fuso)

Attivissimo – risposte al punto 8

Pizzirani – Punto 9 (Pentagono – danni facciata)

Attivissimo – risposte al punto 9

Pizzirani – Punto 10 (Pentagono – Rotta incompatibile)

Attivissimo – risposte al punto 10

Repliche: Pizzirani (prima parte; seconda parte) e Attivissimo/Danilo Coppe (prima parte; seconda parte)

Domande: prima parte, seconda parte (con la promessa di Pizzirani di chiedere a Mazzucco di riconoscere gli errori di quest’ultimo), terza parte (con le spiegazioni di Danilo Coppe), quarta e ultima parte.

Tutto il dibattito (playlist cronologica)

Tutto il dibattito (playlist “botta e risposta”)

Reazioni

Consiglio vivamente di leggere le reazioni (comprese quelle di Pizzirani/Sertes) pubblicate qui su Luogocomune.net. Una fra tutte, il commento di Pizzirani quando un commentatore del Disinformatico, Skybuck, sottolinea una contraddizione di fondo della visione cospirazionista. Scrive Skybuck:

Quante volte infatti abbiamo sentito che gli esperti non escono allo scoperto per non rovinarsi la vita?

Bene.

I casi sono due: o Coppe perde lavoro, integrità fisica, dignità e credibilità per quanto riguarda il suo lavoro e ce lo ritroviamo a chiedere l’elemosina, e allora avevano ragione i complottisti, oppure tutti gli esperti contro la VU possono uscire allo scoperto perchè avremmo la prova vivente che chi va “contro il NIST” , come sostengono i complittisti che Coppe abbia fatto, in verità non rischia proprio nulla.

Non mi risulta che a Coppe sia ancora successo nulla di tutto questo.

Ed ecco cosa scrive Pizzirani a commento di questa considerazione:

Un bel messaggio, in perfetto stile mafioso.
Se a Danilo Coppe succede qualcosa, qualsiasi cosa, ricordiamo tutti assieme alle autorità che conosciamo il vero nome di Skybuck.

Caso mai qualcuno stentasse a credere che il pacato Pizzirani visto durante il dibattito abbia scritto una cosa così bizzarra, ecco la schermata:

E questa è un’altra dichiarazione sorprendente di Pizzirani, dal suo profilo Facebook, a proposito della morte di Steve Jobs a ottobre 2011 (grazie a Hammer per la segnalazione):

Notevole, in particolare, la frase “Tumore 2 – Jobs 0 (ricordo l’uno a zero dell’andata con la Fallaci)”.

Complottisti senza pudore

Nel giorno della commemorazione i complottisti non hanno il buon gusto di tacere

Uno dei coautori del blog Undicisettembre, John, è stato a New York di recente e ha scritto un toccante resoconto di una città che non dimentica ma guarda avanti, che commemora e ricostruisce. Di complottisti, proprio là dove gli eventi sono accaduti, manco l’ombra.

Dalle nostre parti, invece, non è stato zitto chi poteva cogliere l’occasione per tacere almeno per un giorno e rispettare il dramma di chi ha perso i propri cari negli attentati. A Vigevano, oggi, Tom Bosco, Massimo Mazzucco, Maurizio Blondet, Pino Cabras, Giorgio Iacuzzo e Flavio Oreglio chiedono ben 15 euro a testa per sentirli infangare per l’ennesima volta la memoria dei vigili del fuoco di New York.

Sì, infangare: perché i vigili del fuoco della città ferita sarebbero, secondo costoro, così cretini da non accorgersi che le Torri Gemelle sarebbero state distrutte con gli esplosivi o con la termite o con le microonde. O, peggio ancora, sarebbero stati corrotti per tacere. Ci sarebbe da parlare, poi, di quel ricorrente interesse di Blondet per gli ebrei che emerge dai suoi scritti.

Per chi si meraviglia del patrocinio dato dal comune di Vigevano a questa pantomima, c’è un primo chiarimento da parte di uno degli assessori, che se ne chiama fuori. Inoltre, secondo almeno due fonti, il patrocinio sarebbe stato ottenuto da Bosco e colleghi con l’inganno. I “ricercatori della verità”, a quanto mi risulta, l’avrebbero chiesto annunciando un convegno su UFO e cure alternative, di cui poi hanno cambiato il titolo.

