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“Knowing”, promuovere un film aprendo un blog. Contenuti al posto di spot

“Knowing”, promuovere un film aprendo un blog. Contenuti al posto di spot

La Eagle Pictures ha avuto un’idea interessante e inconsueta per promuovere il suo film Knowing – Segnali dal futuro: visto che la pellicola con Nicolas Cage parla di un misterioso codice che preannuncia i disastri con precisione letteralmente matematica, ha creato un blog nel quale ha invitato un po’ di gente che ha a che fare con misteri, catastrofi e presunti presagi e complotti.

Si spazia dall’Area 51 alla presunta morte di Paul McCartney negli anni Sessanta alle teorie sulla falsificazione degli sbarchi sulla Luna e si tocca anche l’11 settembre. Su quest’ultimo argomento è stato chiamato a parlare Giulietto Chiesa, il cui intervento è stato pubblicato in tre puntate (una, due e tre).

Segnalo in particolare la nuova perla complottista di Chiesa: l’aereo al Pentagono c’era, dice adesso. Ma come? Ha sempre detto che non c’era. Aspettate a festeggiare quest’apparente rinsavimento, perché la sua nuova teoria è che ci fosse “un missile che si trovava nascosto nella punta dell’aereo e che era stato preparato per tempo. Quindi l’aereo c’era, perché se vuoi fare una cosa la devi fare in modo intelligente [sic], ma era senza passeggeri e aveva al suo interno, magari nella fusoliera, un missile che nello spazio di poche frazioni di millesimo di secondo ha sparato apposta.”

Giuro, scrive proprio così qui. E ci sono altre perle che vi lascio il dubbio piacere di scoprire, per toccare con mano quanto il cospirazionismo undicisettembrino sia già arrivato alla frutta e l’abbia saltata con gesto atletico tuffandosi direttamente nell’ammazzacaffè. Con conseguenti deliri di chiara ispirazione etilica.

Ora tocca ai debunker fare le pulci alle teorie cospirazioniste, e sono stato invitato a rispondere alcune domande sul tema dell’11/9 e indirettamente ribattere con i fatti e i dati alle fantasie da film di James Bond presentate da Giulietto Chiesa. Se la cosa v’interessa, la prima puntata è qui e i commenti sul blog di Segnali dal futuro sono aperti a chiunque.

11/9, “Segnali dal futuro” prosegue l’intervista

11/9, “Segnali dal futuro” prosegue l’intervista

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2010/01/16.

La Eagle Pictures ha pubblicato sul blog dedicato al film Knowing – Segnali dal futuro la seconda parte della mia intervista sul complottismo undicisettembrino. La prima parte è qui.

A corredo dell’intervista, aggiungo una schermata dei dati RADES (radar civili e militari) che mostrano istante per istante la rotta del Volo 77 che colpì il Pentagono e che secondo Giulietto Chiesa sarebbe invece “sparito dall’osservazione dei radar per 36 minuti… per 36 minuti le tracce radar sono scomparse”. Scomparse? Eccole qui, con nomi e cognomi delle stazioni radar che le hanno acquisite. Il grafico qui sotto mostra il tracciato rilevato dai radar militari: l’interruzione è coperta dai radar civili.

I dati sono stati pubblicati soltanto due anni fa: forse sarebbe il caso di aggiornare un po’ le tesi di complotto, altrimenti così è troppo facile.

Aggiungo anche una foto che forse pochi hanno visto: un rottame dell’aereo lanciato contro il Pentagono, sul quale si vede il logo American Airlines e si legge anche il numero di matricola, che secondo un tecnico della compagnia aerea lo identifica come un alimentatore per le luci d’emergenza di un Boeing 757.

E per finire, una chicca di quelle che Giulietto Chiesa ha epurato dal suo film Zero: David Shayler, uno dei suoi testimoni nella versione originale, quella presentata alla Festa del Cinema di Roma e che io ho visto. Shayler e Chiesa erano anche insieme alle conferenze complottiste, come Axis for Peace del 2005 (foto). Shayler è poi scomparso alla chetichella dalla scena cospirazionista ed è stato tagliato via da Zero, in perfetto stile sovietico, quando qualcuno s’è accorto che dichiarava di essere la reincarnazione di re Artù e il prossimo Messia, oltre a darsi al travestitismo, come mostra questa sua immagine recente tratta dal Daily Mail. Non che ci sia qualcosa di male. Nel travestirsi, intendo.


David Shayler, uno dei superesperti presentati da Giulietto Chiesa in Zero prima edizione.

Anzi, visto che Chiesa chiede una nuova commissione d’inchiesta, personaggi come questo suo testimone potrebbero ravvivare le sedute. Magari ne viene fuori un bel reality, perché ormai questo è il livello del complottismo undicisettembrino. Otto anni e neanche uno straccio di prova.

Ringrazio 9/11 Trash and Diamonds per la segnalazione delle foto di Shayler e Chiesa.

2009/08/21 – Thread epico di commenti, oltre quota 2100

Questo articolo ha battuto il record storico di commenti di questo blog, stracciando sia le scie chimiche sia i Maya menagramo del 2012. Come mai? Tutto è partito dalla foto di David Shayler, inizialmente con una contestazione, ma la discussione ha poi toccato religione, sessualità, informatica, esegesi biblica e cosmologia con risultati davvero pregevoli, senza mai scadere. Non capita spesso di vedere un sacerdote e una lesbica discutere pacatamente a questi livelli (ma leggete gli aggiornamenti in fondo a questo articolo prima di giudicare). Grazie a Don e a Morena, dunque, ma anche a tutti coloro che stanno contribuendo alla conversazione.

Da parte di Morena arrivano per tutti voi queste due foto, giusto per immergersi un momento idealmente tutti insieme nell’atmosfera delle vacanze. Le ho ritagliate in basso per rimuovere la data.

2009/09/10 – Quota 5000

Per festeggiare l’ormai imminente raggiungimento di quota 5000 commenti (record assoluto di questo blog, che lascia gli sciachimisti a quota 1020 circa), ecco un brindisi con l’ormai mitica Afri-Cola portatami da Puffolotti:

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Alla vostra salute!

2009/09/10, 22:20 – Colpo di scena nel Thread Epico

L’identità di “Morena” è stata smascherata. Se ne parla nei commenti dal 5000 in poi circa. D’accordo con “Morena”, nel weekend la intervisterò telefonicamente per farvi raccontare dalla sua viva voce come sono andate le cose e le ragioni della sua falsa identità. La registrazione verrà messa online appena possibile.

2009/09/12 – Niente intervista a “Morena”

“Morena” ha cambiato idea e non vuole essere più intervistata, per le ragioni che trovate spiegate nei commenti. Peccato: sarebbe stato un gran finale per il Thread Epico.

Ecco l’altra foto del brindisi con Afri-Cola, pubblicata con il permesso di Puffolotti (quello a destra con l’espressione “falla bene questa foto o domattina troveranno i pezzi del tuo cadavere in cinque cantoni svizzeri differenti”):

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2010/01/16 – Verso quota 10.000 commenti

La discussione nei commenti prosegue inarrestabile. Blogger ogni tanto annaspa e dà errore, ma poi si riprende. Ormai il Thread Epico ha assunto vita propria ed è fine a se stesso. Ho creato un mostro.

Giulietto Chiesa annuncia che mi denuncia: mi querela per umorismicidio

Giulietto Chiesa annuncia che mi denuncia: mi querela per umorismicidio

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/09/22.

Giulietto Chiesa ha pubblicato a reti unificate (su Megachip, su Cometa e su Giuliettochiesa) un articolo nel quale annuncia di aver “presentato una denuncia-querela, alla Procura della Repubblica di Roma” contro di me in relazione a questo mio articolo, da lui definito “calunnioso” perché vi ho teorizzato ironicamente che l’unica spiegazione che riesco a trovare per le sue dichiarazioni sempre più bizzarre è che lui sia in realtà un agente del Nuovo Ordine Mondiale mandato per screditare i complottisti.

Questo è un brano di quanto Chiesa dice di aver scritto alla Procura della Repubblica nella sua “denuncia-querela”:

In particolar modo nel testo [sta parlando del testo dell’articolo che ho scritto io (Paolo)] si legge: “Giulietto Chiesa è un agente del Nuovo Ordine Mondiale, infiltratosi tra i ricercatori delle verità alternative per screditarli tramite il ridicolo, scrivendo stupidaggini epiche che scimmiottano le teorie complottiste, e per rubare loro la scena. È mandato dalle banche mondiali e dal Gruppo Bilderberg per ammantare di ridicolo chi ha obiezioni legittime alla gestione della finanza del pianeta”.

È di tutta evidenza la volontà dell’autore di tale scritto di screditare e di sollevare ombre e sospetti sulla credibilità, sull’etica e sull’onestà del sottoscritto.

Tali infondate e lesive affermazioni arrecano un grave pregiudizio a chi come lo scrivente, ha sempre interpretato la propria professione in completa autonomia ed indipendenza dai poteri forti, pagando per questo un prezzo di isolamento rispetto agli orientamenti politico-sociali ed economici di volta in volta dominanti.

Il tenore delle suddette ambigue affermazioni risulta essere oltremodo diffamatorio poiché lascia intendere l’esistenza di un legame basato su un interesse economico tra il sottoscritto e dei non meglio specificati padrini facenti parte di gruppi finanziari e mediatici di potere.

Scrive davvero così (e molto altro: leggete tutto il suo articolo). Meno male che lo slogan di Megachip è “Democrazia nella comunicazione”. In tanta democrazia, noto che dalla citazione del mio articolo sono state rimosse delle frasi cruciali (evidenziate qui sotto in grassetto) che ne rendono ancora più chiaro il senso satirico:

Poiché non me la sento di dare dell’imbecille a Giulietto Chiesa, mi trovo costretto a cercare un’altra giustificazione a questa produzione in serie di cazzate spettacolari. Ce l’ho, ed è lampante. Giulietto Chiesa è un agente del Nuovo Ordine Mondiale, infiltratosi tra i ricercatori delle verità alternative per screditarli tramite il ridicolo, scrivendo stupidaggini epiche che scimmiottano le teorie complottiste, e per rubare loro la scena. È mandato dalle banche mondiali e dal Gruppo Bilderberg per ammantare di ridicolo chi ha obiezioni legittime alla gestione della finanza del pianeta. Oppure è il più sottile satirista della storia dell’umanità.

La prossima volta, magari quando vi racconterò le bizzarre dichiarazioni di Chiesa sull’esistenza del complotto mondiale delle “scie chimiche” (video) o le sue profezie sulla guerra totale USA-Cina nel 2017 (video), starò più attento. Per rendere chiaro anche ai deprivati d’umorismo che sto facendo una battuta, scriverò che è un agente degli uomini lucertola venusiani.