Se qualcuno vuole farsi avanti e fare chiarezza, sono a disposizione. Ma non oggi. Oggi è giorno di silenzio e commemorazione.

11/9, i complottisti confermano: Pentagono colpito da aereo

11/9, i complottisti confermano: Pentagono colpito da aereo

Ci hanno messo dieci anni, ma ci sono arrivati: anche per i complottisti il Pentagono fu colpito da un grosso aereo

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

“La credenza, diffusa fra coloro che mettono in dubbio la versione ufficiale dell’11/9, che un aereo di grandi dimensioni non colpì il Pentagono l’11/9, non è supportata dalle prove. Il fallimento del movimento per la verità sull’11 settembre nel raggiungere un consenso su questa questione dopo quasi un decennio è dovuto in gran parte alla mancata applicazione rigorosa del metodo scientifico alle prove nella loro interezza. Il presente articolo, applicando secondo questo metodo le prove a ciascuna tesi proposta, mostra che la tesi di gran lunga più plausibile è che un aereo di grandi dimensioni abbia colpito il Pentagono.”

Indovinate chi ha scritto questa frase. Il solito prezzolato disinformatore al soldo dei poteri forti? Un malefico occultatore rettiliano comandato dagli Illuminati? Nooooo. La frase è presentata sul sito pro-complotti 9/11 Blogger da parte di Frank Legge, esponente di spicco del cosiddetto “movimento per la verità”.

Non solo: è presentata sotto il titolo “È ora d’ingoiare il rospo a proposito del Pentagono” ed è accompagnata da un altro paragrafo molto interessante, sempre a firma di Frank Legge:

Ci sono due articoli che hanno bisogno di una revisione per essere sottoposti al Journal of 9/11 Studies [rivista pro-complotti edita da Steven Jones e altri].

Uno è di David Chandler e del sottoscritto. Fornisce prove che i testimoni della rotta dell’aereo diretto verso il Pentagono che avevano dichiarato che era passato a nord della stazione di servizio Citgo devono essersi sbagliati. L’articolo conclude che l’unica descrizione plausibile dell’avvicinamento è che l’aereo non deviò intorno alla stazione di servizio ma volò sostanzialmente diritto e colpì il Pentagono, come descritto dalla stragrande maggioranza dei testimoni oculari.

Questa tesi della “rotta a nord” è quella sostenuta con tanto vigore da Riccardo Pizzirani, detto Sertes, di Luogocomune.net, nel recente dibattito di Bologna. Era, secondo Pizzirani, una delle dieci argomentazioni migliori a favore della falsità della ricostruzione comunemente accettata, e ora è stata ripudiata dagli stessi cospirazionisti. Peggio ancora: è stata liquidata proprio da quel David Chandler che Pizzirani ha mostrato di considerare così autorevole durante il dibattito.

Come se non bastasse, fra coloro che hanno respinto la tesi della “rotta a nord” c’è anche Richard Gage, leader dell’associazione di architetti e ingegneri favorevoli alle tesi di complotto, tenuto in altissima considerazione nel “movimento per la verità”. I dettagli sono su Undicisettembre.info: qui sotto trovate la schermata dell’annuncio, il cui link diretto è accessibile solo agli iscritti a 9/11 Blogger.

Chissà, forse con un po’ d’impegno fra altri dieci anni capiranno che le Torri Gemelle non sono state distrutte da esplosivi o nanotermite o minibombe atomiche o microonde spaziali. E fra altri dieci capiranno di essere stati presi per i fondelli dai loro guru. Ma con trent’anni d’interessi sui proventi delle vendite di paccottiglia si vive bene e il pelo sullo stomaco cresce rigoglioso.

11/9, trattativa per un faccia a faccia con un negatore della ricostruzione comunemente accettata

Teorie di complotto sull’11 settembre, proviamo a organizzare un faccia a faccia

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Prosegue qui la discussione-trattativa (iniziata qui) con Riccardo Pizzirani, noto anche come Sertes, sostenitore delle tesi alternative sull’11 settembre, per organizzare un dibattito faccia a faccia con me e i rispettivi esperti.