Aggiornamenti

2011/09/22. A proposito di tenore diffamatorio, vorrei ricordare che il 17 agosto scorso Megachip ha pubblicato un articolo di Pino Cabras nel quale sono stato definito “Piero Angela dei poveri” e “massaia linguista di Lugano” e mi è stato dedicato il fotomontaggio che vedete qui accanto (successivamente modificato, ma le tracce dell’originale si possono ancora trovare). Da che pulpito.

Me la sono presa? Certo che no. In Rete gira ben di peggio su di me. Sono modi di fare che qualificano chi li usa, non chi li subisce. I lettori non sono stupidi: sanno che se qualcuno preferisce fare fotomontaggi invece di replicare nel merito, vuol dire che è un tantinello a corto di argomentazioni concrete.

Nel pomeriggio è stata pubblicata un’intervista di Giornalettismo.com a Giulietto Chiesa (aggiornamento: link non più valido) sulla sua querela a me, che per ora è solo presunta: io finora non ho ricevuto nessuna comunicazione legale attinente. Non condivido i metodi e i toni dell’intervistatore, molto marcati nell’audio che è stato pubblicato e poi rimosso, e un po’ troppo interrompenti e d’assalti per i miei gusti personali (il giornalismo svizzero è un po’ diverso), ma l’intervista è imperdibile.

Se qualcuno vuole darmi una mano con questa querelle, chiederei una trascrizione integrale dell’intervista, da condividere con Giornalettismo.com (aggiornamento: come non detto, è già pronta su Giornalettismo.com), perché Chiesa dice cose davvero illuminanti sulla sua visione del sottoscritto, parlando di “cinque o sei anni di una vera e propria persecuzione sistematica” mia nei suoi confronti.
 
Se la legittima critica degli errori è persecuzione, c’è un modo molto semplice per evitare entrambe: smettere di scrivere errori grossolani. Il “parassita militare” che avrebbe colpito il Pentagono al posto di un aereo di linea, secondo il libro Zero curato da Chiesa, c’era nell’edizione 2007 (pagina 80) e c’è ancora nell’edizione 2011, intitolata Zero2(pagina 144).

Verso sera ho saputo che l’annuncio della “denuncia-querela” è stato addirittura diramato come comunicato stampa, scaricabile pubblicamente qui insieme alla presunta denuncia. Interessante ed eloquente.

La bagatella ha suscitato varie segnalazioni e reazioni online: Il Post, Diarioelettorale, Lucacicca.

11/9, 28 pagine segretate non sono più segretate

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/07/17 10:05.

Torno a parlare di 11 settembre, dopo una lunga pausa dovuta al fatto che non c’era nessuna novità significativa, per segnalare che poco fa sono state finalmente rese pubbliche 28 pagine finora segretate del Joint Inquiry, una delle prime indagini sull’11 settembre, antecedente il Rapporto della Commissione 11/9. Buona parte del Senato USA, e anche il governo saudita, ne chiedevano la pubblicazione sin dal 2003.

Il buon Giulietto Chiesa non ne azzecca una: proprio pochi giorni fa aveva scritto sul Fatto Quotidiano [Archive.is] che la pubblicazione di queste pagine “da sola potrà demolire l’intera indagine ufficiale in cui quasi tutti ancora credono”. Non posso che inchinarmi di fronte al suo mirabile corto circuito mentale, che posso umilmente tentare di riassumere così: “La versione ufficiale è tutta falsa! E ve lo dimostro con un documento tratto dalla versione ufficiale!”.

Per chi volesse approfondire la questione, su Undicisettembre ho pubblicato un articolo in merito e una mia trascrizione completa delle 28 pagine.

Ipotesi di complotto a Matrix stasera, con materiale inedito per riflettere; ci sentiamo alla radio online

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Questa sera, alle 23.15 circa, va in onda su Canale 5 una puntata di Matrix dedicata alle ipotesi di complotto riguardanti gli attentati dell’11 settembre 2001. Insieme al gruppo di ricercatori riunitisi nel blog Undicisettembre, ho collaborato alla preparazione del materiale di risposta alle più diffuse “prove” complottistiche. Il compenso offerto da Canale 5 verrà devoluto in beneficenza.

Gli ospiti in studio saranno Alessio Vinci (CNN), Jas Gawronski (che non ha bisogno di presentazioni), Giulietto Chiesa (idem) e Maurizio Blondet (per il quale ho preparato una collana di perle).

Ci sarà un filmato preparato per l’occasione da Massimo Mazzucco di Luogocomune.net, al quale risponderanno immagini e filmati inediti che vi consiglio di non perdere. Il materiale originale preparato per la trasmissione sarà raccolto e scaricabile nella sezione 11/9 del mio sito Attivissimo.net. Bloggherò la trasmissione stasera in questa pagina dalle 23 in poi.

Sempre questa sera, intorno alle 21.30, sarò ospite telefonico dell’emittente siciliana RMC101, ascoltabile anche in streaming, sempre per parlare di 11 settembre e complottismo. Anche lì porterò del materiale inedito che farà riflettere sia chi crede nelle ipotesi di complotto, sia chi le scarta a priori.

A stasera!

Aggiornamento

Eccoci qua! Con 23 minuti di ritardo, alle 23.38 finalmente comincia Matrix.

Primo blocco

Spezzoni di Loose Change. Piano Northwoods, buco al Pentagono troppo piccolo, demolizione controllata delle Torri Gemelle: repertorio classico. I sottotitoli correggono con sublime discrezione l’errore del B-52 al posto del B-25 all’Empire State Building che c’è nell’audio originale di Loose Change. E non sono un po’ miseri gli sbuffi mostrati da Loose Change rispetto a quelli delle demolizioni vere?

La “confessione” di bin Laden è mostrata in una versione di pessima qualità, mentre questa qui sotto è quella originale, tratta da Crono911:

Vinci fa notare che lo spezzone di McIntyre al Pentagono è stato manipolato in Loose Change togliendolo dal contesto. Chiesa dice che la sua “prova” è il crollo dell’edificio 7 al World Trade Center. Dice di andare alla ricerca della verità: benissimo, se davvero vuole una mano, io sono qui e le mie indagini e informazioni sono disponibili su Undicisettembre.info. Specialmente per quanto riguarda il WTC7.

Blondet parla di regime da Quarto Reich riferendosi all’amministrazione USA: ci sarebbe stato un colpo di stato in America. Fa il paragone fra 11 settembre e incendio del Reichstag. Gawronski fa fatica a star serio. Liquida come le teorie complottiste: come tenere segreta una cospirazione colossale come quella teorizzata dai complottisti? Ce lo chiediamo un po’ tutti.

Secondo blocco

Il nuovo video di Massimo Mazzucco, La verità di cristallo. Voce di Gaetano Lizzio, musica riciclata da Inganno Globale. I temi sono i soliti, già sbufalati da tempo: il foro troppo piccolo per un Boeing 757 al Pentagono; le finestre intatte (ci credo, antiscoppio da 700 kg l’una, montate su telaio d’acciaio e rete in kevlar). Mazzucco fa un passo avanti: ammette la presenza di rottami d’aereo al Pentagono, cosa che in Inganno Globale non faceva. Ma allora, ha ragione adesso o ce l’aveva prima?

Al Pentagono non ci sono tracce, dice Mazzucco (a parte i cadaveri, certo). Le telecamere di sicurezza, la manovra illogica, anche questi sono temi già discussi e smontati da tempo, non mi soffermo qui a ripeterli. Mazzucco dimentica di dire che Hanjour era pilota certificato e sapeva usare il pilota automatico: ecco come mai ha raggiunto il bersaglio da centinaia di chilometri di distanza.

Sfacciata la sua scelta della fotografia (dal lato più lontano possibile e col grandangolo) per tentare di sminuire la grandezza e visibilità delle torri: chi è stato a New York sa come stavano veramente le cose. Stallo della difesa, militari promossi, Mineta manipolato: le stesse cose già dette (e sbufalate) in Inganno Globale.

Non ci posso credere: siamo ancora fermi al “niente nomi arabi nelle liste dei passeggeri“. Torri progettate per 707: certo, ma non per 767 pieni di carburante lanciati a manetta, con violenza risultante sette volte maggiore. Mazzucco dice che il kerosene non scioglie l’acciaio (vero: lo fanno gli incendi del contenuto). Anzi, il calore si disperde nell’acciaio: diciamo anche questo a quelli che si gettavano per non ardere vivi.

Mazzucco si stupisce che diciotto persone siano uscite dalle torri crollate in fiamme: erano ai primissimi piani, in una scala che non è stata colpita dal crollo delle torri (che appunto non è verticale, ma asimmetrico), e ai primi piani non c’erano appunto incendi.

Ancora la tiritera delle esplosioni: stranamente, tutte sentite, nessuna vista. Mazzuco prima fa vedere i rottami che hanno colpito gli edifici circostanti, poi dice che le torri sono crollate senza colpire nessun edificio circostante. Eh?

Si parla ancora del WTC7 e della polverizzazione: ma cosa deve fare, secondo Mazzucco, una soletta di 12 cm che cade da centinaia di metri e viene travolta dalla struttura dell’edificio? Formare cubetti?

Volo 93: Mazzucco dice che ci sono resti umani trovati a distanza di alcune miglia. Da dove ha tirato fuori questa storia? Mostra la foto della nube di fumo sopra Shanksville, dicendo che è tipica di una bomba. Nel controfilmato, la redazione di Matrix mostrerà la foto scattata a Piacenza da Gianluca Pietta dopo la caduta di un C-130 ad agosto 20o6: ecco le due foto a confronto.

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Non mi soffermo su tutti i dettagli del nuovo film di Mazzucco: ci saranno altre occasioni. Dico solo che la tesi di Mazzucco, adesso, è che le foto dei rottami del Volo 93 siano state “inventate” di recente e prima non esistessero. Prove? Non ne ha, ma da quando questo è un problema per un complottista?

Il controfilmato della redazione sulle Torri Gemelle: spiegazione del crollo da impatti e incendi innescati dal carburante. Niente acciaio fuso dagli incendi, ma indebolito. Lo spiegone è un po’ tecnico. Il metallo è stato analizzato eccome. Il crollo non è affatto verticale e non è troppo veloce. La struttura non poteva opporre resistenza significativa. La teoria del “pod”. Il mistero del lampo all’impatto. WTC7: il filmato inedito dello squarcio prodotto dalle macerie (e un errore di montaggio, nel quale viene mostrato il Marriott/WTC3 invece del WTC7).