La discussione viene fatta in pubblico attraverso i commenti qui sotto, per dare la massima trasparenza possibile. Non verranno accettati commenti non pertinenti all’organizzazione del dibattito.

Questo articolo verrà integrato man mano con i dettagli della questione.

2011/7/11: il dibattito si fa

Il dibattito è stato fissato per sabato 23 luglio (sabato) a Bologna, dalle 14:30 alle 17:30, presso la Sala Falcone e Borsellino, Centro Civico Q. Reno, Via Battindarno 123. La sala è stata selezionata e prenotata da Sertes. L’ingresso è libero e l’incontro sarà moderato dal giornalista e scrittore Carlo Gubitosa.

L’incontro si articolerà nel modo seguente: 45 minuti di presentazione delle proprie argomentazioni (con supporti audio e video) per ciascun relatore, seguiti da 15 minuti a testa di replica, precisazione e approfondimento. Poi ci saranno le domande del pubblico e una sessione di domande dirette dei relatori l’uno all’altro.

Il dibattito verrà ripreso in video e pubblicato online. A seconda delle risorse tecniche disponibili (connessione Internet, soprattutto), è possibile che venga trasmesso in diretta in streaming, ma non me ne occupo io.

Come concordato, Sertes ha presentato la propria lista degli argomenti:

Aggiornamento: questa parte della struttura del dibattito è stata poi modificata. Leggete più sotto.

1) La testimonianza del Ministro dei Trasporti Norman Mineta, resa sotto giuramento di fronte alla 9/11 Commission, è però omessa dal 9/11 Commission Report

2) Crollo del WTC1: 92 piani integri non sono in grado di rallentare il crollo sostanzialmente in caduta libera

3) Crollo del WTC2: arresto del momento angolare (rotazione) del blocco superiore

4) Crollo del WTC7: un evento unico nella storia, spiegato con un fenomeno inventato per l’occasione (fire-induced progressive-collapse); cronologia delle Versioni Ufficiali

5) Crollo del WTC7: 2.25 secondi di caduta libera attraverso il percorso di maggior resistenza

6) Le strabilianti risposte del NIST alle richieste FOIA (“non siamo in grado di spiegare in modo esauriente i crolli completi”, “non abbiamo testato i campioni di acciaio per tracce di esplosivo / composti incendiari”, “[non rilasicamo il modello informatico del crollo perché questo] potrebbe mettere in pericolo la sicurezza pubblica”)

7) Uno studio scientifico peer-reviewed ed incontestato dimostra la presenza di Nanothermite incombusta nelle ceneri del WTC

8) La presenza di acciaio fuso nel sito del WTC dimostra temperature incompatibili con gli incendi

9) I danni alla facciata del pentagono descritti dal documento ASCE The Pentagon Building Performance Study non hanno riscontri nelle foto di tale documento

10) Le testimonianze raccolte nell’area del Pentagono e le trascrizioni ufficiali dell’Army Center for Oral History indicano che il velivolo che ha colpito il Pentagono è passato su una rotta diversa da quella ufficiale

—-

Sull’ultimo punto ho ancora delle riserve, nella preparazione tienilo per ultimo, ti confermo in seguito se intendo utilizzarlo o meno. Se non verrà usato farò una trattazione più estesa di una nota che ho messo come 4B “Cronologia delle Versioni Ufficiali”

Sull’argomento si sono già scatenati i commenti degli utenti di Luogocomune, che vi invito vivamente a leggere per constatare l’astio che anima molti (ma non tutti) i sostenitori di queste tesi alternative.

2011/7/12: i miei argomenti

Questi saranno i punti documentati che presenterò insieme alla critica delle asserzioni di Sertes:

Aggiornamento: questa parte della struttura del dibattito è stata poi modificata. Leggete più sotto.

1. Premessa: definizioni, obiettivi, limiti e metodi di un’indagine.

2. Gli attentati in generale: alcuni miti da sfatare (credenze diffuse nell’opinione pubblica ma non corrispondenti a quanto avvenuto secondo la ricostruzione comunemente accettata, per esempio la natura delle telefonate dagli aerei, la struttura della difesa aerea, le manovre degli aerei, la dinamica del collasso degli edifici).