Vinci fa un gran casino con l’ipotesi di demolizione del WTC7. Chiesa è ancora fermo alla storia del “pull it” di Larry Silverstein: “del resto, ci sono le testimonianze di Larry Silverstein, che dice a un certo punto al capo dei pompieri ‘Beh, ci conviene farlo andar giù’. Quindi vuol dire che questo edificio era già stato prima approntato”. Purtroppo né Vinci né Gawronski hanno la risposta pronta: “pull it” non vuol dire demolire un edificio come dice Chiesa, e non vuol dire tirarlo giù coi cavi come dice improbabilmente Vinci. Silverstein stava parlando di ritirare il contingente di pompieri dalla zona del WTC7 pericolante.

Terzo blocco

Dopo la pubblicità, Blondet dice che nei suoi libri (ne ha scritti quattro) non ha parlato del WTC7, perché lui non è un tecnico (e meno male, non ce n’eravamo accorti). Oh, quando lo fa il rapporto della Commissione, è una prova di complotto. Quando lo fa Blondet, va tutto bene. Due pesi, due misure. Di nuovo la teoria del fumo nero che equivale a incendio quasi spento: ma Blondet li ha almeno guardati i filmati degli incendi che durano fino al crollo, o si limita a usare il copiaincolla dai complottisti americani?

Quarto blocco

Viene presentata la ricostruzione dell’impatto al Pentagono realizzata da Mike Wilson. Testimonianze scritte e filmate dell’impatto, compresa quella di Lloyd England (il tassista la cui auto fu colpita da uno dei pali abbattuti dall’aereo.

Blondet risponde dicendo che non se n’è mai occupato, di queste cose tecniche. Fa il paragone con lo schianto del Concorde (poco pertinente, visto che è un impatto esterno). Vinci chiede che fine avrebbero fatto i passeggeri e se le telefonate sono artefatte. “Non lo so” dice Blondet. Chiesa dice di aver parlato con i piloti italiani apparsi nello Speciale TG1 dedicato all’11/9 e che affermano che la manovra al Pentagono è impossibile (con una spiegazione davvero fantasiosa che renderebbe impossibile anche qualsiasi atterraggio).

Anche Chiesa risponde “Non lo so” alla domanda su dov’è finito l’aereo. Chiesa parla di “sei muri maestri” al Pentagono (che non esistono). Persino Mentana nota che il piano Northwoods risale a ben 42 anni fa e non fu mai eseguito. Gawronski chiede “almeno uno straccio di prova” per queste teorie “assurde”. Chiesa dice “l’aereo al Pentagono non l’ha visto nessuno” (a parte i testimoni oculari).

Chiesa parla di Amalgam Virgo e di una teoria complicatissima secondo la quale un’esercitazione con un lancio di Cruise sarebbe stata una prova generale dell’11/9. Chiesa afferma anche che gli attentati di Londra furono una messinscena.

Mentana presenta un filmato di ricostruzione sul Volo 93. Chiesa dice che non è caduto a Shanksville. A tutte le domande, Chiesa risponde con “Non lo so”. Chiesa elenca una lunga serie di relazioni fra bin Laden e il governo bosniaco. Gli attentatori sarebbero stati agenti al libro paga della CIA in Bosnia.

Quinto e sesto blocco
Gawronski solleva la questione degli interrogatori sotto tortura nella lotta al terrorismo. Chiesa fa un esempio di testimonianza di un interrogato spedito in Siria. Il sesto blocco contiene soltanto i saluti.

Conclusione

Mi fermo qui perché non voglio fare una solfa interminabile: potrei andare avanti a lungo con gli strafalcioni di Chiesa e Blondet (non Ramirez, Chiesa, ma Rodriguez ha sentito le esplosioni al WTC; e Kevin Ryan non ha fatto i test dell’acciaio delle torri come lei afferma, perché Ryan non ha mai lavorato alla Underwriters Laboratories, ma presso una sussidiaria che si occupa di controlli dell’acqua potabile, e di metallurgia non sa un fico secco). Ma, dicevo, mi fermo. A fatica, ma mi fermo.

Sottolineo soltanto la perla comportamentale dei complottisti Chiesa e Blondet, che dall’alto della loro approfondita indagine sull’11 settembre, non sanno che dire “non lo so, non lo so, non lo so” quando Gawronski e Vinci fanno domande del tutto ovvie come “ma allora gli aerei dove sono finiti? E i morti sono finti o veri? E come diavolo si fa a piazzare tutto quell’esplosivo in due grattacieli di nascosto? Quante centinaia di persone avrebbero fatto parte di quest’immane operazione, e come mai nessuno confessa?”.
Soprattutto, Blondet e Chiesa non hanno nulla da controbattere quando viene fatto loro notare che tutte le loro teorie non hanno uno straccio di prova. Collezionando i fatti in maniera selettiva e imbastendovi sopra una trama arbitraria, signori Chiesa e Blondet, non si fa indagine e non si scopre la verità: si scrive il Codice da Vinci. Però, come appunto Dan Brown insegna, si vendono un sacco di libri. Anche Mentana ha fatto notare l’insistenza con la quale i due complottisti promuovevano i loro libri e i loro film.

Avrei preferito che le teorie dei complottisti fossero rintuzzate una per una, in tempo reale, e in questo Vinci e Gawronski non si sono rivelati preparati a sufficienza sulla materia; ma forse il linguaggio televisivo non consente di soffermarsi sui singoli punti e mira a un approccio più emotivo e meno tecnico, e in questo senso il loro approccio ha funzionato. E forse quello che più di ogni disquisizione tecnica inchioda i complottisti alla loro vacuità è il fatto che riescono a litigare persino tra di loro: Chiesa si deve dissociare da Blondet quando i commenti di Blondet degenerano nell’antiebraismo più stereotipato. Bei compagni di viaggio.