3. Gli attentati in generale: bilancio delle fonti (tecniche, indipendenti, giornalistiche) e analisi di rischio per i vari scenari ipotizzati.

4. Crolli del WTC1 e 2: confronto fra documentazione tecnica a supporto della ricostruzione comunemente accettata, anche antecedente l’11/9, e documentazione tecnica a supporto di tesi alternative.

5. Pentagono: analisi della “scena del delitto” e deduzione della natura dell’oggetto impattante.

6. Pentagono: elementi a supporto dell’impatto del Boeing 757 della American Airlines, volo AA77.

7. WTC7: documenti tecnici e dichiarazioni di esperti; analisi dei possibili moventi.

8. Volo 93: analisi della “scena del delitto” e verifica di coerenza con i vari scenari ipotizzati.

9. Conclusione: il Rasoio di Occam applicato alla ricostruzione comunemente accettata e alle ipotesi alternative.

2011/07/13: chiarimenti sui miei punti; i miei esperti

C’è stata una certa confusione sulla struttura del dibattito, come si può notare dai commenti qui sotto. Per farla breve: a un certo punto sembrava che io dovessi presentare i dieci punti migliori a favore della ricostruzione comunemente accettata, ma in realtà mi devo limitare a rispondere ai punti sollevati da Sertes. Va benissimo, per cui ritiro la lista di punti presentata qui sopra.

Intanto posso annunciare chi saranno i tecnici che saranno presenti o collegati telefonicamente con il dibattito: Danilo Coppe, dell’Istituto Ricerche Esplosivistiche, e Mike Walter, giornalista, testimone oculare diretto dell’impatto al Pentagono.

2011/07/14: i punti definitivi di Sertes

Questa è la versione finale dei dieci punti che verranno presentati da Sertes:

Punto 1: Il Vicepresidente Dick Cheney era nel centro di comando sotto la casa bianca quando il terzo aereo ha colpito il Pentagono? Il Ministro dei Trasporti Norman Mineta dice di si sotto giuramento, il rapporto ufficiale dice di no ignorando la sua testimonianza.

Punto 2: Crollo della torre 1: l’ipotesi di caduta libera dei pezzi di torri fatta nella ricostruzione comunemente accettata è discutibile e scarsamente documentata; eppure il NIST (National Institute of Standard Technology) aveva il mandato di far piena luce su come queste torri sono crollate.

Punto 3: la dinamica di caduta del blocco superiore non e’ compatibile con la ricostruzione comunemente accettata. All’inizio del crollo della torre sud la cima del palazzo si è inclinata paurosamente di lato, ma poi tale rotazione si è arrestata senza motivo apparente. Perchè manca la spiegazione ufficiale di questo evento?

Punto 4: Il crollo del palazzo 7 è l’unico caso nella storia di grattacielo con struttura in acciaio ufficialmente crollato per soli incendi. E per tentare di spiegarlo la versione ufficiale è costretta ad introdurre un nuovo fenomeno fisico mai verificato prima: un “crollo progressivo indotto dagli incendi”.

Punto 5: Il crollo del palazzo 7 avviene con 2.25 secondi di caduta libera delle macerie attraverso il percorso di maggior resistenza. Per spiegare questo fenomeno il “crollo progressivo indotto dagli incendi” e’ solo l’ultima di tante versioni ufficiali. Non e’ che magari anche quest’ultima e’ sbagliata?

Punto 6: Il NIST (National Institute of Standard Technology) è l’istituto incaricato di fornire le analisi tecniche dei crolli, ma ha dimostrato scarsa serietà e riluttanza nel rispondere alle richieste di informazione dei cittadini. Questo atteggiamento rende sospetta e discutibile la loro ricostruzione.

Punto 7: Uno studio di chimici professionisti, finora incontestato e passato attraverso un processo di “revisione tra pari” ha dimostrato la presenza di Nanothermite incombusta nei detriti del WTC, un materiale esplosivo e incendiario usato in ambito militare. Come ci e’ arrivata al WTC?

Punto 8: La presenza di acciaio fuso nel sito del WTC dimostra temperature di gran lunga superiori a quelle degli incendi, quindi a far sciogliere quell’acciaio dev’essere stato qualcos’altro.

Punto 9: Per quanto riguarda i danni alla facciata del Pentagono, la American Society of Civil Engineers ha presentato un rapporto in cui l’entità dei danni mostrati nelle fotografie del rapporto non è compatibile con l’ipotesi di un Boeing 757, che avrebbe provocato danni ben più estesi.

Punto 10: Le testimonianze raccolte nell’area del Pentagono e le trascrizioni ufficiali dell’Army Center for Oral History indicano che il velivolo che ha colpito il Pentagono è passato su una rotta diversa da quella ufficiale. Anche queste testimonianze sono state ignorate dalla versione ufficiale.

2011/07/16 – I miei punti di risposta aggiornati

Dopo un giro di chiarimenti con Sertes, posso pubblicare le anticipazioni delle mie risposte ai dieci punti sollevati da Sertes.

Punto 1 (dov’era Cheney all’impatto contro il Pentagono): Secondo il 9/11 Commission Report e le fonti citate dal CR, Cheney non era ancora nel bunker. Secondo una testimonianza del ministro dei trasporti, lo era. La discrepanza segnalata e la natura dell’ordine diramato da Cheney, che da chiarimenti con Sertes è alla base di questa domanda, sono ragionevolmente spiegabili attraverso i riscontri incrociati con le dichiarazioni dello stesso Mineta.

Punto 2 (ipotesi di caduta libera dei pezzi di torri “discutibile”): L'”ipotesi” (termine improprio) di caduta libera è conforme alle conoscenze tecniche del settore e alla fisica e non risulta essere stata messa in discussione dagli esperti (se Sertes ha esperti che lo fanno, è pregato di indicarne gli estremi). È più documentata di quanto lo siano le ipotesi alternative. In merito alla “piena luce”, il NIST l’ha fatta. Per gli addetti ai lavori, infatti, una volta chiarita la dinamica d’innesco del crollo non serve altro, così come una volta sollevato un martello non c’è bisogno di fare “piena luce” per capire che se lo si lascia andare cadrà.

Punto 3 (dinamica di caduta del blocco superiore incompatibile con la ricostruzione comunemente accettata): La premessa è sbagliata. Non risulta che ci siano fonti tecniche che dichiarino questa asserita incompatibilità. Se ce ne sono, Sertes è pregato di indicarne gli estremi.

Punto 4 (crollo del WTC7 per solo incendio): Il crollo del WTC 7 è l’unico caso riguardante un grattacielo, ma non un edificio o altre grandi strutture in acciaio. Inoltre grandi incendi precedenti in altri grattacieli ne avevano fatto temere il crollo da parte dei vigili del fuoco, tant’è che le normative considerano ampiamente il problema degli incendi che possono causare crolli. Al WTC7, a differenza degli altri grandi incendi del passato, non furono fatti interventi di spegnimento e le lesioni contribuirono a creare canali d’immissione d’ossigeno. È errato dire che il crollo progressivo indotto da incendi è un “nuovo fenomeno fisico”: la letteratura specialistica lo considerava già prima dell’11 settembre 2001. Di questo verrà fornita documentazione.

Punto 5 (crollo WTC7 in caduta libera e lungo percorso di maggiore resistenza): La letteratura e gli esperti indicano che è caratteristica naturale dei crolli avvenire in verticale, lungo quello che sarà anche il “percorso di maggior resistenza” ma è anche quello lungo il quale agiscono le forze più importanti. La letteratura tecnica ne riporta numerosi esempi. Di questo verrà fornita documentazione. È errato parlare di “tante” versioni “ufficiali”: ne è stata presentata una sola. Nei rapporti tecnici preliminari erano state fatte ipotesi provvisorie, in attesa dei dati completi, come è normale nel corso di indagini tecniche complesse.

Punto 6 (scarsa serietà e riluttanza del NIST): Non è vero che il NIST ha dimostrato “scarsa serietà e riluttanza”. Gli atti completi del NIST includono FAQ divulgative, conferenze stampa, risposte alle interpellanze di tecnici e anche di semplici cittadini, audizioni pubbliche e interviste. Di questo verrà fornita documentazione.