Attendo con impazienza che Chiesa sforni il suo film sull’11 settembre, al quale parteciperà Dario Fo. Se vuole una consulenza gratuita per evitare di fare la figura del dilettante come l’ha fatta Mazzucco col suo Inganno Globale pieno di errori, omissioni e manipolazioni, non ha che da chiamarmi. Io e i tecnici di Undicisettembre siamo a disposizione. Sa dove trovarci.

11/9, un esperto di demolizioni demolisce le tesi di demolizione

11/9, un esperto di demolizioni demolisce le tesi di demolizione

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ultimamente le persone che ancora non si danno pace che gli attentati dell’11 settembre 2001 non siano stati orditi dalla CIA, dagli alieni o da altre forze oscure potentissime hanno proposto una domanda apparentemente convincente: se gli esperti non hanno dubbi sul fatto che il crollo delle Torri Gemelle fu causato dal cedimento della loro struttura e non da demolizioni controllate, come mai c’è un’associazione di circa duemila architetti e ingegneri che invece afferma il contrario?

C’è una risposta molto semplice a questa domanda: architetti e ingegneri non sono esperti in demolizioni. La loro competenza è nel costruire gli edifici, non nel distruggerli. Sanno come fare in modo che stiano in piedi; sanno come crollano; ma normalmente non sanno nulla di come tirarli giù (a meno che abbiano fatto studi supplementari specifici).

Insomma, chiedere ad architetti e ingegneri se le Torri Gemelle sono state demolite con esplosivi o con termite o altro ancora è sbagliato in partenza: è la classica Fallacia del Falso Esperto (ne avevo scritto su Le Scienze a dicembre 2012). Il fatto che architetti o ingegneri siano esperti nel concepire o costruire strutture non li rende automaticamente esperti nel demolirle o nel riconoscere i segni distintivi di una demolizione.

Se si vuole sapere se delle lesioni estese e un incendio enorme incontrollato sono sufficienti a innescare il crollo di un edificio, insomma se si vuole sapere a che punto cede una struttura, è pertinente il parere professionale (supportato da calcoli) di un ingegnere strutturista (non di un architetto e non di un ingegnere con altre specializzazioni). Ma se si vuole sapere se un edificio è crollato perché è stato minato, bisogna interpellare i veri esperti, ossia coloro che si occupano professionalmente di demolizioni controllate e che quindi sanno riconoscere i sintomi inconfondibili dell’uso di esplosivi. Come mai i complottisti, da Giulietto Chiesa a Massimo Mazzucco, non li interpellano e preferiscono presentare le opinioni di teologi, fisici o architetti? Anche qui la risposta è pateticamente semplice: perché quando chiedono a un esperto vero di demolizioni si sentono dire che è ora di piantarla di dire scemenze.

Il Gruppo Undicisettembre ha già presentato in passato un’intervista con l’esplosivista italiano Danilo Coppe, che ha stroncato le tesi di demolizione, e ora ha intervistato un altro esperto di demolizioni, l’americano Brent Blanchard.

L’intervista a Blanchard, realizzata da Hammer e disponibile in italiano e in inglese, fa a pezzi le fantasie di esplosivi preposizionati, di termite o nanotermite. Le esplosioni di una demolizione si sarebbero viste, dice Blanchard: “Dovunque piazzi degli esplosivi, avresti un brusco rilascio di energia e di gas. Ci sarebbe una combustione impossibile da non notare. Sposta l’aria, sposta materia, sarebbe estremamente facile da notare… La termite non funziona in orizzontale, funziona in verticale. Non puoi usare la termite per tagliare in orizzontale attraverso l’acciaio. Non puoi attaccare la termite a un gruppo di colonne, a dozzine e dozzine di colonne, e sperare che inizi a tagliare attraverso le colonne a un momento predefinito o addirittura che finisca nello stesso momento… [la combustione della termite] avrebbe creato molta luce. Avrebbe creato grandi incendi, molte fiamme, bagliori, fumo; e tutto questo prima del crollo. Non è successo perché non c’era alcuna termite.”

E ancora: “Chiunque guardi i video deve arrivare alla conclusione ineludibile che entrambi i crolli iniziano esattamente dove gli aerei hanno colpiti gli edifici. Non iniziano dal basso, dal centro o altrove. Ciascuno palazzo inizia a crollare proprio dove l’aereo l’ha colpito. Se accetti questo come un fatto di base, devi arrivare alla conclusione che se c’era una demolizione controllata questa deve essere avvenuta agli stessi piani. Quindi i complottisti devono anche fare l’asserzione che qualcuno in qualche modo ha avuto accesso proprio a quei piani, o prima o dopo gli impatti aerei, ma abbia raggiunto proprio quei punti di contatto e abbia aggiunto altri esplosivi per iniziare i crolli dei palazzi. E la domanda è: perché mai qualcuno dovrebbe fare una cosa simile? E la domanda ancora più grande è come si potrebbe mai accedere a quelle zone, con temperature così alte e iniziare ad attaccare gli esplosivi? E se gli esplosivi fossero stati attaccati in precedenza, come avrebbero potuto evitare che gli impatti aerei li strappassero dalle colonne e scagliassero fuori dagli edifici? Queste sono domande fondamentali a cui nessun complottista sembra capace di rispondere.”

Blanchard fornisce molte altre considerazioni e obiezioni tecniche che liquidano le tesi di demolizione controllata con la potenza dei fatti: le trovate nell’intervista completa.