Punto 7 (studio dimostra presenza nanotermite): Lo studio in oggetto è stato pubblicato da una casa editrice che pubblica qualunque cosa a pagamento (anche testi senza senso; di questo verrà fornita documentazione). La “revisione tra pari” della casa editrice è risultata essere una presa in giro. La direttrice della rivista si è dimessa quando ha scoperto che lo studio era stato pubblicato senza informarla. Lo studio è stato in realtà contestato, anche da alcuni sostenitori delle teorie alternative. Di tutto questo verrà presentata documentazione. A prescindere dalla qualità dello studio, quand’anche fosse valida l’ipotesi della presenza di “nanotermite”, resterebbe da dimostrare come sarebbe stata innescata e come sarebbe stata in grado di tagliare/fondere istantaneamente le grandi colonne del WTC.

Punto 8 (acciaio fuso dimostra temperature sospette): La presenza di acciaio fuso è documentata (a quanto risulta) solo da testimonianze, non da analisi metallurgiche. Salvo che Sertes abbia documentazione diversa, non risulta che si sappia per certo che si trattasse di acciaio o di altro metallo. Soprattutto non si sa se la temperatura di fusione del materiale fu raggiunta prima, durante o dopo il crollo. Sappiamo però che gli incendi covarono sotto le macerie per giorni. È quindi possibile, e compatibile con tutti i fatti noti, che la fusione sia avvenuta dopo i crolli, a seguito degli incendi sotto le macerie. Il “qualcos’altro” potrebbe ragionevolmente essere il calore degli incendi post-crollo.

Punto 9 (danni facciata Pentagono insufficientemente estesi): Non è indicato da dove provenga l’asserzione che i danni alla facciata del Pentagono dovevano essere ben più estesi. Non risultano fonti esperte che lo sostengano (se Sertes le ha, le indichi, altrimenti si tratta di un parere personale di una persona non esperta, quindi non valido). Il confronto con le sagome d’impatto al WTC e la mappatura della reale estensione dei danni (basata su analisi realizzate da sostenitori delle teorie alternative) non indicano le asserite incompatibilità.

Punto 10 (rotta diversa del velivolo contro il Pentagono): Ammesso che quanto affermato sia esatto (se ne attende documentazione), non è corretto affermare che le “trascrizioni ufficiali dell’Army Center for Oral History… sono state ignorate”, perché le trascrizioni (definite anche da Sertes “ufficiali”) fanno parte a pieno titolo della “versione ufficiale”. Sertes ha chiarito separatamente che “la versione ufficiale ASCE e la versione ufficiale COH sono mutualmente esclusive (non possono essere vere entrambe)”. Questo è indubbio, ma in qualunque raccolta di testimonianze vi sono contraddizioni; compito dell’investigatore è vagliarle e generare una ricostruzione coerente. In ogni caso, l’esatta rotta seguita dall’aereo è una disquisizione che non altera il fatto che l’aereo si è schiantato contro il Pentagono, come documentato dai testimoni che ne hanno osservato l’impatto e dai vigili del fuoco che ne hanno raccolto i rottami e i corpi dei passeggeri.

Faccia a faccia sull’11 settembre il 23/7 a Bologna

11/9, il dibattito si fa: 23 luglio a Bologna

Sabato 23 luglio ci sarà il faccia a faccia fra il sottoscritto e Riccardo Pizzirani (“Sertes”) sul tema dell’11 settembre. Nell’articolo apposito trovate tutti i dettagli: orari, luoghi, argomenti, moderatore, modalità del dibattito. Finalmente qualcuno ha il coraggio di affrontare il dibattito tecnico, mentre i guru del cospirazionismo continuano a rifiutarlo. Fifoni.

Intanto il lavoro del gruppo Undicisettembre, del quale faccio parte, prosegue sugli aspetti non cospirazionistici degli attentati, con un’intervista a Daniel Nimrod, uno dei responsabili dei primi soccorsi al Pentagono. Lui quel giorno era lì, a differenza dei complottisti: il suo racconto crudo spazza via i dubbi e le fantasie.