Ora sta a voi, cari e cocciuti complottisti, spiegare come mai non avete esperti di demolizione che confermano le vostre tesi di demolizione. Avete avuto tredici anni per trovarne qualcuno e finora il vostro bottino è stato decisamente magro. Ma gli incassi no, vero?

Splendida sintesi del pensiero complottista

Splendida sintesi del pensiero complottista

Stefano Disegni prende in giro il complottismo e i complottisti: specialmente quelli che credono di aver capito tutto e che trattano gli altri come deficienti ottusi che non hanno visto la luce della Oscura Verità. Ce n’è per tutti: 2012, sbarco sulla Luna, 11 settembre… e Giulietto Chiesa.

È stata pubblicata dal Fatto Quotidiano. Dove scrive Giulietto Chiesa. Boh.

11/9, scaricabile gratis il libro smontacomplotti del CICAP

11/9, scaricabile gratis il libro smontacomplotti del CICAP

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Nel 2007, all’apice della popolarità mediatica in Italia delle tesi alternative sugli attentati dell’11 settembre 2001, l’editore Piemme chiese al CICAP di preparare un libro di verifica di queste tesi e al tempo stesso invitò Giulietto Chiesa a prepararne uno che le sostenesse.

Il CICAP realizzò 11/9 La cospirazione impossibile: oltre 360 pagine di analisi puntuale e inesorabile delle asserzioni dei complottisti e di spiegazione divulgativa di cosa era successo realmente quel giorno, sulla base delle indagini tecniche e delle competenze degli esperti intervistati, lasciando da parte il fumo della geopolitica. Io scrissi due capitoli, dedicati alle Torri Gemelle e al World Trade Center in generale, mentre gli altri aspetti dell’11/9 furono affrontati dagli autori del CICAP avvalendosi anche del materiale tecnico e delle consulenze degli esperti raccolti dal gruppo Undicisettembre.

Giulietto Chiesa, invece, uscì con Zero, nel quale si dice che il Pentagono fu colpito da un “parassita militare” (pagina 80). C’è proprio scritto così. Se volete, ce n’è una recensione qui.

A metà agosto scorso, Piemme ha restituito agli autori de La cospirazione impossibile i diritti perché il libro ormai è fuori catalogo, e così mi sono messo di corsa a convertirlo in e-book in tempo per la ricorrenza degli attentati, intanto che Massimo Polidoro raccoglieva i consensi degli altri autori per la ripubblicazione. E così da oggi La cospirazione impossibile è scaricabile gratis in formato PDF ed è disponibile in formato EPUB sul sito del CICAP a prezzo simbolico (due euro).

Un’avvertenza: il tempo disponibile è stato pochissimo ed era impraticabile aggiornare tutto il testo, per cui considerate questa prima edizione digitale come una versione iniziale che fotografa la situazione del debunking e del complottismo nel 2007, con una manciata di aggiornamenti nel mio capitolo sulle Torri Gemelle. Inoltre per problemi tecnici non ho potuto usare il file finale adoperato da Piemme per la stampa, per cui possono esserci delle discrepanze. Anzi, se avete la copia cartacea, confrontatela con la versione digitale e ditemi se trovate errori o differenze, così le sistemerò nelle versioni successive.

Tenete presente, inoltre, che per ora il PDF è generato automaticamente partendo dall’EPUB, per cui non aspettatevi finezze d’impaginazione. Ma i contenuti e i link alle fonti ci sono (anche se alcuni sono obsoleti e recuperabili con Archive.org). Poca forma, molta sostanza. La forma, se vediamo che c’è ancora interesse, arriverà.

Insomma, scaricate il libro e tenetelo a disposizione per quando vi capita un complottista che inizia la propria litania: linkategli La cospirazione impossibile e non perdete altro tempo. Non ne vale la pena.

Per quest’anniversario, il blog Undicisettembre lascia da parte le tesi cospirazioniste e si dedica, come è ormai abitudine da tempo, alla raccolta delle testimonianze dei protagonisti diretti di quel giorno: oggi viene pubblicata l’intervista ad Alexander Spano, sopravvissuto all’incendio e al crollo delle Torri Gemelle (disponibile anche in inglese). E il 17 settembre Undicisettembre pubblicherà l’indagine sulle 28 pagine ancora secretate dei rapporti delle commissioni d’inchiesta, di cui tanto si parla in questi giorni.

Bene, Giulietto: noi “debunker” la nostra ricostruzione tecnica dei fatti l’abbiamo messa a disposizione di tutti, senza chiedere soldi. Ora tocca a te.

Oggi complottismo in TV alle 12:45 Raitre

Oggi complottismo in TV alle 12:45 Raitre

Tornano i complottisti a Raitre

Oggi alle 12.45, il programma Le Storie di Corrado Augias ospita Giulietto Chiesa e il suo video Zero sulle teorie cospirazioniste intorno all’11 settembre, di cui si era già occupato tempo addietro Report, sempre su Raitre.

Da parte mia, ho già scritto alla trasmissione (all’indirizzo pubblico lestorie@rai.it) chiedendo rispettosamente che sia offerto al pubblico un contraddittorio, anziché una voce unica, perché presentare senza contraddittorio un video come Zero, che non fa parlare nessun tecnico qualificato a sostegno delle proprie teorie inquietanti, ma presenta come “esperti” personaggi senza alcuna competenza tecnica di settore e che asseriscono di essere in contatto con l’aldilà (Barbara Honegger) o di essere la reincarnazione di Gesù e Re Artù (David Shayler), comporta il rischio di un’informazione distorta che crea confusione anziché chiarezza, specialmente quando approda sui media di grande ascolto.

Staremo a vedere se Augias avrà la schiettezza di fare qualche domanda seria a Chiesa (del tipo “ma come mai non c’è neppure un esperto che confermi le vostre teorie?” o “se, come dice, i dirottatori sono ancora vivi, perché non ce li porta in studio o li intervista?” o “Zero non parla affatto del Volo 93 e glissa sul WTC7, allora lì non ci sono complotti e vi siete dunque sbagliati?”). Per chi fosse interessato, la mia recensione dei principali errori di Zero è qui; l’analisi dettagliata è in lavorazione in Zerobubbole (PDF).

Per chi ancora crede che il foro nel Pentagono sia troppo piccolo per un aereo di linea, e che (per citare Dario Fo in Zero) misuri “cinque metri, ripeto cinque metri di diametro”, non ho parole. Mi basta questa foto:

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Il complottismo undicisettembrino è tutto così: un ammasso di bufale e di panzane, messe in giro da chi non si informa o vuole guadagnare denaro o popolarità facendo leva sulle tragedie altrui e giocando sui pregiudizi per abusare della fiducia del lettore e dello spettatore. Fa tristezza che giornalisti di indubbio spessore abbocchino così facilmente a queste storie soltanto perché appagano un certo orrido senso del fantastico.

Pubblicherò un commento alla trasmissione nel blog apposito Undicisettembre, scritto insieme agli esperti di settore.

Aggiornamento

La trasmissione è finita da poco. Ad Augias è mancato molto il supporto tecnico che avrebbe reso maggiormente evidenti i dati falsi presentati da Giulietto Chiesa. Primo fra tutti, le dimensioni del buco nel Pentagono (“cinque metri”), così importante per le sue tesi di complotto. Ogni volta che Chiesa ripete questa panzana (per la quale basta guardare la foto qui sopra), il complottismo undicisettembrino si copre di un’altra coltre di ridicolo.

Non sono state colte alcune occasioni importanti, come quando Chiesa afferma che c’è un ordine generale di tacere, fatto pervenire non si sa come ai giornalisti del mondo intero, e Augias che non gli chiede “ma a me non è arrivato nessun ordine, e ai giornalisti cubani neppure, men che meno dagli USA, le pare?”.

Ma la dimensione solitaria, paranoica e catarticamente catastrofista del complottismo è stata messa in luce brillantemente, e perlomeno è stato presentato anche un libro di debunking (La cospirazione impossibile, al quale ho partecipato), la cui assidua apparizione ha irritato Chiesa quanto l’acqua santa in faccia a un indemoniato, tanto da spingerlo a fare frecciate poco professionali nei confronti miei e dei coautori del libro.

Maggiori dettagli a breve nel blog Undicisettembre.

Aggiornamento (2008/02/01)

La prima parte della trascrizione commentata della trasmissione è disponibile qui. Giulietto Chiesa ha fatto numerose affermazioni tecniche errate (in senso favorevole, guarda caso, alle tesi complottiste), per poi autoliquidarsi dicendo che “le questioni tecniche sono secondarie”. Incomprensibile.

11/9, Matrix schiacciasassi

11/9, Matrix schiacciasassi

Matrix torna sui complotti dell’11 settembre

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “maurizio.ber****” e “luca.berra****”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ieri sera Matrix, il programma di Canale 5, è tornato a parlare delle teorie di complotto riguardanti l’11 settembre. Lo ha fatto presentando un’anteprima di Zero, il film di Giulietto Chiesa, che sembrerebbe aver dato un taglio alle passate fantasie complottiste per dedicarsi ai dati di fatto (staremo a vedere) e addirittura smentisce alcune delle principali teorie di complotto, causando presumibilmente un massiccio corto circuito logico ai sostenitori di queste teorie.

Enrico Mentana ha anche messo a confronto il film Inganno globale, di Massimo Mazzucco, con la sua impietosa analisi scritta da uno degli autori che con me scrive sul blog Undicisettembre.

Il risultato è stato devastante per le teorie di complotto in generale, ma soprattutto per i seguaci di Luogocomune.net (il sito condotto da Mazzucco), che si sono visti dimostrare, con l’efficacia che solo il video può avere, i falsi, i trucchi e le manipolazioni di Inganno Globale.

L’effetto è quello tipico di quando il santone dai poteri miracolosi viene colto dai suoi seguaci a usare i giochi di prestigio del Manuale di Paperinik: su Luogocomune c’è un’aria di sconforto e smarrimento di chi s’era fidato del guru, una sensazione di persecuzione condita di insulti a Mentana e a tutti i debunker, accuse a tutta la stampa di essere manovrata dalla CIA, desiderio anche violento di rivalsa, e altri elementi classici della paranoia del complottismo che faranno la gioia degli psicologi della Rete.

Se vi interessano i dettagli della questione, trovate un articolo sul blog Undicisettembre, dove da circa un anno scrivo sull’argomento insieme ad esperti di settore, raccogliendo un’enorme massa di materiale che non solo sbufala le teorie di complotto ma fornisce dati poco conosciuti sulla dinamica degli attentati e del crollo degli edifici coinvolti. Per chi si è perso Matrix, a breve dovrebbe essere disponibile la replica su Internet presso il sito della trasmissione.