Avrete forse notato che ho attivato la moderazione preventiva dei commenti. Ieri sono stato bersagliato da uno spammer particolarmente cocciuto e ripulire i suoi commenti mi è costato un bel po’. Preferisco spendere tempo a moderare i commenti di chi legge invece di ripulire lo spam di queste piattole, e comunque con l’avvicinarsi del decennale degli attentati dell’11 settembre 2001 si sta già facendo sentire l’orda dei cafoni cospirazionisti, alla quale non voglio regalare né tempo né pulpiti dai quali bearsi.

Non è censura, come diranno subito i soliti diversamente furbi. I commenti civili verranno pubblicati, qualunque sia l’opinione che contengono: quelli incivili di qualunque orientamento non verranno pubblicati, se non per mostrare il loro squallore.

Un altro complottista fifone si dilegua, anzi no [UPD 2011/07/12]

11/9: pagando la differenza, si può avere un complottista che non se la faccia sotto?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ogni tanto qualcuno mi chiede perché non accetto il dibattito faccia a faccia con i vari complottisti. La risposta è semplice: perché in dieci anni di teorie undicisettembrine l’unico che non è scappato a gambe levate rifiutando il dibattito è stato Tom Bosco. Tutti gli altri, da Giulietto Chiesa a Massimo Mazzucco a Roberto Quaglia a Maurizio Blondet, sono stati contattati più volte, anche da loro amici e simpatizzanti, invitandoli a un dibattito di persona con me, ma hanno sempre rifiutato. Fifoni.

Io resto a disposizione, come sempre. Intanto segnalo un altro fine esempio di complottista tutto fumo e niente arrosto: il mitico Sertes, alias Riccardo Pizzirani, che nei commenti a questo mio articolo si proclamava pubblicamente pronto al faccia a faccia. Nei medesimi commenti, Claudio Casonato metteva a disposizione una sala a Novi Ligure per il 30 giugno. Sertes non s’è più fatto sentire. Ho chiesto conferma poco fa anche a Claudio.

Aggiornamento: leggete però gli sviluppi successivi, pubblicati qui sotto.

È per comportamenti come questo che a dieci anni dall’11 settembre il mondo ride dei complottisti, che si atteggiano a impavidi difensori della verità ma se la fanno addosso persino all’idea di dibattere con un blogger di campagna.

Coraggio, fatevi sotto. Ma non nei commenti di questo blog, dove è facile fare i cavalieri senza macchia e senza paura, acquattati dietro il monitor: di persona. Non avrete mica paura di me, vero?

2011/06/19

Dopo che gli ho scritto, finalmente Sertes s’è fatto vivo (dopo oltre un mese di silenzio) ed è partito subito col piede giusto: gli ho chiesto di discutere dei dettagli pubblicamente, in modo da essere trasparenti e facilitare a Claudio Casonato l’organizzazione del dibattito, e Sertes ha iniziato a discuterne privatamente via mail. È bello capirsi al volo. Se vi interessa la cosa, l’intero scambio è nei commenti.

2011/06/21

Ho chiuso i commenti a questo articolo per via dei troppi interventi inconcludenti, maleducati e offensivi dei sostenitori delle teorie alternative. Se volete farvi un’idea di come si comportano sistematicamente i complottisti, leggete i commenti. È deprimente, ma molto educativo.

La trattativa per il faccia a faccia prosegue qui.

2011/07/12

La data il luogo per l’incontro sono stati concordati. I dettagli sono sempre in questo articolo.

Immagini “declassificate solo di recente” dell’11/9?

Immagini “declassificate solo di recente” dell’11/9?

Cosa non ci s’inventa per drammatizzare una notizia: le immagini “inedite” dell’11 settembre

“Inedite” e “declassificate solo di recente”. Così le presenta Il Sole 24 Ore, come se ci fosse bisogno di renderle ancora più drammatiche: sono le immagini terribili degli attentati dell’11 settembre 2001. Sarebbero addirittura state “presumibilmente scattate dai servizi di sicurezza”.

La galleria di foto proposta è impressionante, ma non è affatto “inedita” o “declassificata solo di recente”: si tratta di immagini già disponibili sin dal 2002 nel libro Above Hallowed Ground e scattate dalle forze di polizia che sorvolavano la zona in elicottero. Sarebbe bastato provare a controllare tramite Tineye.com se le immagini in questione erano già presenti online: per esempio, questa era già stata pubblicata online l’11 settembre 2007 qui.